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Guerra Ucraina - Russia, news del 30 dicembre. Blackout a Mosca, fino a 600mila persone senza luce

Guerra Ucraina - Russia, news del 30 dicembre. Blackout a Mosca, fino a 600mila persone senza luce
Zelensky: “L'Ucraina non può vincere senza il supporto degli Usa. Finita la guerra mi riposerò”. E poi annuncia: “Riunione dei volenterosi il 6 gennaio in Francia”. Bbc: “Fino a 350mila militari russi morti in 10 mesi, il 40% in più rispetto al 2024”
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"Non mi è piaciuto l'attacco ucraino di cui ho sentito, me lo ha detto Putin, mi sono arrabbiato". Così ha parlato Donald Trump, dopo le accuse rivolte da Mosca a Kiev sull’attacco con 91 droni alla residenza del capo del Cremlino, sottolineando che non è il momento di attaccare la casa di Putin. "Una cosa è essere all'offensiva, un'altra cosa è attaccare la sua casa. Non va bene, non è il momento giusto", ha spiegato Trump.

Blackout a Mosca durante un attacco con droni, fino a 600mila persone al buio

Diverse aree della regione di Mosca sono rimaste senza elettricità in serata, in concomitanza con un attacco di droni di Kiev: lo indicano media russi, ripresi anche da fonti ucraine. La testata Meduza riferisce di blackout avvenuti nelle aree di Ramenskoye, Zhukovsky e Lytkarino, aggiungendo che non è chiaro quanti utenti di preciso siano rimasti senza corrente. The Moscow Times parla di almeno 120.000 persone interessate a Ramenskoye, mentre l'agenzia ucraina Ukrinform, citando video circolati su media russi, ha indicato su X che i disagi riguarderebbero circa 600.000 persone. La compagnia elettrica Rosseti ha fatto sapere di essere al lavoro per ripristinare il servizio, "a seguito di uno spegnimento automatico in una sottostazione ad alta tensione". Il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass, ha reso noto che tra le 20 e le 23 ora di Mosca sono stati "intercettati e distrutti" 27 droni ucraini in volo su varie regione russe, tra cui quella della capitale e quelle di Kaluga, Belgorod, Kursk e Tula.

La Lituania prepara misure per distruggere i ponti in caso di invasione

Le forze armate lituane hanno iniziato l'installazione dei dispositivi ingegneristici per far brillare i ponti al confine tra la Lituania e la Bielorussia in caso di invasione armata. Nei pressi del confine saranno inoltre costruite strutture per lo stoccaggio di barriere mobili per contrastare l'avanzata delle forze armate nemiche. Le misure rientrano nel pacchetto di misure di contromobilità approvate dal ministero della Difesa lituano lo scorso luglio per il rafforzamento del confine orientale dell'Unione europea

Usa: “Indagheremo a fondo sul presunto attacco a Putin”

Il rappresentante di Washington presso le Nazioni Unite, Matthew Whitaker, ha assicurato che gli Usa "analizzeranno a fondo le informazioni di intelligence" riguardanti il presunto attacco ucraino alla dacia del presidente russo, Vladimir Putin, a Valdai. Il diplomatico, intervistato da Fox News, ha affermato che una simile iniziativa da parte di Kiev sarebbe "sconsiderata" e "non aiuterebbe". Il tentativo di colpire la residenza di Putin con un drone era stato denunciato dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, e bollato come una "bufala" dal presidente ucraino, Volodymyr Zelensky

Russia: “Abbattuti 21 droni ucraini nella regione di Mosca”

I sistemi di difesa aerea e guerra elettronica hanno abbattuto e soppresso 21 droni in sette comuni della regione di Mosca. Lo ha riferito il governatore Andrei Vorobyov, scrive Ria Novosti. "Oggi, le forze di difesa aerea e i sistemi di guerra elettronica hanno abbattuto e soppresso 21 droni nella regione di Mosca, in sette comuni: i distretti di Ruzsky, Volokolamsky, Odintsovsky, Mozhaisk e Naro-Fominsky, nonché a Istra e Chekhov. Il sistema di difesa aerea continua a funzionare", ha scritto su Telegram

Zelensky: “La Russia vuole isolare la regione di Odessa”

La Russia sta cercando di isolare la regione di Odessa dal resto dell'Ucraina, prendendo di mira le infrastrutture. Lo ha affermato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, durante un colloquio con i giornalisti, rispondendo a chi gli chiedeva se avesse sollevato la questione dei recenti attacchi nella regione di Odessa nei colloqui con gli Stati Uniti, se ci fosse una comprensione della strategia russa dietro questi attacchi e come questi ultimi influenzino l'economia ucraina. "Per quanto riguarda i russi - ha detto Zelensky - vogliono certamente isolare Odessa e altre città" dal resto dell'Ucraina, "attraverso attacchi alle infrastrutture. Stanno colpendo le infrastrutture portuali, perché stanno colpendo e uccidendo sia le persone che l'economia, riducendo la nostra capacità di esportazione attraverso il corridoio marittimo. Ci stiamo riprendendo, siamo in grado di farlo e stiamo facendo tutto il più rapidamente possibile. Tutto questo è estremamente importante per noi", ha affermato. Zelensky ha osservato che un'altra parte della sua conversazione con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump si è concentrata sull'urgente necessità dell'Ucraina di sistemi di difesa aerea, inclusi i missili Nasams. "Non voglio parlare pubblicamente della nostra situazione attuale - ha spiegato - ma l'ho mostrata alla parte americana. Il segretario di Stato Marco Rubio era presente, così come il segretario alla Difesa Pete Hegseth, e ho mostrato loro tutto"

