"Hamas ha accolto positivamente la proposta di cessate il fuoco a Gaza. Ora aspettiamo la risposta di Israele". L’ha detto il ministro egiziano degli Esteri Sameh Shoukry. Netanyahu ha detto che Israele è pronto a “intraprendere la Fase 1 del piano, per la Fase 2 presenterà delle condizioni”.
Almeno 12 persone sono state uccise negli attacchi notturni delle forze israeliane sulle città di Khan Younis e Rafah, nel Sud di Gaza, riporta l'agenzia di stampa Wafa. Attacchi israeliani sui campi profughi di Bureij e Nuseirat, nel centro della Striscia, hanno ucciso altre 10 persone (sempre secondo Wafa).
L’Idf ha annunciato la morte a Gaza di quattro ostaggi.
Il ministro degli Esteri iraniano ad interim è in Libano e successivamente andrà in Siria.
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Gli Houti: “Per la prima volta abbiamo colpito un sito militare israeliano a Eilat con un missile balistico”
Gli Houti dello Yemen sostengono di aver "colpito per la prima volta un sito militare nella città di Eilat (nel sud di Israele) con un missile balistico".
Biden all’emiro del Qatar: “Hamas è l’unico ostacolo al cessate il fuoco a Gaza”
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha detto all'emiro del Qatar Tamim ben Hamad Al-Thani che "Hamas è ora l'unico ostacolo a un cessate il fuoco completo" a Gaza, secondo quanto riportato dalla Casa Bianca.
Biden ha anche "confermato la volontà di Israele di andare avanti sulla base delle condizioni offerte" al movimento palestinese.
La Russia condanna l'attacco israeliano ad Aleppo
Il ministero degli Esteri russo ha espresso la ferma condanna di Mosca all'attacco israeliano della scorsa notte ad Aleppo, "una grave violazione della sovranità della Siria e delle regole fondamentali del diritto internazionale; un simile uso della forza, che nell'attuale tesa situazione regionale può portare a conseguenze estremamente pericolose e innescare un'escalation armata su vasta scala, è inaccettabile".
Mosca "esorta ancora una volta la leadership israeliana ad abbandonare questa pratica".
Il G7 “approva pienamente” l’accordo di pace esposto da Biden
"Approviamo pienamente e sosterremo l'accordo complessivo delineato dal presidente Biden che porterebbe a un cessate il fuoco immediato a Gaza, al rilascio di tutti gli ostaggi, a un forte e significativo aumento dell'assistenza umanitaria da distribuire a Gaza e una fine duratura della crisi, assicurando gli interessi di sicurezza di Israele e la sicurezza dei civili di Gaza": così i leader del G7 in una dichiarazione diffusa dalla presidenza di turno italiana. "Riaffermiamo il nostro sostegno a un percorso credibile verso la pace che conduca a una soluzione dei due Stati", prosegue il comunicato.
"Chiediamo ad Hamas di accettare questo accordo, che Israele è pronto a portare avanti, e invitiamo le nazioni che hanno influenza su Hamas a contribuire a garantire che lo faccia".
La Palestina chiede di associarsi al Sudafrica nella causa contro Israele
"Il 31 maggio, lo Stato di Palestina ha depositato presso la cancelleria della Corte una richiesta di autorizzazione a intervenire e una dichiarazione di intervento" nel caso di genocidio presentato dal Sudafrica contro Israele per le operazioni militari a Gaza, ha dichiarato la Corte internazionale di giustizia in un comunicato.
L’Idf annuncia la morte a Gaza di 4 ostaggi
L’esercito israeliano (Idf) ha confermato la morte di 4 ostaggi a Gaza, in circostanze che sono oggetto di indagine: Chaim Peri (79 anni), Amiram Cooper (84 anni), Yoram Metzger (80 anni) e Nadav Popplewell (51 anni).
Hamas aveva già annunciato la loro morte nelle scorse settimane.
Il Kibbutz Nir Oz annuncia la morte a Gaza degli ostaggi Yoram Metzger e Amiram Cooper
I due erano stati rapiti da Hamas il 7 ottobre.
Il Kibbutz Nirim conferma la morte dell'ostaggio Nadav Popplewell
È stato ucciso a Gaza, da prigioniero di Hamas, il cittadino britannico-israeliano Nadav Popplewell, che era stato preso in ostaggio il 7 ottobre. Lo ha annunciato il Kibbutz Nirim, nel quale Popplewell viveva. A maggio Hamas aveva pubblicato un video di Popplewell con un occhio tumefatto e aveva poi dato la colpa della sua morte a un attacco aereo israeliano.
