Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito che qualsiasi truppa occidentale schierata in Ucraina sarebbe un obiettivo "legittimo" per l'esercito di Mosca, il giorno dopo che gli alleati occidentali di Kiev hanno dichiarato di essersi impegnati a garantire la presenza di truppe in caso di accordo di pace. "Se i soldati dovessero comparire lì, soprattutto ora durante i combattimenti, partiamo dal presupposto che saranno obiettivi legittimi", ha dichiarato Putin a un forum economico nella città di Vladivostok, nell'estremo oriente aggiungendo anche che il dispiegamento di una forza occidentale non favorirebbe una pace a lungo termine.
Trump, aiuteremo l'Ucraina con le garanzie di sicurezza
"Aiuteremo" l'Ucraina con le garanzie di sicurezza, "vogliamo salvare tante vite, faremo qualcosa". Lo ha detto Donald Trump nello Studio Ovale. "L'Europa sarà prima. I paesi europei vogliono essere primi e vogliono vedere la guerra finire", ha aggiunto.
Fico da Zelensky: “Con Kiev rapporti pragmatici”
Il premier slovacco Robert Fico, nel suo primo incontro col presidente Volodymyr Zelensky, ha affermato oggi a Uzhhorod, in Ucraina, di "volere la pace", sottolineando si sostenere l'adesione di Kiev nell'Ue e le garanzie di sicurezza per l'Ucraina. Secondo Fico, che nei giorni scorsi è stato da ricevuto da Putin a Mosca prima della tappa a Pechino, le relazioni reciproche tra la Slovacchia e l'Ucraina sono un buon esempio di come una cooperazione pragmatica possa superare le divergenze politiche. "Devo confermare che su alcuni temi abbiamo opinioni diverse, ma così va il mondo", ha affermato.
Tajani: “Zelensky a Mosca è ammissione della sconfitta”
"Dire a Zelensky “vieni a Mosca” significa “vieni in ginocchio da me, hai perso” e questo non è un messaggio positivo di Putin a Zelensky". Così il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al forum Ambrosetti a Cernobbio. Tajani ha chiarito la posizione Italia in caso di un accordo. "Noi siamo contrari, una volta raggiunto un accordo di pace, quando ci sarà, ad inviare militari italiani perché verrebbe visto, l'ha detto anche oggi Putin in maniera molto chiara, come una sorta di azione ostile una volta chiusa la guerra". Ma, spiega ancora il ministro, "noi dobbiamo garantire la sicurezza dell'Ucraina, non soldati sul terreno ma un trattato che abbia contenuti simili a quelli dell'articolo 5 della Nato". "Un'azione di mutuo soccorso - osserva - con la partecipazione americana".
Putin avverte: “Le truppe Nato a Kiev sono obiettivi legittimi”
Le truppe Nato in Ucraina sarebbero obiettivi legittimi per l'esercito russo. La frase del presidente russo, Vladimir Putin, pronunciata durante la sessione plenaria dell'East Economic Forum, racchiude tutto l'approccio della Russia attuale sulla questione ucraina. Per Mosca quelli sono territori di sua sfera di influenza e da cui la Nato dovrebbe tenersi lontana. "I possibili contingenti militari in Ucraina sono uno dei motivi principali per attirare l'Ucraina nella Nato. Pertanto, se dovessero comparire, partiremmo dal presupposto che questi saranno obiettivi legittimi da distruggere", ha affermato il presidente russo. Sulla stessa linea, la Russia non può permettere alla Nato di schierare un contingente in Ucraina, vicino ai suoi confini, e farà tutto il necessario per garantire la propria sicurezza, ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. Lo stesso Cremlino ammette che dal vertice in Alaska di Ferragosto non ci sono stati grandi progressi. I leader occidentali ormai sono convinti che Putin non voglia sedersi al tavolo dei negoziati e lavorano al 19° pacchetto di sanzioni. Questa volta ancora in più stretto coordinamento con gli Usa, dove è volata una squadra di funzionari della Commissione europea. Ursula von der Leyen ha anche sentito il vicepresidente Usa JD Vance, perché più le sanzioni sono coordinate con i partner, più sono efficaci, come è avvenuto con il tetto al prezzo del petrolio russo. Putin ha anche ripetuto che Mosca è il luogo migliore per un incontro con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, un invito che suona come una boutade, sapendo benissimo dello squilibrio e dei rischi che impedirebbero una soluzione del genere.
