Esteri

Medio Oriente, le news del 14 gennaio. Media: “Hamas non ha risposto, aspetta mappe da Israele”

Medio Oriente, le news del 14 gennaio. Media: “Hamas non ha risposto, aspetta mappe da Israele”
(afp)
Netanyahu convoca per stasera riunione d’urgenza su tregua e ostaggi. Ai parenti: “Sì alla tregua prolungata ma sei i rapiti saranno tutti liberati”. “Blinken: “No all’annessione di Gaza a Israele”. Il Segretario di Stato Usa: “Anp gestirà fase post tregua con Onu”
1 minuti di lettura

Nelle trattative per la liberazione degli ostaggi israeliani e la tregua a Gaza, un funzionario di Hamas ha riferito alla Reuters che l’organizzazione non ha ancora fornito una risposta ai mediatori perché Israele non ha presentato le mappe del ritiro delle sue truppe da Gaza.

Nel pomeriggio Netanyahu, incontrando i parenti degli ostaggi, ha spiegato di essere “pronto per un cessate il fuoco prolungato, a condizione che tutti i rapiti vengano rilasciati. E' questione di giorni o ore. Aspettiamo la risposta di Hamas e poi può iniziare subito"

Intanto a Doha, dove sono in corso i negoziati, è arrivato anche il responsabile dei detenuti dell'Anp. “Siamo sul punto di veder realizzata l'intesa”, dice Biden. La Casa Bianca fa sapere di essersi coordinata con Trump.

Punti chiave

Netanyahu consulta team negoziale. Trattative nella notte

Il primo ministro Benjamin Netanyahu sta attualmente tenendo delle consultazioni con il team israeliano incaricato delle negoziazioni per la presa degli ostaggi e con i membri delle forze di sicurezza israeliane, lo scrive il Times of Israel. Il suo ufficio ha inviato un aggiornamento alle famiglie degli ostaggi, affermando che i colloqui a Doha sono in corso e che le parti stanno discutendo i dettagli finali necessari per raggiungere un accordo. I negoziati proseguiranno per tutta la notte, ha affermato l'ufficio di Netanyahu, aggiungendo che aggiorneranno le famiglie degli ostaggi il prima possibile

Palestinesi: “Salgono a sei i morti nel raid in Cisgiordania”

Il ministero della Salute palestinese ha reso noto che il bilancio dei morti dell'attacco aereo israeliano in Cisgiordania è salito a sei morti. Lo scrive Haaretz riportando inoltre l'annuncio dell'Idf in base al quale un aereo dell'aeronautica militare ha condotto un attacco nell'area di Jenin in Cisgiordania

Media: “Israele smentisce Hamas sulle mappe del ritiro da Gaza”

Israele ha smentito l'affermazione di una fonte di Hamas, che ha riferito a Reuters che l'organizzazione terroristica tarda a dare la sua risposta alla bozza dell'accordo perché Israele non ha trasmesso le mappe del ritiro dell'Idf da Gaza. Lo riporta Ynet

Onu: “Israele blocca aiuti a ospedali nel nord di Gaza”

Due tentativi delle missioni umanitarie di raggiungere gli ospedale nel nord di Gaza sono stati respinti dall'esercito israeliano. Lo ha detto il portavoce delle Nazioni Unite nel corso dell'incontro quotidiano con i media.
"Le missioni - ha spiegato Stephane Dujarric - dovevano servire a trasferire i pazienti da due ospedali, Al Awda e Indonesian, e a consegnare cibo, acqua, carburante e oggetti per l'igiene, elementi cruciali per gli ospedali". L'accesso all'ospedale Al Awda di Jabalaya rimane "estremamente limitato mentre l'assedio israeliano al governatorato di Gaza Nord continua". Al Awda è rimasto l'unico ospedale parzialmente in funzione

Tajani: “Nei prossimi giorni sarò di nuovo in Israele e Palestina”

Nei prossimi giorni sarò di nuovo in Israele e in Palestina". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, in un punto stampa congiunto con l'omologo israeliano Gideon Saar. "Israele è un paese amico dell'Italia - ha aggiunto - e la riunione di oggi conferma la nostra vicinanza e la volontà di tenere i contatti con il governo israeliano. Continueremo a fare tutto il possibile per la pace". Tajani poi ha ringraziato Israele per aver "sostenuto attivamente" il progetto Food for Gaza "che ha permesso di portare decine di tonnellate di aiuti alla popolazione palestinese senza l'intermediazione di Hamas"

Tajani: ”Momento storico, vicini alla tregua a Gaza”

"Sono lieto di ospitare il ministro Saar in un momento storico per la pace in Medio Oriente. Mi auguro che si possa essere finalmente vicini a un cessate fuoco a Gaza dopo quello in Libano". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo l'incontro con l'omologo israeliano Gideon Sàar a Villa Madama. Il fatto che un accordo sia imminente "è una notizia importantissima che speriamo possa aprire nuova fase e consentire di riportare la pace in Medio Oriente", ha aggiunto

Il nonno di Kfir Bibas: “Sabato secondo compleanno a Gaza”

