Al G20 in Brasile il presidente Usa Biden avverte: “Per la tregua a Gaza bisogna aumentare la pressione su Hamas”. Ma il premier israeliano Netanyahu parlando alla Knesset dice: “Il cessate il fuoco porterebbe Hamas al potere”. Il sito Axios riferisce che La risposta di Hezbollah alla bozza di accordo di tregua con Israele, presentata dagli Stati Uniti, è stata "si, ma" e i negoziati continuano. Nuovo attacco israeliano ne centro di Beirut. I missili dello Stato ebraico hanno centrato una casa Beit Lahia, a Gaza: 17 i morti.
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Netanyahu: attacco ai cercapersone anticipato perché Israele stava per essere scoperto
Israele ha anticipato il suo attacco con il cercapersone contro Hezbollah perché stava per essere scoperto. Lo ha detto il premier Benjamin Netanyahu in un discorso alla Knesset, dopo che già nei giorni scorsi aveva confermato per la prima volta la responsabilità israeliana nelle esplosioni di settembre che avevano fatto 40 morti e migliaia di feriti. "Dal momento in cui ho saputo che stava per essere scoperto, ho deciso che era necessario agire immediatamente", ha affermato Netanyahu, secondo cui l'attacco era previsto per il mese successivo.
"C'era chi sosteneva che gli Stati Uniti dovessero essere informati in anticipo. Io sostenevo che non dovessero essere informati perché questo avrebbe potuto portare a una resistenza o a una fuga di notizie che è poi la stessa cosa - ha poi riferito il premier -Ho detto di no in modo categorico e abbiamo agito".
Netanyahu, distrutte le 4 batterie di difesa S-300 dell'Iran
Nel suo discorso alla Knesset, il primo ministro Benyamin Netanyahu ha parlato dei risultati dei due attacchi israeliani contro l'Iran, in risposta agli attacchi con missili balistici e droni di aprile e ottobre. Secondo il premier, i due raid dell'Iaf hanno distrutto le quattro batterie di difesa aerea S-300 della repubblica islamica. Netanyahu ha anche confermato che il centro di ricerca sulle armi nucleari attivo nel complesso militare di Parchin, fuori Teheran è stato distrutto.
Frammenti missile Hezbollah innescano incendio Tel Aviv
Rottami di un missile lanciato da Hezbollah contro Tel Aviv e intercettato dalla difesa aerea israeliana sono precipitati su un sobborgo della città e hanno causato un violento incendio tra i grattacieli di Ramat Gan. Lo rende noto il Times of Israel che cita fonti dei servizi di emergenza locali.Rottami di un missile lanciato da
Hezbollah contro Tel Aviv e intercettato dalla difesa aerea israeliana sono precipitati su un sobborgo della città e hanno causato un violento incendio tra i grattacieli di Ramat Gan. Lo rende noto il Times of Israel che cita fonti dei servizi di emergenza locali.
Sirene di allarme a Tel Aviv, udite esplosioni
Le sirene d'allarme stanno suonando nel centro di Tel Aviv dopo alcuni giorni di relativa calma. Lo ha constatato l' ANSA sul posto. Si sono udite alcune esplosioni. In precedenza, un raid israeliano non preannunciato ha colpito la zona del Parlamento e dell'ufficio del primo ministro a Beirut.
Netanyahu in Parlamento, colpito programma nucleare Iran
Gli attacchi aerei di Israele contro l'Iran alla fine di ottobre hanno colpito "un elemento del programma nucleare" della Repubblica islamica, ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu.
"Non è un segreto, è stato pubblicato, che un elemento del piano nucleare è stato colpito in questo attacco, ma il programma stesso e la sua capacità di funzionare non sono ancora stati eliminati", ha detto Netanyahu alla Knesset.
Netanyahu, anche con tregua Libano colpiremo Hezbollah
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che Israele continuerà a operare militarmente contro il movimento armato libanese Hezbollah, sostenuto dall'Iran, anche se verrà raggiunto un accordo per il cessate il fuoco in Libano.
"La cosa più importante non è (l'accordo che) sarà messo sulla carta... Saremo costretti a garantire la nostra sicurezza nel nord (di Israele) e a condurre sistematicamente operazioni contro gli attacchi di Hezbollah... anche dopo un cessate il fuoco", per impedire al gruppo di ricostruire le sue forze, ha dichiarato Netanyahu al Parlamento israeliano.
Media, colpita zona del Parlamento e dell'Onu a Beirut
Un attacco aereo israeliano ha colpito nella tarda serata di lunedì una zona a Beirut nei pressi della sede delle Nazioni Unite, del Parlamento, dell'ufficio del primo ministro e di diverse ambasciate. Lo riferiscono i media libanesi. Un reporter dell'Associated Press presente sulla scena ha descritto feriti in strada. L'obiettivo del raid aereo non è chiaro e l'esercito israeliano non ha emesso un preavviso.