Intanto, i leader della Coalizione dei volenterosi stanno portando avanti il lavoro sulle garanzie di sicurezza perché vogliono che quado sarà siglata la pace il supporto dei partner di Kiev possa essere fin da subito dispiegato. Alla riunione di giovedì a Parigi si è deciso di dare copertura su terra, aria e mare all'Ucraina e 26 Paesi occidentali, tra cui l'Italia, hanno dato la loro disponibilità in forme e modi diversi. Sulle forze di terra si ipotizzava uno schieramento da 10mila persone. "Non entrerò nel merito della quantità. Sicuramente non si tratterà di singole unità, ma di migliaia. Questo è un dato di fatto, ma è un po' troppo presto per parlarne", afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Per il presidente del Consiglio, Antonio Costa, in visita in Ucraina, l'adesione all'Ue è "la migliore garanzia per la sicurezza" per Kiev, per questo bisogna andare avanti con il processo nonostante il veto dell'Ungheria. Nel suo giro per le capitali in vista del vertice dell'1-2 ottobre, mercoledì 10 Costa sarà a Budapest per incontrare il premier Viktor Orban. Dall'Ucraina Costa non ha mancato di mandare un messaggio che mette in luce le contraddizioni della posizione ungherese. Gran parte del 20% di import di gas e petrolio russi che ancora resta da eliminare nell'Ue, osserva, "è consumato proprio nell'Ungheria, quindi il modo migliore per accelerare la fine di questa guerra è anche che l'Ungheria smetta di importare gas dalla Russia". Zelensky, invece, si dice pronto a dialogare con Orban sulle loro preoccupazioni, anche se finora tutti i passi compiuti sono stati dettati dalla Commissione europea e proprio per questo, commenta, non dovrebbero avere alcun fondamento le rivendicazioni ungheresi.
Medvedev: “Volenterosi che discutono le garanzie per Kiev ci consultino”
Il numero due del Consiglio di sicurezza russo, Dmitri Medvedev, ha dichiarato che i cosiddetti Paesi "Volenterosi" che "si stanno riunendo e stanno discutendo quali garanzie dare all'Ucraina" dovrebbero "almeno consultarsi" con la Russia. Lo riporta la Tass.
"Loro si stanno riunendo e stanno discutendo quali garanzie dare proprio all'Ucraina. E l'hanno chiesto a noi? Se c'è un conflitto, se è in corso un'operazione militare speciale, allora dovrebbero almeno consultarsi con noi quando sviluppano qualsiasi proposta", ha dichiarato Medvedev.
Budapest: “Il nostro popolo non vuole l'Ucraina nell'Ue”
"Oggi Zelensky ha incontrato Antonio Costa e, naturalmente, come al solito, ha fatto commenti sull'Ungheria. Ha detto che è "strano" che l'Ungheria rifiuti l'adesione dell'Ucraina all'Ue, dato che nemmeno la Russia si oppone. Ancora una volta, Zelensky giudica secondo i suoi standard. A differenza di Zelensky, la posizione dell'Ungheria non è dettata dall'estero. Non ci interessa cosa pensa Mosca dell'adesione dell'Ucraina all'Ue". Lo ricadisce su X Péter Szijjßrtó, ministro ungherese degli Esteri e del Commercio.
"L'unica cosa che ci interessa è cosa pensa il popolo ungherese, e loro lo hanno detto chiaramente: non vogliono l'Ucraina nell'Ue, perché distruggerebbe i nostri agricoltori, il nostro mercato del lavoro e la nostra sicurezza. Quindi, per quanto Zelensky conti sulla Russia per influenzarci, l'Ungheria non sosterrà l'adesione dell'Ucraina all'Ue", conclude.
Tajani: “Spingere Putin alla pace con sanzioni mirate”
"L'unico modo per spingere il presidente della Russia Vladimir Putin" a porre fine alla guerra in Ucraina "è quello delle sanzioni mirate al sistema finanziario" russo. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani nel suo intervento al Forum organizzato da Teha a Cernobbio.
Tajani: “Non sono molto ottimista, difficile un accordo per Natale”
Sull'Ucraina la "situazione è molto difficile, stiamo sostenendo l'impegno del presidente Trump per la pace, per provare una soluzione, ma non sono molto ottimista a causa di Putin. Prima di Natale credo sia impossibile raggiungere un accordo". Così il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel corso di un'intervista con Maria Bartimoro nell'ambito del forum Ambrosetti. "La proposta italiana è la migliore soluzione per raggiungere un accordo - ha sottolineato -. Per noi è un errore mandare soldati dopo l'accordo, allo stesso modo la pensano Germania e Polonia, e l'unico modo per fermare Putin è fermare i flussi di denaro verso Mosca".
Madrid: “Aiuteremo Kiev in tutti gli ambiti”
Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha detto che Madrid, in qualità di membro della Coalizione dei Volenterosi, aiuterà l'Ucraina "in tutti gli ambiti, compresa la fornitura di equipaggiamento militare". La Spagna è con le "garanzie di sicurezza" per l'Ucraina di fronte all'aggressione russa, ha detto il capo della diplomazia spagnola in un'intervista a Canal Sur specificando poi che a suo parere "oggi l'unica garanzia di sicurezza a nostra disposizione è il sostegno all'Ucraina affinché non perda questa guerra di aggressione, perché altrimenti domani il mondo sarà più insicuro". Le garanzie di sicurezza includeranno l'invio di truppe per alcuni Paesi e per altri Stati altri tipi di garanzie, secondo Albares, che ha sottolineato che la Spagna fa parte di questa coalizione ed è "al fianco dell'Ucraina per difendere la sua libertà". Il ministro ha precisato però che bisogna essere realistici perché "la pace auspicata dalla Spagna e dall'Ue non è vicina, perché Vladimir Putin non vuole la pace, né tantomeno un cessate il fuoco".
Zelensky: “La Slovacchia sostiene il percorso ucraino verso l’Ue, il petrolio russo non ha futuro”
"La Slovacchia sostiene l'Ucraina nel suo percorso verso l'Unione europea, una posizione molto significativa", ha scritto il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky dopo aver incontrato il Premier Robert Fico con cui ha riferito di aver parlato anche dell'"indipendenza energetica dell'Europa". "Il petrolio russo, proprio come il gas russo, non ha futuro", ha sottolineato Zelensky.
