TBILISI — Il 7 marzo 2023, il parlamento georgiano approvava in prima lettura la legge sugli “agenti stranieri”, ritirata a seguito di proteste oceaniche e infine riproposta e adottata la scorsa primavera, primo passo di Tbilisi verso una deriva autoritaria di ora in ora più evidente, che la sta strappando all’Europa e riportando nell’orbita della Russia. Quel giorno, Nana Malashkhia, impiegata comunale di 47 anni, diventa famosa in tutto il mondo come “la donna con la bandiera europea”.
Georgia, proteste contro il governo filorusso: la donna sventola bandiera Ue e resiste agli idranti
Una grande manifestazione su viale Rustaveli viene bruscamente dispersa con gli idranti e i gas lacrimogeni. Dalla folla esce una figura esile, si incammina da sola verso un cannone che getta acqua, sventolando vigorosamente un drappo blu a stelle dorate. Altri dimostranti accorrono facen…
TBILISI — Il 7 marzo 2023, il parlamento georgiano approvava in prima lettura la legge sugli “agenti stranieri”, ritirata a seguito di proteste oceaniche e infine riproposta e adottata la scorsa primavera, primo passo di Tbilisi verso una deriva autoritaria di ora in ora più evidente, che la sta strappando all’Europa e riportando nell’orbita della Russia. Quel giorno, Nana Malashkhia, impiegata comunale di 47 anni, diventa famosa in tutto il mondo come “la donna con la bandiera europea”.
Georgia, proteste contro il governo filorusso: la donna sventola bandiera Ue e resiste agli idranti
Una grande manifestazione su viale Rustaveli viene bruscamente dispersa con gli idranti e i gas lacrimogeni. Dalla folla esce una figura esile, si incammina da sola verso un cannone che getta acqua, sventolando vigorosamente un drappo blu a stelle dorate. Altri dimostranti accorrono facendole scudo con il proprio corpo: la foto che li immortala diventa un’icona della lotta della Georgia per il suo futuro europeo.
Oggi Malashkhia, eletta deputata alle elezioni del 26 ottobre, vinte dal partito al potere da 12 anni Sogno georgiano, ha rinunciato al mandato insieme a tutte le opposizioni, denunciando brogli. E giovedì scorso è tornata davanti al parlamento insieme a decine di migliaia di cittadini infuriati, dopo l’annuncio del premier («illegittimo», precisa) dello stop di Tbilisi al perseguimento dell’apertura dei negoziati di adesione con Bruxelles. Ne ha ricavato una frattura al naso.
Che cosa è successo?
«Ero di fronte a un cordone di forze dell’ordine. A un certo punto hanno iniziato ad avanzare verso la folla senza avvertimento, poi a picchiare e arrestare alcuni ragazzi. Siamo intervenuti tentando di proteggerli fisicamente. Insieme a una compagna di coalizione, stavamo cercando di rialzare un giovane che si trovava a terra, quando ho visto il gomito di un poliziotto venire verso il mio viso e ho sentito un colpo fortissimo al naso».
Rispetto alle proteste recenti, la repressione di queste ore è decisamente più intensa. Perché, secondo lei?
«Stavolta è diverso. Stanno dando la caccia a ogni singola persona che non ha paura di parlare e prendere posizione. Inseguono chi dissente fin nelle loro case, in metropolitana, negli esercizi pubblici. La violenza è massiccia. Non sono più forze dell’ordine ma gang di criminali di strada. Come quelle russe».
Anche i cittadini scendono in strada con uno spirito diverso. Sono furibondi.
«Prima (nel contesto della legge sugli “agenti stranieri”, ndr) si trattava di una battuta d’arresto nel percorso di integrazione. Ora è chiaro a tutti che non stiamo più solo perdendo la Georgia nella cornice europea, ma la Georgia come Stato sovrano».
Che cosa c’entra la Russia con quello che sta accadendo a Tbilisi?
«Questo è un governo russo, che agisce nell’interesse di Mosca. La Russia non vuole che la Georgia faccia parte dell’Ue. Putin elogia i politici georgiani, che diffondono esattamente la stessa propaganda del Cremlino. Il punto di rottura è stato l’invasione russa dell’Ucraina, Bidzina Ivanishvili (l’oligarca fondatore di Sogno georgiano, ndr) ha puntato tutto su una vittoria di Mosca».
L’ex presidente russo Dmitrij Medvedev ha detto che vi state muovendo nel solco di Kiev.
«La risposta politica è che non saremo noi a finire come l’Ucraina, ma è la Russia che verrà sconfitta con l’aiuto dei Paesi democratici. Si tratta di sicurezza globale. È anche interesse dell’Ue e degli Usa. La Russia è imperialista. E l’unica lingua che capisce è quella della resistenza e della forza. Se avesse la possibilità di conquistare non solo la Georgia o l’Ucraina, ma pezzi di Europa, lo farebbe immediatamente. È la sua natura».
Perché la Georgia vuole così tanto essere un membro dell’Ue?
«Innanzitutto, perché siamo europei. Storicamente, culturalmente e per i nostri valori e aspirazioni. E senza l’Europa, resteremmo soli faccia a faccia con la Russia, perdendo ancora una volta la nostra indipendenza».
Che cosa chiedete all’Europa?
«Sanzioni personali contro chi sta violando i diritti costituzionali dei georgiani, agendo contro la volontà del popolo. In fretta, prima che sia troppo tardi».
Ha ancora la bandiera che sventolava quel giorno del 2023?
«Sì, ma non è più mia. È del popolo georgiano».