Netanyahu, da amministrazione Biden consigli fuori luogo
Intervenendo alla plenaria della Knesset il primo ministro Benjamin Netanyahu ha ripetutamente criticato il giudizio e le politiche dell'amministrazione Biden nei principali snodi della guerra in corso di Israele contro l'Iran e i suoi alleati, lo riferisce il Times of Israel. "Gli USA avevano delle riserve e suggerivano di non entrare a Gaza", afferma Netanyahu. "Avevano delle riserve sull'ingresso a Gaza City, Khan Yunis e, cosa più critica, si opponevano fermamente all'ingresso a Rafah".
"Il presidente Biden mi ha detto che se fossimo entrati, saremmo stati soli", afferma. "Ha anche detto che avrebbe fermato le spedizioni di armi importanti verso di noi. E così ha fatto.
Pochi giorni dopo, [il segretario di Stato americano Antony] Blinken è apparso e ha ripetuto le stesse cose e io gli ho detto: combatteremo con le unghie".
Gli Stati Uniti hanno trattenuto una singola spedizione di bombe da 2.000 libbre, consentendo a tutti gli altri trasferimenti di armi di continuare.
'Netanyahu, metà di ostaggi in vita, altri 50 sono morti'
Secondo indiscrezioni ottenute da Walla, il premier israeliano Benyamin Netanyahu nel corso di un colloquio confidenziale ha stimato davanti ai membri della Commissione per gli affari esteri e la sicurezza della Knesset che la metà degli ostaggi a Gaza è ancora in vita, gli altri 50 sarebbero morti.
Grecia: indagini su trafficanti di Hamas sull’isola di Kos
Un'indagine delle autorità elleniche su una rete di trafficanti di migranti nell'isola di Kos (o Coo), ha fatto emergere che alcuni palestinesi appartenenti al gruppo sarebbero legati ad Hamas, scrive Kathimerini. Il primo dicembre del 2023, un motoscafo che aveva trasportato dalla Turchia 16 migranti si è arenato a pochi metri dal porto di Kos, permettendo alla Guardia costiera di arrestare i trafficanti. Tra questi c'era un uomo palestinese di 31 anni, che aveva ottenuto l'asilo in Grecia nel 2022 e risiedeva da allora a Kos, dove era incaricato di osservare i movimenti della Guardia costiera. La rete criminale era composta anche da altri cinque palestinesi e il giornale di Kathimerini ha ottenuto prove emerse dalle indagini, si legge, che suggeriscono legami tra il gruppo dei palestinesi e Hamas. Sono stati emessi mandati di arresto europei per gli uomini della rete criminale ancora non rintracciati dalle autorità greche, e la National crime agency, l'agenzia di polizia del Regno Unito, ha individuato un sospetto in Romania, che è stato arrestato ed è comparso davanti al pubblico ministero a Rodi il 7 novembre scorso, scrive il giornale greco.
Nuovo attacco israeliano in centro a Beirut
Un funzionario della sicurezza libanese ha dichiarato che un attacco israeliano ha colpito un quartiere centrale della capitale Beirut, il terzo attacco di questo tipo nelle ultime 24 ore. "Un attacco aereo israeliano ha colpito vicino alla Al-Zahraa Husseiniya a Zuqaq al-Blat", ha detto all'Afp chiedendo l'anonimato, riferendosi a un luogo di culto sciita nel quartiere densamente popolato.
Netanyahu: “Nell’attacco all’Iran colpita una componente del programma nucleare”
"C'è una componente specifica nel loro programma nucleare che è stata colpita in questo attacco". È quanto ha detto, secondo il Jerusalem Post, il premier israeliano Benjamin Netanyahu davanti alla Knesset in riferimento alla 'risposta' israeliana di fine ottobre all'attacco iraniano del primo del giorno del mese scorso contro Israele.
Netanyahu: “Riporteremo a casa decine di ostaggi, spero presto”
"Riporteremo a casa altre decine di ostaggi, spero nel prossimo futuro". Lo ha detto il premier israeliano Benyamin Netanyahu in seduta plenaria della Knesset. "La nostra strategia è la vittoria, e questa include il rilascio degli ostaggi. Otterremo anche questo".
Un altro arresto per il lancio di razzi contro la residenza di Netanyahu
Un'altra persona è stata arrestata dalla polizia israeliana, sospettata di essere coinvolta nel lancio, sabato sera, di due razzi di segnalazione contro la residenza privata del premier israeliano Benjamin Netanyahu a Cesarea. Lo riportano i media israeliani, dopo che ieri erano stati annunciati tre arresti.
Netanyahu: “Mi assumo la responsabilità della decisione sull’uccisione di Nasrallah”
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu parlando davanti alla Knesset si è preso la responsabilità della decisione di uccidere il leader di Hezbollah Hasan Nasrallah, nonostante ci fossero opposizioni.