"Condividiamo la posizione che Ucraina e Moldova debbano continuare ad avvicinarsi insieme verso l'adesione all'Ue", ha aggiunto.
Zelensky: “La Slovacchia non si farà da parte sulle garanzie di sicurezza”
La Slovacchia "non si farà da parte" sul lavoro per far avanzare la pace e per garantire la sicurezza dell'Ucraina e per la architettura di sicurezza per l'Europa, ha reso noto il Presidente Volodymyr Zelensky dopo il suo incontro con il Premier slovacco Robert Fico che ha informato il leader ucraino "dei suoi contatti in Cina".
Kiev: “Colpita con droni una raffineria russa a Ryazan”
Lo Stato Maggiore delle Forze Armate dell'Ucraina ha confermato di aver attaccato nella notte la raffineria di petrolio di Ryazan, in Russia, e diverse altre strutture nel Paese. Lo riporta Ukrinform. Secondo quanto rivendicato l'attacco con droni ha colpito l'unità di raffinazione primaria del petrolio Elou-avt-6, con una capacità stimata di 6 milioni di tonnellate di petrolio all'anno. "La raffineria di petrolio di Ryazan, con una capacità di produzione di 17,1 milioni di tonnellate di petrolio all'anno, è tra le quattro più grandi raffinerie di petrolio della Federazione Russa. Produce benzina di vario tipo, gasolio, carburante per aerei, gas liquefatti e altri prodotti petroliferi. L'impianto è coinvolto nell'approvvigionamento dell'esercito di occupazione russo", ha commentato lo Stato Maggiore. In precedenza, il governatore della regione di Ryazan, Pavel Malkov, aveva riferito dell'abbattimento di otto droni sull'oblast. "Secondo le informazioni preliminari, non ci sono vittime né danni a edifici residenziali e infrastrutture. I detriti sono caduti sul terreno di un impianto industriale", aveva dichiarato citato da Interfax.
Russia: Orlov: “La pace è necessaria, l’Ue aumenti il pressing”
La Russia, l'Ucraina, la pace, la triade Putin-Xi-Kim, Trump. E il carcere. Parla a tutto campo Oleg Orlov, tra i fondatori e tra i volti più importanti di Memorial, l'associazione russa impegnata da quasi quarant'anni nel campo della memoria e dei diritti umani che nel 2022 ha ricevuto il Premio Nobel per la pace. "La pace in Ucraina si può ristabilire solo esercitando pressioni concrete su Putin. Nient'altro potrà funzionare", dice convinto l'attivista russo. A Palermo per prendere parte a un incontro della prima Summer school di Memorial Italia, ha raccontato di avere "trascorso del periodo in carcere in Russia per avere scritto un articolo nel quale descrivevo un potere fascista che vive anche di guerre che sono un aspetto fondamentale di quel regime". La vittoria della Russia sarebbe - Orlov ne è certo - "un disastro non solo per l'Ucraina, ma anche per la Russia, e per l'Europa che dovrebbe convivere con un governo di tale natura". Per cui, "sì, la pace è necessaria: per l'Ucraina e per la Russia reale, non quella Putin. Per questo è importate esercitare una autentica pressione". Sul ruolo dell'Europa, l'attivista ha un giudizio chiaro: "Non mi sembra che sia stata debole riguardo alla risposta al conflitto, ma il pressing esercitato non è sufficiente. Mi sembra che la posizione assunta dall'Unione europea sia assolutamente giusta; nell'incontro con Trump in Alaska si è espressa con chiarezza, ma questa posizione occorre sostenerla concretamente con l'azione e, insisto, con una adeguata pressione". L'incontro tra Putin, Kim e Xi non ha cristallizzato un fronte che potrebbe rendere tutto più difficile sul versante dei conflitti e degli equilibri nel mondo? A suo parere "se ne dà un peso eccessivo. Certamente dal punto di vista della rappresentazione e dell'impatto mediatico è stato molto impressionante e molto forte, ma è solo un'azione di propaganda. Da questo punto di vista, ma solo da questo, gli organizzatori hanno ottenuto quello che volevano e gli è andata molto bene". E su Trump: "A Putin è necessario come oggetto di manipolazione: finora lo ha manipolato come voleva". Tornando all'Ucraina, per Oleg Orlov "è evidente" che Putin "non ha raggiunto i suoi obiettivi". Non ha raggiunto quello iniziale che "era prendere tutta l'Ucraina, non come Paese occupato, ma satellite". E non è stato raggiunto neppure l'obiettivo di "esercitare una pressione totale su tutto lo spazio post-sovietico e conseguenzialmente una forte influenza su tutta quanta l'Europa, facendo leva, ad esempio, su gas e petrolio". La vera domanda quindi oggi è: "Arriverà un momento in cui Putin dovrà far vedere e credere di avere raggiunto i suoi obiettivi e fermarsi? Io penso di sì e credo che sia abbastanza pronto, ma non siamo arrivati al punto in cui può vendere qualsiasi accordo come una vittoria. Si arriverà però a questo momento e quando avverrà si fermerà. Il punto preciso in cui si fermerà dipenderà dalla pressione esercitata dall'esterno, se sarà forte si fermerà prima, se non lo sarà tenterà di ottenere il più possibile prima di farlo"
Zelensky: “Discuterò con Fico l’acquisto di petrolio russo, anche gli Stati Uniti sono delusi dalla Slovacchia”
Volodymyr Zelensky solleverà con il Premier della Slovacchia Robert Fico la questione degli acquisti di petrolio russo da parte del Paese che, come ripete spesso Kiev, finanziano lo sforzo bellico di Mosca. Fico è oggi in Ucraina. Sia la Slovacchia che l'Ungheria continuano a ricevere petrolio russo dall'oleodotto Druzhba, obiettivo di raid ucraini. Donald Trump, ha precisato il Presidente dell'Ucraina, "è molto deluso" da Slovacchia e Ungheria. "Gli Stati Uniti vogliono ridurre drasticamente i proventi della Russia che derivano dalle esportazioni di energia ed è questa la strada da seguire", ha detto.
