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Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Mosca sanziona i media occidentali: in Russia bloccato l’accesso anche ai siti di Repubblica, la Stampa, Rai e La7

Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Mosca sanziona i media occidentali: in Russia bloccato l’accesso anche ai siti di Repubblica, la Stampa, Rai e La7
Il comunicato del gruppo editoriale Gedi: “Rammarica la decisione russa, continueremo a garantire un’informazione libera e di qualità”. La condanna della Farnesina: “La scelta di Mosca non cancella gli effetti di una guerra violenta, devastatrice e illegale”
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Segui la diretta della guerra in Ucraina del 26 giugno

La Russia ha bloccato l'accesso sul suo territorio ai siti di 81 media europei, tra cui quelli di Repubblica, La Stampa, Rai e La7, in risposta ad analoghe misure adottate dalla Ue nei confronti dei russi Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Lo annuncia in una nota il ministero degli Esteri di Mosca. Una decisione che, scrive in un comunicato il gruppo editoriale Gedi, “rammarica. Continueremo a garantire un’informazione libera e di qualità”. Dura la condanna della Farnesina: “La scelta di Mosca non cancella gli effetti di una guerra violenta, devastatrice e illegale”. La Corte penale internazionale ha emesso mandati d'arresto per l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e per il capo di stato maggiore Valery Gerasimov. Inoltre, la Corte di Strasburgo ha condannato la Russia per la violazione dei dei diritti umani in Crimea a cominciare dal 27 febbraio del 2014.

Austin parla con il ministro della Difesa russo

Lloyd Austin ha parlato con il ministro della Difesa russo Andrei Belousov. Lo ha detto il portavoce del Pentagono, il generale Pat Ryder, sottolineando che i due hanno concordato di "tenere aperte le linee di comunicazione". Era dal marzo 2023 che il segretario alla Difesa non parlava con il suo omologo di Mosca, all'epoca ancora Serghiei Shoigu.
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Usa: “Media oscurati? Mosca teme che si sappia verità”

La Russia "ha paura che il proprio popolo conosca la verità". Questo il commento del Dipartimento di Stato americano dopo la decisione di Mosca di bloccare l'accesso sul territorio russo a 81 media occidentali, tra cui anche diverse testate italiane.

L’Austria condanna il blocco dei media in Russia e convoca il diplomatico russo

Vienna ha criticato la decisione di Mosca di bloccare l'accesso sul territorio russo ai media austriaci, compresi l'emittente pubblica Orf e l'Austrian Media Group. "Questa decisione è un altro passo, anche se non sorprendete, del (presidente russo Vladimir) Putin per soffocare la diversità dei media e quindi tenere la sua popolazione all'oscuro", dichiara il ministero degli Esteri, precisando che è stato convocato l'incaricato d'affari dell'ambasciata russa in Austria.

Ucraina: “Impegnati a risolvere questione minoranze con Ungheria”

"L'Ucraina ha confermato in modo continuo e persistente la sua determinazione a garantire buone relazioni con gli Stati membri confinanti, anche per quanto riguarda le questioni relative alla tutela delle minoranze nazionali" e resta impegnata ad "affrontare e attuare pienamente le 11 questioni sollevate da parte ungherese, volte a rafforzare ulteriormente la protezione delle minoranze nazionali e a proseguire le discussioni bilaterali in corso con l'Ungheria a questo proposito". Così Olga Stefanishyna, vice premier ucraina responsabile per l'integrazione europea ed euroatlantica del Paese, intervenendo alla prima conferenza intergovernativa a Lussemburgo che segna l'apertura dei negoziati di adesione all'Ue di Kiev.
"Restiamo inoltre impegnati ad attuare in buona fede le misure sulla tutela dei diritti delle minoranze nazionali concordate con loro nel dialogo e sulla base degli accordi pertinenti con l'Ungheria e a contribuire alla futura comprensione, fiducia e rispetto reciproci", ha aggiunto Stefanishyna, dicendo di aspettarsi "lo stesso contributo alla comprensione, alla fiducia e al rispetto reciproci anche dai nostri partner vicini". La questione della protezione della minoranza ungherese in Ucraina ha provocato negli anni attriti tra Budapest e Kiev ed è stata indicata dal governo ungherese come uno degli ostacoli all'adesione del Paese all'Ue.

Scalfarotto (Iv): “Putin contro il libero giornalismo è patetico”

"Il governo di Putin blocca l'accesso dalla Russia alle trasmissioni e ai siti di Rai, La7, Repubblica e La Stampa: una ritorsione contro le decisioni europee verso alcuni dei canali della disinformazione russa. Patetico tentativo di equiparare il giornalismo libero con i megafoni di un regime: benissimo ha fatto la Farnesina esprimere la sua più ferma condanna nei confronti della decisione russa". Lo scrive su X Ivan Scalfarotto, responsabile Esteri di Italia Viva riguardo la censura russa contro alcuni media occidentali.

