Il Comitato speciale delle Nazioni Unite ritiene che i metodi di guerra di Israele a Gaza siano coerenti con il genocidio: è la conclusione di un rapporto pubblicato sulla base delle inchieste svolte dal comitato in merito alle pratiche israeliane, determinando che le vittime civili di massa e le condizioni di pericolo di vita sono "intenzionalmente imposte" dall'esercito ai palestinesi di Gaza. A sud di Beirut nuovi raid israeliani.
Onu, continua blocco Israele a consegna aiuti a nord Gaza
Sei tentativi dell'Ufficio per il coordinamento degli Affari Umanitari dell'Onu di consegnare aiuti alle aree assediate nel nord di Gaza sono stati bloccati negli ultimi due giorni dalle autorità israeliane. E' quanto denunciato da Stephane Dujarric, portavoce del segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, citato dal Times of Israel. "Ogni tentativo dell'Onu di accedere a queste aree con cibo, acqua e missioni sanitarie questo mese è stato negato o impedito", ha affermato durante una conferenza stampa, sottolineando che il 79% della Striscia resta sottoposto a ordini di evacuazione, con sempre più palestinesi spinti nella zona umanitaria costiera di Muwasi. Nessun commento finora dal Cogat, l'autorità israeliana che gestisce l'ingresso degli aiuti a Gaza.
Raid Israele in Libano: uccisi 8 civili e 5 soccorritori
Otto persone sono morte, fra cui cinque donne, in seguito a un raid di Israele a Baalbek nell'est del Libano, ha reso noto il ministero della Salute libanese. Altre 27 persone sono rimaste ferite. Fonti della difesa civile libanese hanno poi denunciato il bombardamento, da parte di Israele, del loro quartier generale nella zona di Baalbek, e l'uccisione di almeno 5 soccorritori.
Onu, Israele usa tattiche letali oltre gli standard
Le Nazioni Unite hanno segnalato che in Cisgiordania le forze israeliane "continuano a usare tattiche letali e di guerra che sembrano andare oltre gli standard delle misure di sicurezza". Lo ha detto il portavoce del segretario generale, citando l'Ufficio per il coordinamento degli aiuti umanitari. "Le demolizioni - ha aggiunto - continuano in tutta la Cisgiordania, ostacolando l'accesso della popolazione a servizi vitali".
Pentagono, Israele non ha ancora fatto abbastanza a Gaza
"Ancora molto deve essere fatto in termini di aiuti umanitari a Gaza". Lo ha detto la vice portavoce del dipartimento alla Difesa Usa, Sabrina Singh, in un briefing con la stampa. "Grazie alla pressione degli Stati Uniti alcuni valichi sono stati aperti, più camion di aiuti sono entrati ma Israele deve fare di più", ha sottolineato.
Usa chiedono "azioni e non parole" su nucleare
Gli Stati Uniti chiedono all'Iran "azioni e non parole" sul suo programma nucleare, dopo che il presidente Masoud Pezeshkian ha promesso di risolvere i "dubbi e le ambiguità" prima del ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca. "In definitiva, ciò che vogliamo vedere dall'Iran è un effettivo cambiamento comportamentale e un'azione, non solo segnali di qualcosa o indicazioni di qualcosa", ha affermato il portavoce del Dipartimento di Stato Vedant Patel, dell'amministrazione uscente del presidente Joe Biden.
Usa, “infondate le accuse Onu contro Israele di genocidio”
Le accuse ad Israele di aver utilizzato metodi da genocidio a Gaza da parte di una commissione speciale dell'Onu sono "infondate" per gli Stati Uniti. Lo ha detto il vice portavoce del dipartimento di Stato americano Vedant Patel in un briefing con la stampa. "Crediamo che questo tipo di frasi e questo tipo di accuse siano certamente infondate", ha aggiunto.
