Netanyahu: "Voglio dire a coloro che tengono i nostri ostaggi che chiunque osi fare del male ai nostri ostaggi, ne avrà la responsabilità. Vi inseguiremo e vi cattureremo". Sono sotto osservazione nell'infermeria della base e le loro condizioni non destano particolari preoccupazioni i cinque militari italiani coinvolti nelle esplosioni al quartiere generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil a Shama colpito da otto razzi nella giornata di ieri. Gli accertamenti per stabilire la provenienza degli ordigni proseguono.
Segui la diretta della guerra tra Israele e Hamas del 21 novembre
Attacco Israele a Tiro causa 4 morti
Un attacco israeliano nei pressi della città costiera di Tiro, nel Libano meridionale, ha ucciso quattro persone. Altre tre sono rimaste ferite in un attacco israeliano sulla città di Maarakeh, vicino a Tiro, scrive l'agenzia Nna, aggiungendo che si tratta di un bilancio iniziale. Le squadre della protezione civile stanno attualmente lavorando alle evacuazioni in mezzo alle rovine, ha affermato la Nna.
Senato Usa oggi vota risoluzione su stop vendita armi a Israele
Il Senato voterà oggi la risoluzione di Bernie Sadners per bloccare la vendita di armi a Israle. Presentata in settembre, la risoluzione se approvata vieterebbe al Pentagono di inviare altre 20 miliardi di dollari di armi a Israele mentre continua il suo attacco a Gaza. La risoluzione deve essere approvata dal Senato e dalla camera con una maggioranza semplice per arrivare sul tavolo del presidente Joe Biden.
Pezeshkian al Papa, esortare leader per pace
Il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, ha esortato Papa Francesco a incoraggiare i leader mondiali, in particolare i governi cristiani, a fermare le atrocità israeliane a Gaza e in Libano e a contribuire a stabilire un cessate il fuoco. "In questa situazione instabile e con il potenziale di diffusione della guerra nella regione, ti chiedo, come leader dei cattolici in tutto il mondo, di esercitare i tuoi stimati sforzi per impedire la continuazione di aggressioni disumane, stabilire la pace e un cessate il fuoco e creare un'opportunità per l'invio di aiuti umanitari alle vittime", ha scritto Pezeshkian in un messaggio al Papa, pubblicato dall'agenzia iraniana Irna. Il presidente iraniano ha inoltre esortato il capo della Chiesa cattolica a incoraggiare i leader mondiali, in particolare le nazioni cristiane, a collaborare in questa importante questione.
Pezeshkian ha anche affermato che la Repubblica islamica è pronta ad ampliare la sua cooperazione con il Vaticano nel perseguimento della pace e della giustizia nel mondo. Il messaggio è arrivato dopo che il Papa ha affermato che è necessario indagare sulle segnalazioni di genocidio commesse dall'esercito israeliano a Gaza.
Israele: “Grazie agli Usa per veto a risoluzione Onu”
Israele ringrazia gli Stati Uniti per il veto posto a una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu sulla tregua a Gaza. Parlando a New York, l'ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite, Danny Dalon, ha detto che quel testo "non è un percorso per la pace, ma una tabella di marcia verso più terrore, più sofferenza e più spargimento di sangue". "Molti di voi hanno tentato di far passare questa ingiustizia. Ringraziamo gli Stati Uniti per aver esercitato il loro veto", ha affermato il diplomatico.
Attacco aereo Israele a Khan Younis causa 7 morti
Un attacco aereo israeliano ha ucciso sette palestinesi nella zona occidentale di Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale. Lo hanno riferito i medici di Gaza. L'attacco ha colpito un gruppo di persone ad al-Mawasi, un'area designata per scopi umanitari, hanno detto i medici. Tra i morti c'era almeno una ragazza, hanno aggiunto.
