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Guerra in Medio Oriente, le news del 21 novembre. Crosetto: “Sentenza Cpi sbagliata, ma dovremmo applicarla”

Guerra in Medio Oriente, le news del 21 novembre. Crosetto: “Sentenza Cpi sbagliata, ma dovremmo applicarla”
L’Aia ha chiesto il mandato d’arresto per Netanyahu, Gallant e Deif. Fonti palestinesi e Al Jazeera: 66 morti in un attacco israeliano a Beit Lahia. Borrell: la decisione della Icc è vincolante per tutti i paesi Ue
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La Corte penale internazionale ha emesso i mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, il suo ex ministro della Difesa Gallant e il leader di Hamas Deif di cui la Corte ha detto di non essere in grado di confermare la morte, accusandoli di crimini di guerra e crimini contro l'umanità per la guerra a Gaza e gli attacchi del 7 ottobre che hanno innescato l'offensiva di Israele nel territorio palestinese. La decisione trasforma Netanyahu e gli altri in sospettati ricercati a livello internazionale.

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Paraguay condanna mandato d'arresto contro Netanyahu

I mandati di arresto contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della difesa Yoav Gallant sono respinti dal governo del Paraguay. Attraverso la Cancelleria Nazionale, il paese sudamericano ha affermato che "questa decisione viola il diritto legittimo di Israele di difendersi". Inoltre qualifica l'evento come strumentalizzazione politica del diritto internazionale e ritiene che questa decisione comprometta la legittimità della Corte, oltre ad indebolire gli sforzi per la pace, la sicurezza e la stabilità in Medio Oriente.

Intercettato missile dallo Yemen verso Israele

Un missile lanciato dallo Yemen e diretto verso Israele è stato intercettato dalle forze aeree israeliane prima di entrare in territorio israeliano, si legge su Ynet.

Netanyahu: “La decisione di Cpi non mi impedirà di continuare a difendere Israele”

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, su cui pende un mandato di arresto da parte della Corte penale internazionale, ha dichiarato che nessuna decisione esterna gli impedirà di "continuare a difendere" il suo Paese "in qualsiasi modo".
"Nessuna scandalosa decisione anti-israeliana impedirà a noi, e soprattutto a me, di continuare a difendere il nostro Paese in qualsiasi modo - ha detto Netanyahu in un video messaggio ai suoi concittadini - Non cederemo alle pressioni.

(reuters)

Anp: decisione della Cpi su Netanyahu e Gallant è segno di speranza

"Lo Stato di Palestina accoglie con favore la decisione della Cpi”, relativa ai mandati per Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant, ritenendo che ciò rappresenti un "segno di speranza e di fiducia nel diritto internazionale e nelle sue istituzioni". ? quanto si legge in una nota dell'Autorità nazionale palestinese diffuso dall'agenzia di stampa nazionale Wafa. Il comunicato non menziona il mandato di arresto annunciato simultaneamente dalla Cpi contro Mohammed Deif, capo del braccio armato di Hamas.

Crosetto: “Sentenza Cpi sbagliata, ma dovremmo applicarla”

"Io ritengo che la sentenza della Corte penale internazionale sia sbagliata" ma se Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant "venissero in Italia dovremmo arrestarli perché noi rispettiamo il diritto internazionale". Lo afferma il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante la puntata di Porta a Porta in onda stasera su Raiuno. "Penso che hanno fatto una sentenza che ha messo sullo stesso piano il presidente israeliano e il ministro della Difesa con chi ha organizzato e guidato l'attentato che ha massacrato e rapito persone in Israele - sottolinea -. Cioè quello per cui è partita la guerra. Sono due cose completamente diverse".

(ansa)

Procuratore capo Cpi: “Paesi membri eseguano mandati d’arresto”

"Appello" del procuratore capo della Corte penale internazionale, Karim Khan, affinché i Paesi "si adeguino" ai mandati d'arresto emessi nei confronti di Benjamin Netanyahu, Yoav Gallant e Mohammed Deif. "Faccio appello a tutti gli Stati parte" della Cpi "affinché mantengano i loro impegni nei confronti dello Statuto di Roma rispettando e attenendosi alle ordinanze", afferma in un comunicato.