Un convegno di psicanalisi salta a Roma per la presenza di relatori israeliani
Il portale Moked Pagine Ebraiche scrive che "Il 9 giugno a Roma si sarebbe dovuta tenere una conferenza internazionale intitolata 'Trauma personale e collettivo, condivisione di punti di vista ed esperienze professionali'. Doveva essere un confronto tra esperti di Italia, Israele e Gran Bretagna per parlare dei traumi del 7 ottobre e delle terapie per aiutare adulti e bambini a superarli. Sul tavolo non c'erano questioni politiche, eppure la conferenza, per la presenza di professionisti israeliani, è stata cancellata". Nei giorni scorsi aveva riportato la notizia "la New Israeli Jungian Association, promotrice dell'iniziativa che aveva il patrocinio dell'Associazione italiana di psicologia analitica (Aipa) e dall'Associazione per la ricerca in psicologia analitica (Arpa)".
"Più che annullato, l'evento è rimandato. Questo convegno non ha nessuna connotazione politica, è un'occasione di studio sulla situazione traumatica, tutta un'altra cosa. Farlo però adesso con questo clima forse non avrebbe avuto il suo effetto, quindi lo rimandiamo". Così Filippo Strumia, presidente di Aipa, all’Adnkronos Salute.
I ministri degli Esteri arabi: "Importante rapportarsi positivamente" alla proposta presentata da Biden
I ministri degli Esteri di Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti Giordania e Qatar si sono riuniti virtualmente per discutere del piano di pace per Gaza presentato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. Hanno detto che è importante "rapportarsi seriamente e positivamente" a tale piano.
Israele a marzo ha sventato un attentato suicida di Hamas
Israele ha annunciato di aver sventato a marzo un tentativo di Hamas di effettuare un attentato suicida. Secondo lo Shin Bet (servizi segreti interni), il 15 marzo un palestinese è stato arrestato a Nablus; il suo interrogatorio ha rivelato che a dicembre 2023 era stato reclutato da un agente di Hamas che vive in Turchia e aveva accettato di effettuare un attacco suicida in Israele. Il presunto attentatore in pectore aveva anche filmato un testamento. Altri membri di Hamas coinvolti nel complotto sono stati arrestati.
Kirby (Casa Bianca): “Hamas accetti l’accordo, è il migliore per mettere fine al conflitto”
"Hamas deve accettare l'accordo proposto da Israele: è buono per la popolazione a Gaza, è buono per gli israeliani". Così il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby, in un briefing con alcuni giornalisti. "È un accordo molto serio, il migliore per mettere fine a questo conflitto", ha sottolineato Kirby. Lo riporta Ansa
Nell’attacco israeliano in Siria di domenica è stato ucciso un consigliere militare iraniano
L’agenzia iraniana di notizie SNN ha reso noto che nell’attacco israeliano di domenica in Siria è stato ucciso un consigliere militare iraniano.
Biden oggi parlerà con l’emiro del Qatar
Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden parlerà in giornata al telefono con l'emiro del Qatar Tamim bin Hamad al-Thani per discutere degli sforzi in corso per far accettare a Israele e Hamas la proposta di pace presentata venerdì.
Israele: “Lanciati 30 missili dal Libano sulle Alture del Golan”
L'esercito di Israele (Idf) ha dichiarato che dal Libano sono stati lanciati 30 razzi verso le Alture del Golan, senza fare vittime.
Smotrich: "Proposta di pace pericolosa, il gabinetto di guerra si sta arrendendo a Sinwar"
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich è tornato a criticare il gabinetto di guerra e a minacciare di "sostituire quella leadership fallimentare" in caso di adozione del "pericoloso" accordo di pace esposto venerdì dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden. "Fanno sempre gli stessi errori, si arrendono a Sinwar e umiliano lo Stato di Israele", ha dichiarato Smotrich fuori dalla Knesset. "L'ho detto al primo ministro: siamo dalla tua parte se cerchi la vittoria, ma saremo contro di te con tutta la nostra forza se sceglierai la resa e la sconfitta".
