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Guerra in Iran, le news dell’11 marzo. Trump: “Dobbiamo finire il lavoro, non possiamo ancora andarcene”

Guerra in Iran, le news dell’11 marzo. Trump: “Dobbiamo finire il lavoro, non possiamo ancora andarcene”
Iran: “Preparatevi all’aumento del petrolio a 200 dollari a barile”. Colpite tre navi nello stretto di Hormuz, i Pasdaran: “Qui non passerà una goccia di petrolio Usa”. Trump: “Non credo Teheran abbia messo mine nello stretto. Non ci sono più obiettivi da colpire; la guerra finirà presto”. La fregata missilistica italiana arrivata a Cipro. Il figlio di Pezeshkian: “Mojtaba Khamenei ferito ma salvo”. Dubai, due droni vicino all’aeroporto: quattro feriti
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Tre navi sono state colpite nello stretto di Hormuz e i Pasdaran avvertono: “Non passerà nemmeno una goccia di petrolio Usa”. Poi Teheran aggiunge: “Preparatevi allaì’aumento del petrolio a 200 dollari a barile”: La fregata missilistica 'Federico Martinengo', la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell'area di Cipro, per la difesa dell'isola. Il figlio del presidente Masoud Pezeshkian ha affermato che il nuovo leader Mojtaba Khamenei è salvo nonostante sia rimasto ferito durante i raid americani-israeliani. Due droni iraniani hanno colpito l'aeroporto internazionale di Dubai, ferendo quattro persone

Punti chiave

Crosetto: “Missile colpisce base italiana a Erbil”

“Un missile ha colpito la nostra base di Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime nel personale italiano”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto lo ha scritto ad Angelo Bonelli. Il leader di Avs, ospite di Realpolitik su Rete4, lo ha letto in tv. Contattato dall'Adnkronos, il ministro conferma di aver parlato "personalmente" con il colonnello Stefano Pizzotti, comandante della base. "Stanno tutti bene", assicura Crosetto. Anche il capo di stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, si è messo in contatto con la base.

A fuoco due petroliere in acque irachene

Due petroliere straniere che trasportavano carburante iracheno sono andate a fuoco dopo un attacco nelle acque territoriali. Lo afferma all'agenzia Reuters il direttore generale della Compagnia generale irachena per i porti, Farhan al-Fartousi.
L'Iraq ha evacuato i 25 membri dell'equipaggio dalle due navi e su entrambe le navi continua a divampare l'incendio, ha aggiunto.

Trump: “Ho scelto io il nome 'Epic fury'”

"Operazione 'Epic Fury', è un bel nome? Mi diedero una lista di nomi: 'Presidente, puo' scegliere il nome che preferisce...'. Mi hanno dato circa 20 nomi e stavo quasi per addormentarmi. Non mi piaceva nessuno di loro. Poi ho visto 'Epic Fury' e ho detto: 'Mi piace quel nome. Mi piace quel nome'". Con queste parole, durante un comizio nel Kentucky, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rivelato di avere scelto personalmente la denominazione 'Epic fury' per la guerra contro l'Iran.

Trump: “Dobbiamo finire il lavoro, non possiamo andarcene”

"Dobbiamo finire il lavoro. Non possiamo andarcene". Lo afferma sulla guerra contro l'Iran il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante un comizio in Kentucky.

Usa, 30 i feriti americani gravi per attacco in Kuwait

Il bilancio dell'attacco iraniano alla base militare Usa in Kuwait è stato più grave di quanto dichiarato all'inizio del Pentagono. Oltre ai sei soldati rimasti uccisi nelle prime ore della guerra, ci sono stati centocinquanta feriti, di cui otto in gravissime condizioni, con ustioni su tutto il corpo, e in totale una ventina quelli considerati in condizioni "urgenti". Non è chiaro se siano tutti legati all'attacco alla base in Kuwait. La notizia data dai Pasdaran era stata rivelata dai media americani. Secondo il Pentagono più di 120 sono tornati in servizio. Trenta sono quelli rimasti ricoverati in ospedale. Ieri il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, aveva dichiarato che circa 140 soldati americani erano rimasti feriti, senza indicare dove e quando erano stati feriti.

Nove missili verso Qatar, uno raggiunge area disabitata

Il Qatar afferma che l'Iran ha lanciato nove missili balistici sul suo territorio. Secondo il Ministero della Difesa del Paese del Golfo, l'Iran ha lanciato nove missili balistici e diversi droni contro il Qatar. Le forze del Qatar hanno intercettato tutti i missili tranne uno, caduto in una zona disabitata, ha aggiunto.

Pentagono: “I primi 6 giorni della guerra all'Iran costati 11,3 miliardi”

Durante un briefing a porte chiuse a Capitol Hill, funzionari del Pentagono hanno dichiarato di aver stimato che il costo della guerra contro l'Iran avesse superato gli 11,3 miliardi di dollari solo nei primi sei giorni. Lo riferiscono tre fonti informate al New York Times. La stima non include molti dei costi di 'Epic fury' come l'accumulo di materiale militare e personale in vista dei primi attacchi. Per questo motivo, ci si aspetta che la cifra aumenti considerevolmente.

Trump: “Non pensavo avrei dovuto usare l'esercito così tanto”

"Abbiamo un grande esercito, che ho costruito durante il mio primo mandato. Non pensavo lo avrei usato così tanto". Lo ha detto Donald Trump ad un evento in Kentucky.

G7: “Coordinamento con Paesi del Golfo per affrontare conseguenze economiche della guerra”

Il G7 ha ribadito la determinazione a continuare le sanzioni contro la Russia e ha concordato di istituire un coordinamento con i Paesi del Golfo per affrontare le conseguenze economiche della guerra in Medio Oriente. I Paesi del G7 hanno inoltre sottolineato la necessità di evitare misure di restrizione alle esportazioni. I leader hanno anche concordato di coordinarsi per preparare il ripristino della libertà di navigazione nel Golfo. Nel comunicato si afferma infine che sono in corso lavori per esplorare la possibilità di scortare le navi, quando le condizioni di sicurezza lo consentiranno.

Usa a Onu: “Teheran ha superato la linea rossa”

Il rappresentante degli Stati Uniti ha avvertito l'Iran, durante il suo intervento al Consiglio di Sicurezza dell'Onu, che Teheran ha "superato la linea rossa e ora il mondo sta affrontando le conseguenze". L'ambasciatore Michael Waltz ha dichiarato che il Presidente Donald Trump ha "tentato ogni mediazione diplomatica per mettere fine a 47 anni di ostilità" da parte dell'Iran.

Trump: “Preleverò un po’ di petrolio dalle riserve Usa”

Donald Trump ha detto ai giornalisti al seguito che intende prelevare un "po’" di petrolio dalle riserve americane per contrastare l'aumento dei prezzi della benzina dovuto alla guerra in Iran.

Russia a Onu: “Risoluzione parziale e a senso unico”

Il rappresentante della Russia all'Onu ha definito "inaccettabile colpire le infrastrutture civili degli Stati arabi nel Golfo Persico". "Ma parlare di attacchi contro i Paesi della regione isolandoli dalle cause profonde dell'attuale escalation, in particolare l'aggressione degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran, è impossibile ed è ingiusto", ha detto nel suo intervento al Consiglio di Sicurezza l'ambasciatore Vassily Nebenzya. "La risoluzione approvata è parziale e a senso unico, confonde causa ed effetto, perché dà l'impressione che l'Iran abbia condotto un attacco non provocato", ha aggiunto. Il riferimento è alla risoluzione presentata dal Bahrein, a nome anche dei Paesi del Golfo, di condanna degli attacchi dell'Iran alla regione. La risoluzione è stata approvata con tredici voti a favore. Russia e Cina si sono astenute.

Pasdaran: “100 americani feriti per attacco a Kuwait”

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato che almeno 100 soldati americani sono rimasti feriti in un attacco missilistico e con droni alla base aerea di Al-Udairi in Kuwait. "La Marina dell'IRGC ha condotto un'operazione potente e decisiva contro i resti militari statunitensi nella regione" ha dichiarato l'ufficio relazioni pubbliche dell'IRGC. In seguito a due attacchi missilistici simultanei alla base di elicotteri statunitense di Al-Udairi, un gran numero di soldati americani è rimasto inabile al combattimento e oltre 100 soldati feriti sono stati trasportati negli ospedali di Al-Jaber e Al-Mubarak in Kuwait, ha affermato l'IRGC. Secondo la dichiarazione, le infrastrutture critiche della base statunitense nel porto di Mina Salman, quartier generale della Quinta Flotta statunitense, tra cui il vitale sistema "LEADS", sono state colpite da missili e droni iraniani. Contemporaneamente, sono stati gravemente colpiti i sistemi missilistici Patriot, i magazzini delle attrezzature e le caserme che ospitavano le truppe americane nelle basi navali "Mohammad al-Ahmad" e "Ali al-Salem", ha aggiunto. L'IRGC ha sottolineato che "la lotta contro le forze terroristiche americane e il regime criminale sionista continuerà senza sosta. Vogliamo solo la resa totale del nemico", si legge nella dichiarazione. "La guerra finirà quando l'ombra della guerra si sarà diradata dalla nostra nazione".