"Com'è possibile che mio nipote, rapito a nove mesi, passi il suo secondo compleanno all'inferno?": lo ha detto questa sera nella piazza dei rapiti a Tel Aviv il nonno di Kfir Bibas, preso in ostaggio insieme con il fratellino Ariel e la madre Shiri il 7 ottobre 2023. "Sabato prossimo il nostro Kafir compie due anni, in prigionia. Non ha ancora festeggiato un compleanno a casa", ha aggiunto Eli Bibas. E rivolto a Netanyahu: "L'ultimo anno simboleggia per noi come nazione un anno di rottura, distruzione. Un incubo che è diventato la realtà delle nostre vite"

Al-Sisi e Biden: “Flessibilità per la tregua a Gaza”

Il presidente egiziano Abdel-Fatah al-Sisi e il presidente Usa Joe Biden hanno parlato in una telefonata della mediazione in corso da parte del Cairo, Doha e Washington per raggiungere un accordo per un cessate il fuoco e il rilascio degli ostaggi a Gaza. Biden aveva detto che avrebbe parlato con al-Sisi dopo aver parlato con l'emiro del Qatar, lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani. Sisi ha anche sottolineato la necessità che sia Israele che Hamas mostrino la flessibilità necessaria per raggiungere un accordo, ha detto la presidenza egiziana

Media: “Hamas non ha risposto, aspettiamo le mappe da Israele”

Hamas non ha ancora fornito la sua risposta ai mediatori perché Israele non ha presentato le mappe del ritiro delle sue truppe da Gaza: lo ha detto un funzionario di Hamas a Reuters

Manifestazione della destra israeliana contro l'accordo

Centinaia di manifestanti di destra a Gerusalemme si stanno preparando a marciare verso l'ufficio del primo ministro, per opporsi alla proposta di accordo sulla presa di ostaggi attualmente sul tavolo, lo scrive il Times of Israel. La "protesta d'emergenza" arriva sulla scia dei rapidi progressi dei negoziati tra Israele e Hamas. "Chiediamo al primo ministro di non cedere a questo accordo... un accordo che libererà migliaia di terroristi con le mani sporche di sangue", dice un organizzatore da un altoparlante. Le famiglie degli ostaggi e dei soldati uccisi guidano la marcia insieme al parlamentare del Likud Amit Halevi."Stiamo marciando per dare al nostro primo ministro la forza di avere successo", afferma un organizzatore prima della partenza della marcia

Accordo Israele-Hamas: cosa prevede la bozza in tre fasi su ostaggi e territori?

Accordo Israele-Hamas: cosa prevede la bozza in tre fasi su ostaggi e territori?

Netanyahu: “Sì a tregua prolungata ma rapiti tutti liberi”

"Sono pronto per un cessate il fuoco prolungato, a condizione che tutti i rapiti vengano rilasciati. È questione di giorni o ore. Aspettiamo la risposta di Hamas e poi può iniziare subito". Lo ha detto il primo ministro Benjamin Netanyahu incontrando alcuni familiari dei rapiti nel tardo pomeriggio

Hegseth: “Supporto la guerra di Israele a Gaza”

"Sono cristiano e sionista e sostengo con forza lo Stato di Israele e la sua guerra esistenziale a Gaza". Lo ha detto il candidato al Pentagono di Donald Trump. Pete Hegseth, nell'audizione di conferma al Senato. "Supporto con forza che Israele distrugga e uccida fino all'ultimo membro di Hamas", ha sottolineato.

Netanyahu convoca riunione d'urgenza su tregua e ostaggi

Il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu ha convocato per questa sera una riunione d'urgenza con i vertici della sicurezza. L'incontro si concentrerà sull'esame dell'accordo sul rilascio degli ostaggi. Secondo i media israeliani, la consultazione includerà alti funzionari dell'Idf, il capo di stato maggiore Herzi Halevi e rappresentanti delle agenzie di intelligence David Barnea per il Mossad e Ronen Bar per lo Shin Bet.

Media, 'a Gaza 38 morti da stamani'

Almeno 38 palestinesi sono stati uccisi negli attacchi israeliani a Gaza dalle prime ore di questa mattina. Lo scrive Al Jazeera online citando fonti mediche e aggiungendo che la maggior parte delle vittime, 28, è stata uccisa nelle zone centrali e meridionali della Striscia e che tra i morti ci sono anche due bambini che si erano rifugiati in una tenda con la loro famiglia a ovest di Nuseirat.

Blinken:“Israele accetti un percorso verso lo stato palestinese”

Israele deve accettare un percorso verso lo stato palestinese "legato ad un calendario e basato su condizioni": lo ha detto il segretario di stato Antony Blinken parlando all'Atlantic Council a Washington del futuro del Medio oriente.

Blinken interrotto tre volte da manifestanti pro-Palestina

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, è stato interrotto per tre volte da contestatori pro-palestinesi durante il suo discorso all'Atlantic Council.
"Sarai per sempre ricordato come il 'segretario del genocidio', hai sulle mani il sangue di centinaia di migliaia di innocenti", ha gridato una manifestante, mentre veniva portata via.

