Il piano di pace degli Stati Uniti per l’Ucraina in 28 punti sarebbe nato da contatti riservati tra Steve Witkoff, inviato speciale di Donald Trump, e Jurij Ushakov, consigliere di Vladimir Putin, basati in gran parte su un testo russo. Una breve telefonata del 14 ottobre avvia il processo, con la proposta di presentare a Trump un’iniziativa simile all’accordo di Gaza. Mosca invia poi un documento non ufficiale tramite Kirill Dmitriev, che diventa la base del piano successivamente modificato da Washington. La fuga di notizie sulle intercettazioni mette in difficoltà Witkoff, criticato da diversi repubblicani e accusato di eccessiva vicinanza alla Russia. Il Cremlino lo difende, sostenendo che le polemiche mirano a sabotare gli sforzi di pace. Intanto il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko si è offerto di ospitare i negoziati di pace tra la Russia e l'Ucraina, "se si desidera tornare" a Minsk.
Lettonia, 'pace renda possibile fermare Mosca'
"Plaudiamo sinceramente gli sforzi del presidente Trump per porre fine alla guerra della Russia contro l'Ucraina. Va tuttavia cercato un esito non solo accettabile per l'Ucraina, ma capace di fermare la Russia. Questo è il punto più complicato". Lo ha affermato la ministra degli Esteri lettone, Baiba Braze, al termine di un bilaterale, tenutosi oggi a Kiev, con il suo omologo ucraino, Andriy Sibiha. "La minaccia russa non sparirà e non vi sono segni che le sue principali direttive di politica estera possano mutare. Per questa ragione, l'Europa ha il dovere non solo di aiutare Kiev, ma di aumentare nella sostanza le proprie capacità di difesa", ha aggiunto Braze. Sibiha ha a sua volta posto in rilievo la necessità di aumentare la pressione sulla Russia - specialmente attraverso un nuovo pacchetto di sanzioni e l'utilizzo dei beni russi congelati - per colpire direttamente le fonti di reddito che Mosca utilizza per finanziare la guerra in Ucraina.
Deputata ucraina, 'la minaccia russa seria anche senza missili'
"La minaccia russa, anche se non c'è guerra nel vostro Paese, dovrebbe essere presa sul serio, perché se non inviano missili nella vostra città non significa che non stiano minando la vostra società in un altro modo". Lo ha affermato Lisa Yasko, parlamentare ucraina del partito Servitore del Popolo, a margine di una lezione tenuta oggi a Firenze, alla Scuola di governance transnazionale dell'Istituto universitario europeo. Yasko domani avrà un incontro con i parlamentari europei a Milano. "Questa guerra di aggressione - ha osservato - purtroppo non è una cosa che finirà presto. Stiamo lavorando per porvi fine, ma non sembra che ciò avverrà a breve, perché non vediamo come la Russia possa accettare la nostra richiesta di giustizia e noi non possiamo accettare di rinunciare a tutto per il bene degli interessi russi. Perché siamo noi, le vittime, a dover pagare il prezzo, e non l'aggressore? Siamo molto grati all'Europa, a tutti i nostri amici e partner che non solo ci sostengono, ma stanno anche dicendo la loro in questa lotta. E penso che quei paesi che stanno prendendo molto sul serio la loro sicurezza siano ottimi esempi in questo momento".
Crosetto: “Bene piano Usa, lo miglioreremo”
Il piano di pace americano per l'Ucraina "è una cosa buona non soltanto per me, non soltanto per l'Italia, penso anche per la Francia, penso anche per l'Europa, perché abbiamo un qualcosa su cui sperare, su cui lavorare. Lo miglioreremo, lo renderemo accettabile e faremo in modo che serva per l'Ucraina per continuare a vivere in pace". Lo ha dichiarato il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in un'intervista all'emittente francese Lci.
Zelensky, diplomazia va avanti nel fine settimana
"La nostra difesa delle posizioni, la nostra resistenza in prima linea e il nostro lavoro congiunto con i partner per garantire una migliore posizione diplomatica sono altrettanto importanti. E tutto è allineato verso questo obiettivo", scrive su Telegram il presidente ucraino VOlodymyr Zelensky. "Già questa settimana - alla fine della settimana - il nostro team, insieme ai rappresentanti americani, continuerà a tradurre i punti che abbiamo raggiunto a Ginevra in una forma che ci metta sulla strada verso garanzie di pace e sicurezza. Ci sarà una riunione delle delegazioni. La delegazione ucraina sarà ben preparata e concentrata sul lavoro sostanziale. Rimaniamo in stretto contatto con la parte americana e i nostri amici europei. Sto anche informando i nostri partner in altre parti del mondo e sono loro grato per il loro sostegno alla nostra sovranità e al nostro Stato".
Tajani: “Trump farà di tutto per la tregua, vuole Nobel per la Pace”
"Sono convinto che Trump farà di tutto per chiudere questo accordo per un motivo sì politico, certo, ma anche psicologico. Lui vuole il Nobel per la Pace, quindi farà di tutto per ottenerlo nel 2026. Se riesce a far fare il cessate il fuoco in Ucraina, o almeno una tregua duratura, poi i titoli ce li ha". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ricevendo il premio 'Rinascimento Italia'. "Qualche passo in avanti è stato fatto, bisogna vedere realmente cosa pensano i russi e qual è l'interesse di Putin", ha aggiunto Tajani, secondo cui "sarebbe bellissimo avere la pace come regalo di Natale, ma mi pare un percorso un pò troppo rapido".
Politico, Europa valuta una reazione alla Russia
I droni e gli agenti russi stanno scatenando attacchi nei paesi della NATO e l'Europa sta ora facendo ciò che sarebbe sembrato assurdo solo pochi anni fa: pianificare come reagire, lo scrive il sito Politico.com. Secondo due alti funzionari governativi europei e tre diplomatici dell'UE, le idee spaziano da operazioni informatiche offensive congiunte contro la Russia, a un'attribuzione più rapida e coordinata di attacchi ibridi puntando rapidamente il dito contro Mosca, fino a sorprendenti esercitazioni militari guidate dalla NATO. "I russi stanno costantemente testando i limiti: qual è la risposta, fin dove possiamo spingerci?", ha osservato il ministro degli Esteri lettone Baiba Brae in un'intervista. "E' necessaria una risposta più proattiva", ha detto a Politico. "E non è con le parole che si manda un segnale, ma con i fatti".
Fonti Ue, 'Kiev chiede ai partner più droni che munizioni'
La promessa europea di consegnare all'Ucraina 2 milioni di proiettili di artiglieria di grande calibro entro le fine dell'anno è stata raggiunta "all'80%" e ci si aspetta che nelle prossime settimane i numeri possano salire ulteriormente. Lo affermano fonti europee alla vigilia del consiglio Difesa di lunedì prossimo. Allo stesso tempo, notano i funzionari Ue, le esigenze di Kiev sono mutate e ora chiede ai partner droni più che pezzi di artiglieria.
Merz, garantire esercito forte a Kiev, prematuro parlare di invio truppe
"Se mai si raggiungesse un accordo di pace, per il quale stiamo lavorando tutti insieme a livello europeo, l'Ucraina continuerà ad aver bisogno di forze armate forti e di garanzie di sicurezza affidabili dai suoi partner". Lo ha detto il cancelliere tedesco, Friedrich Merz, durante la conferenza congiunta con il premier estone Kristen Michal a Berlino. Merz ha poi definito "prematuro" il dibattito sull'invio di truppe internazionali di mantenimento della pace.
Premio Nobel ucraina: “No all'amnistia dei russi in accordo di pace”
Un accordo per la pace in Ucraina che contempli un'amnistia in favore di tutte le parti, quindi anche per i "crimini di guerra" commessi dalla Russia, può creare "un precedente che incoraggerebbe altri leader autoritari": è quanto sostenuto al Guardian dall'attivista ucraina Oleksandra Matviichuk, premio Nobel per la pace 2022, in riferimento alla proposta iniziale messa sul tavolo dagli Usa, in cui, nella clausola 26, viene inserito tale condizione. In questo caso, ritiene infatti Matviichuk, il messaggio verso la comunità internazionale sarebbe di "distruzione del diritto internazionale e della carta dell'Onu" e di permissività inammissibile per azioni contrarie a quei principi. "Vorrebbe dire che si può invadere un Paese, uccidere persone e cancellarne l'identità e poi essere ricompensati con nuovi territori", osserva l'attivista. Il punto sull'amnistia, puntualizza il Guardian, è stato escluso nella controproposta sull'accordo avanzata da Kiev. Tuttavia, i negoziati sull'eventuale piano restano tuttora in corso.
