"Dobbiamo sconfiggere il nemico e la nostra forza ci aiuterà a farlo", ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema iraniana letto dalla tv di Stato, invitando i Paesi della regione a chiudere le basi statunitensi. Ieri, alle 23.10 (ora locale), due droni si sono schiantati a Camp Singara, nel Kurdistan iracheno, colpendo il bar/ristorante della struttura militare italiana “Il fortino” all’interno dell’aeroporto di Erbil. L’impatto ha provocato un incendio e ha coinvolto due automezzi.
E mentre l’Iran continua gli attacchi nello Stretto di Hormuz e sostiene di aver colpito una nave di proprietà Usa, Israele bombarda l’impianto nucleare Taleghan a sud di Teheran e intensifica la guerra con il Libano: 8 morti in un raid a Beirut e la minaccia al premier Aoun di invadere il sud se non fermerà Hezbollah.
Un aereo cisterna Usa si schianta in Iraq: “Non è fuoco nemico”
Un aereo cisterna Usa si è schiantato nell'Iraq occidentale. Lo annuncia il Comando centrale americano in un post sui social precisando che "non si tratta di fuoco nemico". "L'incidente è avvenuto nello spazio aereo amico durante l'Operazione Epic Fury. Sono stati coinvolti due velivoli, uno è precipitato in Iraq occidentale, mentre il secondo è atterrato in sicurezza", si legge nel post
Drone ferisce almeno sei soldati francesi in una base irachena vicina a Erbil
Almeno sei soldati francesi sono rimasti feriti in un attacco con drone contro una base congiunta Peshmerga-Francia nella zona di Makhmour, in Iraq. Lo ha dichiarato il governatore di Erbil, Omed Koshnaw, in una nota e una fonte della sicurezza informata dell'incidente
In Israele muore una ragazza che correva verso il rifugio
Una ragazza di 17 anni è morta dopo essere stata investita da un veicolo su Menachem Begin Road a Rehovot. I paramedici del Magen David Adom, giunti sul posto, sono stati costretti a dichiararne il decesso sul colpo. Secondo il servizio di soccorso United Hatzalah, i passanti hanno riferito che la ragazza è stata investita dal veicolo mentre correva verso un rifugio antiaereo durante l'ultimo bombardamento iraniano
Bessent: “Navi scortate dagli Usa quando sarà possibile”
La Marina degli Stati Uniti, forse con una coalizione internazionale, scorterà le navi attraverso lo stretto di Hormuz quando sarà militarmente possibile. Lo ha dichiarato a Sky News il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent. "Sono convinto che non appena sarà militarmente possibile, la Marina degli Stati Uniti, magari con una coalizione internazionale, scorterà le navi. Il piano di scorta delle navi andrà avanti non appena gli Stati Uniti avranno il controllo completo dei cieli e le capacità di ricostruzione dell'Iran per i missili saranno completamente degradate", ha affermato. Bessent ha aggiunto: "Credo che petroliere iraniane e anche alcune petroliere battenti bandiera cinese siano passate. Quindi sappiamo che non hanno minato lo stretto". In precedenza, il Segretario all'energia degli Stati Uniti, Chris Wright, aveva dichiarato alla Cnbc che la Marina non può più scortare le navi attraverso lo stretto di Hormuz, ma che è "molto probabile" che ciò possa accadere entro la fine del mese
Netanyahu: “Con Trump dialogo, non diktat”
Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, ha dichiarato che è sempre lieto di incontrare l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, atteso in Israele la prossima settimana. Netanyahu insiste sul fatto che non ci sono "diktat" da parte degli Stati Uniti. "Il rapporto tra il Presidente Trump e me, i legami che abbiamo costruito tra Israele e gli Stati Uniti e la cooperazione tra i due eserciti, i migliori eserciti del mondo e le migliori forze aeree del mondo, questa cooperazione è immensa", continua. "Non funziona attraverso diktat", sottolinea Netanyahu, affermando che funziona attraverso "dialogo, concetti condivisi, consultazione e lavoro congiunto. Iniziate a pensare in questo modo. Vale a tutti i livelli, ma prima di tutto tra il Presidente e me, e anche tra i nostri staff"