Zelensky: “Ho preso una decisione sul sostituto di Yermak”

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha affermato di aver deciso chi sostituirà il capo del suo staff, Andriy Yermak, costretto alle dimissioni perché coinvolto nei casi di corruzione che hanno travolto le autorità di Kiev. "Ho preso una decisione, l'informazione sarà diffusa un pò più tardi", ha detto Zelensky in conferenza stampa, riporta Ukrinform

Zelensky: “Attacco alla dacia di Putin bufala, turbato dalle condanne”

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha ribadito che l'attacco alla residenza del presidente russo, Vladimir Putin, a Valdai è "una bufala" e si è detto "turbato" dalle condanne di alcune cancellerie a un'operazione "mai avvenuta". In conferenza stampa, riporta Ukrinform, Zelensky ha sostenuto che Mosca ha messo in giro questa "notizia falsa" in reazione agli "incontri molto positivi" avvenuti in Usa, "in particolare con il presidente Trump".
"Quel che, a dire il vero, causa turbamento e sensazioni spiacevoli è che i rappresentanti di alcuni Paesi, come l'India o gli Emirati Arabi Uniti, hanno condannato quelli che hanno definito i nostri attacchi con droni alla residenza di Putin, attacchi che non hanno avuto luogo", ha aggiunto Zelensky. Il presidente ucraino ha quindi rimproverato a Nuova Delhi e ad Abu Dhabi di non aver espresso in passato condanna per gli attacchi, reali, delle forze di Mosca contro obiettivi governativi ucraini

Cremlino: “Domani a mezzanotte messaggio di Putin per il nuovo anno”

Domani alla mezzanotte di Mosca Vladimir Putin rivolgerà ai russi, come da tradizione, gli auguri di buon anno nuovo: è quanto reso noto dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, citato dalla Tass. "Come sempre, il presidente augurerà ai russi un Buon Anno a mezzanotte", ha detto ai giornalisti

Zelensky: “Pronto a un incontro con Putin in qualsiasi formato”

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha dichiarato in conferenza stampa di essere pronto a un incontro con l'omologo russo, Vladimir Putin, in qualsiasi formato. Lo riporta Ukrinform. "Crediamo che a gennaio ci sia l'opportunità di un incontro congiunto tra i leader di Europa, Stati Uniti e Ucraina. E abbiamo sollevato la questione di un incontro con i russi", ha detto Zelensky, "ho detto al presidente Trump e ai leader europei, e lo confermo di nuovo ora: sono pronto a qualsiasi formato di incontro con Putin. Non ho paura di nessun formato del nostro incontro. La cosa principale è che i russi non abbiano paura"

Zelensky: “Parte dei documenti del processo di pace pronti già a gennaio”

Alcuni documenti relativi al processo di pace in Ucraina saranno pronti per essere firmati già a gennaio. Lo ha dichiarato in conferenza stampa il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, riporta Ukrinform. "Ci sono documenti che saranno sicuramente pronti per la firma a gennaio. Ciò dipenderà dalle capacità e dalla volontà delle parti di firmarli", ha affermato Zelensky, chiarendo che il sesto documento attualmente in fase di negoziazione è un piano graduale per l'attuazione dell'accordo di pace e delle garanzie di sicurezza. "Dei sei documenti, come ho detto, il sesto documento è esattamente il piano che proponiamo per la discussione", ha detto il presidente ucraino. Dopo i colloqui a Berlino del 16 dicembre, Zelensky aveva spiegato che sono stati discussi cinque documenti relativi al processo di pace: alcuni di essi riguardano le garanzie di sicurezza, altri affrontano la ripresa postbellica

Russia, restrizioni alle missioni delle ambasciate: convocati rappresentanti baltici

Il ministero degli Esteri russo ha convocato gli incaricati d'affari di Lettonia, Lituania ed Estonia per protestare contro la decisione di imporre restrizioni alle missioni diplomatiche russe in questi Paesi. Mosca, si legge in una nota, "ha presentato una ferma protesta contro l'attuazione, da parte delle autorità ostili di questi Paesi, di regolamenti sulle attività amministrative delle ambasciate di Riga, Vilnius e Tallinn". Il Ministero degli Esteri russo ha avvertito i diplomatici degli Stati baltici che "i requisiti illegali implementati ostacoleranno significativamente il lavoro delle missioni diplomatiche all'estero, violando gravemente l'articolo 25 della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche del 1961". Queste leggi, ha sottolineato il ministero, "obbligano Lettonia, Lituania ed Estonia, in qualità di Paesi ospitanti, a garantire alle missioni diplomatiche ogni opportunità per svolgere le loro funzioni". "La natura discriminatoria di queste misure contraddice anche l'articolo 47, paragrafo 1, della Convenzione di Vienna, che vieta le politiche discriminatorie da parte dello Stato ospitante", ha aggiunto il comunicato. Mosca ha avvertito i rappresentanti degli Stati baltici che la Russia si riserva il diritto di adottare misure di ritorsione appropriate