Ex ostaggi Israele, “serve intesa per liberare gli altri rapiti”
"Mio padre è ancora a Gaza. Ci manca tantissimo, ma per riportarlo a casa serve un accordo adesso". Lo ha affermato Gaya Kalderon, 22 anni, che ha vissuto la drammatica esperienza del rapimento dei suoi cari il 7 ottobre scorso e che oggi a Roma ha incontrato la stampa dopo una visita in Vaticano con il Papa. "Quando mia sorella e mio fratello sono stati rilasciati la prima cosa che ci hanno raccontato è stato l'inferno che hanno vissuto - ha detto -. La mia famiglia è molto preoccupata. Ci manca tantissimo". A far parte della delegazione degli ex ostaggi anche Norberto Louis Har che ha vissuto la "barbarie" e la "disumanità" di Hamas: "Sono fortunato di essere qui per potervi raccontare quello che ho vissuto, ma ho anche il cuore spaccato a metà: una parte di noi è ancora lì a Gaza. Vi supplichiamo di fare tutto il possibile per riportarli a casa". Poi l'appello: "Trump o Biden, non importa, basta che facciano qualcosa". Anche Sharon Lifschitz, il cui padre è ancora nelle mani di Hamas, si associa all'appello agli Usa e a tutti i governi, fra cui l'Italia, a "convincere chi deve essere convinto" per riabbracciare quelli che sono ancora nella Striscia. "Fare presto, prima che l'inverno arrivi. Alle preghiere devono corrispondere delle azioni", ha aggiunto.
Sale a 20 il bilancio delle vittime nel raid a Damasco
Sale a 20 il bilancio delle vittime dei raid aerei israeliani che hanno colpito i dintorni di Damasco. Lo ha reso noto l'Osservatorio siriano per i diritti umani, specificando che gli attacchi hanno colpito edifici nei quartieri di Mezzeh e Qudsaya. Tra le vittime ci sarebbero almeno tre membri del gruppo palestinese della Jihad islamica e tre civili.
Nuove sanzioni Usa contro rete che finanzia Iran e Houthi
Il dipartimento del Tesoro Usa ha imposto nuove sanzioni a società, individui e navi associate al conglomerato siriano Al-Qatirji Company, accusato da Washington di finanziare la Forza Quds dei Pasdaran iraniani e gli Houthi yemeniti attraverso la vendita di petrolio di Teheran a Siria e Cina. "L'Iran si affida sempre di più a partner commerciali chiave come la Al-Qatirji Company per finanziare le sue attività destabilizzanti e la rete di alleati terroristici in tutta la regione", ha sostenuto Bradley Smith del Tesoro americano. Il conglomerato siriano era già stato sottoposto a sanzioni per il suo ruolo nel facilitare la vendita di carburante tra il regime siriano e l'Isis.
Spari contro Unifil: illesi i caschi blu
Colpi d'arma da fuoco, "circa 30", sono stati sparati da "due o tre persone sconosciute" in direzione di una pattuglia di Unifil vicino Qallawiyah, nel sud del Libano, subito dopo la scoperta di un deposito segreto di munizioni. Lo ha riferito la stessa missione Onu in una nota nella quale ha spiegato che l'episodio è avvenuto questa mattina e che i Caschi Blu hanno risposto al fuoco prima di mettersi in sicurezza. Nessuno dei militari è rimasto ferito. "Non è chiaro - secondo Unifil - se la scoperta" delle munizioni e l'attacco siano "direttamente collegati".
Capo staff Netanyahu interrogato per tre ore dalla polizia
Il capo dello staff del premier israeliano Tzachi Braverman è stato interrogato oggi per tre ore per il sospetto che abbia falsificato i documenti, conservati nell'ufficio del primo ministro dal segretario militare, che riguardano i primissimi minuti dell'invasione di Hamas del 7 ottobre: la polizia lo accusa di aver modificato l'orario in cui Benyamin Netanyahu ha ricevuto per la prima volta un aggiornamento telefonico dalle 6,40 alle 6,29. Lo riporta Ynet. Il tribunale ha revocato l'ordinanza di silenzio sulla vicenda. Secondo l'accusa, Braverman avrebbe ricattato un ufficiale dell'Idf per alterare i verbali minacciandolo con una delicata registrazione video che lo riguardava.
Gli ostaggi dal Papa: “Ho visto Sinwar, ci ha chiesto in ebraico come eravamo trattati”
"Ho incontrato Sinwar. Un paio di volte". E una di queste volte, "pochi giorni prima di essere rilasciati, ci ha chiesto come venivamo trattati". Lo racconta, in visita a Roma, l'ex ostaggio israeliano Elena Troufanov, per 54 giorni rapita nella Striscia di Gaza. "E' passato un paio di volte vicino al nostro tunnel. Probabilmente passava di lì per andare da un posto all'altro", racconta. "Una volta si è fermato, ci ha fatto una domanda in ebraico. Ci ha chiesto come eravamo trattati, se avevano qualcosa da dire", ha aggiunto Troufanov, il cui figlio Sasha, 28 anni, è ancora in ostaggio a Gaza. "Sapevo chi era lui, ogni tanto ci permettevano di vedere la tv nella camera dei guardiani e per questo sapevo chi era", ha proseguito Troufanov. "Anche mia mamma ha incontrato Sinwar mentre era in ostaggio a Gaza", afferma Sharon Lifshitz, figlia di Yocheved, 86 anni, rilasciata dopo 16 giorni di prigionia. "Era il 10 o 11 ottobre", poco dopo l'assalto quindi, e Sinwar anche in questo caso "ha chiesto a mia madre come venivano trattati". Sharon Lifshitz racconta che "mia madre ha chiesto a Sinwar come potevano fare tutto ciò che hanno fatto, rovinare vita a i due popoli, lui non ha risposto".