Missili colpiscono il centro di Israele: non ci sono feriti
I missili lanciati questa sera dall'Iran contro Israele sono esplosi nel centro di Israele, in aree aperte. Il servizio di emergenza Magen David Adom ha riferito di non aver ricevuto alcuna chiamata in merito a feriti
L’Onu condanna il raid israeliano sulla spiaggia di Beirut
Il portavoce del segretario generale dell'Onu ha condannato l'attacco aereo israeliano condotto lungo la spiaggia di Ramlet al-Baida, a Beirut, in Libano, e costata la vita a sei persone. "Abbiamo condannato e continueremo a condannare tutte le uccisioni di civili", ha detto Stephane Dujarric, rispondendo alle domande dei giornalisti
Netanyahu: “Stiamo forgiando nuove alleanze nella regione, finora inimmaginabili”
"Stiamo forgiando nuove alleanze nella regione che fino a poche settimane fa sarebbero sembrate immaginarie", ha dichiarato in conferenza stampa il premier Benjamin Netanyahu
Netanyahu agli iraniani: “La libertà si sta avvicinando, ma dipende da voi”
"Dico al popolo iraniano: il momento in cui potrete uscire verso la libertà si sta avvicinando. Noi siamo al vostro fianco e vi aiutiamo, ma alla fine dipende da voi, è nelle vostre mani". Lo ha detto in conferenza stampa il premier israeliano Benjamin Netanyahu. "Questo non è più lo stesso Iran, non è più lo stesso Medio Oriente e non è più lo stesso Israele. Non aspettiamo, prendiamo l'iniziativa, attacchiamo e lo facciamo con una potenza senza precedenti", ha aggiunto
Netanyahu: “Mojtaba Khamenei è un burattino dei Pasdaran”
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito Mojtaba Khamenei, nuova Guida Suprema iraniana dopo l'uccisione del padre, "un burattino dei Guardiani della Rivoluzione Islamica" che "non può mostrare la sua faccia in pubblico". Lo ha detto durante la prima conferenza stampa dall'inizio della crisi
Netanyahu: “Hezbollah pagherà un prezzo molto pesante”
"Stiamo vivendo giorni storici. Con una cooperazione senza precedenti tra Israele e gli Stati Uniti, abbiamo ottenuto risultati enormi che rafforzano la posizione di Israele come potenza più forte che mai. Hezbollah sente la forza del nostro braccio e la sentirà ancora più intensamente, pagherà un prezzo molto pesante per la sua aggressione". Lo ha detto questa sera il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu nella sua prima conferenza stampa dall'inizio dell'attuale guerra con l'Iran
Idf: “Avviata una nuova ondata di attacchi su vasta scala a Teheran”
Le forze della Difesa israeliane (Idf) hanno reso noto di "avere appena avviato una nuova ondata di attacchi su vasta scala contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano a Teheran"
Onu: “Più di 4 milioni di sfollati a causa della guerra”
Le Nazioni Unite hanno lanciato un nuovo allarme umanitario legato alla crisi in Medio Oriente. "La regione ospita alcune delle più grandi popolazioni bisognose di assistenza. La recente escalation rischia di aggravare le sofferenze dei civili", ha detto il portavoce, Stephane Dujarric. "Dall'inizio dell'escalation più di 4,1 milioni di persone sono state sfollate internamente in Afghanistan, Iran, Libano e Pakistan", ha aggiunto
Tajani: “Ridurremo diplomatici a Baghdad e Erbil”
"Ridurremo drasticamente il personale all'ambasciata di Baghdad e al consolato di Erbil". Lo afferma al Tg4 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani
Tajani: “I militari a Erbil verranno spostati presto”
