Dura presa di posizione degli Stati Uniti contro l’annuncio di Emmanuel Macron di riconoscere la Palestina come Stato. “Uno schiaffo alle vittime del 7 ottobre”. Intanto Washington ha anche annunciato che ritirerà la propria partecipazione ai colloqui per il cessate il fuoco a Gaza in Qatar, affermando che l'ultima risposta di Hamas "mostra una mancanza di desiderio" di raggiungere una tregua. Il gruppo palestinese ha replicato definendosi “sorpreso” e ha ribadito il suo impegno nei negoziati per la tregua”.
Trump ribadisce, Macron può fare quel che vuole sulla Palestina
"Macron può fare quello che vuole con la Palestina, sono affari suoi. Io non sto con la Francia, sto con gli Stati Uniti". Lo ha detto Donald Trump al suo arrivo in Scozia.
Onu, a Gaza situazione alimentare peggiora rapidamente
A Gaza la situazione umanitaria sta peggiorando con il passare delle ore. Lo segnala l'Onu nel bollettino quotidiano letto ai media internazionali. "I nostri colleghi del Coordinamento degli affari umanitari - ha dichiarato la portavoce Stephanie Tremblay - avvertono che le condizioni sul terreno, già catastrofiche, stanno peggiorando rapidamente". "I colleghi - ha aggiunto - ci ricordano che la fame e la malnutrizione aumentano il rischio di malattie che indeboliscono il sistema immunitario, soprattutto tra donne, bambini, anziani, persone con disabilità e malattie croniche. Le conseguenze possono diventare letali molto rapidamente".La scarsità di cibo ha anche un impatto grave sulle donne incinte e in fase di allattamento, i cui bambini hanno maggiori probabilità di nascere con complicazioni. Inoltre, influisce sulla capacità delle madri di allattare, esponendo i bambini a un rischio maggiore di malattie infettive.
Idf, abbattuto missile balistico Houthi da Yemen
Un missile balistico lanciato poco fa dagli Houthi dello Yemen contro Israele è stato intercettato dalla difesa aerea. Lo ha riferito l'esercito israeliano (Idf). Il Times of Israel riporta che non ci sono segnalazioni di impatti né feriti. Le sirene sono suonate in diversi insediamenti nella Cisgiordania meridionale e nelle comunità vicino al Mar Morto, nel sud di Israele. Il Times of Israel riporta che dal 18 marzo, quando l'Idf ha ripreso l'offensiva contro Hamas nella Striscia di Gaza, gli Houthi nello Yemen hanno lanciato 65 missili balistici e almeno 17 droni contro Israele. Diversi missili non hanno raggiunto l'obiettivo.
Flotilla arriverà ad Ashdod, rimpatrio per gli attivisti
Gli attivisti - tra cui due italiani - della nave Handala di Freedom Flotilla, che si sta dirigendo verso Gaza "con rischi di sicurezza elevati per i civili a bordo legati alla guerra", sbarcheranno nel weekend al porto israeliano di Ashdod. "A seguire, le autorità locali attiveranno le procedure previste dalla normativa israeliana in materia di rimpatrio". Lo riferiscono all'ANSA fonti qualificate. L'ambasciata italiana a Tel Aviv, in raccordo con la Farnesina, sta monitorando il viaggio degli attivisti che all'arrivo ad Ashdod saranno accolti da funzionari dell'ambasciata che forniranno ai due connazionali l'assistenza necessaria.
Unrwa: “Lancio aiuti per via aerea a Gaza è distazione da inazione di Israele”
Il capo dell'agenzia Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa), Philippe Lazzarini, ha criticato duramente la decisione di Israele di consentire nei prossimi giorni il lancio aereo di aiuti umanitari su Gaza, definendola "la modalità più costosa e inefficiente per far arrivare gli aiuti". "È una distrazione dall'inazione", ha dichiarato, denunciando la situazione sul campo come "una carestia di massa costruita e deliberata". Secondo Lazzarini, l'Unrwa ha già pronti circa 6.000 camion carichi di cibo e forniture mediche, attualmente bloccati in Egitto e in Giordania. Israele continua a respingere ogni responsabilità per la crisi alimentare nella Striscia, accusando Hamas di appropriarsi degli aiuti.
