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Guerra in Medio Oriente, le news del 19 novembre. Netanyahu a Gaza: “Via Hamas". Unifil: razzi sugli italiani

Guerra in Medio Oriente, le news del 19 novembre. Netanyahu a Gaza: “Via Hamas". Unifil: razzi sugli italiani
(ansa)
Crosetto: “Il nuovo attacco alla base Unifil è intollerabile”. L’esercito israeliano: “I razzi contro la base Unifil sono stati lanciati da Hezbollah”. L’inviato speciale Usa Hochstein a Beirut: “C'è una reale possibilità di fermare la guerra”
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Otto razzi da 107 millimetri hanno colpito il quartiere generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil a Shama, nel sud del Libano. Lo apprendono le agenzie italiane da fonti della Difesa. I razzi - viene spiegato - hanno impattato su alcune aree all'aperto e sul magazzino ricambi della base dove non era presente alcun soldato. Non si registrano feriti.

Cinque militari italiani sono sotto osservazione nell'infermeria della base e le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni. Sono in corso gli accertamenti per determinare il punto di partenza dei colpi e individuare i responsabili.

Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 20 novembre

Netanyahu a Gaza, inseguiremo chi fa del male a ostaggi

Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, il Ministro della Difesa, Israel Katz, il Capo di Stato Maggiore, Herzi Halevi, e il Capo dello Shin Bet, Ronen Bar, hanno visitato il Corridoio Netzerarim nella Striscia di Gaza centrale. Netanyahu ha detto: "Voglio dire a coloro che tengono i nostri ostaggi: chiunque osi fare del male ai nostri ostaggi, ne avrà la responsabilità. Vi inseguiremo e vi cattureremo".


Inviato Usa, fine guerra Libano "a portata di mano"

La fine della guerra tra Israele e Hezbollah era "ora alla nostra portata". Lo ha detto l'inviato speciale Usa, Amos Hochstein, a Beirut per discutere il piano di tregua già approvato dal Libano. Dopo l'incontro con il presidente del parlamento alleato di Hezbollah Nabih Berri, che ha guidato la mediazione per conto del gruppo, Hochstein ha detto ai giornalisti di aver visto "una vera opportunità" per porre fine ai combattimenti. "Sono qui a Beirut per facilitare quella decisione, ma in ultima analisi è una decisione delle parti. Ora è alla nostra portata".
Berri ha detto al quotidiano panarabo Asharq al-Awsat dopo l'incontro che "la situazione è buona, in linea di principio", aggiungendo che il suo team e i rappresentanti degli Stati Uniti avevano ancora "alcuni dettagli tecnici" da sistemare. Hochstein ha anche incontrato il primo ministro libanese Najib Mikati e il capo dell'esercito Joseph Aoun.

Difesa: “Razzi sul contingente italiano Unifil non da esercito israeliano”

E' stato successivamente appurato che i razzi che hanno colpito la base di Shama del contingente italiano di Unifil, precisano fonti della Difesa, "diversamente da come era stato rappresentato all'inizio, dopo l'analisi degli artificieri, risultano non essere in uso all'Idf, ma ad altre forze". Secondo quanto si apprende da fonti della Difesa, "i razzi che hanno colpito la base di Shama del contingente italiano di Unifil, diversamente da come era stato rappresentato all'inizio, dopo l'analisi degli artificieri, risultano non essere in uso all'Idf ma ad altre forze".

I funzionari statunitensi e israeliani discuteranno dei danni ai civili a Gaza all'inizio di dicembre

Alti funzionari statunitensi e israeliani si incontreranno all'inizio di dicembre per il primo incontro di un nuovo canale richiesto da Washington per sollevare le preoccupazioni sui danni ai civili a Gaza, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato Matthew Miller. I funzionari statunitensi hanno identificato quasi 500 potenziali incidenti di danni ai civili dal 7 ottobre 2023, ma non hanno preso provvedimenti per nessuno di essi.

