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Austria, l’attacco a Villach è islamista: morto un 14enne, quattro i feriti

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L’autore è un cittadino siriano di 23 anni. A fermarlo è stato un fattorino di 42 anni che ha assistito all’assalto dall’interno della sua automobile e ha investito il killer. Il ministro dell’Interno: “Radicalizzato online, contatti con lo Stato islamico”
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Dopo la Baviera, la Carinzia. In Germania e Austria si è chiusa ieri una settimana nera, mentre sale la tensione in vista del rinnovo della cancelleria a Berlino, con i sondaggi che prevedono un exploit dell’estrema destra Afd, mentre a Vienna sono per ora naufragati i tentativi di riportare proprio l’estrema destra alla guida del Paese. A Villach, 350 chilometri a sud della capitale austriaca, poco lontano dal confine tra Italia e Slovenia, un richiedente asilo siriano si è scagliato contro la folla che passeggiava nel centro storico. Tragico il bilancio: un adolescente di 14 anni è morto, due i feriti gravi, altri due quelli non in pericolo di vita. Improvviso l’attacco, poco prima delle 16, a ridosso della piazza principale e del ponte sul fiume Drava. «Sembrava un film dell’orrore — ha detto un testimone oculare — quell’uomo ha cominciato a scagliare fendenti all’impazzata, prendendo di mira un gruppo di giovani».

Il ferito più adulto ha 32 anni, tutti maschi e studenti gli altri.…

Dopo la Baviera, la Carinzia. In Germania e Austria si è chiusa ieri una settimana nera, mentre sale la tensione in vista del rinnovo della cancelleria a Berlino, con i sondaggi che prevedono un exploit dell’estrema destra Afd, mentre a Vienna sono per ora naufragati i tentativi di riportare proprio l’estrema destra alla guida del Paese. A Villach, 350 chilometri a sud della capitale austriaca, poco lontano dal confine tra Italia e Slovenia, un richiedente asilo siriano si è scagliato contro la folla che passeggiava nel centro storico. Tragico il bilancio: un adolescente di 14 anni è morto, due i feriti gravi, altri due quelli non in pericolo di vita. Improvviso l’attacco, poco prima delle 16, a ridosso della piazza principale e del ponte sul fiume Drava. «Sembrava un film dell’orrore — ha detto un testimone oculare — quell’uomo ha cominciato a scagliare fendenti all’impazzata, prendendo di mira un gruppo di giovani».

Il ferito più adulto ha 32 anni, tutti maschi e studenti gli altri. A ricostruire l’attacco è stato Rainer Dionisio, portavoce della polizia austriaca. «Mai vissuto nulla di simile in tanti anni di carriera — ha detto — solo il caso ha evitato una strage». A fermare l’attentatore, con regolare permesso di soggiorno e non segnalato alle forze dell’ordine, è stato un fattorino di 42 anni che ha assistito all’assalto dall’interno della sua automobile. Ha avuto la prontezza di riflessi di mettere in moto e di investire il siriano, disarmandolo e ferendolo in modo non grave.

L’uomo è ora in stato di arresto. Si è trattato di un «attacco islamista», ha detto il ministro austriaco degli Interni Gerhard Karner arrivato a Villach parlando di «collegamenti con l'Is» e della rapida radicalizzazione online del ragazzo siriano autore dell’attentato.

La polizia indaga sulla possibile complicità di un’altra persona. Per ore due elicotteri della task force Copra, nucleo esperto in antiterrorismo, ha sorvolato Villach e le campagne dei dintorni. «La piazza centrale è vuota — hanno riferito altri testimoni sotto shock — l’atmosfera è spettrale».

Le indagini sono state assunte dall’ufficio statale per la sicurezza nazionale e la lotta all’estremismo. Dopo l’arresto l’aggressore non ha spiegato le ragioni della sua esplosione di violenza.

Alla mente ritorna l’attacco di giovedì mattina a Monaco. L’uomo che si è scagliato con l’auto sulla folla, ferendo 39 persone, è il cittadino afgano Farhad Noori, 24 anni di Kabul, sbarcato in Calabria prima di raggiungere la Germania. Alla polizia che lo ha fermato ha detto di «aver agito per motivi religiosi».

I due attacchi, a opera di immigrati, contribuiscono a infiammare la vigilia del voto a Berlino e le difficili trattative per dare un governo a Vienna. L’estrema destra, data in forte ascesa e che in Austria oltre alla cancelleria rivendicava anche il ministero degli Interni, ha attaccato le politiche migratorie sia nazionali che europee, chiedendo di «blindare le frontiere».

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