✕

Kosovo domani al voto: favorito il premier Kurti. E la Serbia non è in cima all’agenda

(afp)

Ascolta l'audio

Il premier uscente, criticato dall’Ue e dall’amministrazione Trump, stavolta potrebbe però non raggiungere la maggioranza assoluta
4 minuti di lettura

Kosovo alle urne domani per le elezioni parlamentari, che dovrebbero essere un test chiave per il primo ministro Albin Kurti dopo la vittoria schiacciante del suo partito quattro anni fa. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 19. Gli aventi diritto voteranno per eleggere 120 parlamentari fra 26 gruppi politici e un candidato indipendente.

(afp)

I tre partiti maggiori

La minoranza serba ha 10 seggi assicurati, mentre altri 10 sono destinati ad altre minoranze. Il partito di sinistra di Kurti, Vetevendosje!, o Movimento per l'Autodeterminazione, è il favorito, anche se non si prevede che ottenga una maggioranza assoluta. Dovrebbe finire ben al di sotto del 50,2% ottenuto nelle ultime parlamentari del 2021, il che lascia aperta la possibilità che gli altri due contendenti si uniscano se non riuscirà a formare un gabinetto. Gli altri contendenti sono il Partito democratico del Kosovo (Pdk), i cui princip…

Kosovo alle urne domani per le elezioni parlamentari, che dovrebbero essere un test chiave per il primo ministro Albin Kurti dopo la vittoria schiacciante del suo partito quattro anni fa. I seggi resteranno aperti dalle 7 alle 19. Gli aventi diritto voteranno per eleggere 120 parlamentari fra 26 gruppi politici e un candidato indipendente.

(afp)

I tre partiti maggiori

La minoranza serba ha 10 seggi assicurati, mentre altri 10 sono destinati ad altre minoranze. Il partito di sinistra di Kurti, Vetevendosje!, o Movimento per l'Autodeterminazione, è il favorito, anche se non si prevede che ottenga una maggioranza assoluta. Dovrebbe finire ben al di sotto del 50,2% ottenuto nelle ultime parlamentari del 2021, il che lascia aperta la possibilità che gli altri due contendenti si uniscano se non riuscirà a formare un gabinetto. Gli altri contendenti sono il Partito democratico del Kosovo (Pdk), i cui principali leader sono accusati di crimini di guerra presso il tribunale dell'Aia, e la Lega democratica del Kosovo (Ldk), il più antico partito del Paese, che ha perso consensi dopo la morte del suo leader Ibrahim Rugova nel 2006.

La guerra in Kosovo nel 1998-1999

È la prima volta dall'indipendenza del 2008 che il Parlamento del Kosovo ha completato un mandato di quattro anni. In Kosovo si tratta del nono voto per il Parlamento dalla fine della guerra del 1998-1999 tra le forze governative serbe e i separatisti di etnia albanese che respinsero le forze serbe dopo una campagna aerea della Nato durata 78 giorni. La Serbia non riconosce l'indipendenza del Kosovo, proclamata nel 2008.


"Il 9 febbraio votiamo per il futuro", ha detto Kurti, "votiamo per Vetevendosje!". Durante la campagna elettorale i partiti si sono impegnati ad aumentare gli stipendi pubblici e le pensioni, a migliorare l'istruzione e i servizi sanitari e a combattere la povertà. Tuttavia non hanno spiegato da dove proverranno i soldi, né come attireranno maggiori investimenti stranieri. "Abbiamo un piano per ogni città, ogni famiglia, ogni persona", ha dichiarato Bedri Hamza del Pdk. "Abbiamo un'alternativa per garantire una vita migliore in Kosovo", ha detto Lumir Abdixhiku dell'Ldk.
(afp)

Il Kosovo, con una popolazione di 1,6 milioni di abitanti, è uno dei Paesi più poveri d'Europa, con un Pil annuale inferiore a 6mila euro a persona. Il Kosovo sta soffrendo anche dopo che Washington ha imposto un congelamento di 90 giorni dei finanziamenti per diversi progetti attraverso l'Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale (Usaid), che è stata fondamentale per promuovere la crescita del Paese. Dal 1999 gli Stati Uniti hanno investito 2 miliardi di dollari in Kosovo, di cui oltre 1 miliardo da parte di Usaid.

I colloqui con la Serbia

Il voto determinerà chi guiderà la parte kosovara nei colloqui di normalizzazione con la vicina Serbia, che sono in stallo e sono facilitati dall'Unione europea per avvicinare entrambe le parti all'adesione al blocco. Kurti si è mostrato fermo e inflessibile nei confronti della Serbia, ma è stato criticato dalle potenze occidentali per alcune misure decise dal governo.
Nell'ultimo anno si è concentrato infatti su una serie di provvedimenti che hanno colpito duramente la locale popolazione serba - dalla messa al bando del dinaro serbo, alla chiusura di filiali di banche, uffici postali, istituzioni sociali e finanziarie legati all'amministrazione serba, fino all'obbligo anche per i serbi di immatricolazione delle auto presso l'amministrazione kosovara e con l'uso di targhe e patenti rilasciate dalle autorità di Pristina.


