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Guerra Ucraina - Russia, le news del 22 luglio

ll Cremlino: “Reagiremo se i nostri asset in Europa saranno usati per Kiev”. Kuleba a Pechino: “Il dialogo con la Cina importante per una pace giusta”
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Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba da oggi in Cina, discuterà dei "modi per fermare l'aggressione russa e del ruolo di Pechino". Intanto, Mosca fa sapere che è stato colpito dagli ucraini un traghetto nello stretto di Kerch; ci sono morti e ferti. E il Cremlino accusa gli Usa di adottare nell’Artico strategie che mostrano la volontà di un conflitto. A Sumy un raid russo sulla centrale elettrica ha provocato il black out e l’interruzione della corrente elettrica per 50 mila persone.

Media russi: la città di Mosca darà 20 mila euro ai cittadini che si arruolano

Gli abitanti di Mosca che si arruolano nell'esercito russo riceveranno un pagamento aggiuntivo una tantum di 1,9 milioni di rubli, cioè circa 20 milaeuro: lo riferiscono diversi media russi citando l'amministrazione comunale di Mosca. La misura viene annunciata non a caso nel pieno dell'aggressione militare contro l'Ucraina da parte delle truppe russe. "Il governo di Mosca ha deciso di fornire alle persone che hanno stipulato un contratto di servizio militare con il ministero della Difesa russo un pagamento aggiuntivo una tantum: una nuova misura di sostegno sociale da parte di Mosca per un importo di 1,9 milioni di rubli sarà a disposizione del personale militare selezionato dal punto di selezione della città per il servizio militare con contratto a partire dal 23 luglio 2024. Il decreto corrispondente è stato firmato dal sindaco di Mosca Sergei Sobyanin", recita una nota citata dall'agenzia di stampa statale russa Tass. Secondo l'ufficio del sindaco, "l'importo totale dei pagamenti a un soldato a contratto" proveniente dalla capitale russa "sarà di oltre 5,2 milioni di rubli per il primo anno di servizio", cioè quasi 55.000 euro. Citando dati del gruppo "Re: Russia", la testata online indipendente Meduza scrive che il governo russo ha pagato ai soldati e ai loro familiari stipendi e risarcimenti per un totale compreso tra 31 e 33,9 miliardi di dollari tra il luglio del 2023 e il giugno del 2024, cioè l'equivalente dell'1,4-1,6% del Pil previsto per il 2024 e il 7,5-8,2% delle spese del bilancio federale.

La Russia verso un ampliamento della legge su enti “indesiderati”

La Duma di Stato - il ramo basso del Parlamento russo - ha adottato in terza e ultima lettura un progetto di legge che prevede la possibilità di riconoscere come "indesiderate" anche le organizzazioni fondate o partecipate da enti governativi stranieri. Lo riporta la testata online Meduza. Per diventare legge, il progetto deve essere ancora approvato dal Senato e poi firmato dal presidente russo. La proposta arriva in un momento di tensione politica tra Russia e Occidente, e mentre Mosca inasprisce la repressione del dissenso e il controllo sulla società civile. In questi anni il Cremlino ha bollato come enti "indesiderati" gruppi di opposizione, organizzazioni per la difesa dei diritti umani, organizzazioni per il monitoraggio indipendente delle elezioni come Golos, giornali indipendenti come Novaya Gazeta Europe e Meduza, e persino enti per la difesa dell'ambiente come Greenpeace e il ramo internazionale del Wwf.

Russia: denunciò la guerra, reporter condannato a 8 anni in contumacia

Un tribunale di Mosca ha condannato in contumacia a otto anni e mezzo di reclusione il giornalista Mikhail Zygar accusandolo di "diffusione di informazioni false" sull'esercito russo per aver denunciato le atrocità di cui i soldati russi sono accusati a Bucha. Lo riporta la testata online Mediazona. Le accuse contro Zygar, 43 anni, deriverebbero da alcuni suoi post pubblicati su internet nell'aprile del 2022.