Nel parlare di un eventuale piano di pace, la direttrice del Centro per le libertà civili ucraino sostiene anche che "c'è bisogno di pace" ma "non di una pausa che offra alla Russia l'opportunità di ritirarsi e riorganizzarsi". A suo dire, un accordo duraturo deve includere in favore dell'Ucraina "garanzie simili a quelle della Nato". Matviichuk ritiene anche che il presidente russo Vladimir Putin accetterebbe un patto "solo se gli fosse impossibile raggiungere il suo obiettivo", ovvero "sottomettere l'Ucraina": per l'attivista, infatti, Mosca "non ha iniziato questa guerra per il territorio".
Putin: “Cessate il fuoco se ucraini si ritirano dal Donbass”
La Russia cesserà le ostilità quando le truppe ucraine si saranno ritirate nel Donbass, altrimenti Mosca raggiungerà i suoi obiettivi con mezzi militari. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, citato da Interfax.
Kiev: “Nel fine settimana incontro delegazioni Ucraina e Usa”
"Alla fine di questa settimana, il lavoro congiunto delle delegazioni ucraina e statunitense continuerà a basarsi sui risultati raggiunti a Ginevra. È fondamentale non perdere produttività e lavorare rapidamente". Lo scrive su X il capo dell'ufficio presidenziale ucraino Andriy Yermak. "Il nostro obiettivo comune fondamentale rimane invariato: raggiungere una pace duratura e dignitosa per l'Ucraina il prima possibile. Proprio come abbiamo fatto a Ginevra, ci stiamo preparando per un dialogo costruttivo per compiere progressi tangibili nella definizione delle misure per porre fine alla guerra. Grazie al team statunitense per il suo instancabile impegno. La pace deve diventare un risultato condiviso", ha concluso.
Rutte elogia Trump su rinnovato slancio del processo di pace
"La Russia ha pagato un prezzo elevato per guadagni marginali, e l'Ucraina continua a difendersi con coraggio. C'è un'enorme e rinnovata energia attorno al processo di pace e per questo desidero elogiare il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump". Lo ha dichiarato il segretario generale della Nato, Mark Rutte, in conferenza stampa assieme alla prima ministra islandese, Kristrun Frostadottir, a Reykjavik.
Putin: “Ora è legalmente impossibile chiudere un accordo”
La Russia "vuole raggiungere un accordo" con l'Ucraina ma "al momento è legalmente impossibile". Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, che è tornato a negare la legittimità dell'attuale presidenza ucraina che, a sua detta, "oggi potrebbe vincere le elezioni solo con la frode". "Non ha senso firmare documenti con la leadership ucraina, evitare le elezioni presidenziali è stato un errore strategico", ha affermato ancora Putin.
Merz: “Con Estonia vogliamo rafforzare fianco orientale Nato”
Il cancelliere tedesco Friedrich Merz, ha parlato con il primo ministro estone Kristen Michal della situazione relativa alla guerra in Ucraina. "Purtroppo, abbiamo dovuto dedicare molto tempo" all'attuale situazione di sicurezza, ha dichiarato Merz a Berlino dopo un incontro con Michal. "L'Estonia sta subendo l'impatto diretto della guerra in Ucraina", ha aggiunto il cancelliere. Merz ha citato come esempi la disinformazione, il sabotaggio e i droni russi, che a suo dire vengono utilizzati non solo nell'Europa orientale, ma anche in Germania nell'ambito di una guerra ibrida. Il cancelliere tedesco ha ribadito l'intenzione di "rafforzare congiuntamente il fianco orientale della Nato". Ha aggiunto che gli Stati baltici potrebbero contare sulla "solidarietà" della Germania, anche in termini di cooperazione in materia di difesa. Entrambi i leader hanno convenuto che l'Ucraina deve essere in grado di difendersi "in modo efficace". Per questo, il Paese ha bisogno di "forze armate forti" e di "affidabili garanzie di sicurezza da parte dei suoi partner", anche dopo un'eventuale fine della guerra, ha proseguito il Kanzler. Secondo Merz, un potenziale accordo di pace richiederebbe l'approvazione dei partner europei e dell'Alleanza stessa. Sia la Germania che l'Estonia hanno accolto con favore gli sforzi degli Stati Uniti per porre fine alla guerra. Tuttavia, non devono esserci "concessioni territoriali unilaterali", ha affermato Merz, sottolineando che i colloqui iniziati a Ginevra devono ora proseguire.
Putin: “Rientrare nel G8? Ancora nessuna proposta ufficiale”
La Russia non è ancora stata ufficialmente invitata a rientrare nel G8. Lo ha sottolineato il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso di una conferenza stampa a Bishkek. "Non rifiutiamo mai il contatto. Siamo sempre aperti all'interazione. Ma non abbiam ricevuto alcuna proposta ufficiale" in merito, ha osservato il leader russo, precisando che "per quanto riguarda il G7/G8, non abbiamo chiesto di partecipare".
Putin: “All'interno dell'Occidente c'è scontro di opinioni”
Il presidente russo Vladimir Putin ha affermato che l'Occidente e gli Stati Uniti "sono impegnati in uno scontro di opinioni sulla risoluzione del conflitto ucraino".
"Non si tratta di noi. Si tratta dello scontro di opinioni all'interno dell'Occidente e degli Stati Uniti stessi su ciò che sta accadendo e su ciò che deve essere fatto per fermare i combattimenti", le sue parole riportate da Ria Novosti.
Politico: “L’Europa valuta ritorsione con operazioni ibride offensive”
L'Europa sta valutando come rispondere agli attacchi ibridi russi, sempre più frequenti, con misure che fino a pochi anni fa sarebbero sembrate impensabili. Lo scrive Politico, citando due alti funzionari di governi europei e tre diplomatici Ue. Tra le opzioni sul tavolo spiccano operazioni offensive congiunte in ambito cyber, attribuzione più rapida e coordinata degli attacchi ibridi russi ed esercitazioni militari Nato a sorpresa, da svolgere sul confine russo.
La testata europea ricorda quanto affermato dalla ministra degli Esteri lettone Baiba Braze, secondo cui Mosca "mette costantemente alla prova i limiti" dell'Ue e si è resa necessaria una risposta più proattiva oltre alle parole di condanna. Tra incursioni di mezzi aerei come i droni, sabotaggi, attacchi informatici, disturbo del segnale Gps e simili operazioni offensive, che rimangono sotto la soglia del conflitto aperto, la portata e la frequenza degli attacchi russi in Ue sono senza precedenti: il centro studi Globsec ha contato oltre 110 atti di sabotaggio e attacchi tentati tra gennaio e luglio, principalmente in Polonia e Francia, da soggetti collegati a Mosca.
Le frequenti provocazioni russe, da ultimo il sabotaggio di un'importante linea ferroviaria polacca, "stanno cambiando il clima nelle capitali europee", rileva Politico. Dopo aver schierato 10.000 soldati per proteggere le infrastrutture critiche polacche, il premier Donald Tusk ha accusato Mosca di praticare "terrorismo di Stato". Per il segretario di Stato alla Difesa tedesco Florian Hahn, Ue e Nato devono domandarsi "quanto a lungo siamo disposti a tollerare questo tipo di guerra ibrida" e se sia il caso di "considerare di diventare più attivi noi stessi". Mentre il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha criticato l'inerzia del continente e proposto la creazione di un Centro europeo per il contrasto alla guerra ibrida, una forza per gli attacchi informatici di 1.500 elementi e personale specializzato in intelligenza artificiale nel piano presentato di recente al Consiglio superiore di difesa.