Haaretz: “Hamas vuole dagli Usa la garanzia ufficiale che Israele rispetterà tutti i termini dell’accordo”
Il quotidiano israeliano Haaretz, citando fonti di Hamas, riporta che il gruppo avrebbe chiesto agli Stati Uniti la garanzia ufficiale che Israele rispetterà tutti i termini dell'accordo. I vertici di Hamas avrebbero già informato i mediatori qatarini ed egiziani della loro richiesta, aggiunge Haaretz.
Netanyahu: “La guerra non finirà prima della distruzione di Hamas”
“La guerra nella Striscia di Gaza non finirà se prima non sarà distrutto Hamas, non saranno rilasciati gli ostaggi e non sarà garantita la sicurezza nazionale”: così il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu secondo fonti del quotidiano The times of Israel. Netanyahu ha tenuto un discorso di fronte alla Commissione affari esteri e difesa della Knesset.
Primo viaggio all'estero del nuovo ministro degli Esteri iraniano: è in Libano, poi andrà in Siria
Il ministro degli Esteri ad interim dell'Iran, Ali Bagheri Kani, ha iniziato oggi la sua prima visita diplomatica ufficiale dalla morte del suo predecessore Hossein Amirabdollahian, perito con il presidente Ebrahim Raisi in un incidente di elicottero.
Bagheri Kani è arrivato oggi in Libano e successivamente andrà in Siria. Secondo l'agenzia statale iraniana Irna, incontrerà "dignitari dei due Paesi e rappresentanti del fronte della resistenza per parlare di come combattere" Israele.
Ben Gvir accusa Netanyahu di tenere nascosti i veri termini dell’accordo
Il partner di estrema destra della coalizione israeliana Ben Gvir ha accusato lunedì il primo ministro Benjamin Netanyahu di tentare di nascondere i veri termini dell’accordo per porre fine alla guerra di Gaza portato avanti dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, e ha ripetuto la minaccia di lasciare il governo.
Alla sua fazione parlamentare ha detto che Netanyahu lo aveva invitato a leggere la proposta, ma gli assistenti del premier per due volte non sono riusciti a produrre il documento. Qualsiasi piano deve comportare il rovesciamento di Hamas, ha detto Ben-Gvir.
Netanyahu: “Il cessate il fuoco solo alle nostre condizioni”
"L'affermazione secondo cui abbiamo concordato un cessate il fuoco senza che le nostre condizioni fossero soddisfatte non è vera". Lo ha detto il premier Benyamin Netanyahu in commissione alla Knesset dove ha riferito dello stato della guerra a Gaza, sottolineando l'attività a Rafah e nella zona di Filadelfia, i negoziati per il rilascio degli ostaggi e sul futuro della Striscia.
Abu Mazen a Khamenei: “I palestinesi pagano il prezzo della guerra”
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Abu Mazen, ha risposto duramente alla Guida Suprema iraniana, l'ayatollah Ali Khamenei, sottolineando che è il popolo palestinese a pagare il prezzo della guerra con Israele scatenata il 7 ottobre dall'attacco di Hamas. "Ciò che vogliamo è porre fine all'occupazione e avere il nostro Stato palestinese indipendente con Gerusalemme Est come capitale, e non politiche che non servono agli obiettivi nazionali palestinesi...e distruggono il popolo palestinese, allontanandolo dalla terra la cui identità ha lottato per preservare, generazione dopo generazione", ha sottolineato il leader di Ramallah, come riferito dall'agenzia di stampa Wafa. Le sue parole arrivano dopo che stamane Khamenei si è nuovamente rallegrato per l'attacco del 7 ottobre, sferrato "al momento giusto", grazie al quale Israele è "sulla via della distruzione" e "si sta gradualmente disintegrando".
Netanyahu: “Tregua a tempo per gli ostaggi e poi discuteremo”
"La guerra finirà (il tempo) per riportare indietro gli ostaggi e poi discuteremo. Ci sono altri dettagli che il presidente degli Stati Uniti non ha presentato al pubblico". Lo ha affermato il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sostenendo che ci sono "lacune" tra la versione israeliana e la proposta presentata da Biden che è "incompleta".