In Germania si dibatte sul futuro dei rifugiati ucraini

In Germania, l'impatto delle elezioni europee che hanno visto l'avanzata dei partiti estremisti di destra e sinistra si avverte nel dibattito sull'Ucraina: perfino sul trattamento dei rifugiati si è acceso uno scontro. Fa discutere ad esempio la dichiarazione del capogruppo parlamentare della Csu, Alexander Dobrindt, secondo il quale "a due anni dall'inizio della guerra, deve valere ormai il seguente principio: lavoro in Germania o rientro nelle aree sicure nell'occidente dell'Ucraina". Le parole rilasciate alla Bild am Sonntag hanno acceso, come prevedibile, una polemica e oggi a replicare è stato l'ambasciatore ucraino Oleksii Makeiev: "Mi sembrano espressioni un po' impersonali e populistiche". "Sentiamo dire in Germania che ci sarebbero dei siti al sicuro in Ucraina. Chi lo dice non è mai stato in Ucraina, però, e non ci andrebbe a trascorrere una vacanza in famiglia", ha affermato parlando alla tv pubblica Phoenix. Secondo il diplomatico, che ha comunque ringraziato i tedeschi della solidarietà e del forte sostegno al suo Paese, in Germania l'integrazione dei connazionali sarebbe più difficile che altrove. "E questo non dipende soltanto dalle ucraine e dagli ucraini, ma anche dal governo tedesco". A suo avviso, bisognerebbe agevolare il riconoscimento delle formazioni professionali e ridurre le richieste sul livello linguistico di base per accedere al lavoro. Makaiev ha anche affermato che la stessa comunicazione coi tedeschi andrebbe migliorata, per "motivarli" a sostenere la difesa Ucraina dalla guerra russa, e incoraggiarli nell'affrontare "le loro paure". Compito che il diplomatico ha spiegato di affrontare anche "personalmente", parlando molto con la gente.

Lupi: “La censura di Putin contro i media è un marchio di qualità delle testate italiane”

"La censura russa contro alcuni media occidentali, tra cui gli italiani, Rai, La7, La Stampa, La Repubblica, è un marchio che certifica la qualità del lavoro giornalistico di queste testate". Lo afferma il presidente di Noi Moderati Maurizio Lupi. "L'informazione libera non è di casa a Mosca - prosegue - e il regime mal tollera media che non riesce a controllare, un elemento che dovrebbe far riflettere i filo-Putin di casa nostra. Il blocco dei siti occidentali testimonia anche la debolezza di un regime che teme la libera circolazione delle notizie e delle informazioni".

Putin: “Brics locomotiva per ordine mondiale giusto e democratico”

Il gruppo Brics sostiene la costruzione di un mondo giusto e democratico, libero da dittature, ha dichiarato il presidente russo Vladimir Putin. "I Brics agiscono come una locomotiva per costruire un ordine giusto e democratico basato sui principi di vera uguaglianza, libero da dittatura e pressioni", ha detto Putin in un messaggio al pubblico del Forum internazionale "Letture di Primakov".

Kiev: “Momento storico, non è possibile avere una Ue forte senza l’Ucraina”

Nel suo intervento introduttivo alla prima conferenza intergovernativa per Kiev, il premier ucraino Denys Shmyhal ha definito l'avvio dei negoziati di adesione all'Ue come "un momento storico" che segna l'inizio di "un nuovo capitolo nelle relazioni tra l'Ue e l'Ucraina". "Un'Ucraina forte - ha detto - non è possibile senza l'Ue, così come un'Ue forte non è possibile senza l'Ucraina". "Oggi celebriamo un'importante vittoria sul cammino dell'Ucraina verso l'integrazione europea e, allo stesso tempo, l'avvio dei negoziati è un passo significativo verso la nostra grande vittoria comune", ha aggiunto. "Insieme prevarremo. Insieme costruiremo un'Europa sicura, prospera e forte da Lisbona a Lugansk, Slava Ukra'ni!", ha concluso.

Ucraina: da inizio anno la Russia ha usato 2.237 droni, l’86% è stato abbattuto”

Da inizio anno la Russia ha impiegato 2.277 droni Shahed contro l'Ucraina, 1.953 dei quali sono stati abbattuti dalle forze di Kiev. E' quanto rende noto via Telegram l'Aeronautica militare Ucraina, secondo cui "la difesa aerea ha distrutto circa l'86%" dei droni.

La Farnesina condanna il blocco dei media italiani da parte della Russia

“Una decisione che non cancella gli effetti di una guerra violenta, devastatrice e illegale”. Il ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale condanna con forza la decisione della Federazione Russa di bloccare l'accesso sul suo territorio alle trasmissioni e ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa. “Esprimiamo rammarico – prosegue la nota - per la misura ingiustificata adottata nei confronti di queste emittenti e testate giornalistiche italiane, che hanno sempre fornito un’informazione oggettiva e imparziale sul conflitto in Ucraina. Questi media hanno seguito criteri di informazione oggettiva, e comunque legata a una interpretazione autonoma dei fatti conseguenti all’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione Russa. Con la scelta di utilizzare in maniera distruttiva la violenza in Ucraina, con la scelta di mettere nel mirino del loro esercito i civili ucraini, le città, le installazioni elettriche e gli apparati tecnici essenziali per la sopravvivenza del popolo ucraino, la dirigenza della Federazione Russa è impegnata in azioni che sono contrarie al diritto internazionale e ad ogni principio di legalità, di convivenza civile. Tutto questo non verrà cancellato dai divieti imposti ai media e ai giornalisti italiani e di tutto il mondo che continuano a seguire con professionalità e indipendenza azioni devastanti e disumane. Quella della Federazione Russa è una decisione che non rimuove e non attenua gli effetti di una guerra violenta, devastatrice e illegale”.