Von der Leyen: “Sentito Vance per coordinare sanzioni a Mosca”
Ieri c'è stata una telefonata tra la presidente Ursula von der Leyen e il vicepresidente Usa JD Vance. Questa telefonata riguardava il mantenimento di un fronte unito sulle sanzioni, perché più coordiniamo il nostro approccio con i partner, più queste sono efficaci. Lo afferma la portavoce capa della Commissione europea Paula Pinho nel briefing quotidiano con la stampa.
"Penso, ad esempio, agli sforzi congiunti con il G7 sul tetto massimo del prezzo del petrolio, che stanno producendo risultati, e come sappiamo, abbiamo visto che le sanzioni sono efficaci, e continueremo, quindi, a fare pressione sull'economia di guerra russa, ad aumentare i costi per la Russia per non aver avviato colloqui di pace, e alla fine a portare il Presidente Putin al tavolo dei negoziati. E' anche ciò di cui abbiamo discusso in questa telefonata", precisa.
Budapest: “Altri Paesi Ue comprano petrolio russo in segreto”
L'Ungheria acquista petrolio russo apertamente perché non ha altra scelta, mentre alcuni Paesi europei lo acquistano segretamente attraverso canali alternativi, perché è più economico". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ungherese, Péter Szijjßrtó, come riferito via X dal portavoce del governo ungherese Zoltan Kovacs. Il ministro ha "messo in guardia contro l'ipocrisia di coloro che attaccano a gran voce l'Ungheria e la Slovacchia, ma importano silenziosamente lo stesso petrolio attraverso l'Asia", secondo Kovacs, mentre si è svolto in Danimarca il Consiglio informale dell'energia.
Orlov, "Trump? Putin lo ha manipolato come voleva"
"Come faremmo senza Trump... tutte queste sue posizioni e promesse senza conseguenze sono quelle di un re nudo. E' un fatto che Trump e Putin hanno bisogno l'uno dell'altro. Trump ha una grande simpatia per Putin, del resto sono entrambi degli imperialisti. Trump ne ha bisogno: era convinto di trovare una lingua comune e passare alla storia come l'uomo della pace, ma è rimasto deluso. A Putin, invece, Trump è necessario come oggetto di manipolazione: finora lo ha manipolato come voleva, finora c'è riuscito alla grande". Così l'attivista russo Oleg Orlov, Nobel per la pace 2022, a Palermo.
Mosca annuncia avanzata su Markovo, nel Donetsk
La Russia annuncia una ulteriore avanzata nel Donbass con la cattura della cittadina di Markovo, nel Donetsk dove l'offensiva delle forze di Mosca si è intensificata, anche grazie al recente spostamento di forze dalle regioni di Kharkiv e Sumy.
Orlov, migliaia di prigionieri politici in pericolo
"La mia esperienza in carcere è stata relativamente semplice; pesante, difficile, umiliante, certo, e poi non bisogna ammalarsi perchè chi si ammala muore e sarei morto anch'io se mi fossi ammalato. Ma Io sono stato liberato, mentre in questo momento ci sono migliaia di prigionieri politici e molti rischiano di morire, muoiono, e dobbiamo liberali". Lo ha detto il premio Nobel per la pace 2022 Oleg Orlov. "E' passato un anno dallo scambio attuato per la mia liberazione - ha aggiunto l'attivista russo, a Palermo - speravamo fosse un modello e che ci fossero altre liberazioni e invece non è accaduto nulla. Sappiamo per certo che ci sono in Europa, anche in Italia hacker, agenti russi che potrebbero essere utilizzati per scambi e in Russia ci sono molti cittadini europei in carcere con accuse false: nel mio scambio, la Russia hanno avuto agenti segreti, hacker, assassini che servivano al regime di Putin e hanno liberato alcuni europei. Oggi il risultato è zero e i prigionieri politici continuano a morire.
In questo momento in Russia ci sono persone straordinarie in carcere che dobbiamo salvare assolutamente".
Peskov, possibile nuovo incontro Trump-Putin a breve
E' "certamente possibile" un nuovo incontro a breve tra i presidenti di Usa e Russia, Donald Trump e Vladimir Putin. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un'intervista a iaf.ru. "Non ho dubbi che, se i presidenti lo riterranno necessario, sarà possibile organizzare il loro incontro molto rapidamente, come è stato organizzato l'incontro in Alaska", ha affermato Peskov, "la comunicazione operativa continua in modo costante".
