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Svezia, Rickard Andersson è il killer della strage di Örebro. Media: “Ha ucciso per i sussidi”

Il premier svedese Ulf Kristersson sul luogo della strage (afp)

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Secondo Aftonbladet, il 35enne solitario avrebbe mirato agli assistenti sociali
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Ogni uomo è un mistero, ma in modo particolare lo era il 35enne che martedì è entrato in un complesso scolastico per adulti a Örebro, a 200 chilometri da Stoccolma, e con un’arma automatica ha ammazzato dieci persone (più se stesso) e altre sei ne ha ferite – cinque sono gravi – nella peggiore sparatoria di massa della storia della Svezia.

La polizia, nonostante abbia perquisito la sua abitazione, continua a non avere idea delle ragioni del gesto, sebbene confidi nel fatto che a un certo punto possano emergere, magari dall’analisi del cellulare e del computer. Intanto una fonte ha riferito al quotidiano Aftonbladet un’ipotesi: l’uomo avrebbe mirato a degli assistenti sociali, colpevoli di avergli rifiutato il prolungamento dei sussidi. Sembra comunque escluso il terrorismo e non s’intravede una matrice ideologica, dice il capo della polizia Roberto Eid Forest.

Ogni uomo è un mistero, ma in modo particolare lo era il 35enne che martedì è entrato in un complesso scolastico per adulti a Örebro, a 200 chilometri da Stoccolma, e con un’arma automatica ha ammazzato dieci persone (più se stesso) e altre sei ne ha ferite – cinque sono gravi – nella peggiore sparatoria di massa della storia della Svezia.

La polizia, nonostante abbia perquisito la sua abitazione, continua a non avere idea delle ragioni del gesto, sebbene confidi nel fatto che a un certo punto possano emergere, magari dall’analisi del cellulare e del computer. Intanto una fonte ha riferito al quotidiano Aftonbladet un’ipotesi: l’uomo avrebbe mirato a degli assistenti sociali, colpevoli di avergli rifiutato il prolungamento dei sussidi. Sembra comunque escluso il terrorismo e non s’intravede una matrice ideologica, dice il capo della polizia Roberto Eid Forest.

Che cosa si sa dunque dello stragista? Solo oggi pomeriggio un po’ di mistero si è dissolto ed è emerso che si chiamava Rickard Andersson. Abitava a Örebro, aveva cambiato nome e cognome nel 2017 (da Jonas Simon) e viveva come un recluso. Non era noto alla polizia, che ha escluso subito suoi legami con le gang che infestano il Paese. Ha inoltre agito da solo e si sarebbe suicidato sul posto all’arrivo della polizia. I dati fiscali mostrano che gli ultimi suoi guadagni da lavoro risalgono al 2014, e da allora era disoccupato: risultano solo profitti di oltre 10mila euro, nel 2017, da interessi o affari immobiliari.

Che cosa si ricorda di lui? Che da ragazzo girava con il cappuccio della felpa in testa nascondendosi il viso con la mano. «In molti lo prendevano in giro», dice un ex compagno. I parenti raccontano che aveva contatti sporadici con la famiglia, da cui si era allontanato a 21 anni, e diversi vicini di casa – viveva in un piccolo appartamento non lontano dal centro – dicono di non averlo mai visto.

Dai documenti dell’Agenzia per il servizio nazionale emerge che ad Andersson venne ripetutamente comunicato che non avrebbe potuto svolgere il servizio militare una volta raggiunta la maggiore età, e che il motivo era la mancanza di titoli di studio di scuola superiore. Andersson – che fino al 2021 aveva frequentato dei corsi di matematica, non portati a termine, proprio nella scuola della strage – soffriva di problemi mentali e sociali, iniziati già da piccolo. Nonostante ciò, gli era stato concesso il porto d’armi, una licenza per quattro fucili da caccia. Pare che al momento del crimine ne avesse con sé tre, insieme a un coltello. Una questione destinata a scatenare polemiche: i media hanno chiesto di accedere ai test di idoneità superati per ottenere la licenza, ma la polizia li ha al momento negati.

Martedì Andersson sarebbe entrato nel Campus Risbergska nascondendo i fucili in una custodia per chitarra e poi, prima della strage, si sarebbe cambiato in un bagno, indossando una mimetica. Chissà cosa aveva in mente quando, come raccontano dei testimoni, passando nei corridoi sceglieva chi salvare e chi ammazzare. La ricerca del movente ha una valenza politica e sociale di grande rilevanza. Ma a differenza di tanti stragisti, neonazisti o jihadisti, non ha lasciato indicazioni su internet e sui social. Quanto alle vittime, la polizia non ha divulgato alcuna informazione, si sa solo che sono tutte maggiorenni.

La tragedia ha colpito profondamente la Svezia e il mondo. Il re Carlo XVI Gustavo, la regina Silvia e il premier Ulf Kristersson hanno deposto oggi una corona di fiori durante una visita alla scuola di Örebro. «È accaduta un’atrocità, siamo tutti in lutto», ha detto il re. «Dov’è finita la bella Svezia? – si è chiesta la regina – Voglio davvero chiedere a tutti di aiutarmi a ricostruirla».

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