Il comunicato del gruppo editoriale Gedi: “Rammarica la decisione russa, continueremo a garantire un’informazione libera e di qualità”

“In relazione alle misure restrittive decise dalla Federazione Russa nei confronti di 81 testate Europee, tra cui anche La Repubblica e La Stampa, GEDI si rammarica della decisione, che danneggerà in ultima istanza i soli cittadini russi, e garantisce il suo impegno a continuare a garantire un'informazione libera e di qualità: limitare la lettura di un quotidiano significa ledere la libertà delle persone ed ostacolare la circolazione delle idee e delle diverse opinioni. Nel pieno rispetto delle norme vigenti, le nostre testate proseguiranno a seguire quello che avviene ovunque nel mondo, Russia inclusa, fornendo ai lettori informazioni puntuali e aggiornate su tutti i temi che meritano di essere quotidianamente raccontati”. E’ quanto si legge nel comunicato diffuso dal gruppo editoriale Gedi.

Il Brasile condanna l’attacco terroristico in Daghestan

Il governo del Presidente Luiz Inacio Lula Silva condanna l'attacco terroristico che ha provocato una ventina di morti e decine di feriti nel Daghestan, in Russia. "Nell'esprimere le proprie condoglianze alle famiglie delle vittime e dei feriti, il Brasile esprime la propria solidarietà al popolo e al governo russo e ribadisce il suo fermo ripudio di qualsiasi atto di terrorismo", si legge in una nota del ministero degli Esteri.

Presidenza Ue: avviati negoziati di adesione con l'Ucraina

Al via i lavori della prima conferenza intergovernativa per l'Ucraina che segnano di fatto l'apertura dei negoziati di adesione all'Unione europea. "Questo è un momento storico per tutti noi e segna una pietra miliare nelle nostre relazioni" ha dichiarato la ministra degli Esteri belga, Hadja Lahbib, a nome della presidenza di turno del Consiglio Ue. "Il vostro Paese fa parte dell'Europa, della storia, del patrimonio e della cultura europea" ha aggiunto, ricordando la decisione del Consiglio europeo del 14-15 dicembre 2023 di avviare i negoziati di adesione con Kiev.

Zelensky: “La giustizia per i crimini russi è inevitabile”

Ogni criminale coinvolto nella pianificazione e nell'esecuzione" degli attacchi in Ucraina "deve sapere che sarà fatta giustizia. Speriamo di vederli dietro le sbarre". Lo scrive il leader ucraino Volodymyr Zelensky su X commentando i mandati di arresto emessi dalla Cpi contro l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e il capo di stato maggiore Valery Gerasimov. "La decisione indica cje la giustizia per i crimini russi contro gli ucraini è inevitabile" e che "nessun grado militare o nessun gabinetto può proteggere i criminali russi dalle loro responsabilità", ha aggiunto spiegando di aspettare "ulteriori mandati di arresto".

Russia-Turchia: colloquio telefonico tra Putin e Erdogan

Il presidente russo Vladimir Putin ha avuto oggi un colloquio telefonico con il suo omologo turco, Recep Tayyip Erdogan, che ha condannato gli attacchi terroristici di domenica sera nella repubblica del Daghestan, in cui sono morte 20 persone, e ha espresso le sue condoglianze al popolo russo. I due leader, si sottolinea in una nota del Cremlino, hanno deciso di continuare la loro cooperazione nella lotta al terrorismo e di proseguire i loro contatti nel corso del vertice dell'Organizzazione di cooperazione di Shanghai, in programma ad Astana, in Kazakhstan, il 3 e 4 luglio.

Zelensky: “Oggi giorno storico per l’adesione dell’Ucraina all’Ue”

“Oggi è un giorno storico in cui passiamo ai negoziati veri e propri con l'Unione Europea per l'adesione dell'Ucraina": lo scrive su Telegram il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Il 28 febbraio 2022, pochi giorni dopo l'inizio dell'invasione su larga scala, abbiamo firmato la domanda di adesione - prosegue il leader ucraino -. Quasi due anni fa, nel giugno 2022, abbiamo ottenuto la candidatura e lo scorso dicembre abbiamo ricevuto una decisione politica sui negoziati. Ma è da oggi che inizierà la nostra adesione all'Unione Europea: la prima conferenza intergovernativa tra l'Ucraina e l'Ue si terrà oggi". "Sono grato a tutti coloro che difendono l'Ucraina, il nostro Paese e il nostro popolo - prosegue Zelensky -. Sono grato al team che sta facendo di tutto per garantire che diventiamo parte dell'Unione europea. Non ci allontaneremo mai dal nostro percorso verso un'Europa unita, verso la nostra casa comune - tutte le nazioni europee. Una casa che deve essere pacifica!".