Berlino, 'pronti ad aumentare la pressione su Israele'
Il governo tedesco ha dichiarato di essere "in costante dialogo" con il governo israeliano e i suoi partner internazionali su questioni che includono un cessate il fuoco a Gaza e la necessità di migliorare drasticamente gli aiuti umanitari nella Striscia, ed "è pronto ad aumentare la pressione se non si faranno progressi". Lo ha dichiarato il portavoce del governo Stefan Kornelius, senza tuttavia fornire dettagli su cosa queste misure potrebbero comportare. Lo riporta la Dpa. Di recente, l'Spd ha chiesto ancora una volta la sospensione delle esportazioni di armi tedesche verso Israele e il congelamento dell'accordo di associazione tra l'Ue e lo Stato ebraico.
Sull’Osservatore Romano la testimonianza di un ferito nell’attacco alla parrocchia
"Ho sentito un dolore fortissimo. Sono caduto a terra, a faccia in giù. Il mio corpo ha iniziato a sanguinare abbondantemente". Descrive così il proprio ferimento Suhail Abu Dawo Od, collaboratore dell'Osservatore Romano da Gaza, che pubblica sul quotidiano vaticano un diario di guerra sempre molto coinvolgente. In questo caso usa parole che colpiscono molto. "Era giovedì 17 luglio, alle 10 di mattina - racconta - avevo una lezione spirituale e stavo camminando verso la casa del Padre. La bomba è stata così forte che non sono riuscito a proteggermi dalle schegge. Una mi ha colpito nella parte bassa della schiena ed è uscita dalla gamba destra, causando gravi lesioni allo stomaco e alla pancia". "Grazie a Dio, padre Gabriel e padre Iusuf - rievoca Suhail Abu Dawo Od - mi hanno visto quando sono rimasto ferito, così hanno chiamato l'ambulanza per potarmi via. Padre Gabriel si è inginocchiato sul pavimento e mi ha tenuto la testa (lui ha problemi alle ginocchia)". Non ho mai provato in tutta la mia vita un dolore e una sofferenza simili. Dopo tanti giorni e tanti mesi, sono stato ferito a causa della guerra e invece di darvi tutte le notizie sulla guerra, questa volta sono stato io la notizia".
Oltre 220 deputati chiedono che Regno Unito riconosca Palestina
Oltre 220 deputati britannici, di nove partiti diversi, hanno inviato una lettera al premier laburista Keir Starmer e al ministro degli Esteri David Lammy affinché il Regno Unito riconosca formalmente lo Stato palestinese. L'iniziativa bipartisan, partita dalla deputata della maggioranza Sarah Champion, riguarda più di un terzo dei componenti della Camera dei Comuni e arriva dopo l'annuncio del riconoscimento fatto dal presidente francese Emmanuel Macron a fronte della "catastrofe umanitaria" a Gaza causata dal blocco degli aiuti da parte di Israele.
Qatar e Egitto, avanti con negoziati; ci sono progressi
Qatar ed Egitto, in collaborazione con gli Stati Uniti, hanno ribadito il loro impegno a proseguire gli sforzi per raggiungere un cessate il fuoco globale a Gaza. E' quanto si legge in una dichiarazione congiunta dei due mediatori. Il Ministero degli Esteri del Qatar ha definito la pausa di ieri nei negoziati per le consultazioni una "questione naturale", data la complessità dei colloqui. Entrambi i Paesi hanno affermato che si sono registrati alcuni progressi nell'ultimo round di negoziati.