Russia: avvocato russo-tedesca detenuta a Mosca con l’accusa di tradimento

Il tribunale Lefortovo di Mosca ha deciso di estendere la custodia cautelare in carcere per l'avvocato German Moizhes: lo scrive l'agenzia di stampa ufficiale russa Tass, secondo cui Moizhes sarebbe stato arrestato a maggio a San Pietroburgo con non meglio specificate accuse di "alto tradimento". Sempre secondo la Tass, Moizhes si occupava di aiutare i cittadini russi a ottenere permessi di soggiorno in Europa e avrebbe sia la cittadinanza russa sia quella tedesca. Il procedimento penale nei confronti di Moizhes si svolge nella massima segretezza.

Kiev: nella regione di Zaporizhzhia oltre 90 mila soldati russi

Le forze di Mosca stanno ricostituendo il loro personale nella regione di Zaporizhzhia dove sono presenti oltre 90 mila soldati russi, ma non si prevedono azioni offensive efficaci sul fronte. Lo ha affermato il portavoce ucraino del gruppo operativo delle truppe "Tavria" Dmytro Lykhovii citato da Ukrainska Pravda. "Se prendiamo il numero del personale nemico, ad esempio, nella stessa regione di Zaporizhzhia, ci sono molti russi qui, quasi 90mila. E c'è un aumento di questo numero - da qualche parte nelle ultime tre settimane se ne sono aggiunti altri duemila. Tuttavia, secondo la nostra intelligence, non ci sono cambiamenti significativi che potrebbero influenzare la natura delle ostilità", ha affermato il portavoce, secondo cui il numero di soldati russi presenti nelle regioni di Zaporizhzhia e Kherson "non è sufficiente per condurre azioni offensive efficaci oltre le linee dove si trova ora il nemico".

Lavrov: “Washington subordina l’Europa ai propri interessi”

Gli Stati Uniti considerano l'Europa come una rivale e stanno cercando di metterla sotto controllo. Lo ha affermato, in un incontro con i responsabili delle organizzazioni non-profit russe, il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, aggiungendo che "l'Europa è vista dagli Stati Uniti come una rivale, così come la Russia e la Cina. Oggi, vediamo l'Europa inchinarsi agli Stati Uniti quando la Germania, la spina dorsale del sistema politico ed economico europeo, ha ingoiato silenziosamente l'attacco terroristico al Nord Stream, che ha minato le fondamenta del suo benessere economico e sociale, come se fosse così che doveva essere". Secondo Lavrov, la deindustrializzazione in corso in Europa è ciò che Washington cerca da tempo, ovvero "non permettere a Russia e Germania di avere relazioni più strette". Gli Stati Uniti, a suo dire, vedono la robusta crescita di Europa e Russia come una minaccia, poiché dispongono di enormi quantità di risorse e accesso alle tecnologie più recenti. Nonostante ciò, stanno emergendo centri di potere alternativi e il Sud e l'Est del mondo stanno consolidando le loro posizioni, ha sottolineato Lavrov.

La Russia impone sanzioni a 15 cittadini britannici

La Russia ha imposto sanzioni a 15 cittadini britannici vietando loro l'ingresso nel Paese: lo riferisce il ministero degli Esteri russo, ripreso dalla Tass.
Secondo il governo di Mosca, i sanzionati sarebbero dirigenti di società del settore sicurezza o della difesa, alcune delle quali fornirebbero "prodotti" o "servizi" all'Ucraina o sarebbero "coinvolte nell'addestramento delle truppe ucraine", nonché "esperti e giornalisti" con posizioni critiche nei confronti dell'invasione dell'Ucraina da parte delle truppe russe.