Il capo dell’opposizione Lapid a Netanyahu: “Chiudi l’intesa sugli ostaggi, ti sosteniamo”
Il leader dell'opposizione israeliana Yair Lapid ha esortato il premier Benjamin Netanyahu a chiudere l'accordo per una tregua a Gaza e la liberazione degli ostaggi, offrendogli nuovamente di fornire al suo governo "una rete di sicurezza" nel caso i partiti di estrema destra ne uscissero per protesta. "I nostri ostaggi devono ritornare. Ben Gvir e Smotrich non possono impedire loro di tornare a casa. Stanno morendo lì... Ci sarà tempo per eliminare Sinwar e Deif, ci sarà tempo per eliminare Hamas. Non c'è più tempo per gli ostaggi", ha affermato Lapid.
I ministri e leader dell'estrema destra Bezalel Smotrich e Itamar Ben-Gvir hanno minacciato di uscire dalla coalizione di governo se Netanyahu accetterà la proposta sul tavolo negoziale per ottenere la liberazione degli ostaggi in cambio del cessate il fuoco a Gaza.
[[(gele.Finegil.Image2014v1) MIDEAST ISRAEL PALESTINIAN CONFLICT]]
Netanyahu: “Pronti a intraprendere la Fase 1 del piano. Per la Fase 2 presenteremo dei termini”
Il primo ministro Benjamyn Netanyahu ha detto che Israele è pronta a intraprendere la Fase 1 del piano illustrato da Joe Biden. “Poi presenteremo i termini per la Fase 2”, ha aggiunto.
Una indagine dell’Onu: a Gaza distrutto o danneggiato il 55% degli edifici
Secondo un'analisi satellitare preliminare delle Nazioni Unite, circa il 55% di tutte le strutture nella Striscia di Gaza sono state distrutte, danneggiate o forse danneggiate dallo scoppio della guerra in ottobre. Lo riporta il Guardian. L'analisi ha mostrato che più di 137.000 edifici sono stati colpiti, ha scritto Unosat, l'agenzia di analisi satellitare delle Nazioni Unite, in un post su X. La stima si basa su un'immagine satellitare scattata il 3 maggio e confrontata con le immagini scattate a maggio di un anno prima, lo scorso settembre e il 15 ottobre, poco più di una settimana dopo l'attacco di Hamas contro Israele del 7 ottobre .
Il Cairo: “L’Egitto rifiuta la presenza israeliana al valico tra Sinai e Gaza. Serve una amministrazione palestinese”
L'Egitto rifiuta la presenza israeliana al valico di frontiera di Rafah tra la penisola egiziana del Sinai e la Striscia di Gaza. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri egiziano Sameh Shoukry in conferenza stampa congiunta con il ministro degli esteri spagnolo José Manuel Albares a Madrid. "È difficile che il valico di Rafah continui a funzionare senza un'amministrazione palestinese", ha aggiunto Shoukry.
Il ministero della Sanità di Gaza: il bilancio dei morti è salito a 36.479
Il Ministero della Sanità di Hamas ha annunciato un nuovo bilancio di 36.479 vittime nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra tra Israele e il movimento islamico palestinese quasi otto mesi fa. Almeno 40 persone sono state uccise nelle ultime 24 ore, ha affermato il ministero in un comunicato stampa, che ha anche segnalato 82.777 feriti nel territorio palestinese dall'inizio della guerra il 7 ottobre.
Media: Netanyahu vuole vedere Ben Gvir su accordo con Hamas
Il premier Netanyahu avrebbe convocato il ministro della sicurezza nazionale - e leader di destra radicale - Itamar Ben Gvir per spiegargli il possibile accordo con Hamas. Lo ha riferito Israele Ha-Yom (considerato vicino a Netanyahu) che cita fonti dell'ufficio del premier secondo cui l'incontro dovrebbe avvenire nelle prossime ore. Le stesse fonti hanno fatto sapere che intanto è stato spiegato a Ben Gvir - decisamente contrario all'intesa - che nell'eventuale accordo "non c'è la fine della guerra". Sia Ben Gvir sia l'altro ministro di destra radicale Bezalel Smotrich hanno minacciato una possibile uscita dalla maggioranza di governo.
Israele: “Circa 50 gli obiettivi colpiti a Gaza”
Sono circa 50 gli obiettivi militari colpiti dall'esercito di Israele nelle ultime 24 ore in raid sulle Striscia. Lo ha fatto sapere il portavoce secondo cui gli obiettivi hanno incluso "infrastrutture terroristiche dei gruppi armati e depositi di armi". L'esercito - ha proseguito la stessa fonte - sta continuando ad operare nella zona di Rafah, nel sud dell'enclave palestinese e anche al centro della Striscia.
