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Guerra Ucraina - Russia, le news del 27 giugno

Guerra Ucraina - Russia, le news del 27 giugno
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Le difese aeree sono al lavoro in tutto il Paese per fare fronte alle minacce di attacchi missilistici e droni russi
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Esplosioni sono state udite a Kiev, così come nell'oblast di Khmelnytskyi. L'aeronautica militare ucraina ha annunciato che le difese aeree sono al lavoro in tutto il Paese per fare fronte alle minacce di attacchi missilistici e droni russi.

Secondo Mosca sono 10mila gli immigrati ucraini naturalizzati in Russia che attualmente combattono a fianco delle truppe Russe al fronte nelle regioni occupate.

Ft: “Usa in trattative per dare 8 Patriot israeliani a Kiev”

Gli Stati Uniti, Israele e l'Ucraina sono in trattative per fornire a Kiev fino a otto sistemi di difesa aerea Patriot. Lo riporta il Financial Times citando alcune fonti, secondo le quali l'accordo a cui si lavora segnala un cambiamento dei rapporti fra Israele e Mosca. Se l'intesa si concretizzasse le capacità dell'Ucraina aumenterebbero notevolmente considerato che al momento Kiev ha circa quattro sistemi Patriot. Israele in aprile ha detto che avrebbe iniziato a ritirare otto batterie Patriot, risalenti a 30 anni fa, e le avrebbe costituire con sistemi più avanzati. Ma le batterie non sono ancora state dismesse.

Bardella: “No a soldati francesi a Kiev, ma no all’occupazione dell’Ucraina da parte della Russia imperialista”

Jordan Bardella ha ribadito che non ci saranno "soldati francesi inviati in Ucraina", ma ha avvertito: "non permetterò che l'imperialismo russo assorba uno stato alleato come l'Ucraina". "Sono anche contrario all'invio di missili a lunga gittata che potrebbero colpire la Russia" ha dotto il candidato del Rassemblement national durante il confronto tv "che potrebbero costringere la Francia a diventare un Paese belligerante".

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Il presidente filorusso della Bulgaria non parteciperà al vertice Nato per protestare contro l’Ucraina

Il presidente filorusso della Bulgaria, Rumen Radev, non parteciperà al vertice della Nato del 9-11 luglio a Washington, ha reso noto la presidenza a Sofia, citando come motivazione la politica sull'Ucraina del governo, in particolare sugli impegni che saranno presi al vertice per il sostegno di Kiev. Radev rifiuta quindi di guidare la delegazione della Bulgaria al prossimo vertice della Nato. Nel comunicato della presidenza bulgara, si ricorda che Radev ha condannato con decisione l'aggressione russa dall'inizio della guerra. Ieri il governo bulgaro ha approvato la posizione di Sofia in vista del vertice Nato, un documento riservato.
L'ex pilota di caccia, e comandante dell'aeronautica Radev considera come impossibile una soluzione militare della guerra, e ha più volte criticato il sostegno del governo a Kiev.

Orban: “L’Ungheria non sostiene né l’Ucraina né la Russia nel conflitto”

L’Ungheria non sostiene né l’Ucraina né la Russia nel conflitto, ma una soluzione pacifica, ha detto il primo ministro ungherese Viktor Orban dopo un incontro con il presidente francese emmanuel macron. "Ho detto chiaramente al presidente che l`ungheria non sta lavorando per l`ucraina o la russia, ma per la pace. L`ungheria non è contro questo o quel paese, l`ungheria è contro la guerra", ha detto orban citato dall`agenzia di stampa mti.

Il sindaco di Kiev: “Esplosione in un impianto energetico della capitale”

Il sindaco di Kiev Vitaly Klitschko ha riferito di un'esplosione e un incendio in un impianto energetico della capitale ucraina, senza fornire ulteriori dettagli. "Un'esplosione e un incendio si sono verificati in un impianto energetico nel quartiere Shevchenkiv della capitale. Tutti i servizi si stanno recando sul posto", ha scritto su Telegram. Sulla città non è stato segnalato alcun allarme aereo.

L’Ue firma impegni congiunti per la sicurezza di Kiev

L'Ue "è determinata a continuare a fornire all'Ucraina e al suo popolo tutto il sostegno politico, finanziario, economico, umanitario, militare e diplomatico necessario, per tutto il tempo necessario e con tutta l'intensità necessaria". Lo si legge negli impegni congiunti di sicurezza Ue-Ucraina firmati oggi nell'ambito del Consiglio Europeo.