Peskov, Trump molto costruttivo, Putin gli è grato
In confronto ai leader europei, l'approccio del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, alla crisi in Ucraina è "molto più costruttivo". Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un'intervista a iaf.ru. "Trump è abbastanza cinico, nel senso positivo: perchè combattere quando si può commerciare? Guidato dagli interessi Usa, cerca di fare tutto il possibile per porre fine alle guerre", ha affermato Peskov, "da questo punto di vista, i suoi interessi coincidono con i nostri. Anche noi vogliamo raggiungere i nostri obiettivi, preferibilmente con scopi pacifici". "Putin conferisce grande valore agli sforzi di Trump. Ha ripetuto più volte che apprezza gli sforzi di Trump e gli è grato per tutto quello che sta facendo per cercare soluzioni", ha aggiunto Peskov.
Peskov, azioni Europa enorme ostacolo a pace
Le azioni dell'Europa sono un "enorme ostacolo" al raggiungimento di una pace in Ucraina. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, in un'intervista a Aif.ru. "Dal mio punto di vista, i Paesi europei hanno una visione per nulla costruttiva dell'attuale fase di sviluppo e dell'attuale situazione, inclusa quella relativa all'Ucraina", ha aggiunto Peskov.
Ue, tutto indica un'interferenza Gps su volo von der Leyen
Siamo stati abbastanza chiari fin dall'inizio, sulla questione se ci fosse stata o meno un'interferenza" sul volo della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen diretto in Bulgaria."Tutto indica che ci fosse effettivamente un'interferenza Gps, ma l'aereo è atterrato sano e salvo. Ora, questo è stato confermato, ieri pomeriggio, dal primo ministro bulgaro" secondo cui "il segnale Gps è scomparso nell'aereo su cui era a bordo la presidente von der Leyen. Il pilota dell'aereo lo ha segnalato alla Gestione del Traffico Aereo bulgara" ed "è stato proposto un atterraggio utilizzando il cosiddetto approccio Ils (sistema di atterraggio strumentale) utilizzando gli strumenti di atterraggio. L'aereo ha eseguito la manovra necessaria ed è atterrato sano e salvo, senza ostacoli". Così la portavoce della Commissione europea Paula Pinho durante il briefing quotidiano alla stampa.
Zelensky, possibile invio migliaia truppe occidentali
“Migliaia di truppe occidentali potrebbero essere dispiegate in Ucraina come parte delle sue garanzie di sicurezza": lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. Si prevede che queste truppe saranno "migliaia. E' un dato di fatto, ma è ancora un po’ presto per parlarne" nei dettagli, ha affermato Zelensky in una conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nell'Ucraina occidentale.
Berlino, truppe a Kiev? Priorità che ucraini possano difendersi
Per il governo tedesco la priorità è sostenere l'Ucraina e l'esercito ucraino a difendere se stesso". È quello che ha risposto Steffen Meyer, portavoce di Friedrich Merz, oggi a Berlino, alla domanda se la Germania sia fra i 26 Paesi che metteranno a disposizione le truppe per la missione di pace in Ucraina.
Costa, “Mosca non vuole sanzioni? Basta che fermi la guerra”
"Non vogliamo porre sanzioni giusto per porle, queste sono un mezzo per arrivare alla pace. Per aumentare la pressione su Putin. Se la Russia non vuole le sanzioni la soluzione è semplice, fermi la guerra e sieda al tavolo dei negoziati". Lo ha detto il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa in conferenza stampa con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "E' chiaro che, dopo il vertice in Alaska, Putin sta rinviando. Nulla sta accadendo, anzi qualcosa sta accadendo, l'aumento degli attacchi. Non è un buon segno", ha sottolineato.
Costa, team Ue vola a Washington per nuove sanzioni
"Solo una maggiore pressione può cambiare questa rotta e siamo pronti a fare di più. Stiamo collaborando con gli Stati Uniti e altri partner che condividono gli stessi principi per aumentare la nostra pressione attraverso ulteriori sanzioni, sanzioni dirette e sanzioni secondarie. Ulteriori misure economiche per spingere la Russia a fermare questa guerra, a smettere di uccidere persone, a smettere di distruggere l'Ucraina. A Bruxelles sono già iniziati i lavori sul nuovo pacchetto di sanzioni e un team europeo si sta recando a Washington DC per collaborare con i nostri amici americani". Lo ha dichiarato il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, nel suo incontro con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in Ucraina.
Zelensky: avanti adesione Ue; Usa e persino Russia d'accordo
"E' fondamentale che tutti ora vedano l'Ucraina come parte dell'Ue. L'adesione significa sicurezza - economica e geopolitica. Anche gli Stati Uniti supportano questo, considerando la sicurezza dell'Ucraina come parte della sicurezza collettiva dell'Europa. Anche la Russia ora riconosce il percorso dell'Ucraina verso l'Ue. E' deplorevole che ci abbiano messo dal 2013 per capirlo. Se persino Putin non si oppone, allora la posizione dell'Ungheria sui cluster nelle negoziazioni con l'Ucraina sembra davvero strana".