Netanyahu: “Hamas vuole la fine della guerra per tornare al potere”
Parlando alla Commissione affari Esteri e Difesa della Knesset il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha affermato che "l'unica cosa che Hamas vuole è un accordo che ponga fine alla guerra e che l'Idf lasci la Striscia per poter tornare al potere. Non sono pronto a permetterlo in nessuna circostanza". Lo riferiscono i media locali. Secondo il report, Hamas "ritiene di poter resistere fino a un accordo migliore". Netanyahu intanto ha dichiarato di aver dato istruzioni affinché entro giovedì abbia sulla sua scrivania un piano per sostituire Hamas nella distribuzione degli aiuti umanitari: "Abbiamo colpito militarmente Hamas, ma non abbiamo danneggiato abbastanza la sua capacità di governare", ha affermato, secondo Channel 12.
Media: slitta la missione dell’inviato Usa a Beirut per la tregua tra Israele e Hezbollah
Slitta l'annunciata visita in Libano dell'inviato Usa Amos Hochstein. A riferirlo via X è Barak Ravid, giornalista di Axios, che cita funzionari Usa dopo le notizie dei media libanesi secondo cui Hochstein era atteso domani a Beirut. Secondo Ravid, Hochstein ha informato il capo del Parlamento di Beirut, lo sciita Nabih Berri, del rinvio della partenza per Beirut fin quando non avrà maggiori chiarimenti sulla posizione libanese riguardo un accordo per un cessate il fuoco con Israele.
Bden: “Israele ha diritto di difendersi, ma dipende come”
"Israele ha il diritto di difendersi dopo il peggior massacro di ebrei dall'Olocausto. Ma il modo in cui si difende è molto importante". Lo ha detto Joe Biden alla prima sessione del G20 di Rio de Janeiro.
Biden: “Per la tregua aumentare la pressione su Hamas”
Bisogna "aumentare la pressione su Hamas per raggiungere un cessate il fuoco a Gaza". Lo ha detto Joe Biden al G20 di Rio de Janeiro.. "Continueremo a spingere per accelerare un accordo per cessate il fuoco che garantisca la sicurezza di Israele, riporti gli ostaggi a casa e metta fine alle sofferenze del popolo e dei bambini palestinesi", ha sottolineato il presidente. "Chiedo a tutti quelli qui presenti di aumentare la pressione su Hamas, che attualmente rifiuta questo accordo", ha detto Biden.
Hezbollah: nel raid di Israele a Beirut uccisi 4 componenti dell’ufficio stampa
Quattro membri dell'ufficio stampa di Hezbollah sono morti in un attacco israeliano a Beirut nello stesso raid in cui è stato ucciso il portavoce del gruppo, Mohammed Afif. Lo rende noto Hezbollah. "Le relazioni con i media di Hezbollah piangono quattro cavalieri dei media della resistenza che sono stati martirizzati sulla strada per Gerusalemme insieme al loro amato leader", Afif, si legge in una nota. Il ministero della Salute libanese aveva segnalato quattro morti, tra cui una donna, e 14 feriti, tra cui due bambini, nell'attacco al distretto di Ras al-Nabaa a Beirut.
Gaza, due missili israeliani centrano una casa a Beit Lahia: 17 morti
Almeno 17 persone, fra cui donne e bambini, sono morti quando due missili israeliani hanno centrato una casa nella cittadina di Beit Lahia nella Striscia di Gaza, rendono noto fonti palestinesi. L'edificio è stato completamente distrutto. Ieri a Beit Lahia altre 72 persone sono state uccise in un raid aereo contro una palazzina di cinque piani.
Unrwa: “Nessun piano B, a Gaza più morti e sfollati”
Non esiste alternativa all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) nei territori palestinesi occupati. Lo ha dichiarato il responsabile dell'agenzia Onu, lo svizzero Philippe Lazzarini, mentre Israele ha deciso di vietarla. "Non esiste un piano B all'interno della famiglia delle Nazioni Unite, perché non esiste nessun'altra agenzia in grado di svolgere le stesse attività", ha assicurato il commissario generale durante una conferenza stampa a Ginevra. Nella Striscia di Gaza le violenze continuano: almeno 17 persone sono state uccise in un raid israeliano su una casa vicino all'ospedale Kamal Adwan, nella parte settentrionale. Altre sette persone hanno perso la vita e molte sono rimaste ferite nel bombardamento israeliano di una casa vicino ad al-Jalaa Street, nella parte occidentale di Gaza City. Fonti mediche hanno riferito ad Al Jazeera che 46 palestinesi sono stati uccisi nei raid israeliani sulla Striscia di Gaza dall'alba di oggi, 30 dei quali nel nord. Nel contempo l'Ong Medici senza frontiere (Msf), riferisce di un "enorme aumento" di nuovi sfollati a Gaza. Msf è operativa con una clinica a Gaza City, come precisato da Amande Bazerolle, membro dello staff dell'Ong.