Onu, segnali incoraggianti sul piano Usa per il cessate il fuoco

"I segnali sul piano di pace Usa sono incoraggianti, ma è un negoziato, quindi finché non si arriva all'accordo c'è incertezza". Lo ha detto il capo delle operazioni di pace Onu Jean-Pierre Lacroix al Palazzo di Vetro. "Una cosa che ho sottolineato chiaramente con miei interlocutori è l'importanza della libertà di movimento" di Unifil, che "rifletterebbe il grado del loro dell'impegno". Lacroix ha sottolineato l'importanza di una "volontà politica genuina di attuare la risoluzione 1701 dell'Onu che rimane il quadro politico, e la volontà di attuare la risoluzione include un impegno serio sulla libertà di movimento per Unifil".

L'Idf all'Ansa: “Non siamo stati noi a colpire l'Unifil”

Il portavoce dell’Idf ha dichiarato all'Ansa che non è stato l'esercito israeliano a colpire le forze di pace Unifil nel Libano meridionale.

Netanyahu: “Cinque milioni di dollari per ogni ostaggio liberato”

Israele offrirà una ricompensa di cinque milioni di dollari a chiunque aiuti a recuperare uno degli ostaggi detenuti a Gaza dal 7 ottobre dell'anno scorso. Lo ha annunciato il premier Benjamin Netanyahu in un video che lo ritrae mentre è in visita nel corridoio di Netzarim, nella Striscia di Gaza. "Chiunque riporterà un ostaggio, troverà un modo sicuro per lui e la sua famiglia di uscire (da Gaza) - ha detto - Daremo anche una ricompensa di cinque milioni di dollari per ogni ostaggio".

Netanyahu va a Gaza, 'qui Hamas non governerà più

Il primo ministro Benyamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz, insieme al capo di stato maggiore Herzi Halevi e al capo dello Shin Bet Ronen Bar, hanno visitato oggi il corridoio Netzarim a Gaza, che taglia la Striscia da nord a sud. "Sono qui sulla spiaggia di Gaza... le nostre truppe hanno ottenuto ottimi risultati nel raggiungimento del nostro importante obiettivo: Hamas non governerà più Gaza. Voglio dire a coloro che tengono prigionieri gli ostaggi: a chiunque osi fare del male ai nostri rapiti, ti inseguiremo e ti prenderemo". Lo riferisce l'ufficio del primo ministro.

Unifil, Argentina ritira uomini da missione in Libano

Buenos Aires ha annunciato il ritiro dei propri uomini da Unifil nel Libano del sud, chiedendo "ai suoi ufficiali di tornare". Lo ha riferito il portavoce della missione Onu, Andrea Tenenti, rifiutandosi di commentare il motivo della decisione. L'Argentina è uno dei 48 Paesi che forniscono caschi blu all'UNIFIL, per un totale di tre membri dello staff attualmente in Libano. Nelle ultime settimane, i peacekeeper sono stati oggetto di attacchi attribuiti sia a Israele che ad Hezbollah, nel mezzo della guerra in corso nel sud del Paese dei Cedri.

Unifil, “3 diversi attacchi, feriti 4 caschi blu ghanesi”

I caschi blu e le strutture di Unifil sono stati presi di mira in tre diversi incidenti nel sud del Libano, con 4 peacekeeper ghanesi feriti in uno di questi episodi in cui "un razzo, lanciato probabilmente da attori non statali", ha colpito la loro base Unp 5-42 vicino al villaggio di Ramyah. Lo riferisce la stessa missione Onu.

Tajani: “Inaccettabile razzi di Hezbollah sulle truppe italiane dell’Unifil”

"A giudicare dal tipo di razzi, possiamo confermare che sia stato Hezbollah a colpire la base Unifil". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine dell'evento celebrativo della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, tenutosi alla Farnesina. "Hezbollah non ha alcun diritto di toccare le truppe italiane, che hanno garantito la sicurezza anche di Hezbollah ed è quindi inammissibile e inaccettabile che si spari contro il contingente italiano - ha aggiunto il ministro - Se è stato un errore, imparino ad utilizzare meglio le armi".