Putin: “Witkoff fa gli interessi degli Usa e di Trump”
Steve Witkoff "difende gli interessi del suo presidente e del suo Paese come li vede", non quelli della Russia. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin dopo le polemiche sulla telefonata tra l'inviato speciale Usa e il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov. "E' vero - ha affermato Putin, citato dalla Tass - abbiamo un dialogo, e non è facile. Sì, conduciamo questo dialogo senza insultarci e sputarci addosso, da persone intelligenti". Quanto ai contenuti della telefonata, potrebbero anche essere "un falso", ha aggiunto Putin, e comunque spiare le conversazioni "è un crimine in Russia".
Merz: “Troppo presto per parlare di truppe in Ucraina”
Rispondendo ad una domanda sull'invio di truppe di pace in Ucraina, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha affermato: "Non sarà sicuramente possibile prima di eventuali negoziati di pace, perché al momento è troppo presto". Merz ha anche sottolineato: "Al momento stiamo discutendo con l'Ucraina e gli Stati Uniti delle garanzie di sicurezza, e quella più importante è costituita dalla presenza e dalla capacità dell'esercito ucraino, sia ora che in futuro".
Il cancelliere ha poi concluso: "Ora spetta nuovamente al presidente russo e al governo russo sedersi al tavolo delle trattative. Da parte nostra, dell'America, dell'Europa e dell'Ucraina, le condizioni per farlo sono state create".
Premier estone: “Truppe in Ucraina solo dopo accordo di pace
"Se vi è una cooperazione con più partner, siamo anche disposti a partecipare in Ucraina, ma sottolineo ancora una volta che, affinché i nostri soldati possano partecipare, deve esserci un accordo concreto per la pace e si tratta ora di definire questo quadro": lo ha detto a Berlino il presidente del Consiglio estone Kristen Michal intervenendo ad una conferenza stampa con il cancelliere federale Friedrich Merz. Per Michal l'eventuale partecipazione di truppe estoni è subordinata "alla decisione del nostro Parlamento".
Putin: “Confisca beni russi colpirebbe sistema finanza globale”
La confisca dei beni russi congelati in Europa avrebbe "conseguenze negative per il sistema finanziario globale" e ridurrebbe la fiducia nell'Eurozona. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin. Il capo del Cremlino ha confermato di essere al lavoro su un "pacchetto di contromisure" qualora la confisca, discussa in sede europea, si concretizzi.
Putin sul caso Witkoff: “Divulgare il contenuto di telefonate è un reato nel nostro Paese”
"Per quanto riguarda queste 'fughe di notizie', potrebbero essere false o potrebbero essere in realtà conversazioni ascoltate di nascosto. In realtà, intercettare informazioni è un reato. Nel nostro Paese, almeno, è vietato". Lo ha annunciato il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso di una conferenza stampa a Bishkek, commentando il caso della telefonata fatta trapelare da Bloomberg tra l'inviato Usa, Steve Witkoff, e il consigliere russo, Yuri Ushakov.
Putin: “Stiamo intensificando offensiva”
Le truppe russe in Ucraina "stanno intensificando l'offensiva", la quale "mantiene dinamiche positive in tutti i settori". Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, secondo il quale Kiev solo nel mese di ottobre ha perso 47.500 persone, ne ha mobilitato 14 mila e ne ha recuperate 15 mila che erano in ospedale. "Il principale problema del nemico è la differenza tra le perdite e le capacità di compensarle", ha sottolineato Putin.
Isw: “Dati su avanzamento delle forze di Mosca indicano che la conquista del Donetsk non è inevitabile”
I dati sul tasso di avanzamento delle forze russe in Ucraina indicano che una vittoria di Mosca non è inevitabile e che la conquista del resto della regione di Donetsk non è imminente, scrive l'Institute for the Study of War, think tank basato a Washington che segue puntualmente gli sviluppi della guerra con analisi quotidiane, ribaltando la narrativa del Cremlino incarnata dal sentire comune.
"La realtà sul campo di battaglia indica che una vittoria russa è tutt'altro che certa. Il tasso di avanzamento nella regione del Donetsk non indica che le forze russe conquisteranno subito il resto della regione. Le forze russe hanno dato la priorità a completare la presa i Pokrovsk e della vicina (più a est) Myrnohrad, ma procedono in modo lento e le forze ucraine hanno rallentato il loro avanzamento a passi", sottolinea l'Isw.
Le forze di Mosca sono entrate a Pokrovsk per la prima volta lo scorso luglio e da allora, vale a dire, dal 31 luglio a ieri, sono avanzate 0,12 chilometri al giorno. Non sono riuscite a prendere la città, anche se è da 118 giorni che vi operano. Hanno consolidato il loro avanzamento nel 66 per cento della città, una percentuale bassa considerato il tempo e l'impiego di forze dedicate. Nell'intero teatro, le forze russe sono avanzate 9,3 chilometri quadrati al giorno, fra l'accelerazione segnata dal vertice di Anchorage fra Putin e Trump lo scorso 15 agosto, e il 20 novembre, ma tale avanzamento rimane una questione di passi (e si è concentrato nelle regioni di Dnipopetrovsk e Zaporizhzhia). Procedendo così, Mosca si assicurerà il Donetsk solo nell'agosto del 2027.
Merz: “La Russia tenta di destabilizzare l'Europa”
"Assistiamo a disinformazione, sabotaggi, droni. La Russia cerca da tempo di destabilizzare l'Europa con una guerra ibrida ed è per questo che collaboriamo così strettamente nell'alleanza e nell'Unione Europea, ad esempio con la cooperazione nella Nato". Lo ha detto il cancelliere federale tedesco Friedrich Merz incontrando a Berlino il presidente del Consiglio estone Kristen Michal. Merz ha anche aggiunto: "Gli Stati baltici possono contare sulla solidarietà della Repubblica Federale Tedesca. Questo vale anche per un approfondimento della nostra cooperazione in materia di armamenti".
Putin: “Lavrov si prepara a incontrare gli americani”
Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, "ha un suo programma di lavoro" e "si sta preparando a incontrare i partner americani". Lo ha annunciato il presidente russo, Vladimir Putin, nel corso di una conferenza stampa a Bishkek. Alla domanda se sia vero che Lavrov sarebbe caduto in disgrazia con il Cremlino, Putin ha risposto definendo "assurda" la notizia.
Putin su Crimea e Donbass: “Devono essere l’argomento delle trattative con Usa”
Putin ha parlato della questione territoriale riguardante il piano sull’Ucraina: “Crimea e Donbass devono essere l’argomento delle nostre trattative con gli Usa”.
Pe: su Kiev sì di Fdi, Pd, Fi, Avs; M5s diviso e Lega astenuta
La risoluzione del Parlamento europeo sul piano di pace per l'Ucraina, approvata con 401 voti a favore, 70 contrari e 90 astensioni, ha visto i voti favorevoli della delegazione di Fratelli d'Italia, del Pd, di Forza Italia e di Avs. Astenuti gli eurodeputati della Lega. A spaccarsi sono stati i 5 stelle. Mario Furore, Antonella Palmisano, Gaetano Pedullà e Pasquale Tridico si sono astenuti, mentre Danilo Della Valle, Carolina Morace e Dario Tamburrano hanno votato contro.
Putin sulla leadership ucraina: “Illegittima”
Putin ha criticato apertamente la leadership ucraina definendola “illegittima”: “Inutile firmare qualsiasi documento con loro”, ha aggiunto.
Putin: “Cessate il fuoco se ucraini si ritirano dal Donbass”
La Russia cesserà le ostilità quando le truppe ucraine si saranno ritirate nel Donbass, altrimenti Mosca raggiungerà i suoi obiettivi con mezzi militari. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin, citato da Interfax.
Putin: “Confisca asset un furto, prepariamo risposte”
La confisca di capitali russi congelati in Europa a beneficio dell'Ucraina sarebbe "un furto", e la Russia sta preparando un "pacchetto di risposte" se ciò avverrà. Lo ha detto il presidente Vladimir Putin.
Putin: “Se le truppe ucraine lasciano i territori occupati, le ostilità cesseranno”
“Se le truppe ucraine lasciano i territori occupati, le ostilità cesseranno”: lo ha affermato il presidente russo Putin, riferendosi ai territori che Mosca rivendica come propri.
Putin su Witkoff: “Non è vero che è pro-Mosca”
Il presidente russo Putin ha smentito categoricamente le voci secondo cui l’emissario Usa Witkoff sarebbe pro-Russia: “Non ha senso, assurdo accusarlo di essere troppo gentile con noi”.
