La Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Netanyahu e per l'ex ministro della Difesa Gallant per crimini di guerra e contro l'umanità compiuti a Gaza dopo il 7 ottobre 2023. “Decisione antisemita: moderno processo Dreyfus e finirà così. Niente di più giusto della guerra che conduciamo a Gaza dopo che Hamas ha compiuto il più grande massacro contro il popolo ebraico dai tempi dell'Olocausto”, replica Netanyahu.
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Onu, da 40 giorni soccorsi impossibili a nord di Gaza
Nel nord di Gaza da più di quaranta giorni le organizzazioni umanitarie non possono garantire le operazioni di soccorso, a causa dell'assedio da parte dell'esercito israeliano. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite, che ha ribadito come Israele continui a impedire l'accesso a gran parte degli aiuti umanitari destinati alla popolazione.
Libano, sette morti in un raid israeliano a Baalbek
Sette persone nell'area di Baalbek, tra cui il direttore del Dar al-Amal University Hospital nella città di Douris, Ali Allam, sono rimaste uccise oggi in seguito ad un raid israeliano.
"Questo martirio avviene nel mezzo degli attacchi in corso lanciati dall'esercito nemico israeliano contro operatori e strutture sanitarie che costituiscono una serie di crimini di guerra", ha affermato il ministero della salute libanese in un post su X citato da Al Jazeera online.
"Il dottor Allam è uno dei figli migliori di Baalbek e i suoi servizi nell'ospedale, che è considerato il più importante della regione, sono innumerevoli", ha affermato il govenatore di Baalbek, Bachir Khodr.
Sondaggio, il 79% degli israeliani favorevole alla commissione d'inchiesta sul 7 ottobre
Il 79% degli israeliani è favorevole a una commissione d'inchiesta statale sull'attacco del 7 ottobre, mentre solo l'8% si dice contrario. Il 13% degli intervistati ha affermato di non esserne sicuro. È quanto emerge da un sondaggio effettuato dall'emittente israeliana Channel 12. Anche tra gli elettori dei partiti dell'attuale coalizione, il 65% sostiene una commissione d'inchiesta statale, mentre il 15% si oppone.
Tajani: “Hezbollah non sa usare le armi e fa danni”
"Hezbollah impari a usare le armi, che evidentemente non sa usare e fa danni. È un'organizzazione che è al di fuori dallo stato del Libano, sta attaccando Israele, ma lo scontro con le truppe israeliane non può essere fatto pagare alle truppe italiane che sono lì a portare la pace sotto le bandiere dell'Onu". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'attacco ai militari italiani della missione Unifil in Libano.
Arrivando alla sede di Forza Italia per una riunione politica, Tajani ha confermato che "i nostri militari non sono in pericolo, sono stati leggermente feriti" e la vicinanza "a loro, alle famiglie, alla Brigata Sassari, a tutti gli altri militari che fanno parte del contingente Unifil". Quindi ha ribadito: "Abbiamo detto a tutte le parti in causa di prestare grande attenzione e di non toccare i militari italiani che sono lì a dividere e a impedire che ci sia un'escalation. Hanno lavorato bene, sono portatori di pace, è inaccettabile che possano essere toccati".
Crosetto: “Ora esame della situazione sul campo e dei rischi”
"Ho chiesto al rappresentante militare italiano all'Onu di sollecitare un esame approfondito della situazione sul campo e dei rischi, seguito da una presa di posizione chiara delle Nazioni unite che tenendo conto dell'evoluzione in atto, si spenda per allontanare i conflitti dalle basi Unifil. Mi sono infine rivolto al capo delle forze armate libanesi per chiedere anche a lui di spendere la sua leadership nel Paese per garantire la sicurezza dei nostri militari". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, su X.
Tajani: “Cpi? Linea del governo è quella espressa dal premier e dal ministro degli Esteri”
"La posizione del governo" sul mandato di arresto della Corte penale internazionale nei confronti di Netanyahu "è chiara, l'abbiamo espressa fin da ieri. La linea è quella indicata anche oggi pomeriggio dal presidente del Consiglio".