Washington, Bruxelles e la forza di stabilizzazione Kfor, guidata dalla Nato, hanno esortato il governo di Pristina ad astenersi da azioni unilaterali, temendo il riaccendersi di un conflitto interetnico. Da oltre un anno il Kosovo è sottoposto a sanzioni da parte della Ue a causa dello scarso impegno del governo per una de-escalation delle tensioni nel nord del Paese a maggioranza serba. Si tratta di una sospensione dei gruppi di lavoro sull'accordo di stabilizzazione e associazione, del mancato invito del Kosovo a riunioni di alto livello e di una interruzione nelle visite bilaterali. Bruxelles ha già posto le condizioni per la graduale revoca della misura temporanea, legata all'adozione da parte del Kosovo di misure per attenuare le tensioni nel nord, dove vive la maggior parte della minoranza serba.

(afp)

"Il declassamento del dialogo con la Serbia nei programmi di tutti i partiti dimostra come il Kosovo si senta protetto e garantito dalla comunità internazionale", è l'analisi del politologo ed esperto dei Balcani Michele Chiaruzzi, intervistato dall'Agi. “Aggiungo che, nell'ultimo anno, in Kosovo ci sono state varie manifestazioni, ad esempio dei dipendenti pubblici, il che spiega perché le tensioni con Belgrado abbiano assunto una posizione declassata in questa campagna elettorale. Questo non significa che lo smantellamento delle strutture parallele finanziate dalla Serbia nel nord del Paese attuato dal premier kosovaro Albin Kurti non abbiano premiato a livello di consenso".

I rapporti con l’Ue

"Il nuovo governo deve compiere passi decisivi per ripristinare la credibilità e il partenariato con l'Ue e gli Stati Uniti, compreso l'adempimento di tutti gli obblighi derivanti dal dialogo con la Serbia", dice l'analista Ilir Deda. I colloqui di normalizzazione con la Serbia hanno ricevuto poca attenzione durante la campagna elettorale, sebbene le relazioni rimangano tese. "L'Ue si aspetta che il nuovo governo del Kosovo si impegni in modo costruttivo nel dialogo. Si tratta di un aspetto fondamentale per il percorso di integrazione sia della Serbia che del Kosovo", ha dichiarato ad Associated Press un portavoce della Commissione europea. Sia l'Ue che gli Stati Uniti hanno esortato le due parti ad attuare gli accordi raggiunti due anni fa, che includono l'impegno del Kosovo a creare un'Associazione dei Comuni a maggioranza serba. Ci si aspetta inoltre dalla Serbia il riconoscimento de facto del Kosovo.
Seppur breve, la campagna elettorale, cominciata l'11 gennaio, è stata caratterizzata da scontri verbali e linguaggio provocatorio e di odio fra le 28 entità politiche in lizza., cosa che ha indotto la commissione elettorale centrale a comminare multe ai partiti per oltre 307 mila euro. Le missioni Nato (Kfor) e Ue (Eulex) hanno rafforzato i propri effettivi a sostegno della sicurezza nel Paese, con l'Unione europea che ha inviato una missione di un centinaio di osservatori.
Un gruppo di 100 osservatori dell'Unione europea, 18 del Consiglio d'Europa e molti altri di organizzazioni internazionali e locali monitoreranno il voto.

(afp)

Intanto il tornado Trump rischia di abbattersi anche su questa parte di mondo. Il premier Kurti è stato nuovamente criticato da Richard Grenell, inviato per le missioni speciali nella nuova amministrazione americana e che è stato inviato speciale per il Kosovo durante il primo mandato presidenziale di Trump. In una dichiarazione postata su X, e ripresa dai media a Belgrado, Grenell ha smentito le affermazioni di Kurti secondo cui le relazioni tra Pristina e Washington sono oggi "più forti che mai".

Il premier, a suo avviso, si sbaglia. "I rapporti (tra Usa e Kosovo) non sono mai stati a un livello più basso. A criticare Kurti sono stati la prima amministrazione Trump, l'amministrazione Biden, la Nato, la Ue, l'ambasciata americana, l'ex segretario di stato Antony Blinken e altri", ha detto Grenell. Pochi giorni fa lo stesso Grenell aveva puntato il dito contro il premier kosovaro, responsabile a suo dire di destabilizzare la regione con le sue iniziative unilaterali e non concordate. Osservando come Kurti non si sia guadagnato la fiducia di Washington, Grenell aveva detto fra l'altro che "le compagnie americane si espandono in Albania e in Serbia, ma non in Kosovo a causa di Kurti".

Leggi i commenti