Putin sui test nucleari: “Dobbiamo esser pronti a ogni sviluppo”
Mentre le discussioni ruotano attorno al progetto per la pace in Ucraina, Putin ha parlato sul tema dei test nucleari: “Dobbiamo essere pronti a ogni sviluppo”.
Media: “Arrivato in Germania l’ucraino arrestato in Italia per Nord Stream”
Il cittadino ucraino sospettato di essere coinvolto nel sabotaggio del gasdotto Nord Stream arrestato a Rimini nei mesi scorsi è arrivato in Germania dopo essere stato estradato dall'Italia. Lo ha detto all'Afp una portavoce della procura federale tedesca, secondo cui l'uomo dovrebbe "comparire domani davanti ad un giudice della Corte federale di giustizia di Karlsruhe".
Speaker Rada: “Grato al Parlamento europeo per il suo sostegno all'Ucraina”
"Sono grato al Parlamento europeo e alla Presidente Metsola per la risoluzione odierna sulla posizione dell'Ue riguardo al piano proposto e per l'impegno dell'Unione a favore di una pace giusta e duratura per l'Ucraina", scrive il presidente del Parlamento ucraino, Ruslan Stefanchuk.
"Il documento sottolinea che qualsiasi decisione sulla fine dell'aggressione russa deve basarsi sul diritto internazionale e sul pieno rispetto della sovranità, dell'integrità territoriale e dell'indipendenza dell'Ucraina, secondo il principio: nulla sull'Ucraina senza l'Ucraina, nulla sull'Europa senza l'Europa", spiega Stefanchuk.
"Apprezzo la posizione coerente sulla necessità di fornire solide garanzie di sicurezza all'Ucraina, assicurare la piena responsabilità per il crimine di aggressione e i crimini di guerra commessi dalla Russia e sostenere il ritorno di tutti i prigionieri di guerra, degli ostaggi civili e dei bambini ucraini rapiti. La pressione sull'aggressore russo deve continuare fino al raggiungimento e all'attuazione di un accordo di pace. Sono convinto che, insieme ai nostri partner europei e internazionali, garantiremo una pace giusta e duratura", conclude il leader della Rada.
Media: "Attacco con drone in base militare a Grozny”
Un'esplosione si è verificata in una base militare a Grozny, in Cecenia. Lo riportano diversi canali Telegram, secondo cui l'attacco sarebbe stato causato da un drone. La capitale della repubblica russa a maggioranza musulmana del Caucaso settentrionale ospita numerose basi appartenenti ai combattenti ceceni filo-Cremlino.
I kadyroviani (dal nome del presidente ceceno Ramzan Kadyrov, ndr) combattono al fianco della Russia fin dallo scoppio della guerra contro l'Ucraina. A loro volta, volontari ceceni antirussi si sono uniti alla guerra a fianco dell'Ucraina, istituendo diverse formazioni come il Battaglione Dzhokhar Dudayev. Secondo Crimean Wind, la base colpita nell'attacco ospita il 78° reggimento motorizzato speciale filo-russo, noto anche come Sever-Akhmat. Si tratta del quarto attacco di droni contro la Cecenia segnalato dall'inizio della guerra.
Putin sul piano per Kiev: “Attesa una delegazione Usa la prossima settimana”
In merito al piano di pace per Kiev, Putin ha detto: “Siamo pronti per serie discussioni, è attesa una delegazione Usa la prossima settimana”.
Putin sulle sanzioni Usa: “Stanno distruggendo le nostre relazioni con Washington”
Putin: “Le sanzioni stanno distruggendo le nostre relazioni con gli Usa, sono stato sorpreso dalle misure contro le compagnie energetiche russe”.
Putin: “Piano Usa può costruire la base per accordi futuri”
Il presidente russo si è espresso sul piano proposto dagli Usa: “Può costruire base per accordi futuri, siamo pronti a discuterne seriamente”.
Putin sul piano di pace: “Non ci sono versioni finali”
Putin sul piano di pace: “Non ci sono versioni finali. La Russia non ha intenzione di attaccare l’Europa”.
Zelensky: “Apprezziamo sostegno Usa e aspettiamo progressi da diplomazia”
In un messaggio sui social il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha augurato un felice Giorno del Ringraziamento al presidente americano Donald Trump, alla first lady Melania "e all'intero popolo americano". "Apprezziamo profondamente tutto il sostegno che ha salvato così tante vite in Ucraina e ci aiuta a difendere la nostra indipendenza ogni giorno. Siamo molto lieti che le nostre relazioni siano costruttive e attendiamo con ansia ulteriori progressi positivi nella diplomazia, per porre finalmente fine alla guerra della Russia contro il nostro popolo", ha affermato Zelensky. "Ci auguriamo sinceramente che una pace dignitosa e una sicurezza garantita diventino il nostro comune obiettivo", ha concluso.
Mosca: “Ue sta facendo di tutto per impedire soluzione pacifica”
"Le élite europee, in primo luogo la leadership dell'UE, stanno conducendo l'Europa verso un percorso disastroso". Lo ha affermato l viceministro degli Esteri russo Alexander Grushko. Lo riporta la Tass. "Tutte le azioni e le misure di politica estera, nonostante tutta la cosiddetta retorica pacifica, mirano a impedire che si giunga a una soluzione pacifica", ha dichiarato.
Mosca: “Forze dei Volenterosi in Ucraina assolutamente escluse”
La presenza di truppe della cosiddetta 'Coalizione dei Volenterosi' in Ucraina è "assolutamente esclusa". Lo ha detto il vice ministro degli Esteri russo Alexander Grushko. "Attualmente, insistono sulla presenza di una certa Coalizione dei Volenterosi in Ucraina, ciò che è assolutamente escluso, e mina l'intero significato e il contenuto di un accordo di pace", ha affermato Grushko, citato dall'agenzia Interfax.
Russia rivendica il controllo di un’altra località nel Donetsk
La Russia rivendica ancora un'avanzata nel Donetsk. Secondo il ministero della Difesa di Mosca, le forze russe hanno preso il controllo della località di Vasiukivka. Lo riferiscono i media russi.
Rutte lunedì vede il ministro della Difesa ucraino
Lunedì il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, incontrerà il Ministro della Difesa dell'Ucraina, Denys Shmyhal, a Bruxelles.
Crosetto: “Truppe in Ucraina? Non è compito né per Italia né per Ue”
L'invio di truppe sul territorio ucraino "non è un compito né per l'Italia, né per la Francia, né per l'Europa, perché se noi non costruiamo la certezza che l'Ucraina non debba più subire un'invasione, non avremo costruito un piano di pace. La sicurezza dell'Ucraina non può essere garantita da truppe europee che vanno laggiù, perché quante dovrebbero essere? 200.000? 300.000?". Lo ha detto, parlando a Parigi con i giornalisti, il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Per Crosetto "deve essere garantita dalla sicurezza che tutto il mondo dà all'Ucraina che la Russia non entrerà mai più nel territorio ucraino, ma non sono garanzie che possono dare gli europei, gli europei possono dare garanzie per sostenere nei prossimi anni le forze armate ucraine".
Questo, ha sottolineato, "perché l'Ucraina non avrà le condizioni economiche interne per sostenerle e avrà bisogno di un aiuto dell'Europa per sostenere la propria ripresa, quello sì, avranno bisogno sempre di più di addestramento, e glielo daremo, avranno bisogno di rigenerare le truppe che hanno combattuto e combattono da oltre tre anni e in questa fase l'Europa dovrà essere al loro fianco. Ma avranno soprattutto bisogno di ricostruire la possibilità di vivere in Ucraina, di avere una vita regolare, quindi di ricostruire ospedali, scuole, tessuto economico trasformando un'economia di guerra in un'economia normale, questo è il percorso che noi dobbiamo immaginare per l'Ucraina".
Crosetto: “Non so cosa abbia in testa Putin, non sono ottimista”
"Non so cosa abbia in testa Putin, noi ci auguriamo che questa volta la Russia voglia veramente sedersi al tavolo e trattare. Ma se guardiamo quello che sta succedendo io non sono ottimista perché vedo che Putin sta continuando ad arruolare militari, sta aumentando le riserve e sta aumentando gli investimenti": lo ha detto, parlando a Parigi con i giornalisti, il ministro della Difesa, Guido Crosetto.