Lo dice Antonio Tajani, ministro degli Esteri, vicepremier e segretario di Forza Italia, a margine della prima riunione dell'Osservatorio del partito azzurro sull'autonomia differenziata. "Tocca al presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri dare la linea della nostra politica internazionale, ed è quello che abbiamo fatto. Le altre sono opinioni", conclude Tajani.
La Commissione Ue: “Orban obbligato al rispetto del mandato della Cpi su Netanyahu”
"I leader politici sono consapevoli degli impegni internazionali che assumono" e ignorare il mandato emesso dalla Corte penale internazionale "è una palese violazione di questi impegni". Lo ha dichiarato in un'intervista a Euronews la vice presidente della Commissione europea, Vera Jourova, commentando le dichiarazioni di Viktor Orban secondo cui il mandato di arresto contro il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, è "inaccettabile". Orban ha invitato il capo di governo di Israele a visitare l'Ungheria dove sarà garantita la sua sicurezza.
"Le parti devono rispettare le decisioni della Corte. Quindi è una decisione vincolante della Corte penale internazionale per tutti coloro che sono ancora firmatari, inclusa l'Ungheria", ha evidenziato Jourova. "Ogni volta che un Paese viola i suoi impegni in queste istituzioni internazionali, danneggia la propria reputazione. Quindi non posso fare previsioni procedurali, ma penso che l'immagine dell'Ungheria potrebbe essere in qualche modo influenzata", ha commentato ancora.
Lisbona: “Portogallo vincolato dalle decisioni della Cpi”
"Il Portogallo è vincolato dalle decisioni della Corte penale internazionale": lo ha detto il ministro degli Esteri Paulo Rangel, rispondendo alle domande dei giornalisti a proposito di come avrebbe dovuto agire Lisbona rispetto al mandato d'arresto spiccato dalla Cpi nei confronti di Benjamin Netanyahu e del suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant. "Le autorità portoghesi competenti applicheranno questa sentenza se si dovessero verificare le circostanze in cui sarà necessario farlo". Tuttavia, ha voluto precisare Rangel: "È inadeguato che si faccia un'equivalenza fra Israele e Hamas".
Il ministro del governo conservatore del Portogallo ha parlato in una conferenza stampa nella quale ha annunciato, fra l'altro, la creazione della Direzione generale per il diritto europeo e internazionale, una "rete interministeriale" la cui funzione sarà quella di sostenere i vari ministeri nelle questioni relative al diritto europeo e internazionale.
La Russa: “Netanyahu benvenuto? Non rispondo”
Riguardo al fatto se il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu fosse benvenuto in Italia nonostante il mandato d'arresto pendente, come sostenuto dal vicepremier Matteo Salvini, il presidente del Senato Ignazio La Russa ha detto "non rispondo". "Ho le miei idee, ma ho paura che vengano distorte", ha poi aggiunto, a margine di un evento svoltosi a Palazzo Marino, a Milano. "Ho deciso - ha sottolineato il presidente del Senato con i cronisti - che su certi temi rispondo solo e sempre in diretta, così nessuno può equivocare quello che intendo dire".
La Russa ha poi puntualizzato che "siccome io dico una cosa e poi trovo un concetto opposto a quello che ho cercato di dichiarare, per esempio avevo detto 'rivolgetevi alle statistiche', ma senza dire qual è quella giusta e quella vera e ne è disceso che io avevo fatto non so quale affermazione", riferendosi a quanto espresso nella giornata di ieri riguardo l'incidenza dell'immigrazione irregolare sulla violenza contro le donne.
Borrell: “Condanno attacco a Unifil, inaccettabile violazione”
"Condanno fermamente il nuovo attacco contro la missione Unifil in Libano. Quattro militari italiani sono rimasti feriti in seguito al lancio di due razzi da parte di Hezbollah. Gli attacchi contro Unifil rappresentano una grave e inaccettabile violazione del diritto internazionale e devono cessare". Lo scrive su x l'Alto rappresentante Ue per la politica estera Josep Borrell.