(afp)

Blinken, su accordo Gaza la palla è nel campo di Hamas

"La palla è ora nel campo di Hamas. Se Hamas accetta, l'accordo è pronto per essere concluso e attuato". Lo ha affermato il segretario di Stato americano Antony Blinken a Washington, parlando al think tank Atlantic Council.

Blinken: “Israeliani devono abbandonare il mito di un’annessione de facto”

“Gli israeliani devono abbandonare il mito di un’annessione de facto”, ha continuato il Segretario di Stato Anthony Blinken in un discorso all'Atlantic Council.

(afp)

Blinken: “Hamas ha reclutato tanti nuovi militanti quanti ne ha persi”

“Hamas ha reclutato tanti nuovi militanti quanti ne ha persi”, ha detto il Segretario di Stato Usa, Anthony Blinken.

Blinken, “Anp dovrà gestire Gaza nel dopoguerra con l'Onu”

L'Autorità Nazionale Palestinese dovrebbe gestire Gaza nel dopoguerra insieme alle Nazioni Unite e ai partner stranieri: lo ha detto il segretario di stato Antony Blinken parlando all'Atlantic Council a Washington.

Blinken: “Israele deve accettare Gaza unite Cisgiordania unite sotto autorità palestinese riformata”

“Israele deve accettare Gaza unite Cisgiordania unite sotto autorità palestinese riformata”, ha detto il Segretario di Stato Usa Antony Blinken,

Delegazione Jihad islamica in arrivo a Doha per discutere ultimi dettagli dell’accordo

Una delegazione di alto livello della Jihad islamica è in arrivo a Doha, in Qatar, per discussioni sugli "ultimi dettagli" dell'accordo sul cessate il fuoco a Gaza. Lo ha indicato una nota della stessa fazione palestinese attiva nell'enclave.

Famiglie ostaggi incontrano Netanyahu: “Possibile accordo entro poche ore”

Le famiglie degli ostaggi hanno appreso la possibilità che un accordo potrebbe essere firmato "entro poche ore" nel corso di un incontro con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo le famiglie, l'accordo comprenderà tre fasi e si oppongono all'attesa fino al 16° giorno. Nel corso dell'incontro, Netanyahu si è impegnato a riportare a casa tutti gli ostaggi. Tuttavia, le famiglie hanno sottolineato che "le parole non bastano".

All'incontro non hanno partecipato i parenti degli ostaggi deceduti, che hanno protestato per essere stati esclusi. "Siamo in una situazione in cui 33 ostaggi vengono rilasciati (nell'ambito di un possibile accordo), ma non abbiamo chiarezza sulla sorte degli altri", ha affermato Eli Shtivi, padre di Idan Shtivi, assassinato e rapito il 7 ottobre. "Stiamo abbandonando 70 ostaggi. Mi sento abbandonato, e così tutti gli ostaggi e le famiglie lasciate fuori da questa fase del processo. A mio parere, è una vergogna e un'umiliazione".

(reuters)

Cnn: “Hamas deve ancora dare una risposta sulla bozza di accordo”

Hamas deve ancora dare una risposta sulla bozza di accordo che prevede, tra le altre cose, l'entrata in vigore di un cessate il fuoco a Gaza e il rilascio degli ostaggi. E' quanto sostiene un funzionario egiziano interpellato dalla Cnn, secondo cui i mediatori sono in attesa della risposta della fazione palestinese. In precedenza, invece, una fonte vicina ai negoziati citata dal giornale qatariota con sede a Londra, Al-Araby Al-Jadeed, ha riferito che Hamas ha informato i Paesi mediatori di aver approvato la bozza di accordo.

Blinken presenterà oggi il piano di ricostruzione di Gaza

Il Segretario di Stato americano Antony Blinken presenterà oggi un'argomentazione dell'ultimo minuto a favore di un piano per la ricostruzione e la governance post-bellica nella Striscia di Gaza. Lo ha riferito un funzionario statunitense che ha parlato a condizione di anonimato. La proposta dovrebbe delineare come Gaza verrebbe gestita senza Hamas al comando.

Ben-Gvir, abbiamo impedito più volte accordo con Hamas

Il ministro per la Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, si è assunto la responsabilità di aver bloccato più volte il raggiungimento di un accordo con Hamas su Gaza e la liberazione degli ostaggi, smentendo di fatto il premier israeliano Benjamin Netanyahu secondo il quale la colpa è sempre stata del gruppo militante palestinese. "Nell'ultimo anno, utilizzando il nostro potere politico, siamo stati in grado di impedire che questo accordo venisse concluso, più e più volte", ha scritto il leader dell'estrema destra su X, sottolineando che al momento Otzma Yehudit da solo non può bloccare l'intesa e il suo ritiro da solo dal governo "non ne impedirà l'attuazione". Da qui l'appello all'altro leader di estrema destra Bezalel Smotrich a unire le forze per bloccare l'accordo.