Israele a Francia, garantire sicurezza tifosi israeliani
"La sicurezza dei tifosi israeliani deve essere garantita". Lo ha detto il capo della diplomazia israeliana Gideon Saar al suo omologo francese Jean-Noel Barrot durante un colloquio telefonico, a poche ore dalla partita ritenuta ad alto rischio tra Francia e Israele in serata a Parigi.
Dopo avvisi evacuazione, Idf bombarda il sud di Beirut
Dopo aver emesso nuovi avvisi di evacuazione intorno a due edifici nel sud di Beirut, le forze armate israeliane hanno bombardato a Dahiyeh, roccaforte di Hezbollah nella capitale libanese. Lo ha riportato la tv libanese Al-Mayadeen, legata al gruppo sciita filo-iraniano.
Capo caschi blu Onu, essenziale esercito Libano al sud
Il ridispiegamento dell'esercito libanese nel sud del Paese è essenziale per risolvere il conflitto tra Hezbollah e Israele. Lo ha affermato il capo dei Caschi Blu dell'Onu, Jean-Pierre Lacroix, durante una visita nella zona di Beirut. "Il ridispiegamento delle forze armate libanesi è un elemento assolutamente centrale per qualsiasi soluzione duratura", ha sottolineato. Nel sud del Paese dei Cedri è presente la missione Unifil, finita di recente nel mirino di attacchi.
Media, entro 24 ore possibile risposta del Libano su cessate il fuoco
Potrebbe arrivare nell'arco delle prossime 24 ore una risposta dal Libano a una proposta di cessate il fuoco inviata a Beirut tramite gli Stati Uniti. A riferirlo è Channel 12 in una notizia rilanciata dal Times of Israel mentre proseguono le operazioni militari israeliane contro Hezbollah nel Paese dei Cedri. Secondo il Washington Post, che cita tre funzionari ed ex funzionari israeliani, un consigliere del premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe riferito questa settimana a Donald Trump e Jared Kushner che Israele si sta affrettando verso un cessate il fuoco in Libano per consegnare al presidente eletto un primo successo in politica estera.
Petizione familiari ostaggi, “Netanyahu non decida da solo”
I familiari degli ostaggi hanno presentato una petizione all'Alta Corte contro il primo ministro Benyamin Netanyahu, chiedendo che le proposte per i negoziati che riguardano il rilascio dei rapiti siano sottoposte all'approvazione del governo e non decise dal solo premier. I firmatari chiedono ai giudici di convocare l'ex ministro della Difesa Yoav Galant a testimoniare in udienza.
Media, 9 morti in raid israeliano a Baalbeck in Libano
A Baalbeck in Libano nove persone sono state uccise durante l'attacco israeliano nel quartiere di Al-Shaab e altre cinque sono rimaste ferite: lo riferisce L'Orient Le Jour. Le squadre della Protezione Civile sono ancora al lavoro per rimuovere le macerie
Israele, nuovi ordini evacuazione per zona Beirut sud
Le forze armate israeliane hanno emesso nuovi ordini di evacuazione per i civili libanesi nelle vicinanze di due edifici nella periferia sud di Beirut, preludio ad attacchi aerei contro obiettivi di Hezbollah. Il portavoce militare in lingua araba Avichay Adraee ha pubblicato le mappe dei siti, esortando gli abitanti a tenersi a una distanza di almeno 500 metri.
Idf conferma raid in Siria, colpita Jihad Islamica
Le forze armate israeliane hanno confermato di aver effettuato attacchi aerei in Siria prendendo di mira diversi edifici e centri di comando della Jihad islamica palestinese. Gli attacchi sono un "colpo significativo" per il gruppo terroristico, ha commentato l'Idf.