Lo ha affermato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo incontro con il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. "Con il presidente del Consiglio europeo Antònio Costa, abbiamo coordinato i passi per i negoziati di adesione dell'Ucraina. Ringrazio tutti in Europa che sostengono una politica di sanzioni forti - tariffe contro coloro che aiutano la Russia e decisioni sugli asset russi congelati. E' giusto che gli asset russi diventino parte del prezzo che la Russia paga per la sua aggressione - uno strumento di protezione e recupero a lungo termine", ha aggiunto.
Trump: “Abbiamo perso Russia e India a favore dell’oscura Cina”
"Sembra che abbiamo perso l'India e la Russia a favore della Cina più profonda e oscura. Che possano avere un futuro lungo e prospero insieme!". Lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump, commentando su Truth Social una foto che ritrae insieme Xi Jinping, Vladimir Putin e Narendra Modi in occasione delle celebrazioni andate in scena a Pechino due giorni fa.
Mosca, 'incontro Putin-Trump si può organizzare rapidamente'
Il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, ha dichiarato che "se i presidenti" di Russia e Usa, Vladimir Putin e Donald Trump, "lo riterranno necessario, un loro incontro potrà essere organizzato molto rapidamente, proprio come è stato organizzato rapidamente l'incontro in Alaska". "Certamente, è possibile", ha risposto Peskov alla domanda sulla possibilità di un secondo round di colloqui Putin-Trump nel prossimo futuro. Lo riporta la Tass citando un'intervista di Peskov.
Russia, 'abbattuti 92 droni ucraini nella notte'
Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che le sue forze di difesa aerea hanno abbattuto o intercettato 92 droni ucraini nella notte: 15 sulla regione di Bryansk, 13 sulla regione di Rostov, 12 sulla regione di Tula, 11 su quella di Kaluga. Lo riporta la Tass.
Putin, non ho ancora parlato con Trump dei colloqui in Europa
Il presidente russo Vladimir Putin afferma di non aver "ancora discusso dei risultati delle consultazioni in Europa" sull'Ucraina con il presidente americano Donald Trump, ma di "mantenere" con lui "un dialogo aperto" e di "aver concordato di chiamarsi a vicenda, di contattarsi e di accordarsi, se necessario". Lo riporta l'agenzia Interfax.
Zelensky: “Ventisei Paesi pronti a sostenerci”
"Ci sono 45 paesi nella Coalizione dei Volenterosi, e 26 di questi paesi sono pronti a garantire un supporto reale alla sicurezza dell'Ucraina. E questo è un grande cambiamento, una grande svolta, sono paesi forti e l'Italia naturalmente ne fa parte". A dichiararlo, intervenendo in videoconferenza al Forum di Cernobbio, è stato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Nelle prossime settimane - ha aggiunto - parleremo con i singoli paesi per capire cosa potranno fare esattamente".
Zelensky, a lavoro su sistemi difesa per frenare Mosca
Le forze armate ucraine sono al lavoro su una nuova architettura di sicurezza che dovrebbe consentire di frenare l'aggressione russa. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodmyr Zelensky, nel suo intervento in videoconferenza al Forum Ambrosetti. "Non posso condividere tutti i dettagli ma ci stiamo preparando a livello terrestre, marittimo e aereo", ha detto Zelensky, "stiamo lavorando a un piano che consentirà di fermare la Russia, ci saranno sistemi di droni che ci aiuteranno a far sì che la Russia abbia meno possibilità di continuare questa guerra". "Stiamo lavorando per migliorare i sistemi di difesa e impedire ai russi di attaccare e questo li spingerà a firmare un accordo di pace", ha aggiunto Zelensky, "questo necessità del supporto degli Stati Uniti".
Zelensky, Trump vuole più coordinamento Usa-Europa
Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, "si aspetta un miglior coordinamento tra americani ed europei" nel sostegno all'Ucraina. Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, nel suo intervento in videoconferenza al Forum Ambrosetti. "Oggi l'atteggiamento di Trump è migliore, gli Usa sono pronti a garantire la difesa aerea dell'Ucraina", ha aggiunto Zelensky, ricordando che "per gli Stati Uniti è fondamentale l'indipendenza energetica dell'Europa dalla Russia".
Zelensky, Putin non vuole pace, nessuno si fida di lui
Il presidente russo, Vladimir Putin, "non vuole concludere il conflitto" in Ucraina, "non vuole porre fine alla guerra, sono soltanto parole". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodmyr Zelensky, nel suo intervento in videoconferenza al Forum Ambrosetti. Zelensky si è detto disponibile "a qualsiasi tipo di incontro, bilaterale o trilaterale", ma ha sottolineato che "nessuno si fida delle parole di Putin, la fiducia nei suoi confronti è molto flebile".
Putin: “Se ci sarà accordo con Kiev lo rispetteremo”
"Se si potesse raggiungere un accordo di pace sull'Ucraina, non ci sarebbe bisogno di truppe straniere e Mosca lo rispetterebbe pienamente. Lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin, parlando al Forum economico di Vladivostok, secondo la stampa russa. "Se si raggiungessero decisioni che portassero alla pace, a una pace a lungo termine, allora semplicemente non vedo il motivo della loro presenza sul territorio ucraino. Perché se si raggiungessero accordi, nessuno dubiti che la Russia li rispetterebbe pienamente", ha affermato il leader del Cremlino.