Iraq: “Chiare minacce da Israele, regione sotto tiro”
Il ministro degli Esteri iracheno Fuad Hussein ha dichiarato che ci sono "chiare minacce" da parte di Israele e che il suo governo ha preso "misure interne ed esterne" per contrastarle. "Il primo ministro ha dato ordine alle forze armate di intraprendere azioni contro coloro che lanciano attacchi utilizzando il territorio iracheno", ha dichiarato Hussein, come riporta Al Jazeera, sottolineando che la regione è "sotto tiro".
Ambasciatore di Palestina in Italia: “Attuare mandato Cpi non è una scelta, ma un dovere”
"La Corte penale internazionale stabilisce che quanto sta accadendo a Gaza è inaccettabile e che chi compie questi atti criminali debba essere perseguito legalmente. Ci aspettiamo che i 124 Paesi aderenti alla Statuto di Roma, compresa l'Italia, attuino gli ordini emessi dalla Corte, perché non si tratta di una scelta ma di un dovere". Così a LaPresse l'ambasciatrice di Palestina in Italia, Abeer Odeh, a proposito dei mandati d'arresto emessi dalla Cpi nei confronti del premier israeliano Benjamin Netanyahu e dell'ex ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant.
Hezbollah rivendica otto attacchi su basi militari israeliane
Hezbollah ha oggi rivendicato otto attacchi contro basi militari israeliane in Galilea, tra cui una nei pressi di Haifa e una vicino a Safed, nel nord di Israele, a circa 20 km dal confine. Altri attacchi rivendicati da Hezbollah sono avvenuti contro postazioni militari israeliane lungo la linea di demarcazione col Libano e nelle Alture contese del Golan.
Libano, scontri tra Hezbollah e israeliani anche attorno Shamaa
Hezbollah e soldati israeliani combattono nella zona di Shamaa nel sud del Libano, nel distretto occidentale di Tiro e poco lontano dalla base militare di Unifil, che ospita il quartier generale del contingente italiano della missione Onu. Gli scontri sono in corso da giorni e oggi si sono allargati alla zona costiera, tra Bayada e Naqura, a Wadi Hamul, la vallata sottostante la collina di Shamaa, e nelle località di Yarin e Marwahin, a ridosso della linea di demarcazione tra i due paesi.
Evacuato più grande centro commerciale a Beirut
Il City Center, il maggiore centro commerciale di Beirut, è stato evacuato poco fa per timore che i raid aerei di Israele possano colpire la zona vicina. Lo riferiscono testimoni oculari e media libanesi, che mostrano video di gente in fuga dal centro commerciale, situato nel quartiere orientale di Hazmiye, vicino all'autostrada per Damasco e non lontano dai quartieri sud-orientali di Beirut possibile obiettivo dei jet dello Stato ebraico.
Libano, intensi scontri tra Hezbollah e israeliani a Khiam
Si continua a combattere intensamente attorno a Khiam, località nel sud del Libano vicina alla linea di demarcazione tra i due paesi e situata su una collina strategica che domina la valle del fiume Litani, nel distretto orientale di Marjuyoun. Le fonti locali e lo stesso servizio di informazione di Hezbollah riferiscono di violenti scontri armati e di bombardamenti di artiglieria in tutta l'area, in particolare tra le località di Kafr Kila, Deir Mimas e Burj al Muluk, a sud-ovest di Khiam.
Meloni, approfondirò motivazioni sentenza Cpi
"Approfondirò in questi giorni le motivazioni che hanno portato alla sentenza della Corte Penale Internazionale. Motivazioni che dovrebbero essere sempre oggettive e non di natura politica". Lo dichiara in una nota la presidente del Consiglio Giorgia Meloni riferendosi alla decisione riguardante il premier israeliano Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant
Razzi su nord Israele, interruzioni corrente a Nahariya
La società elettrica israeliana ha segnalato interruzioni di corrente a Nahariya, nel nord di Israele, a seguito del lancio di razzi da parte di Hezbollah. Lo riferisce la stampa israeliana. Le sirene d'allarme sono risuonate a Nahariya e nelle comunità vicine, così come nella zona di Haifa.
Idf bombarda Beirut sud dopo avvisi di evacuazione
Le forze armate israeliane hanno bombardato obiettivi di Hezbollah a Dahiyeh, quartiere nella zona sud di Beirut e roccaforte del gruppo sciita filo-iraniano, dopo aver emesso avvisi di evacuazione per tre edifici. Lo riporta la stampa israeliana.
