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Guerra Israele-Hamas, le news del 5 agosto. Crosetto: “Evitare l’escalation”. Diplomazia al lavoro: Shoigu a Teheran, Biden parla col re di Giordania

Guerra Israele-Hamas, le news del 5 agosto. Crosetto: “Evitare l’escalation”. Diplomazia al lavoro: Shoigu a Teheran, Biden parla col re di Giordania
(afp)
L’ex ministro della difesa russo Shoigu a Teheran. Blinken al G7: “Possibile attacco a breve”. Scambio di colpi con Hezbollah al confine Nord, massima allerta dell'esercito di Israele.Ucciso il ministro delle Finanze di Hamas
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Massima allerta dell'esercito di Israele. L'attacco dell'Iran è 'imminente' anche per gli Stati Uniti. Forse già oggi. Teheran respinge l'appello alla moderazione degli Stati arabi. Netanyahu riunisce i vertici militari e di intelligence: “Chiederemo un prezzo molto alto a chiunque ci aggredisca”, dice. Sullo Stato ebraico razzi da Hezbollah. Il ministro della Difesa israeliano Gallant avverte: “Siamo pronti a tutto, anche all’offensiva”: Anche l'Italia, come Usa e Gran Bretagna, invita circa 3mila concittadini a lasciare subito il Libano. Resteranno invece i soldati della missione Unifil. Tajani convoca una riunione dei ministri del G7 per “frenare l'escalation”. Mosca invia a Teheran armi, sistemi di guerra elettronica e missili Iskander. E l’ex ministro russo della Difesa Shoigu è arrivato in Iran.

Razzi contro base Usa in Iraq, Pentagono conferma i feriti

Diversi membri del personale militare americano sono rimasti feriti nell'attacco con razzi a una base in Iraq: lo ha confermato un portavoce del Pentagono. "Oggi si è verificato un presunto attacco missilistico contro le forze statunitensi e della coalizione presso la base aerea di Al-Asad, in Iraq. Le prime indicazioni sono che diversi membri del personale statunitense sono rimasti feriti", ha affermato.

Media: esplosioni a Isfahan in Iran, “esercitazioni militari”

I media iraniani, tra cui l'agenzia Tasanim - ripresi da Ynet - hanno riferito di esplosioni nella zona di Isfahan, nel centro del Paese. Secondo fonti militari si sarebbe trattato di "esercitazioni militari".

Delta sospende voli con Tel Aviv fino al 31 agosto

I voli Delta tra New York-Jfk e Tel Aviv saranno sospesi fino al 31 agosto, a causa del conflitto in corso nella regione. Lo rende noto la compagnia aerea americana sul proprio sito. "Monitoriamo costantemente l'evoluzione dell'ambiente di sicurezza e valutiamo le nostre operazioni sulla base delle linee guida sulla sicurezza e dei rapporti di intelligence", ha spiegato Delta, precisando che comunicherà eventuali aggiornamenti se necessario.

Idf: ucciso un comandante di un'unità d'elite di Hezbollah

Un comandante dell'unità d'élite Radwan di Hezbollah è stato ucciso questa sera in un attacco con un drone nel Libano meridionale. Lo ha reso noto l'Idf. Ali Jamal al-Din Jawad è stato colpito nel villaggio di Aabba, nel Libano meridionale. Secondo l'Idf, Jawad era un comandante di Radwan. Hezbollah ha annunciato la morte di Jawad in seguito all'attacco, ma non ha fornito informazioni sul suo grado.

Onu licenzierà 9 dipendenti legati ad Hamas

Nove dipendenti dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) "potrebbero essere stati coinvolti" negli attacchi di Hamas contro Israele del 7 ottobre, secondo l'indagine interna dell'Onu su 19 persone accusate da Israele, e verranno licenziati. A fine gennaio, le autorità israeliane hanno accusato per la prima volta 12 dipendenti dell'Unrwa di essere coinvolti nell'attacco del 7 ottobre compiuto dal gruppo islamista palestinese, scatenando una bufera contro l'agenzia, colonna portante degli aiuti umanitari a Gaza. Altri sette nomi sono stati successivamente aggiunti alla lista.
Le accuse spinsero i principali donatori a sospendere i finanziamenti all'agenzia, che conta più di 30.000 dipendenti al servizio di 5,9 milioni di palestinesi nella regione, di cui 13.000 a Gaza. Il segretario generale dell'Onu Antonio Guterres ha immediatamente richiesto un'indagine da parte dell'Ufficio dei servizi di supervisione interna delle Nazioni Unite (OIOS).
Per una persona, "l'OIOS non ha ottenuto alcuna prova a sostegno delle accuse" e in altri nove casi le prove "non sono state sufficienti a dimostrare il coinvolgimento dei dipendenti", ha dichiarato oggi il vice portavoce di Antonio Guterres, Farhan Haq.

Crosetto: “Evitare gravissima e pericolosa escalation”

"Importante e lungo colloquio telefonico con collega Israele Yoav Gallant. Ci siamo scambiati informazioni e impressioni sulla situazione e sulla sua possibile evoluzione. L'Italia continua a lavorare per favorire il dialogo, stemperare la tensione ed evitare una gravissima e pericolosa escalation". Lo scrive sul profilo "X" del ministero il ministro della Difesa Guido Crosetto.

