Le forze russe stanno avanzando con sicurezza in diverse regioni ucraine, mentre le truppe di Kiev arretrano. Lo ha assicurato il presidente Vladimir Putin che ha convocato i vertici militari per un aggiornamento sulla situazione lungo la linea del fronte.
Mosca è d'accordo con quello che ha detto ieri il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, cioè che le parti sono vicine a risolvere il conflitto in Ucraina e che i negoziati sono quasi finiti. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha poi ricordato come Kiev debba "ritirarsi oltre i confini amministrativi del Donbass" se vuole la fine dei combattimenti.
Volodymyr Zelensky ha riferito che il piano di pace per l'Ucraina prevede attualmente garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti per 15 anni estendibili, sottolineando che Kiev vorrebbe che raggiungessero un periodo di "30-40-50 anni"
Zelensky chiama il leader finlandese Stubb: “La Russia diffonde falsità”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e il suo omologo finlandese Alexander Stubb hanno discusso della situazione diplomatica e dell'esito degli incontri con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Lo ha riferito Zelensky via social. "Come sempre con Alex, abbiamo discusso della situazione diplomatica, delle nostre capacità e prospettive, e dei risultati degli incontri con il presidente Trump e il suo team", ha detto Zelensky. Secondo il presidente ucraino, sono in corso i preparativi per nuovi incontri in Europa. Zelensky ha sottolineato che "è importante che tutto sia il più concreto possibile e che insieme contrastiamo i tentativi russi di indebolire la diplomazia".
"Sebbene i russi stiano diffondendo falsità per giustificare i loro attacchi all'Ucraina e l'ulteriore prolungamento di questa guerra, i principali servizi segreti mondiali devono possedere informazioni reali. Tutta l'Europa ha bisogno di garanzie di sicurezza, di una vera ripresa e di una pace duratura. Grazie", ha concluso.
Trump: “Ho saputo dell'attacco di Kiev da Putin, non va bene. Mi sono arrabbiato”
"Non mi è piaciuto l'attacco ucraino di cui ho sentito questa mattina, me lo ha detto Putin, mi sono arrabbiato". Lo ha detto Donald Trump, sottolineando che non è il momento di attaccare la casa di Putin. "Una cosa è essere all'offensiva, un'altra cosa è attaccare la sua casa. Non va bene, non è il momento giusto", ha spiegato Trump. A chi gli chiedeva se ci fossero informazioni di intelligence e prove sull'attacco, che l'Ucraina nega, Trump ha risposto: "Usciranno fuori. Dite che l'attacco potrebbe non esserci stato? E' possibile".
Trump: “Putin mi ha detto di aver subito un attacco, attenzione ai limiti”
Il presidente russo Vladimir "Putin mi ha detto che ha subito un attacco, non è bello". Così il presidente americano Donald Trump ha parlato con i giornalisti del colloquio telefonico avuto con il leader del Cremlino Vladimir Putin. "E' un periodo molto delicato, attenzione a non esagerare con le offese e non superare il limite. Non bisogna arrivare agli attacchi fisici", ha aggiunto Trump. Che poi ha affermato: "forse l'attacco non c'è stato, ma Putin me ne ha parlato".
Trump: “Buona chiamata con Putin, ci sono alcuni nodi spinosi”
"Ho avuto una buona chiamata con Putin. Ho aspettato questa mattina perché" ieri "era tardi, erano circa le 2.30 del mattino in Russia. Abbiamo parlato questa mattina alle 8. Abbiamo alcune questioni spinose, come potete immaginare. Abbiamo un paio di cose da risolvere". Lo ha detto Donald Trump.
Trump: “Non so niente di un attacco alla residenza di Putin”
Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato di "non sapere niente" delle accuse di Mosca secondo cui l'Ucraina avrebbe cercato di colpire la residenza del presidente russo Vladimir Putin a Novgorod. Ricevendo alla Casa Bianca il premier israeliano Benjamin Netanyahu, Trump ha detto di "averne solo sentito parlare". Se il presunto attacco ucraino a una delle residenza di Valdimir Putin fosse confermato, "sarebbe una brutta notizia".