I militari italiani a Erbil "verranno spostati in tempi rapidi, così come accaduto in Kuwait". Lo afferma al Tg4 il ministro degli Esteri, Antonio Tajani."I nostri militari - prosegue Tajani - sono lì per addestrare i curdi. E' difficile addestrarli restando sotto le bombe"
Colloquio Modi-Pezeshkian
Il primo ministro indiano, Narendra Modi, ha avuto un colloquio telefonico con il Presidente iraniano, Masoud Pezeshkian. Modi ha sottolineato che la sicurezza dei cittadini indiani e la necessità di garantire il libero passaggio di merci ed energia restano le massime priorità
Dmitriev: “E’ inizio della più grande crisi energetica della storia”
Kirill Dmitriev, Rappresentante speciale del Presidente della Federazione Russa per gli investimenti e la cooperazione economica con i Paesi stranieri e amministratore delegato del Fondo russo per gli investimenti diretti, ha previsto l'inizio della più grande crisi energetica della storia, associata a un forte aumento dei prezzi del petrolio. "E questo è solo l'inizio della più grande crisi energetica della storia", ha scritto Dmitriev su X. Questo è stato il suo commento a un articolo del Financial Times secondo cui la Russia riceverebbe 150 milioni di dollari al giorno di entrate aggiuntive grazie al forte aumento dei prezzi del petrolio. Dmitriev aveva precedentemente affermato che uno "tsunami di shock energetico" si stava avvicinando all'Europa a causa del rifiuto dell'UE di utilizzare il gas naturale russo
Erbil, due soldati Usa feriti in un raid contro la base militare
Due soldati statunitensi sono stati feriti la scorsa notte in un attacco con droni contro una base militare nel nord dell'Iraq. Lo ha riferito una fonte della sicurezza a Sky News, secondo cui i militari feriti sono "in buone condizioni", mentre un lavoratore esterno colpito negli attacchi versa in condizioni più critiche. Secondo la fonte, durante l'attacco sono stati lanciati in totale 11 droni contro la base situata all'interno dell'Aeroporto Internazionale di Erbil, che ospita truppe statunitensi e britanniche. Dall'inizio dei raid statunitensi e israeliani contro l'Iran, sarebbero stati lanciati contro la base almeno 150 droni, missili balistici e razzi
Il video postato oggi dal ministero degli Esteri sui missili a Gerusalemme è di febbraio
Il video postato oggi dal ministero degli Esteri israeliano che parla di missili iraniani lanciati vicino alla Spianata delle Moschee risale al 28 febbraio, primo giorno di guerra. Le immagini - già pubblicate su alcuni media israeliani il primo di marzo - vengono utilizzate per motivare la decisione delle autorità israeliane di chiudere l'area. “Proteggere le vite e la sicurezza dei fedeli è la priorità”, si legge nel post, in cui si afferma che “il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme” e che uno di loro 'è caduto a poche centinaia di metri dal Muro del Pianto, la moschea di Al-Aqsa e la chiesa del Santo Sepolcro'. Ieri i Paesi islamici avevano protestato per la chiusura dei luoghi sacri durante il ramadan
A Erbil colpita stanotte la base congiunta Usa-Regno Unito: feriti lievi
La scorsa notte diversi droni hanno colpito una base a Erbil, in Iraq, che ospita sia truppe britanniche che americane. Diversi membri del personale statunitense sono rimasti feriti. Lo ha detto il generale britannico Guy Foden secondo l'Ap. Un altro ufficiale, il tenente generale Nick Perry, ha precisato che non ci sono stati feriti inglesi e che i feriti statunitensi non sono " gravi".
Il Libano convoca l’incaricato d’affari in Iran: “No a interferenze"
Il ministro degli Esteri libanese Youssef Raggi ha convocato l'incaricato d'affari iraniano a Beirut per sottolineare il rifiuto di Beirut nei confronti di "qualsiasi ingerenza negli affari interni" del Paese dei Cedri.