Shoigu vola a Teheran, Biden sente il Re di Giordania

E' frenetico - e in gran parte segreto - il lavoro che impegna in queste ore le diplomazie per cercare di evitare un conflitto che potrebbe estendersi all'intero Medio Oriente, e forse anche al di là dei suoi confini. Il presidente americano Joe Biden ha avuto un colloquio telefonico con il re di Giordania Abdallah, dopo una missione ufficiale del ministro degli Esteri di Amman a Teheran e una segreta che, secondo una testata kuwaitiana, sarebbe stata effettuata in Iran da una delegazione statunitense. Mentre in questo scenario complicato entra anche Mosca, con una missione nella Repubblica islamica di Serghei Shoigu, attuale segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale ed ex ministro della Difesa russo. La Russia è stata accusata dalla televisione israeliana Channel 14 e da alcuni blogger militari di avere fatto arrivare all'Iran negli ultimi giorni munizioni e missili ipersonici Iskander, gli stessi utilizzati contro le forze ucraine, per un possibile impiego in un eventuale conflitto con Israele. Nessuna conferma ovviamente da Mosca, mentre l'agenzia Tass ha scritto che la visita di Shoigu - che ha incontrato tra gli altri il presidente iraniano Masud Pezeshkian - ha lo scopo di discutere "un vasto spettro di questioni relative alla cooperazione bilaterale", oltre che questioni legate alla "agenda globale e regionale". Media iraniani avevano affermato tra l'altro che Teheran aveva già impiegato missili ipersonici Kheibar di propria produzione nell'attacco dimostrativo contro Israele nella notte tra il 13 e il 14 aprile scorsi.
Nel frattempo l'inviato speciale russo per il Medio Oriente Mikhail Bogdanov e l'ambasciatore dell'Arabia Saudita a Mosca, Abdel Rahman bin Suleiman Al-Ahmad, hanno lanciato un appello a un "cessate il fuoco immediato nel conflitto israelo-palestinese" al fine di favorire una "de-escalation della situazione militare e politica estremamente tesa in Medio Oriente". Il presidente francese Emmanuel Macron ha intanto parlato con i leader dell'Arabia Saudita e degli Emirati arabi uniti, con i quali, ha detto, ha condiviso un appello a "tutti gli attori" di questa crisi perché diano prova di "moderazione per evitare una conflagrazione regionale".

Erdogan: “Manteniamo lo stop al commercio con Israele”

Il presidente turco, Recep Tayyip Erdogan, ha affermato che la Turchia continuerà a non esportare né importare beni verso e da Israele, come deciso nei primi giorni di maggio, fino a che non ci sarà una tregua nella Striscia di Gaza. "Per costringere il governo israeliano ad arrivare al cessate il fuoco e permettere l'invio di aiuti umanitari, rimaniamo fermi sulla nostra posizione", ha detto Erdogan, durante un discorso dopo una riunione di gabinetto trasmesso dalla tv di Stato Trt, citando lo stop al commercio con Israele annunciato in maggio.

Da Usa ok a combattimenti dopo una prima fase accordo

Secondo quanto riferito da fonti di stampa israeliana, gli Stati Uniti avrebbero accettato di garantire a Israele la possibilità di rinnovare i combattimenti contro Hamas a Gaza dopo la prima fase di un potenziale cessate il fuoco e di un accordo sugli ostaggi. Secondo i quotidiani Yedioth Ahronoth e Haaretz, Washington non ha ancora fornito una garanzia scritta, come richiesto da Gerusalemme, ma ha accettato in linea di principio di darne una se si concretizzerà un accordo. Si tratterebbe di un mezzo per fare pressione su Hamas affinché rilasci tutti gli ostaggi che dovrebbe liberare nella prima fase.

La Turchia presenterà la richiesta per unirsi al processo contro Israele all’A

Mercoledì la Turchia presenterà un fascicolo per unirsi al processo, presso la Corte internazionale di giustizia dell'Aia, dove Israele è imputato per genocidio, per le sue azioni militari a Gaza, dopo la denuncia presentata dal Sudafrica. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, durante una conferenza stampa a Il Cairo con l'omologo egiziano, Badr Abdelatty, trasmessa dalla tv di Stato turca Trt.

Macron parla con bin Zayed e Bin Salman della situazione in Medio Oriente

Il presidente francese Emmanuel Macron ha parlato della situazione in Medio Oriente nel corso di colloqui telefonici con il presidente degli Emirati arabi uniti e con il principe ereditario saudita. "Ho parlato con il presidente Mohamed bin Zayed e il principe ereditario Mohammed Bin Salman della situazione in Medio Oriente. Chiediamo a tutte le parti interessate di mostrare responsabilità e moderazione per evitare una conflagrazione regionale.
Nessuno ha interesse ad un'escalation", ha scritto lo stesso Macron su X.