Putin ha firmato il decreto sul servizio militare di leva per il 2026
Il presidente della Russia, Vladimir Putin, ha firmato un decreto sul reclutamento militare per il nuovo anno 2026. Il documento è stato pubblicato sul sito degli atti giuridici. "Realizzare dal 1° gennaio al 31 dicembre 2026 il reclutamento per il servizio militare dei cittadini della Federazione Russa di età compresa tra i 18 e i 30 anni, che non appartengono alla riserva e che sono soggetti a chiamata per il servizio militare, per un totale di 261.000 persone", stabilisce il decreto. Putin ha firmato il decreto per la prima volta dopo l'entrata in vigore della legge sul reclutamento militare durante tutto l'anno. Tuttavia, nonostante la norma, l'effettivo invio dei coscritti alle forze armate avverrà comunque due volte all'anno: dal 1° aprile al 15 luglio e dal 1° ottobre al 31 dicembre.
Cremlino: “L'attacco alla residenza influenzerà anche l'approccio Usa”
Il tentativo di Kiev di attaccare con droni la residenza presidenziale russa nella regione di Novgorod "influenzerà l'approccio degli statunitensi con Zelensky. Lo ha affermato il consigliere presidenziale Yury Ushakov. "Certamente influenzerà l'approccio americano alla collaborazione con Zelensky, al quale l'attuale amministrazione - come ha detto lo stesso Trump - grazie a Dio, non ha dato il Tomahawk".
Cremlino: “Gli Usa hanno chiesto a Kiev misure concrete”
Durante i negoziati con la parte ucraina, gli Stati Uniti hanno suggerito a Kiev di adottare misure concrete per una soluzione definitiva del conflitto "e di non nascondersi dietro richieste di un cessate il fuoco temporaneo". È quanto affermato dal consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov a seguito del colloqui telefonico tra i presidenti russo e statunitense, Vladimir Putin e Donald Trump. "Nella presentazione degli americani, durante questi negoziati, la parte statunitense ha avanzato in modo aggressivo l'idea della necessità che Kiev adotti misure concrete per una soluzione definitiva del conflitto", ha dichiarato Ushakov, citato dall'agenzia russa Ria Novosti.
Cremlino: “Le proposte di Kiev lasciano la possibilità di eludere gli obblighi”
La Russia vede nelle proposte dell'Ucraina per la risoluzione del conflitto un margine di interpretazione per eludere gli obblighi. Lo ha affermato il consigliere del presidente russo Yuri Ushakov, citato da Ria Novosti. Trump "ha informato sui risultati raggiunti dal team Zelensky, risultati che vanno proprio nella direzione della risoluzione, ma comunque, secondo la nostra valutazione, lasciano alle autorità di Kiev un margine di interpretazione per eludere l'adempimento dei propri obblighi," ha detto ai giornalisti.
Cremlino: “Putin ha avvisato Trump della rappresaglia per l'attacco alla residenza”
Vladimir Putin ha riferito a Donald Trump che l'attacco terroristico di Kiev alla residenza di Stato non sarebbe rimasto senza risposta. Lo ha dichiarato in un briefing coi media il consigliere presidenziale russo, Yurij Ushakov, come riferisce l'agenzia Tass. Il consigliere del Cremlino ha osservato che il presidente degli Stati Uniti è rimasto scioccato e indignato per l'attacco di Kiev alla residenza del leader russo. L'attacco con i droni alla residenza di Putin è avvenuto "praticamente subito dopo" i colloqui tra Stati Uniti e Ucraina a Mar-a-Lago, ha detto inoltre Ushakov.
Mosca: “E’ Zelensky a mentire. Kiev pagherà per suoi crimini”
La Russia ha respinto l'accusa dell'Ucraina di aver mentito su un presunto tentativo di bombardare con droni la tenuta del presidente Vladimir Putin a Novgorod. "Menzogna sono le dichiarazioni del presidente Volodymyr Zelensky su Bucha. Menzogna sono le dichiarazioni di Zelensky sui bambini che sarebbero stati 'rapiti dalla Russia'. Menzogna sono le dichiarazioni di Zelensky sulla riluttanza della parte russa a negoziare", ha dichiarato la portavoce del ministero degli Esteri, Maria Zakharova. A denunciare il tentato attacco era stato il ministro degli Esteri, Serghei Lavrov. "Le parole di Lavrov sono la verità e il regime di Kiev risponderà di questi crimini", ha ammonito Zakharova.