Il capo dell’Unrwa: non esiste un’alternativa all’agenzia Onu per i rifugiati palestinesi
Non esiste alternativa all'Agenzia delle Nazioni Unite per i rifugiati palestinesi (Unrwa) nei territori palestinesi occupati. Lo ha dichiarato il responsabile dell'agenzia Onu, lo svizzero Philippe Lazzarini, mentre Israele ha deciso di vietarla. "Non esiste un piano B all'interno della famiglia delle Nazioni Unite, perché non esiste nessun'altra agenzia in grado di svolgere le stesse attività", ha assicurato il commissario generale durante una conferenza stampa a Ginevra.
Ex ministro israeliano Beilin: “Il cessate il fuoco con Hezbollah è dietro l’angolo”
Secondo l'ex ministro della Giustizia israeliano, Yossi Beilin, il cessate il fuoco con Hezbollah in Libano è forse "dietro l'angolo". In un commento ad Al Jazeera ha dichiarato che "questa è la mia speranza e anche la mia valutazione", aggiungendo che l'intensificazione degli attacchi di Israele contro il Libano non rappresenta una "contraddizione" a tale valutazione. "Di solito, quando ci si avvicina a un cessate il fuoco, si vede che gli eserciti intendono provare a raggiungere gli ultimi risultati in modo che quando il cessate il fuoco viene dichiarato, siano in una posizione migliore", ha detto ad Al Jazeera da Tel Aviv.
Nel contempo, Beilin ha affermato di non condividere la stessa valutazione quando si tratta della guerra di Israele a Gaza. "Il caso a Gaza riguarda gli ostaggi, i neonati, i bambini piccoli, le persone molto anziane", ha detto l'ex ministro. "E Israele non può tornare a casa se tutti questi ostaggi sono ancora a Gaza ed e' nostro compito garantire che quelli che sopravvivono torneranno", ha sottolineato.
Unrwa: “Saccheggiati 98 tir con aiuti a Gaza, carico perso”
Un alto funzionario dell'Agenzia delle Nazioni unite Unrwa ha riferito che 98 su 109 camion di aiuti umanitari sono stati violentemente saccheggiati a Gaza ieri dopo aver attraversato la Striscia e il carico è andato perduto. Lo riferisce la tv pubblica israeliana Kan citando Reuters.
Media: il portavoce di Netanyahu arrestato per la fuga di documenti trasferito in una cella di prevenzione al suicidio
Il portavoce per la sicurezza del premier israeliano, Eli Feldstein, arrestato per la fuga di documenti classificati pubblicati da due media europei, è stato trasferito in una cella di prevenzione del suicidio dopo che nel luogo in cui era detenuto è stata trovata una corda appesa. Lo riferisce Ynet. Ieri il tribunale di Rishon Lezion ha prolungato di cinque giorni la detenzione di Feldstein e di un ufficiale riservista coinvolto nel caso che in Israele viene definito 'Bibileaks'.
Turchia: false le accuse sul trasferimento dell’ufficio politico di Hamas nel nostro Paese
"Le accuse secondo cui l'ufficio politico di Hamas si è trasferito in Turchia non riflettono la verità". Lo hanno affermato fonti del ministero degli Esteri di Ankara, come riferisce Anadolu, dopo un articolo apparso sulla stampa israeliana secondo cui importanti membri di Hamas si sarebbero spostati la scorsa settimana dal Qatar alla Turchia, dopo che Washington ha chiesto a Doha di espellere dal Paese i membri del gruppo palestinese.
Gaza: il bilancio delle vittime in un anno di guerra sale a 43.922 morti
È salito a 43.922 morti e 103.898 feriti il bilancio delle operazioni militari nella Striscia di Gaza iniziate dopo l'attacco terroristico contro Israele del 7 ottobre
2023. Ad aggiornare il bilancio è stato il ministero della Salute del governo di Gaza, controllato da Hamas, precisando che 76 persone sono morte nelle ultime 24 ore.
Protesta davanti alla casa di Netanyahu: “Gli ostaggi stanno morendo”
Decine di familiari degli ostaggi e dei loro sostenitori protestano fuori dalla residenza del primo ministro Benjamin Netanyahu a Gerusalemme, chiedendogli di raggiungere un accordo per liberare i prigionieri tenuti da Hamas a Gaza. Avvertono che un accordo è ancora più urgente con l'avvicinarsi dell'inverno. "Gli ostaggi non sopravviveranno al freddo gelido dei tunnel di Gaza", affermano gli organizzatori in una dichiarazione. "Mentre Netanyahu e il suo team sono impegnati a cercare di distorcere l'opinione pubblica 101 ostaggi stanno morendo in condizioni impossibili", denunciano i manifestanti.
