Durissimo scontro ieri tra il presidente americano Donald Trump e il suo ex consigliere, il miliardario Elon Musk. Il primo si è detto deluso dal capo di Tesla, SpaceX e X, che ha lasciato il suo incarico alla guida del Dipartimento per l’efficienza governativa. Il secondo ha risposto ribadendo il duro attacco alla finanziaria e chiedendo addirittura l’impeachment del capo della Casa Bianca, di cui ha citato anche il presunto coinvolgimento nel caso del pedofilo Epstein.
Nyt, per Trump Musk è impazzito a causa delle droghe
Il comportamento da "pazzo" di Elon Musk, secondo Donald Trump legato al suo consumo di droghe. E' quanto Donald Trump avrebbe detto alle persone a lui vicine, secondo un retroscena del New York Times. Proprio il Nyt, nei giorni scorsi, aveva pubblicato un'inchiesta su Musk e il suo uso di stupefacenti.
In 5,6 milioni votano a sondaggio Musk, 80% per il terzo partito
Hanno vinto i sì con l'80,4% nel sondaggio sulla necessità di un terzo partito negli Stati Uniti lanciato su X da Elon Musk dopo la sua furiosa lite con Donald Trump. I no sono stati il 19,6% e in tutto hanno votato 5.630.775 di persone.
Musk nega di aver attaccato Trump personalmente
Elon Musk ha pubblicato il suo primo post di oggi sulla lite con Donald Trump. Il miliardario ha commentato con "esattamente" ad un altro utente di X che aveva scritto: "Elon ha criticato il Congresso, non Trump. Trump poi ha attaccato Elon personalmente".
Speaker Camera Usa avverte Musk, 'non ti mettere contro Trump'
Lo speaker della Camera americana, Mike Johnson, ha avvertito Elon Musk di non mettersi contro Donald Trump. "Non minacciare e non mettere mai in discussione il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. È il leader del partito. È la figura politica più influente di questa generazione e probabilmente dell'era moderna", ha dichiarato il repubblicano dicendosi fiducioso che la legge di spese, duramente attaccata dal miliardario, "sarà approvata entro la scadenza". "I membri del Congresso non sono affatto scossi" dalla lite, ha aggiunto.
Trump ha chiesto alla Corte suprema di sospendere l’ordinanza che blocca i licenziamenti all’Istruzione
Oggi l'amministrazione del presidente Donald Trump ha chiesto alla Corte Suprema di sospendere un'ordinanza del tribunale per reintegrare i dipendenti del Dipartimento dell'Istruzione licenziati a seguito di licenziamenti di massa nell'ambito del suo piano per smantellare l'agenzia. Il ricorso d'urgenza del Dipartimento di Giustizia all'Alta Corte indica che il giudice distrettuale statunitense Myong Joun di Boston ha ecceduto i suoi poteri il mese scorso quando ha emesso un'ingiunzione preliminare che annullava i licenziamenti di quasi 1.400 persone e sospendeva il piano più ampio. L'ordinanza di Joun ha bloccato l’attuazione di una delle promesse elettorali del presidente repubblicano e ha di fatto bloccato il tentativo di smantellare il dipartimento. Una corte d'appello federale ha rifiutato di sospendere l'ordinanza mentre l'amministrazione presentava ricorso. Il giudice ha scritto che i licenziamenti "probabilmente paralizzeranno il dipartimento".
Il collezionista dei memorabilia di Napoleone all’asta a Parigi: “Vorrei venderli a Musk”
Il cappello bicorno più celebre per Elon Musk. Il 25 giugno Sotheby's a Parigi metterà all'asta una delle più spettacolari raccolte di cimeli di Napoleone mai apparse sul mercato. E il collezionista francese che l'ha assemblata, Pierre-Jean Chalençon, ha già un nome in mente per chi dovrebbe comprarla tutta: Elon Musk. "La considero la mia famiglia. E vorrei che il nuovo Napoleone la adottasse per intero", ha dichiarato Chalençon al "New York Post", con una dichiarazione tanto eccentrica quanto sincera.