Israele: “Primo attacco congiunto Iran-Hezbollah nel nord del Paese”

L'Iran e Hezbollah, il gruppo militare sostenuto dall'Iran in Libano, hanno condotto un attacco coordinato nel nord di Israele: ha affermato un alto funzionario della difesa israeliano, come riporta Sky News. È la prima volta che i due gruppi effettuano un attacco congiunto da quando è iniziato il conflitto in Medio Oriente, il 28 febbraio. L'esercito israeliano ha inoltre dichiarato di aver avviato questa sera una vasta ondata di attacchi nella periferia meridionale della capitale libanese, Beirut.

Trump: “La guerra durerà poche settimane”

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump definisce la guerra in corso contro l'Iran come "una piccola deviazione" dagli sforzi della sua amministrazione per rilanciare l'economia statunitense, affermando che durerà solo "un paio di settimane, poche settimane". Parlando con i giornalisti durante la visita a una fabbrica dell'Ohio, ribadisce che le operazioni stanno procedendo in anticipo rispetto al previsto. "Abbiamo eliminato la loro leadership due volte, e ora hanno un nuovo gruppo in arrivo. Vediamo cosa succederà", dice Trump. Trump sostiene che il mercato sta tenendo bene e che era prevedibile un aumento dei prezzi quando è iniziata la guerra. Sostiene che i prezzi del petrolio scenderanno presto a un tasso inferiore a quello registrato all'inizio della guerra. "E' solo una questione di guerra", afferma Trump. Un giornalista fa notare che il Presidente ha definito l'operazione Epic Fury sia una "guerra" sia una "breve escursione" e chiede di quale si tratti, dato che il Congresso dovrebbe essere consultato prima di lanciare una guerra ufficiale. "Entrambe le cose", risponde Trump. "E' un'escursione che ci terrà fuori dalla guerra". "Per l'Iran è una guerra. Per noi, si è rivelata più facile di quanto pensassimo", aggiunge.

Israele: “Utilizzate 200 munizioni in attacchi su Beirut”

L'esercito israeliano ha reso noto di aver effettuato ingenti attacchi aerei e navali su Beirut, utilizzando circa 200 munizioni per attaccare la capitale libanese. Ha aggiunto che finora sono stati colpiti circa 70 luoghi in città, tra cui circa 50 grattacieli. Il bilancio delle vittime degli attacchi israeliani al Libano è salito a 634, tra cui 91 minorenni.

Consiglio di Sicurezza Onu condanna gli attacchi dell’Iran contro i Paesi del Golfo

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha approvato con 13 voti a favore e due astenuti (Russia e Cina) la risoluzione proposta dal Bahrein che "condanna con la massima fermezza i gravi attacchi dell'Iran contro i territori di Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Giordania e chiede l'immediata cessazione di tali attacchi e stabilisce che costituiscono una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza internazionale". Il testo ha avuto 135 co-sponsor tra cui Usa e Italia.

Trump assicura: “Il prezzo del petrolio calerà”

Donald Trump ha assicurato che "il prezzo del petrolio calerà" parlando con i giornalisti in Ohio. L'aumento del costo della benzina, in conseguenza della guerra in Iran, sta irritando la base del partito repubblicano

Trump: “Guerra più facile del previsto”

La guerra in Iran "è stata più semplice del previsto". Lo ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. "Abbiamo eliminato la loro leadership due volte", ha evidenziato. "In dieci giorni sono stati lanciati 7 milla missili" sull'Iran, ha continuato. "Il nostro esercito è eccezionale e siamo in anticipo sul programma, abbiamo annientato la marina iraniana", ha rivendicato il capo della Casa Bianca.

Trump: “Abbiamo distrutto 28 navi posamine iraniane”

Il presidente americano, Donald Trump, ha rivendicato la "distruzione di 28 navi posamine iraniane".

Emirati: “Sotto attacco di droni e missili”

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che le forze di difesa del Paese stanno attualmente combattendo contro un'ondata di droni e missili lanciati dall'Iran. "Il ministero conferma che i suoni uditi in aree sparse del Paese sono il risultato dell'intercettazione di missili balistici da parte dei sistemi di difesa aerea, nonché dell'intercettazione di droni e munizioni vaganti da parte dei caccia", ha affermato in una dichiarazione su X.

Iran: “Attacco a scuola di Minab è crimine di guerra atroce”

L'Iran afferma che l'attacco alla scuola di Minab è stato un "doppio colpo" degli Stati Uniti. L'Iran ha accusato gli Stati Uniti di aver commesso un "crimine di guerra" in seguito all'attacco missilistico nella città meridionale di Minab. In un post sui social media, il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha affermato che un attacco missilistico Tomahawk lanciato dagli Stati Uniti il 28 febbraio ha ucciso 168 bambini. Ha descritto l'attacco come un "crimine di guerra imperdonabile e atroce" e ha affermato che i responsabili non devono sfuggire alla responsabilità. Diversi organi di stampa hanno ipotizzato che nell'attacco siano stati coinvolti missili da crociera statunitensi, sebbene Washington abbia negato l'accusa.

Attacchi iraniani in Bahrein ed Emirati

Secondo quanto riportato dai media arabi, sono stati registrati questa sera attacchi in Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti.

Pezeshkian: “Guerra finirà con il riconoscimento dei legittimi diritti dell'Iran”

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha affermato su X che la guerra potrà finire solo con il riconoscimento dei "legittimi diritti" dell'Iran, il pagamento delle riparazioni e solide garanzie internazionali contro future aggressioni. Pezeshkian ha affermato di aver trasmesso il messaggio durante le telefonate con i leader di Russia e Pakistan, ribadendo quello che ha descritto come l'impegno dell'Iran per la pace regionale, attribuendo al contempo la responsabilità del conflitto a Israele e agli Stati Uniti.

Libano, 8 morti in raid israeliano nel sud

Il Libano ha denunciato la morte di otto persone in un raid israeliano contro il sud del Paese, che, avrebbe preso di mira un edificio che ospitava sfollati. Secondo una dichiarazione del ministero della Sanità, "il raid israeliano sulla città di Tibnin, nel distretto di Bint Jbeil, ha provocato un bilancio iniziale di otto morti", mentre l'agenzia di stampa statale National News Agency ha riferito che tra le vittime figurano cinque membri di una stessa famiglia.

Dipartimento di Stato: “Rischio attentati a obiettivi Usa in Iraq”

Il dipartimento di Stato americano ha lanciato l'allerta su possibili attentati alle compagnie petrolifere americane in Iraq. Secondo il governo statunitense, cellule terroristiche allineate con Teheran potrebbero colpire le infrastrutture di petrolio e gas.

Trump: “In Iran non abbiamo ancora finito”

Parlando con i giornalisti fuori dalla Casa Bianca, al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump viene chiesto cosa ci vorrà per porre fine alla guerra in Iran. "Sempre la stessa cosa", risponde. "E vedremo come andrà a finire". "Hanno perso la loro marina. Hanno perso la loro aeronautica. Non hanno alcun apparato antiaereo. Non hanno radar. I loro leader sono spariti. E potremmo fare molto peggio". Trump afferma che gli Stati Uniti hanno colpito l'Iran "più duramente di qualsiasi altro paese nella storia", ma aggiunge: "Non abbiamo ancora finito".

Attivati gli allarmi in Israele: missili dall’Iran

I media israeliani riferiscono che nella regione centrale del Paese, a Gerusalemme, negli insediamenti di Lachish e anche nel Mar Morto sono stati attivati allarmi per il lancio di missili e razzi dall'Iran.

Fbi: “Iran vuole vendicarsi colpendo con droni sulla costa occidentale degli Usa”

L'Fbi ha avvertito nei giorni scorsi i dipartimenti di polizia della California della possibilità che l'Iran possa reagire agli attacchi americani lanciando droni contro la costa occidentale degli Stati Uniti. Lo riferisce Abc News citando un'allerta visionata dall'emittente. Secondo il documento, diffuso alla fine di febbraio, le autorità statunitensi avrebbero ottenuto informazioni secondo cui, all'inizio del 2026, Teheran avrebbe valutato la possibilità di effettuare un attacco a sorpresa con velivoli senza pilota lanciati da una nave non identificata al largo delle coste americane, con obiettivi non specificati in California nel caso di operazioni militari statunitensi contro l'Iran. L'allerta precisa tuttavia che non ci sono ulteriori dettagli su tempistiche, modalità, bersagli o responsabili dell'eventuale operazione. L'avviso è stato diffuso mentre l'amministrazione del presidente Donald Trump avviava la sua offensiva contro la Repubblica islamica, alla quale Teheran ha risposto con attacchi di droni contro obiettivi in Medio Oriente. Negli ultimi mesi i servizi di intelligence americani hanno inoltre espresso crescente preoccupazione per l'uso sempre più diffuso di droni da parte dei cartelli della droga messicani e per la possibilità che questa tecnologia venga utilizzata per colpire forze e personale statunitense vicino al confine con il Messico.