Irna, per Netanyahu parole Papa sono "vergognose"

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha duramente criticato Papa Francesco in seguito alla richiesta del Pontefice di aprire un'indagine sul genocidio israeliano a Gaza. Parlando davanti alla Commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset, Netanyahu - scrive l'agenzia iraniana Irna - ha definito vergognosi i commenti di Papa Francesco e ha criticato la posizione del Vaticano. Le dichiarazioni del capo della Chiesa cattolica, che chiedono un'inchiesta sui crimini israeliani, rappresentano la prima richiesta pubblica di questo tipo da parte del Papa.

Libano, almeno 22 morti in raid israeliani nell’est

Almeno 22 persone sono morte oggi in raid aerei israeliani che hanno colpito diverse zone della regione di Baalbek, nell'est del Libano. Lo denuncia il ministero della Salute di Beirut, precisando che il numero più alto di vittime, almeno otto, si registra nella località di Nabha.

Gallant, “la decisione della Cpi incoraggia il terrorismo”

"La decisione della Corte dell'Aja sarà ricordata per sempre: mette sullo stesso piano lo Stato di Israele e i leader assassini di Hamas e legittima così l'omicidio di bambini, lo stupro di donne e il rapimento di anziani dai loro letti. La decisione costituisce un pericoloso precedente contro il diritto all'autodifesa e alla guerra morale e incoraggia il terrorismo omicida". Lo scrive su X l'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant, destinatario di uno dei mandati di arresto spiccati oggi dalla Corte penale internazionale per la guerra a Gaza.

Amnesty, ora Netanyahu è ufficialmente un ricercato

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu è "ora ufficialmente un ricercato" dopo la decisione della Corte penale internazionale di giovedì di emettere mandati di arresto per il leader israeliano e il suo ex ministro della difesa. Lo ha affermato Amnesty International. "Il primo ministro Netanyahu è ora ufficialmente un ricercato", ha affermato la segretaria generale di Amnesty Agnes Callamard. "Gli stati membri della CPI e l'intera comunità internazionale non devono fermarsi davanti a nulla finché questi individui non saranno processati dai giudici indipendenti e imparziali della Cpi".

Casa Bianca "rifiuta categoricamente" i mandati Cpi

Gli Stati Uniti rifiutano categoricamente la decisione della Corte penale internazionale di emettere mandati di arresto per alti funzionari israeliani", ha dichiarato il portavoce del Consiglio di sicurezza nazionale della Casa Bianca. "Rimaniamo profondamente preoccupati dall'impazienza del procuratore nel richiedere i mandati d'arresto e dai preoccupanti errori nel processo che ha portato a questa decisione", ha aggiunto, ribadendo l'opinione di Washington che "la CPI non ha alcuna giurisdizione legale in questa materia".

Media, “Hamas ora vuole accordo per rilascio degli ostaggi”

Un alto funzionario dell'apparato di sicurezza ha dichiarato oggi che Israele è consapevole che Hamas vuole portare avanti un accordo per il rilascio degli ostaggi e non sta chiedendo più la cessazione totale della guerra come condizione per l'accordo. Quindi ora si può arrivare a un cessate il fuoco, dopo il quale i combattimenti potranno continuare, riferiscono i media israeliani. Al momento, ha detto la fonte, si sta discutendo l'elenco dei prigionieri che verranno rilasciati nell'ambito dell'accordo, ma non è ancora stato concordato il numero dei rapiti che saranno liberati. Secondo alti funzionari dell'Idf è stato trasmetto un messaggio al livello politico sottolineando che la continuazione dell'attività militare nella Striscia di Gaza potrebbe mettere in pericolo la vita dei rapiti. Intanto l'operazione a Jabaliya è giunta all'esaurimento, dicono fonti militari.

Borrell: la decisione dell’Icc non è politica. E’ vincolante per tutti i paesi Ue

I mandati d'arresto emessi dalla Corte penale internazionale contro Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant sono "vincolanti" e per tanto tutti i membri della Ue devono garantirne l'applicazione. E' quanto dichiara l'Alto rappresentate dell'Unione Europa per la politica Estera, Josep Borrell. "Non è una decisione politica, è una decisione di un tribunale di giustizia internazionale e la decisione dei tribunali devono essere sempre rispettate e applicate", ha aggiunto il capo della diplomazia europea dalla Giordania, ricordando alla decisione della Corte è "vincolante" e tutti i Paesi della Ue, tanto più in quanto membri del Cpi, "sono vincolati ad applicare questa decisione giudiziaria". Borrell ha quindi detto che "prende atto" dell'ordine del Cpi ed ha insistito sul fatto che la "tragedia a Gaza deve concludersi" e la comunità internazionale deve fare un passo avanti per affrontare la situazione "apocalittica" nella Striscia.