Il Consiglio di sicurezza russo: il mandato d’arresto della Corte penale internazionale è parte della guerra

Il mandato d'arresto emesso dalla Corte penale internazionale contro l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu fa parte della "guerra ibrida dell'Occidente contro la Russia". Lo afferma il Consiglio di Sicurezza nazionale, di cui ora Shoigu è il segretario. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti.

La Russia blocca i siti di 81 media europei

Sono 81 i media di Paesi della Ue di cui la Russia ha bloccato l'accesso ai siti in risposta ad analoghe misure prese dall'Unione contro i russi Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Il Paese più colpito, con nove media, è la Francia. Èquanto si legge in una nota del ministero degli Esteri.

Russia blocca i siti di Rai, La7, Repubblica e Stampa

La Russia ha bloccato l'accesso sul suo territorio ai siti di diversi media europei, tra cui gli italiani Rai, La7, La Repubblica e La Stampa, in risposta ad analoghe misure adottate dalla Ue nei confronti dei russi Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta. Lo annuncia in una nota il ministero degli Esteri.''In risposta alla decisione presa dal Consiglio della Ue il 17 maggio di vietare “qualsiasi attività di trasmissione” su tre media russi (Ria Novosti, Izvestia e Rossiyskaya Gazeta) che entra in vigore oggi, 25 giugno, vengono adottate contro restrizioni all'accesso introdotte dal territorio della Federazione Russa alle risorse radiotelevisive di numerosi media degli Stati membri dell'Ue e degli operatori di tutta Europa, che diffondono sistematicamente false informazioni sullo svolgimento dell'operazione militare speciale" in corso in Ucraina, si legge nel comunicato del ministero degli Esteri russo. I russi, prosegue la nota, hanno ripetutamente e a vari livelli avvertito che ''le molestie politicamente motivate nei confronti dei giornalisti e i divieti infondati nei confronti dei media russi nella Ue non passeranno inosservati''. Il comunicato nota che ''nonostante ciò, Bruxelles e le capitali dei paesi dell'Unione hanno scelto di intraprendere la strada dell'escalation, costringendo Mosca ad adottare contromisure speculari e proporzionali con un altro divieto illegittimo. La responsabilità di tale sviluppo spetta esclusivamente alla leadership dell'Unione europea e i paesi che hanno sostenuto tale decisione", ha sottolineato il ministero.

La Russia sanziona i media occidentali: colpiti anche la Repubblica, La Stampa e la Rai

La Russia ha emesso sanzioni contro la Repubblica, La Stampa e la Rai.

La Corte penale internazionale emette mandati di arresto per Shoigu e Gerasimov

La Corte penale internazionale ha emesso mandati d'arresto per l'ex ministro della Difesa russo Serghei Shoigu e per il capo di Stato maggiore Valery Gerasimov. Lo si legge sul sito della stessa Corte.

La Corte di Strasburgo condanna la Russia per la violazione dei diritti in Crimea

La Russia ha adottato un modello di violazioni sistematiche dei diritti umani in Crimea a cominciare dal 27 febbraio del 2014. Queste comprendono rapimenti, torture, la violazione della libertà religiosa, di espressione e d'associazione, ma anche la deportazione di migliaia di detenuti dalla Crimea alla Russia. Lo ha stabilito la Corte di Strasburgo nella sentenza su uno dei ricorsi presentati da Kiev contro Mosca.
I togati della Corte evidenziano di avere sufficienti prove - in particolare rapporti prodotti da istituzioni internazionali e ong e corroborati da testimonianze - per concludere oltre ogni ragionevole dubbio che il numero e l'interconnessione delle violazioni dimostra l'esistenza di un modello sottostante. Inoltre la mancanza d'inchieste per far luce sui fatti e l'applicazione di certe misure a tutti indiscriminatamente, secondo la Cedu, prova che le violazioni erano ufficialmente tollerate dalle autorità russe. Nella sentenza i giudici indicano inoltre che la Russia ha violato il diritto internazionale umanitario applicando le proprie leggi in Crimea. Infine la Cedu dice che in Crimea c'è stata una persecuzione penale e una repressione sistemica nei confronti degli oppositori alle politiche russe.

Il Cremlino: “Pronti al dialogo con Macron, ma non ci sono i requisiti”

Il presidente russo Vladimir Putin è "pronto al dialogo" con il suo omologo francese Emmanuel Macron, anche se al momento non vi è "alcun prerequisito" per normalizzare tale dialogo. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dalla Tass. Macron, in un podcast anch'esso citato dalla Tass, aveva detto appunto di voler "continuare il dialogo con Vladimir Putin". "Finora, a parte queste timide dichiarazioni, non vediamo alcun prerequisito per normalizzare il dialogo, purtroppo per noi", ha osservato Peskov.