Le azioni di Tesla salgono il giorno dopo la rottura
Le azioni Tesla salgono in apertura a Wall Street dopo le perdite di ieri mentre prosegue la guerra di accuse tra il ceo Elon Musk e il presidente Usa Donald Trump. Il titolo guadagna il 2,8% a 292 dollari ad azione anche se nel pre-mercato e nei primi minuti di contrattazione il guadagno era nell'ordine del +5% dopo che Politico aveva rivelato i due si sarebbero sentiti al telefono. In realtà il chiarimento è rimandato e un funzionario della Casa Bianca ha dichiarato a Reuters che non sono previste telefonate per oggi. Musk ha segnalato sulla sua piattaforma social X di essere aperto ad allentare le tensioni con il presidente, concordando con le dichiarazioni del gestore di hedge fund Bill Ackman che ha chiesto una distensione. Alla Cnn, Trump è tornato a minimizzare l'impatto della rottura: "Non penso a Elon – ha detto – ha un problema, il poveretto ha un problema", ha detto. Alla domanda se abbia in programma una telefonata con Musk, ha risposto: "No. Non gli parlerò per un po’ immagino, ma gli auguro ogni bene".
La disputa tra l'uomo più potente e quello più ricco del mondo ha cancellato oltre 150 miliardi di dollari dal valore di mercato di Tesla ieri, il calo maggiore dell'azienda in una sola seduta. Secondo i dati di Ortex, gli investitori che hanno scommesso allo scoperto, ovvero quelli che hanno puntato contro il titolo, hanno intascato quasi 4 miliardi di dollari dal calo, il secondo maggiore profitto giornaliero mai registrato.
L’amministrazione Usa corregge i tagli del Doge: “Troppi licenziati”
L'amministrazione Trump sta riassumendo persone che erano state costrette o incoraggiate a dimettersi dall'offensiva senza quartiere lanciata, a colpi di lettere e ultimatum, nei mesi scorsi dal Doge, l'ufficio per l'efficienza governativa che fino alla scorsa settimane era guidato da Elon Musk. Ancora prima dell'uscita dall'amministrazione di Musk e del clamoroso scontro pubblico tra i due ex migliori amici di ieri, l'amministrazione Trump sta tornando sui suoi passi richiamando al lavoro funzionari esperti il cui allontanamento mette al rischio settori cruciali della gestione pubblica, dal Fisco al dipartimento di Stato e alla Food and Drug Administration. "Volevano mostrare che stavano tagliando il governo, ma non c'era nessuna riflessione riguardo a cosa mantenere", ha dichiarato al Washington Post una dipendente dell'agenzia per il controllo su alimenti e farmaci che è stata licenziata e poi riassunta. "Ora sembra che per loro fosse tutto un gioco", aggiunge.
Il New York Post di Murdoch ironizza sulla rottura Trump-Musk
"I hate my X". Titola così la prima pagina del New York Post, con la spietata ironia che lo contraddistingue, a proposito della rottura che si sta consumando in queste ore tra Donald Trump ed Elon Musk, definita il "grande e grosso divorzio" ("Big Beautiful Breakup"), in riferimento alla "One Big Beautiful Bill" voluta dal tycoon e fortemente criticata dal proprietario di X. "La 'bromance' tra Elon e Trump esplode in insulti e minacce", si legge nel sommario che fa da contorno a un grande cuore spezzato con i volti dei due protagonisti. Il tabloid newyorkese è di proprietà di Rupert Murdoch, storico sostenitore del partito repubblicano e della campagna presidenziale di Trump, ma finito nel mirino del tycoon dopo alcuni editoriali critici verso le misure tariffarie dell'amministrazione apparsi sul Wall Street Journal, altro giornale di Murdoch.
Trump: “Elon, poveretto, ha un problema. Gli auguro ogni bene”
Il presidente americano Donald Trump è tornato a minimizzare l'impatto della rottura con Elon Musk. "Non ci penso a Elon", ha detto alla Cnn. "Ha un problema. Il poveretto ha un problema", ha insistito. Alla domanda se abbia in programma una telefonata con Musk, ha risposto: "No. Non gli parlerò per un po’, immagino, ma gli auguro ogni bene".