Regno Unito-Francia-Germania, stop a catastrofe umanitaria a Gaza
Nella Striscia di Gaza è in corso "una catastrofe umanitaria" che "deve finire subito". Lo affermano Regno Unito, Francia e Germania a conclusione di una call fra i leader Keir Starmer, Emmanuel Macron e Friedrich Merz. L'appello appare una risposta indiretta alle affermazioni del governo d'Israele secondo cui a Gaza non ci sarebbe una carestia, a dispetto delle denunce dell'Onu e di molte organizzazioni internazionali.
World Food Program: “Quasi un terzo dei gazawi non mangia per giorni”
"Quasi una persona su tre non mangia per giorni. La malnutrizione è in forte aumento, con 90.000 donne e bambini che necessitano urgentemente di cure". Lo si legge in una dichiarazione del World Food Program (Programma alimentare mondiale), ufficio delle Nazioni Unite, secondo cui la crisi ha raggiunto "livelli nuovi e impressionanti di disperazione".
Hamas: “Accuse Usa su fallimento in contrasto con negoziati”
"Le dichiarazioni negative dell'inviato americano Steve Witkoff sono completamente in contrasto con il contesto in cui si sono svolti gli ultimi negoziati, e lui ne è perfettamente consapevole, ma queste affermazioni servono la posizione israeliana". Lo ha dichiarato Bassem Naim, membro dell'ufficio politico di Hamas. Il commento fa seguito all'annuncio dell'inviato statunitense riguardo al ritiro di Washington dai colloqui per la tregua a Gaza, nel quale Witkoff ha accusato Hamas di ostacolare il raggiungimento di un accordo.
Trump: “Parlato con Netanyahu, è stato un po’ deludente”
"Ho parlato con Netanyahu ma non posso dirvi di cosa. È stato un pò deludente". Lo ha affermato Donald Trump, rispondendo dai giornalisti fuori dalla Casa Bianca prima della partenza verso la Scozia.
Trump: “Macron su Palestina? Quello che dice non conta”
"E' una brava persona, mi piace, fa il gioco di squadra, ma la buona notizia è che quello che dice non conta". E' quanto ha detto Donald Trump, parlando di Emmanuel Macron, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano un commento all'annuncio del presidente francese riguardo al riconoscimento dello stato della Palestina il prossimo settembre. Un riconoscimento, ha detto ancora il presidente, "non ha importanzà
Rilasciato il Gran Muftì di Gerusalemme
Mohammad Hussein, Gran Mufti di Gerusalemme e della Palestina, è stato rilasciato dopo essere stato arrestato dalle forze israeliane dopo la preghiera del venerdì presso il complesso della moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme. Lo rende noto l'agenzia di notizie palestinese Wafa, secondo cui era stato arrestato dopo un sermone in cui aveva condannato la politica israeliana di fame nei confronti del popolo palestinese nella Striscia di Gaza.
Trump, Hamas non voleva raggiungere un accordo
Hamas non voleva raggiungere un accordo. E' quanto ha sostenuto il presidente Usa, Donald Trump, come riportato da Barak Ravid. Ieri l'inviato Usa per il Medio Oriente Steve Witkoff ha annunciato l'interruzione dei colloqui in Qatar, accusando il gruppo militante palestinese di non agire in buona fede.
Netanyahu, “è Hamas l’ostacolo all’accordo”
"L'inviato speciale per il Medio Oriente Steve Witkoff aveva ragione. Hamas è l'ostacolo a un accordo per il rilascio degli ostaggi. Insieme ai nostri alleati statunitensi, stiamo ora valutando opzioni alternative per riportare a casa i nostri ostaggi, porre fine al regime terroristico di Hamas e garantire una pace duratura per Israele e la nostra regione". Lo scrive in un post su X il premier israeliano Benjamin Netanyahu, all'indomani della decisione di Stati Uniti e Israele di richiamare le proprie delegazioni negoziali a Doha.
Ministero della Salute a Gaza: “Nove palestinesi morti di fame in 24 ore”
Nove palestinesi sono morti di fame a Gaza nelle ultime 24 ore: lo afferma il ministero della Salute della Striscia, gestito da Hamas.
