La presidente Zourabichvili denuncia: “In Georgia frode russa”. Pronta la piazza filo Ue. Usa sostengono indagini su violazioni
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiTBILISI — «Niente cognomi». Sono passate soltanto poche ore da quando la Commissione elettorale centrale ha assegnato la vittoria delle parlamentari al partito al potere filorusso Sogno Georgiano — col 54,08% dei voti contro il 37,5% delle forze d’opposizione — e l’atmosfera è già di sospetto e paura. Elene e Natali, due studentesse ventenni, gironzolano al calare della notte davanti al Palazzo Orbeliani, residenza presidenziale, insieme a un manipolo di elettori che si sentono defraudati. «Non hanno rubato soltanto il nostro voto, ma anche il nostro domani. Sognavamo un futuro nella Ue e ce lo stanno negando. Siamo depresse e frustrate», dicono. La presidente Salome Zourabichvili ha annunciato che parlerà alla nazione alle 21 e tutto il loro drappello aspetta soltanto un suo segnale.
All’interno del palazzo, in una stanza bianco-dorata, è già stato allestito il podio. I primi ad entrare sono i leader dell’opposizione che avevano promesso di riportare il Paese nella Ue. Si schierano…
TBILISI — «Niente cognomi». Sono passate soltanto poche ore da quando la Commissione elettorale centrale ha assegnato la vittoria delle parlamentari al partito al potere filorusso Sogno Georgiano — col 54,08% dei voti contro il 37,5% delle forze d’opposizione — e l’atmosfera è già di sospetto e paura. Elene e Natali, due studentesse ventenni, gironzolano al calare della notte davanti al Palazzo Orbeliani, residenza presidenziale, insieme a un manipolo di elettori che si sentono defraudati. «Non hanno rubato soltanto il nostro voto, ma anche il nostro domani. Sognavamo un futuro nella Ue e ce lo stanno negando. Siamo depresse e frustrate», dicono. La presidente Salome Zourabichvili ha annunciato che parlerà alla nazione alle 21 e tutto il loro drappello aspetta soltanto un suo segnale.
All’interno del palazzo, in una stanza bianco-dorata, è già stato allestito il podio. I primi ad entrare sono i leader dell’opposizione che avevano promesso di riportare il Paese nella Ue. Si schierano impettiti su due falangi. Poi appare Zourabichvili. «Abbiamo assistito a qualcosa senza precedenti. Una totale frode e furto dei vostri voti. “Un’operazione speciale russa”, una nuova forma di guerra ibrida», dice. «Come ultima istituzione indipendente in questo Paese, dichiaro di non riconoscere queste elezioni. Riconoscerle equivarrebbe a legittimare la presa della Georgia da parte della Russia. Non accetteremo questa nuova forma di occupazione». Infine invita tutti a scendere in strada l’indomani per dichiarare che i georgiani «rifiutano queste elezioni».
Il ruolo non permette loro di sbilanciarsi, ma il quadro del voto che poche ore prima restituiscono alla stampa gli osservatori internazionali è ugualmente impietoso. Antonio López-Istúriz White, capo delegazione dell’Europarlamento, denuncia telecamere ai seggi, voti multipli, voti comprati, aggressioni, denunce stracciate, segretezza del voto compromessa. «Questo clima di odio e intimidazione più minare il processo d’integrazione nella Ue», conclude per poi ribadire per ben tre volte «preoccupazione per la regressione della democrazia». A mettere la pietra tombale è Iulian Bulai, capo delegazione dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa (Pace): «Tutte queste informazioni ci portano a mettere in dubbio la correttezza di queste elezioni». Non sono state libere ed eque? «Tutte queste informazioni ci portano a una conclusione in questo senso».
I deputati eletti del Movimento di Unità Nazionale e della Coalizione per il Cambiamento, all’opposizione, rinunciano al mandato. «Nessuno deve entrare in Parlamento! È il momento di una grande protesta», scrive dal carcere l’ex leader Mikheil Saakashvili. Dall’Europa intanto arriva l’invito a «mostrare fermo impegno nei confronti del percorso Ue» da parte del presidente del Consiglio Charles Michel e quello ad «adottare riforme democratiche» dell’Alto Rappresentante Josep Borrell e della Commissione. Soltanto una voce fuori dal coro: quella del premier ungherese Viktor Orbán, presidente di turno Ue. Stando al governo georgiano, arriverà oggi a Tbilisi in visita ufficiale. Un assist per Sogno Georgiano.
Elene, Natali e gli altri accerchiano i leader dell’opposizione man mano che si allontanano dal Palazzo Orbeliani. Sono frustrati. Protestare in passato non è servito a niente. La legge “sull’influenza straniera” copiata da Mosca è passata e la Ue ha congelato il percorso di adesione. «Avete un piano d’azione oltre alla protesta?», chiedono. «Vi capisco», risponde Zurab Japaridze, cofondatore del partito Girchi. «Ma viviamo tempi nuovi. Le decisioni vanno prese giorno per giorno».
Anche gli Usa si sono detti pronti a sostenere le richieste di indagini su presunte violazioni elettorali, ha dichiarato Il Segretario di Stato americano Antony Blinken. Citando i rapporti degli osservatori internazionali e locali, l'alto diplomatico statunitense ha affermato che il clima pre-elettorale è stato caratterizzato da "acquisto di voti e intimidazione degli elettori" da parte del partito Sogno Georgiano. "Condanniamo tutte le violazioni delle norme internazionali e ci uniamo agli appelli degli osservatori internazionali e locali per un'indagine completa su tutte le segnalazioni di violazioni elettorali", ha dichiarato Blinken in un comunicato.