Parte tutto in salita il primo viaggio nella Ue di Sergej Lavrov dall’inizio dell’offensiva russa in Ucraina. Benché resti nella “lista nera” di Bruxelles, oggi e domani il ministro degli Esteri è a Malta per partecipare alla riunione ministeriale annuale dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce). A invitarlo è stato il governo maltese che ha temporaneamente derogato al divieto d’ingresso previsto dalle sanzioni Ue in occasione del vertice internazionale.
L’invito a Malta doveva essere un segnale di apertura al dialogo, sulla scia della telefonata tra il cancelliere tedesco Olaf Scholz e il presidente russo Vladimir Putin e in vista del prossimo insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca, ma non ha fatto che scatenare polemiche.
Invece dei loro ministri, Lituania ed Estonia hanno inviato delegati di rango più basso. Mentre il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski ha fatto sapere che non avrebbe avuto “alcun colloquio” con Lavrov, dal momento che Mosca “viola palesemente” le regole dell’Organizzazione.
Lavrov parla all'Osce, i delegati estoni e polacchi lasciano l'aula
“La questione – ha aggiunto Sikorski – è se la Russia, in quanto aggressore, debba continuare a essere un Paese membro delle organizzazioni internazionali”. Opinione condivisa dalla stragrande maggioranza dei 57 Stati membri dell’Osce, organizzazione creata durante la Guerra Fredda come piattaforma per il dialogo Est-Ovest.
Alla fine, anche Malta ha fatto un passo indietro revocando all’ultimo minuto il visto che aveva precedentemente concesso alla portavoce del ministro russo, Maria Zakharova. “Evento senza precedenti”, secondo il ministero degli Esteri russo. Mentre Zakharova ha definito il dietrofront un “intrigo perpetrato” dall’”Idra occidentale” e ha ironizzato sulle “circostanze indipendenti dalla sua volontà” addotte dal governo maltese. “Tempesta magnetica? Asteroide? Mercurio retrogrado?”. Ma non è finita qui. Lavrov è stato invitato al pranzo della vigilia, ma non alla cena “informale”, formato che ha permesso all’organizzazione di selezionare gli invitati, compreso l’ucraino Andri Sybiga, ed escludere Lavrov e la sua delegazione.
Il vertice Osce di Skopje
L’ultimo viaggio di Lavrov entro i confini dell’Unione Europea risaliva al dicembre 2021 in Svezia, in occasione di un altro consiglio dell’Osce. Alla fine del 2023, il ministro russo aveva invece partecipato insieme a una delegazione di 90 persone alla riunione ministeriale ospitata a Skopje, in Macedonia del Nord, Paese candidato alla Ue, ma allineato alla politica di sanzioni.
Anche allora c’erano state proteste e boicottaggi. Ucraina, Paesi Baltici e Polonia non avevano partecipato al consiglio, mentre molti ministri degli altri Paesi membri avevano lasciato la sala durante l’intervento del diplomatico russo e avevano poi denunciato l’“aggressione ingiustificata e ingiustificabile” della Russia in Ucraina. Lavrov non era rimasto ad ascoltare le critiche. Aveva più volte abbandonato la sala riunioni, accusando l’Osce di essere “in uno stato deplorevole” e di essere diventata una “appendice” di Nato e Ue.
A Skopje, inoltre, il protocollo era stato estremamente rigido per evitare che Lavrov si incrociasse nei corridoi con il segretario di Stato americano Antony Blinken. Questa volta potrebbe andare diversamente. Già durante i passati vertici dell’anno i ministri degli Esteri sono rimasti ai loro posti perché, dicono, era “meglio restare e rispondere a Lavrov e all’enorme quantità di bugie che di solito porta con sé”. Stavolta l’Osce vuole raggiungere il consenso almeno sul rinnovo delle quattro posizioni vacanti di alto livello nell’organizzazione con sede a Vienna, sulla presidenza e sul bilancio.
Ma il rischio è di un duello diplomatico a distanza ravvicinata tra Mosca e Kiev. L’ordine degli interventi deciso per estrazione prevede che stavolta la prima a parlare sia l’Ucraina, mentre la Russia ha scambiato il 20° posto col 4° del Tajikistan.