"Vediamo se nelle prossime settimane, non ci vorrà molto tempo per capirlo - ha aggiunto il ministro - c'è una reale intenzione di Putin. Mi auguro di sì, se ci sarà l'Italia farà la sua parte in Ucraina".
Corte suprema russa: “Fondazione Navalny organizzazione terroristica”
La Corte Suprema russa ha designato l'entità legale statunitense FBK come organizzazione terroristica e ne vieta le operazioni in Russia. La Fondazione anticorruzione (Anti corruption foundation - Acf, registrata negli Stati Uniti e che legalmente succede all'ononima fondazione nota in Russia come Fbk, era stata istituita da istituita dal prigioniero dall'oppositore russo, Aleksei Navalny, morto in carcere nel febbraio del 2024.
La Corte Suprema russa ha accolto la mozione della Procura Generale russa di designare la Fondazione Anti-Corruzione Inc.,
un'entità legale statunitense della Fondazione Anti-Corruzione (FBK, designata come organizzazione terroristica e vietata in Russia), come organizzazione terroristica e di vietarne le operazioni in Russia. "La mozione della Procura Generale è accolta. La Fondazione Anti-Corruzione (ACF, ACF International, Anti-Corruption Foundation Inc.) è designata come organizzazione terroristica e le sue operazioni e quelle delle sue unità strutturali sono vietate sul territorio della Federazione Russa", ha dichiarato il giudice Oleg Nefyodov. La sentenza ha effetto immediato, riportano i media russi.
Crosetto: “L’Ucraina e la sua sicurezza sono anche la sicurezza dell’Europa”
"Io penso che l'Ucraina e la sicurezza dell'Ucraina siano in parte la sicurezza dell'Europa e che l'Europa esiste se le grandi nazioni europee cooperano tra loro per costruirla, soprattutto quando si parla di difesa e deterrenza": lo ha detto a Parigi, parlando con i giornalisti, il ministro della Difesa, Guido Crosetto. "Non può esistere un'Europa della difesa, un'Europa che è forte, un'Europa che è deterrente senza che la costruiscano insieme l'Italia, la Germania, la Francia, la Polonia, che sono i quattro Paesi che fanno parte dell'E5".
"L'E5 - ha sottolineato Crosetto - è allargata al Regno Unito perché io quando parlo di difesa europea penso all'Europa del continente, non solo l'Europa dei 27. Perché limitarci a 27 Paesi quando l'Europa della difesa può mettere insieme Gran Bretagna, Norvegia, Svezia, Paesi balcanici, tutti quelli che fanno parte della Nato? Più siamo, più forti siamo, più abbiamo possibilità di cooperare e costruire difese e deterrenza".
Secondo Crosetto, "in questo percorso i Paesi che debbono guidare questa linea sono la Francia, l'Italia, la Germania innanzitutto ma tutti i Paesi e le differenze politiche in questo momento non contano, il tema della difesa non è un tema da scontro. Dico in Francia quello che dico in Italia, la difesa non è un tema da scontro politico, il tema della difesa non è un tema da partiti, è un tema da Stati, è un tema da Nazioni, è un tema che deve essere lasciato al di fuori della disputa politica perché è il prerequisito dell'esistenza di uno Stato".
"Senza una difesa - ha aggiunto Crosetto - non sono protette le libere istituzioni e non si può esercitare la democrazia, quindi quando una cosa è la base dell'esistenza della democrazia va tenuta fuori dalla lotta politica".
Wsj: “Germania prepara piano segreto in caso di guerra con Russia”
Secondo il Wall Street Journal, la Germania sta sviluppando e implementando un piano segreto per far fronte a un'eventuale guerra con la Russia, che prevede il dispiegamento di fino a 800.000 soldati della Nato sul fronte orientale. Circa due anni e mezzo fa, 12 alti ufficiali tedeschi si sono riuniti in un complesso militare a Berlino per elaborare il progetto, noto come Operation Plan Germany o Oplan Deu, un documento segreto di 1.200 pagine. Il piano dettaglia il trasporto di truppe tedesche, americane e di altri Paesi Nato verso il fronte, indicando porti, fiumi, ferrovie, strade, oltre alle modalità di approvvigionamento e protezione durante l'avanzata. Il Wsj sottolinea che, secondo le autorità tedesche, la Russia potrebbe essere pronta a un attacco contro la Nato entro il 2029, ma una serie di episodi di spionaggio, sabotaggi e incursioni nello spazio aereo europeo, attribuiti dai servizi occidentali a Mosca, farebbero temere una preparazione anticipata. Un possibile cessate il fuoco in Ucraina, spinto dagli Stati Uniti, potrebbe liberare tempo e risorse per la Russia per pianificare azioni contro membri Nato in Europa. Secondo gli autori del piano, l'obiettivo principale è prevenire il conflitto mostrando chiaramente agli avversari che un attacco alla Germania non avrebbe successo. Oplan Deu è conservato in una rete militare isolata ed è attualmente alla sua seconda versione, con contributi di ministeri, agenzie governative e autorità locali. Il generale di corpo d'armata André Bodemann, veterano di Kosovo e Afghanistan, ha coordinato la prima bozza entro marzo dello scorso anno. Il piano pone particolare attenzione alle infrastrutture: entro il 2029 Berlino prevede investimenti per 166 miliardi di euro, di cui oltre 100 miliardi destinati alle ferrovie trascurate e alla realizzazione di infrastrutture a doppio uso civile-militare. In caso di guerra con la Russia, la Germania diventerebbe una zona logistica, più che uno Stato di primo fronte, affrontando infrastrutture degradate, riduzione delle forze militari e minacce come i droni. Le difficoltà normative in tempo di pace hanno reso complicata la difesa contro il sabotaggio, una delle principali preoccupazioni di Oplan. Nonostante ciò, la Bundeswehr resta ottimista: considerando che i lavori sono iniziati ex novo all'inizio del 2023, gli autori giudicano i progressi soddisfacenti, anche se i recenti stress test evidenziano che molto resta da fare.
Ministro Difesa estone: “L'Occidente è superiore alla Russia”
Il ministro della Difesa estone Hanno Pevkur incita l'Europa e l'occidente a non restare con le mani in mano e a prepararsi, per esercitare una efficace deterrenza: "Noi siamo superiori alla Russia", ha affermato in un'intervista alla Bild. L'Europa ha quattro volte più abitanti del Paese di Vladimir Putin, e la capacità economica russa è inferiore a quella italiana, "per non parlare di quella tedesca", sostiene fra l'altro. "Se uniamo tutte le forze armate europee e tutte le nostre risorse finanziarie, siamo più forti della Russia. Questo dovrebbe rafforzare la fiducia in noi stessi". Fatte queste premesse il politico estone incalza: "per questo i politici devono agire ora". I paesi della NATO hanno concordato l'obiettivo del cinque per cento per le spese di difesa e in molti paesi il finanziamento è assicurato. Ora si deve passare all'azione. Anche perché solo un'alleanza forte può scoraggiare il Cremlino, "che rappresenta una minaccia a lungo termine".
Pe: “Nessuna cessione territori; ambivalenza Usa dannosa”
Il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione, con 401 voti a favore, 70 contrari e 90 astensioni, in cui afferma che "nessun territorio ucraino temporaneamente occupato sarà legalmente riconosciuto dall'Ue e dai suoi Stati membri come territorio russo".
Gli eurodeputati esortano l'Ue e i suoi Stati membri a mostrare leadership in questo cruciale momento geopolitico e a continuare a collaborare con Washington e altri partner affini, affinchè i negoziati per una pace giusta e duratura rispettino il diritto internazionale. Sottolineano poi la necessità del coinvolgimento europeo in qualsiasi negoziato di pace, poichè l'esito della guerra in Ucraina avrà un impatto profondo sulla sicurezza europeo, ribadiscono che "nulla sull'Ucraina deve essere deciso senza l'Ucraina, e nulla sull'Europa senza l'Europa".