Ministero Sanità israeliano si prepara per rientro ostaggi

Il ministero della Salute israeliano si prepara ad accogliere gli ostaggi che dovrebbero essere liberati nell'ambito della prima fase dell'accordo per il cessate il fuoco in fase di negoziazione fra Israele e Hamas. Le condizioni di questi ostaggi che tornano dopo più di un anno di prigionia - ha spiegato ai media israeliani la dottoressa Sharon Alroy-Preis, responsabile della divisione di sanità pubblica del ministero della Salute - saranno "molto diverse" rispetto a quelle dei 105 ostaggi liberati durante la tregua di fine novembre 2023.

Jerusalem Post, da Hamas ancora nessuna risposta su accordo

Hamas non ha ancora dato una risposta definitiva in merito all'accordo sulla tregua a Gaza. Lo ha detto un funzionario israeliano al Jerusalem Post.

Scholz: “La vita degli ostaggi deve avere priorità”

Dopo molti mesi di negoziati, un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas sembra essere vicino, ha dichiarato il cancelliere tedesco Olaf Scholz. “Comprendiamo quanto sia doloroso per Israele qualsiasi accordo con l'organizzazione terroristica Hamas. Tuttavia, la vita degli ostaggi deve avere la massima priorità”, ha dichiarato Scholz, aggiungendo che l'accordo offre la possibilità di un cessate il fuoco per alleviare le sofferenze di Gaza.

Ben Gvir contro la tregua: “Accordo catastrofico”

"L'accordo è davvero catastrofico". Lo ha dichiarato il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir su Telegram, riferendosi alla tregua a Gaza che potrebbe essere raggiunta a breve. Dopo il ministro delle Finanze di estrema destra Bezalel Smotrich, il membro dell'estrema destra del governo del premier israeliano Benjamin Netanyahu è il secondo ministro a opporsi pubblicamente a un accordo, ma ha affermato che non avrebbe fatto cadere la coalizione al potere. "Ciò cancella di fatto i risultati ottenuti con fatica durante la guerra, ottenuti a caro prezzo del sangue dei nostri soldati a Gaza, ha affermato Ben Gvir. "Si tratta di una decisione consapevole, presa con la volontà di pagare il prezzo con la vita di molti altri cittadini israeliani, che purtroppo dovranno sopportare il peso di questo accordo".

Hamas consulta fazioni palestinesi su 'progressi' accordo

Hamas ha tenuto consultazioni con altre fazioni palestinesi e le ha informate dei "progressi compiuti" riguardo all'accordo sulla tregua a Gaza. E' quanto si legge in una nota del gruppo.

Missile Houthi distrugge una casa vicino Gerusalemme

Un frammento lungo diversi metri del missile lanciato nella notte su Israele dal gruppo filoiraniano Houthi dallo Yemen ha colpito una casa a Mevo Beitar, vicino Gerusalemme, causando gravi danni. Non si registrano vittime o feriti. Le autorità israeliane hanno confermato che l'attacco è stato condotto dallo Yemen e gli Houthi hanno rivendicato il lancio.

Kallas: “Liberare tutti gli ostaggi immediatamente”

"È stato estremamente toccante sedermi con le famiglie degli ostaggi ancora prigionieri di Hamas a Gaza. Non conoscere il destino dei propri cari è insopportabile. Ogni ostaggio deve essere rilasciato, immediatamente e incondizionatamente". Lo scrive su X l'Alta rappresentante dell'Unione europea per gli Affari esteri, Kaja Kallas.


Media, pressing di Netanyahu sul ministro delle Finanze per convincerlo a non dimettersi in caso di accordo

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu sta incontrando il ministro delle Finanze ed esponente di estrema destra Bezalel Smotrich. Lo riportano i media israeliani mentre procedono i negoziati per un cessate il fuoco con Hamas. Netanyahu, secondo i giornali israeliani, starebbe cercando di convincere Smotrich a non dimettersi dal governo in caso di accordo, secondo il sito di notizie israeliano Walla. In mattinata il ministro della sicurezza nazionale di estrema destra israeliano Itamar Ben-Gvir ha esortato Smotrich a dimettersi insieme a lui se Israele accettasse l'accordo.

Il ministro delle Finanze israeliano
Il ministro delle Finanze israeliano (reuters)

Funzionario israeliano a Cnn: “Pronti per un cessate il fuoco”

Il governo israeliano è "pronto per un cessate il fuoco". Lo ha detto alla Cnn un funzionario israeliano, mentre - sottolinea la rete americana - proseguono i negoziati indiretti tra Israele e Hamas. "Riteniamo di aver raggiunto tutti i compromessi necessari per arrivare a un accordo - ha aggiunto il funzionario - E' nelle mani di Hamas e devono prendere una decisione".

Atteso l’incontro tra Netanyahu e i familiari degli ostaggi

Rappresentati del Forum delle famiglie degli ostaggi trattenuti da oltre un anno nella Striscia di Gaza incontreranno il premier israeliano Benjamin Netanyahu a breve, alle 14.30 ora israeliana (le 13.30 in Italia). Lo conferma il Forum delle famiglie degli ostaggi, come riporta il Times of Israel all'indomani dell'annuncio, sottolineando come l'incontro avvenga nel mezzo di segnali secondo cui è vicina la conclusione di un accordo tra Israele e Hamas per una tregua nella Striscia di Gaza e il rilascio degli ostaggi. I loro familiari chiedono "un accordo che garantisca il ritiro di ogni ostaggio, con modalità e tempi predefiniti".

