ROMA – «Not my face», chiede Darya. Con una mano solleva il cartello “No dittatura, no sangue”, con l’altra tira giù il berretto, ha 29 anni, studia a Roma, «ma a Teheran prima o poi ci voglio tornare, spero senza questi assassini, quindi nessuna foto al volto». Sono le loro voci tra rabbia e speranza a riempire il sit-in del Campidoglio contro la mattanza dei manifestanti in Iran. Arrivano Schle…