L'indicazione, come ha spiegato il capo della diplomazia di Beirut su X, è quello di "trasmettere la ferma obiezione del Libano a una serie di incidenti e dichiarazioni che costituiscono una chiara violazione della nostra sovranità nazionale e una violazione delle decisioni del nostro governo. Nel mirino, c'è la presenza di membri dei Guardiani della Rivoluzione islamica iraniana nel Paese dei Cedri, dichiarata illegale dal governo libanese la settimana scorsa.
Usa: colpiti 6mila obiettivi dall'inizio della guerra contro l'Iran
Dall'inizio della guerra contro l'Iran gli Stati Uniti hanno colpito 6mila obiettivi e distrutto 90 navi. Lo riferisce il Comando centrale americano nel consueto aggiornamento.
Due accademici morti nei raid israeliani a Beirut
Due accademici libanesi sono rimasti uccisi in un raid di un drone israeliano contro il campus di Beirut sud dell'università pubblica. Lo ha riferito l'agenzia di stampa libanese National News Agency, precisando che le vittime sono il direttore della facoltà di Scienze Hussein Bazzi e il professor Mortada Srour. Il campus si trova ai margini della periferia meridionale di Beirut, tradizionale roccaforte di Hezbollah, ed era stato risparmiato nell'ultima guerra tra il gruppo sciita filo-iraniano e Israele.
La Casa Bianca smentisce Abc: “Non esiste una minaccia iraniana in California”
La Casa Bianca ha smentito l'indiscrezione di Abc News, secondo cui l'Fbi avrebbe avvertito i dipartimenti di polizia della California che l'Iran potrebbe reagire agli attacchi degli Stati Uniti lanciando droni contro la costa occidentale. "Questa notizia dev'essere immediatamente ritirata da Abc News per aver fornito informazioni false con l'intento di allarmare il popolo americano", ha scritto su X la portavoce Karoline Leavitt. "Hanno scritto questo articolo basandosi su un'e-mail inviata alle forze dell'ordine locali in California riguardante una singola segnalazione non verificata. L'e-mail afferma addirittura che la segnalazione si basava su informazioni 'non verificate'. Eppure Abc News ha omesso questo fatto fondamentale nella sua notizia! Perché? - ha chiesto Leavitt - Per essere chiari: non esiste alcuna minaccia di questo tipo da parte dell'Iran alla nostra patria, e non è mai esistita".
Larijani a Trump: “La guerra non si vince con i post. Te ne pentirai”
Il segretario del Consiglio nazionale di sicurezza iraniano, Ali Larijani, è tornato ad assicurare che sarà inflitta una sconfitta agli Stati Uniti. Il presidente americano Donald "Trump afferma di puntare a una vittoria rapida. Iniziare una guerra è facile, ma non si può vincere con pochi tweet. Non cederemo finché non vi faremo pentire di questo grave errore di calcolo", ha scritto su X.
Idf: “Ucciso in Libano il comandante della milizia iraniana che opera con Hezbollah”
Il comandante della Divisione Imam Hossein, milizia iraniana che opera a fianco di Hezbollah, è stato ucciso insieme al suo vice e ad altri comandanti in un attacco aereo in Libano la scorsa notte. A darne notizia sono le Forze di Difesa israeliane citate dal Times of Israel. Il comandante della Divisione Imam Hossein è stato identificato dalle Idf come Ali Musallam Tabaja, nominato a questo ruolo dopo che il precedente comandante era stato ucciso da Israele nell'ottobre 2024. "Questa è una divisione iraniana delle Guardie Rivoluzionarie il cui ruolo è attaccare Israele a partire dal territorio libanese. Per anni abbiamo cercato di localizzarli ed eliminarli. La scorsa notte, mentre sparavano verso Israele, sono stati eliminati in pochi secondi", ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore delle Idf, Tenente Generale Eyal Zamir, in un comunicato video. Secondo le Idf, nell'attacco di ieri sera sono stati uccisi anche Jihad al-Safira, vice comandante di divisione; Sager al-Handasa, ufficiale addetto ai droni della divisione; e diversi altri comandanti di alto rango.
