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Guerra Ucraina - Russia, le news del 13 dicembre. Mercoledì a Bruxelles vertice Weimar plus con Zelensky

Guerra Ucraina - Russia, le news del 13 dicembre. Mercoledì a Bruxelles vertice Weimar plus con Zelensky
(afp)
G7: “Presto erogati 50 miliardi in prestito da asset russi congelati”. Il Cremlino: prematuro discutere di truppe Ue in Ucraina. Zelensky: “Attacco russo ai siti energetici”. Usa, nuove armi per 500 milioni a Kiev: “Munizioni Himars e droni”
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Mercoledì prossimo a Bruxelles si terrà una riunione del formato Weimar plus - Francia, Germania, Polonia, Regno Unito e Italia - al livello dei leader con la partecipazione di Volodymyr Zelensky, alla Nato. Il segretario generale Mark Rutte farà gli onori di casa. Parteciperà anche l'Unione Europea, rappresentata dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa.

Intanto nella riunione virtuale del G7 convocata oggi dalla premier Giorgia Meloni "sono state richiamate e valorizzate le molteplici iniziative concrete lanciate nel corso dell'anno, a cominciare dal finanziamento di 50 miliardi di dollari in prestiti "Extraordinary Revenue Acceleration" (ERA) che saranno presto erogati e ripagati a valere sulle entrate straordinarie derivanti dall'immobilizzazione dei beni sovrani russi".

G7: “Presto erogati 50 miliardi in prestito da asset russi congelati”

Nella riunione virtuale del G7 convocata oggi dalla premier Giorgia Meloni "sono state richiamate e valorizzate le molteplici iniziative concrete lanciate nel corso dell'anno, a cominciare dal finanziamento di 50 miliardi di dollari in prestiti "Extraordinary Revenue Acceleration" (ERA) che saranno presto erogati e ripagati a valere sulle entrate straordinarie derivanti dall'immobilizzazione dei beni sovrani russi". Così una nota diffusa dalla presidenza italiana

Mercoledì a Bruxelles vertice Weimar plus con Zelensky

Mercoledì prossimo a Bruxelles si terrà una riunione del formato Weimar plus - Francia, Germania, Polonia, Regno Unito e Italia - al livello dei leader con la partecipazione di Volodymyr Zelensky, alla Nato. Il segretario generale Mark Rutte farà gli onori di casa. Parteciperà anche l'Unione Europea, rappresentata dal presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa. Lo affermano fonti alleate ed europee

G7, von der Leyen: “L’Ucraina decida sul suo territorio”

"L'Ucraina deve rimanere uno Stato indipendente con il diritto di scegliere il proprio futuro. Sta all'Ucraina decidere sul suo territorio. Questi sono i principi che abbiamo difeso negli ultimi tre anni ed è fondamentale che continuiamo a difenderli sulla via da seguire". Lo ha affermato al vertice G7 la Presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen

Mercoledì vertice Ue-Nato con Zelensky

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, parteciperà mercoledì a un incontro con i leader di Gran Bretagna, Francia, Germania, Italia, Polonia, Nato e Ue a Bruxelles per discutere del sostegno al suo Paese nella guerra con la Russia. Lo hanno riferito a Reuters fonti a conoscenza del piano. L'incontro avviene mentre i Paesi europei affrontano la possibilità che gli Stati Uniti, la principale fonte di sostegno dell'Ucraina, cambino il loro approccio al conflitto quando Donald Trump tornerà alla Casa Bianca a gennaio. Zelensky e alcuni dei suoi alleati europei hanno chiesto che le truppe europee vengano dispiegate in Ucraina per fungere da deterrente a ulteriori azioni militari da parte della Russia dopo un eventuale cessate il fuoco

Ucraina: elemosiniere Papa pronto a nuova missione per Natale

Nuova missione per l'elemosiniere del Papa, cardinale Konrad Krajewski, in Ucraina. Come riportato dai media vaticani il cardinale Krajewski sarà nel Paese prossimi giorni in vista del Natale. Pronto un camper chirurgico dove effettuare anche gli interventi perché in alcune zone non esiste più un presidio medico. Saranno inviati anche 5 apparecchi per fare le ecografie. "Un segno da parte del Papa - ha detto il cardinale - nei confronti di chi soffre". "La guerra è stupida ma tutti ci guadagnano ed è vergognoso - se è vero - che mille soldati perdono la vita ogni giorno". Krajewski era presente oggi al brindisi per gli 85 anni della redazione ucraina della Radio Vaticana.