(reuters)

Autorità Gaza: 46.645 morti in raid Idf, 61 in ultime 24 ore

Secondo il ministero della Salute a Gaza, nelle ultime 24 ore almeno 61 palestinesi sono stati uccisi e altri 281 sono rimasti feriti negli attacchi israeliani nell'enclave assediata. Salgono quindi a 46.645 le persone morte nei raid israeliani a Gaza dal 7 ottobre 2023.

(afp)

Cosa c’è nell’accordo tra Israele e Hamas: la terza fase

In una terza fase, i corpi degli ostaggi rimanenti verrebbero restituiti in cambio di un piano di ricostruzione della durata di tre-cinque anni da attuare a Gaza sotto la supervisione internazionale.

Cosa c’è nell’accordo tra Israele e Hamas: la seconda fase

I dettagli della seconda fase dovranno ancora essere negoziati durante la prima. Questi dettagli restano difficili da risolvere e l’accordo non include garanzie scritte che il cessate il fuoco continuerà fino al raggiungimento di un accordo. Ciò lascia la possibilità a Israele di riprendere la sua campagna militare una volta terminata la prima fase.
Hamas rilascerebbe i restanti prigionieri ancora in vita, principalmente soldati maschi, in cambio di più prigionieri e del “ritiro completo” delle forze israeliane da Gaza, secondo la bozza di accordo. Ma Hamas ha affermato che non libererà gli ostaggi rimasti senza la fine della guerra e il completo ritiro israeliano, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso in passato di riprendere i combattimenti a meno che le capacità militari e di governo di Hamas non vengano eliminate.
A meno che durante questi colloqui non venga elaborato un governo alternativo per Gaza, Hamas potrebbe lasciare il controllo del territorio.

Cosa c’è nell’accordo tra Israele e Hamas: la prima fase

L’accordo in tre fasi – basato su un quadro delineato dal presidente degli Stati Uniti Joe Biden e approvato dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite – inizierebbe con il rilascio graduale di 33 ostaggi nell’arco di sei settimane, tra cui donne, bambini, anziani e civili feriti in cambio di potenzialmente centinaia di donne e bambini palestinesi imprigionati da Israele.
Tra i 33 ci sarebbero cinque soldate israeliane, ciascuna delle quali verrebbe rilasciata in cambio di 50 prigionieri palestinesi, tra cui 30 militanti condannati che stanno scontando l'ergastolo. Entro la fine della prima fase tutti i prigionieri civili, vivi o morti, saranno stati rilasciati.
Durante questa prima fase, di 42 giorni, le forze israeliane si ritirerebbero dai centri abitati, i palestinesi potrebbero iniziare a tornare nelle loro case nel nord di Gaza e ci sarebbe un’ondata di aiuti umanitari, con l’ingresso di circa 600 camion ogni giorno.

Media: “Israele rilascerà 250 palestinesi per 5 soldate”

Secondo la bozza dell'accordo in fase di negoziazione tra Israele e Hamas, di cui Associated Press ha ottenuto una copia, Israele rilascerà 50 detenuti palestinesi per la liberazione di ognuna delle 5 soldate in ostaggio a Gaza.

Fonti: “Hamas ha accettato l'accordo di tregua”

Hamas ha accettato la bozza di accordo per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio di decine di ostaggi: lo affermano due funzionari israeliani coinvolti nei colloqui, citati dall'Associated Press e ripresi dai media israeliani.

Qatar: “Siamo ai dettagli, superate le principali controversie nei negoziati”

Il portavoce del ministero degli Affari Esteri del Qatar ha affermato che "sono state superate le principali controversie (nei negoziati)". "Non entriamo nei dettagli di ciò che sta accadendo nei negoziati, siamo al punto più vicino a questo accordo da mesi. Abbiamo inoltrato le bozze dell'accordo a entrambe le parti e ora stiamo raggiungendo la conclusione nei dettagli", ha dichiarato.

Il Qatar conferma: “L'intesa sulla tregua a Gaza possibile molto presto”

Il ministro degli Esteri del Qatar, Paese mediatore, ha confermato che i colloqui per una tregua a Gaza sono "alle fasi finali" e che un'intesa è possibile "molto presto".