Iran: non chiediamo il permesso di difendere la nostra sovranità
"L'Iran darà sicuramente la risposta necessaria all'aggressione israeliana contro il Paese e non chiederà il permesso a nessuno per difendere la sua integrità territoriale e sovranità". Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, negando le notizie secondo cui l'Iran avrebbe annullato il suo attacco di rappresaglia contro Israele, in seguito alla vittoria di Donald Trump alle recenti elezioni presidenziali statunitensi. Riferendosi alle relazioni tra Iran e Usa in vista dell'insediamento dell'amministrazione Trump, il funzionario ha affermato che "l'Iran non lega la sua posizione sugli Stati Uniti a un nuovo presidente o amministrazione in quel Paese. Non abbiamo visto alcuna buona volontà da parte degli Stati Uniti per compensare il suo comportamento illecito, mentre invece ripetono il loro approccio ostile nei confronti dell'Iran". Teheran determinerà la sua posizione nei confronti della nuova amministrazione statunitense "dopo averne osservato il comportamento", ha aggiunto il portavoce, citato dalla tv di Stato.
Tajani: “Boicottare il dialogo con Israele non ha senso”
"Vedremo come sarà formulata la proposta dell'alto rappresentante Josep Borrell ma boicottare il dialogo con Israele non ha alcun senso". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine del Consiglio Esteri. "Se si vuole lavorare per la pace non si può non parlare con Israele: un conto è dire a Israele che si deve arrivare ad un cessate il fuoco in Libano e a Gaza, ma pensare di interrompere il dialogo non è utile", ha aggiunto.
Repubblica Ceca: la proposta di Borrell non è coerente, serve consenso
"Durante la nostra presidenza di turno, abbiamo lavorato a lungo per convocare il Consiglio di associazione con Israele. All'epoca la proposta non era stata accolta con grande entusiasmo a livello dell'Alto Rappresentante. Alla fine, siamo riusciti a farlo. Ora, due anni dopo, Josep Borrell ha proposto di convocare il consiglio, ma non e' stato in grado di garantirne il mandato, e ora vuole sospendere il dialogo politico. Mi chiedo cosa intenda ottenere. Penso che sia piuù necessario discutere seriamente all'interno dell'Unione su dove possiamo realisticamente raggiungere un consenso, piuttosto che presentare idee singole. Una volta si tratta di sanzioni, un'altra volta di interrompere il dialogo. In realtaà non sembra essere una politica molto coerente". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ceco, Jan Lipavsky, all'arrivo al Consiglio Affari esteri. "Gesto simbolico? Questi gesti simbolici che lui propone sono praticamente mensili. Ogni mese arriva con un'idea nuova, ma una vera discussione in cui ci si ascolta a vicenda per cercare di trovare una posizione comune manca un po' nel contesto dei dibattiti dell'Ue", ha aggiunto Lipavsky.
Francia: si lavori alle sanzioni contro i coloni israeliani in Cisgiordania
C'è un "lavoro in corso a livello europeo" riguardo a nuove sanzioni contro chi destabilizza la situazione in Medio Oriente. Lo dichiara Jean-Noël Barrot, ministro francese agli affari esteri, in occasione della riunione del Consiglio dell'Unione europea a Bruxelles. Segnatamente, spiega, gli obiettivi delle nuove misure restrittive potrebbero essere i membri di Hamas, ma anche i "coloni violenti" nei territori occupati israeliani. Francia Olanda e altri Paesi starebbero lavorando in tal senso, dice. La situazione in Medio Oriente è uno dei temi fondamentali della riunione in corso tra i ministri degli esteri dell'Ue. L'Alto rappresentante Josep Borrell aveva dichiarato nei giorni antecedenti di voler proporre un cambio di passo decisivo nei confronti di Israele. Le misure che ha spiegato di voler portare al tavolo sono la sospensione del dialogo politico tra Ue e Israele e il divieto di importare prodotti provenienti dai territori occupati in Cisgiordania.
Queste misure si renderebbero necessarie per via delle richieste inascoltate in materia di rispetto dei diritti umani e del diritto internazionale a Gaza.
Idf: raffica di razzi di Hezbollah sulla Galilea occidentale
Una raffica di 30 razzi è stata lanciata da Hezbollah dal Libano sulla Galilea occidentale: lo rende noto l'Idf, secondo cui alcuni sono stati intercettati mentre altri sono caduti in zone aperte. Non ci sono feriti.
Israele: per la prima volta nella storia dello Stato ebraico una truppa di soldatesse in Libano
Per la prima volta nella storia militare di Israele, le soldatesse combattenti sono entrate in Libano come parte di una missione operativa. Il capo del comando nord, il generale Ori Gordin, ha approvato l'invio di una squadra del battaglione di intelligence di combattimento nel Libano meridionale diverse settimane fa. Fin dall'inizio della guerra, la squadra di intelligence di combattimento, composta da soldatesse, è stata dislocata nei pressi del confine siriano e nella regione del Monte Dov. Lo riferisce il Jerusalem Post.