Kuleba: “Il dialogo con la Cina è importante per una pace giusta”

''È importante che Kiev e Pechino abbiano un dialogo diretto'' per poter ''discutere insieme i modi per raggiungere una pace giusta''. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba, arrivato in Cina su invito del capo della diplomazia cinese Wang Yi per una missione che si concluderà venerdì. ''Dobbiamo evitare la 'competizione' tra le diverse proposte di pace'', ha proseguito Kuleba in un videomessaggio condiviso su 'X'. ''Sulla questione centrale, la pace in Ucraina, parleremo, troveremo un terreno comune. Dovremmo evitare la rivalità dei piani di pace e procedere verso una pace giusta e sostenibile. La Cina potrebbe svolgere un ruolo importante in questo", ha affermato il ministro degli Esteri ucraino.

Il cardinale Parolin incontra Zelensky

"Ho avuto un incontro significativo con il Segretario di Stato della Santa Sede, cardinale Pietro Parolin. Abbiamo discusso delle conseguenze dell'aggressione russa contro l'Ucraina, del terrorismo aereo in corso, della difficile situazione umanitaria e degli esiti del nostro incontro con Papa Francesco a giugno in Italia. Ci siamo concentrati in particolare sulle decisioni del primo vertice di pace e sul ruolo del Vaticano nello stabilire una pace giusta e duratura per l'Ucraina. Sono grato per il sostegno del Cardinale al nostro Paese e al nostro popolo". Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Sempre su X l'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, presente all'incontro a Kiev, commenta: "Momento finale della visita in Ucraina del Segretario di Stato della Santa Sede, ma già il passo successivo nello sviluppo di una cooperazione molto positiva e fruttuosa tra l'Ucraina e la Capitale Apostolica: il Presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenskyy ha incontrato oggi il Cardinale Pietro Parolin". Intanto anche la Segreteria di Stato vaticana, sul suo profilo X @TerzaLoggia, fa sapere: "Oggi, il Cardinale Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha incontrato il Presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelenskyy, al quale ha ribadito la vicinanza del Papa e l'impegno a trovare una pace giusta e duratura per la martoriata Ucraina".

Mosca: Abu Mazan sarà in Russia a metà agosto

Il presidente palestinese Abu Mazen visiterà la Russia a metà agosto. Lo ha affermato il viceministro degli Esteri russo Mikhail Bogdanov, citato da Ria Novosti. "Presto. A metà agosto, anche un po' prima", ha detto ai giornalisti.

Mosca: conquistato un altro villaggio nel Donetsk

Il ministero della Difesa russo ha affermato che l'esercito ha conquistato il villaggio di Ivano-Darivka, nella regione orientale ucraina di Donetsk. Lo riporta la Tass.

Lavrov: “Non escludiamo la cooperazione con i Paesi europei”

Mosca tiene aperta la porta alla cooperazione con i partner europei quando e se questi mostreranno il loro interesse, ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. È stata proposta un'iniziativa di sicurezza eurasiatica, ha detto Lavrov durante un incontro con i capi delle organizzazioni non governative russe. "È essenziale che il Presidente, quando parla di questa iniziativa, sottolinei sempre che non stiamo chiudendo la porta a nessun Paese del continente eurasiatico. Quando e se le nostre controparti europee rinsaviranno e si renderanno conto che vengono usate per rafforzare le posizioni degli Stati Uniti indebolendo quelle dell'Europa, saranno le benvenute, le porte sono aperte", ha detto Lavrov.Potranno unirsi a questi processi "sulla base dell'uguaglianza e del completo rispetto reciproco per coloro che hanno iniziato questa interazione prima di loro", ha detto Lavrov. Sono i governi di alcuni Paesi occidentali, e non i loro popoli, a essere ostili alla Russia. "I Paesi sono in gran parte determinati dalla vita e dalle aspirazioni dei loro popoli. Non vedo una sola nazione sulla Terra che sia a priori ostile al nostro popolo, ai nostri cittadini. Ma ci sono governi ostili, naturalmente", ha detto Lavrov.