Kiev: “Respingiamo tentativi di accerchiamento in 4 villaggi”

Le forze ucraine stanno respingendo gli attacchi russi nei pressi di Uspenivka, Hannivka, Trudove e Romanivka, nell'oblast di Donetsk, e "stanno prendendo le misure necessarie" per impedire l'accerchiamento. Lo ha riferito il gruppo di forze ucraine di Khortytsia, mentre gli analisti sollevano preoccupazioni circa il rischio crescente che le unità ucraine vengano sopraffatte nella zona. Ieri, il gruppo di monitoraggio DeepState ha riferito che le forze russe stanno intensificando i loro attacchi a Uspenivka e avrebbero ottenuto il controllo delle rotte chiave con Hannivka. Il comandante in capo ucraino Oleksandr Syrskyi ha descritto l'offensiva russa in corso come "una delle più potenti" dall'inizio della guerra.

La Russia: ripreso il controllo di tre località nella regione di Kursk

Le forze russe "continuano a eliminare le truppe ucraine nella regione di Kursk e hanno ripreso il controllo di tre località popolate la scorsa settimana", ha fatto sapere il ministero della Difesa russo. "La scorsa settimana, le unità del gruppo di forze del nord hanno continuato a eliminare distaccamenti delle Forze armate ucraine nella regione di Kursk. Le operazioni offensive attive hanno portato alla presa del controllo di Plyokhovo, Daryino e Novoivanovka nella regione di Kursk", ha affermato il ministero.

Il Cremlino elogia Trump. “Sulle armi a lungo raggio a Kiev la pensiamo allo stesso modo”

Il no del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump all'uso di armi americane a lungo raggio da parte dell'Ucraina per colpire la Russia è "pienamente in linea" con la posizione di Mosca. Lo ha dichiarato il Cremlino, poche ore dopo il "massiccio" bombardamento aereo condotto sull'Ucraina. Il conflitto, iniziato quasi tre anni fa, si va intensificando in vista dell'arrivo di Trump alla Casa Bianca a gennaio, con entrambe le parti che cercano di prevalere sul campo di battaglia, mentre crescono le speculazioni sui colloqui per il cessate il fuoco. La Russia ha lanciato uno dei suoi più grandi attacchi missilistici di sempre nelle prime ore di oggi, colpendo la rete energetica ucraina mentre le temperature scendono sotto lo zero, in quello che Mosca ha definito una rappresaglia per l'attacco di Kiev con missili americani Atacms contro un aeroporto della Russia meridionale all'inizio della settimana. Il Cremlino ricorda di aver avvertito che avrebbe risposto e poi ha elogiato Trump, che aveva affermato che usare queste armi per colpire in profondità la Russia è un'idea "sciocca".

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Il Cremlino: peacekeeper in Ucraina? Prematuro discuterne ora, ma bisogna parlarne in negoziati

Il Cremlino ritiene che sia presto per discutere della possibilità di truppe europee in Ucraina per monitorare il rispetto di un'eventuale futura tregua: lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale russa Tass. Ma "tutto questo può e deve essere discusso durante i negoziati", ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitrij Peskov, sostenendo che non si debba "andare troppo avanti".

Il Cremlino: non ci sono prerequisiti per i negoziati

I "prerequisiti" per i negoziati sull'Ucraina non ci sono. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov, aggiungendo che le condizioni "pre-negoziali" non sono soddisfatte. "Non vogliamo un cessate il fuoco, vogliamo la pace, una volta che le nostre condizioni saranno soddisfatte e tutti i nostri obiettivi saranno raggiunti", ha affermato il portavoce presidenziale.

Kiev ha chiesto energia a cinque paesi vicini

L'Ucraina, dopo il massiccio attacco delle forze armate russe alle infrastrutture energetiche, ha richiesto l'importazione di elettricità da cinque Paesi vicini. Lo ha riferito la società Ukrenergo sul suo canale Telegram. Secondo la società, le importazioni verranno effettuate entro 24 ore da Polonia, Romania, Slovacchia, Ungheria e Moldavia. Nell'Ucraina occidentale, diversi insediamenti sono rimasti senza elettricità e riscaldamento. Oggi l'esercito russo ha lanciato un massiccio attacco contro le infrastrutture di carburante ed energia dell'Ucraina, in risposta all'uso da parte di Kiev di sei missili ATACMS nell'aeroporto di Taganrog. Secondo il Ministero della Difesa di Mosca, tutti gli obiettivi sono stati colpiti.