Khamenei pubblica un video dopo voci sui social sulla sua morte
Dopo che da giorni sono state diffuse sui social media voci, non confermate e prive di fonti, rispetto a una possibile malattia o morte di Ali Khamenei, la Guida suprema ha pubblicato sul suo sito ufficiale un video che lo ritrae assieme all'ambasciatore iraniano a Beirut, Mojtaba Amani, visibilmente tumefatto dopo essere stato colpito nel recente attacco che ha fatto esplodere i cercapersone in dotazione a molti esponenti di Hezbollah in Libano. Parallelamente alle voci sulla morte del leader della Repubblica islamica, il 15 novembre l'Assemblea degli Esperti, ovvero l'organo che ha il compito di nominare o eventualmente revocare il potere della Guida Suprema, ha annunciato di avere selezionato tre persone come possibili successori di Khamenei. Lo ha rivelato l'imam che guida la preghiera del Venerdì a Isfahan, Abolhassan Mahdavi, facendo sapere che uno di loro è Mojtaba, il figlio dell'ayatollah. Il suo nome circola già da tempo come possibile successore, mentre secondo Iran International l'Assemblea degli Esperti di tanto in tanto pubblica annunci simili e in un incontro nei messi scorsi lo stesso Khamenei aveva invitato l'organo ad essere pronto per scegliere un successore in tempi rapidi se le circostanze lo richiedessero.
A Beirut scuole chiuse dopo i pesanti raid israeliani
Scuole chiuse oggi a Beirut, all'indomani di pesanti attacchi aerei israeliani che hanno preso di mira il cuore della capitale libanese, uccidendo il capo dei media di Hezbollah, Mohammad Afif. L'esercito israeliano ha effettuato nuovi attacchi nella notte e lunedì mattina in diverse zone del sud del Libano, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa libanese Ani. "Le scuole pubbliche e private e gli istituti di istruzione superiore privati che offrono lezioni in presenza rimarranno chiusi fino a martedì compreso", secondo un comunicato stampa del ministero dell'Istruzione libanese. Il sistema educativo in Libano è già colpito dai raid israeliani contro Hezbollah, con lo sfollamento di molte famiglie e la fornitura di istituti scolastici per accoglierle. Secondo il ministero della Sanità libanese, i due ultimi attacchi israeliani, effettuati nel centro della capitale, hanno provocato almeno sei morti. Mohammad Afif è stato ucciso nel primo attentato a Ras el-Nabaa, secondo una fonte della sicurezza. Il raid ha provocato anche "quattro morti, tra cui una donna, e 14 feriti, tra cui due bambini", ha affermato il ministero. Il secondo bombardamento, ieri sera, nel quartiere commerciale di Mar Elias, ha causato due morti e 13 feriti, secondo il ministero oltre a un incendio nel quartiere, oggi sotto controllo dopo aver fatto esplodere le riserve di carburante. Israele, che il 30 settembre ha iniziato anche operazioni di terra nel sud del Libano, èentrato in guerra aperta contro Hezbollah dopo un anno di violenze transfrontaliere avviate dal movimento armato a sostegno del suo alleato palestinese Hamas, che ha costretto allo sfollamento decine di migliaia di residenti delle zone di confine. Finora il bilancio è di almeno 3.500 vittime.
Media: settimana decisiva per l’accordo tra Israele e Hezbollah
I media libanesi dedicano stamani ampio spazio alla possibilità che nei prossimi giorni si raggiunga il tanto atteso accordo tra Hezbollah e Israele per il cessate il fuoco. "Il Libano affronta una settimana decisiva", affermano i media, che riportano la notizia - già rimbalzata nella serata di ieri - dell'arrivo domani a Beirut dell'inviato speciale Usa, Amos Hochstein dopo l'annuncio che Hezbollah ha inviato la sua risposta al mediatore libanese Nabih Berri, presidente del parlamento. Proprio Berri - affermano i media libanesi - riceverà domani pomeriggio Amos Hochstein. In caso si confermi l'accettazione da parte di Hezbollah dei termini dell'accordo come anticipato da media americani, l'inviato Usa volerà mercoledì in Israele per definire gli ultimi dettagli. Se anche la missione in Israele dovesse andare a buon fine - affermano i media di Beirut - Hochstein sarà giovedì a Parigi dove il presidente francese Emmanuel Macron potrebbe annunciare il raggiungimento formale dell'intesa.
Intanto, il ministro degli esteri libanese Bou Habib è atteso nei prossimi giorni a Roma in occasione dei Med Dialogues organizzati dalla Farnesina e che si terranno dal 25 al 27 novembre prossimi. In Europa, riferiscono i media libanesi, Bou Habib incontrerà i rappresentanti delle diplomazia del cosiddetto Quintetto, il gruppo guidato dagli Stati Uniti e di cui fanno parte Francia, Egitto, Arabia Saudita e Qatar. Il Quintetto rappresenta gli sforzi occidentali e dei paesi vicini a Israele di contrastare l'influenza in Libano di Hezbollah e del suo alleato l'Iran.