Il Parlamento riconosce gli sforzi dell'amministrazione statunitense per porre fine alla guerra di aggressione della Russia contro l'Ucraina. Tuttavia, considera "l'ambivalenza politica di Washington nei confronti di Kiev dannosa all'obiettivo ultimo di raggiungere una pace duratura". I deputati sottolineano inoltre che qualsiasi accordo di pace non deve limitare la capacità dell'Ucraina di difendere la propria sovranità, indipendenza e integrità territoriale. L'Ucraina è libera di scegliere le proprie alleanze politiche e di sicurezza senza che la Russia possa esercitare un potere di veto, affermano.
Eurocamera: “Nessuna cessione di territori ucraini ai russi”
"Nessun territorio occupato sarà mai riconosciuto come russo". È quanto afferma l'Eurocamera nella relazione sul piano di pace per l'Ucraina, approvata questa mattina a Strasburgo con 401 voti a favore, 70 contrari e 90 astenuti. La relazione inoltre riconosce gli sforzi negoziali degli Usa, ma critica "l'ambivalenza di Washington", giudicata "dannosa ai fini di una pace duratura".
"Qualsiasi accordo, affermano gli eurodeputati, non potrà limitare il diritto dell'Ucraina a difendere sovranità e integrità territoriale, né la sua libertà di scegliere le proprie alleanze, senza veti russi".
Kiev: “A breve nuovi incontri con il team negoziale Usa”
A breve si terranno nuovi incontri tra i team negoziali ucraino e statunitense per discutere il piano di pace. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga durante un briefing. "Confermo che un incontro dei team negoziali è previsto a breve", ha detto Sybiga secondo i media di Kiev. "Le nostre aspettative sono risultati concreti. Risultati concreti affinché si possano realizzare progressi", ha aggiunto. "La parte ucraina è interessata ai contatti al massimo livello, agli incontri tra il presidente Zelensky e il presidente Trump. Perché ci sono questioni, le questioni più delicate, che possono essere discusse solo a livello di leader", ha aggiunto.
Berset: “Consiglio d'Europa centrale per pace giusta in Ucraina”
"Anche se non siamo al tavolo delle trattative per la pace in Ucraina, se si guarda alla sostanza, il nostro lavoro è chiaramente centrale in molti settori coperti dal piano che si sta delineando". Lo afferma il segretario generale del Consiglio d'Europa, Alain Berset.
Il Consiglio d'Europa vanta una competenza unica in settori che sono importanti per una pace giusta e duratura, evidenzia Berset riferendosi per esempio alla possibile assistenza della Commissione di Venezia in qualsiasi riforma costituzionale che possa essere avviata dopo l'accordo di pace, agli standard che l'organizzazione ha per lo svolgimento delle elezioni, oppure per la difesa dei diritti delle minoranze. O ancora al supporto che il Consiglio d'Europa è in grado di fornire all'Ucraina per il ripristino di istituzioni locali funzionanti e democratiche, comprese quelle giudiziarie, nelle zone liberate dall'occupazione.
"Qualsiasi disposizione contenuta in un accordo di pace dovrà produrre effetti conformi alla Convenzione europea dei diritti umani nell'Ucraina del dopoguerra. E sarà la Corte di Strasburgo a valutare in ultima istanza tali effetti", osserva il segretario generale, aggiungendo che "saranno il Registro dei danni e la futura Commissione per i risarcimenti del Consiglio d'Europa a costituire gli strumenti internazionali indipendenti per affrontare la questione dei risarcimenti".
"Incoraggio tutti i nostri Stati membri, nonché i nostri Stati osservatori e i partner della Ue, a includere questi elementi nei rispettivi contributi al processo di pace", termina Berset, ringraziando la Svizzera e la Turchia, 2 Stati membri del Consiglio d'Europa, per le iniziative intraprese al fine di facilitare i negoziati.
Turchia: “Pronti a partecipare alle forze di rassicurazione”
La Turchia è pronta a partecipare alle "forze di rassicurazione" che potrebbero essere dispiegate in Ucraina in seguito a un cessate il fuoco. Lo dice il Ministero della Difesa turco."Le Forze Armate turche sono pronte a contribuire a qualsiasi iniziativa volta a garantire la sicurezza e la stabilità nella nostra regione", ha confermato il Ministero in merito alla potenziale partecipazione della Turchia al dispiegamento di forze menzionato dal presidente francese Emmanuel Macron. "Innanzitutto, deve essere stabilito un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. Poi, deve essere definito un quadro di missione, con una chiara definizione degli obiettivi, nonchè del contributo di ciascun Paese", ha specificato il Ministero. Macron ha detto ieri che sarà istituito un gruppo di lavoro sulle "forze di rassicurazione" destinato a "rafforzare l'esercito ucraino" come "seconda linea di difesa" in caso di accordo russo-ucraino. L'operazione sarà "guidata da Francia e Gran Bretagna, con uno stretto coinvolgimento della Turchia, che svolge un ruolo chiave negli affari marittimi, e per la prima volta con la partecipazione degli Stati Uniti d'America", ha aggiunto. La Turchia, il secondo esercito più grande della NATO, aveva già dichiarato a marzo di essere pronta a schierare forze in Ucraina "se necessario" per garantire la pace.
Ankara: “Truppe in Ucraina? Prima raggiungere un cessate il fuoco”
Il ministero della Difesa turco ha affermato che un cessate il fuoco tra Ucraina e Russia deve essere raggiunto prima di poter avviare qualsiasi discussione su un possibile dispiegamento di truppe per una potenziale "forza di rassicurazione". Lo riporta il Guardian, ricordando che martedì, il presidente francese Emmanuel Macron ha dichiarato che una tale forza sarebbe composta da soldati francesi, britannici e turchi. Ankara, che ha mantenuto cordiali rapporti sia con Mosca sia con Kiev, si è detta disponibile a discutere di tale dispiegamento, ma solo se ne fossero stabilite le modalità.
"Innanzitutto, deve essere stabilito un cessate il fuoco tra Russia e Ucraina. In seguito, deve essere definito un quadro di missione con un mandato chiaro e deve essere determinata la misura in cui ciascun paese contribuirà", ha dichiarato il ministero in conferenza stampa rispondendo alle domande sui commenti di Macron.
Mosca: “Abbattuti 263 droni di Kiev in 24 ore”
La difesa aerea russa ha abbattuto 263 droni ucraini e un missile Neptune nelle ultime 24 ore. Lo diceil Ministero della Difesa russo in una nota secondo quant riporta Interfax. "Le forze di difesa aerea hanno abbattuto cinque bombe aeree guidate, otto razzi HIMARS di fabbricazione statunitense, un missile guidato a lungo raggio Neptune e 263 droni ad ala fissa", si legge nella nota.
Euroclear all'Ue: “Dall’uso degli asset costi debito più alti”
L'uso degli asset russi implicherà "costi del debito più alti" per i governi europei. Lo ha sottolineato Euroclear, la società belga che detiene gran parte dei beni congelati di Mosca, in una lettera inviata alla Commissione Ue e visionata dal Financial Times. Secondo Euroclear il piano di prestiti per l'Ucraina sarebbe percepito come una "confisca" al di fuori dell'Ue e spaventerebbe gli investitori nel debito sovrano europeo. "Il premio di rischio che ne deriva porterà a un aumento sostenuto degli spread dei titoli di Stato europei, aumentando i costi di finanziamento per tutti gli Stati membri", si legge nel testo.
Ryabkov: “Risultati colloqui Ginevra non ancora chiari”
I risultati dei colloqui di Ginevra tra statunitensi, ucraini ed europei "non sono ancora chiari" a Mosca, né lo è "il ruolo giocato in tutti questi processi dalle forze distruttive che si stanno raggruppando intorno all'Ue, che provano e continuano a provare a mandare all'aria ulteriori progressi". Lo ha dichiarato ai cronisti il viceministro degli Esteri, Serghei Ryabkov.
A proposito dell'imminente visita dell'inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, che porterà con sé la versione aggiornata del piano di pace statunitense, Ryabkov ha sottolineato che "tutto quello che si può e si deve dire sulla questione è stato detto ieri dal consigliere presidenziale e dal portavoce della presidenza". "Non è la prima missione di Witkoff a Mosca, lavoreremo su qualunque cosa porti al tavolo", ha sottolineato il viceministro. A proposito delle polemiche che hanno di recente investito Witkoff, Ryabkov ha assicurato che "non c'è alcuna ragione per mettere in dubbio" la sua visita.