Zelensky sente Merz: “Mosca prova a sabotare la diplomazia con falsità”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito di aver parlato con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, facendo il punto sui risultati dell'incontro avuto in Florida con il presidente statunitense Donald Trump e il suo team. In un messaggio pubblicato su Telegram, Zelensky ha spiegato di aver illustrato "i punti salienti emersi e le questioni chiave", ringraziando Merz "per i consigli e il costante coordinamento".
Nel colloquio, ha aggiunto il leader ucraino, è stato affrontato anche quello che ha definito "l'odierna falsità russa, con cui Mosca cerca di far deragliare la diplomazia e giustificare il protrarsi della guerra". "Putin deve abituarsi all'idea che deve porre fine alla guerra, agli attacchi e allo spargimento di sangue", ha scritto Zelensky, sottolineando che "l'Ucraina fa tutto il possibile perché ci sia la pace e la Russia deve smettere di inventare come combattere e iniziare a pensare a come ripristinare la sicurezza". Il presidente ha infine ringraziato Germania, Europa e Stati Uniti "per il sostegno sul cammino verso la pace".
Lavrov: “Già scelti gli obiettivi per gli attacchi di rappresaglia"
Mosca ha già scelto gli obiettivi per "attacchi di rappresaglia" contro l'Ucraina dopo il presunto lancio di 91 droni contro la residenza di Vladimir Putin a Novgorod. Lo ha detto il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citato dalla Tass.
Casa Bianca: “Trump ha sentito Putin, telefonata positiva”
"Il presidente Trump ha concluso una positiva telefonata con il presidente Putin sull'Ucraina". Lo afferma la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
Lavrov: “Dopo l’attacco di Kiev a Novgorod rivedremo l’approccio negoziale”
"Data la trasformazione definitiva del criminale regime di Kiev, che è passato a una politica di terrorismo di Stato, la posizione negoziale della Russia sarà rivista". Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, dopo aver annunciato un attacco con droni ucraini sulla residenza di Putin a Novgorod la notte scorsa.
Zelensky nega che l’Ucraina abbia provato a colpire la villa di Putin: “Bugie”
Il presidente Volodymyr Zelensky ha smentito che le forze ucraine abbiano cercato di bombardare la tenuta del leader russo Vladimir Putin a Novgorod. "I russi hanno inventato una storia palesemente falsa su un presunto attacco a una residenza del dittatore russo, per avere una giustificazione per continuare gli attacchi contro l'Ucraina, in particolare contro Kiev, e per rifiutarsi di compiere i passi necessari per porre fine alla guerra", ha scritto su Telegram. "E' una tipica tattica menzognera dei russi", ha insistito.
Lavrov: “Abbattuti 91 droni di Kiev contro la residenza di Putin a Novgorod”
La Russia accusa l'Ucraina di aver lanciato nella notte un attacco con 91 droni contro la residenza statale del presidente Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, citato dalla Tass, precisando che tutti i droni sono stati abbattuti. Lavrov ha affermato che la posizione negoziale di Mosca sarà rivista per tenere conto di quella che ha definito "la transizione finale del regime di Kiev verso una politica di terrorismo di Stato". Il capo della diplomazia russa ha aggiunto che "obiettivi e tempistiche" di una risposta russa sono già stati determinati, precisando tuttavia che la Russia non intende ritirarsi dal processo negoziale legato al piano di pace.
Mosca: “L’Ucraina ha provato a colpire una residenza di Putin”
Le forze ucraine hanno tentato la notte scorsa di colpire con droni la residenza ufficiale del presidente russo Vladimir Putin nella regione di Novgorod. Lo riferisce la Tass. Durissima la reazione di Mosca, nelle parole del ministro degli Esteri, Serghei Lavrov. "La Russia risponderà all'attacco di Kiev alla residenza del presidente russo, gli obiettivi e il momento del contrattacco sono stati definiti", ha detto. Mosca, ha proseguito, "rivedrà la sua posizione negoziale tenendo conto" dell'accaduto e "del definitivo passaggio del regime di Kiev alla politica del terrorismo di Stato" ma "non si ritirerà dai negoziati".