Zelensky conferma i colloqui sul dispiegamento Usa

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha confermato di aver parlato con il presidente degli Stati Uniti Donald Trump del possibile dispiegamento di truppe americane in Ucraina, ma ha sottolineato che una decisione del genere dipenderebbe esclusivamente dal leader statunitense. A un cronista che gli chiedeva se, nell'ambito delle garanzie di sicurezza, gli Stati Uniti intendano dispiegare le proprie truppe in Ucraina, lungo la linea di demarcazione o al confine, Zelensky ha risposto che, "a dire il vero, questo può essere confermato solo dal presidente degli Stati Uniti d'America. Si tratta di truppe statunitensi, e quindi è l'America a prendere queste decisioni. Naturalmente, ne stiamo discutendo sia con il presidente Trump che con i rappresentanti della Coalizione dei Volenterosi". Ha aggiunto che l'Ucraina vorrebbe vedere truppe statunitensi sul proprio territorio come garanzia di sicurezza. Secondo Zelensky, questa sarebbe una posizione forte in termini di garanzie di sicurezza. Il presidente Trump ha affermato che sono stati compiuti molti progressi nei colloqui per porre fine alla guerra dopo il suo incontro con il presidente ucraino, avvenuto domenica 29 dicembre nella residenza di Mar-a-Lago, nello Stato della Florida

Tusk fiducioso: “La pace non è lontana”

Il primo ministro polacco, Donald Tusk ha espresso fiducia nella prospettiva di un cessate il fuoco in Ucraina "nelle prossime settimane". "La pace non è lontana. Stiamo parlando delle prossime settimane, non dei prossimi mesi o anni", ha affermato Tusk, citato dai media polacchi, dopo i colloqui in videoconferenza tra i rappresentanti dei governi europei, il premier canadese Mark Carney e il segretario Generale della Nato, Mark Rutte. Tusk ha sottolineato che le garanzie di sicurezza da fornire a Kiev oggi "includono la presenza di forze statunitensi, ad esempio, al confine o sulla linea di contatto tra Ucraina e Russia", un elemento menzionato "per la prima volta in modo così chiaro". "E' necessario un approccio globale alle questioni territoriali", ha detto ancora il capo dell'esecutivo di Varsavia, "sarà necessario un referendum, in cui il popolo ucraino possa esprimere la propria volontà"

Spiegel: “I leader europei cauti sulle reali intenzioni di Trump”

C'è scetticismo e cautela tra i capi di Stato e di governo europei rispetto alle intenzioni di Donald Trump a proposito dell'Ucraina: lo riferisce il settimanale tedesco Spiegel, che ha letto una trascrizione in lingua inglese di una videoconferenza tra gli europei e Zelensky prima del suo incontro con il presidente americano, domenica scorsa in Florida. Il cancelliere Merz, che ha organizzato la videoconferenza, avrebbe affermato che era importante per Zelensky trovare il modo di coordinarsi con gli Stati Uniti su concessioni territoriali, garanzie di sicurezza e ricostruzione. Merz avrebbe quindi chiesto al presidente ucraino di non "andare troppo oltre" e allo stesso tempo di essere "cauto". Sempre secondo lo Spiegel, il presidente francese Emanuel Macron avrebbe esortato gli europei ad accelerare i lavori sulle garanzie di sicurezza e a finalizzare la loro partecipazione il più rapidamente possibile. Mentre la premier italiana Giorgia Meloni, Macron e Merz avrebbero invitato Zelensky a chiedere a Trump cosa farebbe se la Russia fosse contraria al piano di pace negoziato dagli europei e dall'Ucraina insieme agli americani nelle ultime settimane. Il settimanale tedesco ricorda che, dopo l'incontro Trump-Zelensky, gli europei hanno elogiato i significativi progressi compiuti. E tuttavia questa nuova trascrizione dei colloqui rivela che sono più scettici di quanto ammettano pubblicamente

Parigi: “Da Mosca nessuna prova dell’attacco alla dacia di Putin”

Le affermazioni del Cremlino secondo cui l'Ucraina avrebbe attaccato una residenza di Vladimir Putin non si basano su "alcuna prova solida" e costituiscono "di per sè un atto di sfida all'agenda di pace" del presidente statunitense Donald Trump. Lo ha richiarato una fonte nell'entourage del presidente francese Emmanuel Macron. "Non ci sono prove concrete a sostegno delle gravi accuse delle autorità russe, nemmeno dopo aver incrociato le informazioni con i nostri partner", ha detto la fonte. "Le autorità russe stesse dicono tutto e il contrario di tutto su ciò che è realmente accaduto", è stato sottolineato

Mosca: “Missili Oreshnik trasferiti in Bielorussia”