Zelensky, garanzie di sicurezza partano da subito
E' importante che le garanzie di sicurezza che 26 Paesi "volenterosi" intendono fornire all'Ucraina "comincino oggi e non solo quando il conflitto sarà terminato". Lo ha dichiarato il presidente ucraino, Volodmyr Zelensky, nel suo intervento in videoconferenza al Forum Ambrosetti. "Ci sono 45 Paesi nella coalizione dei volenterosi e 26 sono pronti a garantire supporto reale, e l'Italia naturalmente fa parti di questi, il presidente Trump è pronto a partire e nelle prossime settimane parleremo con i singoli Paesi per capire come contribuiranno", ha spiegato Zelensky. Il presidente ucraino ha sottolineato che non tutti i "volenterosi" metteranno in campo aiuti militari ma alcuni appoggeranno la difesa di Kiev con risorse economiche e materiali.
Zelensky, Italia ha ruolo molto attivo in coalizione volenterosi
"L'Italia ha un ruolo molto attivo e penso che Giorgia Meloni e il suo team abbiano un ruolo fondamentale". Lo ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, aprendo il Forum Teha a Cernobbio, collegato in videoconferenza, riferendo della riunione di ieri della cosiddetta 'coalizione dei volenterosi'. "Apprezziamo moltissimo che il popolo italiano supporti il nostro popolo", ha aggiunto Zelensky.
Putin, manteniamo dialogo aperto con Trump
Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato di non aver discusso con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump delle ultime consultazioni sull'Ucraina in Europa. "Manteniamo un dialogo aperto con il presidente Trump e abbiamo concordato di telefonarci, contattarci e raggiungere un'intesa se necessario. Lui sa che sono aperto a tali conversazioni, e so che anche lui lo è. Eppure non abbiamo ancora discusso i risultati delle consultazioni in Europa", ha dichiarato Putin, rispondendo alle domande durante una sessione plenaria del Forum economico di Vladivostok.
Putin, aziende europee ora vogliono tornare da noi
"Molte aziende europee hanno lasciato la Russia per motivi politici, subendo perdite, ma vorrebbero tornarvi e attendono che le restrizioni si allentino". Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin durante la sessione plenaria dell'Eastern Economic Forum di Vladivostok, secondo quanto riporta Tass. "Per ragioni politiche, molte aziende europee hanno dovuto abbandonare il Paese con perdite economiche. Ma noi sappiamo, abbiamo contatti, molte aspettano con impazienza che tutte le restrizioni politiche vengano meno e vorrebbero tornare in qualsiasi momento", ha affermato il leader russo.
Putin annuncia apertura ponte con Corea del Nord nel 2026
Il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che il ponte che collega Russia e Corea del Nord verrà inaugurato nel 2026, nell'ambito del decimo Forum Economico Orientale. "Abbiamo in programma di costruire nuovi ponti, tra cui uno con la Repubblica Popolare Democratica di Corea sul fiume Tumannaya", ha dichiarato durante la sessione plenaria tenutasi nella città portuale di Vladivostok, sul Pacifico. Le scadenze per la costruzione del ponte, la cui costruzione è iniziata lo scorso marzo, sono state recentemente confermate da entrambi i governi. Russia e Corea del Nord, che condividono solo 20 chilometri di confine, hanno intensificato la loro cooperazione dopo la visita di Putin a metà del 2024.Inoltre, Putin ha espresso oggi la sua convinzione che questo progetto, oltre alla recente ripresa dei voli e dei collegamenti ferroviari con Pyongyang, consentirà "un maggiore riavvicinamento" tra i due Paesi. Mercoledì Putin aveva incontrato a Pechino il leader nordcoreano Kim Jong-un, che aveva promesso al leader del Cremlino che avrebbe continuato a supportare Mosca in ogni modo necessario.
Putin, sarà impossibile accordo su questioni chiave
"Sarà praticamente impossibile raggiungere un accordo su questioni chiave con la parte ucraina". Lo ha affermato il presidente russo Vladimir Putin intervenuto alla sessione plenaria del Forum economico di Vladivostok, secondo Ria Novosti. "Impossibile - ha aggiunto - anche se ci fosse la volontà politica", ha affermato il capo della Federazione russa.
Putin: “Diritto per Ucraina entrare in Ue, ma nella Nato è inaccettabile”
“La potenziale adesione dell’Ucraina nell’Ue è un diritto legale dell’Ucraina, ma la sua adesione alla Nato è completamente inaccettabile per la Russia”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin.
Putin: “Zelensky venga a Mosca, garantiremo la sua sicurezza”
“Siamo pronti a un vertice con l’Ucraina. Zelensky venga a Mosca, garantiremo la sua sicurezza”, ha detto il presidente russo Vladimir Putin, ribadendo che Mosca “è il miglio posto” per un incontro tra i due.
Putin: “Contingenti militari in Ucraina saranno obiettivi legali degli attacchi”
Il presidente russo Vladimir Putin ha avvertito che qualsiasi truppa occidentale schierata in Ucraina sarebbe un obiettivo "legittimo" per l'esercito di Mosca, il giorno dopo che gli alleati occidentali di Kiev hanno dichiarato di essersi impegnati a garantire la presenza di truppe in caso di accordo di pace. "Se i soldati dovessero comparire lì, soprattutto ora durante i combattimenti, partiamo dal presupposto che saranno obiettivi legittimi", ha dichiarato Putin a un forum economico nella città di Vladivostok, nell'estremo oriente aggiungendo anche che il dispiegamento di una forza occidentale non favorirebbe una pace a lungo termine.