Lukashenko: “Gli europei non vogliono la pace”
Gli europei non vogliono la pace in Ucraina. Lo dice il presidente bielorusso Alexander Lukashenko, intervistato da Rossiya 1. "Dobbiamo porre fine a questa guerra. Temo che non ci saranno vincitori; è un disastro. Sapete perchè, se non succede. Ma se c'è un vincitore, non sarà l'Unione Europea se l'America la abbandona", ha aggiunto Lukashenko.
Viceministro Kiev: “Gettate le basi per uno Stato Ue moderno”
"L'Ucraina non solo sta difendendo la sua libertà, ma stiamo costruendo le basi di uno Stato europeo moderno, una comunità resiliente e unita, da integrare nell'Ue". Lo ha rivendicato il viceministro per lo Sviluppo delle Comunità e dei Territori dell'Ucraina, Oleksii Riabykin, intervenendo alla riunione della commissione per la cittadinanza, la governance, gli affari istituzionali ed esterni (Civex) del Comitato europeo delle regioni in corso in Slovacchia.
Sottolineando l'importanza della "cooperazione transfrontaliera" nel percorso verso la piena adesione all'Unione Europea, Riabykin ha sottolineato che la "situazione a Kiev rimane molto difficile. Proprio questa settimana, a causa dei massicci bombardamenti da parte della Russia, oltre 100 famiglie sono rimaste senza elettricità e 400.000 persone sono rimaste senza energia elettrica".
Merkel: “Mai attribuite colpe a Polonia e Baltici per guerra”
Angela Merkel è tornata sullo scoppio della guerra in Ucraina e su alcune sue parole interpretate come una responsabilità attribuite alla Polonia e ai Paesi baltici di non aver accettato un nuovo formato per trattative con la Russia. La ex cancelliera - nel corso di un'intervista al canale Phoenix - ha ribadito il senso di quella proposta: "Non mi sembrava giusto che noi europei non cercassimo il dialogo con Putin, lasciando questo compito all'amministrazione americana, e per questo ho promosso questa nuova proposta, che ha suscitato opposizione. Era il mio ultimo Consiglio europeo ufficiale prima delle nuove elezioni in Germania nel settembre 2021 e l'ho semplicemente menzionato di nuovo, ma senza attribuire alcuna colpa per lo scoppio della guerra".
Merkel ha voluto precisare che "nessuno di noi è stato in grado di impedire questa guerra, compresi i colloqui con gli americani, e questo è quanto. La nostra vita è cambiata radicalmente, dobbiamo prepararci al futuro in modo completamente diverso, e quindi c'è stata un'interpretazione assolutamente errata di ciò che ho detto".
Per Merkel non ci sono dubbi che la "guerra ha cambiato il nostro mondo, è un'aggressione della Federazione Russa, della Repubblica Russa e di Vladimir Putin" e che l'obiettivo deve essere che "la Russia non vinca, ma che ci sia un'Ucraina sovrana e libera, in grado di prendere le proprie decisioni".
Infine, Merkel è tornata sul Nord Stream 2: "c'erano ottime ragioni per questo progetto, sia nel nostro interesse, per avere prezzi energetici convenienti, sia per altri motivi. C'erano ragioni per costruire questo gasdotto, che poi non è mai entrato in funzione. Nell'estate del 2021 abbiamo raggiunto un accordo con il presidente americano Joe Biden: se il gasdotto fosse stato utilizzato per ricatti politici, lo avremmo impedito.
L'attacco è avvenuto prima che Nord Stream 2 entrasse ufficialmente in funzione".
Media: “Per gli Usa le garanzie di sicurezza per l’Ucraina vengono solo dopo l’accordo”
Gli Stati Uniti non intendono fornire garanzie di sicurezza all'Ucraina prima che venga firmato un accordo di pace. E' quanto avrebbe dichiarato il segretario di Stato americano, Marco Rubio, durante la recente telefonata con gli alleati europei, ha riferito 'Politico'.
"Il segretario di Stato, Marco Rubio, ha detto agli alleati europei che gli Stati Uniti vogliono un accordo di pace prima di accettare qualsiasi garanzia di sicurezza per l'Ucraina", hanno riferito fonti ben informate alla testata. Rubio, viene poi riferito, avrebbe inoltre parlato con i ministri europei di altre questioni che dovranno essere affrontate dopo la firma dell'accordo, quali tratta dell'integrità territoriale ucraina e i beni russi congelati. Contattata da 'Politico', la portavoce della Casa Bianca, Anna Kelly, ha sottolineato che "l'amministrazione Trump ha ripetutamente affermato, pubblicamente e privatamente, che qualsiasi accordo deve fornire piene garanzie di sicurezza e deterrenza per l'Ucraina".
Russia, 8 ergastoli per attentato a ponte di Crimea
Una Corte di Rostov sul Don, in Russia, ha condannato all'ergastolo otto persone accusate di terrorismo per l'attentato al ponte di Crimea dell'8 ottobre 2022 che provocò cinque morti. Lo riferisce l'agenzia Ria Novosti. Secondo gli investigatori, l'attentato, compiuto con l'esplosione di un camion bomba, fu organizzato dai servizi d'intelligence ucraini Sbu. Due giorni dopo l'attacco, le forze russe cominciarono i raid sulle infrastrutture energetiche ucraine, che continuano tuttora.
Mosca chiude il consolato polacco a Irkutsk
La Russia ha disposto la chiusura del consolato di Polonia a Irkutsk, nella Siberia centrale, in risposta alla decisione di Varsavia di porre fine all'attività dell'ultimo consolato russo in Polonia, quello di Danzica. La decisione di Mosca, comunicata oggi all'ambasciatore polacco, diventerà effettiva il 30 dicembre, ha precisato il ministero degli Esteri russo, citato dall'agenzia Ria Novosti.
Nei giorni scorsi il Cremlino aveva espresso "rammarico" per la chiusura del consolato russo a Danzica, affermando che "le relazioni con la Polonia si sono completamente deteriorate" e denunciando il "desiderio sempre più profondo delle autorità polacche di ridurre a zero qualsiasi possibilità di relazioni consolari o diplomatiche".
Lukashenko: “Kiev accetterà piano di pace o perderà completamente”
"Penso che, visti gli eventi che si stanno svolgendo sul fronte, l'Ucraina accetterà questo trattato di pace. Altrimenti, perderà completamente il Paese". Lo ha detto il presidente della Bielorussia Alexander Lukashenko, come riporta l'agenzia Belta. "Lo sottolineo ancora una volta", ha aggiunto, "sosteniamo gli sforzi della Russia per raggiungere un trattato di pace con l'Ucraina. Ieri ho detto: se gli americani si comportano da diplomatici e da veri avvocati, questo trattato verrà concordato. Perché i punti principali sono già stati concordati".
Berlino: “Germania non è in guerra ma bersaglio di guerra ibrida”
"La Germania non è in guerra, ma è bersaglio di una guerra ibrida e lo constatiamo ogni giorno: sabotaggio, spionaggio, disinformazione" e queste minacce "provengono naturalmente proprio da potenze straniere". Lo ha detto il ministro dell'Interno tedesco Alexander Dobrindt intervenendo al Bundestag per la sessione di bilancio 2026.
Per Dobrindt tutti questi elementi "sono fattori di erosione della fiducia nello Stato". Ecco perché il ministro ha ribadito il piano del governo di istituire "un centro di difesa comune contro le minacce ibride, creiamo un'unità contro i droni perché la polizia federale ci difenda proprio da questa minaccia" e ha poi ricordato la recente modifica della legge sulla sicurezza aerea che permette l'intervento anche dell'Esercito federale per abbattere i droni.
Ft: “Per Euroclear uso asset russi sarebbe come "confisca"
L'uso degli asset russi per un prestito da 140 miliardi di euro all'Ucraina sarebbe percepito al di fuori dell'Ue come una "confisca", e i governi europei dovrebbero affrontare costi di indebitamento più elevati se l'Ue dovesse procedere con questo piano. Lo sostiene Euroclear, la società belga depositaria centrale di titoli e principale custode di tali asset, in una lettera visionata dal Financial Times alla presidente della Commissione europea, von der Leyen, e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa. Il rischio sarebbe inoltre quello di spaventare gli investitori nel debito sovrano europeo.
