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La reazione dell’ex principe Andrea all’arresto: “Non potete farlo, sono figlio di Elisabetta"

La reazione dell’ex principe Andrea all’arresto: “Non potete farlo, sono figlio di Elisabetta"

Il ruolo controverso di due agenti di Scotland Yard a casa Epstein. Mentre re Carlo mette a disposizione tutti i documenti dalla Royal Family per le indagini sul fratello

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LONDRA – C’è mancato solo il fatidico “lei non sa chi sono io”. Ma l’ex principe Andrea ci è andato molto vicino. Secondo indiscrezioni ai tabloid, il disastrato fratello di re Carlo si sarebbe rivolto così ai poliziotti inglesi che giovedì scorso lo hanno clamorosamente arrestato per i suoi rapporti con Jeffrey Epstein: “Non potete farmi questo. Io sono il secondo figlio della regina Elisabetta”.

Ma le lamentele non sono servite, perché, come è noto, Andrea poi sarebbe stato trattenuto per 11 ore dalla polizia di Thames Valley nella stazione di Aylsham, nel Norfolk, prima di essere rilasciato. Anche se gli inquirenti continuano a indagare sulle mail governative riservate che avrebbe girato al pedofilo americano da inviato per il commercio, e continuano anche a setacciare e perquisire le sue attuali e vecchie residenze, incluso il Royal Lodge da 30 stanze a Windsor, dal quale è stato sfrattato da Carlo qualche settimana fa.

A proposito. Secondo il Sun, in un atto di inusuale trasparenza, il sovrano avrebbe informato la polizia di mettere a disposizione “tutti i documenti di Buckingham Palace inerenti ad Andrea, per facilitare le indagini”. Oggi il Mail on Sunday ha pubblicato in prima pagina delle email di una gola profonda che anni fa avrebbe avvertito la Royal Family, e dunque anche Carlo, di affari sospetti, se non loschi, del fratello Andrea, "che mettevano in cattiva luce il nome della famiglia”. È ci sono simili missive anche di un ex ambasciatore. Però la “Ditta”, come vengono chiamati i Windsor, non fece nulla.

La lettera del “whistleblower" venne recapitata a uno studio legale legato a Carlo e alla Royal Family. Che poi quella lettera sia davvero arrivata all’attuale monarca è ancora ignoto. In ogni caso, all’epoca (parliamo del 2019) la regina Elisabetta era ancora viva ed è oramai acclarato che la Queen proteggeva a spada tratta Andrea, decidendo praticamente tutto. Quindi Carlo, almeno per il momento, non sembra nei guai.

Indagini che restano complesse, nonostante la cooperazione attiva dell’ex primo ministro Gordon Brown, che teme come Andrea abbia usato addirittura aerei della Raf, l’aeronautica britannica, per incontrare Epstein. Anche Scotland Yard sta indagando insieme ad altri otto corpi di polizia del Regno, ma il Sunday Times lancia un’ombra sulla leggendaria “Met” della capitale: due suoi agenti avrebbero fatto da buttafuori nel 2010 a New York a una festa a casa Epstein in onore di Andrea, con decine di celebri invitati come Woody Allen. Una decisione che desta polemiche, soprattutto a casa di qualcuno allora già condannato per traffico di minori.

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