✕

Trump prepara la lista dei ministri, più fedelissimi che competenti: Pompeo fuori dai giochi, Rubio segretario di Stato

(afp)

Ascolta l'audio

Mercoledì il primo incontro con Joe Biden alla Casa Bianca. Il Pentagono coinvolto nella deportazione degli immigrati illegali
2 minuti di lettura

NEW YORK — Fedeltà più che competenza: Donald Trump non vuol rischiare gli “incidenti” del primo mandato, quando più di un collaboratore provò a imbrigliarne le scelte o non lo sostenne fino in fondo. Per dire, non ha mai perdonato al suo ex Procuratore Generale, Jeff Sessions, l’essersi ricusato dalle indagini sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016, invece di ostacolarle. Il nuovo gabinetto sarà dunque zeppo di lealisti, in parte scelti fuori del Congresso affinché siano «meno attaccati alle istituzioni», come dicono a Nbc due fonti coinvolte nel processo di transizione. A sovrintendere la selezione, tra gli altri, ci sono il figlio maggiore del tycoon Don Jr. ed Elon Musk: resteranno a Mar-a-Lago fino a mercoledì, quando Trump andrà a Washington per essere ricevuto alla Casa Bianca da Biden.

Tra i nomi che circolano, comunque, due hanno le credenziali adatte. Il senatore del Missouri Eric Schmitt, così intimo di The Donald da aver avuto addirittura un posto nel box …

NEW YORK — Fedeltà più che competenza: Donald Trump non vuol rischiare gli “incidenti” del primo mandato, quando più di un collaboratore provò a imbrigliarne le scelte o non lo sostenne fino in fondo. Per dire, non ha mai perdonato al suo ex Procuratore Generale, Jeff Sessions, l’essersi ricusato dalle indagini sulle interferenze russe nelle elezioni del 2016, invece di ostacolarle. Il nuovo gabinetto sarà dunque zeppo di lealisti, in parte scelti fuori del Congresso affinché siano «meno attaccati alle istituzioni», come dicono a Nbc due fonti coinvolte nel processo di transizione. A sovrintendere la selezione, tra gli altri, ci sono il figlio maggiore del tycoon Don Jr. ed Elon Musk: resteranno a Mar-a-Lago fino a mercoledì, quando Trump andrà a Washington per essere ricevuto alla Casa Bianca da Biden.

Tra i nomi che circolano, comunque, due hanno le credenziali adatte. Il senatore del Missouri Eric Schmitt, così intimo di The Donald da aver avuto addirittura un posto nel box riservato ai Trump durante la convention repubblicana di Milwaukee, papabile Procuratore Generale. Insieme al senatore della Florida con origini cubane Marco Rubio, già a capo della commissione intelligence e relazioni estere, dimostratosi cruciale nel mobilitare i latinos: potrebbe essere “ringraziato” con l’incarico di segretario di Stato. Posto cui ambisce anche l’ex direttore dell’intelligence Rick Grenell, che più plausibilmente finirà a fare il consigliere per la Sicurezza nazionale.

Delle caselle da riempire, una è certa: Susan Summerall Wiles, co-presidente della campagna, sarà capo di gabinetto, prima donna a rivestire il ruolo.

Alla Difesa tramonta invece la stella di Mike Pompeo: con un post sul suo social Truth, il tycoon ha comunicato che né l’ex segretario di Stato, né Nikki Haley, ex ambasciatrice all’Onu nonché sfidante di Trump alle primarie repubblicane, faranno parte della sua squadra. Chiunque lo guidi, il Pentagono (lo conferma il Wall Street Journal) dovrà aiutare nella caccia ai clandestini l’Homeland Security, a cui aspira Tom Homan: ex direttore dell’Ice, la polizia speciale che si occupa d’immigrati.

Intanto sono in corso le audizioni per il Tesoro: in gara ci sono il falco protezionista Robert Lighthizer, in lizza anche per riprendere il posto di segretario al Commercio (in tal caso in competizione con Linda McMahon, ex ad della World Wrestling Entertainment); e il miliardario e attuale consigliere economico del presidente eletto, Scott Bessent. La promessa di riprendere il fracking e rivedere le politiche energetiche dovrebbe essere affidata al governatore del North Dakota, Doug Burgum, plausibile però anche come segretario agli Interni (sovrintende territorio demaniale e risorse naturali). Carica cui ambisce anche Kristi Noem, governatrice del South Dakota, la fedelissima che perse la chance della vicepresidenza per aver raccontato come uccise il suo cane.

Oltre che dell’entourage, Trump si occupa anche degli avversari: ieri si è scagliato contro il governatore della California Gavin Newsom - che sta provando a blindare le leggi liberal del suo Stato - accusandolo di portarlo alla rovina. Mossa preventiva contro uno dei temibili candidati democratici alle presidenziali 2028.

Leggi i commenti