Iran all'Aiea: “Non costruiremo mai la bomba atomica”
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha affermato che l'Iran non costruirà mai la bomba atomica, in base alla fatwa espressa nel 2003 dalla Guida suprema Ali Khamenei che ha proibito la produzione e l'uso di armi di distruzione di massa, tra cui quelle nucleari. "Come abbiamo affermato molte volte, sulla base dell'esplicita fatwa della Guida Suprema della Rivoluzione Islamica, non abbiamo cercato e non cercheremo di costruire armi nucleari in alcun modo", ha detto Pezeshkian durante un incontro con il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) Rafael Grossi a Teheran, riferisce Isna.
Ministro Cohen, mai così vicini ad accordo su Libano
Israele non è mai stato così vicino a un accordo sul Libano dall'inizio dell'attuale guerra con Hezbollah, ma deve mantenere la libertà di agire all'interno del Paese dei Cedri in caso di violazione dell'intesa. Lo ha affermato il ministro dell'Energia israeliano Eli Cohen, membro del gabinetto di sicurezza, in un'intervista a Reuters. Il punto critico per Israele è garantire che mantenga la libertà di azione qualora Hezbollah tornasse nelle aree di confine dove potrebbe rappresentare una minaccia per le comunità nel nord dello Stato ebraico, ha spiegato. "Saremo meno indulgenti di quanto non siamo stati in passato nei confronti dei tentativi di creare roccaforti in territorio vicino a Israele".
Ministero difesa, 15 morti in raid Israele a Damasco
Salgono a 15 le vittime dei raid israeliani sulla capitale siriana Damasco e sui sobborghi della città. Lo dice il ministero della Difesa siriano.
Il presidente iraniano Pezeshkian a Aia: “Pronti a risolvere le ambiguità e i dubbi sul nostro programma nucleare”
L'Iran è disposto a rivolvere le "ambiguità" ed i "dubbi" relativi al suo programma nucleare. Lo ha dichiarato il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, nel corso di un incontro a Teheran con il direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), Rafael Grossi. "Come ripetutamente dimostrato con la nostra buona volontà, annunciamo la nostra disponibilità a cooperare e convergere con questa organizzazione internazionale per risolvere le presunte ambiguità e dubbi sull'attività nucleare pacifica del nostro Paese", ha affermato Pezeshkian.
Unicef: oltre 203 bambini uccisi in Libano
"Oltre 203 bambini sono stati uccisi e 1.282 feriti in Libano da ottobre 2023 - la fase più letale finora. Queste giovani vite sono esposte a un rischio inimmaginabile. L'Unicef reitera la sua richiesta a tutte le parti per porre fine alle gravi violazioni contro i bambini e porre fine agli attacchi sui civili e alle infrastrutture civili in linea con il diritto internazionale". Così dal profilo X dell'Unicef Libano.
L’Iran lancia nuove minacce a Israele: “Ci vendicheremo”
Le Guardie della Rivoluzione iraniana hanno lanciato nuove minacce contro Israele, promettendo una "vendetta" per l'attacco dello Stato ebraico a fine ottobre contro siti militari iraniani e anche per i raid israeliani a Gaza e in Libano. "Ci vendicheremo, riceverete colpi dolorosi, continuate ad aspettare", ha affermato il comandante dei pasdaran, Hossein Salami, come riferisce Irna, durante una cerimonia a Teheran dove ha ricordato il numero dei palestinesi che sono stati uccisi durante gli attacchi di Israele nell'ultimo anno. "Nei suoi oltre 45 anni di esistenza, la Rivoluzione islamica non ha lasciato alcun atto vizioso senza risposta e daremo sicuramente a questa misura israeliana una risposta, che porterà al pentimento", ha detto invece il vice comandante delle Guardie rivoluzionarie, Ali Fadavi, durante una cerimonia a Qom per commemorare Hassan Nasrallah, il leader di Hezbollah, ucciso durante un raid di Israele a Beirut il 27 settembre.
Ong: almeno 4 morti nel raid di Israele a Damasco
Sono almeno quattro le vittime del "raid israeliano" a Damasco che ha preso di mira un edificio residenziale nel quartiere di Mazzeh. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani. Secondo l'Osservatorio, che ha una vasta rete di fonti in Siria, l'attacco ha colpito la città di Qudsaya, a nord-ovest della capitale Damasco. Da parte sua, l'agenzia di stampa ufficiale siriana Sana ha denunciato un "attacco israeliano" contro "due edifici residenziali" a Mazzeh e Qoudsaya, segnalando "un certo numero di morti e feriti".