Erdogan: "Netanyahu è l'artefice della tragedia"

E' il premier israeliano Benjamin Netanyahu l'artefice della "cintura di fuoco" che avvolge il Medio Oriente. Non ha dubbi il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, che accusa apertamente. "A Gaza ha dato prova di non rispettare niente e nessuno, nemmeno il coprifuoco, invade il Libano e sta trascinando con la sua banda di assassini la nostra regione verso una tragedia", ha detto Erdoan.

Cnn: “Israele si prepara a escalation raid da Iran e Libano”

Israele si sta preparando alla possibilità di una "significativa escalation" di attacchi da parte di Iran e Hezbollah stanotte. Lo hanno riferito due fonti israeliane alla Cnn. Il premier Benjamin Netanyahu ha convocato una riunione dei vertici politici e di sicurezza per discutere gli ultimi sviluppi.

Trump: “Raid su scuola in Iran? Non ne so nulla”

"Non ne sono nulla": così il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha risposto a una giornalista che gli chiedeva se si sarebbe assunto la responsabilità del raid sulla scuola femminile a Minab, in Iran, dopo l'esito preliminare dell'indagine che conferma che si è trattato di un raid americano.

Trump: “Non credo l'Iran abbia messo mine nello stretto Hormuz”

Donald Trump "non crede" che l'Iran abbia piazzato mine nello stretto di Hormuz. Parlando con i giornalisti alla Casa Bianca il presidente ha anche sottolineato che "ci sarà un'enorme sicurezza" nello stretto.

Trump: “Non voglio parlare di Mojtaba Khamenei”

Il presidente americano, Donald Trump, si è rifiutato di rispondere alla domanda se "dichiarerà la vittoria anche con la permanenza di Mojtaba Khamenei in Iran". "Non voglio parlarne", ha detto a un giornalista alla Casa Bianca.

Trump insiste: “Quasi tutto l'Iran è stato distrutto”

Donald Trump ha ribadito che "quasi tutto l'Iran è stato distrutto". Parlando con i giornalisti prima di partire per l'Ohio e il Kentucky ha sottolineato che l'esercito americano "sta colpendo" Teheran "molto duramente".

Trump: “Spagna non collabora, potremmo interrompere commercio”

"La parte spagnola non collabora con noi affatto e la Spagna è stata pessima e potremmo sospendere i rapporti commerciali con essa". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump.

Trump: “Petroliere possono attraversare lo Stretto di Hormuz”

Le petroliere possono utilizzare lo Stretto di Hormuz". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.

Iran: “Nuove sanzioni non colpiscono Mojtaba Khamenei”

Oggi, l'Unione europea ha sanzionato 19 funzionari del regime e di entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Queste nuove sanzioni non colpiscono la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, nominato a tale carica dopo la morte del padre, Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio, il primo giorno degli attacchi aerei israelo-americani, secondo una fonte diplomatica perchè le nuove sanzioni non sono direttamente collegate alla guerra in Medio Oriente, ma piuttosto alla situazione repressiva in Iran, ha aggiunto la stessa fonte. Fino a oggi erano stati sanzionati circa 247 individui e 50 entità per violazioni dei diritti umani. Tali sanzioni comprendono, tra le altre cose, il congelamento dei beni nell'UE e il divieto di ingresso nel territorio dell'Unione europea.

Idf: “Ci aspettano ancora giorni difficili, scuole restano chiuse”

Il capo del Comando del Fronte Interno dell'Idf afferma che si prevedono altri "giorni difficili" a causa del fuoco missilistico dell'Iran e degli attacchi di Hezbollah dal Libano e, pertanto, le restrizioni a livello nazionale rimarranno in vigore almeno fino al fine settimana. Lo riporta il Times of Israel. "Ci aspettano giorni difficili e giorni di prova", ha affermato il Maggiore Generale Shai Klapper. Attualmente, secondo le linee guida dell'Home Front Command, le attività educative sono vietate, mentre sono consentiti gli assembramenti fino a 50 persone, a condizione che si possa raggiungere in tempo un rifugio e che i luoghi di lavoro possano funzionare alle stesse condizioni.

Iran: “Le nuove sanzioni dell'Ue sono assurde e totalmente illegali”

L'Iran ha condannato le nuove sanzioni dell'Unione europea contro i funzionari accusati di presunte violazioni dei diritti umani. In un post su X, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmaeil Baghaei ha definito le misure "assurde", "immorali" e "totalmente illegali". Baghaei ha affermato che le sanzioni mirano a punire l'Iran per quello che ha descritto come l'esercizio del "diritto all'autodifesa" ai sensi dell'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite e per la resistenza all'"aggressione" da parte degli Stati Uniti e di Israele. Ore prima l'Alto rappresentante per gli affari esteri dell'Ue, Kaja Kallas, aveva annunciato che gli Stati membri avevano approvato nuove sanzioni contro 19 funzionari ed entità iraniani per gravi violazioni dei diritti umani.

Cbs: “Attacco a base Usa in Kuwait più grave di quanto detto”

Il bilancio dell'attacco condotto dall'Iran sulla base americana di Port Shuaiba, in Kuwait, poche ore dopo l'inizio della guerra è stato più grave di quanto Washington abbia ammesso. A sostenerlo è la Cbs. Secondo l'emittente americana, i droni iraniani hanno non solo provocato la morte di sei soldati, ma anche il ferimento di decine di altri con lesioni gravi come trauma cranici, ferite da schegge e ustioni. Per un soldato è stato necessario ricorrere all'amputazione di un arto. Le fonti sentite dalla Cbs hanno descritto una scena caotica subito dopo il raid del primo marzo su un centro operativo tattico. Il fumo ha riempito rapidamente l'edificio e ha complicato le operazioni di soccorso. Più di 30 soldati sono ancora in ospedale, venti dei quali trasferiti a Landstuhl, in Germania con lesioni talmente gravi da richiedere l'evacuazione

Macron: “Nessuna conferma sull’uso di mine nello Stretto di Hormuz”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato di non avere "alcuna conferma", né da parte dei servizi di intelligence francesi né da quelli partner, dell'uso di mine navali da parte dell'Iran nello Stretto di Hormuz, avvertendo tuttavia che una simile scelta da parte di Teheran sarebbe "molto pesante". Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, aveva affermato ieri che l'Iran si esporrebbe a "conseguenze militari senza precedenti" qualora decidesse di posare mine nello stretto, passaggio strategico del traffico energetico mondiale e di fatto sotto controllo iraniano. Poco dopo l'avvertimento di Trump, l'esercito statunitense ha annunciato di aver distrutto 16 imbarcazioni iraniane utilizzate per la posa di mine "nei pressi dello Stretto" di Hormuz.

Macron: “Capacità militari Teheran non sono state azzerate”

Il presidente della Francia Emmanuel Macron si è rivolto alla nazione in merito alla guerra in Iran dopo una riunione con i leader del G7. Secondo lui, le capacità militari dell'Iran "non sono state azzerate", contrariamente a quanto affermato dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump in precedenza. Lo riporta Le Figaro.

Pasdaran: “Abbiamo missili da crociera da 100m a secondo”

La Marina dei Guardiani della rivoluzione iraniani possiede secondo il suo comandante un nuovo missile da crociera in grado di viaggiare a 100 metri al secondo. "Non c'è una sola nave americana nel raggio di 700 chilometri dall'Iran. La Marina degli Stati Uniti è fuggita perché sa che abbiamo un piano speciale per affondare la loro portaerei", ha dichiarato Sardar Alì Fadavi in un'intervista televisiva riportata dalla Fars. "Abbiamo missili che vengono lanciati da sott'acqua e viaggiano a 100 metri al secondo. Potremmo usarli nei prossimi giorni", ha assicurato.
"Solo l'Iran e la Russia possiedono la tecnologia per questi missili", ha spiegato.

Macron: “Stretto di Hormuz è teatro di guerra”

Dopo la riunione del G7, il presidente francese, Emmanuel Macron, ha dichiarato che lo Stretto di Hormuz è diventato "un teatro di guerra". I paesi del G7 si sono concentrati su "tre aree chiave": "presenza nel Mediterraneo orientale, libertà di navigazione nel Mar Rosso e necessità di stabilire uno sforzo coordinato che coinvolga diverse marine militari per diverse settimane per fornire scorte quando necessario e garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz", ha dichiarato il presidente francese. "Le condizioni non sono attualmente soddisfatte; lo stretto è un teatro di guerra, ma questo lavoro deve essere organizzato", ha aggiunto.

Usa: “Possibili attacchi ai porti civili iraniani lungo Stretto di Hormuz”

Il Comando centrale americano ha avvertito del rischio possibili attacchi ai porti civili iraniani lungo lo Stretto di Hormuz.