L’Aiea: i bombardamenti russi sulle infrastrutture energetiche pongono rischio alla sicurezza nucleare

Il bombardamento delle infrastrutture energetiche ucraine, critiche per il funzionamento delle centrali nucleari nazionali, rappresenta una minaccia per la sicurezza nucleare e delle radiazioni: è quanto si legge in una bozza di risoluzione adottata ieri durante una riunione straordinaria del Consiglio dei governatori dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea). Lo riporta su Telegram l'agenzia ucraina per l'energia atomica Energoatom. La bozza, si legge nel messaggio, è stata adottata con 22 voti degli Stati membri. Secondo il documento, gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine critiche per l'alimentazione delle centrali nucleari rappresentano una minaccia diretta alla sicurezza nucleare. Tali attacchi violano uno dei sette pilastri indispensabili per garantire la sicurezza nucleare delineati dal Direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi, che richiede un'alimentazione elettrica sicura fuori sede per tutti gli impianti nucleari.

Fonti, “nulla ancora di concreto sulle truppe di pace in Ucraina”

Il dibattito sull'invio di truppe europee in Ucraina nel quadro di un possibile cessate il fuoco "è in corso" tra le capitali dei big Ue ma al momento "si è ancora nella fase concettuale", senza che sul tavolo vi siano "dettagli concreti", come il numero dei soldati, la quota parte di ogni nazione e le strutture di comando e controllo. Lo afferma una fonte diplomatica alla vigilia del Consiglio Affari Esteri di lunedì prossimo, dove "non si prevede" che venga affrontata la questione. "Ci concentreremo su come fare per sostenere Kiev nel breve termine", spiega la fonte. "Putin non è interessato ai negoziati, c'è ancora molto da fare".

Mosca, peacekeeper Ue in Ucraina? Discuterne nei negoziati

Il Cremlino ritiene che sia presto per discutere della possibilità di truppe europee in Ucraina per monitorare il rispetto di un'eventuale futura tregua: lo riporta l'agenzia di stampa ufficiale russa Tass. Ma "tutto questo può e deve essere discusso durante i negoziati", ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, sostenendo che non si debba "andare troppo avanti".

Kiev, “sull'Ucraina anche 4 missili ipersonici russi”

Le forze russe hanno attaccato l'Ucraina tra ieri pomeriggio e questa mattina anche con quattro missili ipersonici, i cosiddetti 'Kinzhal': lo scrive su Telegram l'Aeronautica militare di Kiev.

Kiev, pioggia di 94 missili e 193 droni sull'Ucraina

Le forze russe hanno lanciato sull'Ucraina tra ieri pomeriggio e questa mattina 94 missili e 193 droni, che "ancora una volta hanno colpito principalmente le strutture energetiche" del Paese: lo ha reso noto su Telegram l'Aeronautica militare di Kiev, aggiungendo che le difese aeree ucraine hanno abbattuto 81 missili e 80 droni nemici, mentre altri 105 velivoli senza pilota non hanno raggiunto gli obiettivi.

Cremlino, la Russia "vuole la pace non una tregua”

La Russia non cerca solo una tregua in Ucraina, ma la pace che arriverà quando tutte le condizioni saranno soddisfatte, ha detto il portavoce della presidenza russa Dmitri Peskov. Durante il suo briefing con la stampa, i giornalisti gli hanno chiesto quale sarebbe stata la posizione della Russia riguardo all'idea di inviare un contingente europeo in Ucraina per monitorare una eventuale tregua. "Tutto questo può essere discusso durante i negoziati e dovrebbe essere discusso", ha detto Peskov. Tuttavia, ha invitato a non correre troppo. "Abbiamo ripetutamente affermato che una tregua in sé non è ciò che vogliamo, vogliamo la pace che arriverà dopo che le nostre condizioni saranno soddisfatte e dopo che tutti gli obiettivi che ci siamo prefissati saranno stati raggiunti", ha ribadito. La Russia, ha sottolineato il portavoce del Cremlino, resta aperta ai negoziati, come ha ripetutamente affermato il presidente Vladimir Putin. "Siamo pronti per i negoziati, li consideriamo possibili e necessari sulla base degli accordi di Istanbul, ma allo stesso tempo non ci sono ancora i presupposti, perché la parte ucraina li esclude e noi continuiamo la nostra operazione militare speciale", ha concluso Peskov.

