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L’Afd sfila a Magdeburgo: “Cacciamo gli stranieri”. Ma c’è chi dice no all’odio

L’Afd sfila a Magdeburgo: “Cacciamo gli stranieri”. Ma c’è chi dice no all’odio
(afp)

Comizio anti-migranti dell’estrema destra nella città colpita dal terrorismo. Sul luogo della strage si invocano però ponti e non muri

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MAGDEBURGO — “Nuvole bianche”, piazza nera. Ludovico Einaudi non lo saprà, ma in attesa del comizio del partito di ultradestra Afd, nella piazza gremita dalla folla che urla «espulsione, espulsione!», dalle casse si ascolta anche uno dei brani più celebri del pianista italiano. Dopo, è campagna elettorale sotto il duomo di Magdeburgo, appena tre giorni dopo l’attentato. Negli stessi minuti, nel mercatino di Natale diventato teatro della strage, tante altre persone scendono in strada per una catena umana e per un messaggio differente: «Non diamo una possibilità all’odio».

Di qua e di là. Alla stessa ora, le cinque del pomeriggio. Contro lo stesso vento gelido e sotto lo stesso cielo già buio. A dieci minuti di cammino, forse meno. In Domplaz due amiche di 20 e 25 anni aspettano l’arrivo dei leader di estrema destra. Dicono: «La Germania è sull’orlo del baratro, deve cambiare qualcosa. Afd è il miglior partito per cui votare oggi». Il nome è l’acronimo di “Alternativa per la Germania”. Le elezioni politiche del 23 febbraio sono vicine. In piazza, teste rasate e famiglie che potresti vedere al mercato per i regali di Natale; giovani in passamontagna nero e anziani arrabbiati (uno riesce a litigare con un gruppetto di 5 coetanei antifascisti).


Un urlo accoglie la leader Alice Weidel, che su X aveva lanciato l’anteprima: l’attentato «non sarebbe stato possibile senza una immigrazione incontrollata». Dal palco dice che «qualcosa deve cambiare nel nostro Paese, dobbiamo poter vivere di nuovo al sicuro». La folla applaude, urla: «Espulsione». Si sente «La Germania ai tedeschi!», slogan di stampo neonazista scandito di tanto in tanto dai sostenitori dell’Afd, data al 20% nei sondaggi. Gli esponenti del partito lanciano slogan: «Chiudere le frontiere, non possiamo più accogliere pazzi furiosi» e «i Servizi hanno ignorato ogni avvertimento». Poi, per allontanare ogni imbarazzo: «Quest’uomo ha cercato contatti con noi ma non ha partecipato a nessun nostro evento, ci era completamente sconosciuto».
(reuters)

L’uomo, «l’assassino», è il 50 enne saudita accusato della strage dopo aver travolto con un Suv famiglie e bambini al mercato: Taleb Al Abdulmohsen. Un profilo “atipico” ancora tutto da decifrare. Professione psichiatra, i colleghi lo chiamavano “dottor Google” perché cercava informazioni sul web prima di ogni diagnosi. Considerato di estrema destra e islamofobo è rinchiuso in un carcere di massima sicurezza, sorvegliato notte e giorno. I media tedeschi riportano numerose prove sul fatto che sia affetto da una grave malattia mentale. La polizia lo aveva contattato già a ottobre, poche settimane prima dell’attentato, per metterlo in guardia sui suoi comportamenti. L’Arabia Saudita aveva chiesto la sua estradizione. Più allarmi erano arrivati, ma non è bastato a fermarlo. Così il 30 dicembre il ministro dell’Interno e i capi dell’Intelligence – oggi sulla graticola – dovranno rispondere in Parlamento delle falle sulla sicurezza.

Intanto dottor Google irrompe nella campagna elettorale tedesca. Dopo il comizio, i sostenitori di Afd marciano per un tratto della città. Lo schieramento di polizia è imponente. I manifestanti neri non incrociano i partecipanti dell’iniziativa vicino al mercatino, la catena umana che invita a «piangere insieme» ma anche a «incontrarci con apertura, compassione, tolleranza e umanità, costruendo ponti anziché muri». Candele, lacrime e abbracci ma oggi il muro sembra molto alto. In risposta alla tragedia, la città della Sassonia si è mobilitata rispondendo all’appello a donare sangue lanciato dall’ospedale universitario: ieri sono andati 138 volontari. La sola clinica sta curando 72 degli oltre 230 feriti portati in quindici ospedali. Cinque le vittime: il bambino di 9 anni e quattro donne di 45, 52, 67 e 75 anni.

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