Hamas contro veto Usa: “Direttamente responsabili della guerra genocida a Gaza”
Gli Stati Uniti sono "direttamente responsabili della guerra genocida" di Israele a Gaza. Così Hamas ha commentato in una nota il veto di Washington a una risoluzione al Consiglio di sicurezza dell'Onu sul cessate il fuoco nella Striscia. "Ancora una volta - accusa il movimento di resistenza islamico palestinese - gli Stati Uniti hanno dimostrato di essere un partner diretto dell'aggressione contro il nostro popolo, di essere criminali, di uccidere bambini e donne, di distruggere la vita civile a Gaza e di essere direttamente responsabili della guerra genocida e della pulizia etnica, proprio come l'occupazione".
Media, “se ci sarà accordo tregua in Libano sarà possibile entro una settimana”
Cauto ottimismo è stato espresso da funzionari israeliani prima dell'incontro di questa sera tra l'inviato speciale dell'amministrazione Biden per il Medio Oriente, Amos Hochstein, e il più stretto collaboratore del premier Netanyahu, il ministro Ron Dermer. Alti funzionari israeliani affermano che se ci sarà un accordo, il cessate il fuoco tra Israele e Hezbollah sarà possibile entro una settimana. I due nodi ancora non sciolti riguardano la libertà d'azione israeliana in Libano in caso di violazione dell'accordo di tregua e la composizione del comitato di vigilanza in Libano. Lo riferisce Channel 12.
Usa, “per fine della guerra a Gaza serve rilascio degli ostaggi”
"Gli Usa hanno lavorato per settimane in buona fede per evitare questo risultato. La fine durevole della guerra a Gaza necessita il rilascio degli ostaggi, questi due aspetti sono collegati in maniera inseparabile". Così il vice ambasciatore americano all'Onu Robert Wood ha commentato il veto Usa sulla bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza che chiedeva il cessate il fuoco nella Striscia. "Il testo avrebbe inviato il messaggio sbagliato alle parti, e che la strategia di Hamas è vincente - ha aggiunto - Non è Israele che si mette in mezzo all'accordo per la tregua, ma Hamas".
Usa mettono il veto sulla bozza Onu per la tregua a Gaza
Gli Usa hanno bloccato con il veto la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza Onu preparata dai 10 membri non permanenti che chiede "un cessate il fuoco immediato, incondizionato e permanente" a Gaza e "il rilascio immediato e incondizionato di tutti gli ostaggi", e anche "un ingresso sicuro e senza ostacoli di assistenza umanitaria su larga scala", pure nella parte nord di Gaza, denunciando qualsiasi tentativo di far morire di fame i palestinesi. Il testo ha ottenuto 14 voti a favore e il veto americano.
Raid israeliano su Palmira: “Almeno 36 morti”
È di 36 uccisi e circa 50 feriti il bilancio provvisorio di attacchi aerei israeliani nella Siria centrale, nella zona delle rovine di epoca romana di Palmira. Lo riferisce l'agenzia governativa siriana Sana che cita fonti militari, ma non è possibile verificare in maniera indipendente queste notizie. Altre fonti riferiscono di un bilancio di 11 uccisi.
Secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria, Israele ha condotto tre attacchi distinti nella regione di Palmira prendendo di mira postazioni e depositi di armi di forze afghane e irachene filo-iraniane dispiegate da anni nella zona.
Hezbollah, non accetteremo intesa che viola sovranità Libano
Hezbollah non accetterà alcun accordo con Israele che violi la "sovranità" del Libano. Lo ha affermato il leader del gruppo sciita filo-iraniano, Naim Qassem, in un discorso trasmesso in tv. Nei negoziati in corso, lo Stato ebraico insiste di voler mantenere la libertà di agire contro Hezbollah nel caso in cui violasse le condizioni dell'accordo.
Il leader di Hezbollah, 'colpiremo il centro di Tel Aviv'
"Dopo i sanguinosi raid israeliani su Beirut, colpiremo il centro di Tel Aviv": lo ha detto poco fa il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem.
Medioriente: Katz, anche con cessate fuoco in Libano potremo attaccare Hezbollah
Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha affermato che Israele insisterà per ritagliarsi la possibilità di sorvegliare Hezbollah e agire contro di esso in ogni possibile accordo sul cessate il fuoco. "La condizione per qualsiasi soluzione politica in Libano è la preservazione della capacità di intelligence e la preservazione del diritto dell'esercito israeliano di agire e proteggere i cittadini di Israele da Hezbollah", ha affermato.