Mosca: “Nel 2025 conquistati 6.600 km e 334 villaggi”
Nel 2025, le forze russe hanno conquistato oltre 6.600 chilometri quadrati di territorio ucraino, compresi 334 centri abitati. Lo assicurato il capo dello Stato Maggiore russo Valery Gerasimov, nel bilancio fornito al presidente Vladimir Putin questa mattina. "Le truppe russe stanno avanzando con successo in profondità nelle linee di difesa dell'esercito ucraino", ha detto, "praticamente su tutto il fronte di battaglia". Dall'inizio di dicembre, le truppe hanno preso il controllo di 32 località, "il più alto indicatore della nostra avanzata in un mese", ha spiegato. "In totale, 6.640 chilometri quadrati di territorio e 334 insediamenti abitati sono passati sotto il nostro controllo quest'anno," ha detto. "Il nemico non ha intrapreso alcuna azione per un'avanzata attiva," ha assicurato, "ha concentrato la maggior parte degli sforzi sul rafforzamento delle proprie difese e sta cercando di rallentare il ritmo della nostra avanzata contrattaccando in alcuni siti con droni"
Zelensky: “L’85% degli ucraini è contrario al ritiro dal Donbass”
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha affermato che la stragrande maggioranza degli ucraini è favorevole alla conclusione di un accordo di pace, ma non al ritiro dal Donbass, una delle richieste della Russia per arrivare a un accordo di pace. "La gente vuole la pace", ha spiegato in un'intervista concessa a FoxNews in occasione del suo incontro con Donald Trump a Mar-a-Lago. "Oggi, il presidente Trump ha detto 'ho visto un sondaggio che dice che l'85%, forse l'87%, ha detto che vogliono la pace, quindi sono d'accordo'. Ho risposto 'sì, questa è la nostra vita, l'87% supporta la pace, allo stesso tempo l'85% è contrario al ritiro delle truppe dal Donbass. Tutti vogliono la pace, ma una pace giusta", ha dichiarato Zelensky
Colloquio Zelensky-Witkoff sui prossimi passi
Il presidente Volodymyr Zelensky e i negoziatori ucraini hanno discusso con l'inviato americano Steve Witkoff dei prossimi colloqui sul piano di pace. Lo hanno riferito fonti di Kiev
Putin: “Avanziamo su Donetsk e Zaporizhzhia. L’Ucraina si ritira”
Le forze russe stanno avanzando con sicurezza in diverse regioni ucraine, mentre le truppe di Kiev arretrano. Lo ha assicurato il presidente Vladimir Putin che ha convocato i vertici militari per un aggiornamento sulla situazione lungo la linea del fronte. "La liberazione del Lugansk, delle repubbliche popolari del Donetsk, di Zaporizhzhia e di Kherson avanza passo dopo passo" ha detto. Allo stesso tempo, "le forze armate ucraine si ritirano lungo tutta la linea di contatto", ha assicurato
Putin: “Le truppe russe avanzano verso Zaporizhzhia”
Nel corso di una riunione al Cremlino sullo stato delle operazioni militari il presidente russo, Vladimir Putin, ha affermato che il raggruppamento di forze Vostok sta avanzando nella regione di Zaporizhzhia. "Le truppe del raggruppamento, dopo aver attraversato il fiume Gaichur, hanno sfondato le difese nemiche e stanno avanzando rapidamente in direzione di Zaporizhzhia", ha dichiarato Putin, citato da Tass. "Gli obiettivi di liberazione del Donbass, delle regioni di Zaporizhzhia e Kherson vengono svolti gradualmente, in conformità con il piano operativo militare", ha aggiunto. "Ovviamente, anche i tentativi del nemico di interferire con l'evoluzione della situazione a Kupyansk devono essere fermamente contrastati. So che state adottando le misure necessarie in tal senso", ha dichiarato Putin
Putin: “Allargare la zona di sicurezza lungo il confine”
Il presidente russo Vladimir Putin ha chiesto di continuare nel 2026 a lavorare per "allargare la zona di sicurezza" lungo il confine tra Russia e Ucraina. Ne ha dato notizia la Tass. "E' un compito molto importante, perché garantisce la sicurezza delle regioni di confine della Russia. E nel 2026, senza dubbio, questo lavoro dovrà continuare", ha detto Putin durante una riunione sull'andamento del conflitto
Mosca: “Le forze di Kiev non avanzano più”