Unifil: Due razzi da 122 millimetri contro base di Shama
"Due razzi da 122 millimetri hanno colpito il quartier generale del Settore Ovest a Shama, provocando il ferimento di quattro caschi blu italiani che stanno ricevendo assistenza presso l'ospedale della base. Fortunatamente nessuno dei feriti è in pericolo di vita". E' quanto si legge in una nota di Unifil, che - sui fatti di oggi, "il terzo attacco contro questa base Unifil a Shama in una settimana" - precisa come i "razzi, probabilmente lanciati da Hezbollah o gruppi affiliati", abbiano "colpito un bunker e un'area logistica utilizzata dalla polizia militare internazionale, provocando danni significativi alle infrastrutture vicine". "Una delle strutture colpite ha preso fuoco, ma - precisa il comunicato - l'incendio è stato spento rapidamente dal personale della base".
Hamas, in 48 ore stop ospedali Gaza per fine carburante
"Tutti gli ospedali di Gaza smetteranno di funzionare o ridurranno i loro servizi entro 48 ore" per mancanza di carburante. E' l'allarme lanciato dal ministero della Salute gestito da Hamas, che ha accusato Israele di bloccare l'ingresso del gasolio nella Striscia. "Invitiamo le istituzioni internazionali a sfruttare la decisione della Corte penale internazionale per fermare la guerra genocida nella Striscia di Gaza", ha affermato Marwan al-Hams, direttore degli ospedali da campo di Gaza.
Tribunale L'Aia valuta causa contro vendita di armi ad Israele
Dieci organizzazioni di attivisti pro palestinesi hanno denunciato al Tribunale distrettuale de L'Aia che i Paesi Bassi stanno violando il diritto internazionale vendendo armi a Israele. Se il tribunale accetterà la denuncia, ai Paesi Bassi sarà impedito di mandare armi o componenti di armi a Israele e commerciare con i territori occupati. I Paesi Bassi hanno già sospeso l'esportazione di componenti per i jet da combattimento F-35 verso Israele a seguito di un caso simile all'inizio dell'anno. Lo stato olandese nega di violare la Convenzione sul genocidio del 1948, redatta dopo la Seconda Guerra Mondiale. "Ogni cooperazione è attentamente valutata," ha affermato l'avvocato del governo Reimer Veldhuis, sostenendo che il tribunale non dovrebbe assumere il ruolo dello Stato nella definizione della politica estera. Ieri la Corte penale internazionale de L'Aia ha emesso mandati di arresto per il premier israeliano Netanyahu, il suo ex ministro della Difesa Gallant e il capo militare di Hamas, accusandoli di crimini contro l'umanità in relazione alla guerra di 13 mesi a Gaza.
Eisenkot, mossa Katz su coloni errore che pagheremo tutti
"Questo è un errore grave e pericoloso e un altro passo verso una grave escalation in Cisgiordania per il quale pagheremo tutti". Così Gadi Eisenkot ha commentato la decisione del ministro della Difesa israeliano Israel Katz di bloccare l'uso della detenzione amministrativa nei confronti dei coloni.
"L'obiettivo non è (avere) una popolazione ebraica rispettosa della legge, ma elementi terroristici radicali che mettono in pericolo la nostra società. Questo fa parte di una serie continua di passi che danneggiano deliberatamente le capacità delle forze armate", ha aggiunto l'ex capo di Stato maggiore.
Beirut, tre paramedici uccisi durante attacchi israeliani
Altri tre paramedici sono stati uccisi oggi in Libano, secondo il ministero della Salute libanese. Gli attacchi israeliani hanno nuovamente colpito gli operatori sanitari dell'Organizzazione Sanitaria Islamica, questa volta a Qatrani, nel distretto di Jezzine nel Libano meridionale, ha affermato il ministero, come riporta Al Jazeera. Il ministero ha condannato l'atto come un "crimine di guerra". Un precedente attacco odierno contro i paramedici della stessa organizzazione ha ucciso due persone a Deir Qanoun Ras al-Ain.
