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Contatti segreti, accordi e sgambetti: gli alti e bassi del rapporto tra Trump e Putin

(afp)

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Dalla visita del tycoon a Mosca all’apertura del presidente russo al dialogo con gli Usa dopo la rielezione di The Donald: le tappe principali del rapporto tra i due leader
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LONDRA – Ci eravamo tanto amati, per quattro anni e forse più. Parafrasando la vecchia canzone, si può dire che la relazione fra Donald Trump e Vladimir Putin non si sia mai interrotta, come ha rivelato alla vigilia di queste elezioni presidenziali “War”, il libro del leggendario giornalista del Washington Post Bob Woodward, sostenendo che fra i due ci sono state numerose telefonate segrete fra i due anche dal 2021 in avanti, dopo che Trump ha lasciato la Casa Bianca. Ora che è stato rieletto e sta per tornarci, il suo rapporto con il capo del Cremlino diventerà di nuovo pubblico.

Il presidente della Russia si è già congratulato con Trump per la vittoria elettorale, manifestando “attenzione” per l’interesse espresso da Trump a riprendere il dialogo. Da parte sua, il presidente-eletto americano ha detto che parlerà presto con Putin e che, farà finire la guerra in Ucraina “in 24 ore”. Ecco le principali puntate del loro “bromance”, come lo chiamano in tanti.

2013, Trump a Mosca

Trump…

LONDRA – Ci eravamo tanto amati, per quattro anni e forse più. Parafrasando la vecchia canzone, si può dire che la relazione fra Donald Trump e Vladimir Putin non si sia mai interrotta, come ha rivelato alla vigilia di queste elezioni presidenziali “War”, il libro del leggendario giornalista del Washington Post Bob Woodward, sostenendo che fra i due ci sono state numerose telefonate segrete fra i due anche dal 2021 in avanti, dopo che Trump ha lasciato la Casa Bianca. Ora che è stato rieletto e sta per tornarci, il suo rapporto con il capo del Cremlino diventerà di nuovo pubblico.

Il presidente della Russia si è già congratulato con Trump per la vittoria elettorale, manifestando “attenzione” per l’interesse espresso da Trump a riprendere il dialogo. Da parte sua, il presidente-eletto americano ha detto che parlerà presto con Putin e che, farà finire la guerra in Ucraina “in 24 ore”. Ecco le principali puntate del loro “bromance”, come lo chiamano in tanti.

2013, Trump a Mosca

Trump va a Mosca per presentare Miss Universo, il concorso di bellezza prodotto da una delle sue società. “Un grande avvenimento, che renderà più amici i nostri due Paesi”, dichiara. “E se Putin verrà allo show, diventerà lui il mio migliore amico?”

Primavera 2016, la campagna per la Casa Bianca

“Rispetto Putin, mi piace perché è un uomo forte ed è certamente più furbo del nostro presidente Barack Obama”, dichiara Trump durante la campagna per la Casa Bianca.

Giugno 2016, l’incontro con Veselnitskaja

Suo figlio Donald Trump junior, suo genero Jared Kushner e il capo della sua campagna elettorale Paul Manafort (ex-consigliere del presidente ucraino filorusso Viktor Yanukovich), si incontrano alla Trump Tower, il grattacielo di New York costruito da Trump, con Natalia Veselnitskaja, un’avvocatessa accusata di essere una propagandista del Cremlino. Intanto l’Fbi indaga sullo scandalo Wikileaks: la pubblicazione di migliaia di email top secret di Hillary Clinton, all’epoca segretario di Stato nell’amministrazione Obama, che ne danneggiano la candidatura alla Casa Bianca. Il partito democratico sostiene che Wikileaks ha ottenuto le email dalla Russia.

Novembre 2016, Putin si congratula con Trump per l’elezione alla Casa Bianca

Vladimir Putin è fra i primi Capi di Stato stranieri a congratularsi con Trump per la sua vittoria nelle presidenziali, definendolo “un leader straordinario e di talento”.

Gennaio 2017, il dossier russo su Trump

Pochi giorni prima dell’inaugurazione della presidenza Trump viene pubblicato il dossier raccolto da Christopher Steele, un ex-agente dello spionaggio britannico, secondo cui la Russia ha un “kompromat”, come si dice in russo, materiale compromettente su Trump, e lo può usare per ricattarlo. Agenti dello spionaggio russo avrebbero segretamente filmato Trump in situazioni imbarazzanti mentre era a letto con due prostitute, in una camera d’albergo a Mosca, durante il concorso di Miss Universo nel 2013. Trump nega tutto. Il Cremlino non commenta. L’intelligence americana suggerisce di prendere le rivelazioni con cautela, perché Steele era pagato dalla campagna elettorale di Hillary Clinton per cercare informazioni in grado di danneggiare Trump. Steele giura sull’autenticità delle sue prove.