Il capo di stato maggiore dell'esercito russo, Valery Gerasimov, ha affermato che le forze armate ucraine non stanno più conducendo operazioni offensive, ma stanno solo cercando di rallentare l'avanzata delle truppe russe. Nell'ultimo anno, 334 insediamenti sono passati sotto il controllo delle forze armate russe, ha riferito Gerasimov, citato dall'agenzia Tass. Il capo di stato maggiore ha precisato che nel mese di dicembre sono stati "liberati" oltre 700 chilometri quadrati nella zona dell'operazione militare speciale
Umerov: “Nuovo incontro a livello di leader a gennaio”
Le squadre di Ucraina e Stati Uniti torneranno presto a sedersi attorno a un tavolo e già a gennaio potrebbe esserci un incontro a livello di leader. Lo ha annunciato il capo negoziatore ucraino, Rustem Umerov, su Telegram. Sono stati fatti "notevoli progressi nell'elaborazione di un quadro di pace, di garanzie di sicurezza e della sequenza dei passi successivi", ha spiegato. I negoziatori "hanno concordato di proseguire le consultazioni nel prossimo futuro e di preparare le fasi successive del dialogo, inclusi incontri a livello di leader a Washington a gennaio", ha aggiunto
Nyt: “Per Zelensky a Mar-a-Lago una vittoria, i colloqui vanno avanti”
I colloqui di Mar-a-Lago hanno prodotto progressi non quantificabili, ma per Volodymyr Zelensky già il solo continuare a parlare con Donald Trump è una "vittoria". Uno dei maggiori obiettivi del presidente ucraino in Florida - riporta il New York Times - era impedire che le trattative in corso deragliassero, e ci è riuscito. Trump ha assicurato che resterà impegnato, non ha imposto alcuna scadenza per il raggiungimento di un piano di pace e , soprattutto, non ha abbracciato le richieste massimaliste della Russia
Raid contro siti in Russia, presa di mira anche una base aera vicina a Tula
Esplosioni in diverse località in Russia. Sotto attacco dei droni di Kiev siti militari, fra cui la base aerea di Khanskaya, a Maykop, vicino alla città di Tula. Un'altra esplosione è stata denunciata nella regione di Krasnodar. Nella regione di Samara è stata colpita la raffineria di Syzran
Kiev: “Giustiziati dai russi due prigionieri ucraini nel Donetsk”
Il 27 dicembre, nel villaggio di Shakhove, vicino a Pokrovsk, nell'oblast di Donetsk, le truppe russe hanno ucciso a colpi d'arma da fuoco due prigionieri di guerra ucraini disarmati. Lo ha riferito l'ufficio del procuratore generale ucraino, in quello che sembra essere almeno il terzo caso segnalato questo mese di soldati ucraini catturati e uccisi dopo essere stati fatti prigionieri. Secondo le indagini, i soldati russi hanno costretto uno dei prigionieri di guerra a spogliarsi parzialmente sotto la minaccia delle armi prima di giustiziarli entrambi. È stata avviata un'indagine preliminare ai sensi dell'articolo 438.2 del Codice penale ucraino, che riguarda i crimini di guerra che hanno causato la morte. La Procura regionale di Donetsk sta supervisionando il caso. All'inizio di questo mese, DeepState, un gruppo ucraino di mappatura open source, ha riferito che tre prigionieri di guerra ucraini sono stati giustiziati a sud di Huliaipole, nell'oblast' di Zaporizhzhia, il 20 dicembre. La Procura generale dell'Ucraina ha affermato che un caso separato riguardava un soldato arreso, ucciso a colpi d'arma da fuoco in direzione di Siversk il 5 dicembre. Tali uccisioni sono considerate crimini di guerra e sono proibite dalle Convenzioni di Ginevra. Secondo l'ufficio del Procuratore generale, l'Ucraina ha documentato diffuse violazioni delle Convenzioni di Ginevra da parte delle forze russe, tra cui l'esecuzione di almeno 322 soldati ucraini catturati a partire dall'ottobre 2025. Di questi casi, 263 si sono verificati sul campo di battaglia, mentre altri sono stati collegati a incidenti come l'esplosione della prigione di Olenivka del 2022, nell'oblast' di Donetsk occupata dai russi. Funzionari ucraini e organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente denunciato torture, abusi e trattamenti disumani nei confronti dei prigionieri di guerra ucraini detenuti in Russia. A settembre 2025, oltre 2.500 soldati ucraini erano ancora prigionieri in Russia, con poche o nessuna informazione disponibile sulle loro condizioni o sul loro destino