Iran: Grossi, non consideriamo Parchin un "impianto nucleare"
L'area di Parchin in Iran non è considerata dall'Agenzia internazionale per l'energia atomica "un impianto nucleare". Lo ha affermato il direttore generale dell'Aiea, Rafael Grossi, dopo che Israele ha affermato di aver colpito il programma nucleare iraniano in un attacco al sito lo scorso ottobre. "Non abbiamo alcuna informazione che possa confermare la presenza di materiale nucleare" a Parchin, ha detto Grossi ai giornalisti a Vienna. "Per quanto riguarda l'Aiea, non lo consideriamo un impianto nucleare".
Soldati libanesi uccisi, Idf nega azioni contro esercito
Le forze armate israeliane hanno affermato di "non agire contro" l'esercito regolare libanese, dopo che la Difesa di Beirut ha denunciato l'uccisione di quattro suoi soldati in attacchi israeliani nel sud del Paese dei Cedri. "Sottolineiamo che (l'esercito israeliano) sta operando in maniera precisa contro l'organizzazione terroristica Hezbollah e non sta operando contro le Forze armate del Libano".
Sàar,intesa sarebbe opportunità per Libano ma deve durare
Israele "vorrebbe raggiungere un accordo che resista alla prova del tempo" in Libano. Lo ha affermato il ministro degli Esteri Gideon Sàar, parlando con un centinaio di ambasciatori a Gerusalemme, ai quali ha ribadito che lo Stato ebraico vuole mantenere la "libertà di agire se ci saranno violazioni" da parte di Hezbollah.
Per il capo della diplomazia israeliana il cessate il fuoco, al quale sta lavorando l'inviato speciale Usa Amos Hochstein secondo il quale sono stati fatti progressi nei colloqui, sarebbe un'opportunità per il Libano per riconquistare la propria sovranità ora che Hezbollah è stato indebolito. Sàar ha sollecitato la comunità internazionale a investire in Libano, gravato da una forte crisi economica, sostenendo che l'esercito libanese dovrebbe essere rafforzato.
Hochstein vede Berri, "ulteriori progressi" nei colloqui
Dopo aver avuto un secondo incontro con il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri a Beirut, l'inviato speciale Usa Amos Hochstein ha riferito che sono stati fatti "ulteriori progressi" nell'ambito dei colloqui per mettere fine alla guerra tra Israele ed Hezbollah e si recherà quindi nello Stato ebraico. Secondo la stampa, il rappresentante dell'amministrazione Biden è atteso nel pomeriggio in Israele, dove domani incontrerà il premier Benjamin Netanyahu.
Medioriente: ong, 4 militanti filo-Iran uccisi in raid Idf in Siria
Un bilancio preliminare stilato dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, afferma che nel raid lanciato dall'esercito di Israele sulla Siria centrale, sono stati uccisi 4 soldati delle milizie filo-iraniane di nazionalità non siriana. Altre 6 persone sono rimaste ferite, tra cui civili. L'attacco ha colpito un magazzino nella città industriale, un ristorante ed edifici vicino all'antica città di Palmira.
Libano, l’inviato Hochstein in Israele
L'inviato statunitense in Libano, Amos Hochstein, si recherà in Israele oggi, scrive il sito Axios, per incontrare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e discutere dell'accordo di cessate il fuoco in Libano.
Hamas, a Gaza 43.985 vittime e 104.092 feriti
Il ministero della Salute nella Striscia di Gaza, gestita da Hamas, nel suo bilancio giornaliero riferisce di almeno 43.985 persone uccise in più di 13 mesi di guerra. I dati aggiornati includono 13 morti nelle ultime 24 ore. Inoltre 104.092 persone sono state ferite nella Striscia di Gaza dall'inizio del conflitto, quando i militanti di Hamas hanno attaccato Israele il 7 ottobre 2023.