Attacchi odierni causano 26 morti a Gaza

Gli attacchi israeliani contro la striscia di Gaza nelle ultime ore hanno ucciso almeno 26 persone oggi. Lo riferiscono fonti locali. Almeno 12 dei morti sono stati uccisi nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia. Altri quattro sono stati uccisi in un bombardamento contro il quartiere di Al Darach della città settentrionale di Gaza, ha confermato sul suo canale Telegram il portavoce della Difesa civile di Gaza, Mahmud Basal.
Tra i morti nelle ultime ore c'è il giornalista Muhamad Bashir al Talmis, direttore dell'agenzia di stampa Safa, ha denunciato in un comunicato il governo della striscia controllato da Hamas.
Con la sua morte, il numero di giornalisti uccisi dall'inizio della guerra nell'enclave (cifra che include anche scrittori o “influencer”) ha raggiunto oggi i 204, secondo le autorità di Gaza. Gli attacchi odierni arrivano dopo una giornata particolarmente sanguinosa nel territorio assediato. Secondo Al Jazeera, uno dei pochi media con corrispondenti a Gaza (dove Israele, che controlla tutti gli accessi, impedisce l'ingresso alla stampa internazionale), almeno 58 persone sono state uccise in attacchi israeliani ieri.

Siria, domani il ministro degli Esteri in Turchia

Il ministro degli Esteri siriano è atteso domani in Turchia dove incontrerà l'omologo turco Hakan Fidan. Si tratta della prima visita all'estero di Asaad al-Shaibani, nominato capo della diplomazia di Damasco in seguito alla caduta del regime della famiglia Assad, avvenuto lo scorso 8 dicembre.
"Rappresenterò la Siria nella prima visita ufficiale nella Repubblica turca, che non ha mai abbandonato la Siria negli ultimi 14 anni", ha detto al-Shaibani. La Turchia, che aveva rotto le relazioni diplomatiche con il regime di Damasco nel 2011, è il Paese che ha ospitato il più alto numero di ribelli e appoggiato la rivolta di Hayat Tahrir al Sham che ha portato alla caduta di Bashar al Assad.

Siria, Berlino pensa a “viaggi esplorativi” per rifugiati che vogliono tornare

La ministra degli Interni tedesca, Nancy Faeser, vorrebbe consentire ai rifugiati siriani di fare un viaggio una tantum nel loro Paese d'origine senza compromettere lo status di protezione in Germania. "Il ritorno volontario in Siria è possibile solo se le persone riescono a farsi un'idea se le case sono ancora in piedi, se i familiari sono ancora vivi, con i quali forse non ci sono stati contatti per molto tempo e se sono davvero al sicuro nella loro patria", ha detto il portavoce del ministero Maximilian Kall a Berlino, come riporta Welt. Il ministero degli Interni, insieme all'Ufficio federale per la migrazione e i rifugiati (Bamf), sta quindi esaminando "modi pragmatici" affinché le persone che vogliono vedere quali sono le condizioni sul posto possano tornare in Germania e non avere lo status di protezione negato durante il viaggio.


A Gerusalemme case danneggiate dai detriti del missile yemenita

Diverse abitazioni nella zona di Gerusalemme sono state danneggiate dai detriti di un missile lanciato dallo Yemen. Nella comunità di Mevo Beitar, una parte del missile ha colpito il tetto di un'abitazione privata. I servizi di emergenza di Magen David Adom hanno riferito che 11 persone hanno avuto bisogno di cure mediche dopo l'attacco missilistico, dopo essere rimaste mentre cercavano riparo nei rifugi.
Ieri, le sirene sono state attivate in Cisgiordania e nel nord di Israele a causa di un missile lanciato dallo Yemen. L'esercito israeliano ha poi dichiarato che è stato intercettato prima di entrare in territorio israeliano.

Macron a Beirut venerdì prossimo

L'annunciata visita del presidente della repubblica francese Emmanuel Macron a Beirut venerdì prossimo giunge in un momento di "grande soddisfazione" espressa dalle cancellerie occidentali e arabe del Golfo per l'incarico di formare un nuovo governo libanese conferito dal neoeletto presidente della Repubblica Joseph Aoun a Nawaf Salam, presidente della Corte internazionale di giustizia.
Lo riferiscono stamani i media di Beirut, che riferiscono della visita effettuata nelle ultime ore in Libano del generale americano Micheal Kurilla, comandante del Comando centrale Usa.
Prima di lui, oltre al ministro degli Esteri Antonio Tajani, si è recato in Libano il segretario generale della Lega Araba, Ahmad Abu al Ghaith, ed è atteso giovedì prossimo il ministro degli esteri saudita Faysal ben Farhan. Sabato sarà il turno della visita del segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres.

Haaretz: se ci sarà accordo, Israele non consegnerà il corpo di Sinwar

Israele rifiuta di consegnare il corpo del leader di Hamas Yahya Sinwar se verrà raggiunto un accordo, dato per imminente, di tregua e di liberazione degli ostaggi. Lo ha detto una fonte israeliana ad Haaretz.
I funzionari di Gerusalemme hanno rifiutato di commentare la possibilità che Israele conceda l'immunità all'attuale leadership di Hamas come parte dell'accordo o la possibilità che importanti figure di Hamas possano essere esiliate in un paese terzo. Israele ha continuato a chiedere la fine del governo di Hamas su Gaza come condizione per la cessazione delle ostilità.