Nel duello sui social vince Musk
Nel violento scontro via social tra Donald Trump e Elon Musk, due personalità sovraesposte mediaticamente, il “sentiment” positivo nelle conversazioni mondiali delle piattaforme social pende a favore del proprietario di X e Tesla per il 33%, mentre il tycoon è al 23%. Nelle conversazioni solo americane, invece, il sentiment positivo per Musk è del 37.8% quello per Trump è al 13,9%. Sono le rilevazioni della società di analisi Arcadia che ha monitorato le parole chiave nominative Donald Trump ed Elon Musk dal 3 al 6 giugno. La società ha condotto anche un'analisi del profilo di Elon Musk su X, la piattaforma di cui è proprietario, dal 4 al 6 giugno confrontando i dati con i tre giorni precedenti. E' emerso che, se da una parte le pubblicazioni sono diminuite del 12%, dall'altra sono aumentate le interazioni (+6,3%) e in particolare i commenti (+70%) "perché evidentemente i follower hanno voglia di entrare nella contesa". E sono cresciuti anche gli utenti che si sono iscritti al canale in questo brevissimo lasso di tempo: mezzo milione in più, per l'esattezza +498 mila. "In sintesi - osserva Arcadia - i follower di Elon Musk hanno mostrato un coinvolgimento in calo dell'1,3% ma esprimono comunque la volontà di capire e interagire commentando di più i post". Trump ha invece affidato le sue risposte all'account del suo social Truth: i tre post in cui controbatte alle critiche di Musk hanno incassato una media di 56mila “reaction” (commenti, like e condivisioni) mentre la media standard dei post era di 12mila. Per Arcadia, infine, lo scontro a mezzo post tra l'imprenditore e il presidente americano ha un vincitore terzo, che è Google. La contesa, infatti, ha fatto registrare in queste ore dei picchi di ricerca su Musk e Trump sia negli Usa che nel resto del mondo.
Il Wall Street Journal: Trump vuole sbarazzarsi della sua Tesla
Donald Trump sta valutando la possibilità di sbarazzarsi della sua Tesla dopo la furiosa lite con Elon Musk. Lo riporta il Wall Street Journal citando un funzionario della Casa Bianca secondo il quale il tycoon vorrebbe regalarla o venderla. Il presidente aveva acquistato la sua auto elettrica rossa per promuovere l'attività del suo allora first buddy. Fino a ieri sera, secondo la Cbs, la Tesla di Trump era ancora parcheggiata fuori dalla West Wing.
Licenza chiave in India per Starlink
Starlink di Elon Musk ha ottenuto una licenza chiave in India per il lancio dei suoi servizi internet satellitari nel Paese. L'azienda avrebbe comunque bisogno di un'autorizzazione separata dall'autorità di regolamentazione spaziale indiana e di onde radio sicure per le telecomunicazioni da parte del governo. Il processo potrebbe richiedere almeno un paio di mesi. A marzo, Starlink ha firmato accordi con i due principali fornitori di servizi di telecomunicazione indiani, Reliance Jio e Bharti Airtel, per il lancio dei suoi servizi. La sfida più grande per l'azienda di Musk in India sarebbe rappresentata dal prezzo, poiché i dati mobili qui sono tra i più economici al mondo.
Trump: “Musk vuole parlarmi, io no”
La notte non ha portato consiglio evidentemente: la querelle tra Donald Trump ed Elon Musk non accenna a spegnersi. Anzi. "Intende l'uomo che ha perso la testa?" ha chiesto Trump rispondendo a una domanda di Abc su una possibile telefonata con il patron di X. "Vuole parlarmi, ma io non sono particolarmente interessato a parlare con lui", ha chiarito.
Casa Bianca a Reuters: “Non prevista chiamata Trump-Musk. Il presidente non è interessato”
Non è previsto che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump tenga oggi una chiamata con Elon Musk: lo ha rivelato una fonte della Casa Bianca a Reuters, come si legge sul sito dell'agenzia. “Il presidente non è interessato”.
Deputato russo: “Se servisse potremmo dare asilo a Musk”
Il deputato comunista russo Dmitry Novikov ha dichiarato che, se necessario, Mosca potrebbe offrire asilo politico a Elon Musk, al momento impegnato in un duro scontro con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Credo che Musk non abbia bisogno di asilo politico ma, se ne avesse bisogno, la Russia potrebbe ovviamente concederglielo", ha dichiarato Novikov all'agenzia Tass.