Kiev: la Russia non offre alcuna pace, non sa cosa sia

"La Russia non offre alcuna 'pace' (semplicemente non sa cosa sia), ma insiste sulla resa dell'Ucraina, nonostante il fatto che stia subendo enormi perdite in questa guerra. Perché preservare il 'regime di Putin', che domani non avrà nulla da offrire se non guerre?": lo scrive su Telegram il consigliere presidenziale ucraino Michailo Podolyak. Secondo l'alto dirigente, non è vero - come dice il presidente russo Vladimir Putin - che le proposte di Mosca portano a una vera pace ed a una soluzione diplomatica della crisi. "In primo luogo - afferma Podolyak -, non c'è nessuna crisi, ma una grande guerra scatenata dalla Russia con un obiettivo di occupazione e genocidio molto specifico. In secondo luogo, qualsiasi diplomazia adulta è possibile solo attraverso negoziati adeguati, e per questo la Russia deve tornare al diritto internazionale (cosa impossibile data la qualità dell'attuale élite russa) e lasciare il territorio di un altro Paese (cosa possibile solo attraverso la coercizione militare)". "In terzo luogo - prosegue -, i massicci crimini di guerra accertati e la distruzione su larga scala delle infrastrutture ucraine richiedono soluzioni legali adeguate e severe. Prima di tutto, nei confronti degli autori della guerra (il Consiglio di sicurezza russo e lo stesso Putin). Altrimenti, la sicurezza globale e le regole globali saranno definitivamente 'uccise'. In quarto luogo, qualsiasi fissazione su 'la Russia non sta perdendo' porterà inevitabilmente alle fasi successive della guerra. E Putin ne è chiaramente consapevole. Ha bisogno di tempo per militarizzarsi ulteriormente, aumentare la pressione propagandistica globale e finalizzare un'alleanza aggressiva di Paesi/organizzazioni pronti a espandersi in altri territori".

Ucraina: oggi 160mila famiglie senza elettricità in 6 regioni

Oltre 160mila famiglie ucraine in sei regioni del Paese sono rimaste oggi senza corrente elettrica a causa delle ostilità: lo ha reso noto il ministero dell'Energia, come riporta Ukrinform. In particolare, 81.400 consumatori sono rimasti senza elettricità nella regione di Donetsk, 42.500 nella regione di Kharkiv, 3.700 nella regione di Zaporizhzhia, 3.700 nella regione di Sumy, 1.500 nella regione di Chernihiv, 25.800 nella regione di Kherson e altri 2.300 nella città di Kherson.

Michel: “L’avvio dei negoziati per l’adesione all’Ue di Ucraina e Moldavia è l’inizio di un lungo processo”

"Stiamo assistendo a un momento storico oggi. In seguito alla decisione del Consiglio europeo del dicembre 2023 di aprire i negoziati di adesione con l'Ucraina e la Repubblica di Moldavia, i due paesi stanno intraprendendo una vera trasformazione in piena adesione all'Ue, un momento di orgoglio per entrambe le nazioni e un passo strategico per l'Ue". Lo afferma in una dichiarazione il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. "È il risultato degli enormi sforzi di riforma compiuti da Ucraina e Moldavia. Quando si segue la volontà del popolo, si realizza una leadership visionaria e si mette in pratica la democrazia, si vedono i frutti di un progresso reale. L'Ue continua a mantenere i partenariati con Ucraina e Moldavia, tanto più che l'Ucraina si difende dalla guerra illegale di aggressione della Russia, e la Moldavia si trova ad affrontare le conseguenze della guerra. L'apertura dei negoziati di adesione tramite le prime conferenze intergovernative rappresenta una tappa fondamentale. È anche la prova degli immensi progressi che entrambe le nazioni hanno compiuto nel loro viaggio verso l'integrazione europea, nonostante le immense sfide che hanno affrontato e stanno ancora affrontando", aggiunge. "Questo è l'inizio di un lungo processo. Anche se oggi celebriamo un significativo passo avanti, dobbiamo anche riconoscere che la strada da percorrere richiederà sforzi costanti, dedizione e ulteriori riforme sostanziali. L'Ucraina e la Moldavia dovranno continuare il loro lavoro per rafforzare le istituzioni, continuare a combattere la corruzione e migliorare la stabilitàeconomica per soddisfare i rigorosi standard di piena adesione all'Ue", evidenzia il leader Ue. "L'Unione europea, attraverso le sue istituzioni e gli Stati membri, è pronta a sostenere l'Ucraina e la Moldavia in ogni fase di questo viaggio. Forniremo le risorse, le competenze e il sostegno politico necessari. Insieme possiamo costruire un'Europa più forte e più unita, dove ogni nazione ha l'opportunità di prosperare in pace e prosperità", assicura Michel.

Mosca: presto accordo di cooperazione globale con Teheran

Un accordo di cooperazione globale tra Russia e Iran dovrebbe essere firmato "in un futuro molto prossimo", secondo quanto ha annunciato il vice ministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko, in un'intervista all'agenzia Ria Novosti. "Ci aspettiamo - ha sottolineato Rudenko - che questo accordo venga firmato in un futuro molto prossimo, poiché il lavoro sul testo è arrivato quasi alla conclusione. Tutte le necessarie formulazioni sono state trovate. Il punto è completare alcune procedure relative alla firma di documenti come questo".