L'Iran si offre di limitare le scorte di uranio sensibile per evitare la risoluzione dell'Aiea

L'Iran si è offerto di non espandere le sue scorte di uranio arricchito fino al 60%, vicino al 90% circa del grado di armamento, ha dichiarato l'organo di controllo nucleare delle Nazioni Unite in un rapporto confidenziale agli Stati membri. L'offerta è tuttavia subordinata alla condizione che le potenze occidentali abbandonino la loro spinta per una risoluzione contro l'Iran alla riunione di questa settimana del Consiglio dei Governatori dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica, composto da 35 nazioni, per la sua mancanza di cooperazione con l'AIEA, hanno detto i diplomatici, aggiungendo che la spinta continua. Il rapporto aggiunge che l'Aiea ha verificato che l'Iran ha “iniziato ad attuare le misure preparatorie”. Il rapporto afferma che le scorte iraniane di uranio arricchito fino al 60% sono cresciute di 17,6 kg rispetto al rapporto precedente, raggiungendo i 182,3 kg al 26 ottobre, sufficienti per quattro armi secondo questa misura.

Jihad Islamica conferma uccisione 3 membri in Cisgiordania

La Jihad Islamica palestinese ha confermato l'uccisione di tre membri stamane in un raid israeliano a Qabatiya, nella Cisgiordania settentrionale. Si tratta di Anwar Sabàneh, 25 anni, Raed Hanaysha, 24 anni, e Suleiman Tazazaa, 32 anni. Secondo le forze armate israeliane, Hanaysha era ricercato per il coinvolgimento in recenti attacchi con sparatorie e bombe contro i soldati in Cisgiordania. I tre si erano asseragliati in un edificio e sono stati uccisi nello scontro a fuoco con le truppe dell'Idf.

Media: riunione tra Netanyahu-Gantz-Deremer sugli aiuti a Gaza

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione con la partecipazione del ministro della Difesa Israel Katz, del ministro per gli Affari strategici Ron Dermer e alti funzionari della sicurezza sulla situazione umanitaria a Gaza e sulle modalita' di distribuzione degli aiuti nella Striscia. Lo ha riferito il giornalista Barak Ravid, citando una fonte a conoscenza dei dettagli.

Sanzioni Usa contro sei leader di Hamas

Gli Stati Uniti hanno adottato sanzioni contro sei leader di Hamas, tra cui Basem Naim e Ghazi Hamad. Il gruppo militante palestinese "continua a fare affidamento su funzionari chiave che apparentemente mantengono ruoli legittimi e pubblici all'interno del gruppo, ma che facilitano le loro attività terroristiche, rappresentano i loro interessi all'estero e coordinano il trasferimento di denaro e beni a Gaza", ha spiegato il sottosegretario al Tesoro per il terrorismo e l'intelligence finanziaria, Bradley T. Smith. Tre dei sei funzionari di Hamas sanzionati sono di base in Turchia.

Qatar: i negoziati di Hamas non sono a Doha, ma il loro ufficio non è chiuso

I negoziatori di Hamas non sono a Doha, ma il loro ufficio non è stato chiuso in modo permanente, lo ha detto il Qatar in seguito alle speculazioni secondo cui al gruppo palestinese sarebbe stato ordinato di lasciare la capitale qatariota. "I leader di Hamas che fanno parte del team negoziale non sono ora a Doha", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri Majed Al-Ansari, aggiungendo: "La decisione di chiudere definitivamente l'ufficio è una decisione che sentirete direttamente da noi". Il Qatar, insieme agli Stati Uniti e all'Egitto, ha condotto mesi di negoziati infruttuosi per una tregua nella guerra di Gaza, ma all'inizio del mese lo Stato del Golfo ha annunciato di voler interrompere i suoi sforzi di mediazione. L'annuncio ha fatto seguito alla notizia che il Qatar aveva avvertito Hamas che il suo ufficio politico, che lo Stato del Golfo ospita dal 2012 con la benedizione degli Stati Uniti, non era più il benvenuto. "Il processo di mediazione in questo momento è sospeso, a meno che non si prenda una decisione di inversione, basata sulle posizioni di entrambe le parti", ha detto Ansari. "L'ufficio di Hamas a Doha è stato creato per il bene del processo di mediazione. Ovviamente, quando non c’è un processo di mediazione, l'ufficio stesso non ha alcuna funzione", ha aggiunto, rifiutandosi di confermare se il Qatar abbia chiesto ai funzionari di Hamas di andarsene.