Ministro Egitto: “No alla presenza di Israele alla frontiera di Rafah”
L'Egitto ha espresso oggi la sua opposizione a una presenza israeliana alla frontiera di Rafah, fra la penisola egiziana del Sinai e la Striscia di Gaza, secondo quanto ha dichiarato oggi il ministro degli Affari esteri, Sameh Shoukry in conferenza stampa con l'omologo spagnolo, José Manue Albares, dopo un incontro a Madrid. "È difficile che il passo di Rafah continui a funzionare senza un'amministrazione palestinese", ha rilevato Shoukry.
Gallant: “Con Blinken discusso di un governo alternativo ad Hamas”
Il ministro israeliano della Difesa Yoav Gallant ha detto al segretario di Stato americano Antony Blinken, nella telefonata della scorsa notte, che Israele è determinato a smantellare Hamas e a trovare un'alternativa per governare Gaza. Lo riporta il Times of Israel. "Nel quadro di qualsiasi processo di sviluppo, Gallant ha sottolineato l'impegno di Israele a smantellare Hamas come autorità governativa e militare. A questo proposito, ha discusso la questione di identificare e consentire l'emergere di un'alternativa di governo locale", si legge nel comunicato diffuso dal suo ufficio.
Egitto: “Hamas ha accettato la proposta degli Usa”
"Hamas ha accolto positivamente la proposta di cessate il fuoco a Gaza e ora aspettiamo la risposta di Israele". Lo ha detto il ministro egiziano degli Esteri Sameh Shoukry, oggi in visita a Madrid. "La proposta di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e di scambio di prigionieri e detenuti deve essere accettata. Le prime dichiarazioni di Hamas indicano che ha accolto positivamente la proposta di accordo e ora aspettiamo la risposta israeliana", ha detto Shoukry durante una conferenza stampa con il suo omologo spagnolo. "La guerra nella Striscia di Gaza espone la regione al caos e le pratiche di Israele violano il diritto internazionale". Il ministro egiziano ha apprezzato "la posizione della Spagna a favore della causa palestinese, soprattutto dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina". "Dobbiamo rispettare le regole del diritto internazionale, rispettare le decisioni della Corte internazionale di giustizia e preservare il sistema di azione multilaterale internazionale", ha aggiunto, nella consapevolezza che "la guerra nella Striscia di Gaza ha avuto ripercussioni catastrofiche sul popolo palestinese" fino a rendere il territorio "invivibile". "Speriamo di risolvere la causa palestinese sulla base della soluzione dei due Stati e della creazione di uno Stato palestinese ai confini del 1967 con Gerusalemme-Est come capitale". "La posizione egiziana è chiara nel respingere la presenza israeliana sul lato palestinese del valico di Rafah", ha proseguito, precisando che "il trattato di pace con Israele è importante e va rispettato" e che "è difficile ripristinare il valico di Rafah senza un'amministrazione palestinese dall'altra parte".
Khamenei: “Dopo il 7 ottobre Israele si sta disintegrando”
L'Iran riafferma il suo compiacimento per quanto accaduto lo scorso 7 ottobre e per le conseguenze che ritiene avrà sull'esistenza stessa di Israele. Il leader supremo della Repubblica islamica, l'ayatollah Ali Khamenei, ha dichiarato che Israele e' "sulla via della distruzione", che "si sta gradualmente disintegrando", grazie all'attacco di Hamas del 7 ottobre, effettuato "al momento giusto". Quell'attacco, ha detto, "ha rappresentato un colpo decisivo per il regime sionista" e lo ha messo "sulla strada che porterà alla sua distruzione", ha dichiarato il leader iraniano in un discorso pronunciato in occasione del 35esimo anniversario della morte dell'ayatollah Khomeini, il fondatore della Repubblica Islamica. "È successo al momento giusto", ha aggiunto. "Naturalmente, non posso pretendere che chi l'ha concepito sapesse fino a che punto sarebbe stato un ottimo lavoro, ma di fatto e' stato cosi'. Il regime sionista si sta gradualmente disintegrando davanti agli occhi dei popoli del mondo - ha proseguito - Prima o poi l'America dovra' ritirare il suo sostegno", ha detto l'Ayatollah Khamenei, parlando davanti a diverse migliaia di persone riunite nel mausoleo di Khomeini, vicino a Teheran. L'Iran, che non riconosce Israele, è uno dei principali sostenitori di Hamas, che fa parte del cosiddetto "asse della resistenza" che riunisce gli alleati di Teheran in Medio Oriente.