Idf: nell’ultimo giorno colpiti 30 siti degli Hezbollah
L'esercito israeliano ha reso noto di aver completato un'altra ondata di attacchi aerei contro le attività di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut. Gli attacchi, che hanno colpito i centri di comando di Hezbollah, i depositi di armi e altre infrastrutture, sono stati condotti durante la notte e nelle prime ore di oggi, afferma l'Idf, secondo cui sono stati presi di mira oltre 30 siti di Hezbollah nel quartiere meridionale della capitale libanese di Dahiyeh. I siti di Hezbollah si trovavano "nel cuore della popolazione civile", ha aggiunto l'Idf, accusando il gruppo islamista di utilizzare scudi umani. Prima degli attacchi, l'esercito avevano diramato avvisi di evacuazione ai civili nella zona.
Media siriani: raid israeliani nel quartiere dell’Onu e delle ambasciate a Damasco
L'agenzia di stampa siriana Sana ha riferito di un raid israeliano effettuato nel lussuoso quartiere Mazzeh a Damasco, sede del quartier generale delle Nazioni Unite, delle ambasciate e delle istituzioni di sicurezza siriane. "Un'attacco israeliano ha preso di mira il quartiere Mazzeh a Damasco", ha riferito l'agenzia Sana, citando "informazioni preliminari" e pubblicando il video di una strada da cui si alza fumo grigio. Nelle ultime settimane il quartiere era gia' stato colpito da raid attribuiti a Israele.
Media libanesi mostrano raid aerei vicino a aeroporto di Beirut
Immagini pubblicate dai media libanesi mostrano un attacco aereo israeliano nei pressi dell'aeroporto internazionale di Beirut, mentre sullo sfondo si vede un aereo passeggeri in fase di rullaggio. L'Idf, che aveva diramato un avviso di evacuazione prima dell'attacco, ha dichiarato di aver completato un'altra ondata di attacchi aerei contro le attività di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut. I raid hanno preso di mira i centri di comando di Hezbollah, depositi di armi e altre infrastrutture: secondo l'esercito, negli ultimi due giorni sono stati presi di mira oltre 30 siti di Hezbollah a Dahiyeh, quartiere sciita alla periferia di Beirut.
Media: Idf sta attaccando il quartiere di Hezbollah a Beirut
Secondo i media libanesi, i caccia dell'aeronautica israeliana stanno attaccando il quartiere di Dahiyeh, baluardo di Hezbollah, nel sud di Beirut.
L’Ue valuterà la sospensione del dialogo politico con Israele
L'Alto rappresentante Ue Josep Borrell "ha presentato una proposta ai ministri Ue per discutere la possibilità di sospendere il dialogo politico" con Israele nell'ambito dell'accordo di associazione. Il tema sarà sul tavolo degli Stati Ue al prossimo Consiglio affari esteri lunedì. Lo ha spiegato il portavoce Peter Stano nel briefing con la stampa. Borrell "intende mettere sul tavolo la discussione su come gli stati membri vedono la situazione nelle operazioni di Israele a Gaza e se Israele sta commettendo violazioni dei diritti umani e violazioni del diritto internazionale umanitario". "L'accordo di associazione è il quadro politico istituzionale per guidare la relazione tra Ue" e "qualsiasi tipo di decisione riguardante le parti politiche di questo accordo è soggetta all'unanimità di tutti gli stati membri", ha anche ricordato Stano. "Spetta ai ministri vedere nelle discussioni se sono d'accordo e procedono o meno". Stano ha ricordato che "durante la riunione dei ministri degli esteri dell'Ue tenutasi a Lussemburgo in ottobre, l'Alto Rappresentante aveva già segnalato o annunciato che durante la prossima riunione di lunedì prossimo a Bruxelles, intende mettere sul tavolo la discussione su come gli stati membri vedono la situazione nelle operazioni di Israele a Gaza e se Israele sta commettendo violazioni dei diritti umani e violazioni del diritto internazionale umanitario".
"Quindi, come annunciato già il mese scorso - ha spiegato Stano -, avrebbe chiesto ai ministri degli stati membri di prendere in considerazione possibili ulteriori azioni, decisioni o misure dell'Ue a seguito del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia e della conseguente risoluzione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite e di considerare se Israele abbia effettivamente violato i diritti umani e il rispetto dei diritti umani internazionali, come stabilito dall'articolo due dell'accordo di associazione con Israele. Quindi l'Alto Rappresentante inviterà i ministri degli stati membri a esprimere le loro opinioni sulla sua proposta, che sta sottoponendo loro, di sospendere il dialogo politico dell'Ue con Israele, nel quadro dell'accordo di associazione".