L'Ue ha congelato circa 210 miliardi di euro di asset statali russi dopo l'invasione dell'Ucraina, e circa 185 miliardi sono detenuti presso Euroclear. Nella sua lettera, Euroclear avverte che il prestito per le riparazioni rischia di danneggiare l'attrattività dei mercati finanziari europei e il clima d'investimento nel continente. "Il premio di rischio risultante porterà a un aumento sostenuto degli spread sui titoli sovrani europei, aumentando i costi di indebitamento per tutti gli Stati membri", scrive Valerie Urbain, Ceo di Euroclear. Urbain afferma che l'iniziativa danneggerebbe gli investimenti nel continente "perchè gli investitori, in particolare i fondi sovrani e le banche centrali, percepiranno questa iniziativa come equivalente alla confisca di riserve delle banche centrali, minando lo Stato di diritto".
La Commissione europea sostiene che lo schema proposto non equivale a confisca, pur riconoscendo il rischio che possa essere percepito come tale. Urbain sostiene inoltre che costringere Euroclear a investire in "strumenti di debito su misura a interesse zero" per attuare il piano sarebbe visto dalla Russia come una confisca, portando a ritorsioni e potenziali contenziosi legali per i quali Euroclear dovrebbe essere coperta. "Ciò comporterà pagamenti compensativi da parte degli Stati membri dell'Ue a favore di Euroclear, con conseguente esposizione finanziaria per gli Stati membri", scrive Urbain. Aggiunge che il piano dovrebbe includere garanzie incondizionate e attivabili su richiesta per coprire Euroclear "finchè persisteranno rischi legali". Ciò includerebbe rischi di ritorsione in Russia e in altri Paesi, rischi di liquidità e "qualsiasi altro rischio legato alla sottoscrizione dello strumento".
Lukashenko propone Minsk come sede per colloqui sull'Ucraina
Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha dichiarato che Minsk è pronta a ospitare nuovamente i colloqui sulla risoluzione della crisi ucraina. Lo riporta la Tass. "Se desiderate riportare i colloqui di pace a Minsk, siamo sempre pronti a ospitarli", ha affermato il capo di Stato bielorusso, citato dall'agenzia di stampa Belta, durante un incontro con il presidente russo Vladimir Putin.
Fitto: “I progressi di Kiev i più rapidi nella storia dell’allargamento Ue”
"Mi congratulo con l'Ucraina per aver portato a termine con successo il processo di screening, il più rapido nella storia dell'allargamento dell'Ue. Mi congratulo inoltre per i progressi dimostrati nell'ultima relazione sull'allargamento: progressi raggiunti in circostanze estremamente difficili". Lo ha dichiarato il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto in un videomessaggio trasmesso alla riunione della commissione per la cittadinanza, la governance, gli affari istituzionali ed esterni (Civex) del Comitato europeo delle regioni in corso in Slovacchia.
Fitto: “Futuro Ue di Kiev è già iniziato a livello regionale”
"Il futuro europeo dell'Ucraina è già iniziato, a livello regionale. L'Ucraina è già pienamente coinvolta in sette programmi attraverso la politica di coesione e partecipa a centinaia di progetti di cooperazione con regioni dei paesi Ue confinanti. Questo per me è un'ulteriore prova del ruolo strategico dell'Ue nella ripresa dell'Ucraina". Lo ha sottolineato il vicepresidente della Commissione Ue Raffaele Fitto in un videomessaggio trasmesso alla riunione della commissione per la cittadinanza, la governance, gli affari istituzionali ed esterni (Civex) del Comitato europeo delle regioni in corso in Slovacchia.
Fitto ha ricordato che attraverso il programma di cooperazione transfrontaliera tra Ungheria, Slovacchia, Romania, Ucraina sono promossi "55 progetti con partner ucraini in cui si lavora insieme in settori chiave come l'adattamento ai cambiamenti climatici, l'accesso all'assistenza sanitaria, la cultura e la gestione delle frontiere", ha evidenziato. "Le regioni dell'Ue confinanti con l'Ucraina hanno un ruolo chiave da svolgere".
Kiev: “Le forze russe hanno lanciato 142 droni in nottata, 92 abbattuti”
Le forze russe hanno attaccato il territorio ucraino in nottata con 142 droni Shahed, Gerbera e di altro tipo. A darne notizia sono le Forze di difesa ucraine, che rivendicano l'abbattimento di 92 droni. Un totale di 42 dei restanti velivoli hanno colpito gli obiettivi in 18 diverse località. I droni sono stati lanciati a partire da Kursk, Oryol, Millerovo, Bryansk e Primorsko-Akhtarsk e da Hvardiiske, in Crimea. Alle 8.30 locali, hanno ancora segnalato le stesse fonti, l'attacco era ancora in corso.
Panetta: “Witkoff ha perso ogni credibilità, ora alzare la pressione su Putin”
Steve Witkoff "ha perso ogni credibilità". Ne è convinto Leon Panetta, già capo di Pentagono e Cia, che - in un'intervista a 'Repubblica' - non si limita a chiedere le dimissioni dell'inviato speciale del presidente, ma sollecita Trump a cambiare linea: "Se vogliamo davvero una pace solida e duratura, per proteggere i nostri interessi nazionali, ora è indispensabile alzare la pressione su Putin, pretendendo il cessate il fuoco come condizione per negoziare gli altri punti e minacciando la consegna dei missili a lunga gittata a Zelensky se si rifiuta".
Per Panetta, "l'Europa deve essere unita e parlare con una sola voce. Perciò è necessario che la premier Meloni, molto ascoltata da Trump, non solo partecipi al piano "Purl" per armare Kiev, ma dia anche la disponibilità a fornire truppe per l'eventuale forza di pace da schierare sul terreno".
Macron svelerà futuro servizio militare volontario
Il presidente francese, Emmanuel Macron svelerà oggi, nelle Alpi, le linee guida del nuovo servizio militare volontario, destinato a soddisfare le esigenze delle forze armate, in un momento in cui governo e militari mettono in guardia dalle minacce russe e dal crescente rischio di conflitti. La decisione è destinata a sollevare una polemica interna. Parlando nei giorni scorsi alla radio Rtl il presidente ha spiegato che il piano non è "di inviare i giovani in Ucraina". Macron è atteso in tarda mattinata presso la 27a Brigata di Fanteria di Montagna (BIM) a Varces, nell'Isère, dove pronuncerà un discorso su questa iniziativa, che segnerà anche la fine del Servizio Nazionale Universale (SNU), un programma da lui promosso. A gennaio il presidente aveva annunciato la sua intenzione di "consentire ai giovani volontari di imparare a fianco delle forze armate e di rafforzare i loro ranghi", se necessario. Tuttavia, non è arrivato al ripristino della coscrizione obbligatoria, il servizio militare abolito in Francia nel 1997. Da allora, il governo e gli alti ufficiali hanno lavorato sulle modalità migliori per fornire alle forze armate "organico aggiuntivo". Questo per "creare un bacino di personale che possa essere mobilitato in caso di crisi", secondo la revisione strategica pubblicata il 14 luglio. Secondo fonti di stampa non confermate, la durata prevista del servizio sarebbe di dieci mesi e le prestazioni sarebbero retribuite.
Mosca, 118 droni ucraini abbattuti durante la notte
La difesa aerea russa ha neutralizzato 118 droni ucraini durante la notte, di cui 52 nella regione di Belgorod. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo in una nota. Di questi, 26 droni sono stati intercettati e distrutti nella regione di Kursk e 18 nella regione di Samara, si legge. Sei droni sono stati abbattuti ciascuno nel Territorio di Krasnodar e nella regione di Bryansk, e due nella regione di Voronezh, nella regione di Lipetsk e nella regione di Orenburg. Un drone è stato abbattuto ciascuno nella regione di Volgograd, nella regione di Tula e nella regione di Rostov, e uno sul Mar Nero.
Rutte: “La Russia non ha voce in capitolo sulla possibilità dell'Ucraina di aderire alla Nato”
Il Segretario generale della Nato Mark Rutte ha dichiarato che l'adesione dell'Ucraina all'alleanza dipende dall'accordo unanime tra gli Stati membri, non dalle richieste russe.