Usa, tutti i buchi del Secret Service. E Trump sotto tiro accusa i Dem
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWest Palm Beach (Florida) — Ha trascorso dodici ore nascosto tra gli alberi, Ryan Routh, sperando che Donald Trump venisse a giocare a golf per poterlo ammazzare. Un dettaglio emerso dall’inchiesta dell’Fbi sul secondo attentato contro l’ex presidente, che sembra confermare l’improvvisazione da parte di una persona instabile.
Eppure Trump, e con lui tutti i repubblicani, hanno deciso di cambiare tono rispetto all’attacco di luglio in Pennsylvania, cercando di scaricare la colpa su Joe Biden e Kamala Harris. Perché, accusandolo di essere una minaccia contro la democrazia, inciterebbero alla violenza.
Dimenticati sono gli elogi di Donald per i “patrioti” che il 6 gennaio del 2020 avevano assalito il Congresso e minacciato di impiccare il suo vice Mike Pence, a cui ha promesso la grazia in caso di vittoria alle presidenziali del 5 novembre. Ma anche le più recenti falsità sugli immigrati haitiani che mangiano cani e gatti a Springfield, o l’aperta dichiarazione di odio contro Taylor Swi…
West Palm Beach (Florida) — Ha trascorso dodici ore nascosto tra gli alberi, Ryan Routh, sperando che Donald Trump venisse a giocare a golf per poterlo ammazzare. Un dettaglio emerso dall’inchiesta dell’Fbi sul secondo attentato contro l’ex presidente, che sembra confermare l’improvvisazione da parte di una persona instabile.
Eppure Trump, e con lui tutti i repubblicani, hanno deciso di cambiare tono rispetto all’attacco di luglio in Pennsylvania, cercando di scaricare la colpa su Joe Biden e Kamala Harris. Perché, accusandolo di essere una minaccia contro la democrazia, inciterebbero alla violenza.
Dimenticati sono gli elogi di Donald per i “patrioti” che il 6 gennaio del 2020 avevano assalito il Congresso e minacciato di impiccare il suo vice Mike Pence, a cui ha promesso la grazia in caso di vittoria alle presidenziali del 5 novembre. Ma anche le più recenti falsità sugli immigrati haitiani che mangiano cani e gatti a Springfield, o l’aperta dichiarazione di odio contro Taylor Swift, colpevole di non condividere le sue idee e di aver appoggiato l’avversaria. Del resto l’ipocrisia partitica regna sovrana sulla politica americana, lasciando poche speranze che gli estremismi smettano a breve di dominarla, con tutte le conseguenze del caso.
La polizia di Palm Beach ha circondato il Trump International Golf Club, dove l’Fbi continua le indagini. Forse un po’ tardi, perché dalla strada si vedono le buche dove giocava l’ex presidente, facile preda di un killer armato con un fucile da guerra AK-47. Il perimetro magari andava assicurato prima, se non chiudendo al traffico le vie intorno al club, quanto meno pattugliandole in continuazione. Questo quindi sarebbe il secondo errore commesso dal Secret Service, dopo il buco della sicurezza durante l’attentato del 13 luglio a Butler, anche se stavolta gli agenti hanno intuito il pericolo in tempo, sparando contro Routh dopo aver intravisto il suo fucile, prima che lui potesse premere il grilletto.
Però la localizzazione del suo telefono dimostra che era rimasto nascosto tra i cespugli dall’una e 59 minuti del mattino di domenica, fino all’una e mezza del pomeriggio, quando è stato scoperto. Da una parte, la conferma che l’aspirante killer non conosceva nel dettaglio gli spostamenti di Trump, e si era semplicemente piazzato davanti al campo da golf nella speranza che prima o poi arrivasse. Dall’altra, però, una dimostrazione della determinazione con cui si era preparato all’omicidio, e della superficialità nelle misure di sicurezza adottate intorno all’ex presidente.
L’Fbi sta indagando anche sui possibili contatti o collegamenti con Thomas Matthew Crooks, l’attentatore di Butler, per capire se esiste una rete che complotta contro Donald Trump in tutto il Paese, magari con l’aiuto di qualche potenza straniera ostile. Prove però non ce ne sono, e l’inclinazione al momento è quella di supporre un caso di imitazione fra persone che non si conoscono, ma condividono le stesse paranoie e magari gli stessi obiettivi.
Ieri Routh è comparso davanti al tribunale federale di West Palm Beach, dove è stato incriminato per possesso di un’arma, nonostante una precedente condanna, da cui aveva cancellato il numero di serie. Solo così, rischia fino a 15 anni di prigione, in attesa che gli inquirenti raccolgano abbastanza prove per accusarlo anche di tentato omicidio. Lui ha spesso sorriso, durante il procedimento legale, rilanciando le speculazioni sulla sua stabilità mentale, già messa in dubbio dai precedenti penali, con tanto di barricamento armato in un edificio per una multa, o dalle rocambolesche avventure belliche in Ucraina.
In attesa di conoscere tutti i dettagli, la politica si è subito impossessata della storia. Il governatore della Florida Ron DeSantis, già rivale di Donald nelle primarie repubblicane, ha annunciato la volontà di aprire un’inchiesta statale sull’attentato, perché non si fida dell’Fbi: «L’agenzia che sta indagando su Trump (per le molte ipotesi di reato di cui è accusato, ndr) non può condurre in maniera credibile anche l’inchiesta su questi tentativi di ucciderlo». L’ex presidente, chiuso nella sua villa di Mar a Lago in attesa dei comizi di oggi in Michigan e domani a New York, è andato molto oltre.
Stavolta non ha neanche provato a lanciare l’appello all’unità di luglio, per la verità durato solo lo spazio di un paio di giorni, scaricando subito la colpa sugli avversari che lo accusano di essere una minaccia per la democrazia: Routh, secondo lui, «ha creduto alla retorica di Biden e Harris, e ha agito di conseguenza. La loro retorica mi sta facendo sparare». Nel frattempo il fondatore di Tesla Elon Musk, ormai suo alleato e propagandista, ha pubblicato e poi cancellato un messaggio su X in cui sembrava incoraggiare l’omicidio politico: «Nessuno sta cercando di assassinare Biden/Kamala». Edward Cox, presidente del Partito repubblicano a New York e genero di Richard Nixon, lo giustifica così: «Finora gli unici tentati omicidi sono stati contro Trump, quindi sono gli altri che devono abbassare i toni».
E pazienza per gli incitamenti di Donald alla violenza e all’odio: «Taylor Swift è solo una cantante». Cox però è convinto che «anche questo attentato non avrà un impatto significativo sul risultato delle presidenziali, perché la grande maggioranza degli elettori ha già deciso per chi votare, e lo farà in base ai temi politici a cui tiene, come l’economia, l’inflazione o l’immigrazione». Ma allora perché continuare a giocare così col fuoco?