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Georgia, la presidente Zourabichvili sfida il Parlamento: “È illegittimo, resto qui”

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I manifestanti sono tornati in piazza per il terzo giorno consecutivo. Gli Usa interrompono la partnership strategica stretta nel 2009
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TBILISI — «Resterò la vostra presidente, un parlamento illegittimo non può eleggere un nuovo presidente». La capo di Stato georgiana in scadenza, Salomé Zourabichvili, ha annunciato che non riconoscerà l’autorità del suo successore, la cui elezione è in programma per il 14 dicembre.

Una reazione a catena innescata dalle contestate elezioni del 26 ottobre: i risultati ufficiali hanno certificato la vittoria, con il 54% dei voti, di Sogno georgiano, al potere dal 2012, che nell’ultima legislatura ha avuto un’evoluzione illiberale e ostile all’Occidente, l’alleato storico del Paese candidato all’ingresso Ue. Le opposizioni e la presidenza della Repubblica, forti di numerose prove di irregolarità, certificate dalla missione elettorale Osce, …

TBILISI — «Resterò la vostra presidente, un parlamento illegittimo non può eleggere un nuovo presidente». La capo di Stato georgiana in scadenza, Salomé Zourabichvili, ha annunciato che non riconoscerà l’autorità del suo successore, la cui elezione è in programma per il 14 dicembre.

Una reazione a catena innescata dalle contestate elezioni del 26 ottobre: i risultati ufficiali hanno certificato la vittoria, con il 54% dei voti, di Sogno georgiano, al potere dal 2012, che nell’ultima legislatura ha avuto un’evoluzione illiberale e ostile all’Occidente, l’alleato storico del Paese candidato all’ingresso Ue. Le opposizioni e la presidenza della Repubblica, forti di numerose prove di irregolarità, certificate dalla missione elettorale Osce, e solidi indizi di brogli su vasta scala, non hanno riconosciuto l’esito del voto. Chiedono un’inchiesta internazionale e la convocazione di nuove elezioni.

Le opposizioni stanno boicottando il nuovo parlamento, e la presidente si è rifiutata di inaugurarlo. Sogno georgiano siede da solo in un’aula di fatto monopartitica: ha scelto l’ex calciatore Mikheil Kavelashvili come candidato alla massima carica dello Stato, e intende eleggerlo tra due settimane. «Il mio mandato continuerà finché un parlamento eletto legittimamente non designerà legittimamente chiunque mi succederà», è la risposta di Zourabichvili, che continuerà a svolgere il suo ruolo da palazzo Orbeliani. Lì, per la giornata di oggi, ha convocato le quattro formazioni dell’opposizione con cui annuncerà la creazione di un “consiglio politico”, potenziale preludio a un governo parallelo con cui i partner internazionali potrebbero essere chiamati a interagire. Solo una manciata di Stati ha riconosciuto ufficialmente il nuovo esecutivo. Unica tra gli occidentali, l’Ungheria.

Intanto, per il terzo giorno consecutivo, continuano le dimostrazioni di massa a Tbilisi (in chiave minore in tutte le maggiori città), innescate dalla dichiarazione di giovedì del premier Irakli Kobakhidze, che ha annunciato la rimozione dall’agenda dell’esecutivo, “fino a fine 2028”, della questione dei negoziati con l’Ue. Manifestazioni represse con feroce violenza. E mentre gli Usa annunciano lo stop alla partnership strategica con Tbilisi, stretta nel 2009, il dissenso interno prende la forma di dimissioni, sono già quattro, da parte di ambasciatori georgiani di stanza in Europa, lettere firmate da decine di funzionari degli Esteri e della Difesa, solidarietà ai manifestanti da parte di importanti aziende, come il colosso delle telecomunicazioni MagtiCom, e due banche.

Vicini ai dimostranti numerosi artisti e sportivi. Tra loro, la stella della nazionale georgiana, e del Napoli, Khvicha Kvaratskhelia: «Il desiderio e la volontà del popolo georgiano è di camminare su strade europee. Questo dice la nostra storia ed è l’unica scelta giusta. Il mio paese è del popolo, nessuno è al di sopra della volontà del popolo».

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