Gaza: Israele riconsegna 84 corpi, alcune vittime irriconoscibili

Le autorità israeliane hanno consegnato oggi i corpi di 84 palestinesi estratti dalle forze israeliane dai cimiteri dalla Striscia di Gaza, alcuni dei quali in avanzato stato di decomposizione, fatti a pezzi e irriconoscibili. Secondo il ministero della Sanità palestinese, i corpi sono arrivati ??avvolti in teloni blu nel retro di un camion e sono stati sepolti nel cimitero turco di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. Le autorità israeliane hanno effettuato la consegna tramite il Comitato internazionale della Croce Rossa. Si tratta della terza consegna di corpi effettuata da Israele dall'inizio della guerra, il 7 ottobre. Il Movimento di resistenza islamica (Hamas) ha denunciato il ''completo stato di decomposizione'' dei corpi, che rende impossibile l'identificazione. "Si tratta di un crimine sadico senza precedenti nella storia dell'umanità", dice il gruppo palestinese. Hamas ha nuovamente paragonato Israele alla Germania nazista, per aver "assassinato civili disarmati negli ospedali e nei rifugi, rapito i loro corpi e riesumato i martiri per trasportarli nei centri di occupazione". Questa pratica ''raddoppia la sofferenza delle famiglie dei martiri e degli scomparsi che non sanno dove sono i loro figli, senza poterli seppellire adeguatamente''. Hamas chiede quindi alla comunità internazionale di prendere posizione e di denunciare queste azioni israeliane.

Ue: “Israele desista dagli attacchi alle infrastrutture civili di Gaza”

"L'Unione europea è seriamente preoccupata per la continua distruzione di infrastrutture civili fondamentali" nella Striscia di Gaza, "tra cui un impianto di depurazione di Rafah, e si unisce alle richieste internazionali affinché venga fatta chiarezza su questo incidente". Lo scrive in una nota l'Alto rappresentante dell'Ue, Josep Borrell, esortando "il governo israeliano a desistere da azioni che peggiorano le condizioni di vita della popolazione civile a Gaza e a rispettare i propri obblighi ai sensi del diritto internazionale". "La catastrofe umanitaria sempre più grave a Gaza sta creando condizioni di pericolo di vita per una popolazione civile già gravemente indebolita che continua a essere soggetta a fame e ripetuti spostamenti in campi tendati sovraffollati per il decimo mese consecutivo, senza una fine in vista e senza un posto dove andare", evidenzia Borrell, esprimendo "profonda preoccupazione per il crollo dei sistemi igienico-sanitari, di gestione dei rifiuti solidi e sanitari, che sta causando la diffusione di malattie, tra cui poliomielite, infezioni della pelle e delle vie respiratorie, in particolare tra i bambini". "Ricordiamo che colpire infrastrutture critiche salvavita costituisce un crimine di guerra e sollecitiamo tutte le parti a prendere tutte le precauzioni possibili", scrive ancora il capo della diplomazia Ue, ribadendo l'urgenza di "un cessate il fuoco immediato per porre fine alla difficile situazione dei civili a Gaza, compresi gli ostaggi israeliani".

L’Iran al Bahrein: “Adotteremo misure contro Israele”

"Il silenzio sulle azioni malvagie di Israele è dannoso per la stabilità regionale ed è considerato una ricompensa per il regime, pertanto l'Iran si riserva il diritto e adotterà misure reciproche contro il regime". Lo ha affermato il ministro degli Esteri iraniano ad interim, Ali Bagheri, durante una conversazione telefonica con il ministro degli Esteri del Bahrein, Abdullatif bin Rashid Al-Zayani. "È necessario fermare l'espansione della guerra da parte di Israele alle capitali del Libano e dello Yemen, in particolare la sua insolenza nell'uccisione del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, nel territorio iraniano", ha sottolineato il capo della diplomazia di Teheran, come riferisce la tv di Stato. Al-Zayani, da parte sua, ha sottolineato la posizione del suo Paese riguardo alla necessità di un cessate il fuoco immediato a Gaza e del sostegno agli attori non militari.

Media: negoziati tra Israele e Hamas sospesi per il possibile attacco dell’Iran e dopo l’uccisione di Haniyeh

I negoziati tra Israele e Hamas per un accordo di cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza sono sospesi e non riprenderanno fino a quando l'Iran non avrà lanciato la sua promessa rappresaglia contro Israele per l'assassinio del leader politico di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran e fino a quando il gruppo armato palestinese non avrà scelto un sostituto a capo del suo politburo. Lo scrive il Times of Israel citando due funzionari israeliani a conoscenza della questione. La risposta iraniana potrebbe arrivare giàquesta sera, mentre Hamas dovrebbe annunciare un nuovo leader nei prossimi giorni, affermano le due fonti. I mediatori del Qatar, dell'Egitto e degli Stati Uniti riprenderanno quindi gli sforzi per negoziare un accordo, ma ritengono che sarà molto più difficile dopo l'assassinio di Haniyeh, secondo il Times of Israel. Stando alle fonti del quotidiano israeliano, Hamas non ha mostrato alcun interesse a riprendere i colloqui prima che venga deciso un sostituto.
Una squadra negoziale israeliana era al Cairo nel fine settimana, ma in gran parte per colloqui bilaterali con l'Egitto sullo spiegamento dell'Idf nel corridoio di Filadelfia e al valico di Rafah, ha spiegato uno dei funzionari in forma anonima, notando che Hamas non faceva parte di questi colloqui, nemmeno indirettamente, e che non e' stato fatto alcun progresso.