La Cina protesta contro le sanzioni Ue per 19 aziende che sostengono Mosca

Pechino ha riferito di aver protestato contro l'Ue per la sua decisione di imporre sanzioni a 19 aziende cinesi accusate di sostenere la guerra russa all'Ucraina. La Cina è contraria alle "sanzioni unilaterali prive di forza nel diritto internazionale" e ha presentato "severi rilievi", ha commentato la portavoce del ministero degli Esteri Mao Ning, secondo cui "lo sviluppo di normali scambi e cooperazione tra imprese cinesi e russe non prende di mira parti terze". Per questo, "esortiamo l'Ue a revocare le sanzioni e ad adottare le misure necessarie per sostenere in modo risoluto diritti e interessi legittimi delle imprese cinesi".

Kiev: colpito un deposito di munizioni nella regione di Voronezh

Unità dell'intelligence del ministero della Difesa ucraino (Gur) hanno colpito la notte scorsa un deposito di munizioni dell'esercito russo nel distretto di Olkhovatka, nella regione di Voronezh: lo ha reso noto su Facebook lo stesso Gur, come riporta Ukrinform. In seguito all'attacco, è scoppiato un incendio su una superficie di 3.500 metri quadrati che non è ancora stato spento.

La Spagna invia a Kiev la seconda fornitura di missili Patriot

Una seconda fornitura di missili antiaerei di lunga gittata Patriot inviata dalla Spagna è arrivata venerdì in Ucraina. Un primo lotto di armi difensive era stato spedito da Madrid ad aprile. Lo segnalano fonti governative citate dall'agenzia Efe. Della nuova partita aveva dato notizia lo scorso 25 maggio la ministra spagnola di Difesa, Margarita Robles, dopo la firma a Madrid da parte del premier spagnolo Pedro Sanchez e del presidente ucraino Volodimir Zelensky dell'accordo in materia di sicurezza, con un impegno di "supporto militare" della Spagna di circa 1 miliardo di euro nel 2024 per rafforzare le capacità difensive di Kiev. L'ultimo invio include anche una seconda serie di carri armati da combattimento Leopard, munizioni di vario tipo, fra cui artiglieria di 155 mm, sistemi anti droni e di vigilanza.

Prorogata fino al 2026 la protezione Ue per i rifugiati ucraini

Oggi il Consiglio ha adottato una decisione per estendere la protezione temporanea fino al 4 marzo 2026 per gli oltre 4 milioni di ucraini in fuga dalla guerra di aggressione russa. Il meccanismo di protezione temporanea è scattato il 4 marzo 2022 - solo pochi giorni dopo che le forze armate russe hanno lanciato l'invasione su larga scala dell'Ucraina - e dovrebbe durare fino al 4 marzo 2025. La decisione di proroga adottata oggi non modifica la decisione del marzo 2022 in termini di categorie di persone a cui si applica la protezione temporanea.

Metsola: “Giornata storica per l’Ucraina e la Moldavia verso l’Ue”

“Il 25 giugno 2024 passerà alla storia. Oggi avviamo i negoziati con l'Ucraina e la Moldavia verso l'adesione" all'Unione europea. "Questo è un momento importante che ci rafforza, che ci unisce come un'unica famiglia. Il nostro futuro condiviso inizia ora". Lo scrive su X
la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola.

Si aggrava il bilancio delle vittime dell’attacco di Daghestan: 21 i morti

Un altro agente di polizia gravemente ferito nell'attacco terroristico nella Repubblica russa del Daghestan, domenica scorsa, è morto. Lo ha comunicato il capo dell'amministrazione distrettuale di Derbent, una delle due città colpite dagli attentati, Mavsum Ragimov.
"Un altro giovane sergente di polizia, di 24 anni, è morto la notte scorsa", ha scritto Ragimov su Telegram. "Cinque feriti rimangono in terapia intensiva, di cui tre in condizioni moderatamente gravi e uno in condizioni gravi", hanno fatto sapere le autoritàsanitarie. Il bilancio totale degli attacchi a due chiese, una sinagoga e a un posto di polizia in Daghestan sale così a 21 morti, di cui 16 agenti di polizia e un sacerdote.

Putin: “La nostra iniziativa di pace può fermare il conflitto”

L'iniziativa di pace della Russia può fermare il conflitto ucraino e mettere la sua risoluzione su un percorso diplomatico: lo ha dichiarato oggi il presidente russo Vladimir Putin nel suo discorso di apertura del decimo Forum internazionale Primakov. Il messaggio del presidente russo è stato letto dall'assistente del Cremlino Yury Ushakov, riporta la Tass. Putin si è detto fiducioso che il forum presti la dovuta attenzione alla "proposta della Russia di risolvere la crisi ucraina in modo pacifico". "Mi aspetto che, a differenza di molti politici occidentali che non hanno nemmeno voluto esaminare l'essenza della nostra iniziativa, i partecipanti al forum la esamineranno in modo ponderato e razionale e saranno in grado di vedere che essa prevede davvero la possibilità di fermare il conflitto e passare alla sua soluzione politica e diplomatica", ha affermato Putin nel suo messaggio.