Il vicecapo del Consiglio di Sicurezza russo, Dmitry Medvedev, da parte sua ha offerto per scherzo su Telegram la mediazione della Russia nel confronto tra Trump e Musk. "Non litigate, ragazzi!", ha esortato l'ex presidente russo, che si è detto disposto ad accettare "azioni di Starlink come ricompensa".
Medvedev ironizza su scontro Trump-Musk e si offre come mediatore per accordo di pace
L'ex presidente russo, Dmitry Medvedev ha ironizzato sullo scontro che ha opposto pubblicamente il presidente americano Donald Trump all'ex socio Elon Musk. "Non litigate ragazzi", ha dichiarato, offrendosi poi di mediare per portare i contendenti a firmare "un accordo di pace". "Siamo pronti a facilitare la firma di un accordo di pace tra D. ed E. per un compenso ragionevole", ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo in un messaggio su X, in cui ha suggerito che accetterebbe azioni della società Starlink di Musk come pagamento.
Ue: “Se Musk vuole trasferire le imprese qui è il benvenuto”
Se Elon Musk vuole unirsi al programma Choose Europe, ideato per attrarre innovatori e ricercatori, "è assolutamente il benvenuto". Lo ha detto la portavoce della Commissione Ue Paula Pinho rispondendo, con un sorriso, a chi gli chiedeva il patron di X negli ultimi giorni non abbia contattato l'Ue per trasferire alcune sue imprese nel Vecchio Continente.
"L'iniziativa 'start up e scale up è indirizzata innanzitutto ai talenti europei ma chiunque è il benvenuto qui", ha aggiunto un altro portavoce della Commissione spiegando che, in ogni caso, "non ci sono stati contatti diretti" con Musk.
Cremlino: “Lo scontro Trump-Musk è loro questione interna”
Lo scontro tra Donald Trump ed Elon Musk "è una questione interna degli Stati Uniti". Lo ha dichiarato in conferenza stampa il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.
"Non interferiremo in alcun modo, né rilasceremo alcun tipo di commento", ha detto Peskov, "siamo fiduciosi che il presidente degli Stati Uniti prenderà in mano questa situazione per conto suo".
Cina: “La lite Trump-Musk? Un fatto interno degli Usa”
Fair play cinese sul durissimo scontro pubblico tra il presidente americano, Donald Trump, e il tycoon di Tesla e Space X, Elon Musk. Quando gli è stato chiesto di commentare la violenta faida tra Trump e Musk e se la Cina si aspetta che la disputa possa influire sulle relazioni tra Pechino e Washington, il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian ha tagliato corto, osservando che "si tratta di una questione interna degli Stati Uniti".
Ackman chiede la pace tra Trump-Musk per gli Usa. Elon: “Non hai torto”
Elon Musk lascia intendere che una riconciliazione con il presidente Donald Trump sarebbe nel migliore interesse per gli Usa in risposta ad un post su X del gestore di hedge fund Bill Ackman, noto donatore di Trump, che chiede ai due di "fare la pace per il bene del nostro grande Paese". "Non hai torto", gli risponde il patron di Tesla e Space X.
Trump: “Lo scontro con Musk? Tutto ok, mai andata meglio”
"E' tutto ok. Sta andando molto bene, mai andata meglio". E' la laconica risposta del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, a un cronista di 'Politico' che lo ha raggiunto telefonicamente per chiedergli del suo scontro in diretta social con il suo ormai ex alleato Elon Musk. Prima di congedarsi, Trump ha sottolineato che il suo consenso "è alle stelle" e i sondaggi di opinione a suo favore "sono i migliori di sempre". 'Politico' ha scritto che, secondo quanto rivelatogli da fonti ben informate, questa sera potrebbe avere luogo una telefonata tra Trump e Musk nel tentativo di giungere a una riconciliazione.