Al-Sisi: “Congiuntura delicatissima e pericolosa”

Il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha sottolineato oggi che il Medio Oriente sta attraversando una congiuntura molto delicata e pericolosa, che richiede l'esercizio dei massimi livelli di autocontrollo e il sostegno della voce della ragione e della saggezza. Il presidente egiziano ha incontrato oggi il ministro degli Affari esteri turco Hakan Fidan e la sua delegazione, alla presenza del ministro degli Affari Esteri dell'Egitto, Badr Abdel-Aty e dell'ambasciatore turco al Cairo. Un portavoce della presidenza ha affermato che il ministro degli Esteri turco ha trasmesso al presidente egiziano i saluti e l'apprezzamento del presidente turco Recep Tayyip Erdo?an. L'incontro si è concentrato sugli ultimi sviluppi regionali e sugli avvertimenti sulla pericolosa escalation nella regione. Al-Sisi ha sottolineato che, per disinnescare la crescente tensione, è necessario un impegno concertato delle forze attive e della comunità internazionale, per attuare immediatamente un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e per offrire l'opportunità di soluzioni politiche e diplomatihe.

A Gedda su richiesta dell’Iran riunione straordinaria dell’Organizzazione cooperazione islamica

L'Organizzazione della cooperazione islamica (Oci) terrà mercoledì a Gedda una sessione straordinaria a livello di ministri degli Esteri "per discutere dei crimini continuati dell'occupazione israeliana contro il popolo palestinese, compreso l'assassinio di Ismail Haniyeh e la sua aggressione contro la sovranità dell'Iran". Lo annuncia la stessa Oci in una nota, accogliendo una richiesta arrivata da Teheran. Secondo alcuni osservatori, è possibile che l'Iran aspetti l'esito di quella riunione per lanciare la rappresaglia annunciata contro Israele, anche se gli americani ritengono probabile l'attacco nelle prossime ore, come dimostrerebbe l'incontro annunciato per le 20.15 del team della sicurezza nazionale alla Casa Bianca con Joe Biden. A Teheran saranno a quel punto le 22, ora in cui sarà chiaro se l'Iran è pronto a lanciare l'attacco.

Atteso incontro tra Biden con i vertici della Sicurezza nazionale Usa

Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden avrà una riunione con la sua squadra per la sicurezza nazionale nella situation room nella giornata di oggi per discutere degli sviluppi in Medio Oriente, ha fatto sapere la Casa Bianca, con gli Stati Uniti che ritengono imminente un attacco iraniano a Israele.
Biden parlerà prima col re di Giordania Abdullah, ha aggiunto la Casa Bianca. Il colloquio arriva un giorno dopo che il ministro degli Esteri giordano, Ayman Safadi, ha fatto una rara visita in Iran nell'ambito del fitto lavoro diplomatico da parte degli Stati Uniti e dei loro partner, tra cui Francia, Gran Bretagna, Italia ed Egitto, per prevenire un'ulteriore escalation regionale.

L’Iran avvisa le compagnie aree: “Rischio ‘perturbazioni’ nei Gps”

Le autorità iraniane hanno diffuso un avvertimento alle compagnie aeree - o Notam - in cui le mettono in guardia dal possibile rischio di perturbazioni al sistema Gps nel paese. Il significato o l'origine delle perturbazioni non è stato chiarito, ma le interruzioni del GPS vengono talvolta utilizzate per confondere il targeting dei missili di precisione.

Crosetto al ministro Gallant: “L’Italia lavora per il dialogo”

"Importante e lungo colloquio telefonico con il collega di Israele, Yoav Gallant. Ci siamo scambiati informazioni e impressioni sulla situazione e sulla sua possibile evoluzione. L'Italia continua a lavorare per favorire il dialogo, stemperare la tensione ed evitare una gravissima e pericolosa escalation". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X.

Germania: “Trovare una via d’uscita alla spirale di escalation”

Berlino sottolinea la necessità di allentare la tensione del conflitto in Medio Oriente: si tratta di vedere "se possiamo individuare una via di uscita alla spirale di escalation", ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri tedesco citato dalla Dpa. Il governo tedesco, sottolinea poi il portavoce, considera l'uccisione di Haniyeh "non di aiuto" alla luce dei colloqui sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e sulla liberazione degli ostaggi in cambio di detenuti.

Il Messico invita i cittadini a non recarsi in Medio Oriente

Di fronte all'intensificazione delle tensioni in Medio Oriente, il ministero degli Affari Esteri del essico ha sconsigliato ai concittadini di effettuare viaggi non essenziali nella regione, principalmente in Israele, Libano e Iran, "poiché le azioni di assistenza e protezione consolare potrebbero essere gravemente compromesse". Alle persone che si trovano già nei territori segnalati, il dicastero ha suggerito di "programmare la partenza il prima possibile". Le preoccupazioni per una guerra regionale in Medio Oriente sono aumentate dopo l'assassinio del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran mercoledì e dell'alto comandante di Hezbollah Faud Shukr il giorno prima a Beirut.

Erdgoan: “Gaza ha tolto la maschera all’ipocrisia dell’Occidente”

La guerra a Gaza ha fatto cadere la maschera e mostrato il vero volto ipocrita dell'Occidente: è il nuovo, duro attacco del presidente turco Recep Tayyip Erdogan nei confronti dei Paesi occidentali, che considera colpevoli di complicità nel massacro in corso nella Striscia e di ipocrisia nella difesa dei diritti umani. "Questa crisi ha fatto calare la maschera di chi per 10 anni si è venduto come esempio nella difesa dei diritti umani. Ora è chiaro a tutti quando siano marci e ipocriti", ha detto Erdogan. "Sono passati 10 mesi dall'inizio della guerra e sono morte 40 mila persone, tra cui 16 mila bambini. Come si fa a rimanere in silenzio dinanzi alle immagini di bambini morti e donne in fuga per salvarsi?", si è chiesto.