New York Times: Usa responsabili attacco a scuola Minab, “errore di mira”

Gli Stati Uniti sarebbero i responsabili dell'attacco alla scuola elementare Shajarah Tayyebeh di Minab, in Iran, che ha causato la morte di almeno 175 persone, la maggior parte delle quali bambini. Lo scrive il New York Times, che cita l'esito delle indagini preliminari condotte sul caso: secondo l'inchiesta, che è ancora in corso, dati di puntamento obsoleti potrebbero aver causato un attacco missilistico errato e quindi avrebbero portato le forze Usa a colpire la scuola. L'attacco del 28 febbraio all'edificio della scuola elementare Shajarah Tayyebeh è stato il risultato di un errore di mira da parte dell'esercito statunitense, che stava conducendo attacchi su una base iraniana adiacente, di cui l'edificio scolastico faceva precedentemente parte, secondo quanto emerso dall'indagine preliminare. Secondo il New York Times, che cita persone informate sulle indagini, ufficiali del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno creato le coordinate dell'obiettivo per l'attacco utilizzando dati obsoleti forniti dalla Defense Intelligence Agency. I funzionari hanno sottolineato che i risultati sono preliminari e che restano importanti domande senza risposta sul perché le informazioni obsolete non siano state verificate due volte.

Creata una nuova colonia in Cisgiordania durante la guerra Iran

Mentre gli occhi dell'opinione pubblica israeliana e della comunità internazionale sono puntati sulla guerra in corso in Iran e l'intensa campagna di bombardamenti contro Hezbollah in Libano, coloni hanno creato un nuovo insediamento nel nord della Cisgiordania, Ebal. Lo ha riferito Yedioth Ahronoth, dando la notizia del posizionamento di strutture residenziali sul posto nottetempo.
L'iniziativa, arrivata alla fine di sei mesi di preparativi, è stata autorizzata lo scorso maggio dal governo israeliano nell'ambito del via libera a decine di insediamenti. Alcuni di questi erano avamposti illegali retroattivamente legalizzati. Sostenuto dal Consiglio Regionale di Samaria (termine biblico usato da Israele per parte della Cisgiordania) e dal movimento estremista Amana, che dal 1979 promuove la colonizzazione dei Territori occupati palestinesi, il progetto ha ricevuto l'approvazione del capo del Comando Centrale, Avi Bluth. Insieme a Ebal, due mesi fa è stato fondato un altro insediamento, Rehavam, mentre nelle prossime settimane un gruppo di famiglie dovrebbe trasferirsi a Sa-Nur, dove è già operativa una base militare, ha aggiunto Yedioth Ahronoth.
L'iniziativa rientra nel piano "Un Milione in Samaria" promosso dal capo del Consiglio di Samaria, Yossi Dagan, che punta a portare la popolazione di coloni a un milione entro il 2050. Proprio Dagan, insieme al rabbino Elyakim Levanon, ha partecipato a una cerimonia sul luogo del nuovo insediamento

Macron al G7: “Riaprire la navigazione a Hormuz il più presto possibile”

Il presidente francese, Emmanuel Macron, aprendo la videoconferenza dei leader del G7 sulla crisi in Medio Oriente, ha sottolineato la necessità di "ripristinare la libertà navigazione nello stretto di Hormuz il più presto possibile". Le immagini dell'intervento di Macron sono state pubblicate sul profilo X dell'Eliseo

Pezeshkian: “Che Dio rafforzi la vittoria e annienti il nemico”

Il presidente iraniano Massoud Pezeshkian ha fatto appello ai militari affinché si battano con valore per vincere la guerra. "Gli uomini zelanti delle forze armate sono seguaci di Ali che disse: 'Anche se le montagne si muovessero dal loro posto, tu rimani saldo. Stringi i denti. Affidati a Dio. Pianta saldamente i piedi per terra e guarda fino all'ultimo nella schiera dei nemici. Sappi che la vittoria viene da Dio Onnipotentè", ha scritto su X. "Che Dio renda salda la vostra vittoria e annienti il vostro nemico", ha aggiunto

Cnn: “Mojtaba ha un piede fratturato e lievi lacerazioni al volto”

Emergono nuovi dettagli sulle condizioni di salute della nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, rimasto ferito nel primo giorno di attacchi israelo-americano sull'Iran. Una fonte a conoscenza della situazione ha detto alla Cnn che Mojtaba ha riportato la frattura di un piede e altre lievi ferite, come un livido intorno all'occhio sinistro e lievi lacerazioni al viso

Trump: “Non ci sono più obiettivi da colpire; la guerra finirà presto”

Il presidente americano, Donald Trump, ha dichiarato in un'intervista ad Axios che "non sono rimasti obiettivi da colpire" in Iran e quindi "la guerra finirà presto". "Finirà nel momento in cui lo deciderò io", ha evidenziato

Trump: “La guerra finirà quando io vorrò”

Trump: “La guerra finirà quando io vorrò”

Via libera dell'Aie allo svincolo di 400 milioni di barili di petrolio

I 32 Paesi membri dell'Agenzia internazionale dell'energia hanno concordato all'unanimità di mettere a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio dalle loro riserve di emergenza, per affrontare le perturbazioni dei mercati petroliferi causate dalla guerra in Medio Oriente. Lo annuncia la stessa Aie. Si tratta di un volume record, più del doppio rispetto ai 182 milioni di barili rilasciati dai Paesi membri dell'agenzia dopo l'invasione russa dell'Ucraina nel 2022

La Romania ospitera mezzi e truppe Usa per operazioni aeree

La Romania accetterà il dispiegamento di equipaggiamenti e forze militari degli Stati Uniti per sostenere le operazioni aeree contro l'Iran. Lo ha annunciato il presidente romeno Nicusor Dan al termine di una riunione del Consiglio supremo di difesa nazionale del figlio. Secondo il capo dello Stato si tratta di aerei cisterna, sistemi di monitoraggio e infrastrutture di comunicazione satellitare che saranno dispiegati nel Paese nell'ambito dello scudo antimissile di Base Aegis Ashore di Deveselu, situata nel sud della Romania. Secondo i media romeni, Washington aveva chiesto a Bucarest anche l'invio di nuove forze, inclusi caccia e altri equipaggiamenti, alla base aerea Nato di Base aerea Mihail Kogalniceanu, vicino alla costa del Mar Nero. La decisione del Consiglio supremo, organo che riunisce il presidente, il primo ministro e diversi ministri del governo rumeno, dovrà ora essere confermata dal Parlamento. "Questi dispositivi sono difensivi e non sono equipaggiati con armamenti propriamente detti. In termini tecnici si parla di dispositivi non cinetici", ha spiegato Dan ai giornalisti. Il presidente ha aggiunto che il dispiegamento avverrà sulla base dell'accordo di partenariato tra Romania e Stati Uniti. "Si tratta di una collaborazione simile a quella che altri Paesi della Nato stanno portando avanti", ha affermato Dan, ex sindaco liberale di Bucarest. "Ai rumeni voglio dire di non preoccuparsi: il loro Paese è sicuro, anzi ancora più sicuro", ha concluso il presidente. La Romania è membro della Nato dal 2004.

Parigi: circa 200mila francesi rimpatriati dal Medio Oriente

Sono circa 20.000 i cittadini francesi rimpatriati dal Medio Oriente dall'inizio della guerra d'Iran, il 28 febbraio, secondo quanto riferito dalla portavoce del governo, Maud Bregeon. Il governo, ha spiegato la portavoce al termine del consiglio dei ministri a Parigi, ha ''permesso il rimpatrio di 2.000 connazionali con voli precettati dallo Stato''. Inoltre, ha aggiunto, "su nostra richiesta, c'è stata una ripresa dei voli commerciali tra il Medio Oriente e la Francia" che ha ''consentito il ritorno, ad oggi, di 17.000 francesi. Al momento in cui ci parliamo - ha riferito Bregeon - sono dunque poco meno di 20.000 le persone rientrate sul territorio nazionale".

Pasdaran: “Attaccate due navi nello stretto di Hormuz”

Pasdaran iraniani hanno attaccato due navi nello Stretto di Hormuz. Lo dice il comandante della marina della Guardia Rivoluzionaria dell'Iran, Alireza Tangsiri. "La Express Rome, di proprietà israeliana e battente bandiera liberiana, e la nave portacontainer Mayuree Naree sono state colpite da proiettili iraniani e fermate dopo aver ignorato gli avvertimenti delle forze navali della Guardia Rivoluzionaria", ha dichiarato la Guardia in un comunicato, aggiungendo che "qualsiasi imbarcazione che intenda attraversare deve ottenere il permesso dall'Iran".

Teheran: “Preparatevi al petrolio a 200 dollari al barile”

L'Iran ha messo in guardia su un'impennata del prezzo del petrolio, con lo stretto di Hormuz controllato dai Pasdaran. "Preparatevi un petrolio a 200 dollari al barile", ha detto il portavoce del comando unificato Khatam al Anbiya, Ebrahim Zolfaqari. Il prezzo del greggio, ha sottolineato a quanto riportano i media iraniani, "e' legato alla sicurezza della regione che voi avete destabilizzato".