Iran: nuova richiesta risoluzione Occidente contro Teheran
Un gruppo di Paesi occidentali ha formalmente presentato una nuova risoluzione critica nei confronti dell'Iran all'Agenzia internazionale per l'energia atomica. "Il testo è stato formalmente presentato" poco prima di mezzanotte di martedì, ha detto una fonte diplomatica all'AFP dopo che il ministro degli esteri iraniano aveva avvertito che una nuova risoluzione "non avrebbe fatto che complicare ulteriormente la questione".
Le potenze occidentali vogliono la censura dell'Iran per quella che definiscono una scarsa cooperazione con l'organismo di controllo nucleare delle Nazioni Unite.
Durante i colloqui con il ministro degli esteri francese Jean-Noel Barrot, il capo della diplomazia iraniana Abbas Araghchi aveva detto che la risoluzione avrebbe contraddetto "l'atmosfera positiva creata tra l'Iran e l'Aiea" e aveva convocato l'ambasciatore britannico per denunciare la decisione del Regno Unito di sanzionare l'Iran per le vendite di armi alla Russia. Araghchi sostiene che i documenti del tribunale che mostrano le vendite di armi britanniche a Israele rivelano il "doppio standard" di Londra.
Hezbollah annuncia per oggi discorso nuovo leader Qassem
Il leader di Hezbollah Naim Qassem pronuncerà un discorso oggi. Lo ha fatto sapere il gruppo libanese in una dichiarazione riportata dai media di Beirut. Qassem avrebbe dovuto tenere un discorso ieri, ma è stato rinviato per ragioni sconosciute, anche se le speculazioni si sono concentrate sull'arrivo dell'inviato speciale degli Stati Uniti Amos Hochstein per concludere un cessate il fuoco negoziato che ponga fine alla guerra del gruppo sostenuto dall'Iran con Israele.
Oltre 1000 ordini di arresto per ultraortodossi renitenti a leva
L'esercito israeliano ha emesso 1.126 mandati di arresto per i coscritti ultra-ortodossi che non hanno risposto agli ordini di leva. Lo riporta la Cnn sottolineando che
il generale di brigata Shay Tayeb ha annunciato i mandati di arresto a una commissione parlamentare, affermando che le reclute che avevano ignorato gli ordini sarebbero state inizialmente chiamate e sarebbe stato loro ricordato il loro dovere. Chi continuasse a non collaborare, ha aggiunto, sarà convocato immediatamente col rischio di essere dichiarato renitente alla leva, di divieto di viaggi all'estero e di sanzioni fino all'arresto se fermato dalla polizia.
Israele ha iniziato ad arruolare ebrei ultra-ortodossi (o haredi) in età di leva dopo oltre un anno di guerra a Gaza e l'operazione di terra in Libano che ha messo a dura prova il suo esercito, ma la mossa è stata profondamente contestata dalla comunità che sostiene il primo ministro Benjamin Netanyahu e la sua coalizione di governo.
Idf, in Libano colpiti più di 100 obiettivi terroristici
L'esercito israeliano ha annunciato di aver preso di mira "più di 100 obiettivi terroristici" in Libano. "Durante la scorsa giornata, l'aeronautica israeliana ha colpito più di 100 obiettivi terroristici in Libano, tra cui lanciatori, depositi di armi, centri di comando e strutture militari", si legge in un comunicato stampa delle forze di difesa israeliane (Idf), mentre un inviato americano si trova a Beirut per negoziare una proposta di tregua americana tra Israele e Hezbollah.
Hezbollah, accordo tregua non deve violare sovranità Libano
Qualsiasi tipo di accordo per il cessate il fuoco tra Hezbollah e Israele dovrà porre fine rapidamente ai combattimenti e preservare la sovranità del Libano. Lo ha dichiarato Mahmoud Qmati, funzionario di Hezbollah, all'emittente al-Manar vicina a Hezbollah, aggiungendo di non essere né eccessivamente ottimista, né eccessivamente pessimista circa le prospettive di una tregua. Qmati ha dichiarato ieri ad Al Jazeera di aspettarsi che Israele faccia tutto il possibile per continuare il suo assalto al Libano. "Ha sabotato i tentativi di una soluzione politica a Gaza e ci aspettiamo che lo stesso accada in Libano", ha affermato.