Mosca, "pienamente" d'accordo con Trump su missili

Il Cremlino ha affermato che l'opposizione del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump al lancio di armi fornite dagli Usa in profondità sul territorio russo dall'Ucraina è "pienamente allineata" con la posizione di Mosca. "La dichiarazione è pienamente in linea con noi, con la nostra visione delle ragioni dell'escalation. E' ovvio che Trump capisce esattamente cosa sta facendo degenerare la situazione", ha detto alla stampa il portavoce del Cremlino Dmitri Peskov

Il Cremlino: aspettiamo passi concreti da Trump

Il Cremlino ha invitato a non riporre ancora speranze nella stabilizzazione della situazione in Ucraina con l'arrivo di Donald Trump alla presidenza degli Stati Uniti e di aspettare che entri in carica, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov. "Non c'è bisogno di affrettarsi ma di aspettare passi concreti che verranno compiuti dopo l'insediamento", ha detto Peskov ai giornalisti, rispondendo alla domanda se il Cremlino abbia speranze di risolvere il conflitto in Ucraina dopo che Trump si sarà insediato come presidente degli Stati Uniti il 20 gennaio.

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Mosca: il massiccio attacco di oggi è la risposta ai raid di Kiev con gli Atacms

Il massiccio attacco di oggi lanciato dalla Russia è la risposta al raid di Kiev con missili Atacms contro l'aeroporto militare di Taganrog. Lo afferma il ministero della Difesa russo, come riporta l'agenzia Tass. "In risposta all'uso di armi americane a lungo raggio, le forze armate della Federazione russa hanno lanciato un massiccio attacco con armi aeree e marittime a lungo raggio ad alta precisione contro infrastrutture di fondamentale importanza per il carburante e l'energia in Ucraina. L'obiettivo dell'attacco è stato raggiunto", fa sapere il ministero.

Zelensky: 93 missili e 200 droni russi sull’Ucraina, è il più grande attacco alle infrastrutture energetiche

La Russia ha lanciato nelle ultime ore 93 missili e circa 200 droni in uno dei suoi più grandi attacchi della guerra al sistema energetico ucraino, ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky.

Allarme antiaereo in tutta l’Ucraina, esplosioni da Kiev a Odessa

In tutte le regioni dell'Ucraina è stato dichiarato l'allarme antiaereo. Lo riferiscono le autorità di Kiev mentre continuano i raid aerei russi, in particolare contro il sistema energetico del Paese. Il Kyiv Independent segnala esplosioni in più regioni ucraine durante gli attacchi aerei russi. La difesa è entrata in azione nell'oblast di Kiev, ha affermato l'amministrazione regionale. Sono state segnalate esplosioni anche negli oblast di Odessa, Vinnytsia e Cherkasy.

Kiev, massiccio attacco russo contro siti energetici

Le strutture energetiche dell'Ucraina sono state l'obiettivo di un "massiccio" attacco russo di questa mattina. Lo ha annunciato il ministero dell'Energia ucraino. "Il nemico continua con il terrore. Ancora una volta, il settore energetico in tutta l'Ucraina è l'obiettivo di un massiccio attacco", si legge in una nota.

Forze russe avanzano rapidamente verso la città strategica di Pokrovsk

Le forze russe sono a poco più di un chilometro dalla città ucraina di Pokrovsk dopo un’avanzata da sud verso il nodo stradale e ferroviario che prima della guerra aveva una popolazione di 60.000 persone. Lo riporta Yuri Podolyaka, un importante blogger militare filo-russo di origine ucraina. La Russia controlla una parte dell'Ucraina grande quanto lo stato americano della Virginia e sta avanzando al ritmo più veloce dai primi giorni dell'invasione del 2022, secondo le mappe open source. L'esercito ucraino ha affermato mercoledì che le truppe russe hanno distrutto o catturato diverse posizioni ucraine vicino alla città.

Droni ucraini su 4 regioni russe, un morto a Belgorod

Mosca afferma che una persona è morta in un attacco di droni che stanotte ha preso di mira la regione russa di Belgorod. Su questa e su altre tre oblast sono stati abbattuti un totale di 13 velivoli senza pilota delle forze di Kiev, aggiungono le autorità russe citate dall'agenzia di stampa Tass. La vittima è "un membro dell'autodifesa", afferma il governatore Vyacheslav Gladkov in un messaggio pubblicato stamattina su Telegram. Le regioni su cui sono stati abbattuti i droni ucraini sono quelle di Belgorod, Kursk, Rostov e Lipetsk.