Israele ordina l’evacuazione dei villaggi nel sud del Libano

Le forze armate israeliane hanno emesso nuovi avvisi di evacuazione per sei villaggi nel sud del Libano in vista di attacchi a Hezbollah. "Chiunque si trovi in prossimità di elementi, strutture ed equipaggiamenti da combattimento di Hezbollah mette a rischio la propria vita", ha sottolineato su X il portavoce in lingua araba Avichay Adraee.

Media: Israele non crede Trump sia vicino a chiudere la guerra

Due funzionari israeliani hanno detto alla Reuters che Israele non crede che il presidente Usa Donald Trump sia in procinto di ordinare la fine della guerra con l'Iran, e hanno aggiunto che in Israele non c'è certezza che la guerra in corso porterà al collasso del regime iraniano. Lo riporta la stessa Reuters sul proprio sito.

L’ambasciata Usa in Iraq: “Gli americani lascino il Paese, rischio attacco e sequestri”

L'ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini statunitensi a lasciare l'Iraq, citando il rischio di attacchi e rapimenti. Lo riporta la Associated Press sul suo sito. "Ci sono stati attacchi contro cittadini statunitensi e interessi statunitensi in Iraq, e gli americani corrono il rischio di rapimenti", si legge nella dichiarazione. "Aziende americane, hotel frequentati da stranieri e altre strutture in Iraq, comprese quelle con legami con gli Stati Uniti, sono state attaccate".
Da quando Stati Uniti e Israele hanno attaccato l'Iran, innescando la guerra in corso in Medio Oriente, l'Iran e le milizie irachene sostenute dall'Iran hanno lanciato decine di attacchi missilistici e con droni contro basi statunitensi e strutture diplomatiche, siti energetici e di comunicazione in Iraq, in particolare nella regione semi-autonoma curda settentrionale. Lo spazio aereo iracheno è chiuso, con confini terrestri aperti per attraversare Giordania, Kuwait, Arabia Saudita e Turchia. "Gli americani dovrebbero seriamente prendere in considerazione l'idea di partire attraverso una di queste rotte terrestri se ritengono che sia sicuro farlo", si legge nella dichiarazione.

Sirene d’allarme nel centro e nord di Israele: intercettati missili

Missili lanciati dall'Iran sono stati intercettati dopo che le sirene sono risuonate nel nord e nel centro di Israele, compresa Tel Aviv. Lo ha riferito l'esercito israeliano, mentre i soccorritori hanno fatto sapere che non ci sono stati feriti.

Starmer: “De-escalation con l'Iran cruciale per fermare la crisi petrolifera”

"Una de-escalation dalla guerra" in Medio Oriente, seguita all'attacco di Usa e Israele all'Iran, "è in questo momento la cosa più importante", anche per fermare l'impennata dei costi del petrolio e i contraccolpi sull'economia. Lo ha detto il premier laburista britannico Keir Starmer nel Question Time del mercoledì alla Camera dei Comuni, polemizzando con la leader dell'opposizione Tory, Kemi Badenoch, che lo accusava per non aver prolungato il congelamento del prezzo della benzina. Starmer è tornato a rivendicare la decisione del suo governo di non associare direttamente il Regno "agli attacchi iniziali" all'Iran, rinfacciando alla leader conservatrice di aver invece in un primo momento sollecitato un coinvolgimento nel conflitto, salvo fare poi "marcia indietro" e negare di averlo chiesto di fronte alle conseguenze economiche dell'escalation bellica. Da parte sua ha insistito che Londra è schierata contro "il regime" di Teheran ed è pronta a dare "sostegno agli alleati", ma non intende "unirsi a un'altra guerra all'estero".

Putin sente il presidente degli Emirati: “Pericoloso l’aggravarsi della crisi”

Colloquio telefonico tra il presidente russo Vladimir Putin ed i presidente emiratino Mohammed bin Zayed Al Nahyan, in occasione del suo 65esimo compleanno. Lo riferisce il Cremlino, secondo cui i due leader hanno discusso "del pericoloso deterioramento della situazione in Medio Oriente, che sta avendo gravi conseguenze per l'Iran e i paesi arabi". "Il presidente russo ha sottolineato la necessità di fermare l'ulteriore escalation del conflitto e di risolverlo attraverso i negoziati", si legge in una nota.

Domani riunione sulle riserve di petrolio dell’Ue

Gli Stati membri dell'Ue devono mantenere scorte di emergenza di petrolio sufficienti per "novanta giorni" e ora i depositi "sono pieni". Lo assicura la portavoce della Commissione Europea per l'Energia Anna-Kaisa Itkonen, a Bruxelles, precisando che "domani è prevista una riunione del comitato" per discuterne il possibile utilizzo.

Katz: “La guerra continuerà senza limiti di tempo”

La guerra di Israele e Stati Uniti contro l'Iran "continuerà senza limiti di tempo, finche' non raggiungeremo tutti gli obiettivi e non vinceremo la campagna".
Lo ha affermato il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, dopo una riunione sulla situazione con il capo di Stato maggiore, Eyal Zamir, il direttore generale del ministero Amir Baram, il capo dell'intelligence militare Shlomi Binder, il capo della direzione delle operazioni, Itzik Cohen e il capo del Comando del Fronte Interno, Shay Klaper. Nei giorni scorsi, il presidente Usa Donald Trump ha affermato in un'intervista che la campagna militare contro la Repubblica islamica è "quasi finita".

Il ministro dello Sport dell’Iran: “Non parteciperemo ai Mondiali di calcio negli Usa”

Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta la Faz, in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare. "Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali", ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le "misure malvagie intraprese contro l'Iran": "ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi". "Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare".

I Pasdaran: “Da Hormuz non passerà una goccia di petrolio Usa”

Teheran è tornata a ribadire che non consentirà il passaggio dallo stretto di Hormuz di petroliere al servizio degli Stati Uniti. "Non permetteremo che nemmeno una goccia di petrolio attraversi lo Stretto di Hormuz a beneficio dell'America e dei suoi alleati", ha dichiarato il portavoce del comando integrato esercito-Pasdaran, Khatam-al-Anbia. "Non è possibile mantenere artificialmente bassi i prezzi del petrolio e dell'energia", ha avvertito.

Iran: raid su Tabriz, 3 morti e 4 feriti

Tre persone sono state uccise e altre quattro sono rimaste ferite in un raid aereo israelo-americano contro la città di Tabriz, nel nordovest dell'Iran. Lo rende noto l'agenzia di stampa Tasnim, spiegando che l'attacco ha preso di mira la zona residenziale di Saffronieh.

Israele al Consiglio di sicurezza Onu: “Designare i Pasdaran come ‘gruppo terrorista’”

Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar ha esortato il Consiglio di Sicurezza dell'Onu a designare i Guardiani della Rivoluzione islamica iraniani come organizzazione terroristica. "Le recenti azioni del regime iraniano sottolineano che la sua aggressione costituisce una minaccia diretta non solo per Israele, ma anche per la pace e la sicurezza regionali e internazionali", ha scritto il capo della diplomazia dello Stato ebraico su X, esortando a condannare la Repubblica islamica e designare i Pasdaran come "organizzazione terroristica". Gli Stati Uniti hanno già fatto questo passo, seguiti lo scorso gennaio dall'Unione Europea, dopo la sanguinosa repressione delle proteste di massa in Iran contro il regime.

Media: il Baherein evacua l’aeroporto di Manama e trasferisce alcuni aerei all’estero

Il governo del Bahrein ha deciso di evacuare l'aeroporto di Manama e ha trasferito alcuni dei suoi aerei all'estero. Lo hanno riferito i media iraniani.

La Spagna richiama il suo ambasciatore in Israele e riduce le relazioni

Il governo di Madrid ha ritirato definitivamente l'ambasciatrice spagnola in Israele, Ana Salomon, riducendo il livello delle relazioni con Tel Aviv. Lo riferisce il sito di El Pais, precisando che la decisione, presa nell'ultimo consiglio dei ministri, comporta la riduzione della rappresentanza spagnola a livello di incaricato d'affari, in reciprocità con quanto già fatto da Israele nella sua ambasciata a Madrid. Salomon era stata richiamata per consultazioni lo scorso settembre e da allora si trova in Spagna. La decisione, che rappresenta un nuovo passo nell'escalation diplomatica tra i due Paesi, implica che la Spagna dovrà nominare un nuovo ambasciatore e chiedere il gradimento delle autorità israeliane quando vorrà ristabilire pienamente le relazioni diplomatiche.

Lunedì anche il Giappone sbloccherà le sue riserve di petrolio

Il primo ministro giapponese Sanae Takaichi ha dichiarato oggi che il governo sbloccherà le sue riserve di petrolio già lunedì, a fronte dell'impennata dei prezzi del greggio. Takaichi ha anche affermato che il governo manterrà i prezzi al dettaglio della benzina intorno ai 170 yen al litro, o anche meno, in media a livello nazionale. Secondo il Primo Ministro, ha incaricato il ministro dell'Industria Ryosei Akazawa di attuare misure di emergenza il prima possibile.