Gallant: “Ci prepariamo a tutto, anche all’offensiva”

Il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha visitato il centro di comando sotterraneo dell'aeronautica militare presso il quartier generale dell'esercito a Tel Aviv. "I nostri nemici stanno valutando attentamente i loro passi grazie alle capacità che avete dimostrato nell'ultimo anno. Tuttavia, dobbiamo prepararci a tutte le possibilità, inclusa una rapida transizione all'offensiva", ha detto il ministro, come riferisce il suo ufficio. Gallant ha preso visione dei preparativi dell'Aeronautica "alla luce degli sviluppi in materia di sicurezza" e "delle possibilità di azioni offensive in tutti i settori di combattimento".

L’Idf ordina ai palestinesi di lasciare l’area di Khan Yunis

Nuove indicazioni di sgombero per i palestinesi di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza. Via X le forze israeliane (Idf) invitano in arabo gli abitanti a lasciare alcune aree della città, per dirigersi verso le cosiddette "zone umanitarie", dopo l'ultimo lancio di razzi contro Israele dal sud dell'enclave palestinese. L'ultimo avviso di sgombero dei militari israeliani per Khan Yunis risale solo a ieri. E quello odierno riguarda le stesse aree della città.

Israele sequestra 26 milioni di dollari di tasse destinate all’Anp

Il ministro delle Finanze di israeliano Bezalel Smotrich ha ordinato il sequestro di 100 milioni di shekel (26 milioni di dollari) di fondi fiscali destinati all'Autorità Nazionale Palestinese. In una dichiarazione rilasciata ieri sera, il ministero delle Finanze ha affermato che la confisca dei fondi è "parte delle misure per combattere il terrorismo" e ha aggiunto che i fondi saranno usati per risarcire le vittime israeliane del terrorismo. Smotrich accusa inoltre l'Autorità Nazionale Palestinese, che governa parti della Cisgiordania occupata da Israele, di aver dirottato i fondi alle "famiglie dei terroristi". Da quando l'attacco di Hamas del 7 ottobre ha innescato la guerra a Gaza, Israele ha imposto delle restrizioni economiche all'Autorità Nazionale Palestinese, spesso trattenendo le entrate fiscali che raccoglie per suo conto. Smotrich ha affermato su X che la trattenuta dei fondi palestinesi fa parte di una strategia piu' ampia per impedire la creazione di uno stato palestinese "per garantire la sicurezza" degli israeliani, insieme all'aumento degli insediamenti in Cisgiordania. "Stiamo lavorando sul campo per rimuovere questa minaccia (di uno stato palestinese) rafforzando gli insediamenti attraverso la costruzione e combattendo i fondi terroristici dell'Autorità Nazionale Palestinese e dei suoi leader e mantenendo il completo controllo israeliano sull'area".

Incontro tra il ministro Esteri di Teheran e gli ambasciatori in Iran

A Teheran c'è stato un incontro tra il ministro degli Esteri, Ali Bagheri Kani, e gli ambasciatori e i rappresentanti dei Paesi stranieri nella capitale iraniana. Lo riferisce l'agenzia iraniana Tasnim.

Onu: “Servono azioni urgente per evitare unconflitto più ampio”

L'Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani chiede "azioni urgenti" per evitare un conflitto "pù ampio" in Medio Oriente. "Sono profondamente preoccupato per il crescente rischio di un conflitto più ampio in Medio Oriente ed esorto tutte le parti, nonché gli Stati con influenza, ad agire con urgenza per smorzare la situazione", ha dichiarato Volker Turk in un comunicato, mentre sono crescenti i timori di un'escalation militare tra l'Iran e i suoi alleati da un lato e Israele dall'altro.

Gallant sente Austin: “Discussi scenari e l’importanza della leadership Usa”

Colloquio telefonico tra il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant e il segretario alla Difesa americano Lloyd Austin mentre sembra sempre più imminente un attacco iraniano contro Israele. Secondo una nota diffusa dall'ufficio di Gallant, il ministro ha discusso con Austin "una serie di scenari e le corrispondenti capacità difensive e offensive e ha espresso il suo apprezzamento per lo stretto coordinamento militare e strategico tra Israele e gli Stati Uniti", sottolineando l'importanza di "formare una coalizione di alleati e partner per difendere Israele e la regione da una serie di attacchi aerei". Dal canto suo, in una nota, il Pentagono ha fatto sapere che Austin ha ribadito "il ferreo sostegno degli Stati Uniti alla sicurezza di Israele e al suo diritto all'autodifesa contro le minacce dell'Iran, degli Hezbollah libanesi, degli Houthi e di altri gruppi terroristici sostenuti dall'Iran". "I due hanno discusso delle misure di posizionamento delle forze statunitensi che il dipartimento sta adottando per rafforzare la protezione delle forze statunitensi, sostenere la difesa di Israele e scoraggiare e ridurre le tensioni più ampie nella regione".