Israele, l’ultradestra di governo si oppone. Ben Gvir a Smotrich: “Uniamoci per fermare l’accordo”

I partiti di ultra-destra del governo israeliano si mobilitano per fermare l'accordo sul cessate il fuoco a Gaza e la liberazione degli ostaggi. Secondo quanto riporta la stampa israeliana, il capo di Otzma Yehudit, il ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir, ha invitato il ministro delle Finanze, Bezalel Smotrich a unire le forze per impedire un accordo di "resa".
"Otzma Yehudit da solo non ha la capacità di impedire l'accordo. Propongo di andare insieme dal primo ministro e informarlo che se approva l'accordo ci dimetteremo dal governo", dichiara Ben Gvir. I due partiti di estrema destra si sono presentati insieme alle ultime elezioni, ma operano in modo indipendente. Ben Gvir e Smotrich sono stati anche in disaccordo nelle ultime settimane sui finanziamenti per la polizia nel bilancio.
"Vorrei sottolineare che, anche se fossimo all'opposizione, non faremmo cadere il primo ministro, ma questa cooperazione è il nostro unico modo per impedire l'accordo di resa e garantire che la morte di centinaia di soldati non sia stata vana", afferma Ben Gvir. Ieri Smotrich aveva respinto l'intesa con Hamas e aveva detto che "l'accordo è una catastrofe per la sicurezza dello Stato di Israele".

Blinken presenta oggi il piano per il dopoguerra a Gaza

Il segretario di Stato americano, Antony Blinken, presenterà oggi in un discorso al Consiglio Atlantico un piano per ricostruire e governare Gaza dopo la guerra, secondo quanto hanno riferito tre funzionari statunitensi ad Axios.
Il piano di Blinken si basa sull'istituzione di un meccanismo di governo che prevede il coinvolgimento della comunità internazionale e dei Paesi arabi, che potrebbero anche inviare truppe a Gaza per stabilizzare la situazione della sicurezza e fornire aiuti umanitari.

Gaza, 18 morti nei raid israeliani nella notte

I raid israeliani sferrati nella notte sulla Striscia di Gaza hanno provocato la morte di 18 persone, tra cui 6 donne e 4 bambini di età comprese tra un mese e 9 anni. A darne notizia sono stati fonti dell'Ospedale dei Martiri di Al Aqsa, precisando che due raid sulla città di Deir Al-Balah hanno provocato la morte di due donne e dei loro 4 figli. Una delle due vittime era incinta. Altre 12 persone sono rimaste uccise in due attacchi sulla città meridionale di Khan Yunis. A riferirne è il Times of Israel, precisando che l'esercito israeliano non ha dato al momento notizia dei raid.

Jerusalem Post: “Oggi il possibile annuncio dell’accordo”

Un accordo tra Israele e Hamas potrebbe essere annunciato oggi se non ci saranno sorprese dell'ultimo minuto. Lo scrive il Jerusalem Post che cita fonti informate sugli sviluppi mentre ancora oggi sono in programma incontri in Qatar per concludere l'intesa.

Israele, le famiglie degli ostaggi: “Non disturbate le fasi finali dell’intesa”

Il Forum dei familiari degli ostaggi ed ex ostaggi israeliani ha lanciato un appello ai media, ai parlamentari della Knesset, ai social e all'opinione pubblica perché "si astengano dal rilasciare dichiarazioni che potrebbero danneggiare i negoziati" a Doha fra Israele e Hamas per il rilascio degli ostaggi nelle fasi finali e più delicate.
"Stiamo seguendo con vigilanza, speranza e preoccupazione le varie pubblicazioni sui media sull'intesa per il ritorno dei nostri cari" si legge nella dichiarazione. In essa si aggiunge quindi l'auspicio di un "accordo completo che assicuri il ritorno di tutti i prigionieri, fino all'ultimo, la riabilitazione di chi è ancora vivo e una sepoltura degna nel nostro Paese per chi è morto".

(afp)

Gli Houthi rivendicano un attacco con un missile ipersonico contro il ministero della Difesa di Israele

Gli Houthi dello Yemen rivendicano di aver lanciato un attacco contro il ministero della Difesa di Tel Aviv con l'impiego di un "missile balistico ipersonico". "Il missile ha raggiunto il suo obiettivo, grazie a Dio, e i sistemi di difesa aerea non sono riusciti a intercettarlo. Questa operazione è la terza in 12 ore", ha sostenuto il portavoce degli Houthi, Yahya Sarèe, in una dichiarazione diffusa via Telegram in cui si ripete che si tratta di attacchi in risposta "all'oppressione del popolo palestinese", ai "massacri" contro la popolazione della Striscia di Gaza e come "rappresaglia per l'aggressione israeliana" contro lo Yemen. Poco prima le forze israeliane (Idf) avevano riferito di "vari tentativi di intercettare un missile lanciato dallo Yemen, che sembra essere stato intercettato", senza segnalazioni di vittime né danni. Nelle ore precedenti gli Houthi avevano rivendicato un attacco con un "missile balistico ipersonico" e quattro droni contro "un obiettivo cruciale del nemico israeliano a Jaffa occupata", cioè a Tel Aviv.