Teheran: gli alleati hanno colpito una nave-ambulanza nello stretto di Hormuz

L'Iran ha accusato Stati Uniti e Israele di aver colpito una nave ambulanza in un porto nello stretto di Hormuz. Lo ha riferito l'agenzia Mehr. L'imbarcazione era di stanza nel porto dell'isola di Hormuz quando e' stata "colpita da missili", ha reso noto l'agenzia che ha anche pubblicato un video di una barca in fiamme. Non sono state segnalate vittime.

Kallas: “Approvate le sanzioni per 19 funzionari del regime iraniano”

"L'Ue continua a chiedere conto all'Iran. Oggi gli ambasciatori degli Stati membri dell'UE hanno approvato nuove sanzioni nei confronti di 19 funzionari del regime e di entità responsabili di gravi violazioni dei diritti umani. Mentre la guerra in Iran continua, l'Ue proteggerà i propri interessi e perseguiterà i responsabili della repressione interna. Inoltre, invia un messaggio a Teheran: il futuro dell'Iran non può essere costruito sulla repressione". Lo scrive su X l'Alto rappresentante per la Politica Estera e la Sicurezza, Kaja Kallas-

Lavrov sente il ministro degli Esteri saudita: “Fermare gli attacchi”

Russia e Arabia Saudita sono tornate a chiedere una fine immediata nel conflitto in Medio Oriente. I ministri degli Esteri russo Serghei Lavrov e il collega saudita Faisal bin Farhan Al Saud si sono sentiti al telefono e "hanno discusso dell'escalation senza precedenti delle tensioni in Medio Oriente causata dall'aggressione immotivata degli Stati Uniti e di Israele contro l'Iran", si legge in una nota diramata dal ministero degli Esteri russo. "Entrambe le parti hanno sottolineato l'importanza di una cessazione immediata di tutte le ostilità e dell'abbandono dell'uso della forza per risolvere il conflitto, che sta causando vittime tra i civili e gravi danni alle infrastrutture civili sia in Iran che nei paesi arabi del Golfo Persico. Questi Stati non sono coinvolti nelle azioni illegali degli Stati Uniti e di Israele e non dovrebbero essere oggetto di attacchi", si avverte. Lavrov e il principe Faisal "hanno inoltre sottolineato la necessita' di consolidare gli sforzi della comunità internazionale al fine di ridurre rapidamente le tensioni politico-militari e impedire un ulteriore deterioramento della situazione in Medio Oriente".

Klm cancella i voli per Dubai fino al 28 marzo

Klm, la compagnia aerea olandese controllata dal gruppo Air France - Klm, cancella tutti i voli verso Dubai fino al 28 marzo per motivi di sicurezza, mentre la guerra in Medio Oriente continua. "A causa dei disordini persistenti in Medio Oriente, Klm ha deciso di annullare tutti i voli verso Dubai fino al
28 marzo compreso", ha sottolineato la compagnia olandese. "La sicurezza dei nostri passeggeri e dei nostri equipaggi rimane sempre la nostra priorità assoluta", ha precisato la compagnia, aggiungendo che sta monitorando attentamente la situazione e mantiene contatti con le autorità competenti. La compagnia aerea sta inoltre lavorando con la diplomazia olandese per il rimpatrio dei cittadini rimasti bloccati nella regione. Lunedì il gruppo aereo tedesco Lufthansa Group ha annunciato di aver prolungato la sospensione dei suoi voli da e verso diversi aeroporti chiave del Medio Oriente, in particolare negli Emirati Arabi Uniti, in Libano, in Israele e in Iran. Sono sospesi fino al 15 marzo compreso i collegamenti da e verso Dubai, Abu Dhabi, Dammam (in Arabia Saudita) Amman (in Giordania) ed Erbil (in Iraq). Sono invece sospesi fino al 28 marzo i voli da e per Beirut, mentre i collegamenti da e verso Tel Aviv resteranno sospesi fino al 2 aprile compreso. Infine Teheran, la destinazione colpita più a lungo, non sarà servita dal gruppo aereo fino al 30 aprile compreso. Da parte sua Air France ha prolungato la sospensione dei voli da e verso Tel Aviv e Beirut fino al 13 marzo compreso. I voli verso Dubai e quelli da e per Riad sono sospesi fino al 12 marzo compreso. Quelli in partenza da Dubai resteranno sospesi fino al 13 marzo, secondo quanto comunicato dalla compagnia francese.

Pasdaran: pesantemente colpite le forze Usa in Qatar, Kwait e Bahrein

La Marina dei Guardiani della Rivoluzione ha rivendicato di avere inflitto pensati danni alle basi americane nel Golfo. "La notte del 21 del sacro mese di Ramadan, durante la 38esima ondata dell'operazione Vera promessa 4", si legge in una nota riportata dai media iraniani, "i Guardiani hanno sbaragliato le restanti forze militari americane nella regione". In seguito a "due pesanti attacchi missilistici simultanei alla base elicotteristica Al-Udeid (Qatar, ndr) un gran numero di soldati americani è disperso e oltre 100 feriti sono stati trasferiti agli ospedali Al-Jaber e Al-Mubarak in Kuwait", riferiscono i Pasdaran. "Le infrastrutture vitali della base americana nel porto di Mina Salman (in Bahrein, ndr) quartier generale della Quinta Flotta dei terroristi americani, sono state colpite da missili e droni iraniani, compreso il sistema Lids di importanza cruciale", prosegue la nota. Contemporaneamente, "anche i Patriot, i depositi di attrezzature e i centri di alloggio e assemblaggio per i soldati terroristi americani nelle due basi navali Mohammed Al-Ahmad e Ali Al-Salem (Kuwait, ndr) sono stati pesantemente colpiti".

Media: la Casa Bianca per ora non teme gli sbalzi del costo del petrolio

Secondo un report di Politico, l'amministrazione Trump ritiene di poter gestire un'impennata dei prezzi del petrolio per un periodo di tre-quattro settimane prima che questa si trasformi in un danno politico duraturo. I funzionari della Casa Bianca - si legge - sono stati rassicurati dal calo del prezzo del greggio, sceso ieri a 80 dollari al barile dopo aver toccato i 120 dollari nello scorso fine settimana. Una fonte vicina alla Casa Bianca ha indicato che l'amministrazione può "resistere" per circa un mese, confidando che la fase attiva del conflitto con l'Iran si concluda rapidamente, permettendo all'economia di riprendersi durante la stagione estiva. "Supponendo che l'economia continui a riprendersi una volta conclusa la fase attiva della guerra, avremo tutta l'estate, da maggio ad agosto, per sfruttare la ripresa", ha affermato la fonte citata. Un ex funzionario dell'amministrazione Trump ha aggiunto che c'è bisogno di una "lettura coerente su piu' settimane" dei prezzi del greggio prima di cambiare approccio. "Queste piccole oscillazioni temporanee non sono ciò su cui baseranno la loro politica", ha detto ancora l'ex funzionario.

La Germania libera parte delle sue riserve di petrolio

La Germania sta liberando parte delle riserve petrolifere nazionali. Lo scrive la Dpa. Il motivo è il notevole aumento dei prezzi del petrolio e del carburante a causa della guerra in Iran, che ha spinto i Paesi del G7 a discutere la possibilità di liberare le riserve.

La fregata missilistica italiana è nell’area di Cipro per difendere l'isola

La fregata missilistica 'Federico Martinengo', la nave della Marina militare italiana partita dal porto di Taranto venerdì scorso, è giunta nell'area di Cipro, per la difesa dell'isola. La fregata ha a bordo oltre 160 militari italiani, per un'operazione che avviene nell'ambito di un assetto in coordinamento tra Italia, Spagna, Francia e Olanda. La fregata si è ricongiunta la gruppo della portaerei francese Charles De Gaulle.

Media: 420 capi tribù giurano fedeltà a Mojataba Khamenei

Quattrocentoventi capi tribù, anziani e sceicchi dei clan della provincia del Sistan e Baluchestan hanno giurato fedelyà a Seyyed Mojtaba Khamenei, terzo leader della Rivoluzione Islamica. Lo riferisce un comunicato riportato dai media iraniani. "Nella misteriosa mezzanotte del diciannovesimo giorno del mese sacro del Ramadan, il giusto successore, la luce degli occhi della nazione, l'ayatollah imam Seyyed Mojtaba Khamenei, dopo il martirio del secondo saggio leader della Rivoluzione Islamica, l'imam Khamenei, ha assunto il vessillo dell'onore e della fede per salvaguardare il suo cammino, e senza dubbio questa scelta eèuna manifestazione della continua lungimiranza e lealta' della nazione verso il cammino della verità e della giustizia", si legge nel testo firmato dai leader religiosi. "Noi, capi tribali e anziani del Sistan e del Baluchistan, mentre ci congratuliamo per questa scelta degna della grande nazione iraniana e degli amanti della libertà nel mondo, con fede sincera e ferma convinzione offriamo la nostra sincera fedeltaà alla Guida Suprema e, come nell'era della leadership dell'Imam martirizzato, siamo obbedienti e pronti ad attuare gli ordini e le direttive del membro eletto dell'Assemblea degli Esperti, l'ayatollah Imam Seyyed Mojtaba Khamenei, come Guida Suprema", si legge ancora. Ora "saremo più potenti, risoluti e jihadisti che mai sulla scena, nel preservare i risultati della Rivoluzione Islamica sotto la guida del leader e comandante in capo delle Forze Armate", assicurano.