Sondaggio: il 32% degli ucraini favorevoli a concessioni territoriali arrivare a un cessate il fuoco

Il 32% degli ucraini è disposto ad accettare di fare concessioni territoriali per porre fine alla guerra causata dall'invasione militare russa del loro paese. Lo rivela un sondaggio dell'Istituto internazionale di sociologia di Kiev pubblicato oggi su opinioni raccolte lo scorso aprile. Si tratta del livello più alto dall'inizio della guerra, due anni e 5 mesi fa: nel settembre di quell'anno, ad accettare un tale scenario era solo l'8%. Tra febbraio e aprile di quest'anno, il numero di ucraini disposti a cedere territori è aumentato dal 26 al 32%. A rifiutare qualunque rinuncia territoriale resta comunque il 55% degli ucraini. La possibilità di avviare un processo di negoziati di pace in cui l'Ucraina sia costretta a fare delle concessioni è un tema sempre più presente nell'opinione pubblica e nel discorso ufficiale ucraino in un contesto di modesti ma costanti progressi russi sul fronte.

Isw: il Cremlino la legittima la persecuzione dei dissidenti

La bozza della nuova cosiddetta strategia antiterrorismo della Russia codifica i termini per legittimare la persecuzione di coloro che non sono d'accordo con le politiche del Cremlino e la sua guerra contro l'Ucraina: lo scrive l'Istituto per lo studio della guerra (Isw). Mosca sta adottando misure per codificare termini che ampliano la definizione ufficiale russa di estremismo perseguibile, come parte dei suoi continui sforzi per perseguire penalmente e soffocare l'opposizione interna al Cremlino e alla sua guerra in Ucraina, si legge nel rapporto del centro studi statunitense. Ieri il ministero degli Interni russo ha pubblicato una bozza della nuova cosiddetta strategia antiterrorismo, che stabilisce le definizioni legali di "russofobia" e "xenofobia", oltre a modificare le definizioni di "radicalismo", "lotta all'estremismo" e "temi della lotta all'estremismo". Il think tank osserva che queste definizioni, in particolare la disposizione che inquadra il sostegno ai cambiamenti della Costituzione russa come "radicalismo", tentano di collegare informalmente e persino di definire l'opposizione alle azioni e alla struttura attuali del governo russo come intolleranza etnica nei confronti dei russi che sostengono le politiche del Cremlino e la guerra in Ucraina, odio per la cultura e la storia russa e sostegno agli Stati che sono "ostili" alla Russia nella mente dei russi. Gli analisti dell'Isw aggiungono che il Cremlino sta probabilmente cercando di usare queste definizioni e ulteriori vessazioni per accattivarsi i favori dei cosiddetti ultranazionalisti russi, dal momento che Mosca ha recentemente intensificato la repressione dell'immigrazione clandestina tra le tensioni etniche con il pretesto di combattere l'estremismo, ma non ha affrontato adeguatamente la minaccia dell'estremismo islamico nel Paese stesso.

Zelensky proroga la legge marziale fino a novembre

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha presentato in Parlamento due proposte di legge per estendere la legge marziale e la campagna di mobilitazione generale di altri 90 giorni a partire dal prossimo 12 agosto, ovvero fino al 9 novembre. Lo si legge sul sito del Parlamento ucraino, la Verkhovna Rada. Imposta dopo l'aggressione russa del 24 febbraio del 2022, la legge marziale ucraina è stata estesa l'ultima volta fino all'11 agosto.

Ue: no impatto immediato per lo stop dell’Ucraina e dello Slovacchia al transito del petrolio

