Continua il braccio di ferro tra Mosca e Kiev sui negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina. Il Cremlino dice di attendere la risposta di Kiev alla sua proposta di tenere nuovi colloqui a Istanbul lunedì 2 giugno, ma non vuole consegnare il memorandum sulle sue condizioni per la pace. Mentre l’Ucraina - che le sue proposte le ha già consegnate - chiede di avere il documento prima di qualsiasi incontro.
«Per quanto ne so, non è ancora arrivata alcuna risposta. Dobbiamo attendere la risposta della parte ucraina», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribattuto che la Russia sta commettendo «l’ennesimo inganno» non consegnando la sua bozza d’accordo. «Non è ancora stata vista da nessuno. L’Ucraina non l’ha ricevuta. I nostri partner non l’hanno ricevuta. Persino la Turchia, che ha ospitato il primo incontro, non ha ricevuto il nuovo ordine del giorno», ha detto nel suo messaggio serale. Il portavoce del ministero d…
Continua il braccio di ferro tra Mosca e Kiev sui negoziati per porre fine al conflitto in Ucraina. Il Cremlino dice di attendere la risposta di Kiev alla sua proposta di tenere nuovi colloqui a Istanbul lunedì 2 giugno, ma non vuole consegnare il memorandum sulle sue condizioni per la pace. Mentre l’Ucraina - che le sue proposte le ha già consegnate - chiede di avere il documento prima di qualsiasi incontro.
«Per quanto ne so, non è ancora arrivata alcuna risposta. Dobbiamo attendere la risposta della parte ucraina», ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribattuto che la Russia sta commettendo «l’ennesimo inganno» non consegnando la sua bozza d’accordo. «Non è ancora stata vista da nessuno. L’Ucraina non l’ha ricevuta. I nostri partner non l’hanno ricevuta. Persino la Turchia, che ha ospitato il primo incontro, non ha ricevuto il nuovo ordine del giorno», ha detto nel suo messaggio serale. Il portavoce del ministero degli Esteri ucraino Georgiy Tykhiy ha rincarato sostenendo che la riluttanza di Mosca a svelare il memorandum «suggerisce che è probabilmente pieno di ultimatum irrealistici e che hanno paura di rivelare di stare bloccando il processo di pace».
Peskov, però, sostiene che la richiesta ucraina sia «non costruttiva». «Qui bisogna confermare la propria disponibilità a proseguire i negoziati o fare il contrario». La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova, invece, si è limitata a confermare che la composizione della delegazione per il prossimo incontro rimarrà invariata rispetto al primo round del 16 maggio, che non portò ad alcun passo avanti se non a un massiccio scambio di prigionieri. A guidarla sarà sempre il consigliere presidenziale Vladimir Medinskij, già responsabile dei falliti colloqui della primavera del 2022.
Trump spera che l’incontro si svolga, ha fatto sapere la Casa Bianca. E il presidente turco Erdogan, nonostante tutto, è fiducioso: «La strada per una risoluzione - ha detto - passa attraverso più dialogo, più diplomazia. Stiamo usando tutto il nostro potere diplomatico e il nostro potenziale per la pace». Oggi il suo ministro degli Esteri Hakan Fidan incontrerà Zelensky dopo i colloqui avuti nei giorni scorsi a Mosca con il presidente russo Vladimir Putin e il ministro degli Esteri Sergej Lavrov. In treno dalla Polonia verso Kiev, Fidan ha però ammesso che le richieste delle parti sono molto distanti: «I russi hanno degli obiettivi riguardo alla guerra. Obiettivi che si sono prefissati. Obiettivi riguardanti il territorio, riguardo all’annessione di determinate aree. Quanto siano accettabili per la comunità internazionale, in termini di diritto internazionale, è tutto discutibile».