WItkoff: “Troppo poco e in ritardo il sostegno del Regno Unito a Usa e Israele”

Il sostegno della Gran Bretagna agli Stati Uniti nella loro operazione militare congiunta con Israele contro l'Iran è arrivato ''troppo tardi'' ed è ''troppo poco''. Lo ha dichiarato l'inviato della Casa Bianca in Medio Oriente, Steve Witkoff, in una intervista esclusiva a 'GB News'. Parlando delle critiche mosse in pubblico dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump al premier britannico Keir Starmer, Witkoff ha detto che in ogni caso ''penso che abbiano un rapporto buono e solido, e spero che riusciranno a ripararlo''. Witkoff ha aggiunto che ''mi baso su ciò che dice il presidente, e il presidente ripete continuamente che ognuno ha diritto al proprio punto di vista. Ma credo che a volte ci accorgiamo che manca quel sentimento di gratitudine". Witkoff ha spiegato che Trump è convinto che come Stati Uniti ''facciamo molto per l'Europa, molto per il Regno Unito, nel campo del commercio, della difesa, del sostegno che diamo alla Nato. E credo che a volte la risposta, la reciprocità, siano un po' carenti''.

Qatar: intercettati e distrutti due missili iraniani

Questa mattina il Qatar ha intercettato due attacchi missilistici iraniani contro l'emirato. Lo ha reso noto il ministero della Difesa.

Idf: massicci attacchi a obbiettivi iraniani e a Beirut

L'Idf ha annunciato di avere "avviato un'ampia ondata di attacchi mirati alle infrastrutture del regime terroristico iraniano in tutto il Paese". Contemporaneamente, si legge in un post, "l'Idf ha iniziato a colpire le infrastrutture di Hezbollah a Beirut".

Erdogan: “Fermare la guerra prima che travolga il Medio Oriente”

"Questa guerra deve essere fermata prima che diventi più grande e avvolga completamente la regione nelle fiamme", perché se continuerà, "ci saranno più perdite di vite umane e proprietà, e il costo per l'economia globale aumenterà ancora di più". Lo ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo quanto riporta Al Jazeera.

Il Papa: “Sono vicino all'amato Libano, momento di grave prova”

"Sono vicino a tutto il popolo di libanese in questo momento di grave prova". Così Papa Leone XIV al termine dell'Udienza Generale ricordando l'uccisione del parroco di Qlayaa, padre Pierre El Rahi (oggi saranno celebrati i funerali). I villaggi cristiani del sud del Libano, ha sottolineato il Pontefice, "in questi giorni stanno vivendo ancora una volta il dramma della guerra". "In arabo 'al-Rahi' - ha aggiunto Leone - significa pastore e padre Pierre è stato un vero pastore che e' rimasto sempre accanto al suo popolo con l'amore e il sacrificio di Gesù buon pastore. Non appena sentito che alcuni parrocchiani erano rimasti feriti da un bombardamento, senza esitazione è corso ad aiutarli. Voglia il Signore che il suo sangue sparso sia seme di pace per l'amato Libano".

Il Papa: “Pace in Iran e in Medio Oriente, bimbi vittime innocenti”

"Continuiamo a pregare per la pace in Iran e in tutto il Medio Oriente, in particolare per le numerose vittimi civili, tra cui molti bambini innocenti". Lo ha detto il Papa al termine dell'udienza generale.

Libano: il bilancio delle vittime della guerra è 588 morti e 735mila sfollati

Sono 588 persone, tra cui civili, inclusi donne e bambini, gli uccisi da Israele in 10 giorni di guerra in Libano. Lo riferisce il ministero della sanità libanese, fornendo le cifre degli sfollati dallo scoppio del nuovo round del conflitto armato tra Hezbollah e Israele: 735mila persone in Libano hanno dovuto abbandonare le loro case nell'arco di dieci giorni. Ieri si sono registrate 28 persone uccise da Israele solo nel sud del Libano. Secondo fonti mediche e soccorritori citati dai media, i bombardamenti hanno colpito diversi centri abitati mentre le squadre di emergenza continuano a cercare persone disperse sotto le macerie degli edifici distrutti.

Libano: a Khiam gli Hezbollah resistono all’attacco di terra israeliano

Scontri armati sono in corso nella località di Khiam, nel sud del Libano, tra combattenti di Hezbollah e l'esercito israeliano. Lo riferiscono media libanesi secondo cui nella zona si odono detonazioni di colpi di artiglieria e razzi mentre colonne di fumo si alzano in diversi punti della cittadina meridionale libanese.
Gli scontri si concentrano nelle aree periferiche della località, non lontano dalla linea di demarcazione con Israele.
Da giorni le forze israeliane tentano di sfondare la linea di Khiam ma sul terreno si registra una resistenza da parte dei combattenti locali di Hezbollah, per lo più membri delle famiglie di Khiam.

Colpita una terza nave nello stretto di Hormuz

Una nave portarinfuse è diventata stamattina la terza nave ad essere colpita da un proiettile nei pressi dello Stretto di Hormuz, la principale rotta di navigazione che è diventata un punto focale nella guerra con l'Iran. Secondo quanto riferito dall'Ukmto, l'autorità marittima responsabile della regione, la nave è stata colpita da un "proiettile sconosciuto" mentre si trovava a 50 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai. Secondo Ukmto, l'equipaggio della nave è al sicuro e non vi è alcun impatto ambientale. In precedenza, una nave cargo aveva preso fuoco ed era stata evacuata a circa 11 miglia nautiche a nord della penisola di Musandam, in Oman, dopo essere stata colpita, ha affermato l'Ukmto. Anche un'altra nave cargo, colpita al largo delle coste degli Emirati Arabi Unit. Secondo un avviso dell'Ukmto, dall'inizio della guerra sono state attaccate 13 navi.

Governo del Libano: “780mila sfollati dall’inizio della guerra”

Finora la guerra ha costretto allo sfollamento 780mila persone in Libano. Lo ha dichiarato il ministro degli Affari sociali di Beirut, dopo aver incontrato il presidente Joseph Aoun, spiegando che 120mila sfollati stanno soggiornando in rifugi in tutto il Libano. Sayed ha spiegato che durante l'incontro hanno discusso delle sfide legate alla risposta alla crisi e degli aiuti umanitari in arrivo per supportare gli sfollati. Il ministro ha aggiunto che martedì è arrivato un aereo dell'Unione Europea con aiuti che saranno distribuiti nei rifugi. Infine, ha spiegato che sono attese ulteriori spedizioni di aiuti dalla Giordania, dalla Francia e da altri paesi

Libano, morto soccorritore della Croce Rossa

“Ancora una volta, ci troviamo a piangere un collega ucciso mentre portava aiuto. Non è possibile accettare che gli operatori umanitari perdano la vita mentre sono impegnati a salvare vite e che venga impedito loro di assistere chi si trova nel momento del bisogno”. È questo il commento del Presidente della Croce Rossa Italiana, Rosario Valastro, a seguito della morte di Youssef Assaf, soccorritore della Croce Rossa libanese morto a seguito delle ferite riportate mentre era in servizio in ambulanza nelle aree interessate dalle ostilità. “Rivolgiamo le più sincere condoglianze alla famiglia di Youssef e ai colleghi della Consorella per questa perdita che punta nuovamente l’attenzione su un fenomeno, quello degli attacchi agli operatori in zone di conflitto, che purtroppo, soprattutto negli ultimi anni, è diventato frequente. Questa nuova tragedia sottolinea, come stabilito dalle Convenzioni di Ginevra e dal Diritto Internazionale Umanitario, l’importanza di rispettare e proteggere il personale medico, le ambulanze e i pazienti, affinché sia possibile garantire supporto, conforto, cure, Dignità a chi soffre. È necessario riportare l’Umanità in primo piano. Le guerre hanno delle regole e devono essere rispettate. Lo diciamo da sempre, lo ribadiamo davanti ai conflitti dei nostri giorni e non ci stancheremo di continuare a farlo”, ha concluso

Iran avverte: “Colpiremo banche e centri economici di Usa e Israele”