Media, due morti in raid israeliano su abitazione a Gaza
Almeno due persone sono morte in un raid israeliano che ha preso di mira un'abitazione nel quartiere Zeitoun a Gaza. Lo riporta Al Jazeera, aggiungendo che ci sono diversi feriti.
Idf: tre droni dal Libano si schiantano nel nord di Israele
L'esercito israeliano afferma che tre droni che hanno attraversato Israele dal Libano si sono schiantati nell'area della Galilea occidentale dopo diversi tentativi di intercettazione. Non ci sono state vittime. Il Times of Israel riferisce che le sirene antiaeree hanno suonato per 20 minuti nelle comunità costiere, che si estendono dal confine con il Libano fino alla città portuale di Haifa, prima che l'esercito israeliano annunciasse che l'incidente era terminato.
Gaza: 13 vittime, tra queste un operatore umanitario
Almeno 12 persone sono state uccise in un raid delle forze armate di Israele su Jabalia al-Balad, nel nord della Striscia di Gaza: lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, aggiungendo anche di un operatore umanitario colpito a morte in un altro episodio. Le notizie sono state confermate dall'emittente al Jazeera. Tra le vittime ci sarebbe anche un professore, che insieme con la sua famiglia si era rifiutato di lasciare la propria casa. L'operatore umanitario, al lavoro con la protezione civile, è stato invece ucciso a Gaza City, nel quartiere di Sabra. A colpirlo unità di artiglieria dell'esercito israeliano posizionate al confine orientale del centro abitato.
Gaza, un morto e tre feriti in attacco aereo israeliano
Un attacco aereo israeliano contro una squadra della Protezione civile palestinese ha provocato la morte di una persona e il ferimento di altre tre. L'attacco è avvenuto ad Al-Sabra, a sud-ovest di Gaza, mentre un gruppo di soccorritori stava lavorando nella zona, ha detto il portavoce dell'organizzazione palestinese, Mahmoud Basal.
Bernie Senders chiede lo stop all'invio di armi a Israele
I senatori americani dell'ala sinistra del Partito democratico hanno accusato il governo di Joe Biden di essere "complice" delle "atrocità" commesse a Gaza e gli hanno chiesto di smettere di inviare armi a Israele.
"Ciò che sta accadendo a Gaza è indescrivibile", ha detto il senatore Sanders in una conferenza stampa, riferendosi alla morte di decine di migliaia di civili nel territorio palestinese, alla distruzione di edifici e al "blocco da parte di Israele di un aiuto umanitario di cui c'è disperatamente bisogno". "Ma ciò che rende la situazione ancora più dolorosa è che la maggior parte di ciò che sta accadendo lì viene fatto con armi americane e con il sostegno dei contribuenti americani", ha proseguito. Insieme ad un gruppo di democratici, il senatore ha presentato diverse risoluzioni di condanna che saranno messe ai voti oggi, ma salvo sorprese, non verranno approvate perché un gran numero di deputati sostengono Israele, alleato storico di Washington.
Hochstein: “La pace è alla nostra portata”
L'inviato statunitense Amos Hochstein afferma che un accordo per porre fine alla guerra tra Israele e Hezbollah è "alla nostra portata" dopo l'incontro con i funzionari in Libano. Non c'è tale ottimismo nella Striscia di Gaza, dove il saccheggio di quasi 100 camion di aiuti da parte di uomini armati ha peggiorato una crisi alimentare già grave. Hochstein, l'uomo di punta dell'amministrazione Biden su Israele e Libano, è arrivato ieri mentre gli alleati di Hezbollah nel governo libanese hanno affermato di aver risposto positivamente alla proposta per il cessate il fuoco. Non è chiaro quanto siano vicini a un accordo, che probabilmente comporterebbe sia il ritiro dei militanti che delle forze di terra israeliane da una zona cuscinetto delle Nazioni Unite nel Libano meridionale.