Medici senza frontiere: Israele nega l’evacuazione medica da Gaza di bambini verso la Cisgiordania
Le autorità israeliane hanno bloccato, senza alcuna spiegazione, l'evacuazione medica di 8 bambini e dei loro tutori da Gaza che necessitano di cure mediche, tra cui un bambino di 2 anni con amputazioni alle gambe, verso l'ospedale di Medici Senza Frontiere (Msf) in Giordania. ''E' assolutamente scioccante e oltraggioso che Israele impedisca ai bambini che hanno bisogno di cure essenziali di lasciare Gaza. Il rifiuto di Israele di effettuare evacuazioni mediche urgenti va contro ogni ragione e umanità'', ha affermato Moeen Mahmood, capomissione di Msf in Giordania. Negli ultimi mesi Msf ha richiesto l'evacuazione medica di 32 bambini e i loro tutori da Gaza alla Giordania. Solo 6 di loro sono stati autorizzati a lasciare la Striscia. Procedure lunghe e dinieghi inspiegabili bloccano la fornitura di cure mediche ai bambini gravemente feriti a Gaza. Msf chiede alle autorità israeliane di garantire l'evacuazione medica dei palestinesi che necessitano di cure mediche, compresi i loro tutori, assicurando al contempo che a tutti i pazienti e ai loro accompagnatori sia garantito un ritorno sicuro, volontario e dignitoso a Gaza.
Gaza: dall’inizio della guerra 43.736 morti e 103.370 feriti
Nel suo bilancio aggiornato, il ministero della Salute nella Striscia di Gaza, gestita da Hamas, ha dichiarato che almeno 43.736 persone sono state uccise in più di 13 mesi di guerra. Il bilancio include 24 morti nelle 24 ore precedenti, secondo il ministero, che ha affermato che 103.370 persone sono state ferite nella Striscia di Gaza dall'inizio della guerra quando i militanti di Hamas hanno attaccato Israele il 7 ottobre 2023.
Media: la posizione libanese sulla tregua irrigidisce i negoziati
Mentre fonti israeliane fanno sapere che i colloqui per un cessate il fuoco in Libano sono "nella fase finale della stesura", a Beirut il quotidiano al Akhbar riferisce che le consultazioni del presidente Nabia Berri e del premier Najib Mikati insieme con la leadership dell'organizzazione islamista si sono concluse con una posizione ufficiale libanese che potrebbero rendere difficili i negoziati.
Lo riporta Ynet. Tra i punti decisi dal governo libanese con Hezbollah i principali riguardano un cessate il fuoco totale, il ritiro delle forze israeliane da tutto il territorio libanese, l'attuazione della risoluzione 1701 senza alcun cambiamento, nessuna concessione di sicurezza agli Stati Uniti o a Israele per le azioni del Libano.
Rapporto Onu: i metodi usati da Israele a Gaza sono coerenti con il genocidio
Il Comitato speciale delle Nazioni Unite ritiene che i metodi di guerra di Israele a Gaza siano coerenti con il genocidio. È questa la conclusione di un rapporto pubblicato sulla base delle inchieste svolte dal comitato in merito alle pratiche israeliane, determinando che le vittime civili di massa e le condizioni di pericolo di vita sono "intenzionalmente imposte" dall'esercito ai palestinesi di Gaza. "Dall'inizio della guerra, i funzionari israeliani hanno pubblicamente sostenuto politiche che privano i palestinesi delle stesse necessita' richieste per sostenere la vita: cibo, acqua e carburante", ha affermato il comitato in un comunicato stampa. "Queste dichiarazioni insieme all'interferenza sistematica e illegale degli aiuti umanitari rendono chiaro l'intento di Israele di strumentalizzare le forniture salvavita per guadagni politici e militari", continua il comitato Onu. Le conclusioni del rapporto, secondo cui Israele trattiene intenzionalmente gli aiuti dalla Striscia, usa la fame come arma di guerra ed e' negligente nell'infliggere vittime civili, sono coerenti con altre condanne delle Nazioni Unite e umanitarie della condotta di Israele. Il termine "genocidio", tuttavia, e' raramente applicato alla guerra di Israele a Gaza da qualsiasi organismo collegato alle Nazioni Unite.
Aiea: gli impianti nucleari in Iran non dovrebbero essere attaccati
"Gli impianti nucleari dell’Iran non dovrebbero essere attaccati". Lo ha detto il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, Rafael Grossi in una conferenza stampa a Teheran. Nei giorni scorsi il ministro della Difesa israeliano Israel Katz aveva detto che l'Iran era "più esposto che mai agli attacchi ai suoi impianti nucleari".