Ong: sale a 16 il bilancio delle vittime del raid israeliano contro la Siria
È salito a 16 miliziani siriani filo-iraniani il bilancio del raid aereo israeliano compiuto nella notte nel nord della Siria, nei pressi di Aleppo e non lontano a basi militari russe e turche presenti nella regione. Lo riferisce l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, secondo cui l'attacco ha preso di mira depositi di armi di Hezbollah e una fabbrica di rame nelle località di Hayyan e Tamura, vicino alla metropoli settentrionale siriana. Tra le vittime ci sono diversi feriti in condizioni molto gravi, riferiscono le fonti citate dall'Osservatorio. Questo potrebbe far sì che il bilancio si aggravi col passare delle ore. Dall'inizio dell'anno a oggi Israele ha condotto 44 attacchi sul territorio siriano contro obiettivi iraniani e di milizie filo-iraniane. Da gennaio a oggi nei raid israeliani in Siria sono stati uccisi 164 tra soldati e miliziani e 13 civili, inclusi un minore e due donne. Tra gli uomini armati uccisi si contano 21 Pasdaran iraniani. 30 Hezbollah libanesi, 12 combattenti iracheni filo-iraniani, 44 miliziani siriani cooptati dall'Iran, 40 soldati governativi siriani e tre persone mai identificate.
Tajani: “Sosteniamo la mediazione Usa per Gaza”
"Noi sosteniamo con grande convinzione" il piano per il cessate il fuoco a Gaza annunciato dal presidente degli Stati Uniti, "perchè è tempo di arrivare finalmente a questo cessate il fuoco che permetta la liberazione degli ostaggi e portare aiuti alla popolazione civile palestinese". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in studio a Sky News 24. "Noi sosteniamo questa mediazione e speriamo che Israele e Hamas si trovino d'accordo almeno su questo primo tentativo di sospendere la guerra", ha aggiunto Tajani.
Gantz a Blinken: “La restituzione degli ostaggi è la priorità”
Benny Gantz, membro del gabinetto di guerra israeliano, afferma su X di aver avuto ieri sera un colloquio con il segretario di stato americano, Antony Blinken, e di aver chiarito che considera la restituzione degli ostaggi come una "priorità nella cronologia della guerra". "Ho parlato ieri - afferma Gantz - con il Segretario di Stato americano Blinken sugli sforzi per garantire un accordo per la restituzione degli ostaggi. Gli ho sottolineato che lo Stato di Israele è impegnato nella restituzione degli ostaggi e la considera non solo una responsabilità morale superiore, ma anche una priorità nel calendario della guerra. Intendiamo fare tutto il necessario per esaurire ogni opportunità di raggiungere l'obiettivo. Ho ribadito al segretario l'imperativo della pressione americana sui negoziatori per garantire l'attuazione dell'accordo proposto da Israele".
Raid israeliani su siti Hezbollah nel sud del Libano
Caccia israeliani hanno colpito nella notte un lanciatore di razzi ed edifici utilizzati dai miliziani di Hezbollah a Naqoura, Maroun al-Ras e Khiam, nel sud del Libano. Gli attacchi fanno seguito a una serie di lanci di razzi e droni ieri contro il nord di Israele. A renderlo noto sono fonti militari israeliane citate dal Times of Israel.
Unrwa: “Oltre un milione di persone ha lasciato Rafah”
Oltre un milione di persone hanno lasciato la città di Rafah, nel sud di Gaza. Lo afferma l'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa). Circa 1,4 milioni di persone si erano rifugiate in città durante la guerra, ma hanno iniziato ad andarsene dopo che Israele li ha esortati ad evacuare prima di un'incursione nella città.
Israele: intercettato missile lanciato dal Mar Rosso
Il sistema di difesa aereo israeliano ha intercettato un missile superfice-superfice lanciato dal Mar Rosso verso Israele, dove, a Eilat, sono risuonate le sirene di allarme. Lo ha fatto sapere il portavoce militare secondo cui non ci sono vittime.