Netanyahu: dall’Aia decisione antisemita

“La decisione antisemita della Corte penale internazionale equivale al moderno processo Dreyfus, e finirà anche così", ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu commentando il mandato d'arresto contro di lui e Gallant spiccato dalla Corte penale internazionale e ha definito l'accusa contro di lui 'assurda e falsa'.

Il presidente israeliano Herzog sulla decisione dell’Aia: oggi è un giorno buio per la giustizia

"Oggi è un giorno buio per la giustizia, un giorno buio per l'umanità". Così il presidente israeliano Isaac Herzog condanna "l'oltraggiosa decisione" della Corte penale internazionale di emettere i mandati d'arresto per Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant. Una decisione che "ha trasformato la giustizia universale in una barzelletta", aggiunge in un post sui social media, "facendosi beffe dei sacrifici di tutti quelli che si sono battuti per la giustizia, dalla vittoria degli alleati sui nazisti ad oggi". Secondo il presidente israeliano, la Corte penale internazionale con la sua decisione "ignora la sofferenza dei 101 ostaggi israeliani tenuti in brutale prigionia da Hamas a Gaza, ignora l'uso cinico da parte di Hamas del proprio popolo come scudo umano". Inoltre Herzog accusa la Cpi di ignorare "il fatto fondamentale che Israele è stato barbaramente attaccato e ha il dovere e il diritto di difendere il proprio popolo". Ed infine "ignora il fatto che Israele è una vibrante democrazia, che agisce nell'ambito del diritto umanitario ed è impegnato a provvedere alle necessità umanitare della popolazione".

La Corte Penale internazionale dell’Aia emette i mandati di arresto per Deif, Netanyahu e Gallant

La Corte penale internazionale dell'Aia ha dichiarato giovedì di aver emesso mandati di cattura per il leader di Hamas Mohammed Diab Ibrahim Al-Masri (noto anche come Mohammed Deif) e per il presidente israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della difesa Yoav Gallant. La CPI ha affermato che l'accettazione da parte di Israele della giurisdizione della corte non era richiesta. Su Deif la Corte ha precisato di non essere in grado di confermarne la morte.

L’Idf: uccisi 9 uomini armati in Cisgiordania

Le Forze di difesa israeliane (Idf) affermano di aver ucciso nove uomini armati palestinesi durante un raid durato due giorni nella città di Jenin, in Cisgiordania. Secondo l'Idf, tre uomini armati che hanno effettuato una serie di attacchi con armi da fuoco sono stati eliminati da un drone, in seguito ci sono state esplosioni secondarie, indicando che c'erano armi immagazzinate nel luogo colpito. L'esercito ha pubblicato il filmato dell'attacco.

Sventato assassinio di Ben Gvir: arrestati tre palestinesi

Tre palestinesi di Hebron, in Cisgiordania, sono stati arrestati per aver formato una cellula con l'obiettivo di assassinare il ministro israeliano di estrema destra Itamar Ben-Gvir e il figlio. Lo rendono noto la polizia e lo Shin Bet (sicurezza interna). Secondo l'accusa, il principale sospettato, Ismail Ibrahim Awadi, aveva stabilito contatti con Hezbollah e Hamas per assicurarsi armi e assistenza. La cellula ha sorvegliato Ben Gvir e i suoi figli che vivono nell'insediamento di Kiryat Arba. Una delle opzioni era quella di assassinarlo sulla scena di un attacco terroristico.

Attacchi israeliani sulla città libanese di Tiro dopo gli ordini di evacuazione

Diversi attacchi aerei sono stati lanciati dall'esercito israeliano (Idf) sulla città costiera di Tiro, nel sud del Libano. I raid sono avvenuti poco dopo che l'Idf aveva emesso ordini di evacuazione per diversi quartieri, affermando che avrebbe colpito obiettivi di Hezbollah. Lo riporta il Times of Israel.