Zelensky firma accordi di sicurezza con Estonia e Lituania

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha annunciato di aver firmato a Bruxelles accordi di sicurezza con l'Estonia e la Lituania, dopo aver siglato un'analoga intesa con l'Unione europea. "A Bruxelles, insieme al presidente della Lituania Gitanas Nauseda ho firmato un accordo sulla cooperazione in materia di sicurezza tra i nostri Paesi. La Lituania fornirà all'Ucraina sicurezza e sostegno politico ogni anno. E saremo sicuramente nell'Unione Europea e nella NATO insieme", ha scritto su X il leader ucraino. In un post successivo, Zelensky ha quindi annunciato "un altro nuovo accordo sulla sicurezza che darà più forza all'Ucraina: a Bruxelles il primo ministro estone Kaja Kallas e io abbiamo firmato un accordo sulla cooperazione in materia di sicurezza e sul sostegno a lungo termine tra i nostri Paesi. L'accordo riguarda la cooperazione nella fornitura di armi e attrezzature militari, la formazione, le attività all'interno della coalizione dell'It e di altre coalizioni, nonché una cooperazione approfondita nel settore della difesa".

Medvedev: “Nessuna soluzione alla crisi senza ritiro delle sanzioni contro la Russia”

La soluzione della crisi ucraina "è impossibile senza la revoca di tutte le sanzioni nei confronti della Federazione Russa". Lo ha affermato il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev. "Dobbiamo necessariamente calcolare tutti i danni reali causati alla nostra economia, ai cittadini russi, alle aziende russe, nonché i mancati profitti derivanti dalle restrizioni all'attività economica, e in futuro le richieste di risarcimento verranno presentate sia nel nostro Paese che nelle giurisdizioni straniere ", ha sottolineato Medvedev.

Zelensky: “Molti morti e feriti, non vogliamo che la guerra duri anni”

In Ucraina "non abbiamo molto tempo, perché abbiamo molti feriti e morti sul campo di battaglia e tra i civili, non vogliamo che questa guerra duri anni. Per cui vogliamo preparare un piano da mettere sul tavolo in un secondo summit" dopo quello tenuto a Buergenstock, nella Svizzera centrale. Lo dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, a margine del Consiglio Europeo a Bruxelles.

Zelensky all’Ue: “Per favore mandate armi presto”

"Nel mese di maggio Putin ha provato ad allargare la guerra lanciando una nuova offensiva nell'Est del nostro Paese. Grazie al coraggio della nostra gente e alle vostre decisioni, dei nostri partner, abbiamo fermato questa offensiva. Ma questo dimostra che la pressione attuale sulla Russia non è sufficiente. Voglio quindi chiedere sostegno militare: artiglieria, munizioni. E il mantenimento di tutte le promesse non solo per proteggere le vite ma anche per distruggere l'illusione che possano ottenere qualcosa con la guerra. Il finanziamento è molto importante, sia con il Fondo della pace che bilateralmente, così come la logistica. In modo che ogni pacchetto annunciato arrivi sul campo di battaglia il prima possibile, per favore il prima possibile". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento al Consiglio europeo.

Zelensky a Bruxelles: firmeremo tre accordi di sicurezza

"Firmeremo tre accordi di sicurezza in una volta sola, uno dei quali con l'Unione Europea nel suo complesso. Per la prima volta, sancirà l'impegno di tutti i 27 Stati membri a fornire all'Ucraina un ampio sostegno nonostante eventuali cambiamenti istituzionali all'interno dell'Ue". Così su Telegram il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, dopo il suo arrivo a Bruxelles. "In questi giorni l'Ucraina ha avviato i negoziati per l'adesione all'Ue. Oggi sono a Bruxelles per partecipare a una riunione del Consiglio europeo e per ringraziare tutti i leader europei per la loro unità e per aver confermato l'irreversibilità del nostro percorso europeo", afferma il leader di Kiev. "Ogni passo ci avvicina al nostro obiettivo storico di pace e prosperità in una casa comune europea", conclude.

Zelensky a Bruxelles: “Presto il secondo vertice per la pace”

"Ora dobbiamo prepararci per un secondo summit di pace, è molto importante, e ne discuterò con i leader". Lo ha detto Volodymyr Zelensky arrivando al Consiglio Europeo. "Dobbiamo compiere i prossimi passi, ovvero un piano dettagliato e metterlo sul tavolo e dobbiamo farlo nei prossimi mesi perché non abbiamo molto tempo, ci sono morti e feriti sul terreno", ha aggiunto. "Noi non vogliamo che il conflitto duri anni, Mosca invece punta a prolungarlo. Ma vogliamo negoziati alla luce del sole, non segreti", ha precisato.

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Michel accoglie Zelensky; “Determinati a sostenere l’Ucraina”

Il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel accoglie ora a palazzo Europa, a Bruxelles, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "La nostra determinazione a sostenere l'Ucraina è più forte che mai", sostiene.

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Zelensky arriva a Bruxelles per partecipare al vertice dei capi di stato e di governo

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, è arrivato all'Europa Building a Bruxelles per partecipare al vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Ue. Lo ha accolto il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel.