Lo stop alle consegne di petrolio russo a Ungheria e Slovacchia attraverso l'oleodotto Druzhba deciso dall'Ucraina, che ha interrotto il transito del greggio di Lukoil attraverso il proprio territorio, non ha "alcun impatto immediato" sulla "sicurezza dell'approvvigionamento petrolifero dell'Ue". Lo dice il portavoce della Commissione Europea Olof Gill, confermando, a Bruxelles durante il briefing con la stampa, che ieri il vicepresidente esecutivo Valdis Dombrovskis ha ricevuto "una lettera congiunta dai ministri degli Affari Esteri di Ungheria e Slovacchia sull'impatto della decisione dell'Ucraina di interrompere le forniture di petrolio di Lukoil attraverso l'oleodotto Druzhba". "Stiamo attualmente studiando il contenuto di questa lettera - continua Gill - e raccogliendo maggiori informazioni prima di prendere qualsiasi decisione. Al momento non vi è alcun impatto immediato sulla sicurezza dell'approvvigionamento petrolifero dell'Ue". Come al solito, "monitoriamo costantemente la situazione nell'ambito del gruppo di coordinamento petrolifero e siamo in stretto contatto sia con le autorità ungheresi che con quelle slovacche. La Commissione è pronta a sostenere gli Stati membri nella ricerca di una soluzione insieme all'Ucraina". "Ora esaminiamo il contenuto della lettera - prosegue il portavoce - poi decideremo quali passi intraprendere successivamente. La Slovacchia e l'Ungheria hanno richiesto una riunione del comitato per la politica commerciale domani, il che offrirà una gradita opportunità per discutere ulteriormente la questione e per avere ulteriori informazioni, al fine di valutare meglio i fatti prima di prendere qualsiasi decisione", conclude.

Mosca: uccisi 50 istruttori occidentali in attacco a Kharkiv

Mosca sostiene che una cinquantina di "istruttori occidentali" sarebbero rimasti uccisi in un attacco contro la provincia di Kharkiv, in Ucraina. Il ministero della Difesa russo, in una nota pubblicata sul suo canale Telegram, rivendica: "Il lanciarazzi Iskander-M Otrk ha lanciato un attacco con missili contro un sito di dispiegamento temporaneo di istruttori e mercenari dei Paesi occidentali". Lo stesso ministero ha pubblicato un video che mostra l'impatto del missile contro la località di Derhaci, a nord di Kharkiv.

Il cardinale Parolin visita la chiesa di San Nicola a Kiev

"In visita in questi ultimi giorni in Ucraina, il cardinale Pietro Parolin non ha potuto fare a meno di visitare la Chiesa e la comunità di San Nicola a Kiev: incontro sincero e preghiera per tutto ciò che è più desiderato dai parrocchiani: una rapida vittoria sul nemico, una giusta pace e, ovviamente, per il ritorno ufficiale dell'edificio della Chiesa alla comunità". Lo scrive su Facebook l'ambasciatore ucraino presso la Santa Sede, Andrii Yurash, pubblicando anche foto della visita.

Mosca: la cooperazione con la Cina nell’Artico non è una minaccia

"L'interazione russo-cinese nella zona artica può solo contribuire a creare un'atmosfera di stabilità e prevedibilità nell'Artico, perché la cooperazione russo-cinese non è mai stata diretta contro paesi terzi o gruppi di paesi terzi": lo ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, dopo che il Pentagono ha dichiarato di notare "una crescente cooperazione" tra Russia e Cina nell'Artico, sia dal punto di vista commerciale che militare. Lo riporta l'agenzia russa statale Ria Novosti.

Il Cremlino: “Reagiremo se i nostri asset in Europa saranno usati per Kiev”

Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha dichiarato che la Russia risponderà a un eventuale utilizzo dei proventi dagli asset russi in Europa per sostenere militarmente l'Ucraina invasa dalle truppe del Cremlino. Lo riporta l'agenzia Interfax. "In un modo o nell'altro, ci sarà una risposta. Queste azioni da ladri non possono rimanere senza reciprocità", ha dichiarato Peskov. "Naturalmente esploreremo la possibilità di perseguire legalmente le persone coinvolte nell'adozione e nell'attuazione di queste decisioni, poiché si tratta di una violazione del diritto internazionale, violazione dei diritti di proprietà e così via", ha detto.