Attacco di droni israeliano a sud di Homs, uno abbattuto
I media arabi riferiscono di esplosioni a sud di Homs, in Siria, causati da un attacco di droni identificati come israeliani. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha sottolineato che le difese aeree siriane hanno abbattuto un drone, ritenuto israeliano, a sud della città di Homs. A seguito di questo incidente, nella zona e' stata udita una terribile esplosione e il fumo si e' alzato dallo schianto del drone nei terreni agricoli circostanti, ma non ci sono state segnalazioni di vittime.
Ieri sera, l'agenzia di stampa statale siriana ha riferito di un attacco aereo israeliano sulla città di al-Qusayr, a ovest della città siriana di Homs, vicino al confine settentrionale con il Libano. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha aggiunto che 15 membri delle forze armate siriane e dei gruppi alleati sono stati feriti nell'attacco.
Interrogato il capo dello staff di Netanyahu
Tzachi Braverman, capo dello staff del primo ministro Benjamin Netanyahu, sarà interrogato oggi dall'unità reati gravi Lahav 443 della polizia, secondo quanto riportato dai media ebraici, scrive il Times of Israel. Domenica Braverman è stato segnalato come il funzionario sospettato di aver ricattato un ufficiale dell'IDF per presumibilmente alterare i verbali di riunioni in tempo di guerra, minacciandolo in merito a una registrazione video sensibile dell'ufficiale. Il caso, uno dei tanti scandali che stanno sconvolgendo l'ufficio del primo ministro, è in gran parte sotto un ordine di bavaglio del tribunale. I resoconti affermano che la polizia chiederà di revocare l'ordine dopo che avrà completato l'interrogatorio. Il nome di Braverman è stato riportato per primo dall'emittente pubblica di Kan, che ha anche dichiarato che il video in questione era stato ottenuto dalle telecamere di sicurezza dell'ufficio del primo ministro e che ad altri dipendenti dell'ufficio era stato consentito di guardare la registrazione. In una dichiarazione, Braverman ha negato qualsiasi attività del genere, definendo il rapporto "falso" e "diffamatorio" e affermando di non aver raccolto alcun video del genere né di aver tentato di utilizzarlo a fini di ricatto: "Questa è una bugia dall'inizio alla fine, il cui scopo è quello di danneggiare me e l'ufficio del Primo Ministro nel mezzo di una guerra".
Papa Francesco ha ricevuto alcuni ostaggi rapiti da Hamas
"Papa Francesco ha ricevuto oggi una delegazione di ostaggi rapiti da Hamas il 7 ottobre. L'incontro è stato toccante e ha mostrato la vicinanza del Papa alle vittime di quella giornata orribile e il suo impegno per la loro liberazione". Lo riferisce l'Ambasciata di Israele presso la Santa Sede su X.
L’Iran condanna le frasi di Smotrich sulla Cisgiordania
L'Iran ha condannato le recenti dichiarazioni del ministro israeliano delle Finanze, il falco Bezalel Smotrich, secondo cui, dopo l'elezione di Donald Trump negli Usa, è arrivato il momento per Israele di annettere la Giudea e la Samaria (la Cisgiordania). Il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran ha definito le parole di Smotrich "un chiaro segno della natura razzista e espansionista e dell'approccio aggressivo del regime, la cui formazione e espansione è basata sull'usurpazione della terra palestinese e sull'uccisione e lo spostamento forzato di palestinesi", riferisce Irna
Mosca: conquistato un altro villaggio nel Donetsk, nell’est dell’Ucraina
Le truppe russe hanno conquistato un altro villaggio nell'est dell'Ucraina, quello di Voznesenka, nella regione di Donetsk. Lo riferisce il ministero della Difesa citato dall'agenzia Ria Novosti.
Media: Hamas si coordina con Hezbollah sul cessate il fuoco
Una fonte di Hamas ha rivelato a Channel 12 che l'organizzazione islamista sta coordinando i suoi passi con Hezbollah riguardo alle proposte di cessate il fuoco.
Washington Post: Israele spinge per il cessate il fuoco in Libano per fare un regalo a Trump
Ron Dermer, ministro degli affari strategici di Netanyahu, è stato domenica scorsa a Mar-a-Lago, prima tappa del suo tour negli Stati Uniti, e ha detto a Donald Trump e Jared Kushner che Israele si sta affrettando a promuovere un accordo di cessate il fuoco in Libano. Lo riferisce il Washington Post, che cita tre attuali ed ex funzionari israeliani informati sull'incontro. L'obiettivo di Israele sarebbe garantire una rapida vittoria in politica estera al presidente eletto.