Gallant aggiorna Crosetto sulla minaccia di un attacco dell’Iran: “State dalla nostra parte”

Colloquio tra il ministro della Difesa israeliano e il collega italiano, mentre si attende il possibile attacco iraniano contro Israele. Ne dà notizia su X Yoav Gallant, che scrive: "Ho parlato con il mio amico ministro della Difesa italiano Guido Crosetto, aggiornandolo sugli sviluppi della sicurezza e sulle minacce poste dall'Iran e dai suoi proxies. Abbiamo discusso della preparazione e della cooperazione dell'Idf con i nostri alleati". "Grazie Ministro, per la sua solidarietà, leadership e posizione ferma riguardo alla questione iraniana", scrive ancora Gallant, secondo cui "si è discusso anche dell'immediata importanza di raggiungere un accordo per la restituzione degli ostaggi". "Invitiamo i nostri partner a stare dalla parte di Israele in questo momento", esorta infine il ministro.

Capo Consiglio Sicurezza russo Shoigu arrivato in Iran

L'ex ministro della Difesa russo e oggi segretario del Consiglio di Sicurezza nazionale, Serghei Shoigu, è arrivato in "visita di lavoro" in Iran. Lo riferisce il Consiglio di Sicurezza della Federazione russa, annunciando che Shoigu a Teheran incontrerà il segretario del Consiglio supremo di sicurezza nazionale, Ali Akbar Ahmadian, e il capo di stato maggiore delle forze armate iraniane, Mohammad Bagheri. Shoigu sarà ricevuto dal presidente iraniano Masoud Pezeshkian. Lo riporta la Tass.

'Il Cairo non aiuterà Israele a respingere l'attacco dell'Iran'

L'Egitto ha informato la delegazione israeliana che sabato è stata al Cairo nell'ambito dei colloqui per un accordo di tregua e rilascio degli ostaggi con Hamas, che non farà parte della coalizione militare regionale per respingere il previsto attacco dell'Iran. Lo riporta l'agenzia di stampa qatariota al-Araby al-Jadeed. Nel tentativo di mantenere la propria neutralità e di allentare le tensioni nella regione scatenate dall'assassinio del capo politico di Hamas Ismail Haniyeh, l'Egitto ha anche notificato a Teheran che chiuderà il suo spazio aereo a qualsiasi azione militare che possa minacciare la sicurezza regionale, scrive l'agenzia di stampa del Qatar.
I funzionari del Cairo hanno dichiarato ai colleghi iraniani che la misura non dovrebbe essere percepita come un comportamento ostile nei confronti dell'Iran, ma piuttosto come un modo per salvaguardare gli interessi e la sovranità dell'Egitto.

M.O. : capo Guardie iraniane, Israele si sta "scavando fossa"

Il capo del Corpo delle Guardie rivoluzionarie islamiche iraniane (Irgc), Hossein Salami, ha detto che Israele si sta "scavando la fossa" con le sue azioni nella guerra contro Hamas nella Striscia di Gaza.
"Quando riceveranno un colpo, si accorgeranno che stanno commettendo degli errori. Stanno facendo errori in continuazione", ha affermato Salami nel discorso pronunciato per la Giornata dei giornalisti. "Vedranno il risultato del loro errore. Vedranno quando, come e dove riceveranno la loro risposta", ha proseguito il comandante militare iraniano, minacciando Israele dopo l'assassinio del leader di Hamas Ismail Haniyeh a Teheran, la scorsa settimana.
In altre dichiarazioni attribuite all'Iran, rilanciate da agenzie internazionali e dal quotidiano "Times of Israel", ma senza precisarne la fonte, emerge che Teheran "non vuole un'escalation delle tensioni regionali", ma ritiene di dover "punire Israele" per evitare ulteriore instabilità.

Idf: ucciso il ministro delle Finanze di Hamas, gestiva aiuti a Gaza

L’esercito israeliano ha annunciato di aver ucciso Abed Al-Zeriei, il ministro delle Finanze di Hamas, che i militari israeliani definiscono “un terrorista di Hamas che ha impedito che gli aiuti umanitari raggiungessero i civili di Gaza. Al-Zeriei era coinvolto nel Dipartimento di produzione dell'ala militare di Hamas e nel Ministro dell'economia di Hamas a Gaza. Ha avuto un ruolo significativo negli sforzi di Hamas per prendere il controllo degli aiuti umanitari che entravano a Gaza e nella gestione dei mercati controllati da Hamas. Inoltre, era responsabile della distribuzione di carburante, gas e fondi per scopi terroristici”.

Iran: non vogliamo escalation ma necessario “punire” Israele

L’Iran non vuole una escalation regionale ma crede che sia necessario punire Israele per prevenire futura instabilità: lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano.

Almeno 30 morti in raid israele di ieri a 2 scuole e ospedale al-aqsa

È di almeno 30 morti il bilancio degli Attacchi aerei israeliani di ieri che hanno colpito due scuole e un complesso ospedaliero a gaza, mentre nello stato ebraico un palestinese ha accoltellato a morte due persone in una città vicino a tel aviv, aumentando le tensioni tra le due parti in un momento in cui il paese si prepara all'attacco dell'iran, considerato imminente.