Zelensky: “Le truppe straniere sono una necessaria garanzia di sicurezza”
La presenza di truppe straniere in Ucraina è una necessaria garanzia di sicurezza per Kiev, nell'ambito di qualsiasi accordo volto a porre fine alla guerra con la Russia. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky incontrando i giornalisti a Kiev. "Credo che la presenza di truppe internazionali sia una vera garanzia di sicurezza, un rafforzamento delle garanzie di sicurezza che i nostri alleati ci stanno offrendo", ha detto Zelensky
Cremlino: “Una telefonata Putin-Zelensky non è in agenda”
Vladimir Putin non ha alcuna intenzione di parlare con Volodymyr Zelensky. Lo ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, secondo il quale "una conversazione del genere non è attualmente in fase di valutazione". Ai giornalisti che gli chiedevano di commentare la notizia di Fox News secondo cui i negoziati con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbero offerto l'opportunità di una telefonata tra Putin e Zelensky il Cremlino ha ribadito che una conversazione diretta tra i due leader dovrebbe essere preceduta da colloqui tra i due team negoziali.
Cremlino: “Gli attuali leader Ue avranno difficoltà alle prossime elezioni”
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha affermato che i leader dell'Ue, "che vogliono che il conflitto in Ucraina continui e continuano a mettere le mani nelle tasche dei contribuenti avranno sicuramente difficoltà alle prossime elezioni". "È ovvio che alle prossime elezioni sarà molto difficile per tutti loro", ha detto in un briefing con la stampa, secondo quanto riporta la Tass
Cremlino: “Putin e Trump non hanno discusso tregue per il Natale ortodosso”
Il portavoce presidenziale russo Dmitrij Peskov ha negato che i presidenti russo e statunitense Vladimir Putin e Donald Trump abbiano discusso la possibilità di dichiarare una tregua per il Natale ortodosso, il 7 gennaio. Lo scrive l'agenzia russa Interfax. "No", ha replicato il portavoce del Cremlino alla relativa domanda in merito ai contenuti della telefonata tra i capi di Stato, avvenuta ieri
Cremlino: “Pace solo con il ritiro di Kiev dal Donbass”
Kiev deve "ritirarsi oltre i confini amministrativi del Donbass" se vuole la fine dei combattimenti. Lo ha detto il portavoce presidenziale russo Dmitry Peskov dopo che ieri il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov aveva chiesto a Kiev di prendere una "decisione coraggiosa" e senza indugi, tenendo conto dell'evolversi della situazione al fronte
Cremlino: “Attesa per un nuovo colloquio Putin-Trump”
Mosca è in attesa di un nuovo colloquio telefonico tra Vladimir Putin e Donald Trump che sarà occasione per il presidente degli Stati Uniti di aggiornare l'omologo russo sull'incontro di ieri a Mar-a-Lago. Prima di allora il Cremlino non si sbilancerà in valutazioni. "Non sappiamo come sono andati, quindi non possiamo valutare" ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, "Dopo queste conversazioni il presidente russo e il presidente degli Stati Uniti hanno concordato di sentirsi di nuovo. Poi avremo le informazioni" che servono per fare commenti
Cremlino: “Pace vicina e negoziato nella fase finale”
Mosca è d'accordo con quello che ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, cioè che le parti sono vicine a risolvere il conflitto in Ucraina e che i negoziati sono quasi finiti. Lo ha detto ai giornalisti il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, secondo quanto riporta la Tass. "Certo" ha risposto Peskov quando gli è stato chiesto se il Cremlino fosse d'accordo con Trump
Zelensky: “Trump e Putin hanno esaminato tutti i 20 punti del piano di pace”