Cremlino: “Gli europei ostacolano la risoluzione del conflitto”
Attacco del Cremlino ai Paesi europei, attraverso le parole del portavoce di Mosca, Dmitri Peskov: “Gli europei ostacolano la risoluzione in Ucraina. Non stanno contribuendo affatto”. Peskov accusa l'Europa di “continuare nei tentativi fare dell’Ucraina il centro di tutto ciò che è anti-russo”.
Cremlino: “Non possiamo permettere truppe Nato ai confini”
La Russia non può permettere alla Nato di schierare le sue truppe in Ucraina e farà del suo meglio per garantirne la sicurezza, ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dall'agenzia Tass. "Il tentativo della Nato di trovare una via d'accesso all'Ucraina rappresenta una minaccia per il nostro Paese", ha affermato, parlando di "minaccia ai confini". "È una minaccia per noi, perché la Nato considera la Russia un nemico, come si chiarisce nei suoi documenti. Non possiamo permettere che ciò accada. E faremo tutto il necessario per garantire la nostra sicurezza", ha detto ancora Peskov.
Cremlino: Zelensky a Mosca per parlare non per arrendersi
“Il presidente russo Vladimir Putin ha invitato Volodymyr Zelensky a Mosca per avviare un colloquio, non per arrendersi”. A sottolinearlo è il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, incontrando i giornalisti. Zelensky - dice alla Tass - "è stato invitato a Mosca per parlare, non per capitolare". Alla domanda sul perché fosse stata scelta Mosca come sede del vertice, Peskov ha risposto che "è stata una proposta di Putin che è stata respinta personalmente da Zelensky attraverso il suo ministro degli Esteri".
Cremlino: assolutamente contrari a garanzie sicurezza
Il Cremlino è "assolutamente" contrario alle garanzie militari offerte da Usa e Europa all'Ucraina per la sua sicurezza. Lo ha affermato il portavoce Dmitri Peskov a Ria Novosti. "Gli stranieri, in particolare i contingenti militari europei e americani, possono garantire la sicurezza dell'Ucraina? Assolutamente no, non possono", ha dichiarato. "Questa non può essere una garanzia di sicurezza per l'Ucraina che conviene al nostro Paese", ha aggiunto il portavoce del Cremlino.
Cremlino, nessun progresso su nuovi colloqui Putin-Trump
La presidenza russa non ha nulla da annunciare su possibili nuovi colloqui tra Vladimir Putin e il presidente Usa Donald Trump. Lo fa sapere il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov. "Al momento - afferma alla Tass - non ci sono stati risultati preliminari".
Trump: "Parlerò con Putin, abbiamo un buon dialogo"
"Parlerò con Putin, abbiamo un buon dialogo". Lo ha detto Donald Trump rispondendo a chi gli chiedeva se dopo il colloquio telefonico con il presidente ucraino Volodymyr Zelensky avrebbe sentito Vladimir Putin.
Wsj, verso lo stop degli Usa ai programmi di sicurezza in Europa contro gli attacchi russi
L'amministrazione Trump intende interrompere i programmi di assistenza alla sicurezza per l'Europa, compresa un'iniziativa volta a rafforzare il fianco orientale del continente contro un potenziale attacco da parte della Russia, nel tentativo di ridefinire il ruolo di Washington all'interno della Nato. Lo rivela il Washington Post, sottolineando che la decisione avrebbe un impatto sugli aiuti militari da centinaia di milioni di dollari su cui fanno affidamento alcuni dei membri più vulnerabili dell'alleanza. Sei fonti a conoscenza del dossier citate dal giornale riferiscono che lo stop ai programmi ha allarmato gli alleati degli Stati Uniti che faticano a comprendere la politica dell'amministrazione nei confronti dell'Europa, mentre la Casa Bianca ha spiegato che la decisione è stata presa "in coordinamento" con gli europei ed è coerente con sia con l'ordine esecutivo di Donald Trump di rivedere gli aiuti all'estero degli Stati Uniti, sia con la sua "storica enfasi sul garantire che l'Europa si assuma maggiori responsabilità per la propria difesa".
L’avvertimento di Trump a Putin: pubblicate foto criptiche del vertice in Alaska
Donald Trump su Truth posta due foto relative al vertice in Alaska di Ferragosto senza alcun commento. Nella prima, si vedono il presidente americano Putin con lo sguardo rivolto al cielo mentre assistono al sorvolo dei caccia americani sulla base Elmendorf-Richardson di Anchorage, dove si sono incontrati tre settimane fa. La secondo foto postata mostra un B-2 e quattro F-35 mentre sorvolano la base mentre Trump accoglie Putin. Le due immagini hanno fatto scatenare gli utenti, che hanno evocato lo slogan "Peace through strength" (pace attraverso la forza). Mostrando la propria forza militare, Trump potrebbe aver mandato un avvertimento al suo "amico" Putin, reduce dalla parata militare in Cina, a non esagerare e a non sottovalutare la potenza militare americana.