M.O.: media, da Usa ok a combattimenti dopo prima fase accordo

Secondo quanto riferito da fonti di stampa israeliana, gli Stati Uniti avrebbero accettato di garantire a Israele la possibilità di rinnovare i combattimenti contro Hamas a Gaza dopo la prima fase di un potenziale cessate il fuoco e di un accordo sugli ostaggi.
Secondo i quotidiani Yedioth Ahronoth e Haaretz, Washington non ha ancora fornito una garanzia scritta, come richiesto da Gerusalemme, ma ha accettato in linea di principio di darne una se si concretizzerà un accordo. Si tratterebbe di un mezzo per fare pressione su Hamas affinchè rilasci tutti gli ostaggi che dovrebbe liberare nella prima fase.

Israele.: rischio infiltrazioni da Cisgiordania, l’Idf invia rinforzi al centro

Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno inviato dei rinforzi nella regione di Sharon, al centro del Paese, per timori di infiltrazioni dalla Cisgiordania. Lo riferisce il quotidiano 'The Times of Israel', citando la radio dell'esercito che ha ricevuto informazioni sull'intenzione di effettuare imminenti attacchi di infiltrazione palestinese dalla Cisgiordania, diretti dall'Iran e da Hamas.

Idf, spari nei pressi insediamento in Cisgiordania

Le Forze di Difesa israeliane (Idf)hanno ricevuto segnalazioni di spari nei pressi dell'insediamento di Bekàot, nell'area della Valle del Giordano, in Cisgiordania. Al momento non ci sono notizie di feriti, sottolineano fonti di stampa israeliana, aggiungendo che truppe dell'Idf stanno bloccando le strade e controllando la zona.

Medioriente: media, due morti in raid Israele in sud Libano

Due persone sarebbero morte in un presunto raid israeliano con droni su Mays al-Jabal, nel Libano meridionale. Lo riferiscono i media di Beirut, citati da quelli dello Stato ebraico. Al momento, scrive The Times of Israel, non ci sono commenti sul presunto attacco da parte delle forze israeliane di difesa

Ankara esorta i suoi connazionali a lasciare il Libano

La Turchia ha invitato i propri cittadini a non recarsi in Libano e quelli che già si trovano nel Paese ad andarsene, nel contesto delle tensioni tra Israele e l'Iran, in seguito all'uccisione del leader di Hamas, Ismail Haniyeh, a Teheran. "A causa dei recenti sviluppi nella nostra regione, esiste la possibilità che la situazione della sicurezza in Libano si deteriori rapidamente", si legge in un comunicato del ministero degli Esteri di Ankara, che invita i turchi a "evitare di recarsi in Libano a meno che non sia essenziale" mentre "a coloro che non hanno bisogno di rimanere in Libano si consiglia di lasciare" il Paese.

Blinken al G7: Iran potrebbe attaccare entro 24-48 ore

Gli Stati Uniti ritengono che l'Iran potrebbe attaccare Israele entro le prossime 24-48 ore. Lo scrive Axios, citando fonti informate, secondo cui il Segretario di Stato americano Antony Blinken domenica ha detto ai colleghi dei Paesi del G7 che Washington ritiene che un attacco iraniano contro Israele potrebbe iniziare entro le prossime 24-48 ore. Secondo il rapporto, Blinken ha parlato con i suoi omologhi nel contesto degli sforzi compiuti dagli Stati Uniti per allentare le tensioni nella regione e impedire lo scoppio di una guerra totale.

Media, le forze israeliane attaccano Nablus, in Cisgiordania

La tv degli Hezbollah, Al Manar, riferisce che le forze israeliane hanno attaccato la città di Nablus, in Cisgiordania, "per la seconda volta in poche ore". Allo stesso tempo, l'emittente Al Jazeera riporta che durante l'operazione sono stati arrestati diversi palestinesi, mentre il Battaglione di Nablus delle Brigate Gerusalemme - un gruppo armato palestinese - ha dichiarato che i suoi combattenti hanno affrontato i soldati israeliani vicino al punto nevralgico della 'Tomba di Giuseppe' ed "hanno fatto esplodere un ordigno". La Brigata dei Martiri di Al Aqsa, ha reso noto che i suoi combattenti hanno sparato contro i soldati israeliani vicino al campo di Balata, nella parte orientale di Nablus.

Idf, 'sirene di allarme nel nord di Israele'

Le sirene d'allarme stanno risuonando nel nord di Israele: lo riporta l'esercito (Idf) su Telegram.

Nuovo attacco Houthi nel golfo di Aden, colpita nave liberiana

Un attacco missilistico dei ribelli Houthi dello Yemen ha colpito una nave portacontainer che viaggiava attraverso il Golfo di Aden, il primo assalto del gruppo da quando sono stati colpiti dagli attacchi aerei israeliani. Le autorità hanno affermato domenica che la nave batteva bandiera liberiana. Gli Houthi hanno rivendicato l'attacco ma non hanno fornito spiegazioni per la pausa di due settimane nei loro attacchi alle spedizioni attraverso il corridoio del Mar Rosso. Ma la ripresa di sabato arriva dopo l'assassinio del leader di Hamas Ismail Haniyeh in Iran, il principale benefattore degli Houthi, tra le rinnovate preoccupazioni per lo scoppio della guerra in un conflitto regionale. I ribelli hanno affermato separatamente di aver abbattuto un altro drone spia statunitense domenica, pubblicando in seguito le immagini del relitto dell'aereo sul fianco della montagna.

