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Gaza, la zia di Adam: “L’ospedale è in zona militare, l’Italia si sbrighi”

L'ospedale Nasser dopo un raid di Idf (reuters) 

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La zia Nashwa lancia l’allarme: “La zona è stata evacuata, aumentano i pericoli per i pazienti. Non c’è tempo da perdere”
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GERUSALEMME – Per la famiglia di Adam, l’11 giugno è lontanissimo. Anche perché teme che l’ospedale Nasser dove il ragazzino di undici anni è ricoverato, e dove da due settimane vive la madre Alaa, possa essere evacuato, o peggio. «Il Nasser è dentro la zona rossa sottoposta a ordine di sfollamento», spiega a Repubblica la zia di Adam, Nashwa al-Najjar. «Dovevo andare lì a dare il cambio ad Alaa per farla riposare un po’, perché dopo la morte di suo marito sta sempre nella stanza in terapia intensiva con suo figlio, ma non posso più accedere a Khan Younis, sono dovuta tornare alla mia tenda ad al Mawasi». Adam è l’ultimo figlio rimasto ad Alaa, dopo che un missile israeliano le ha portato via gli altri nove figli.

«Fate presto, chiediamo al governo italiano di fare di tutto per anticipare la data del trasferimento in Italia», dice ancora Nashwa, che insieme ad Alaa salirà sul volo già predisposto per la prossima settimana. In realtà dipende dal Cogat, l’unità del ministero della …

GERUSALEMME – Per la famiglia di Adam, l’11 giugno è lontanissimo. Anche perché teme che l’ospedale Nasser dove il ragazzino di undici anni è ricoverato, e dove da due settimane vive la madre Alaa, possa essere evacuato, o peggio. «Il Nasser è dentro la zona rossa sottoposta a ordine di sfollamento», spiega a Repubblica la zia di Adam, Nashwa al-Najjar. «Dovevo andare lì a dare il cambio ad Alaa per farla riposare un po’, perché dopo la morte di suo marito sta sempre nella stanza in terapia intensiva con suo figlio, ma non posso più accedere a Khan Younis, sono dovuta tornare alla mia tenda ad al Mawasi». Adam è l’ultimo figlio rimasto ad Alaa, dopo che un missile israeliano le ha portato via gli altri nove figli.

«Fate presto, chiediamo al governo italiano di fare di tutto per anticipare la data del trasferimento in Italia», dice ancora Nashwa, che insieme ad Alaa salirà sul volo già predisposto per la prossima settimana. In realtà dipende dal Cogat, l’unità del ministero della Difesa israeliano che rilascia le autorizzazioni a uscire dalla Striscia.

Il Nasser rientra nell’area sottoposta a ordine di sfollamento da parte dell’Idf, dunque zona militarizzata, ma a quanto risulta da fonti sul posto l’ospedale è ancora attivo (sono stati portati lì tutti i gazawi feriti da armi da fuoco lungo la strada per il sito di distribuzione cibo di Rafah) e i pazienti non sono stati spostati. Anzi, da quando è zona rossa molti abitanti di Khan Younis si sono rifugiati lì. È indubbio, però, che questo aumenta di molto il rischio di bombardamenti. Che, come si è visto in questi 19 mesi, non risparmiano nemmeno le strutture sanitarie.

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