Hamas: quasi 44mila palestinesi morti a Gaza

Quasi 44 mila palestinesi hanno perso la vita a Gaza dall'inizio della guerra. Lo ha riferito il ministero della Salute nella Striscia, gestito da Hamas, precisando che i morti finora sono 43.972, di cui 50 nelle ultime 24 ore, e 104.008 i feriti.

Il presidente del Parlamento libanese: “La proposta di cessate il fuoco è buona in linea di principio”

La proposta di accordo per mettere fine la guerra di Israele ed Hezbollah è "buona in linea di principio". Lo ha affermato il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, ad Asharq Al-Awsat, dopo l'incontro con l'inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein a Beirut. "Alcuni dettagli" devono ancora essere definiti prima della fase successiva, che include la probabile visita di Hochstein in Israele. "Stiamo aspettando (di vedere) cosa porterà da lì", ha aggiunto l'esponente libanese alleato di Hezbollah.

Deputato partito Likud: “Serve arruolare più ultraortossi”

Il presidente della Commissione Esteri e Difesa della Knesset, il deputato del Likud Yuli Edelstein, si è schierato a favore dell'arruolamento degli ultraortodossi nelle forze armate israeliane, in contrasto con i partiti haredi che compongono la maggioranza di governo. I tremilaordini di leva nei confronti degli ultra-ortodossi emessi dall'inizio della guerra non sono accettabili e "i numeri devono essere piu' alti", ha affermato. "Chiunque abbia contribuito per tre anni (di servizio militare) allo Stato dovrebbe ricevere di più di qualcuno che ha scelto di non contribuire ... Questo vale per tutti i cittadini di Israele, ultra-ortodossi" o meno.

Media: probabile visita dell’inviato Usa domani in Israele

L'inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein arriverà probabilmente in Israele domani, dopo la tappa odierna a Beirut. Lo ha riferito un funzionario israeliano al The Times of Israel, precisando che la visita non è certa. Hochstein ha incontrato oggi i massimi funzionari libanesi nell'ambito dei colloqui per raggiungere un cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah e ha descritto gli incontri come "molto produttivi"

Francia a Paesi del Golfo: rafforzare l’esercito libanese

Il ministro della Difesa francese, Sebastien Lecornu, ha esortato i gli Stati del Golfo a trovare modi per rafforzare le forze armate del Libano, che saranno cruciali per proteggere le aree di confine dopo la guerra di Israele con Hezbollah. "Ho ribadito a ciascuna controparte che abbiamo bisogno che sostengano le forze armate libanesi. Sia nel ruolo centrale che svolgono in materia di welfare, sia nell'aspetto della sicurezza. Dovremo pensare a un maggiore supporto operativo sul fronte militare", ha detto il rappresentante di Parigi da Abu Dhabi, dopo le visite in Qatar e Arabia Saudita.

Idf: “I razzi contro la base Unifil sono stati lanciati da Hezbollah”

I razzi che hanno colpito una postazione dell'Unifil nel Libano meridionale nei pressi del villaggio di Ramyeh "sono stati lanciati da Hezbollah". Lo ha affermato su X l'esercito israeliano. In precedenza fonti della Difesa avevano spiegato che otto razzi da 107 millimetri avevano colpito il quartiere generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil a Shama, nel sud del Libano, senza causare feriti tra i soldati italiani. Secondo l'Idf i razzi sarebbero stati lanciati da Hezbollah dalla zona di Deir Aames in uno dei suoi bombardamenti verso Israele

Crosetto: “Il nuovo attacco alla base Unifil è intollerabile”

"Oggi c'è stato un nuovo attacco" su una base di Unifil. "Sono caduti tre razzi sulla base di Shama. E' intollerabile. Ho cercato e non l'ho trovato, lo cercherò adesso appena uscirò da questo edificio, il mio nuovo collega israeliano per ribadire quello che avevo già ribadito a Gallant. Ovvero che le basi di Unifil sono basi che intanto rappresentano la missione Onu internazionale ma poi sono di paesi che sono amici di Israele". Lo ha detto il ministro della Difesa Guido Crosetto al termine del Consiglio Ue Esteri Difesa a Bruxelles. "E' intollerabile che ci siano attacchi e non possiamo più tollerare che questi errori si ripetano con questa frequenza. Per cui vanno date delle disposizioni chiare e inequivocabili alle forze che operano sul campo e mi auguro che sia stato fatto da questo nuovo ministro come era stato fatto dal vecchio ministro", rimarca