Von der Leyen: “Ottima notizia l’apertura dei negoziati con Ucraina e Moldavia per l’ingresso in Ue”

"Congratulazioni alla Moldavia e all'Ucraina per l'apertura dei negoziati di adesione. È un'ottima notizia per i cittadini ucraini, moldavi e per l'intera Unione europea. Il cammino che ci attende sarà impegnativo ma ricco di opportunità. Vi auguriamo un inizio positivo dei negoziati!". Lo scrive su X la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen.

Il Cremlino: sul piano per la pace Trump prenda in considerazione la situazione sul campo

Il Cremlino ha avvertito che qualsiasi piano di pace per l'Ucraina proposto da un'eventuale futura amministrazione statunitense di Donald Trump dovrebbe riflettere la realtà sul campo, ma ha anche ricordato che il presidente russo Vladimir Putin rimane aperto al negoziato. L'agenzia Reuters ha riferito che due consiglieri chiave di Trump gli hanno presentato un piano per porre fine alla guerra in Ucraina, in caso tornasse alla Casa Bianca: Kiev otterrà più armi statunitensi solo se avvierà colloqui di pace. "Il valore di qualsiasi piano sta nelle sfumature e nel tener conto della reale situazione sul campo", ha commentato il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. "Non sappiamo di che tipo di piano stiamo parlando, né cosa contenga", ha aggiunto. "Il presidente Putin ha ripetutamente affermato che la Russia è stata e rimane aperta ai negoziati, tenendo conto della reale situazione sul terreno", ha sottolineato Peskov. "Rimaniamo aperti alle trattative e per valutare il piano dobbiamo prima conoscerlo".

Ungheria: “Kiev lontana da soddisfare i criteri per l’ingresso in Ue”

"I negoziati non sono ancora ripartiti, siamo ancora all'inizio del processo di selezione. È molto difficile dire in quale fase si trovi l'Ucraina. Da quello che vedo qui, mentre parliamo, sono molto lontani dal soddisfare i criteri di adesione". Lo ha detto János Bóka, ministro degli Affari dell'Unione Europea dell'Ungheria. Budapest ha minacciato di porre il veto sull'apertura dei capitoli negoziali, una volta che i negoziati saranno formalmente aperti, dopo il lancio della Cig, previsto oggi. "Non ho opinioni su questioni che non sono sul tavolo di discussione", ha però dichiarato Bóka incalzato a proposito. "Mi aspetto che l'Ucraina si impegni ad adottare un piano d'azione:si tratta del negoziato per affrontare le questioni relative alle minoranze, compreso la nomina del rappresentante delle minoranze in Ucraina", ha aggiunto.

Troppe perdite, Zelensky rimuove il comandante delle Forze armate Yuri Sodol

Il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, ha annunciato ieri sera la destituzione del capo delle forze congiunte delle Forze armate ucraine, Yuri Sodol, dopo che il militare era stato accusato da un sottoposto di "aver ucciso più soldati ucraini di qualsiasi generale russo". "Ho deciso di sostituire il comandante delle Forze congiunte delle Forze armate ucraine, il generale Yuri Sodol, con il generale di brigata Andri Gnatov", ha detto Zelensky nel in un discorso alla nazione. Poche ore prima, il capo della brigata Azov della Guardia nazionale ucraina, Bogdan Krotevich, aveva annunciato di aver chiesto formalmente l'apertura di un'indagine contro un generale ucraino accusato di aver "ucciso più soldati ucraini di qualsiasi generale russo". I media ucraini avevano rivelato che si trattava di Sodol, la cui nomina nel febbraio di quest'anno a comandante delle Forze congiunte è stata accolta con dure critiche e accuse di incompetenza.
250931 GIU 24

Il Cremlino: se venisse accettata la proposta di Putin subito colloqui di pace

Il collaboratore del presidente russo Vladimir Putin, Yuri Ushakov, ha detto che le proposte di pace del presidente russo possono fermare il conflitto in Ucraina quasi immediatamente, ha riferito l'agenzia statale TASS. Putin il 14 giugno ha dichiarato di essere pronto per colloqui di pace anche "domani" se le truppe ucraine si ritirassero dalle regioni di Zaporizhzhia, Kherson, Donetsk e Luhansk.

Il premier indiano Narendra Modi visiterà Mosca a luglio

Il premier indiano Narendra Modi visiterà Mosca a luglio.Il suo entourage ha fatto sapere che i preparativi della visita e dei colloqui con il presidente Putin sono in corso.