Il Cremlino: “Nella strategia americana nell’Artico ci sono manifestazioni di conflitto”

Manifestazioni di scontro si osservano nella strategia artica statunitense aggiornata pubblicata dal Pentagono, scrive la Tass. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del presidente russo Dmitry Peskov rispondendo ad una domanda sul corrispondente documento americano. "Sì, manifestazioni di scontro sono visibili anche in questo documento, pubblicato dal Pentagono", ha detto. Come ha aggiunto Peskov, l'interazione russo-cinese nell'Artico contribuisce a creare un'atmosfera di stabilità e prevedibilità. "L'interazione russo-cinese nella zona artica può solo contribuire a creare un'atmosfera di stabilità e prevedibilità nell'Artico, poiché la cooperazione russo-cinese non è mai diretta contro alcun paese terzo o gruppo di paesi terzi". Il portavoce del Cremlino ha osservato che l'Articoè una regione strategica per la Federazione Russa. Secondo Peskov la Russia assume una posizione responsabile nei confronti dell'Artico.

Raid russo su Sumy: in 50 mila senza elettricità

Oltre cinquantamila cittadini ucraini sono rimasti senza elettricità dopo che le forze armate russe hanno colpito una centrale elettrica a Sumy, nell'Ucraina orientale, nella notte. Lo ha reso noto il ministero dell'Energia di Kiev.

Usa preoccupati per la cooperazione russo-cinese nell’Artico

Il Pentagono ha messo in guardia da una maggiore cooperazione tra Russia e Cina nell'Artico, dato che il cambiamento climatico apre la regione a una maggiore concorrenza per le rotte di navigazione e le risorse. "Abbiamo assistito a una crescente cooperazione tra Cina e Russia nell'Artico dal punto di vista commerciale, con la Cina che è uno dei maggiori finanziatori dello sviluppo energetico russo nell'Artico", ha dichiarato ai giornalisti Kathleen Hicks, assistente segretario alla Difesa. Anche la cooperazione militare sta crescendo, con "Russia e Cina che conducono esercitazioni congiunte al largo delle coste dell'Alaska", ha detto, presentando la strategia del Pentagono per l'Artico fino al 2024. "Tutte queste sfide sono state amplificate perche' gli effetti del cambiamento climatico stanno portando a un rapido riscaldamento delle temperature e all'assottigliamento della copertura di ghiaccio, che sta guidando tutte queste attivita'", ha detto. Per gli Stati Uniti, l'Artico è una regione strategica, non da ultimo per la presenza di "importanti infrastrutture di difesa statunitensi". Negli ultimi anni, la Russia ha rafforzato la sua presenza militare nell'Artico riaprendo e modernizzando diverse basi e campi d'aviazione abbandonati dalla fine dell'era sovietica, mentre la Cina ha iniettato fondi nell'esplorazione e nella ricerca polare. Interpellata sulle dichiarazioni del Pentagono, la portavoce della diplomazia cinese, Mao Ning, ha difeso la politica artica di Pechino, sottolineando che si basa su "rispetto, cooperazione, vantaggi reciproci e sostenibilità". La Cina è "impegnata a mantenere la pace e la stabilità nell'Artico", ha sottolineato durante un regolare briefing con la stampa. "Gli Stati Uniti stanno distorcendo la politica artica della Cina e stanno facendo commenti irresponsabili sulle normali attività della Cina nell'Artico che rispettano il diritto internazionale". Il rapido scioglimento dei ghiacci polari nell'Artico sta stimolando l'attività economica nella regione inospitale, poiché i Paesi cercano di scoprire nuovi giacimenti di petrolio, gas e minerali, nonché nuove rotte di navigazione. "L'Artico potrebbe vivere la sua prima estate virtualmente libera dai ghiacci entro il 2030" e questo "aumenterà la praticabilità delle rotte di transito marittimo nell'Artico e l'accesso alle risorse sottomarine", ha affermato il Pentagono.

Kiev: ieri 39 bombe guidate russe nel Kharkiv, 5 feriti

Le forze russe hanno lanciato ieri 39 bombe guidate nelle regione di Kharkiv, nell'Ucraina nord-orientale, ferendo almeno cinque civili: lo ha reso noto il capo dell'amministrazione militare regionale, Oleg Syniehubov, come riporta Ukrinform.Negli attacchi sono stati colpiti i villaggi di Hlushkivka, Lisne e Podoly nel distretto di Kupiansk e il villaggio di Ruska Lozova, nel distretto di Kharkiv. La Russia ha lanciato anche una raffica di razzi contro Ivanchukivka e Senkove, rispettivamente nei distretti di Izium e Kupiansk.