Otto razzi colpiscono la base italiana di Unifil: nessun ferito

Otto razzi da 107 millimetri hanno colpito il quartiere generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil a Shama, nel sud del Libano. Razzi che, secondo quanto apprende Adnkronos da fonti locali, apparterrebbero alle dotazioni di Hezbollah. Colpite anche alcune aree all'aperto e il magazzino ricambi della base dove non era presente alcun soldato. Non si registrano feriti. Cinque militari italiani sono sotto osservazione nell'infermeria della base e le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni. Sono in corso gli accertamenti per determinare il punto di partenza dei colpi e individuare i responsabili

Hezbollah: “Sparati missili contro una base 007 vicino Tel Aviv”

Hezbollah ha affermato di aver lanciato missili contro una base dell'intelligence militare vicino a Tel Aviv e di aver attaccato le truppe israeliane nei pressi di quattro villaggi del Libano meridionale. Nel frattempo, a Beirut si trova l'inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein, impegnato nei colloqui per cercare di porre fine alla guerra

Idf: “Ieri sera fallito l’abbattimento di un missile sulla periferia di Tel Aviv”

Un'indagine dell'esercito ha rivelato che ieri sera l'Idf ha tentato di abbattere il missile terra-aria lanciato dal Libano su Ramat Gan, alla periferia di Tel Aviv, ma il missile intercettore non ha causato l'esplosione dell'ordigno tirato da Hezbollah. La testata del missile è caduta nella città del centro di Israele, è esplosa nell'impatto con il suolo e ha causato un incendio. Cinque i feriti

Israele: ucciso il nuovo comandante dell’unità missilistica di Hezbollah

Secondo l'Idf il comandante dell'unità missilistica a medio raggio di Hezbollah, Ali Tawfiq Douek, è stato ucciso in un attacco aereo nel Libano meridionale. Il precedente comandante dell'unità era stato ucciso in un attacco su Beirut a settembre. Lo riportano i media israeliani. L'unità missilistica a medio raggio è responsabile degli attacchi ad Haifa e ad altre zone nel profondo nord di Israele.

L’inviato Usa Hochstein a Beirut: “Colloqui molto costruttivi”

Al termine degli incontri di questa mattina a Beirut, l'inviato statunitense Amos Hochstein ha espresso ottimismo, indicando progressi significativi nel ridurre i divari tra Libano e Israele verso la risoluzione del conflitto in corso. Lo riferisce nel suo sito web l'emittente tv libanese Lbci. "Dal mio ultimo viaggio a Beirut qualche settimana fa, abbiamo avuto colloqui molto costruttivi con il residente Nabih Berri e abbiamo continuato a ridurre i divari attraverso discussioni nelle ultime settimane. In particolare, oggi abbiamo fatto progressi significativi", ha affermato Hochstein dopo il suo incontro con il presidente del Parlamento, Berri. Hochstein ha sottolineato la tempistica critica dei negoziati. "Sono tornato perché abbiamo una reale opportunità di porre fine a questo conflitto. Questo è il momento di prendere decisioni. Sono qui a Beirut per facilitare queste decisioni, ma in definitiva, spetta alle parti giungere a una conclusione di questo conflitto". Dopo l'incontro con Berri, Hochstein ha visto anche il premier Nagib Mikati in presenza dell'ambasciatrice degli Stati Uniti in Libano, Lisa Johnson, e del ministro degli Esteri, Abdallah Bou Habib.

