«Combattere e negoziare». Al primo round di colloqui diretti con l’Ucraina a Istanbul, il caponegoziatore russo Vladimir Medinskij aveva attribuito la massima a Napoleone. L’imperatore francese non la pronunciò mai, ma la Russia sta comunque mettendo in pratica il fasullo adagio. All’Operazione Ragnatela che la scorsa settimana ha distrutto una dozzina di suoi bombardieri strategici, ha risposto intensificando gli attacchi, l’ultimo contro Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, a circa 30 km dal confine.
Ma, a dispetto degli attacchi quotidiani, entrambe le parti continuano a mantenere fede agli impegni concordati in Turchia. Ieri la Russia ha consegnato 1.212 salme di caduti ucraini in prima linea e, a sua volta, ne ha recuperati 27 dall’Ucraina, e Medinskij ha annunciato che oggi dovrebbe tenersi un nuovo «scambio medico urgente» di prigionieri di guerra dopo gli scambi di detenuti di età inferiore ai 25 anni di lunedì e gravemente feriti o malati di martedì, di cui…
«Combattere e negoziare». Al primo round di colloqui diretti con l’Ucraina a Istanbul, il caponegoziatore russo Vladimir Medinskij aveva attribuito la massima a Napoleone. L’imperatore francese non la pronunciò mai, ma la Russia sta comunque mettendo in pratica il fasullo adagio. All’Operazione Ragnatela che la scorsa settimana ha distrutto una dozzina di suoi bombardieri strategici, ha risposto intensificando gli attacchi, l’ultimo contro Kharkiv, la seconda città più grande dell’Ucraina, a circa 30 km dal confine.
Ma, a dispetto degli attacchi quotidiani, entrambe le parti continuano a mantenere fede agli impegni concordati in Turchia. Ieri la Russia ha consegnato 1.212 salme di caduti ucraini in prima linea e, a sua volta, ne ha recuperati 27 dall’Ucraina, e Medinskij ha annunciato che oggi dovrebbe tenersi un nuovo «scambio medico urgente» di prigionieri di guerra dopo gli scambi di detenuti di età inferiore ai 25 anni di lunedì e gravemente feriti o malati di martedì, di cui però nessuna delle due parti ha rivelato l’entità.
Era stata Mosca, durante il secondo round di negoziati del 2 giugno in Turchia, a invitare Kiev a «recuperare i corpi di 6mila soldati ucraini caduti», di cui 1.212 erano stati dimostrativamente portati al confine già nel fine settimana. Da allora Russia e Ucraina si erano accusate a vicenda di ostacolare il recupero. I propagandisti russi sostenevano che Kiev stesse rinviando il recupero per «non ammettere l’entità delle perdite», mentre il presidente ucraino Volodymyr Zelensky denunciava il «gioco scorretto» di Mosca affermando che non solo «non era stata ancora fissata alcuna data», ma che in passato la Russia aveva trasferito corpi non identificati, tra cui «anche i corpi di caduti russi». Ieri l’impasse è stata superata. Kiev ha diffuso le immagini di operatori della Croce Rossa nei pressi dei camion frigoriferi al confine e fatto sapere che «investigatori» e medici legali cercheranno di «stabilire il prima possibile l’identità delle vittime». Medinskij ha poi annunciato che oggi si terrà un nuovo scambio di prigionieri, ma intervistato dal quotidiano statunitense Wall Street Journal ha anche avvertito che «se l’Ucraina continuerà a seguire gli interessi nazionali di altri Paesi, la Russia sarà costretta a reagire».
La Santa Sede ha aiutato a definire le liste degli scambi e il cardinale Matteo Zuppi, inviato da Papa Francesco a Mosca e Kiev, ieri ha confermato all’agenzia russa Tass che la sua «missione continuerà» con «una natura puramente umanitaria» anche sotto Papa Leone.
Intanto dovrebbero «presto» riprendere anche i colloqui russo-statunitensi sulla normalizzazione delle relazioni diplomatiche. L’ambasciatore russo a Washington Aleksandr Darchiev ha fatto sapere che il prossimo incontro dovrebbe svolgersi a Mosca dopo quelli a Riad e Istanbul, ma il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov ha messo in guardia da facili entusiasmi. «Ci sono molti ostacoli nelle relazioni bilaterali, è improbabile che possiamo aspettarci risultati rapidi».