"Ieri sera, gli Stati Uniti e Israele hanno attaccato una banca in Iran. A seguito di azioni illegittime e non convenzionali nella guerra, il nemico ci ha lasciato le mani libere per colpire i centri economici e le banche appartenenti al regime sionista e agli Stati Uniti nella regione". Lo ha dichiarato il quartier generale centrale di Khatamolanbia, il comando combattente unificato delle forze armate iraniane.
"Gli americani si aspettino le nostre dolorose contromisure", ha avvertito il comando, aggiungendo: "La popolazione della regione non dovrebbe rimanere entro un raggio di un chilometro dalle banche"

Von der Leyen: “10 giorni di guerra costati all'Ue 3 miliardi per energia”

"Stiamo già vedendo l'impatto della situazione in Medio Oriente sull'energia. I nostri sforzi di diversificazione stanno dando risultati. Ma questo non significa che siamo immuni agli shock dei prezzi". Lo ha detto la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, alla plenaria dell'Europarlamento. "Dall'inizio del conflitto i prezzi del gas sono aumentati del 50% e quelli del petrolio del 27%. Tradotto in euro: dieci giorni di guerra sono già costati ai contribuenti europei 3 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili. Questo è il prezzo della nostra dipendenza", ha evidenziato

Seconda nave cargo attaccata nello stretto di Hormuz: equipaggio in salvo

Un'altra nave cargo è stata attaccata nello stretto di Hormuz: l'Ukmto, l'agenzia britannica per la sicurezza marittima, ha ricevuto la segnalazione relativa ad un'imbarcazione colpita da un proiettile non meglio identificato lungo la rotta di navigazione al largo della costa di Dubai. L'equipaggio è sano e salvo. Si tratta della seconda segnalazione di un incidente del genere nel giro di sole due ore: stamattina, un'altra nave cargo era stata colpita da un proiettile sconosciuto nello stretto

Dubai, due droni vicino all’aeroporto: quattro feriti

Due droni iraniani hanno colpito l'aeroporto internazionale di Dubai, ferendo quattro persone. Lo hanno riferito le autorità locali, spiegando che l'attacco ha causato "ferite lievi a due cittadini ghanesi e un cittadino bengalese, e ferite moderate a un cittadino indiano". I voli, hanno aggiunto, non hanno subito interruzioni

Stretto di Hormuz, il momento in cui viene fatta esplodere una nave iraniana

Stretto di Hormuz, il momento in cui viene fatta esplodere una nave iraniana posamine nella notte

Il figlio di Pezeshkian: Mojtaba Khamenei ferito ma salvo

La nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, è “sana e salva” nonostante le ferite. Lo ha dichiarato il figlio del presidente iraniano, Masoud Pezeshkian, sul suo account Telegram.
“Ho sentito dire che Mojtaba Khamenei è stato ferito. Ho chiesto ad alcuni amici che hanno contatti. Mi hanno detto che, grazie a Dio, è sano e salvo”, ha scritto Yousef Pezeshkian, che è anche consigliere del governo.

Iran: nave cargo colpita nello Stretto Hormuz, equipaggio evacuato

Un proiettile sconosciuto ha colpito una nave cargo nello Stretto di Hormuz, provocando un incendio e costringendo l'equipaggio a evacuare. Lo ha dichiarato l'Agenzia marittima britannica per le operazioni commerciali (Ukmto). “È stato riferito che una nave cargo è stata colpita da un proiettile sconosciuto nello Stretto di Hormuz, che ha provocato un incendio a bordo”, ha affermato l'agenzia specializzata. La nave cargo, che si trovava a 11 miglia nautiche a nord dell'Oman, "ha richiesto assistenza e l'equipaggio è in procinto di evacuare la nave", ha aggiunto l'Ukmto.

Media: Mojtaba Khamenei ferito

Mojtaba Khamenei, la nuova Guida Suprema dell'Iran, sarebbe rimasto ferito, anche alle gambe, durante un tentativo di assassinio di Israele e si troverebbe in un luogo altamente sicuro con comunicazioni limitate. Lo ha riferito il New York Times, che ha riportato la notizia citando fonti iraniane, e l'informazione è stata subito rilanciata dai media israeliani. Le fonti iraniane citate dal Nyt hanno affermato che si teme che qualsiasi comunicazione con il mondo esterno possa rivelare la posizione di Khamenei, quindi metterlo in pericolo. Inoltre, secondo due fonti militari israeliane, l'apparato di sicurezza israeliano ritiene che in realtà Khamenei sia rimasto ferito alla gamba già il primo giorno della guerra, lo scorso 28 febbraio, prima di essere eletto Guida Suprema della Repubblica Islamica.

Polizia iraniana: “Chi protesta sarà considerato un nemico”

Ahmad-Reza Radan, capo della polizia iraniana, ha minacciato una repressione durissima in caso di nuove manifestazioni contro il regime. Radan ha dichiarato alla televisione pubblica di Teheran che "chiunque esca fuori su richiesta del nemico verrà considerato un nemico e non un dimostrante. Il dito delle forze di sicurezza è sul grilletto", ha aggiunto.

Israele bombarda Beirut

Nuovo attacco di Israele in Libano: si segnalano attacchi nella zona sud della capitale. Secondo quanto riportato dai media statali libanesi, l'esercito israeliano ha dichiarato di aver nuovamente preso di mira Hezbollah, sostenuto dall'Iran.

Wp, “droni contro una struttura diplomatica Usa in Iraq”

Un attacco di droni ha colpito un'importante struttura diplomatica americana in Iraq. Lo riporta il Washington Post citando alcuni funzionari, secondo i quali l'azione potrebbe essere stata condotta da alcuni gruppi pro-Teheran. L'attacco ha colpito il Baghdad Diplomatic Support Center, un ampio centro logistico per diplomatici americani vicino alle basi militari irachene e all'aeroporto.

Ministero saudita, “intercettati due droni diretti verso un giacimento petrolifero”

Il ministero della Difesa saudita afferma che le difese militari del Paese hanno intercettato due droni diretti verso un giacimento petrolifero, secondo quanto riporta Afp. L'impianto è quello di Shaybah, nell'est del Paese.
Questo gigantesco giacimento, situato vicino al confine con gli Emirati Arabi Uniti, è già stato preso di mira più volte dall'Iran dall'inizio dell'offensiva israelo-americana.

Iran: colpita una banca a Teheran, un morto

Un bombardamento israeliano ha colpito la sede di una banca a Teheran e ha causato la morte di un impiegato. Lo riferisce Al Jazeera.

Tv iraniana: “lanciato attacco più violento da inizio guerra”

“L'attacco missilistico lanciato stanotte dall'Iran contro obiettivi statunitensi e israeliani è stato il più violento e intenso dall'inizio della guerra". Lo afferma la televisione pubblica di Teheran. L'attacco, secondo un comunicato dei Guardiani della Rivoluzione, è durato tre ore e ha preso di mira Tel Aviv sud, Gerusalemme ovest e Haifa. Sono stati attaccati anche "numerosi obiettivi statunitensi a Erbil", nel Kurdistan iracheno, e la base navale della Quinta Flotta statunitense in Bahrein, dicono i pasdaran.

(reuters)

Iran, “lanciati attacchi su larga scala su obiettivi americani e israeliani”

Iran afferma di aver effettuato attacchi su larga scala contro obiettivi statunitensi e israeliani. Lo riporta Afp che cita come fonti media statali iraniani.

(reuters)

Attacco israeliano, forti esplosioni nel centro di Teheran

Forti esplosioni stanno venendo avvertite nel centro di Teheran in seguito ad attacchi aerei israeliani. Lo riferisce Al Jazeera, secondo la quale sarebbe stato colpito un quartiere residenziale.

Terminato allarme aereo in Israele, per media ci sono feriti

Le forze armate israeliane hanno annunciato in un comunicato ai cittadini che è permesso lasciare i rifugi dopo l'allarme aereo dovuto a un nuovo attacco missilistico dall'Iran. I servizi di emergenza hanno affermato che per ora non risultano feriti, salvo un piccolo gruppo di persone infortunatesi mentre fuggivano verso le aree sicure. Secondo Canale 12, invece, ci sarebbero alcuni feriti a Tel Aviv.

L'Arabia Saudita abbatte sei missili balistici iraniani

"Le forze di difesa aerea dell'Arabia Saudita hanno distrutto sei missili iraniani lanciati in direzione della base aerea di Prince Sultan". Lo ha dichiarato il Ministero della Difesa in una nota, come riportato dalla Tass.

Pasdaran, attaccate basi americane in Bahrein e Iraq

I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno affermato di aver attaccato con missili basi statunitensi in Bahrein e nel Kurdistan iracheno. Lo riferisce un comunicato dei pasdaran diffuso da Tasnim, l'agenzia stampa a loro affiliata. Nel dettaglio, secondo la nota, sarebbero state colpite la base della quinta flotta Usa in Bahrein e tre strutture in Iraq.

Nuovo attacco missilistico contro Israele

Le forze armate israeliane hanno riferito che nuovi missili iraniani sono stati lanciati verso il territorio di Tel Aviv. I sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia, aggiunge il comunicato pubblicato su Telegram dalle Idf. Decine di migliaia di persone si sono spostate nei rifugi.

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