I missili Oreshnik russi con capacità nucleare sono entrati in servizio attivo in Bielorussia, alleato di Mosca che, oltre che con la Russia, condivide anche un confine con i paesi della Nato, Polonia, Lituania e Lettonia. Lo ha reso noto Mosca attraverso la diffusione di un video. Putin ha affermato che le armi sono impossibili da intercettare perché la velocità dei missili è presumibilmente 10 volte superiore a quella del suono. Il trasferimento in Bielorussia potrebbe consentire ai missili nucleari russi di raggiungere più rapidamente obiettivi europei. I missili intermedi hanno una gittata di circa 5.500 km, il che significa che potrebbero colpire qualsiasi punto dell'Europa o della costa occidentale degli Stati Uniti dalla Russia. Il video diffuso dai ministeri della Difesa russo e bielorusso non specifica dove verranno posizionati i sistemi missilistici in Bielorussia, ma mostra che vengono trasportati nelle foreste e mimetizzati con delle reti. "La divisione missilistica Oreshnik ha iniziato a svolgere compiti di combattimento in aree designate del Paese", ha affermato il ministero della Difesa della Bielorussia

Zelensky annuncia: “Riunione dei volenterosi in Francia il 6 gennaio”

Volodymyr Zelensky ha annunciato la convocazione di due nuovi incontri della Coalizione dei Volenterosi, in programma il 3 gennaio in Ucraina e il 6 gennaio in Francia, quest'ultimo "a livello di leader" e definito dal presidente ucraino "necessario". L'annuncio è stato fatto su X al termine di un colloquio con il capo negoziatore ucraino Rustem Umerov. "Sono grato al team del presidente Trump per la disponibilità a partecipare a tutte le forme di cooperazione efficaci", ha scritto Zelensky, aggiungendo che "oggi i nostri team sono stati in contatto"

Kiev: “Delusi dalla preoccupazione di Modi per un attacco mai avvenuto”

Dura risposta di Kiev al premier indiano Narendra Modi, accusato di aver avallato le accuse russe su un presunto attacco alla residenza del presidente Vladimir Putin, dopo aver espresso "profonda preoccupazione" per l'episodio. L'Ucraina ha smentito con decisione le affermazioni di Mosca, secondo cui droni ucraini avrebbero colpito la casa del leader del Cremlino, e ha espresso "delusione e preoccupazione" per le dichiarazioni di Modi, così come per quelle di esponenti di Pakistan ed Emirati Arabi Uniti, che hanno condannato un attacco che, secondo Kiev, "non è mai avvenuto". "È passato quasi un giorno e la Russia non ha fornito alcuna prova plausibile delle sue accuse. E non lo farà, perché non esistono. Non è avvenuto alcun attacco alla residenza di Putin", ha scritto su X il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, criticando le prese di posizione di Nuova Delhi, Islamabad e Abu Dhabi. Ieri il capo della diplomazia russa Sergei Lavrov aveva sostenuto che 91 droni ucraini erano stati lanciati contro la residenza ufficiale di Putin nella regione di Novgorod, tra Mosca e San Pietroburgo, affermando che il sistema di difesa aerea russo li aveva abbattuti.

Kiev: “Due navi civili attaccate dai russi al porto di Odessa”

Le forze russe hanno bombardato con droni due navi per il trasporto di grano in entrata nel porto di Odessa. Lo riporta Ukrinform. Diversi civili sono rimasti feriti. A essere colpite sono state le navi Emmakris III e la Capitano Karam. Dura la reazione della Marina di Kiev: "Gli attacchi contro i porti sono una minaccia per la vita dei cittadini e minano la sicurezza alimentare globale, sono un crimine di guerra deliberato. La Federazione Russa è un paese terrorista", si legge in una nota.

Lavrov: “L'Europa sostiene Kiev per prepararsi ad aggredirci”

Il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, è tornato a puntare il dito contro l'Europa: se sostiene l'Ucraina è solo perchè è utile in vista di una nuova aggressione contro la Russia. "Non c'è dubbio che l'obiettivo principale di Bruxelles, Berlino, Parigi, Londra sia preservare il regime così che sopravviva e continuare a controllare alcuni territori, dove - contrariamente a tutte le norme del diritto internazionale - la lingua russa e i media in lingua russa sono legalmente vietati, dove l'Ortodossia è perseguitata, i monumenti della storia e della cultura russa vengono demoliti, l'ideologia e le pratiche naziste vengono coltivate, gli oppositori e solo dissidenti", ha detto il ministro a quanto riferisce la Tass. E' così che "i russofobi europei mettono in atto i loro piani per preparare una nuova aggressione contro il nostro paese", ha assicurato.