Axios: i democratici Usa chiedono all'Fbi se Trump è nei file di Epstein
Secondo quanto appreso da Axios, i democratici della Camera dei rappresentanti Usa stanno chiedendo al dipartimento di Giustizia e all'Fbi se è vero, come sostiene Elon Musk, che il presidente Trump sia nei file di Jeffrey Epstein.
Trump "è nei file di Epstein", ha scritto il patron di Tesla in un post su X, aggiungendo: "Questo è il vero motivo per cui non sono stati resi pubblici". La faida pubblica tra il presidente e il suo ex luogotenente sta facendo il gioco degli oppositori politici di Trump, ricorda Axios.
Il legale di Epstein: “Non aveva informazioni su Trump”
"Sono stato assunto per guidare la difesa di Jeffrey Epstein come suo avvocato penalista 9 giorni prima della sua morte. Aveva chiesto il mio consiglio per mesi prima di allora. Posso affermare con autorevolezza, inequivocabilmente e definitivamente che non aveva informazioni che potessero danneggiare il presidente Trump. Gliele ho chieste espressamente!". Lo scrive su X l'avvocato americano David Schoen rispondendo alle insinuazioni lanciate da Elon Musk.
Schoen è stato anche uno degli avvocati che ha rappresentato Donald Trump durante il suo secondo processo di impeachment al Senato degli Stati Uniti.
Musk: “Bannon un ritardato allo stato puro”
L'ex stratega di Donald Trump, Steve "Bannon è un ritardato allo stato puro". Ha toni offensivi il commento su 'X' di Elon Musk alla richiesta di Bannon a Trump di "nazionalizzare" SpaceX. Bannon ha anche detto di voler consigliare al presidente americano di annullare tutti i contratti dell'Amministrazione Usa con Tesla e SpaceX e di indagare sullo status di immigrato di Musk. "Andrebbe espulso immediatamente dal Paese", ha detto Bannon, "sono sicuro che è illegale".
Musk fa marcia indietro: “Non smantellerà la navicella Dragon”
Elon Musk fa marcia indietro e annuncia che la sua compagnia spaziale SpaceX non smantellerà la navicella Dragon dopo la disputa con il presidente americano Donald Trump. La Crew Dragon è fondamentale per il trasporto degli astronauti della Nasa da e verso la Stazione Spaziale Internazionale. Si tratta di una capsula che vola su un razzo Falcon 9 e ammara nell'oceano, ed è attualmente l'unica navicella spaziale statunitense certificata per trasportare un equipaggio sulla Iss nell'ambito di un contratto del valore di oltre 4,9 miliardi di dollari. Ieri Musk aveva annunciato su 'X' l'intenzione di voler "smantellare immediatamente" Dragon dopo che Trump aveva minacciato di rescindere i suoi contratti governativi.
Media: in programma oggi telefonata Trump-Musk
Dopo l'acceso confronto pubblico tra il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ed Elon Musk, il sito web Politico ha riferito che lo staff della Casa Bianca starebbe programmando una telefonata con Musk per riconciliare il rapporto tra i due.
Bannon contro Musk: “Indagare sul suo stato di immigrato e sull’uso di droghe”
Steve Bannon, uno dei più accaniti oppositori di Elon Musk, ha detto di aver consigliato al presidente Usa Donald Trump di annullare tutti i contratti del patron di Tesla e di Space X e di avviare diverse indagini sull'uomo più ricco del mondo. "Dovrebbero avviare un'indagine formale sul suo status di immigrato, perché sono fermamente convinto che sia un immigrato illegale e dovrebbe essere espulso immediatamente dal Paese", ha dichiarato Bannon, ex principale collaboratore del presidente Trump, ora influente alleato e consigliere informale, come riporta il New York Times.
Le aziende di Musk hanno ricevuto miliardi di dollari in contratti federali nel corso degli anni e, nel 2023, sono stati promessi loro 3 miliardi di dollari in quasi 100 contratti diversi con 17 agenzie federali. Bannon ha affermato che l'amministrazione Trump dovrebbe anche indagare sull'uso di droghe da parte di Musk, come riportato dal New York Times, e sul suo tentativo di ottenere un briefing riservato sulla Cina dal Pentagono. L'autorizzazione di sicurezza di Musk dovrebbe essere sospesa durante queste indagini, ha aggiunto.