Trump: “L’accordo sulla tregua a Gaza entro la fine della settimana”

Il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump ritiene che un accordo sugli ostaggi e sul cessate il fuoco nella Striscia di Gaza potrebbe essere completato entro la fine della settimana. "Ho capito che c'è stata una stretta di mano e che lo stanno portando a termine", ha detto Trump in un'intervista a Newsmax, "ma deve avere luogo". Non si è dilungato oltre. L'inviato di Trump per il Medio Oriente, Steve Witkoff, si trova nella regione e negli ultimi giorni ha incontrato funzionari israeliani e del Qatar. Si sta coordinando con l'inviato uscente di Joe Biden per il Medio Oriente, Brett McGurk, che si trova a Doha da diversi giorni.

(reuters)

Bbc: “Tre ostaggi liberi nel primo giorno di accordo e inizierà il ritiro di Israele”

Ci sarebbe un accordo per il rilascio di tre ostaggi da parte di Hamas nel primo giorno di attuazione di un'intesa tra il gruppo e Israele. Poi le forze israeliane (Idf) dovrebbero iniziare il ritiro dalle aree popolate di Gaza. E' quanto riferisce la Bbc, che cita un funzionario palestinese, secondo il quale dopo una settimana Hamas dovrebbe rilasciare altri quattro ostaggi e Israele dovrebbe iniziare a consentire agli sfollati nel sud di Gaza il ritorno nel nord della Striscia. Ma, secondo le notizie raccolte dalla rete britannica, lo spostamento dovrebbe avvenire esclusivamente a piedi, lungo la strada costiera.
Auto, camion e mezzi trainati da animali dovrebbero poter passare solo da controlli ai raggi X adiacenti la Salah al-Din Road, effettuati con la collaborazione di team di sicurezza di Qatar ed Egitto. L'accordo prevederebbe anche una zona cuscinetto di 800 metri lungo i confini orientali e settentrionali della Striscia durante la prima fase (42 giorni) e disposizioni per la permanenza delle forze israeliane lungo il Corridoio Philadelphi, lingua di terra al confine tra Gaza ed Egitto.

Stando alle notizie della Bbc, nella prima fase Israele dovrebbe rilasciare mille detenuti palestinesi, tra i quali circa 190 condannati a più di 15 anni di carcere, e Hamas dovrebbe liberare 34 ostaggi, mentre i negoziati per la seconda e terza fase dovrebbero iniziare al 16esimo giorno di tregua.

Accordo in vista, Trump conferma: siamo molto vicini

"Siamo molto vicini a farcela. Devono farlo. Se non lo fanno, ci saranno un sacco di guai là fuori - un sacco di guai come non hanno mai visto prima. Ce la faranno". Così il presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, durante un'intervista con la rete Newsmax, sullo stato delle trattative tra Israele e Hamas per una tregua a Gaza e per il rilascio degli ostaggi durante un'intervista con la rete Newsmax. "Capisco che c'è stata una stretta di mano - ha aggiunto il presidente che fra pochi giorni si insedierà alla Casa Bianca - e che stanno finendo e forse entro la fine della settimana, ma deve aver luogo".

Idf, “sirene a Tel Aviv per razzo lanciato dallo Yemen”

Le sirene d'allarme sono risuonate negli ultimi minuti a Tel Aviv e in diverse aree del centro di Israele in seguito al lancio di un razzo dallo Yemen: lo rende noto l'esercito israeliano (Idf) su Telegram.

Netanyahu incontrerà i familiari degli ostaggi

Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, incontrerà oggi i familiari delle persone ancora tenute in ostaggio nella Striscia di Gaza, mentre i negoziati per la loro liberazione sembrano vicine a una svolta positiva. Lo riporta Canale 12.

Reuters, bozza finale presentata a Israele e Hamas

I mediatori hanno consegnato a Israele e Hamas la bozza finale di un accordo per porre fine alla guerra a Gaza. Lo ha affermato alla Reuters un funzionario informato sui negoziati, dopo una "svolta" a mezzanotte nei colloqui a cui hanno partecipato gli inviati del Presidente uscente degli Stati Uniti, Joe Biden, e del Presidente eletto, Donald Trump. Biden ha affermato che l'accordo di cessate il fuoco e di rilascio degli ostaggi da lui sostenuto era "sul punto" di concretizzarsi e Hamas ha affermato di essere intenzionata a raggiungere un accordo.

Fonti Israele, corpo di Yahya Sinwar non sarà restituito a Hamas

Israele non consegnerà il corpo di Yahya Sinwar ad Hamas, come invece era stato richiesto dalla fazione palestinese nell'ambito nei negoziati sul cessate il fuoco a Gaza. Lo ha reso noto un funzionario dello Stato ebraico, come riporta Ynet.

Hamas chiede il corpo di Yahya Sinwar

Fonti di Al-Arabiya, rivelando l'imminente raggiungimento di un accordo per il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas, hanno rivelato che il movimento palestinese ha chiesto la consegna del corpo di Yahya Sinwar come parte della prima fase dello scambio di prigionieri.

I commenti dei lettori