Netanyahu a Ben Gvir: “Accordo di pace non è irresponsabile”
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha invitato il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir a un incontro a seguito della sua minaccia di far cadere il governo sulla nuova proposta di accordo sul rilascio degli ostaggi e il cessate il fuoco. Netanyahu - secondo il quotidiano Israel Hayom, che cita fonti dell'ufficio del premier - intende mostrargli la bozza della proposta che è stata resa pubblica dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden venerdì. Secondo questa fonte, la bozza non contiene una clausola che obblighi Israele a porre fine ai combattimenti. Netanyahu intende dimostrare al ministro che non si tratta di un "accordo irresponsabile". Ben Gvir e il collega ministro Bezalel Smotrich hanno dichiarato che lasceranno la coalizione se si procederà con l'accordo. Lo riporta il Times of Israel.
Identificato in un kibbutz il corpo di un uomo ritenuto ostaggio
Ilcorpo di un presunto ostaggio israeliano dei gruppi armati palestinesi nella Striscia di Gazaè stato trovato e identificato in uno dei kibbutz attaccati da Hamas il 7 ottobre, ha annunciato l'esercito israeliano. "Il corpo di Dolev Yehud è stato ritrovato nel kibbutz Nir Oz", ha scritto in un comunicato l'esercito, precisando che e' stato oggetto di "identificazione scientifica e analisi completa in coordinamento con esperti antropologici". Dolev Yehud, 35 anni, residente nel kibbutz Nir Oz, era un membro dei servizi medici di emergenza, scrive l'esercito. Durante l'attacco del movimento islamico palestinese Hamas in Israele il 7 ottobre, "ha lasciato la sua casa per cercare di salvare vite umane" ma e' stato "ucciso dall'organizzazione terroristica Hamas", aggiunge il comunicato. Yehud fino a ora era considerato un ostaggio a Gaza.
Tajani: “Disposti a missioni Onu per formare lo Stato palestinese”
“Noi siamo pronti a riconoscere lo stato palestinese, ma quando riconoscerà Israele e quando Israele riconoscerà lo stato palestinese. Ma certamente non uno stato palestinese guidato da Hamas". Lo ha detto il ministro degli Esterio Antonio Tajani intervistato da Rtl. "Siamo disposti a partecipare a una eventuale missione Onu con i nostri militari per formare un nuovo stato palestinese, per vivere in pace. Noi vogliamo la pace", ha aggiunto Tajani.
Israele: intercettato e distrutto un razzo degli Houti diretto verso Eilat
Le forze israeliane di difesa (Idf) affermano di aver intercettato e abbattuto, grazie al sistema Arrow, un razzo diretto verso la città meridionale israeliana di Eilat presumibilmente lanciato dai ribelli yemeniti houti. Lo riporta The Times of israel. Durante l'attacco le sirene d'allarme hanno suonato nella città. Dall'inizio della guerra in Medioriente, ricorda Times of Israel, diversi razzi e droni sono stati lanciati dagli Houti contro Eilat.
Ventidue morti nella notte in diversi raid israeliani su Gaza
Il bilancio delle vittime degli attacchi notturni su abitazioni e campi profughi nella Striscia di Gaza è salito a 22 morti, secondo quanto riporta Al Jazeera, citando i media locali. Almeno 12 persone sono state uccise, tra cui donne e bambini, negli attacchi notturni delle forze israeliane sulle città di Khan Younis e Rafah, nel Sud di Gaza, riporta l'agenzia di stampa Wafa. Due attacchi israeliani sui campi profughi di Bureij e Nuseirat, nel centro di Gaza, invece, hanno ucciso altre 10 persone, sempre secondo l'agenzia Wafa.
Identificato corpo di Yehud ritenuto ostaggio
Il corpo di Dolev Yehud, che si pensava fosse stato rapito da Hamas il 7 ottobre nel kibbutz di Nir Oz, è stato invece identificato tra gli uccisi dalla fazione islamica in quell'assalto. Lo ha fatto sapere l'esercito al termine di una indagine forense sui resti di vittime sui quali si sta ancora lavorando. Dolev Yehud (35 anni), era un paramedico nelle organizzazioni di Pronto Soccorso che durante l'attacco di Hamas lasciò la propria casa per prestare aiuto nel kibbutz. "E' stato ucciso da Hamas e - ha aggiunto il portavoce - il suo corpo è stato localizzato nel kibbutz stesso".