La Russia: “Abbattuti 21 droni lanciati dagli ucraini sulla Crimea e il Mar Nero”

Le forze armate russe hanno rivendicato di aver abbattuto 21 droni lanciati dai militari ucraini sulla Crimea e sul Mar Nero nelle prime ore di oggi, spiegando che uno di questi ha colpito un traghetto nel porto di Kavkaz. Come spiega il governatore della Crimea Veniamin Kondratyev, la nave colpita si trovava nello stretto di Kerch e dopo l'attacco si è scatenato un incendio. "I servizi di emergenza sono sul posto. L'incendio è localizzato, non c'è pericolo che si diffonda", ha scritto Kondratyev su Telegram, aggiungendo che "purtroppo ci sono feriti e morti tra i membri dell'equipaggio e i dipendenti del porto".

Mosca: morti e feriti in un traghetto colpito da Kiev

L'Ucraina ha colpito un traghetto nello stretto di Kerch, che separa la Russia dalla Crimea, un'area presidiata in termini di sicurezza, provocando morti e feriti. Lo hanno denunciato le autorità regionali russe. "I servizi di emergenza stanno attualmente lavorando sul posto. L'incendio è contenuto ed è improbabile che si diffonda. Purtroppo ci sono feriti e morti tra i membri dell'equipaggio e gli impiegati del porto", ha annunciato su Telegram il governatore della regione di Krasnodar, Veniamine Kondratiev.

Nella notte distrutti 7 droni russi su 8

Le forze russe hanno lanciato la notte scorsa sull'Ucraina un missile guidato Kh-69 e otto droni kamikaze Shahed, sette dei quali sono stati abbattuti dalle difese aeree di Kiev: lo ha reso noto su Telegram l'Aeronautica militare ucraina. Il missile Kh-69, ha aggiunto, "non ha raggiunto il suo obiettivo" grazie alle "contromisure attive" adottate. L'attacco si è concentrato nella regione di Sumy, si legge inoltre nel messaggio

La Repubblica Ceca fornirà droni a Kiev

La Repubblica Ceca si è ufficialmente unita alla coalizione internazionale, guidata da Lettonia e Regno Unito, per fornire droni all'Ucraina. Lo ha riferito il ministero della Difesa lettone. la notizia è rilanciata dalla Pravda ucraina. La Repubblica Ceca si è unita alla "coalizione dei droni" dopo che la sua delegazione ha firmato un memorandum d'intesa durante il vertice della Nato a Washington l'11 luglio. Dopo l'adesione della Repubblica Ceca, il numero dei partecipanti alla coalizione è salito a 16.

Kiev: Nikopol bersagliata dai russi con artiglieria e droni

Sono almeno 20 gli attacchi lanciati dai russi con artiglieria e droni contro il distretto di Nikopol, nella regione di Dnipropetrovsk, che hanno provocato cinque feriti. Lo riferisce il capo del Consiglio regionale, Mykola Lukashuk, scrive Ukrinform. "Il terrore che colpisce i civili nel distretto di Nikopol non si ferma. In totale, ci sono stati quasi due decine di attacchi da parte di droni kamikaze e artiglieria nella zona. Hanno preso di mira il centro del distretto e le comunità di Pokrovsk, Chervonohryhorivka, Myriv e Marhanets", ha scritto Lukashuk. Nei raid sono stati danneggiati due diverse strutture tra cui negozi, abitazioni e diverse linee elettriche. Lukashuk ha ricordato che cinque persone sono rimaste ferite durante i bombardamenti: un uomo di 37 anni ricoverato in ospedale, due donne, di 65 e 34 anni, e altri due uomini, di 32 e 36 anni, che hanno riportato lievi ferite.

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