(afp)

Fonti palestinesi: a Beit Lahia almeno 66 uccisi, la maggior parte sono donne e bambini

Almeno 66 persone, la maggior parte donne e bambini, sono rimaste uccise e più di 100 ferite in un attacco aereo israeliano avvenuto all'alba nel nord di Gaza. Lo riferiscono Al Jazeera e l'agenzia di stampa palestinese Wafa. L'attacco ha distrutto un intero isolato residenziale, vicino all'ospedale Kamal Adwan a Beit Lahia in quello che la Wafa ha descritto come un "orribile massacro". Molte persone sono ancora disperse, secondo la Protezione civile di Gaza.

Siria, a Palmira sono 68 i morti negli attacchi israeliani contro le milizie filo-iraniane

Si aggrava ancora il bilancio dei raid israeliani contro la città siriana di Palmira: sono 68 i morti, tra cui 42 miliziani filo-iraniani e 26 combattenti stranieri, la maggior parte dei quali del movimento iracheno Al-Nujaba e quattro di Hezbollah. Lo ha riferito l'Osservatorio siriano per i diritti umani.

Bombardamenti israeliani su periferia Beirut

L'esercito israeliano ha lanciato un nuovo bombardamento sulla periferia di Beirut. Secondo l'agenzia libanese, l'esercito israeliano ha effettuato tre bombardamenti contro il quartiere di Haret Hreik, nei sobborghi della Dahye, un obiettivo frequente perchè Israele sostiene essere una roccaforte di Hezbollah. Gli attacchi hanno provocato la distruzione di diversi edifici. Il portavoce in arabo dell'esercito israeliano, Avichay Adraee, in un messaggio su X aveva raccomandato ai residenti di Haret Hreik di allontanarsi dagli obiettivi.

Senato Usa dà il via libera alla vendita di tank a Israele

Il Senato Usa ha bloccato un provvedimento volto a fermare la vendita di tank e altri armi a Israele. Lo riferiscono i media americani. La misura, che avrebbe fermato la vendita, era stata introdotta per il timore di violazioni dei diritti umani e del numero eccessivo di civili e bambini uccisi dalle forze israeliane nei territori palestinesi. Cinquantoneve su 100 si sono opposti allo stop, mentre 15 l'hanno sostenuta.

Idf, avviso evacuazione per edifici nella periferia Beirut

L'Idf ha emesso avvisi di evacuazione per tre edifici nella periferia meridionale di Beirut. "A tutti i residenti situati nella zona periferica meridionale, in particolare negli edifici vicini a Haret Hreik. Ti trovi vicino a installazioni e interessi di Hezbollah". Lo ha scritto su X il portavoce in arabo dell'Idf, Avichay Adraee.

Usa: Senato vota contro tentativo Sanders di stop a invio armi a Israele

Il Senato americano ha respinto il tentativo del senatore Bernie Sanders di bloccare la vendita di armi offensive a Israele. I senatori hanno votato sulle misure che avrebbero bloccato la vendita di colpi di mortaio e di carro armato e kit di bombe intelligenti a Israele. Il primo tentativo di bloccare le vendite è stato respinto a larga maggioranza. È l'ultimo di ripetuti tentativi da parte dei legislatori democratici progressisti e centristi degli Stati Uniti di limitare gli aiuti a Israele e Sanders mentre aumentano le morti di civili a Gaza. È probabile che sarà uno degli ultimi voti di questo tipo prima che il presidente Joe Biden lasci l'incarico.

Medici locali, decine di vittime a Beit Lahiya per bombardamenti israeliani

Decine di persone sono state uccise e ferite negli attacchi aerei israeliani su diverse case a Beit Lahiya, nel nord della Striscia di Gaza. La notizia riportata dall’agenzia Reuters arriva dai medici locali. Molte persone sono disperse o intrappolate sotto le macerie, hanno spiegato i medici. I media di Hamas parlano di 57 vittime, ma non c'è alcuna cifra ufficiale da parte del ministero della Sanità di Gaza. L'esercito israeliano non ha rilasciato commenti, ma ha ripetutamente accusato i media di Hamas di esagerare il numero delle vittime.

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