Libano: “Progressi ma niente accordo, servono nuovi colloqui”
Sono stati precisati la maggior parte dei dettagli nei negoziati per un cessate il fuoco tra Israele e gli Hezbollah libanesi, ma restano divergenze sui tempi del ritiro dei militari israeliani dal Libano. Lo affermano fonti del governo libanese, secondo le quali non è ancora chiaro se e quando esattamente si arriverà a un accordo.
La prossima settimana sarà cruciale, aggiungono dopo la missione dell'inviato Usa Amos Hochstein nel Paese dei Cedri e in Israele e dopo che ieri i media israeliani, citando una fonte della difesa, parlavano di possibilità significative verso una tregua. Stando alle fonti, il nodo principale resta la richiesta israeliana di mantenere libertà d'azione rispetto a "future minacce" in Libano.
Londra, rispetteremo gli obblighi sui mandati d'arresto Cpi
Il governo del Regno Unito "adempierà ai propri obblighi legali" in relazione ai mandati d'arresto emessi dalla Corte Penale Internazionale per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Lo ha dichiarato il portavoce del primo ministro del Regno Unito Keir Starmer. Nelle ultime ore Londra si era mostrata riluttante a dichiarare che Netanyahu sarebbe stato arrestato in caso di arrivo nel Regno Unito.
Meloni, indignazione per i nuovi attacchi a Unifil
"Apprendo con profonda indignazione e preoccupazione la notizia dei nuovi attacchi subiti dal quartier generale italiano di Unifil nel sud del Libano, che hanno causato anche il ferimento di alcuni nostri militari impegnati in missione di pace". Così, in un post su X, il presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
"Desidero esprimere la solidarietà e la vicinanza mia e del Governo ai feriti, alle loro famiglie e sincera gratitudine per l'attività svolta quotidianamente da tutto il contingente italiano in Libano. Ribadisco ancora una volta", prosegue Meloni, "che tali attacchi sono inaccettabili e rinnovo il mio appello affinché le parti sul terreno garantiscano, in ogni momento, la sicurezza dei soldati di Unifil e collaborino per individuare in tempi brevi i responsabili".
Portavoce Unifil: stiamo ancora confermando traiettoria razzi
"Stiamo ancora analizzando la traiettoria dei razzi esplosi, e confermiamo le condizioni lievi dei militari feriti". Lo dice Andrea Tenenti, portavoce Unifil, relativamente al nuovo attacco alla base che ospita il contingente italiano e il comando del settore ovest di Unifil.
Tajani, presidente Anp Abbas in Italia nei prossimi giorni
"Sta procedendo molto bene il progetto italiano Food for Gaza. Stanno per partire i 15 tir" e "andranno in Israele per consegnare decine di tonnellate di beni alimentari e sanitari alla popolazione civile palestinese a Gaza, e questo lo facciamo con il sostegno del governo di Israele e dell'Autorità nazionale palestinese. Ne parleremo quando verrà in Italia nei prossimi giorni il presidente Abu Mazen, un altro dei sostenitori di questo progetto". Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, a margine dell'Assemblea Anci a Torino, annunciando la prossima visita del presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas.
Crosetto: terroristi mettono a rischio sicurezza Caschi blu e civili
“I terroristi nel sud del Libano mettono a rischio la sicurezza della popolazione civile e dei caschi blu”, ha dichiarato il ministro della Difesa Guido Crosetto.
Tajani, base colpita da 2 missili di Hezbollah
Quelli che hanno colpito la base Unifil "dovrebbero essere due missili, da quello che si vede, lanciati da Hezbollah. Ancora una volta è inaccettabile quello che sta accadendo e così come abbiamo detto a Israele di prestare la massima attenzione", così "diciamo con altrettanta fermezza a Hezbollah che i militari italiani non si possono toccare. Se pensano di continuare a fare danni alle basi italiane hanno sbagliato". Così Antonio Tajani a Torino. "Pare che nessuno abbia ferite gravi, si tratta solo di escoriazioni e un luogotenente pare abbia ferite leggere. Nessuno di loro è in pericolo" ma "è intollerabile quanto accaduto".