L’Agenzia per l’atomica: “Restiamo a Zaporizhzhia, attacco coi droni non ci intimidisce”

La missione dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) presso la centrale nucleare ucraina di Zaporizhzhia occupata dai russi continuerà il suo lavoro nonostante un attacco di droni a un veicolo dell'Aiea, che mirava presumibilmente a intimidire gli osservatori della missione. Lo ha affermato il direttore generale della stessa agenzia, Rafael Mariano Grossi. "L'Aiea rimane impegnata a mantenere una presenza presso la centrale di Zaporizhzhia per aiutare a prevenire un incidente nucleare durante il conflitto militare, nonostante l'attacco di droni a uno dei suoi blindati durante una rotazione regolare di team Aiea di stanza nel sito", ha dichiarato Grossi in un comunicato.
I media ucraini hanno riportato che il 10 dicembre un drone russo ha attaccato un veicolo della missione Aiea diretto alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Nessuno è rimasto ferito.
"Chiunque abbia fatto questo sapeva esattamente cosa stesse facendo. È stato il nostro veicolo a essere colpito. C'era una chiara intenzione di intimidirci. Ma non ci faremo intimidire da questo attacco sfacciato e deplorevole. Resteremo finché sarà necessario e continueremo il nostro indispensabile lavoro", ha aggiunto Grossi.

Nuove sanzioni Usa contro il governo della Georgia

Il Dipartimento di Stato americano ha annunciato ulteriori misure di limitazione dei visti nei confronti di "coloro che sono responsabili o complici nell'indebolimento della democrazia in Georgia". Il provvedimento riguarda circa venti persone, tra cui individui che prestano servizio come ministri del governo e in Parlamento, funzionari delle forze dell'ordine e di sicurezza, e privati ;;cittadini.
"Gli Stati Uniti condannano fermamente la violenza continua, brutale e ingiustificata del partito 'Georgian Dream' contro i cittadini georgiani, manifestanti, membri dei media, attivisti per i diritti umani e esponenti dell'opposizione. Il movimento si è allontanato dal futuro euro-atlantico della Georgia, che la stragrande maggioranza del popolo georgiano desidera e che la costituzione georgiana prevede. Ci impegniamo a garantire che gli alti funzionari responsabili o complici nel minare la democrazia siano soggetti a restrizioni sui visti", si legge in una nota del dipartimento americano nella quale si avverte che Washington "sta preparando ulteriori azioni, comprese le sanzioni".

Dagli Usa nuove armi all’Ucraina per 500 milioni. Blinken: “Nel pacchetto munizioni Himars e droni”

Come anticipato dalla Casa Bianca, gli Stati Uniti hanno annunciato un nuovo pacchetto di armi all'Ucraina da 500 milioni di dollari, che comprende ulteriori sistemi di difesa aerea, capacità di artiglieria e altri tipi di armamenti. L'annuncio è stato fatto da John Kirby, portavoce del Consiglio sulla sicurezza nazionale della Casa Bianca. La notizia è rilanciata dall'agenzia Ukrinform.
Kirby ha sottolineato che gli aiuti vengono forniti nell'ambito dei fondi presidenziali e che questo pacchetto è il 72mo del suo genere. Il segretario di Stato Antony Blinken ha anticipato che il pacchetto include munizioni Humars e sistemi aerei senza pilota. Previsti anche veicoli blindati e attrezzature per la protezione da attacchi chimici, biologici, radiologici e nucleari. Quest'ultima tranche di aiuti segue un pacchetto da 988 milioni di dollari e un altro da 725 milioni di dollari, entrambi annunciati all'inizio di questo mese. L'amministrazione uscente di Joe Biden sta lavorando per fornire quanti più aiuti possibili all'Ucraina prima dell'insediamento del presidente eletto Donald Trump. "Gli Stati Uniti forniscono un altro significativo pacchetto di aiuti militari al partner ucraino che si difende dagli attacchi russi", ha commentato Blinken.

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Gas russo a rischio stop, Moldova dichiara stato di emergenza

Il parlamento moldavo ha votato per imporre uno stato di emergenza nazionale per 60 giorni a partire dal 16 dicembre a causa del rischio di interruzione delle forniture di gas russo dal 1 gennaio. Lo riporta Reuters online, secondo cui cinquantasei membri della camera su 101 hanno sostenuto la misura nel voto subito dopo la mezzanotte. La Moldova riceve gas naturale russo tramite l'Ucraina, che ha affermato che non estenderà il suo contratto di transito con il gigante del gas russo Gazprom. Il contratto scade il 31 dicembre.

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