(reuters)

Il premier polacco: “Possibile presenza di truppe Usa come garanzia di sicurezza”

Il premier polacco Donald Tusk ha indicato come un possibile punto di svolta nei negoziati per la fine della guerra in Ucraina l'apertura degli Stati Uniti a partecipare alle garanzie di sicurezza per Kiev, inclusa l'eventuale presenza di truppe americane sul terreno. Aprendo la riunione di governo, Tusk ha affermato che i leader internazionali hanno valutato i risultati di una prima fase di contatti, sottolineando che "la pace è all'orizzonte", pur restando al momento una prospettiva e non una certezza. A suo giudizio, l'elemento più rilevante emerso è stata "la dichiarazione americana sulla possibile partecipazione degli Stati Uniti alle garanzie di sicurezza per l'Ucraina". Il premier ha spiegato che, in caso di accordo di pace, Washington potrebbe schierare propri militari lungo la linea di contatto tra Ucraina e Russia con il compito di vigilare sul rispetto del cessate il fuoco. "È la prima volta che emergono dichiarazioni di questo tipo. Vedremo quanto coerenti saranno i nostri partner d'oltreoceano", ha aggiunto. Secondo Tusk, un simile scenario richiederebbe da parte di Kiev un approccio di compromesso sulle questioni territoriali. Ha elogiato in questo senso l'atteggiamento del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, ricordando che eventuali concessioni dovrebbero essere approvate tramite referendum. "Il popolo ucraino dovrebbe esprimere il proprio consenso, che potrebbe arrivare solo in presenza di garanzie di sicurezza reali e credibili dopo la pace", ha sottolineato. Il premier polacco ha definito il processo "una sfida enorme", ribadendo tuttavia che per la prima volta dall'inizio della guerra su larga scala si intravede una concreta possibilità di soluzione negoziata. Tusk ha infine evidenziato che una fine del conflitto sarebbe "estremamente positiva" per la sicurezza della Polonia e ha sottolineato l'importanza di un pieno coordinamento tra governo e presidenza sulle decisioni relative all'Ucraina, definendolo "cruciale per la sicurezza nazionale".

Ucraina, ordinata l’evacuazione di diversi villaggi nel nord del Paese

L'Ucraina ha ordinato l'evacuazione di oltre una dozzina di villaggi nel nord del Paese. "Il Consiglio di Difesa ha deciso di evacuare 14 villaggi di confine dove vivono ancora 300 persone", ha dichiarato Vyacheslav Chaus, capo dell'amministrazione regionale di Chernihiv. Ha aggiunto che "la zona di confine viene bombardata ogni giorno". La regione, al confine con la Bielorussia, è sotto attacco quotidiano da parte dell'esercito russo. La regione di Chernihiv, occupata brevemente poco dopo l'invasione russa, è stata nuovamente bersaglio di crescenti attacchi russi negli ultimi mesi. Anche gli impianti energetici sono stati colpiti.

Costa (Ue): “Grazie a Merz per la riunione su Kiev, siamo uniti”

"Grazie al cancelliere Merz per aver convocato una riunione di coordinamento dei leader per valutare gli ultimi sviluppi nei colloqui di pace in Ucraina. Siamo uniti nella nostra determinazione a intensificare gli sforzi verso una pace giusta e sostenibile". Lo scrive su X il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa.

Il premier polacco Tusk: “Pace ora all'orizzonte ma non certa al 100%”

"La pace è all'orizzonte". Lo ha detto il primo ministro polacco Donald Tusk durante una riunione di governo al termine dei colloqui sull'Ucraina con i leader europei, come riporta Sky News. "Non c'è dubbio che siano accaduti eventi che danno motivo di sperare che questa guerra possa finire, e abbastanza rapidamente. Ma è pur sempre una speranza, ben lungi dall'essere certa al 100%", ha spiegato Tusk.

(reuters)

Von der Leyen: “Adesione all'Ue è vantaggio per Kiev e per l'Europa”

"Ho avuto un proficuo colloquio con i leader europei sul nostro sostegno all'Ucraina, alla sua sicurezza e alla ricostruzione del paese. In definitiva, la prosperità di uno Stato ucraino libero risiede nell'adesione all'Ue. Si tratta anche di una garanzia fondamentale per la sicurezza. L'adesione non avvantaggia solo i Paesi che entrano a far parte dell'Unione: come dimostrano le successive ondate di allargamento, ne beneficia l'intera Europa". Lo scrive su X la presidente della Commissione Ursula von der Leyen.

Il cancelliere tedesco Merz: “Serve trasparenza e onestà da parte di tutti, compresa Mosca”

"Oggi abbiamo un altro round di coordinamento con i nostri partner europei e canadesi nel Formato di Berlino. Stiamo portando avanti il processo di pace. Ora abbiamo bisogno di trasparenza e onestà da parte di tutti, compresa la Russia". Lo ha scritto in un messaggio su X il cancelliere tedesco, Friedrich Merz.

Cremlino contro Zelensky: “Folle negare l’attacco alla residenza di Putin”

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto le affermazioni secondo cui non ci sarebbe stato un massiccio raid con droni sulla residenza di Vladimir Putin a Novgorod. Il presidente ucraino Volodymyr "Zelensky sta cercando di negarlo e molti media occidentali, facendo il gioco del regime di Kiev, hanno iniziato a insistere sull'affermazione che non sia accaduto nulla. Ma questa è un'affermazione totalmente folle," ha detto Peskov ai giornalisti. Al contrario, c'è stata "una grande incursione di droni che sono stati abbattuti e neutralizzati grazie al lavoro della difesa aerea", ha insistito. Ma Peskov non ha voluto dire se sia possibile mostrare prove come i rottami dei droni abbattuti: "E' tema che deve commentare il nostro esercito", ha detto.