L’Idf consentirà lanci di cibo su Gaza ma dice che “non c’è la carestia”
L'Idf afferma che consentirà ai Paesi stranieri lanci di cibo su Gaza, ma insiste sul fatto che non c'è carestia nella Striscia. Lo riporta Haaretz. Il coordinatore israeliano delle attività governative nei territori, riporta il Times of Israel, ritiene che la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza "continua a essere difficile e impegnativa", ma non si registra una carestia diffusa, contrariamente a quanto afferma Hamas.
Di Segni, “lo Stato di Palestina non può essere copia-incolla della nostra Costituzione”
"Quale stato nasce da un riconoscimento europeo? Uno stato democratico? Una repubblica 'Liberté, Égalité, Fraternité' alla francese? O Italiana?". Noemi Di Segni, presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, commenta così con l'Adnkronos l'annuncio del presidente francese, Emmanuel Macron, che riconoscerà lo stato della Palestina. "Il punto di partenza sono Hamas e Abu Mazen non i palestinesi, a priori", spiega Di Segni, che aggiunge: "Bisogna capire che, cosi facendo, il terrorismo troverà anche qui uno stato accogliente. Uno stato palestinese non è 'copia-incolla' della costituzione nostra, ma capacità di svilupparsi in un contesto mediorientale e con Israele accanto". Sulla dichiarazione di Emmanuele Macron, la presidente dell'Unione delle comunità ebraiche italiane, puntualizza: "ci aspettiamo da Macron che ricordi che esiste, e deve esistere, Israele in sicurezza. Ci aspettiamo che inviti Hamas non solo a liberare gli ostaggi, ma anche a promuovere seriamente il bene del suo popolo senza usarlo come scudo umano".
Wafa, le forze israeliane hanno arrestato oggi il Gran Mufti di Gerusalemme e della Palestina
L'agenzia di stampa palestinese Wafa riporta che le forze israeliane hanno arrestato oggi il Gran Mufti di Gerusalemme e della Palestina, il predicatore della moschea di Al-Aqsa sceicco Mohammad Hussein, all'interno dei cortili della moschea nella Gerusalemme occupata. Lo rende noto il Dipartimento per le dotazioni islamiche, secondo cui lo sceicco Muhammad Hussein è stato arrestato dopo la preghiera del venerdì ed è stato portato alla Porta Mughrabi della Città Vecchia di Gerusalemme.
Secondo fonti locali citate da Wafa, lo il Gran Mufti è stato arrestato dopo che nel sermone aveva denunciato la politica della fame imposta da Israele alla popolazione palestinese di Gaza. Gli agenti israeliani hanno fatto irruzione anche nelle stanze del capo delle guardie e del direttore della moschea di Al-Aqsa, lo sceicco Omar Al-Kiswani, in concomitanza con l'arresto del Mufti.
Aiea: “Incoraggiati dal via libera dell’Iran alla visita della nostra delegazione”
Il capo dell'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (Aiea), Rafael Grossi, si è detto "incoraggiato" dal fatto che l'Iran abbia accettato la visita di una propria delegazione. La visita del team tecnico potrebbe aprire la strada al ritorno degli ispettori Onu in Iran, potenzialmente entro quest'anno.
Media, 15 palestinesi uccisi dai raid israeliani oggi a Gaza. 4 mentre aspettavano aiuti
Quattro palestinesi che aspettavano gli aiuti umanitari a Gaza sono stati uccisi dal fuoco israeliano dall'alba di oggi, hanno riferito fonti mediche ai giornalisti di Al Jazeera. Nel complesso i palestinesi uccisi oggi negli attacchi dell'esercito israeliano sono 15, inclusi quattro morti in un raid aereo su una scuola di Gaza City che ospitava sfollati nel quartiere di Remal, nella parte occidentale della città. Diverse altre persone sono rimaste ferite.