Soldati italiani in Libano con ferite lievi
I quattro militari italiani della missione Unifil rimasti coinvolti nel lancio di razzi contro la base di Shama, nel Sud del Libano, avrebbero riportato ferite lievi, scrive l’Ansa. Tra le prime ipotesi quelle che l'attacco sia responsabilità di Hezbollah, ma si indaga per ricostruire l'esatta dinamica dell'accaduto.
Francia, preso atto dei mandati arresto Cpi
"La Francia prende atto della decisione" della Corte penale internazionale sui mandati d'arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Lo ha affermato il ministero degli Esteri francese, ribadendo "il suo impegno di lunga data nel sostenere la giustizia internazionale" e "il suo attaccamento al lavoro indipendente della corte", senza menzionare se Parigi è pronta o meno ad arrestare i due nel caso entrassero sul suolo nazionale.
Unifil: feriti quattro soldati italiani
Due razzi, presumibilmente di Hezbollah, hanno colpito ancora una volta il quartier generale di Unifil. Quattro militari italiani sono stati feriti. Martedì scorso altri otto razzi avevano centrato la base di Shama, coinvolgendo cinque militari della forza multinazionale Onu.
Tajani, sulla Cpi decideremo lunedì al G7 con alleati
"Noi rispettiamo e sosteniamo la Cpi (Corte penale internazionale, ndr) ma siamo convinti che quello che deve svolgere sia un ruolo giuridico e non politico".
Così il ministro degli esteri, Antonio Tajani, a Torino per l'assemblea Anci, a proposito del mandato di arresto per il premier israeliano Netanyahu. "Esamineremo le carte - ha aggiunto - per capire quali sono le motivazioni che hanno portato la Corte a fare questa scelta. Lunedì a Fiuggi comincerà il G7 dei ministri degli Esteri e prenderemo le decisioni insieme ai nostri alleati. Questa è la linea scelta dal nostro presidente del consiglio che io ho il dovere di attuare".
Netanyahu ringrazia Orban: “Chiarezza morale”
Benjamin Netanyahu ringrazia Viktor Orban per l'invito in Ungheria e la sfida alla Corte penale internazionale dopo i mandati d'arresto emessi ieri nei confronti del premier israeliano e di Yoav Gallant. "Di fronte alla debolezza vergognosa di coloro che hanno sostenuto la decisione scandalosa contro il diritto dello Stato di Israele a difendersi, l'Ungheria - afferma Netanyahu secondo una nota diffusa dal suo staff - si pone dalla parte della giustizia e della verità".
Tajani: “Su Netanyahu la linea è quella della premier che condivido”
“La linea è quella dells presidente del Consiglio che io ho il dovere di attuare anche perché la condivido. Esamineremo, leggeremo le carte per capire quali sono le motivazioni che hanno portato la Corte a fare questa scelta. Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, sul mandato di arresto per Netanyahu deciso dalla Corte penale internazionale. "Rispettiamo la Corte, la sosteniamo ma siamo altresì convinti che la Corte debba svolgere un ruolo giuridico e non politico. Per quanto riguarda le decisioni le prenderemo insieme ai nostri alleati: da lunedì inizia il G7 Esteri, ne parlerò anche con i miei alleati e vedremo cosa si dovrà fare", ha aggiunto Tajani. "Questa è la linea scelta dalls presidente del consiglio la politica estera la fa il presidente del Consiglio e il ministro degli Esteri la attua, questa - ha ribadito - è la posizione ufficiale".
Mandato arresto Cpi, Netanyahu ringrazia Orban per invito
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ringraziato l'omologo ungherese Viktor Orban per la sua dimostrazione di "chiarezza morale" dopo averlo invitato a Budapest nonostante il mandato di arresto emesso dalla Cpi. "Di fronte alla vergognosa debolezza di coloro che hanno sostenuto la scandalosa decisione contro il diritto dello Stato di Israele a difendersi, l'Ungheria" è "al fianco della giustizia e della verità", ha affermato Netanyahu.
Oms, 226 operatori sanitari uccisi in Libano da 7 ottobre
Sono 226 gli operatori sanitari uccisi in Libano negli oltre 13 mesi di scontri transfrontalieri tra Israele e Hezbollah, dopo l'attacco di Hamas del 7 ottobre 2023. E' quanto ha riferito l'Organizzazione mondiale della sanità (Oms), sottolineando che circa il 70% delle morti si è verificato da quando le tensioni sono degenerate in una guerra totale lo scorso settembre.