Cremlino: “L’attacco alla villa del presidente colpisce sia Putin sia Trump”

Il tentato attacco alla residenza di stato russa nella regione di Novgorod colpisce secondo il Cremlino sia il presidente russo Vladimir Putin sia il presidente statunitense Donald Trump e i suoi tentativi di una risoluzione pacifica del conflitto in Ucraina. L'azione "prende di mira il presidente Putin personalmente e vorrei ricordare il discorso di Natale di (Volodymyr) Zelensky e i suoi commenti su Putin," ha detto il portavoce Dmitry Peskov ai giornalisti. "Prende anche di mira Trump e mira a ostacolare gli sforzi del presidente Trump per una risoluzione pacifica del conflitto ucraino," ha aggiunto.

Oggi dalle 11 riunione dei leader europei sull’Ucraina

I leader europei si riuniscono oggi dalle 11 ora italiana per discutere della guerra in Ucraina. Lo ha annunciato un portavoce del governo polacco. "Alle 11, il primo ministro Donald Tusk parteciperà a un'altra conversazione tra i leader europei sul tema dell'Ucraina", ha scritto il portavoce del governo Adam Szlapka su X.

Cremlino: “Residenza presidenziale attaccata per far deragliare i negoziati”

"Questo è un atto di terrorismo volto a far deragliare il processo negoziale", ha detto il portavoce Dmitry Peskov ai giornalisti riferendosi al presunto lancio di droni ucraini contro la residenza di Putin nel Novgorod.

Kiev: “La Russia non ha fornito prove dell’attacco alla residenza di Putin”

La Russia non ha fornito "prove plausibili" a sostegno delle dichiarazioni del ministro degli Esteri Sergei Lavrov secondo il quale l'Ucraina avrebbe lanciato un attacco con droni su larga scala contro una delle abitazioni del presidente Vladimir Putin. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiha in un post su X. "E' passato quasi un giorno e la Russia non ha ancora fornito alcuna prova plausibile alle sue accuse di presunto 'attacco alla residenza di Putin' da parte dell'Ucraina. E non lo farà. Perché non ce n'è. Nessun attacco del genere è mai avvenuto", ha dichiarato Sybiha.


Cremlino: “Militari sanno come e quando rispondere a Kiev”

Il Cremlino ha confermato l'intenzione di compiere una rappresaglia dopo il denunciato tentativo ucraino di attaccare la residenza del presidente Vladimir Putrin a Novgorod. "I nostri militari sanno con cosa rispondere, come e quando", ha chiarito il portavoce Dmitry Peskov.

Cremlino: “Dopo i droni sulla residenza di Putin irrigidiremo la nostra posizione nei negoziati”

La Russia irrigidirà le proprie posizioni ai colloqui sull'Ucraina dopo il denunciato attacco a una residenza del presidente Vladimir Putin. Lo ha confermato il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov.

Bbc: “Fino a 350mila militari russi morti in 10 mesi, il 40% in più rispetto al 2024”

Negli ultimi 10 mesi, le perdite russe nella guerra con l'Ucraina sono aumentate più rapidamente che in qualsiasi altro momento dall'inizio dell'invasione su larga scala del 24 febbraio 2022, secondo un'analisi della Bbc, che conteggia la cifra relativa al periodo analizzato in circa 160.000 soldati morti confermati. Ma tenuto conto che le stime degli esperti sono superiori di circa il 50% rispetto ai decessi verificati, ricorda l'emittente britannica, il totale stimato dei soldati russi deceduti in questi dieci mesi si collocherebbe in una forbice fra i 243.000 e i 352.000: più o meno in linea con i calcoli della Nato, sebbene l'elenco della Bbc non includa i caduti in servizio nelle milizie di due regioni occupate nell'Ucraina orientale, stimati tra 21.000 e 23.500 combattenti.
Nelle cifre pubblicate giornalmente dalle forze armate ucraine, i russi dal febbraio 2022 avrebbero registrato 1 milione e quasi 207mila perdite, nel bollettino aggiornato ad oggi, ma quella cifra non solo somma, senza distinguere, i militari russi uccisi e quelli feriti o comunque fuori combattimento e non ha reali conferme. Bbc News Russian conta le perdite russe in guerra insieme all'emittente indipendente Mediazona e a un gruppo di volontari dal febbraio 2022 e afferma di mantenere un elenco di nomi reali, le cui morti sono stati in grado di confermare utilizzando rapporti ufficiali, giornali, social media e nuovi memoriali e anche tombe. "Con l'intensificarsi degli sforzi di pace nel 2025 sotto la pressione dell'amministrazione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, sono stati pubblicati su fonti russe il 40% in più di necrologi rispetto all'anno precedente”.
Secondo il vice capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale Dmitry Medvedev, entro ottobre 2018 si erano arruolate 336.000 persone, ben oltre 30.000 al mese. Il Segretario Generale della Nato Mark Rutte ha affermato che ogni mese vengono uccisi 25.000 soldati russi. Se entrambi i dati hanno ragione, la Russia continua a reclutare più soldati di quanti ne perda.
Quanto al campo ucraino, che di solito non fornisce cifre sulle proprie perdite, lo scorso febbraio Volodymyr Zelensky ha stimato il le perdite sul campo di battaglia in 46.000 e 380.000 feriti. Decine di migliaia di altri sono dispersi in azione o tenuti prigionieri, ha aggiunto Zelensky. "Sulla base di altre stime e dati incrociati, riteniamo che il numero di ucraini uccisi finora sia pari a circa 140.000", scrive Bbc.