Media egiziani, la prossima settimana dovrebbero riprendere i colloqui per la tregua a Gaza
Dovrebbero riprendere la prossima settimana i colloqui per un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza dopo l'esame da parte di Israele della risposta fornita da Hamas nelle scorse ore. E' quanto afferma una fonte egiziana citata dalla tv Al Qahera News dopo che ieri l'inviato di Donald Trump, Steve Witkoff, ha annunciato che dopo Israele anche gli Stati Uniti "hanno deciso di riportare a casa da Doha il nostro team a seguito dell'ultima risposta di Hamas che chiaramente mostra la mancanza di desiderio di raggiungere un cessate il fuoco”.
Elly Schlein: “Anche l’Italia deve riconoscere lo Stato di Palestina”
"Ieri un ministro di Netanyahu ha detto apertamente qual è il piano criminale di Israele: occupare e deportare tutti i palestinesi. Dobbiamo anche noi, come la Francia, riconoscere lo Stato di Palestina". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, durante un convegno sul lavoro.
Abbas: “Il riconoscimento della Francia è una vittoria per la causa Palestinese”
Il riconoscimento della Francia è una vittoria per la causa palestinese, che riflette il suo impegno sincero nel sostenere il popolo palestinese e i suoi legittimi diritti alla terra e alla patria, in conformità con il diritto internazionale e la legittimità riconosciuta". Così, in una dichiarazione, il presidente dell'Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, accoglie con favore la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di riconoscere ufficialmente lo Stato di Palestina durante la prossima sessione dell'Assemblea generale delle Nazioni Unite a settembre. Abbas esprime profondo apprezzamento per il coraggioso passo compiuto da Parigi, che contribuirà in modo significativo al raggiungimento della pace basata sulla soluzione dei due Stati, in linea con la legittimità e il diritto internazionale.
Berlino: “Il governo tedesco non ha piani nel breve termine per riconoscere la Palestina”
Il governo tedesco "non ha piani" riguardo al riconoscimento di uno Stato palestinese "nel breve termine", e "continua a considerare" tale mossa "come uno degli ultimi passi nel percorso verso una soluzione a due Stati". Lo afferma il portavoce Stefan Kornelius in un comunicato, aggiungendo che "la sicurezza di Israele è di fondamentale importanza per il governo tedesco".
Tajani: “Il riconoscimento dello Stato palestinese insieme al loro riconoscimento di Israele”
"L'Italia è per la soluzione due popoli e due Stati ma il riconoscimento del nuovo stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele. A noi interessa la pace, non la vittoria di uno sull'altro e siamo il Paese al mondo che ha accolto il maggior numero di rifugiati da Gaza". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani,
Tajani: “Basta con la carneficina, serve immediato cessate il fuoco a Gaza”
"Non vogliamo più vedere bambini morire di fame e sotto le bombe. Basta con la carneficina, serve un immediato cessate il fuoco" a Gaza. Lo dice il leader di Forza Italia Antonio Tajani nel suo intervento al Consiglio Nazionale di Fi, parlando della politica estera del partito.
Media, iniziati i colloqui a Istanbul sul nucleare tra Iran, Francia, Germania e Regno Unito
Hanno preso il via a Istanbul i colloqui tra Iran, Francia, Germania e Regno Unito sul programma nucleare di Teheran. Lo ha riferito la tv iraniana. Sul tavolo, la minaccia della reintroduzione delle sanzioni delle Nazioni Unite, che l'Iran respinge fermamente. Per l'Iran partecipano i viceministri degli Esteri Majid Takht Ravanchi, uno dei protagonisti dell'accordo del 2015, e Kazem Gharibabadi
Ufficio stampa del governo a Gaza: 232 i giornalisti morti durante il conflitto
L'Ufficio stampa del governo di Gaza ha annunciato l'uccisione del fotoreporter Adam Abu Harbid, che porta a 232 il numero dei giornalisti morti durante la guerra a Gaza. Lo riporta Al Jazeera.