Nella loro telefonata prima dell'incontro con Volodymyr Zelensky, Donald Trump e Vladimir Putin hanno avuto una lunga conversazione durante la quale sono stati discussi in dettaglio tutti i 20 punti del piano di pace. Lo ha dichiarato il presidente ucraino parlando con i giornalisti all'indomani dei colloqui a Mar-a-Lago con il presidente Usa. Lo scrive Rbc Ucraina. Secondo Zelensky, Trump ha confermato di aver esaminato il documento punto per punto e che si trattava del piano concordato in precedenza dalle parti. "Trump mi ha detto di aver esaminato tutti i 20 punti del piano, punto per punto. L'ho ringraziato per questo, perché è importante che siamo tutti sulla stessa lunghezza d'onda e che discutiamo di questo documento, non di un altro", ha detto Zelensky. Il leader americano ha annunciato la disponibilità di Putin, ma la parte ucraina sta prendendo tali dichiarazioni con cautela, ha poi evidenziato il presidente ucraino. "Non è la prima volta che Putin dice una cosa e ne fa un'altra. Per noi è importante che le sue parole siano coerenti con le sue azioni", ha sottolineato. Trump e il Cremlino hanno riferito che dopo i colloqui con Zelensky, ci sarebbe stata un'ulteriore telefonata tra il presidente americano e il leader russo, di cui tuttavia al momento non sono giunte notizie
Zelensky: “La legge marziale via solo con le garanzie”
La legge marziale sarà revocata in Ucraina solo dopo che Kiev avrà ricevuto sufficienti garanzie sulla sua sicurezza. Lo ha detto Volodymyr Zelensky
Zelensky: “Presto incontro a Kiev con Ue e Usa”
Zelensky spera in un incontro in Ucraina "nei prossimi giorni" con funzionari americani ed europei
Zelensky: “Da Usa proposta di garanzie per 15 anni ma ne vorremmo per 30-50 anni”
Volodymyr Zelensky ha riferito che il piano di pace per l'Ucraina prevede attualmente garanzie di sicurezza da parte degli Stati Uniti per 15 anni estendibili, sottolineando che Kiev vorrebbe che raggiungessero un periodo di "30-40-50 anni". "Ieri abbiamo confermato con il presidente degli Stati Uniti che avremo forti garanzie di sicurezza dagli Usa. In realtà, non è per sempre, nei documenti si parla di 15 anni, con la possibilità di estendere queste garanzie di sicurezza", ha detto Zelensky citato da Rbc Ucraina. "Gli ho detto che abbiamo già una guerra in corso che dura da quasi 15 anni. Pertanto, vorrei davvero che le garanzie fossero più lunghe. E gli ho detto che vorremmo davvero considerare la possibilità di 30-40-50 anni. Questa sarebbe una decisione storica da parte del presidente Trump" che "ha detto che ci avrebbe pensato"
Fox News: “Dopo il vertice in Florida, possibile telefonata Zelensky-Putin”
I colloqui di domenica in Florida tra il presidente Usa Donald Trump e il leader ucraino Volodymyr Zelensky potrebbero aprire la strada alla prima telefonata tra Zelensky e il presidente russo Vladimir Putin in più di cinque anni. E' quanto riferisce Fox News che cita fonti informate. Le fonti hanno commentato che un colloquio diretto Putin-Zelensky sarebbe una "vittoria diplomatica" per Trump
Media: “Esplosioni in un aeroporto militare nel sud della Russia”
Esplosioni hanno scosso nella notte l'aeroporto militare di Khanskaya, vicino alla città di Maykop, nella Russia meridionale. Lo riporta il quotidiano indipendente Astra, citando residenti locali che hanno segnalato esplosioni all'interno della città e un attacco al vicino aeroporto. Maykop si trova a circa 290 chilometri dall'Ucraina e a circa 450 chilometri dal territorio controllato dall'Ucraina nella provincia di Zaporizhzhia. Nel frattempo, secondo quanto riportato dal canale Telegram ExileNova+ , le sirene antiaeree sarebbero suonate nell'oblast' di Tula, nella Russia occidentale , a causa della minaccia di un attacco missilistico balistico. Il Ministero della Difesa russo ha successivamente affermato di aver abbattuto 89 droni ucraini nella notte
Putin abbassa l'età per giurare fedeltà per la cittadinanza russa
Il presidente russo Vladimir Putin ha firmato una legge che abbassa da 18 a 14 anni l'età minima per prestare giuramento di fedeltà alla cittadinanza russa. Ne scrivono i media russi, citando il documento pubblicato sul portale web ufficiale per la pubblicazione degli atti giuridici. Con la nuova legge, inoltre, la decisione sulla concessione della cittadinanza russa sarà considerata invalida se la persona si rifiuta di prestare giuramento o non si presenta entro un anno dalla data della deliberazione
