NEW YORK – «Putin sta giocando col fuoco!». Il presidente Trump alza i toni con l’ex amico del Cremlino, colpevole di non accettare le sue offerte per chiudere la guerra in Ucraina, mentre secondo il Wall Street Journal sta considerando nuove sanzioni secondarie contro Mosca, che potrebbero arrivare nel giro di una settimana. È successo altre volte in passato che il capo della Casa Bianca abbia sfogato la sua frustrazione contro il collega russo, senza poi far seguire i fatti alle parole, ma continuando così metterebbe a rischio la sua stessa credibilità.
Lo scontro è cominciato ieri mattina con un avvertimento sul social Truth: «Ciò che Vladimir Putin non capisce è che se non fosse stato per me, alla Russia sarebbero già successe un sacco di cose brutte, e intendo davvero brutte. Sta giocando col fuoco!». La Casa Bianca non ha commentato oltre, ma il Wall Street Journal ha scritto che il presidente sarebbe «frustrato» dagli attacchi lanciati dalla Russia contro l’Ucraina, come h…
NEW YORK – «Putin sta giocando col fuoco!». Il presidente Trump alza i toni con l’ex amico del Cremlino, colpevole di non accettare le sue offerte per chiudere la guerra in Ucraina, mentre secondo il Wall Street Journal sta considerando nuove sanzioni secondarie contro Mosca, che potrebbero arrivare nel giro di una settimana. È successo altre volte in passato che il capo della Casa Bianca abbia sfogato la sua frustrazione contro il collega russo, senza poi far seguire i fatti alle parole, ma continuando così metterebbe a rischio la sua stessa credibilità.
Lo scontro è cominciato ieri mattina con un avvertimento sul social Truth: «Ciò che Vladimir Putin non capisce è che se non fosse stato per me, alla Russia sarebbero già successe un sacco di cose brutte, e intendo davvero brutte. Sta giocando col fuoco!». La Casa Bianca non ha commentato oltre, ma il Wall Street Journal ha scritto che il presidente sarebbe «frustrato» dagli attacchi lanciati dalla Russia contro l’Ucraina, come ha detto apertamente nei giorni scorsi, e dalla lentezza dei colloqui di pace. Quindi sta valutando di imporre nuove misure, che potrebbero scattare entro la settimana e probabilmente riguarderebbero le sanzioni secondarie contro chi compra petrolio, gas e altre materie prime dalla Russia. Non sarebbero invece incluse altre misure contro le banche che sono ancora libere di facilitare queste transazioni.
Il senatore repubblicano Lindsey Graham, alleato di Trump, ha presentato un disegno di legge bipartisan appoggiato da 81 colleghi, che imporrebbe sanzioni secondarie del 500% su chiunque acquisti energia o altri beni da Mosca. Il Congresso potrebbe procedere con l’approvazione, dando al presidente la scusa per dire a Putin che le nuove misure non dipendono da lui, ma potrebbero essere eliminate se accettasse il negoziato.
Il Cremlino ha risposto con il portavoce Peskov, avvertendo che la Russia garantirà la propria sicurezza indipendentemente dalle dichiarazioni di Trump, e dal fatto che sia in corso il tentativo di avviare un processo di pace in Ucraina: «Il nostro presidente ha chiarito che nessuno può usare i droni per creare problemi qui in Russia. Se lo fate, sarete puniti». Ancora più duro è stato l’ex leader Medvedev: «Conosco una sola cosa davvero brutta: la Terza guerra mondiale». Nello stesso tempo però Mosca ha cercato di non rompere con il capo della Casa Bianca: «Trump - ha detto il ministro degli Esteri Lavrov - è interessato alla prosecuzione dei colloqui tra Russia e Ucraina. È stata un’iniziativa sua e del presidente Putin». Quindi ha proseguito: «I più isterici nelle loro posizioni russofobe vogliono costringere gli Usa e l’attuale amministrazione ad adottare la linea conflittuale di Joe Biden, ma il presidente Trump ha già dichiarato che questa non è la sua guerra».
Più duro il tono usato contro il cancelliere tedesco Merz, che ha criticato il rifiuto di Mosca di negoziare in Vaticano, aggiungendo che «Putin non vuole la pace e perciò è necessario difenderci dalla minacce». Il leader tedesco intende togliere le limitazioni imposte a Kiev sull’uso delle sue armi contro il territorio russo, per difendersi meglio dalle aggressioni in corso, ma Mosca ha risposto così: «Se la Germania fornirà i missili Taurus all’Ucraina, brucerà come i fiammiferi, e Berlino finirà nella fossa come Kiev». Quindi il vice ambasciatore russo all’Onu, Dmitry Polyansky, ha chiesto una riunione del Consiglio di sicurezza sulle presunte «minacce alla pace e alla sicurezza internazionale» dell’Europa, ossia contro i «volenterosi» che sostengono Zelensky.
Non si tratta solo di parole infuocate: la flotta russa nel Mar Baltico sta conducendo esercitazioni con oltre 20 navi, 25 aerei e 3.000 soldati, mentre la Nato sta facendo altrettanto nell’isola svedese di Gotland, per rafforzare il fronte nord in caso di scontro diretto con Mosca.