Idf, 50 israeliani sono entrati a Nablus. Sono stati fermati
L'Idf afferma che un gruppo di circa 50 israeliani è entrato ieri sera nella città di Nablus, in Cisgiordania, violando la legge israeliana. I cittadini israeliani sono stati consegnati alle forze di sicurezza israeliane dalle forze di sicurezza palestinesi e poi consegnati alla polizia israeliana per affrontare potenziali accuse. L'esercito aggiunge che sta indagando sulle affermazioni secondo cui il gruppo di cittadini avrebbe lanciato pietre contro gli edifici della città, senza però causare feriti.
Francia: “Riconoscere lo Stato di Palestina va contro Hamas”
La Francia ha difeso la sua scelta di riconoscere uno Stato palestinese, sostenendo che farlo "va contro" la posizione di Hamas. Lo ha sottolineato il ministro degli Esteri di Parigi, Jean-Noel Barrot.
L’ambasciatore Usa in Israele: “Lo Stato palestinese si chiamerà Franc-en-Stine”
"La dichiarazione unilaterale di Macron di uno Stato palestinese non specificava DOVE sarebbe stato. Ora posso rivelare in esclusiva che la Francia offrirà la Costa Azzurra e la nuova nazione si chiamerà Franc-en-Stine". È il commento ironico dell'ambasciatore Usa in Israele, Mike Huckabee, che ha così condannato la decisione del presidente francese Emmanuel Macron di riconoscere uno Stato di Palestina.
Msf, a Gaza un quarto dei bambini è malnutrito
l 25% dei bambini di età compresa tra i 6 mesi e i 5 anni e di donne incinte e che allattano sono malnutriti. Lo sostiene Medici senza frontiere.
Nella clinica di Msf a Gaza City, il numero di persone affette da malnutrizione è quadruplicato da maggio e ogni giorno ci sono 25 nuovi pazienti ammessi. I tassi di malnutrizione grave nei bambini sotto i 5 anni sono triplicati nelle ultime 2 settimane. Msf denuncia che non solo i pazienti, ma anche lo staff sanitario "inizia a soffrire la carenza di cibo. Non si tratta solo di fame, ma di una fame deliberata, provocata dalle autorità israeliane".
Herzog: “La decisione di Macron non promuoverà la pace”
Il presidente israeliano Isaac Herzog ha stigmatizzato la decisione della Francia di riconoscere lo Stato palestinese, annunciata ieri da Emmanuel Macron. "La dichiarazione del presidente francese non promuoverà la pace in Medio Oriente. Non aiuterà a sconfiggere la minaccia del terrorismo. E, cosa più importante, certamente non aiuterà a riportarli a casa prima", ha detto Herzog in un messaggio in cui ha allegato una fotografia degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.
Le Pen, riconoscere la Palestina significa riconoscere uno stato terrorista
"Riconoscere oggi uno Stato palestinese significa riconoscere uno Stato di Hamas e quindi uno Stato terrorista". Lo scrive in un post sul social X Marine Le Pen. "Questo gesto non ha nulla a che vedere con la fedeltà alla storia della Francia, anzi, è esattamente il contrario, e tanto meno è una garanzia di pace per Israele", ha aggiunto Le Pen, "se la speranza ci ha sempre spinto verso una soluzione a due Stati, questa decisione legittima i massacri del 7 ottobre e il loro corteo di sofferenze, mentre alcuni ostaggi sono ancora detenuti. Si tratta quindi di un errore politico e morale, anche nei confronti dei palestinesi che subiscono il giogo di Hamas".
Il Guardian: contro la scelta di Parigi resistenze di Londra e Ottawa
Fonti diplomatiche interpellate da The Guardian hanno fatto trapelare che le spinte in avanti di Parigi sul riconoscimento della Palestina come Stato hanno incontrato le resistenze di Regno Unito e Canada, a pochi giorni dalla riunione dei ministri degli Esteri, a New York.