Putin mette per decreto le croci sullo stemma russo
Vladimir Putin mette per legge le croci nello stemma russo. Il Presidente ha firmato un decreto che definisce con precisione le caratteristiche dello stemma nazionale "per impedire la distorsione di uno dei simboli ufficiali della Federazione Russa". Lo stemma dovrà presentare "le corone piccole, la corona grande e il globo sormontati da croci dritte, a quattro punte, con punte uguali ed estremità espandibili" recita il decreto come riporta Ria Novosti
Esplosioni vicino aeroporto militare russo di Khanskaya
Sono state registrate alcune esplosioni presso l'aeroporto militare di Khanskaya, vicino alla città di Maykop, nella Russia meridionale. Secondo quanto riportato dal quotidiano indipendente russo Astra, i residenti locali hanno segnalato esplosioni all'interno della città e un attacco al vicino aeroporto Maykop si trova a circa 290 chilometri (180 miglia) dall'Ucraina e a circa 450 chilometri (280 miglia) dal territorio controllato dall'Ucraina nella provincia di Zaporizhia. Lo riporta Kyiv Independent. Nel frattempo, secondo quanto riportato dal canale Telegram ExileNova+, le sirene antiaeree sarebbero suonate nell'oblast' di Tula, nella Russia occidentale, a causa della minaccia di un attacco missilistico balistico. L'esercito ucraino non ha ancora commentato l'attacco.
Macron: “A gennaio incontro dei Volenterosi a Parigi per gli aiuti all'Ucraina”
A inizio gennaio i Volenterosi si riuniranno a Parigi per definire i contributi concreti da fornire all'Ucraina. Lo ha annunciato il presidente francese Emmanuel Macron su X.
"Insieme ad altri leader europei - ha scritto Macron - ho partecipato a uno scambio di opinioni con i presidenti Zelensky e Trump. Ho poi parlato con il presidente Zelensky. Stiamo facendo progressi sulle garanzie di sicurezza che saranno fondamentali per costruire una pace giusta e duratura.
All'inizio di gennaio riuniremo a Parigi i paesi della Coalizione dei volenterosi per definire i contributi concreti di ciascun paese".
Il menu del bilaterale a Mar-A-Lago: brodo di pollo, bistecche con patatine fritte e torta al cioccolato "Trump"
A Mar-a-Lago, durante il pranzo di lavoro tra le delegazioni di Donald Trump e Volodymyr Zelensky, è stato servito un menù a base di brodo di pollo, bistecche con patatine fritte e torta al cioccolato "Trump". Lo riferiscono i media ucraini.
Zelensky: “L’Ucraina è pronta per la pace, incontro tra team Kiev-Usa la prossima settimana”
Dopo l'incontro a Mar-a-Lago, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ringraziato su X Donald Trump e ha annunciato che i team ucraino e americano "si incontreranno già la prossima settimana per finalizzare tutte le questioni discusse" e che "Trump ospiterà i leader ucraini ed europei a Washington a gennaio". "Abbiamo avuto una discussione approfondita su tutti i temi e apprezziamo molto i progressi compiuti dai team americano e ucraino nelle ultime settimane. Un ringraziamento speciale a Steve Witkoff e Jared Kushner per il loro impegno e la loro piena dedizione, nonché al nostro team, in primis a Rustem Umerov e Andrii Hnatov. Abbiamo discusso tutti gli aspetti del quadro di pace e ottenuto risultati significativi. Abbiamo anche discusso la sequenza delle azioni future. Abbiamo concordato che le garanzie di sicurezza sono fondamentali per raggiungere una pace duratura e che i nostri team continueranno a lavorare su tutti gli aspetti", ha scritto.
Von der Leyen: “Progressi significativi”
"Abbiamo avuto una proficua conversazione telefonica di un'ora con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e diversi leader europei per discutere del loro incontro odierno sui negoziati di pace. Sono stati compiuti progressi significativi, che abbiamo accolto con favore. L'Europa è pronta a continuare a collaborare con l'Ucraina e i nostri partner statunitensi per consolidare tali progressi. Fondamentale per questo sforzo è disporre di garanzie di sicurezza incondizionate sin dal primo giorno". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen.