WASHINGTON – Putin deve vendicarsi per gli attacchi di Zelensky ai suoi aerei, quindi non dobbiamo aspettarci la pace a breve. In più potrebbe aiutarmi a convincere l’Iran nel negoziato nucleare, perciò è meglio non disturbarlo con nuove sanzioni o altre iniziative fastidiose. Ancora una volta, il tono scelto da Donald Trump dopo la telefonata di oggi con il collega del Cremlino sembra conciliante, se non apologetico. Anzi, suona quasi come un via libera a scatenare l’inferno contro i "terroristi" di Kiev, dimenticando che la guerra l’ha voluta proprio Vladimir, e quindi se Donald applicasse lo stesso metro di giudizio all’intero conflitto, dovrebbe giustificare e magari aiutare la sete di vendetta di Zelensky.
La giornata è cominciata con le abituali schermaglie tra i due contendenti. Ha iniziato il presidente ucraino, dicendo che le condizioni per la pace presentate dai russi a Istanbul sono carta straccia: "Si tratta di un ultimatum e né la parte ucraina lo accetterà, né ness…
WASHINGTON – Putin deve vendicarsi per gli attacchi di Zelensky ai suoi aerei, quindi non dobbiamo aspettarci la pace a breve. In più potrebbe aiutarmi a convincere l’Iran nel negoziato nucleare, perciò è meglio non disturbarlo con nuove sanzioni o altre iniziative fastidiose. Ancora una volta, il tono scelto da Donald Trump dopo la telefonata di oggi con il collega del Cremlino sembra conciliante, se non apologetico. Anzi, suona quasi come un via libera a scatenare l’inferno contro i "terroristi" di Kiev, dimenticando che la guerra l’ha voluta proprio Vladimir, e quindi se Donald applicasse lo stesso metro di giudizio all’intero conflitto, dovrebbe giustificare e magari aiutare la sete di vendetta di Zelensky.
La giornata è cominciata con le abituali schermaglie tra i due contendenti. Ha iniziato il presidente ucraino, dicendo che le condizioni per la pace presentate dai russi a Istanbul sono carta straccia: "Si tratta di un ultimatum e né la parte ucraina lo accetterà, né nessuno lo prenderà sul serio. Questo memorandum è un malinteso". Quindi ha spiegato che gli attacchi contro gli aerei non sarebbero mai avvenuti, se Mosca avesse accettato la tregua: "Se ci fosse stato un cessate il fuoco, l'operazione avrebbe avuto luogo? No". Lui però, che ha già accettato tutte le richieste di Washington, resta "pronto per un incontro con Putin, Trump ed Erdogan in qualsiasi momento", aggiungendo che "offrirò ai russi un cessate il fuoco prima del vertice tra i leader".
Il capo del Cremlino, secondo la Tass, ha risposto che "il regime di Kiev, già illegittimo, sta degenerando in un'organizzazione terroristica", parola in codice che nel caso della Cecenia era servita ad anticipare e giustificare l’annichilimento della regione ribelle. "Dubito - ha detto Putin - che dopo gli ultimi attacchi ci siano possibilità di summit o cessate il fuoco con l’Ucraina. Come si possono tenere tali incontri in queste condizioni? Di cosa possiamo parlare? Chi negozia con coloro che fanno affidamento sul terrore? Con i terroristi?". Poi ha sentito papa Leone, facendo la vittima che vorrebbe solo negoziare.
Poco dopo c’è stata la telefonata di un’ora e un quarto con Trump, che l’ha descritta così sul suo social Truth: "Abbiamo discusso dell'attacco agli aerei russi da parte dell'Ucraina e di vari altri attacchi perpetrati da entrambe le parti. È stata una buona conversazione, ma non porterà alla pace immediata. Il Presidente Putin ha affermato, con molta fermezza, che dovrà rispondere al recente attacco agli aeroporti". A giudicare da queste parole, il capo della Casa Bianca non ha sollevato obiezioni alla vendetta dell’invasore. Anzi: "Abbiamo anche discusso dell'Iran e del fatto che il tempo stringe per la decisione di Teheran in merito alle armi nucleari, che va presa rapidamente! Ho detto a Putin che l'Iran non può possedere un'arma nucleare e su questo credo siamo d'accordo. Putin ha suggerito che parteciperà alle discussioni con Teheran e potrebbe, forse, essere d'aiuto per giungere a una rapida conclusione". Quindi meglio non infastidirlo con l’Ucraina, perché può essermi utile su questo fronte che giudico più utile.
Mosca come al solito ha irretito Trump, definendo il colloquio "positivo e produttivo". Lo ha detto il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, aggiungendo che i due leader "hanno concordato di continuare i contatti sull'Ucraina ai massimi livelli e attraverso altri canali", secondo l'agenzia Ria Novosti. Anzi, Trump si è quasi scusato, assicurando che non era stato informato degli attacchi da Zelensky.
Mentre il Fondo monetario internazionale avverte che i soldi per Kiev stanno finendo, la crisi tornerà oggi sul tavolo dell’incontro alla Casa Bianca fra il presidente e il nuovo cancelliere tedesco Merz. Berlino non abbocca, e infatti ieri il ministro della Difesa Boris Pistorius ha "sollecitato gli Usa, e altri alleati, a fornire sistemi Patriot o simili all'Ucraina". Ma Trump da che parte intende schierarsi?