Iran: efficace la visita a Teheran del direttore dell’Aiea
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha descritto come "efficace" la visita del direttore generale dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea) a Teheran la scorsa settimana, dove Rafael Grossi ha incontrato le autorità del Paese per risolvere questioni in sospeso. "Abbiamo stipulato buoni accordi e l'Iran spera che alcuni Paesi lasceranno che i colloqui continuino nel loro percorso tecnico e fermino le pressioni politiche distruttive", ha sottolineato il funzionario, come riferisce Irna. Riferendosi ai possibili colloqui e negoziati nucleari con gli Stati europei, Baghaei ha dichiarato che "l'Iran è pronto a continuare i colloqui con buona volontà, considerando gli interessi nazionali del Paese". Il portavoce ha anche criticato le minacce da parte di Israele riguardo a possibili attacchi contro i siti nucleari iraniani e ha sottolineato che "Teheran adotterà qualsiasi misura per proteggere le strutture nucleari del Paese e risponderà a modo suo".
Idf: abbattuto drone lanciato dall’Iraq verso Eilat
L'Idf ha abbattuto un drone sparato dall'Iraq verso Eilat prima che entrasse in territorio israeliano. Il lancio èstato rivendicato dalla Resistenza islamica in Iraq, milizia filo-iraniana. Nella città sul Mar Rosso sono risuonate le sirene e video hanno mostrato un missile intercettore caduto sulla citta' nel tentativo di abbattere il drone. Sull'accaduto e' stata aperta un'indagine, ha riferito l'esercito, precisando che non sono stati segnalati feriti.
Media:i familiari delle vittime del 7 ottobre denunciano l’Iran a una corte Usa
Famiglie di cittadini americani, vittime della strage compiuta da Hamas in Israele il 7 ottobre 2023, hanno presentato una denuncia a una corte federale negli Stati Uniti nei confronti dell'Iran e di alcune organizzazioni terroristiche ad esso legate, circostanziando il presunto coinvolgimento diretto di Teheran, del quale si ritiene di avere prove. Lo scrive il Times of Israel, che scrive di aver visionato il testo della denuncia mostrato da uno degli avvocati dei querelanti.
Pietra angolare della causa, secondo il giornale israeliano, sarebbe un documento segreto, scoperto dall'avvocato Gary Osen, che dimostrerebbe l'invio di milioni di dollari a Hamas da parte dei Guardiani della Rivoluzione (Pasdaran) iraniani. La documentazione che accompagna la causa include anche un'altra pezza d'appoggio, che documenterebbe una riunione del 2022 fra alti esponenti di Hamas, fra cui Yahya Sinwar e Khalil al-Hayya (entrambi poi uccisi in raid israeliani), nella quale si pianificava un'intesa con altri gruppi sponsorizzati dall'Iran: un'intesa da far entrare in funzione in caso di una nuova guerra con Israele. Includerebbe inoltre una richiesta documentata di 7 milioni di dollari al mese da parte di Hamas a Teheran per "mobilitarsi e prepararsi" nel caso di "scontri armati". (A
L’inviato Usa domani a Beirut per i colloqui di pace
L'inviato statunitense Amos Hochstein si recherà domani a Beirut per colloqui su un cessate il fuoco tra il gruppo terroristico Hezbollah e Israele. Lo riferisce l'emittente libanese Voice of Lebanon, citando il parlamentare libanese Kassem Hashem. Gli Stati Uniti hanno presentato una nuova proposta di tregua allo stato libanese nella speranza di porre fine a piu' di un anno di combattimenti. La notizia della visita di Hochstein segue i resoconti dei media libanesi secondo cui era stata presentata una risposta positiva alla proposta di cessate il fuoco. Il New York Times ha riferito nel fine settimana che i sostenitori iraniani di Hezbollah avevano inviato messaggi al gruppo dicendo che sostenevano la fine della guerra.
Gantz: “No alla tregua in Libano senza piena libertà di azione”
La condizione per qualsiasi accordo di cessate il fuoco con il Libano dovrebbe includere la "piena liberta' di azione israeliana contro qualsiasi violazione". E' quanto affermato dall'ex membro del gabinetto di guerra, Benny Gantz, in un post su X di commento al nuovo accordo di cessate il fuoco proposto. Domani e' atteso a Beirut l'inviato Usa Amos Hochstein per colloqui sul cessate il fuoco. Ieri, Israele ha affermato di aver ucciso il portavoce capo di Hezbollah, Muhammad Afif, infliggendo un altro colpo e dimostrando di volere la completa distruzione del gruppo. La scorsa settimana, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Saar, aveva dichiarato che la sfida principale in qualsiasi accordo di cessate il fuoco con il Libano sarebbe disarmare completamente Hezbollah, rendendo impossibile "armare di nuovo con nuovi sistemi di armi" e garantire che Hezbollah venga completamente rimosso dal confine di Israele. I suoi commenti sono arrivati un giorno dopo che il neo-nominato ministro della Difesa Israel Katz ha anche affermato che l'esercito israeliano aveva sconfitto Hezbollah, definendo l'eliminazione del suo leader, Hassan Nasrallah, il risultato piu' importante.