Media, per esperti mossa Katz è licenza uccidere a coloni
La decisione del ministro della Difesa israeliano Israel Katz di bloccare l'uso della detenzione amministrativa nei confronti dei coloni significa dare "'licenza di ucciderè" ai giovani radicali degli insediamenti, limiterà lo Shin Bet e verrà probabilmente bocciata se sottoposta a giudizio della magistratura. E' il commento di alcuni alti funzionari legali interpellati da Yedioth Ahronoth.
"La decisione è quella di dare una 'licenza di uccidere' ai giovani delle colline", come vengono chiamati i giovani estremisti che vivono nelle colonie e negli avamposti illegali, e "di bloccare lo Shin Bet nel trattare con elementi ebraici sovversivi nei Territori" occupati.
Inoltre, hanno aggiunto gli esperti, "la decisione potrebbe stimolare l'attività di occasionali gruppi clandestini per danneggiare gli arabi e potrebbe incendiare la zona". I funzionari interpellati ritengono che se verrà presentato appello davanti all'Alta Corte, questa respingerà la decisione di Katz perchè prevede l'applicazione di una legge discriminatoria per motivi razziali.
Cremlino, non commentiamo decisioni Cpi,per noi insignificanti
"Non vediamo il motivo di commentare in alcun modo la questione, perchè per noi queste decisioni della Corte sono insignificanti". Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov rispondendo ai giornalisti. Lo riferisce Ria Novosti.
Germania su Cpi, considereremo attentamente passi da fare
"Berlino è uno dei maggiori sostenitori della Corte penale internazionale e considererà attentamente i passi da compiere" dopo la decisione dei giudici di emettere mandati d'arresto per il premier israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Lo ha affermato il portavoce del governo tedesco.
Parolin: “Indagare su genocidio a Gaza? Nessun antisemitismo da Papa”
“Indagare sul genocidio a Gaza? Non c’è nessun antisemitismo in quello che ha detto il Papa, è la posizione della Santa Sede”: lo ha detto il cardinale Pietro Parolin ai margini di un evento all'Università Lumsa di Roma, senza commentare il mandato di arresto per Netanyahu della Corte penale internazionale. "Abbiamo preso nota di quanto avvenuto ma quello che a noi interessa è che si ponga fine alla guerra ", ha aggiunto.
Katz, stop detenzione amministrativa per coloni
Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato lo stop all'uso della detenzione amministrativa nei confronti dei coloni, chiedendo al capo dello Shin Bet di "mettere in atto strumenti alternativi". "In una realtà in cui l'insediamento ebraico in Giudea e Samaria (Cisgiordania) è soggetto a gravi minacce terroristiche palestinesi e vengono adottate sanzioni internazionali ingiustificate contro i coloni, non è appropriato che lo Stato di Israele adotti una misura così severa contro la popolazione degli insediamenti", ha spiegato Katz.
La detenzione amministrativa, retaggio del passato coloniale britannico, è una politica controversa che consiste nel trattenere i sospettati senza accusa per un massimo di sei mesi alla volta ma rinnovabile indefinitamente. Solitamente usata con i sospetti palestinesi, di recente è stata saltuariamente adottata anche nei confronti dei coloni estremisti di fronte all'impennata di violenze di cui si sono resi protagonisti dal 7 ottobre 2023 in Cisgiordania contro i palestinesi.
Salvini, Netanyhau? I criminali di guerra sono altri
"Conto di incontrare presto esponenti del governo israeliano e se Netanyahu venisse in Italia sarebbe il benvenuto. I criminali di guerra sono altri". Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini a margine dell'assemblea Anci.
Capo Pasdaran: mandato Cpi è la morte politica di Israele
"Questo significa la fine e la morte politica" di Israele. Parla così il comandante dei Guardiani della Rivoluzione dell'Iran, generale Hossein Salami, dopo i mandati d'arresto emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti di Benjamin Netanyahu e Yoav Gallant.