"C'è un accordo sul fatto che Israele regalerebbe qualcosa a Trump, che a gennaio ci sarà un accordo sul Libano", ha detto un funzionario israeliano.
Tre morti a Gaza per i bombardamenti israeliani
Almeno tre palestinesi sono morti e altri sono rimasti feriti per effetto di bombardamenti d'artiglieria israeliani su Sheikh Radwan, sobborgo a ovest di Gaza City, mentre continua il cannoneggiamento israeliano del quartiere Al-Zeitun, a sud della città. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa.
Nuovi raid israeliani nel sud di Beirut
Israele continua i bombardamenti contro le roccaforti di Hezbollah in Libano. Un attacco ha colpito stamattina la periferia sud di Beirut, dopo un nuovo appello all'evacuazione pubblicato dall'esercito israeliano. Le immagini dell'Afptv mostrano una fitta nuvola di fumo grigio sopra la periferia meridionale di Beirut. Da martedì almeno sei serie di raid hanno preso di mira la periferia sud della capitale libanese.
Human Rights Watch: “Israele ha commesso crimini di guerra”
Human Rights Watch ha affermato che i ripetuti ordini di evacuazione impartiti da Israele a Gaza costituiscono un "crimine di guerra di trasferimento forzato" e una "pulizia etnica" in alcune parti del territorio palestinese.
Idf, intercettati 2 droni su cieli Siria provenienti da Iraq
L'Idf afferma di aver abbattuto un altro drone "proveniente da est" diretto verso Israele, poche ore dopo aver abbattuto un velivolo senza pilota sui cieli siriani. Lo riporta il Times of Israel. Come per il precedente incidente, l'esercito sottolinea che il drone proveniente dall'Iraq non è mai entrato nello spazio aereo israeliano ed è stato intercettato sopra la Siria.
Hrw accusa Israele di crimini guerra a Gaza. “Trasferimenti forzati”
L'Ong Human Rights Watch (Hrw) ritiene, in un rapporto pubblicato oggi, che i ripetuti ordini di evacuazione dell'esercito israeliano nella Striscia di Gaza portino allo sfollamento forzato della popolazione, il che equivale a un "crimine di guerra". "Human Rights Watch ha raccolto prove che i funzionari israeliani commettono il crimine di guerra del trasferimento forzato" di civili, ha scritto Hrw. Il rapporto ha aggiunto che "le azioni di Israele sembrano anche corrispondere alla definizione di pulizia etnica" nelle aree in cui l'esercito ha ordinato ai palestinesi di andarsene e dove non saranno in grado di tornare.
Nuovo bombardamento israeliano alla periferia sud di Beirut
I sobborghi meridionali di Beirut sono stati bombardati di nuovo, secondo quanto riportato dall'Afp, dopo una serie di tre attacchi contro questa roccaforte di Hezbollah in meno di 24 ore. Le immagini hanno mostrato fumo e fiamme in un'area per la quale il portavoce dell'esercito israeliano in lingua araba, Avichay Adraee, ha chiesto l'evacuazione.
Parigi, proteste per gala pro-Israele promosso da estrema destra
A Parigi sono scoppiate proteste contro un controverso gala organizzato da esponenti di estrema destra a sostegno di Israele. L'evento di mercoledì ha lo scopo di raccogliere fondi per l'esercito israeliano e ha incluso tra gli ospiti invitati il ??ministro delle finanze israeliano Bezalel Smotrich.
Idf, raid contro Hezbollah tra Libano e Siria
L'Idf afferma di aver effettuato attacchi aerei questa mattina contro i valichi di frontiera tra Libano e Siria, utilizzati da Hezbollah per introdurre armi nel Paese. Lo riporta Times of Israel. I caccia israeliani hanno colpito diverse rotte in Siria che, secondo l'Idf, erano utilizzate dall'Unità 4400 di Hezbollah, incaricata di consegnare armi dall'Iran al Libano. L'agenzia di stampa statale siriana Sana, citando una fonte militare, riferisce che gli attacchi hanno causato "danni significativi" a diversi ponti sul fiume Oronte e ad altre strade al confine tra Siria e Libano, nella zona di al-Qusayr. Secondo l'Idf, gli attacchi rappresentano un duro colpo per le capacità dell'Unità 4400 di Hezbollah.