Hezbollah: “Rinviato ‘sine die’ il discorso di Naim Qassem”

È stato rinviato "a data da destinarsi" il discorso del leader di Hezbollah, Naim Qassem, che era stato annunciato per oggi. Lo riferisce al-Manar, la tv libanese affiliata agli Hezbollah, mentre a Beirut è in visita l'inviato Usa Amos Hochstein per colloqui volti a facilitare un accordo sul cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele

Qatar: “I principali negoziatori di Hamas non sono a Doha ma l’ufficio politico non è chiuso”

Un portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, afferma che i leader del team negoziale di Hamas non sono attualmente a Doha, dove hanno sede da tempo. Tuttavia, ha affermato che l'ufficio politico del gruppo nella capitale del Qatar non è stato chiuso definitivamente. Lo riporta Al Jazeera. La dichiarazione di Ansari fa seguito alle notizie diffuse dai media, e poi smentite, secondo cui molti leader di Hamas si sarebbero trasferiti dal Qatar alla Turchia

Unifil, l’Argentina ha chiesto il rientro di tre ufficiali da Libano

La missione di pace delle Nazioni Unite nel Libano meridionale, l'Unifil, ha reso noto che l'Argentina ha chiesto a tre dei suoi ufficiali del contingente di tornare a casa, mentre tutti gli altri Paesi contributori stanno mantenendo i loro impegni. Il portavoce Andrea Tenenti dell'Unifil ha detto che le "capacità operative non sono cambiate" dopo la mossa dell'Argentina e che le forze dell'Onu non si sono mosse dalle loro posizioni nonostante le Forze di Difesa israeliane (Idf) abbiano chiesto loro di spostarsi dalle loro posizioni vicino alla 'linea blu', lungo il confine tra Libano e Israele. "La posizione dei nostri oltre 10.000 peacekeepers provenienti da quasi 50 Paesi rimane invariata", ha aggiunto Tenenti parlando in videoconferenza da Beirut durante un briefing delle Nazioni Unite a Ginevra. Sebbene le forze israeliane si siano a volte spostate più in profondità in Libano, non è "in modo permanente", e il livello di distruzione nelle zone Unifil è "enorme" e "scioccante", ha sottolineato Tenenti

Atteso oggi il discorso del leader di Hezbollah

È atteso per oggi un discorso del leader di Hezbollah, Naim Qassem. Lo fa sapere il gruppo in una nota, mentre sembra avvicinarsi un accordo sul cessate il fuoco con Israele

L’inviato speciale Usa in Libano Hochstein: “C'è una reale possibilità di fermare la guerra”

"Siamo di fronte a una reale possibilità" di mettere fine alla guerra tra Israele ed Hezbollah dopo "ottime discussioni" con il presidente del parlamento libanese Nabih Berri. Lo ha affermato l'inviato speciale Usa, Amos Hochstein, in visita a Beirut

Media: “Stop alle sanzioni a Assad se blocca le armi a Hezbollah”

Secondo il quotidiano libanese al Jumhoriya, vicino agli oppositori di Hezbollah, esiste una proposta israeliana per rimuovere le sanzioni contro il presidente della Siria se chiuderà permanentemente il confine tra Siria e Libano al contrabbando di armi del gruppo filoiraniano. La proposta è stata avanzata dal ministro israeliano degli Affari strategici, Ron Dermer, e mira a garantire che la Russia non consenta il contrabbando di armi dalla Siria al Libano. L'obiettivo è che Mosca collabori con il presidente siriano Bashar al-Assad per controllare il confine e chiudere la cosiddetta 'autostrada iraniana', che collega la roccaforte sciita a Beirut all'Iran passando per Baghdad e Damasco. In cambio, sostengono le fonti del quotidiano libanese, Dermer si impegnerebbe a chiedere all'amministrazione americana di congelare le sanzioni imposte ad Assad e a rimuovere le aziende siriane e russe dall'elenco delle sanzioni

Unicef: “In Libano oltre 200 bambini uccisi in meno di due mesi”

Più di 200 bambini sono stati uccisi in Libano in meno di due mesi: da quando è iniziata la guerra diretta fra Israele ed Hezbollah. La stima è stata diffusa oggi da Unicef. "Sebbene più di 200 bambini siano stati uccisi in Libano in meno di due mesi, sta emergendo una tendenza sconcertante: queste morti vengono accolte con inerzia da coloro che sono in grado di porre fine a questa violenza", ha detto un portavoce il Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia, James Elder, durante una conferenza stampa a Ginevra, ricordando che in media i bambini uccisi in Libano nelle scorse settimane sono "tre al giorno"