Canada condanna Israele per 'disastro umanitario'
"Il Canada condanna l'incapacità del governo israeliano di impedire il rapido deterioramento del disastro umanitario a Gaza. Il controllo israeliano sulla distribuzione degli aiuti deve essere sostituito da un'assistenza umanitaria completa guidata dalle organizzazioni internazionali. Molte di queste organizzazioni detengono ingenti aiuti finanziati dal Canada che non possono essere consegnati ai civili affamati. Questo rifiuto di fornire aiuti umanitari costituisce una violazione del diritto internazionale". Così il premier canadese Mark Carney in un messaggio postato su X dove definisce il deterioramento della situazione nella Striscia un "disastro" che Tel-Aviv non ha fermato.
Gli Stati Uniti: “Annuncio francese è schiaffo alle vittime del 7 ottobre”
Gli Stati Uniti respingono fermamente il piano del Presidente francese Emmanuel Macron di riconoscere uno stato palestinese. La posizione è stata espressa in un post del Segretario di Stato americano Marco Rubio. “Questa decisione sconsiderata serve solo la propaganda di Hamas e ostacola la pace. È uno schiaffo in faccia alle vittime del 7 ottobre”.
Hamas: impegno Francia a riconoscere Palestina è positivo
Hamas ha salutato l'impegno francese a riconoscere lo Stato di Palestina come un "passo positivo" esortando altri paesi a fare lo stesso nonostante le critiche israeliane."Riteniamo che questo sia un passo positivo che va nella giusta direzione per rendere giustizia al nostro popolo palestinese oppresso e sostenere il suo legittimo diritto all'autodeterminazione", ha affermato Hamas in una dichiarazione, dopo l'annuncio del presidente francese Emmanuel Macron che Parigi riconoscerà formalmente a settembre il nuovo Stato. "Chiediamo a tutti i paesi del mondo, in particolare alle nazioni europee e a quelle che non hanno ancora riconosciuto lo Stato di Palestina, di seguire l'esempio della Francia", ha aggiunto Hamas.
Netanyahu: il ministro che vuole “Gaza tutta ebraica” non ci rappresenta
ompendo il silenzio sulla dichiarazione del ministro per il Patrimonio Amichay Eliyahu, secondo cui Israele sta portando avanti la distruzione di Gaza per rendere la Striscia totalmente ebraica, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiarito che il ministro di estrema destra "non parla a nome del governo che io guido". "Non è membro del gabinetto di sicurezza che determina la conduzione della guerra", ha affermato Netanyahu in una nota. Il primo ministro non ha annunciato azioni disciplinari contro Eliyahu.
Hamas a Witkoff: “Siamo impegnati nei negoziati sul cessate il fuoco”
Hamas si dice "sorpresa" dalle osservazioni dell'inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e si dice desiderosa di continuare i colloqui per il cessate il fuoco. Hamas, riferisce 'Haaretz' che cita una dichiarazione del gruppo palestinese, ha detto di essere sorpreso dalle osservazioni dell'inviato degli Stati Uniti per il Medio Oriente Steve Witkoff, che suggeriva che il gruppo non aveva il desiderio di raggiungere un cessate il fuoco a Gaza. "Il movimento afferma la sua volontà di continuare i negoziati e di impegnarsi in un modo che aiuti a superare gli ostacoli e porti a un accordo di cessate il fuoco permanente", ha detto Hamas in una dichiarazione.
In precedenza Witkoff aveva affermato che era "una vergogna che Hamas agisca in modo egoistico". "Mentre i mediatori hanno fatto grandi sforzi - continua l'inviato speciale di Donald Trump - Hamas non sembra coordinarsi o agire in buona fede". "Noi ora considereremo opzioni alternative per portare a casa gli ostaggi e cercare di creare un ambiente più stabile per il popolo di Gaza", conclude affermando che "siamo risulti nel cercare la fine di questo conflitto e una pace permanente a Gaza".