Bielorussia, Lukashenko concede la grazia a 22 persone

In vista del nuovo anno, il presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, ha firmato un decreto di grazia per 22 persone. Lo ha riferito l'ufficio stampa presidenziale, citato dall'agenzia di stampa russa Interfax. "Di queste persone, 20 sono state condannate per crimini di matrice estremista. Tra i graziati, 15 sono donne e 7 uomini; 11 di loro hanno figli minorenni", si legge nel comunicato. Tutti, secondo l'agenzia, in precedenza avevano presentato una petizione al capo dello Stato. Alexander Lukashenko ha iniziato a rilasciare regolarmente detenuti per reati di natura politica a metà del 2024. Alcune settimane fa, sono state rilasciate più di cento persone, tra cui una delle leader delle proteste del 2020, Maria Kolesnikova, e il premio Nobel per la pace e attivista per i diritti umani Ales Bialiatski.

(agf)

Medvedev: “Zelensky vuole la morte di tutti i russi”

Il vicepresidente del Consiglio di Sicurezza russo Dmitry Medvedev ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di volere la morte non di "una singola persona", ma di "tutti i russi". In un messaggio su Telgram, Medvedev, come riporta Tass, ha affermato che l'ultimo anno è stato complesso ma decisivo, sostenendo che le forze armate russe continuano a colpire efficacemente il nemico. Ha inoltre dichiarato che l'economia russa non è crollata nel 2025, contrariamente alle previsioni occidentali, e che il rublo si è rafforzato. Secondo Medvedev, questi sviluppi confermerebbero l'"inevitabilità" della vittoria russa, definita come il risultato più importante dell'anno.

Mosca: “Il sistema missilistico russo Oreshnik è operativo in Bielorussia”

Il sistema missilistico Oreshnik è entrato formalmente in servizio in Bielorussia. Lo ha riferito il ministero della Difesa russo. "Si è tenuta nella Repubblica di Bielorussia una cerimonia di inizio del servizio di combattimento per un'unità equipaggiata con il sistema missilistico mobile terrestre Oreshnik. Durante il rituale militare del cambio di turno, è stata issata la bandiera delle forze missilistiche strategiche", ha dichiarato il ministero in una nota, citata dall'agenzia Tass. "Tutte le condizioni per l'impiego operativo e per l'alloggio del personale militare russo sono state create in anticipo nella Repubblica di Bielorussia", ha affermato il ministero russo.

Kiev: “Due civili uccisi e due feriti in attacchi russi su Kherson”

Nella regione di Kherson, due persone sono morte e altre due, tra cui un bambino, sono rimaste ferite a seguito dagli attacchi russi nelle ultime 24 ore. Come riporta Ukrinform, lo ha riferito su Telegram il capo dell'amministrazione statale regionale, Oleksandr Prokudin. Secondo le informazioni, numerosi villaggi sono stati colpiti da droni, attacchi aerei e artiglieria bombardamenti. Sono rimasti danneggiati quattro abitazioni private, un negozio e un'auto privata.

Mosca, dopo gli accordi di Istanbul rimpatriati 2.300 militari russi e 2.400 ucraini

Il viceministro degli Esteri russo Mikhail Galuzin ha riferito che a seguito degli accordi raggiunti a Istanbul nel 2025, "circa 2.300 nostri soldati e circa 170 civili sono stati rimpatriati in Russia". Lo ha dichiarato in un'intervista al quotidiano Izvestia. "Per quanto riguarda la parte ucraina, circa 2.400 militari e circa 170 civili sono stati rimpatriati", ha aggiunto il viceministro.

Esplosioni nelle città ucraine di Zaporizhzhia e Odessa

Un impianto industriale è stato danneggiato da esplosioni stanotte a Zaporizhzhia, rendono noto le autorità russe insediatesi in parte della città ucraina citate dall'agenzia di stampa Tass. Un'esplosione è stata segnalata anche a Odessa, secondo media locali. Nelle due regioni era scattato l'allarme antiaereo.

Zelensky: “Non voglio parlare con Putin, è il nemico”

Volodymyr Zelensky non ha alcuna intenzione di parlare con Vladimir Putin "perché lui è il nemico", ma se ne avesse l'opportunità gli chiederebbe perché ha iniziato una guerra cercando di sottrarre all'Ucraina i suoi territori. Lo ha detto il presidente ucraino in un'intervista con Fox News durante la quale ha anche ribadito di "non avere alcuna fiducia" nel presidente russo e di volere per questo garanzie che, una volta finita la guerra, "non tornerà ad attaccare" il suo Paese.