L’Iran ribadisce: “Risponderemo a Israele a tempo debito”

L'Iran si riserva il diritto di reagire a tempo e modo debito all'attacco missilistico contro siti militari iraniani da parte di Israele, avvenuto a fine ottobre. Lo ha ribadito il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, durante un incontro con comandanti delle Guardie della rivoluzione. "Quello che impedisce la guerra è la preparazione per la guerra. Se vuoi impedire una guerra, devi dichiarare con la forza e mostrare la tua preparazione per la guerra e la difesa", ha detto Araghchi, come riferisce Mehr. "La deterrenza politica significa che i Paesi della regione e quelli extra regionali condividono la stessa posizione con te contro l'aggressione del nemico, e questo creerà uno scudo difensivo", ha affermato il ministro, aggiungendo che "la deterrenza politica può fare alzare la voce dell'opposizione al regime sionista e questo aiuterà ad impedire che la guerra si allarghi"

Khamenei: “L'Iran condivide il dolore del Libano”

La Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, ha inviato un messaggio di solidarietà alla popolazione libanese, colpita dagli attacchi di Israele. "Non siamo separati da voi, siamo un tutt'uno. Condividiamo il vostro dolore e le vostre sofferenze e siamo solidali gli uni con gli altri. Il vostro dolore è il nostro dolore", ha affermato Khamenei, come riferisce Isna, in risposta alla lettera di Meysam Motiee, che si è recato in Libano con un gruppo di attivisti jihadisti per distribuire aiuti dall'Iran al popolo libanese

Idf: “Dieci razzi dal Libano verso il nord di Israele”

L'esercito israeliano ha affermato che dieci razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele. Molti sono stati intercettati mentre altri hanno colpito aree aperte.
Non si hanno notizie di vittime o danni

Sirene di allarme nel centro di Israele per razzi da Libano

Le sirene di allarme sono suonate nel centro di Israele a causa dell'arrivo di razzi dal Libano. Lo riportano i media israeliani. Ad essere interessati le aree di Sharon, Raanana e Herzliya

Wsj: “Grandi quantità di armi russe in mano a Hezbollah”

Le truppe israeliane impegnate nel Libano meridionale si sono imbattute in "grandi quantità" di armamenti russi impiegati da Hezbollah. Lo riporta il Wall Street Journal. Questi armamenti - viene spiegato - sarebbero giunte al gruppo sciita libanese dall'esercito siriano che da anni lo rifornisce

Inviato degli Usa Hochstein arriva a Beirut per discutere la tregua

L'emissario speciale della Casa Bianca per il Medio Oriente, Amos Hochstein, è arrivato a Beirut per discutere di tregua, secondo quanto scrivono i media ufficiali libanesi.
Inizialmente Hochstein aveva rinunciato a recarsi in Libano, ma la situazione è poi cambiata in serata dopo l'accettazione da parte del governo libanese e di Hezbollah di discutere la proposta americana di tregua fra Israele e Libano

Israele colpisce nel cuore della capitale libanese

Attacchi aerei israeliani hanno preso di mira un quartiere nel cuore della capitale libanese, colpendo un'area di Beirut vicino al Parlamento, a diverse ambasciate e al quartier generale delle Nazioni Unite.

G20: “Cessate il fuoco globale. Nella Striscia e in Libano”

Nel paragrafo della dichiarazione che riguarda "la Striscia di Gaza e l'escalation in Libano" i leader del G20 si dicono "uniti nel sostenere un cessate il fuoco globale, in linea con la Risoluzione n. 2735 del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, e in Libano, che consenta ai cittadini di tornare in sicurezza alle loro case su entrambi i lati della Linea Blu". Inoltre nel testo si afferma "il diritto palestinese all'autodeterminazione" e si ribadisce "l'incrollabile impegno per la visione della soluzione dei due Stati, in cui Israele e uno Stato palestinese vivono fianco a fianco in pace all'interno di confini sicuri e riconosciuti, coerentemente con il diritto internazionale e le pertinenti risoluzioni delle Nazioni Unite".

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