Zelensky a Bruxelles ringrazia i leader per la loro unità

"Negli ultimi giorni l'Ucraina ha avviato veri e propri negoziati per l'adesione all'Ue. Oggi sono a Bruxelles per partecipare a una riunione del Consiglio europeo e per ringraziare tutti i leader europei per la loro unità e per aver affermato l'irreversibilità del nostro percorso europeo". Scrive così su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, annunciando incontro con "i leader dell'Ue e dei suoi Paesi membri" e colloqui bilaterali. "Firmeremo tre accordi di sicurezza, di cui uno con l'Ue - aggiunge - Per la prima volta questo accordo sancirà l'impegno di tutti i 27 Stati membri a fornire all'Ucraina ampio sostegno, a prescindere da eventuali cambiamenti istituzionali interni". "Ogni passo - conclude - ci avvicina al nostro obiettivo storico di pace e prosperità nella nostra casa comune europea".

Mosca: “I canali di comunicazioni con Washington non sono chiusi”

I canali di comunicazione tra Mosca e Washington non sono chiusi, ma funzionano, ad esempio, attraverso la linea diplomatica, i servizi di intelligence, così come a livello delle amministrazioni presidenziali. Lo ha assicurato il viceministro degli Esteri della Federazione Russa Sergei Ryabkov. "I canali di comunicazione con Washington non sono chiusi, proprio l'altro ieri c'è stata un'importante conversazione telefonica tra il ministro della Difesa della Federazione Russa Andrei Belousov e il suo omologo americano", ha dichiarato Ryabkov. "Ci sono contatti ad altri livelli, per esempio tra le amministrazioni presidenziali, i servizi speciali e i dipartimenti della diplomazia", ha aggiunto il viceministro intervistato dalla televisione russa.

Francia, Zelensky: “Il nuovo governo continuerà a sostenere Kiev”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è convinto che il nuovo governo francese che emergerà dalle elezioni legislative manterrà il suo sostegno all'Ucraina.
"Crediamo che i francesi continueranno a sostenere l'Ucraina", ha detto Zelensky in un commento scritto all'Afp. "Siamo convinti che il prossimo governo sarà indipendente dall'aggressore russo", ha aggiunto il leader di Kiev, mentre il partito di estrema destra Rassemblement National, favorito alle elezioni, è stato accusato di vicinanza a Mosca.

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Mosca: “Al fronte 10mila immigrati recentemente naturalizzati”

La Russia ha inviato al fronte in Ucraina circa 10.000 immigrati recentemente naturalizzati dopo aver intensificato gli sforzi per imporre la registrazione per il servizio militare tra i suoi nuovi cittadini, come è previsto dalla Costituzione. Lo ha reso noto il capo del comitato investigativo della Federazione Russa, Oleksandr Bastrykin, come riporta Interfax.
Bastrykin ha spiegato che più di 30.000 stranieri a cui è stata recentemente concessa la cittadinanza russa non si sono registrati per il servizio militare.

Ventitrè droni e sei missili russi sull’Ucraina nella notte

La scorsa notte le forze russe hanno lanciato 23 droni e sei missili contro l'Ucraina ma la maggior parte è stata distrutta dalle difese di Kiev. Lo riferisce il comando dell'aeronautica ucraina, citato da Rbc. Nello specifico i russi hanno lanciato 23 droni kamikaze Shahed, un missile aereo guidato Kh-59/Kh-69, un missile aerobalistico Kh-47 M2 'Kinzhal' e quattro missili da crociera Kalibr. "Ventotto bersagli aerei sono stati abbattuti - spiega Kiev - quattro missili da crociera Kalibr, un missile aereo guidato Kh-59/Kh-69 e 23 droni di tipo Shahed-131/136".

Esplosioni udite a Kiev e nell'oblast di Khmelnytskyi

Esplosioni sono state udite a Kiev, così come nell'oblast di Khmelnytskyi, intorno alle 3:30 ora locale. Lo riferisce The Kyiv Independent, secondo cui l'aeronautica militare ucraina ha annunciato che le difese aeree sono al lavoro in tutto il Paese per fare fronte alle minacce di attacchi missilistici e droni russi.

Polonia e baltici chiedono a Ue linea di difesa da Russia

Polonia, Estonia, Lettonia e Lituania hanno chiesto all'Unione Europea di costruire una linea di difesa lungo il confine con Russia e Bielorussia come protezione dalle minacce militari e da altre azioni dannose da parte di Mosca. Lo riporta il Kyiv Independent, precisando che i leader dei quattro paesi hanno inviato una lettera al presidente dell'Ue descrivendo in dettaglio la portata e il costo del progetto. Ai paesi dell'Unione Europea viene richiesto di impegnarsi a fornire sostegno politico e finanziario. "La creazione di un sistema di infrastrutture di difesa lungo il confine esterno dell'Ue con Russia e Bielorussia risponderà all'esigenza acuta e urgente di proteggere l'Ue dalle minacce militari e ibride" si legge nella lettera.
La linea di difesa, inoltre, potrebbe essere costruita in coordinamento con la Nato e le sue esigenze militari. Alcuni funzionari dell'Ue stimano che il costo di costruzione lungo il confine di 700 chilometri sia di circa 2,5 miliardi di euro (2,67 miliardi di dollari).

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