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Replica all’Iran, Donald si ferma: “Grazie di averci avvisati è il momento della pace”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump

 (agf)

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“Abbiamo distrutto tutti gli obiettivi, la loro è stata una reazione molto debole”. La Cnn: “Anche l’Idf ha esaurito i target”
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L’AIA – Dopo averlo bombardato, Trump ha ringraziato l’Iran per come ha reagito. E con questo intervento, per quanto singolare, ha segnalato l’intenzione di chiudere la crisi, fermare anche Israele e tornare al negoziato sul programma nucleare.

La risposta iraniana ai bombardamenti su Fordow, Natanz e Isfahan è stata una manciata di missili segnalati con discreto anticipo, tutti intercettati, senza alcun danno fisico per i diecimila soldati americani in Qatar. Mentre il presidente rilanciava l’idea del cambio di regime a Teheran, la leadership iraniana ha scelto una risposta simbolica ai bombardamenti contro i siti nucleari, proprio per evitare un’escalation che potrebbe costarle la sopravvivenza. Lo stesso capo della Casa Bianca, dopo aver riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale, è tornato sui social per rivendicare che gli obiettivi individuati erano stati «totalmente distrutti», per esaltare il successo della propria iniziativa militare ma anche per segnalare che almen…

L’AIA – Dopo averlo bombardato, Trump ha ringraziato l’Iran per come ha reagito. E con questo intervento, per quanto singolare, ha segnalato l’intenzione di chiudere la crisi, fermare anche Israele e tornare al negoziato sul programma nucleare.

La risposta iraniana ai bombardamenti su Fordow, Natanz e Isfahan è stata una manciata di missili segnalati con discreto anticipo, tutti intercettati, senza alcun danno fisico per i diecimila soldati americani in Qatar. Mentre il presidente rilanciava l’idea del cambio di regime a Teheran, la leadership iraniana ha scelto una risposta simbolica ai bombardamenti contro i siti nucleari, proprio per evitare un’escalation che potrebbe costarle la sopravvivenza. Lo stesso capo della Casa Bianca, dopo aver riunito il Consiglio per la sicurezza nazionale, è tornato sui social per rivendicare che gli obiettivi individuati erano stati «totalmente distrutti», per esaltare il successo della propria iniziativa militare ma anche per segnalare che almeno al momento la questione è chiusa. La conferma, anche visiva, potrebbe venire dal fatto se Trump manterrà o annullerà la sua partenza oggi per il vertice Nato in Olanda.

Domenica il presidente era sembrato pendere verso l’accelerazione del conflitto quando, smentendo i collaboratori più stretti, aveva aperto al cambio di regime. Per tutte la mattinata successiva ai bombardamenti su Fordow, Natanz e Isfahan, prima il capo del Pentagono Hegseth, e poi il vice presidente Vance e il segretario di Stato Rubio, si erano affannati a ripetere la linea ufficiale, quella responsabile anche se non necessariamente autentica, secondo cui l’obiettivo dei raid era limitato al programma nucleare, non entrare in guerra con l’Iran o rovesciare il governo. Poco dopo, però, Trump si era divertito a smentirli tutti via social: «Non è politicamente corretto usare il termine “cambio di regime”, ma se l’attuale regime iraniano non è in grado di (scritto tutto in maiuscolo, ndr) rendere l’Iran di nuovo grande, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime?». Da qui il lancio dello slogan Miga, Make Iran Great Again, sulla scia del Maga che lo ha portato alla Casa Bianca.

Ieri mattina la portavoce Karoline Leavitt ha dato l’interpretazione autentica del messaggio, sostenendo che il presidente «si è solo posto una domanda che molti si stanno facendo». Lui poi ha intimato a tutti di non approfittare della crisi per alzare il prezzo del petrolio: «Attenti, vi stiamo guardando».

La riunione del Consiglio per la sicurezza nazionale era prevista dalla sera prima e quindi non è stata convocata per reazione alla rappresaglia iraniana contro la base di al Udeid, quartier generale del Central Command che Trump aveva visitato il 15 maggio scorso. Poi la ritorsione inevitabilmente è diventata il tema del vertice, ma invece di scagliarsi contro gli ayatollah, terminato l’incontro il capo della Casa Bianca ha usato ancora i social per lamentarsi di come i media stanno descrivendo gli effetti dei raid di sabato: «I siti che abbiamo colpito in Iran sono stati totalmente distrutti e tutti lo sanno. Solo le fake news dicono qualunque cosa diversa pur di denigrare». Prima si era scagliato contro Dmitri Medvedev, vicepresidente del Consiglio di sicurezza nazionale russo, per rimproverarlo della leggerezza con cui minaccia l’uso delle armi nucleari.

Poco dopo Trump è tornato sui social, nella speranza di chiudere così la crisi: «L’Iran ha ufficialmente risposto alla nostra distruzione dei loro impianti nucleari con una reazione molto debole, come ci aspettavamo, che abbiamo contrastato in modo molto efficace. Sono stati lanciati 14 missili: 13 sono stati abbattuti e 1 è stato “lasciato libero”, perché diretto in una direzione non minacciosa. Sono lieto di annunciare che nessun americano è rimasto ferito e non si sono verificati danni. Soprattutto, loro si sono liberati completamente della rabbia e, si spera, non ci sarà più odio. Voglio ringraziare l’Iran per averci avvisato tempestivamente, il che ha permesso di non perdere vite umane. Forse l’Iran può ora procedere verso la pace e l’armonia nella regione, e incoraggerò con entusiasmo Israele a fare lo stesso». Del resto, la stessa Cnn ieri segnalava che Netanyahu avrebbe praticamente esaurito gli obiettivi.

La parola ora torna a Teheran, per decidere se riaprire il dialogo.

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