Blocchi dei manifestanti ai varchi del porto di Genova

È iniziato stamane alle 6 il blocco ai varchi del porto di Genova, organizzato dai portuali del Calp, dai movimenti studenteschi Osa e Cambiare Rotta, dai sindacati di base Usb e da altre organizzazioni per chiedere con forza lo stop alla guerra in Palestina. Uno stop che passa anche dal bloccare gli armamenti destinati a Israele e che il governo di Tel Aviv utilizza contro Gaza. "La guerra comincia da qui. Blocchiamo il porto" recita un maxi striscione che hanno portato in piazza i quasi 500 manifestanti presenti al momento al varco di San Benigno. "Basta traffici di armi in porto: con gli/le oppressi/e palestinesi" un altro striscione posto davanti alla strada di accesso al terminal traghetti. Al momento è bloccato lo svincolo di accesso al porto, dall'elicoidale.

Xi a Duda:”Più sforzi contro escalation conflitto Ucraina”

La posizione della Cina sulla crisi ucraina "è di promuovere i colloqui di pace e la soluzione politica: al momento si dovrebbero compiere sforzi per evitare un'ulteriore escalation, raffreddare la situazione e creare le condizioni per i colloqui di pace. Ciò è nell'interesse della comunità internazionale, inclusa l'Europa". Il presidente Xi Jinping, incontrando lunedì l'omologo polacco Andrzej Duda, ha detto che Pechino "si oppone ad alcuni individui che utilizzano il normale commercio tra Cina e Russia come scusa per distogliere l'attenzione e diffamare la Cina", si legge nel resoconto della diplomazia cinese diffuso nella notte.

Mosca: “Nella notte abbattuti 30 droni ucraini”

Le difese aeree russe hanno abbattuto la notte scorsa 30 droni ucraini su due regioni del Paese: lo ha reso noto il ministero della Difesa di Mosca. Lo riporta la Tass.

Russia: abbattuti 29 droni lanciati dall'Ucraina sulla regione di Belgorod

I sistemi di difesa aerea russi hanno distrutto 29 droni lanciati dall'Ucraina sulla regione di Belgorod nella Russia meridionale, hanno riferito le agenzie di stampa russe, citando il ministero della Difesa.

Ucraina: Stoltenberg, paesi Nato sostengano aiuti lungo termine

Al vertice di Washington del 9-11 luglio i leader della Nato dovrebbero sostenere finanziamenti a lungo termine per aiutare l'Ucraina nella sua guerra contro la Russia. Lo ha ha detto il segretario generale Jens Stoltenberg citato dai media di Kiev.
Stoltenberg ha sottolineato che a Washington la massima priorità sarà quella di rafforzare il sostegno all'Ucraina, ricordando che le recenti lacune nell'assistenza a Kiev hanno avuto conseguenze sul campo di battaglia.

Miller, armi perchè si difendano. Crimea è di Kiev

"Ho letto i commenti del governo di Mosca, penso che si riferiscano alle notizie sull'attacco in Crimea. Posso dirvi che noi forniamo armi all'Ucraina in modo che possa difendere la sovranità del proprio territorio contro un'aggressione armata, che include la Crimea, che è parte dell'Ucraina". Lo ha detto il portavoce del dipartimento di Stato americano Matthew Miller, rispondendo alle domande dei giornalisti che chiedevano un commento alla minaccia di Mosca di reagire, dopo l'attacco lanciato in Russia dagli ucraini con armi americane.

Miller, "Russia può finire guerra oggi se vuole"

"La Russia potrebbe mettere fine alla guerra oggi, e alle sofferenze provocate dalla guerra che la stessa Russia ha lanciato, se decidesse di fermare l'occupazione di un territorio in cui l'Ucraina è sovrana e di fermare gli attacchi ai civili". Lo ha detto il portavoce del dipartimento di stato americano Matthew Miller, commentando le dichiarazioni del Cremlino, dopo l'attacco in territorio russo da parte ucraina.

Droni ucraini su città russa Belgorod, danni e una donna ferita

Le autorità di Mosca segnalano un massiccio attacco di droni ucraini avvenuto stanotte nella città russa di Belgorod, con un civile rimasto ferito. Lo riporta l'agenzia di stampa Tass.
"La città e il distretto di Belgorod sono stati sottoposti a un massiccio attacco di droni. Secondo le informazioni preliminari, un civile è rimasto ferito: una donna con una lesione craniocerebrale chiusa e una frattura del braccio destro è stata portata all'ospedale cittadino", ha scritto su Telegram il governatore Vyacheslav Gladkov. Sono state distrutte le finestre di quattro appartamenti in quattro condomini, le facciate di due edifici commerciali sono state danneggiate, quattro automobili sono state colpite da schegge e una tubazione di fornitura del gas è stata danneggiata.

Usa: “Armi a Kiev per difesa, la Crimea è ucraina”

"Ci rammarichiamo per ogni perdita di vite umane in questa guerra. Forniamo armi all'Ucraina affinché possa difendere il suo territorio sovrano contro l'aggressione armata, anche in Crimea che, ovviamente, fa parte dell'Ucraina": così il portavoce del dipartimento di Stato Usa Matthew Miller ha risposto ad una domanda sulla minaccia di conseguenze da parte di Mosca per l'attacco ucraino con armi americane a Sebatopoli.

(reuters)

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