La Turchia ha negato il proprio spazio aereo a Israele: Herzog cancella il viaggio a Baku
La Turchia ha negato l'utilizzo del proprio spazio aereo a Israele e costretto il presidente israeliano Isaac Herzog ad annullare la propria partecipazione alla Conferenza delle Nazioni Unite sul clima, in programma nella capitale dell'Azerbaigian Baku. Il governo israeliano aveva annunciato che "motivi di sicurezza" hanno spinto a cancellare la missione in agenda del presidente dello Stato ebraico. I media turchi rivelano oggi, citando fonti interne al governo, che Israele aveva chiesto ad Ankara di poter utilizzare lo spazio aereo per consentire ad Herzog di raggiungere la capitale dell'Azerbaigian. Permesso negato. La scorsa settimana il presidente turco Recep Tayyip Erdogan aveva dichiarato che la Turchia è decisa a rescindere ogni relazione con lo Stato ebraico fino a quando non termineranno le operazioni militari a Gaza e in Libano.
Borrell: a Gaza i bambini sono le vittime più comuni. Stop ai prodotti provenienti dai Territori occupati
"Non ci sono più parole per definire quello che sta accadendo a Gaza, le ho finite. Il 70% dei morti a Gaza sono donne o bambini, l'età più comune delle vittime sono bambini sotto i 9 anni. Presenterò ai miei colleghi una proposta sul dialogo politico con Israele nel quadro del Consiglio di Associazione e una sul non commerciare i prodotti che vengono da Territori occupati". Lo ha detto l'alto rappresentante Ue Josep Borrell arrivando al Consiglio Esteri.
Media: otto paramedici uccisi in raid israeliani sul Libano del sud
Almeno otto paramedici della protezione civile libanese sono rimasti uccisi in raid israeliani sul sud del Libano nelle ultime ore, secondo quanto scrive Al Jazeera, che cita l'agenzia libanese Nna. Almeno 6 di loro sono morti ad Arab Salim, nel governatorato di Nabatieh. A Nabatieh si trovavano anche gli altri due paramedici dell'autorità islamica della salute. Il governo libanese e alcune Ong, scrive Al Jazeera, accusano Israele di "prendere deliberatamente di mira" i soccorritori e il personale medico e paramedico in Libano.
Attacco degli Houti contro una nave commerciale nel Mar Rosso
Un attacco da parte dei ribelli Houthi dello Yemen ha preso di mira una nave commerciale in navigazione nella zona meridionale del Mar Rosso nella tarda serata di ieri, senza tuttavia causare danni o feriti. Il capitano di una nave ha visto che "un missile è schizzato in prossimità della nave" mentre viaggiava vicino allo stretto di Bab el-Mandeb che collega il Mar Rosso al Golfo di Aden, ha affermato il centro operativo del commercio marittimo del Regno Unito dell'esercito britannico. L'attacco è avvenuto a circa 30 miglia (48 chilometri) a ovest della città portuale yemenita di Mocha. "La nave e l'equipaggio sono al sicuro e stanno procedendo verso il prossimo porto di scalo", ha aggiunto l'Ukmt (United Kingdom Maritime Trade Operations).
Media, i documenti riservati fatti trapelare da un alto funzionario israeliano al quotidiano tedesco Bild sono serviti a alleviare le pressione su Netanyahu per le trattative sul rilascio degli ostaggi
La fuga di un documento altamente riservato dell'intelligence militare al quotidiano tedesco Bild a settembre era quella di alleviare la pressione pubblica e le critiche contro il primo ministro Benjamin Netanyahu in seguito all'omicidio di sei alti funzionari. Eli Feldstein, aiutante di Netanyahu e sospettato centrale nella vicenda, avrebbe fatto trapelare il documento alla Bild per cambiare il discorso pubblico sulla sorte degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas a Gaza incolpando poi il leader di Hamas Sinwar per l'impasse nei negoziati. Lo scrive il Time of Israel
Media, Hezbollah accetta proposta Usa di cessate il fuoco e il negoziato prosegue
La risposta di Hezbollah alla bozza di accordo di cessate il fuoco con Israele, presentata dagli Stati Uniti, è stata "si, ma" e i negoziati continuano per chiudere i punti rimasti in sospeso. Secondo la tv libanese Lbci,
l'inviato americano Amos Hochstein dovrebbe arrivare a Beirut domani per riesaminare alcuni termini della proposta per assicurarsi che siano in linea con la Costituzione libanese, per poi recarsi poi in Israele.
Israele, eliminato capo propaganda di Hezbollah
L'esercito israeliano ha confermato di avere "eliminato" l'addetto stampa di Hezbollah, Mohamad Afif, definito dalle IDF come il "capo della propaganda" del movimento islamista, in un attacco a Beirut. Mohamad Afif "è stato direttamente coinvolto nell'attività terroristica di Hezbollah contro lo Stato di Israele", ha affermato l'esercito in una nota.