Media, Israele valuterebbe anche attacco preventivo contro Iran

Israele prenderebbe in considerazione la possibilità di lanciare un attacco preventivo per scoraggiare l'Iran se venisse a conoscenza di prove inconfutabili che Teheran si sta preparando a sferrare un'offensiva: lo scrivono i media israeliani dopo che il premier Benjamin Netanyahu ha convocato ieri sera i capi della sicurezza israeliana per una riunione. Lo riporta il Times of Israel. All'incontro hanno partecipato il ministro della Difesa Yoav Gallant, il Capo di Stato Maggiore dell'esercito Herzi Halevi, il capo del Mossad David Barnea e il capo dello Shin Bet Ronen Bar. Secondo quanto riferito, Israele non sa cosa aspettarsi dall'Iran e dai suoi alleati e sta quindi discutendo un'ampia gamma di opzioni su come rispondere al meglio o prevenire un attacco. Durante l'incontro con Netanyahu, è stata discussa l'opzione di colpire l'Iran come misura di deterrenza, secondo quanto riportato da Ynet, anche se i funzionari della sicurezza hanno sottolineato che una tale mossa sarebbe autorizzata solo se Israele ricevesse informazioni precise che confermino che Teheran sta per lanciare un attacco. Secondo le indiscrezioni, per una simile iniziativa le prove in mano a Israele dovrebbero inoltre coincidere con quelle statunitensi, ma anche in questo caso Israele potrebbe comunque scegliere di evitare la strada dell'attacco preventivo.

Media, Hezbollah rivendica attacco ad Ayelet HaShahar

Hezbollah ha annunciato di aver attaccato con droni la caserma della 91ma Divisione dell'esercito israeliano ad Ayelet HaShahar: nell'attacco, ha affermato, soldati israeliani sono stati uccisi e feriti. Lo riporta Al Jazeera. In precedenza l'esercito israeliano (Idf) aveva reso noto che un ufficiale e un soldato sono rimasti feriti in modo non grave nella notte ad Ayelet HaShahar, nel nord del Paese, in seguito ad un attacco aereo del Libano.

Media, Blinken al G7: “Iran potrebbe attaccare entro 24 ore”

Il segretario di Stato Antony Blinken ha confermato al G7 che l'attacco dell'Iran e di Hezbollah contro Israele potrebbe avvenire nelle prossime 24 ore, ovvero già lunedì. Lo riporta Axios citando alcune fonti.

Israele contesta rapporto su morte operatori umanitari

Proteste di Israele su un rapporto australiano sulla morte ad aprile di 7 operatori umanitari a Gaza. L'ambasciata di Israele a Camberra in una nota ufficiale ha evidenziato che i risultati del rapporto includevano "alcune false dichiarazioni" e che il rapporto "ha omesso dettagli". Tra gli operatori uccisi in un raid israeliano che per errore colpì il convoglio di aiuti del World Central Kitchen c'era anche l'austra liana Lalzawmi 'Zomi' Frankcom.

Idf, attacco dal Libano, feriti ufficiale e soldato nel nord

Un ufficiale e un soldato dell'esercito israeliano (Idf) sono rimasti feriti in modo non grave nella notte ad Ayelet HaShahar, nel nord del Paese, in seguito ad un attacco aereo del Libano: lo riporta l'Idf su Telegram senza specificare il tipo di arma utilizzata nell'attacco. "Nell'alta Galilea sono stati identificati numerosi obiettivi aerei sospetti provenienti dal Libano - si legge nel messaggio -. Sono stati lanciati diversi intercettori verso gli obiettivi ed è stata identificata una caduta vicino ad Ayelet HaShahar". I due feriti "sono stati evacuati in ospedale per ricevere cure mediche. Le loro famiglie sono state informate - prosegue l'Idf -. I Vigili del Fuoco di Israele stanno operando per spegnere un incendio scoppiato nell'area a seguito dell'attacco".

Media, 'raid israeliano a Deir al Balah, uccisi 2 civili’

L'agenzia di stampa palestinese Wafa riferisce che due civili sono stati uccisi nella notte nel corso di un bombardamento israeliano contro una casa a Deir al Balah, nel centro della Striscia di Gaza.

Media Israele, Hezbollah conferma morte 2 miliziani in un raid

Due terroristi di Hezbollah sono stati eliminati in un raid aereo israeliani compiuto oggi nel sud del Libano, secondo una conferma della stessa organizzazione sciita filoiraniana libanese, citata dal Jerusalem Post.
I due miliziani uccisi, scrive il giornale, sono Ali Mustafa Amr e Mohammad Farahat, colpiti nel villaggio di Hula.

Nbc, Israele si prepara a subire attacco di più giorni

Israele si sta preparando a un potenziale attacco di più giorni da parte dell'Iran e del suo alleato Hezbollah in seguito all'assassinio di due importanti leader militanti la scorsa settimana, lo ha detto un funzionario israeliano alla NBC News. Il funzionario ha affermato che Israele teme che ondate di missili e droni possano essere lanciate nell'arco di diversi giorni in risposta all'uccisione del leader politico di Hamas Ismail Haniyeh e del comandante di Hezbollah Fuad Shukr.
"Cercheranno solo di stancarci".

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