Germania, la Spd vuole riabilitare Schroeder. Un altro passo per riavvicinarsi a Putin
dalla nostra corrispondente Tonia MastrobuoniBERLINO – Vari indizi fanno una prova. E la nomina di Matthias Miersch a segretario generale della Spd si potrebbe definire persino una prova regina del nuovo corso di Olaf Scholz. Un corso che sul tema cruciale del sostegno all’Ucraina sembra muoversi inesorabilmente da un’irritante riluttanza a un riavvicinamento ‘soft’ alla Russia. E ora c’è persino un uomo che incarna questa svolta silenziosa ma sempre più conclamata: Gerhard Schroeder.
Dopo l’invasione dell’Ucraina, la Spd aveva cercato invano di cacciare l’ex cancelliere, reo di aver dimostrato in ogni occasione la sua vicinanza a Vladimir Putin. Il tabloid Bild aveva invitato a negargli persino il titolo di “Altkanzler”, di ex cancelliere e di consegnarlo all’oblio. E l’ex segretario generale Kevin Kuehnert non gli aveva neanche fatto gli auguri per il suo 80esimo compleanno.
Il suo successore Miersch, che tra mille polemiche ha partecipato alla cena ad aprile per l’anniversario di Schroeder nel famoso ristorante berlines…
BERLINO – Vari indizi fanno una prova. E la nomina di Matthias Miersch a segretario generale della Spd si potrebbe definire persino una prova regina del nuovo corso di Olaf Scholz. Un corso che sul tema cruciale del sostegno all’Ucraina sembra muoversi inesorabilmente da un’irritante riluttanza a un riavvicinamento ‘soft’ alla Russia. E ora c’è persino un uomo che incarna questa svolta silenziosa ma sempre più conclamata: Gerhard Schroeder.
Dopo l’invasione dell’Ucraina, la Spd aveva cercato invano di cacciare l’ex cancelliere, reo di aver dimostrato in ogni occasione la sua vicinanza a Vladimir Putin. Il tabloid Bild aveva invitato a negargli persino il titolo di “Altkanzler”, di ex cancelliere e di consegnarlo all’oblio. E l’ex segretario generale Kevin Kuehnert non gli aveva neanche fatto gli auguri per il suo 80esimo compleanno.
Il suo successore Miersch, che tra mille polemiche ha partecipato alla cena ad aprile per l’anniversario di Schroeder nel famoso ristorante berlinese Borchardt, ne chiede ora la piena riabilitazione. “Abbiamo avuto due procedimenti” contro il lobbista dichiarato di Putin che da vent’anni siede nei consigli di amministrazione dei colossi energetici russi, ha spiegato al settimanale Stern. “Ed entrambi hanno concluso che non ha danneggiato il partito. Il caso è chiuso, dal punto di vista giuridico”. Per Miersch, anche dal punto di vista politico. Quando il settimanale gli ha chiesto se l’ex cancelliere dovrebbe avere di nuovo un ruolo nel partito, il neo segretario generale ha risposto di “sì”.
Ma non è tutto. Miersch, va ricordato, è l’uomo che organizzerà la campagna elettorale dell’anno prossimo per il candidato cancelliere Scholz. E riguardo alla Russia, il politico della Bassa Sassonia ha confermato che il cancelliere è pronto a parlare con Putin. “Il dialogo e la deterrenza sono le due facce della stessa medaglia”, ha sostenuto.
Nelle scorse settimane, da Berlino si sono accumulati i segnali di un riavvicinamento a Mosca da parte della Spd tedesca. Al Bundestag, il cancelliere stesso ha ammesso che “se ci chiedono se parleremo anche con il presidente russo, rispondiamo di sì”. Da New York, Scholz aveva poi ribadito la sua contrarietà a fornire missili a lungo raggio Taurus all’Ucraina, e dopo un incontro a Berlino con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, è emersa la volontà di includere nel prossimo vertice internazionale sulla guerra in Ucraina anche Mosca.
Indiscrezioni stampa hanno rivelato poi l’intenzione di Scholz di “telefonare a Putin” - sarebbe il primo leader della coalizione internazionale che sostiene l’Ucraina dall’inizio dell’invasione russa a farlo. E alcuni media, tra cui Repubblica, hanno riportato la notizia di viaggi a Mosca e della partecipazione a vertici in Azerbaigian di esponenti importanti della Spd e della Cdu come l’ex governatore del Brandeburgo Matthias Platzeck e l’ex capo della cancelleria Roland Pofalla.
Inoltre, secondo una fonte qualificata, a fronte delle pressioni degli Stati Uniti di Joe Biden di accelerare il processo per l’adesione alla Nato almeno della parte dell’Ucraina non occupata dalle truppe di Putin, Scholz si starebbe isolando sempre di più con il suo inflessibile ‘niet’. In vista della campagna elettorale per le elezioni del 2025, il cancelliere cerca palesemente di strappare voti ai partiti populisti come l’Afd e l’Alleanza per Wagenknecht, che chiedono la fine degli aiuti a Kiev e un appeasement con Putin che definiscono “pace”.
Un segnale inquietante, in questo senso, è arrivato in questi ultimi giorni dal Brandeburgo, dove la Spd ha avviato negoziati con il partito di Wagenknecht per formare un governo. E il governatore socialdemocratico Dietmar Woidke ha accettato un preambolo ai colloqui che impegna a cercare soluzioni diplomatiche “attraverso negoziati con le parti in conflitto che abbiano l’obiettivo di un cessate il fuoco e una pace duratura”. E la Spd del land intorno a Berlino ha accettato anche la richiesta della filoputiniana Wagenknecht di rifiutare lo stazionamento di missili americani Tomahawk in Germania. Dal punto di vista formale, un preambolo ridicolo: i land non definiscono la politica estera, che viene decisa al livello federale. Ma quello della Spd brandeburghese e di uno dei suoi governatori più popolari, è comunque un messaggio importante al partito. E al Paese.