Zelensky: “Trump continui a premere su Putin”

Vladimir Putin non sa "cosa aspettarsi dal domani" e questo lo rende più suscettibile alle pressioni, come quelle esercitate dagli Stati Uniti con le sanzioni e le mosse in campo economico. Per questo è importante "che Donald Trump continui a premere" sul presidente russo e che "mostri quanto è interessato ad arrivare alla pace". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nel corso di un'intervista con Fox News.

Presidente Ucraina: “Preoccupato da corruzione non da indagini”

I casi di corruzione che stanno scuotendo l'esecutivo ucraino "preoccupano" Volodymyr Zelensky, ma "nulla fermerà il lavoro delle agenzie anticorruzione, perché è così che funziona in una democrazia". Lo ha detto lo stesso presidente ucraino durante un'intervista con Fox News.

Zelensky: ”Dopo la guerra mi riposerò, sono stanco”

Dopo la fine della guerra Volodymyr Zelensky potrebbe lasciare la politica. Lo ha detto lo stesso presidente ucraino nel corso di un'intervista con Fox News.
"Cosa farò?" ha detto all'intervistatore che gli chiedeva dei suoi programmi dopo la fine del conflitto, "mi riposerò. Ho davvero bisogno di riposo"

Zelensky: “Industria droni opportunità per gli Usa”

L'industria ucraina dei droni in cui "oggi operano centinaia di aziende", offre opportunità di business per i capitali americani e Kiev è "pronta a condividere le tecnologie sviluppate" in quasi quattro anni di guerra contro la Russia. Lo ha detto Volodymyr Zelensky in un'intervista a Fox News.

Zelensky: “Non mi fido di Putin, non vuole davvero la pace”

"Non mi fido di Putin, non credo voglia la pace". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista a Fox News.
"Prima di tutto non parla di pace. Il suo messaggio pubblico non è sulla pace. Questo è il motivo per cui abbiamo bisogno della pressione di Donald Trump: sanzioni e dialogo", ha aggiunto il leader di Kiev.

Zelensky: “Non possiamo andarcene dai territori, ci vivono 300.000 persone”

I territori in Ucraina che la Russia vorrebbe annettere "sono il nodo principale" da sciogliere per arrivare alla pace. Lo ha detto Volodymyr Zelensky, in un'intervista a Fox News.
"Su questo le nostre opinioni sono diverse da quelle della Russia. Non da quelle degli Stati Uniti: Donald Trump sta cercando di trovare un compromesso", ha detto il presidente ucraino all'indomani dell'incontro con il tycoon. "Non possiamo semplicemente andarcene. È contro la legge e ci vivono 300.000 persone", ha aggiunto Zelensky.

Zelensky: “L'Ucraina non può vincere senza il supporto degli Usa”

"L'Ucraina non può vincere la guerra senza il supporto degli Stati Uniti". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista a Fox News. Il leader di Kiev si è detto convinto che il presidente americano Donald Trump stia lavorando a un accordo di pace.

Estonia: “La Russia dimostra di non volere la pace”

"L'incontro in Florida ha mostrato che sia l'Ucraina che gli Stati Uniti vogliono raggiungere la pace e stanno facendo sforzi per raggiungerla. L'unico che ancora non è interessato alla pace è la Russia, che non ha mostrato la minima volontà di abbandonare gli obiettivi che hanno portato all'aggressione". Lo ha detto il ministro degli Esteri estone Margus Tsahkna, nel corso di un colloquio telefonico con il suo omologo ucraino Andriy Sybiha.
"Finché la Russia non dimostrerà di essere disposta ad andare verso una pace giusta e duratura, tutti gli sforzi devono continuare a essere rivolti a sostenere l'Ucraina e a esercitare ancora più pressione sull'aggressore", ha detto ancora Tsahkna rimarcando la necessità di fornire a Kiev tutti gli strumenti militari per resistere alla spinta russa.

La Lettonia conclude l'installazione di una rete metallica al confine russo

La Lettonia ha completato la costruzione della recinzione metallica che separa il Paese dalla Federazione russa. Lo ha comunicato oggi il ministro degli Interni lettone, Rihards Kozlovskis, nel corso di una conferenza stampa. La costruzione della recinzione, che si estende lungo 283 km ed è coadiuvata da sistemi elettronici di sorveglianza, era iniziata nel 2023 nell'ambito del rafforzamento del confine orientale del Paese.
"L'opera si inserisce nel nostro processo di protezione del confine esterno dell'Unione europea: la nostra sicurezza è la sicurezza di tutta l'Ue", ha detto Kozlovskis. La costruzione di un'analoga barriera metallica lungo il confine tra la Lettonia e la Bielorussia era stata completata nel luglio del 2024.

Zelensky nega l’attacco alla dimora di Putin: “Cercano un pretesto”

"Cercano un pretesto": Zelensky nega l'attacco dei droni alla residenza di Putin. Zelensky ha respinto le affermazioni russe secondo cui i droni ucraini avrebbero preso di mira la residenza di Putin definendole "un'altra bugia", avvertendo che Mosca sta usando l'accusa come pretesto per possibili attacchi a Kiev e agli edifici governativi.

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