Israele: “Sirene di allarme al nord, al confine col Libano”
Le sirene di allarme stanno risuonando nel nord di Israele, nella zona di Hurfeish, al confine con il Libano. Lo ha detto il portavoce militare aggiungendo che nella scorsa notte aerei israeliani hanno colpito obiettivi Hezbollah, tra "un lanciatore di razzi e strutture militari", nelle aree di Naqoura, Maroun El Ras, e Khiam nel Libano del sud.
Smotrich consulta rabbini su possibile uscita da governo
Il ministro israeliano delle Finanze, l'esponente dell'estrema destra, Bezalel Smotrich, ha tenuto una serie di incontri con i rabbini associati al suo partito 'Sionismo religioso' riguardo alle sue minacce di lasciare la coalizione, se Israele accettasse la nuova proposta di rilascio degli ostaggi e di cessate il fuoco. Lo riporta il sito Kipa, secondo cui Smotrich intende lasciare il governo prima che venga approvato qualsiasi accordo di cessate il fuoco. Sabato, dopo aver saputo del piano annunciato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden, Smotrich ha detto di aver parlato con il primo ministro Benjamin Netanyahu e di avergli annunciato la sua uscita dalla coalizione di governo in caso la nuova proposta fosse stata accettata.
Media, 12 morti in raid Israele a Rafah e Khan Yunis
L'agenzia di stampa palestinese Wafa afferma che almeno 12 persone tra cui donne e bambini sono morte e diverse altri sono rimaste ferite in una serie di bombardamenti israeliani che stamattina hanno colpito le zone di Khan Yunis e Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Tra ieri sera è stanotte almeno altre dieci persone avevano già perso la vita in raid sui campi profughi di Nuseirat e Bureij, sempre secondo la Wafa. Il bilancio delle vittime nell'enclave palestinese dal 7 ottobre è di almeno 36.439 morti e 82.627 feriti, stando agli ultimi dati del Ministero della Sanità locale gestito dal movimento islamista Hamas.
Attacco israeliano vicino Aleppo, 12 morti
Almeno 12 combattenti filo-regime sono stati uccisi in un attacco israeliano notturno che ha preso di mira una fabbrica vicino ad Aleppo, nel nord della Siria. Lo ha riferito una ONG. "Almeno 12 combattenti filo-iraniani, di nazionalità siriana e straniera, sono stati uccisi in un attacco aereo israeliano su una postazione nella città di Hayyan, a nord di Aleppo, provocando forti esplosioni in una fabbrica", ha affermato l'Osservatorio siriano per i diritti umani.
Blinken, Israele accetti proposta Biden per stop guerra
il segretario di Stato americano Antony Blinken ha invitato Israele ad accettare la proposta di cessate il fuoco presentata venerdì dal presidente Joe Biden. Secondo una dichiarazione del portavoce del dipartimento Matthew Miller, Blinken ha parlato ieri con il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant della proposta di raggiungere un cessate il fuoco totale e completo a Gaza come parte di un accordo sugli ostaggi che consentirebbe anche di aumentare l'assistenza umanitaria in tutta Gaza. "Il segretario ha elogiato la volontà di Israele di concludere un accordo e ha affermato che la responsabilità della sua accettazione ricade su Hamas", si legge nella nota. Blinken ha inoltre sottolineato che la proposta "promuoverebbe gli interessi di sicurezza a lungo termine di Israele" e aprirebbe la possibilità "per una maggiore integrazione nella regione", riaffermando al contempo il forte impegno degli Stati Uniti per la sicurezza di Israele. Venerdì scorso il presidente Biden ha reso pubblica una proposta di tregua consensuale con Israele nella quale, in tre fasi, entrambe le parti raggiungerebbero il cessate il fuoco permanente voluto da Hamas e la liberazione degli ostaggi chiesta dall'esecutivo di Benjamin Netanyahu. Hamas chiede l'impegno di Israele a "raggiungere un accordo che porti a un cessate il fuoco globale, a un ritiro completo da Gaza, (e) all'ingresso illimitato di aiuti per dare rifugio e assistere gli sfollati".
Raid aerei israeliani su campo Nuseirat a Gaza
Quattro civili sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti in un raid aereo israeliano nel campo profughi di Nuseirat, nella Striscia di Gaza centrale, secondo quanto riferito da fonti locali. Lo rende noto l'agenzia di stampa palestinese Wafa. Le fonti hanno detto che gli aerei da guerra israeliani hanno preso di mira una casa appartenente alla famiglia Abu Nar, in Street 20, nel campo di Nuseirat, uccidendo quattro civili e ferendone altri.