“Gaza brucia”, Israele lancia l’operazione di terra: che cosa c’è da sapere
di Enrico FranceschiniLONDRA – “Gaza brucia”. Le parole del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, in un post di brutale sintesi sul social X, riassumono l’operazione in corso per conquistare Gaza City, l’ultima città della Striscia palestinese non ancora completamente sotto il controllo dell’esercito di Gerusalemme. Carri armati in azione, missili e droni dal cielo, l’evacuazione di parte della popolazione che diventa una ancora più caotica fuga di massa, mentre Hamas avrebbe spostato gli ostaggi israeliani dai tunnel alla superficie nel tentativo di farne sempre più uso come scudi umani per ostacolare l’avanzata delle forze dello Stato ebraico. E intanto una commissione d’inchiesta dell’Onu afferma che Israele ha commesso “un genocidio” contro i palestinesi a Gaza. Ecco la situazione delle ultime ore.
Bombardamenti e carri armati
Nel corso della notte Israele ha intensificato i bombardamenti su Gaza City, la “capitale” della Striscia, un tempo sede del governo di Hamas, ora assediata da ogni …
LONDRA – “Gaza brucia”. Le parole del ministro della Difesa israeliano Israel Katz, in un post di brutale sintesi sul social X, riassumono l’operazione in corso per conquistare Gaza City, l’ultima città della Striscia palestinese non ancora completamente sotto il controllo dell’esercito di Gerusalemme. Carri armati in azione, missili e droni dal cielo, l’evacuazione di parte della popolazione che diventa una ancora più caotica fuga di massa, mentre Hamas avrebbe spostato gli ostaggi israeliani dai tunnel alla superficie nel tentativo di farne sempre più uso come scudi umani per ostacolare l’avanzata delle forze dello Stato ebraico. E intanto una commissione d’inchiesta dell’Onu afferma che Israele ha commesso “un genocidio” contro i palestinesi a Gaza. Ecco la situazione delle ultime ore.
Bombardamenti e carri armati
Nel corso della notte Israele ha intensificato i bombardamenti su Gaza City, la “capitale” della Striscia, un tempo sede del governo di Hamas, ora assediata da ogni direzione. Secondo indiscrezioni riportate dal sito di news americano Axios e dal quotidiano Jerusalem Post, alle prime luci dell’alba l’esercito israeliano ha dato inizio all’offensiva di terra per occupare l’intera città.
Il ministero della Difesa non ha confermato ufficialmente il via all’attacco terrestre, ma più o meno nello stesso momento il ministro della Difesa Katz ha scritto su X: “Gaza sta bruciando. Non ci fermeremo, non torneremo indietro, fino al completamento della missione”. Missione più volte indicata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, di nuovo lunedì nell’incontro a Gerusalemme con il segretario di Stato Usa Marco Rubio, come “il completo annientamento di Hamas e la liberazione degli ostaggi”.
Gli ostaggi
Sui circa 250 rapiti nell’incursione di Hamas dai kibbutz nel sud di Israele che fece 1200 morti il 7 ottobre 2023, sarebbero 48 gli ostaggi ancora nelle mani del movimento fondamentalista islamico. Di questi, tuttavia, Israele ritiene che soltanto 20 siano ancora vivi.
Fonti di entrambe le parti riportano che, nell’imminenza dell’attacco a Gaza City, Hamas avrebbe nascosto gli ostaggi non più nei tunnel scavati sotto la città, bensì al livello delle case, facendo sapere a Gerusalemme che l’offensiva per via di terra metterà i prigionieri israeliani in una situazione di estremo pericolo, perfino di più di quello di morire sepolti dalle bombe nei sotterranei. Per questo lunedì sera i familiari degli ostaggi si sono letteralmente accampati davanti alla residenza di Netanyahu, in un’ennesima manifestazione di protesta: “Il premier e la sua strategia militare”, hanno dichiarato, “sono le ultime ragioni che impediscono il rilascio dei nostri cari”.
L’evacuazione
Fino a pochi giorni fa a Gaza City si trovavano poco meno di metà dei due milioni e 200 mila palestinesi che vivevano nella Striscia prima dell’inizio della guerra (almeno 62 mila dei quali da allora hanno perso la vita secondo i dati del ministero della Sanità controllato da Hamas, mentre secondo altre stime diffuse da organizzazioni umanitarie il numero totale di morti e feriti palestinesi sarebbe intorno a 200 mila). Preannunciando l’attacco per occuparla, Israele ha esortato la popolazione civile della città a una evacuazione di massa.
Lunghe file di auto, carretti trainati da asinelli, intere famiglie a piedi, hanno formato un convoglio lungo la costa, diretti verso sud, portandosi dietro tutto masserizie di ogni genere. Si calcola che metà degli abitanti di Gaza City l’abbiano lasciata in questa fuga di massa, che sta aumentando di dimensioni sotto l’inizio dell’offensiva. Ma nella notte ci sono stati bombardamenti anche nella parte centrale e meridionale della Striscia, nelle zone verso cui gli sfollati hanno ricevuto l’ordine di dirigersi: un’area del tutto impreparata ad accoglierli, dicono i rappresentanti dell’Onu e di ong umanitarie.
La chiesa cattolica
Ma non tutti i civili di Gaza City se ne sono andati, sia per il timore di non ritrovare più le proprie cose, sia per la paura di non potere mai più fare ritorno alle proprie case, oltre al non sapere dove trovare rifugio, cibo, strutture sanitarie in caso di evacuazione. Tra coloro che si sono detti determinati a rimanere ci sono i religiosi e i fedeli della Chiesa della Sacra Famiglia, l’unica parrocchia cattolica della Striscia, situata ad al Zaytun, il più antico quartiere di Gaza City. Già colpita una prima volta nell’estate del 2024, quando fu distrutta una casa di suore all’interno del suo compound, nel luglio scorso la chiesa è stata di nuovo danneggiata da un missile, causando la morte di due persone e molti feriti, tra i quali il parroco, padre Gabriel Romanelli, successivamente visitato dal cardinale Pizzaballa, patriarca latino di Gerusalemme.
Il negoziato
Lunedì, durante la visita a Gerusalemme, il segretario di Stato americano Rubio ha detto: “Rimane aperta una finestra molto piccola per arrivare a un accordo che metta fine al conflitto. A questo scopo è necessario che Hamas cessi di esistere come gruppo armato”. E ha quindi riaffermato il pieno sostegno dell’amministrazione Trump a Israele e alle sue operazioni militari a Gaza.
Commissione d’inchiesta Onu: “A Gaza un genocidio”
Mentre inizia l’offensiva, una commissione d’inchiesta dell’Onu ha accusato ufficialmente Israele di avere “commesso un genocidio a Gaza contro la popolazione palestinese”. L’inchiesta cita dichiarazioni dei leader israeliani e la condotta delle truppe di Gerusalemme nella Striscia per affermare che ci sono “motivi ragionevole per concludere che comportamento dello Stato ebraico rientra in quattro delle cinque definizioni di genocidio descritte dalle leggi internazionali”.