Salami, in un discorso trasmesso dalla tv ufficiale iraniana, ha sostenuto che Israele sia "un regime che oggi vive nel totale isolamento" con i "suoi funzionari che non possono più recarsi in altri Paesi".
IDF, eliminato a Gaza capo unità missili della Jihad islamica
Un comandante di alto rango del gruppo terroristico palestinese Jihad islamica è stato ucciso in un attacco aereo israeliano. Lo annunciano le IDF e lo Shin Bet secondo i media israeliani. Secondo quanto riferito dall'esercito, Khaled Abu Deqa, comandante dell'unità missilistica della Jihad islamica, è stato ucciso in un attacco nella zona di Deir al-Balah, nella Striscia di Gaza centrale.
Cina dopo mandato d'arresto Netanyahu, 'Cpi sia oggettiva'
La Cina sollecita la Corte penale internazionale (Cpi) ad adottare e perseguire "una posizione oggettiva" dopo il mandato di arresto emesso contro il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant. E' quanto ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian.
Orban, Netanyahu venga a Budapest; non rispettiamo CPI
"Oggi inviterò il primo ministro israeliano Netanyahu a visitare l'Ungheria, dove gli garantirò, se verrà, che la sentenza della Corte penale internazionale non avrà alcun effetto in Ungheria e che non ne rispetteremo i termini". Lo ha detto il primo ministro ungherese e presidente di turno della Ue, Viktor Orban, alla radio di stato ungherese.
IDF, eliminati 5 membri Hamas a Gaza; due comandanti
L'esercito israeliano ha "eliminato" cinque militanti di Hamas, tra cui due comandanti, in un raid notturno a Beit Lahia, nel nord di Gaza. Lo dicono le IDF. L'esercito e l'agenzia di sicurezza Shin Bet hanno affermato di aver "eliminato cinque terroristi di Hamas, tra cui un comandante di compagnia Nukhba (commando) e un altro comandante di compagnia che avevano partecipato al massacro del 7 ottobre". I militanti uccisi avevano "guidato gli omicidi e i rapimenti nell'area di Mefalsim", un kibbutz nel sud di Israele, aggiungono le IDF.
Nuovi raid israeliani su Beirut
L'esercito israeliano ha effettuato attacchi sulla periferia sud di Beirut, due dei quali hanno preso di mira il quartiere di Hadath, vicino al villaggio di Kafaat. Lo riporta il giornale libanese 'L'Orient le Jour'. In precedenza l'Idf aveva emanato alcuni ordini di evacuazione dalla zona per i civili.
Media Israele: Trump valuta sanzioni contro funzionari Cpi
L'emittente israeliana Kan News, citando fonti americane, afferma che la nuova amministrazione Trump sta pianificando azioni contro la Corte penale internazionale per la sua decisione di emettere mandati di arresto per il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e l'ex ministro della Difesa Yoav Gallant. Le fonti hanno parlato di sanzioni personali contro il procuratore capo Karim Khan e contro i giudici che hanno emesso i mandati. Ieri, Mike Waltz, candidato dal presidente eletto Donald Trump alla carica di Consigliere per la sicurezza nazionale, aveva twittato: "A gennaio ci si può aspettare una forte risposta al pregiudizio antisemita della Cpi e dell'Onu".
Gaza, ministero della sanità: “44mila vittime in 13 mesi di guerra”
Funzionari sanitari palestinesi affermano che il bilancio delle vittime nella Striscia di Gaza in tredici mesi di guerra tra Israele e Hamas ha superato ha superato quota 44mila.
Medioriente: Biden, mandati di arresto Cpi scandalosi
"L'emissione di mandati di arresto da parte della CPI contro i leader israeliani è scandalosa. Voglio essere chiaro ancora una volta: qualunque cosa la Cpi possa insinuare, non c'è equivalenza, nessuna, tra Israele e Hamas. Saremo sempre al fianco di Israele contro le minacce alla sua sicurezza". Questa la dichiarazione del Presidente degli Stati Uniti Joe Biden sui mandati emessi dalla Corte penale internazionale nei confronti del premier israeliano Benyamin Netanyahu e il suo ex ministro della Difesa, Yoav Gallant.