Estate 2017, l’incontro con Putin

“Non sarebbe bello se potessimo andare d’accordo con la Russia?”, afferma Trump riguardo alle sanzioni a Mosca per l’invasione dell’Ucraina, approvate dal Congresso americano contro la volontà della Casa Bianca. In luglio il presidente americano ha un positivo incontro di due ore e mezzo con Putin ad Amburgo a margine del summit del G20. Trump si dice anche favorevole a un ritorno della Russia nel G7, nel quale era stata accolta dopo il crollo dell’Urss comunista, facendolo ribattezzare G8, e da cui è stata espulsa nel 2014 per l’invasione dell’Ucraina.

2018, le interferenze russe sulle elezioni Usa del 2016

Dopo avere incontrato Putin al summit bilaterale di Helsinki nel 2018, Trump riceve critiche bipartisan negli Usa per avere accettato la smentita del capo del Cremlino su presunte interferenze russe nelle elezioni presidenziali del 2016. “Putin mi ha detto che non ce ne sono state”, dice Trump. “E io gli credo, non vedo ragioni per cui sarebbe stata la Russia” a fornire le email di Hillary Clinton a Wikileaks.

Febbraio 2019, gli Stati Uniti si ritirano dal trattato sulle forze nucleari a medio raggio

Gli Stati Uniti si ritirano formalmente dal trattato sulle forze nucleari a medio raggio, inizialmente firmato da Usa e Urss nel 1987. Il segretario di Stato americano Mike Pompeo afferma che “la Russia è il solo responsabile per la rottura dell’accordo”. Trump dichiara che “da moltissimo tempo nessun presidente è stato duro con la Russia quanto me”. Ma nel giorno in cui si ritirano dal trattato sulle forze nucleari a medio raggio, gli Usa testano un nuovo missile che lo avrebbe violato. E fonti militari indicano che una ragione del ritiro americano dagli accordi è l’intensa produzione di armi a medio raggio da parte della Cina: Washington non vuole limitazioni ai propri arsenali, mentre Pechino rafforza il proprio. Una mossa più in chiave anticinese che antirussa.

Aprile 2019, il rapporto Fbi sulle interferenze russe

Viene pubblicato il rapporto del direttore dell’Fbi Robert Mueller sulle interferenze russe sulla campagna presidenziale americana del 2016. Il rapporto non parla di una cospirazione, ma accusa Trump di ostruzione di giustizia. Mueller non assolve né condanna il presidente per il suo operato, sostenendo che condannare un presidente in carica non era comunque tra le sue opzioni. Per le stesse ragioni, il precedente direttore dell’Fbi, James Comey, aveva condotto un’indagine su Michael Flynn, consigliere per la sicurezza nazionale di Trump. In un incontro nell’ufficio ovale della Casa Bianca, Trump disse a Comey: “Spero che metterà fine a questa inchiesta, Flynn è una brava persona, lo lasci stare”. Nei giorni successivi, Comey si era detto a disagio per la conversazione con il presidente. Trump lo ha licenziato in tronco, motivando la decisione con “questa storia delle accuse sulla Russia”.

Ottobre 2019, il ritiro delle truppe Usa dalla Siria

Trump ordina il ritiro delle truppe americane dal nord della Siria, dove erano state impegnate per anni nella guerra contro l’Isis e nella guerra civile siriana contro il regime del presidente siriano Assad, fedele a Mosca. Nelle basi dove sventolava la bandiera degli Stati Uniti, arriva la bandiera delle truppe russe che appoggiano Assad.

2021-2024, le rivelazioni di Bob Woodward

Secondo le indiscrezioni raccolte da Bob Woodward nel suo libro “War”, dopo la fine del suo primo mandato presidenziale Trump ha parlato al telefono almeno sette volte con Putin e gli ha regala anche un kit per i test sul Covid di fabbricazione americana. Il Cremlino conferma che le conversazioni e il dono sono effettivamente avvenuti.

Febbraio 2024, Putin: “Per la Russia sarebbe meglio la vittoria di Biden”

Putin dichiara in un’intervista che per la Russia sarebbe meglio una vittoria di Biden alle presidenziali, perché il presidente democratico “è un politico vecchio stile, prevedibile”. Ha cambiato idea? Non è più un fan di Trump? In realtà le sue parole sembrano un indiretto complimento all’avversario repubblicano, lasciando intendere che Trump, in quanto più imprevedibile di Biden, sarebbe più difficile da gestire per Mosca. E suonano anche come una smentita della relazione speciale che esisterebbe fra Putin e Trump.

7 novembre 2024, Putin si congratula con Trump per la rielezione

Putin si congratula con Trump per la rielezione alla Casa Bianca. “Il suo comportamento dopo l’attentato mi ha fatto impressione”, dice il presidente russo. “Si è dimostrato un uomo coraggioso. Il suo desiderio di riallacciare relazioni con la Russia e aiutare a mettere fine alla crisi ucraina meritano come minimo attenzione. Colgo l’occasione per congratularmi per la sua rielezione a presidente degli Stati Uniti. Siamo pronti al dialogo con lui. La palla è nel campo americano”. Trump risponde che parlerà presto con Putin, ancora prima di entrare alla Casa Bianca il 20 gennaio prossimo.

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