Teheran: “Non abbiamo minato lo Stretto di Hormuz”
L'Iran ha negato di avere posato mine nello Stretto di Hormuz. "Questo non è vero per niente," ha risposto il viceministro degli Esteru Majid Takht-Ravanchi, quando gli è stato chiesto delle dichiarazioni del presidente americano Donald Trump su attacchi contro 28 navi posamine iraniane. "Alcuni Paesi" hanno chiesto di passare da Hormuz e "abbiamo collaborato con loro", ha assicurato.
Terzo raid su Erbil, colpito l’aeroporto internazionale
Un nuovo raid, il terzo da ieri sera, ha colpito l'aeroporto internazionale di Erbil, il capoluogo del Kurdistan iracheno. Lo ha riferito il New York Times, precisando che una colonna di fumo si sta alzando dalla zona. Anche ieri sera è stato colpito l'aeroporto, fa notare il quotidiano statunitense, oltre alla base che ospita militari italiani. Nelle scorse ore, invece, a Erbil sono state avvertite due esplosioni, mentre le difese aree intercettavano droni sulla città.
Teheran: “Dato l’ok ad alcuni Paesi per poter attraversare lo Stretto di Hormuz”
L'Iran ha permesso alle navi di alcuni Paesi di attraversare lo Stretto di Hormuz. Lo ha confermato all'Afp il vice ministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi. "Alcuni Paesi ci hanno già contattato per attraversare lo stretto e noi abbiamo collaborato con loro - ha detto - Per quanto riguarda l'Iran, riteniamo che i Paesi che hanno aderito all'aggressione non dovrebbero beneficiare del passaggio sicuro attraverso lo Stretto di Hormuz".
Media iraniani smentiscono la morte della moglie di Ali Khamenei: "E’ viva"
La moglie di Alì Khamenei, Mansoureh Khojasteh, non è morta nell'attacco costato la vita alla guida suprema iraniana. Lo riporta l'agenzia di stampa Fars. "Nei giorni successivi al martirio del leader della rivoluzione, alcuni media avevano erroneamente riportato la notizia del martirio della moglie del defunto ayatollah Seyyed Ali Khamenei. Lei è viva e vegeta e le prime notizie erano sbagliate", ha riferito l'agenzia.
Idf: “Nuova ondata attacchi israeliani contro Hezbollah a Beirut”
L'esercito israeliano ha scritto sui suoi account social di aver condotto una nuova ondata di attacchi a Beirut, prendendo di mira infrastrutture appartenenti a Hezbollah, il gruppo militante libanese sostenuto dall'Iran.
Trump pronto a deroga su spedizioni navali contro il caro petrolio
Donald Trump è pronto a sospendere il Jones Act nel tentativo di gestire i prezzi del petrolio schizzati per la guerra con l'Iran. Lo riporta Bloomberg citando fonti informate. La legge del 1920 impone che le spedizioni nazionali utilizzino navi costruite in Usa, di proprietà americana e con equipaggio a stelle e strisce. È stata un pilastro della politica marittima americana per oltre un secolo, concepita per mantenere forte l'industria nazionale e garantire gli interessi della sicurezza Usa nel trasporto in mare. Ma la sua sospensione potrebbe ridurre i costi del trasporto del petrolio e della logistica delle spedizioni nazionali.
Tajani: “Stiamo organizzando il rientro dei militari da Erbil”
Sull'attacco alla base italiana a Erbil "sono in corso le verifiche necessarie per accertare con precisione la dinamica dell'attacco e individuarne i responsabili. Il governo è pronto ad adottare ogni ulteriore misura necessaria a garantire la loro sicurezza e quella di tutto il personale, civile e militare, impegnato nella regione.
Proprio in queste ore è in corso un ulteriore alleggerimento del nostro consolato. Pochi minuti fa ho parlato con il ministro Crosetto che mi ha comunicato che 102 militari sono stati evacuati la scorsa settimana e 75 sono stati trasferiti in Giordania. Ne restano 101 per i quali stiamo organizzando il rientro". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al question time al Senato.
"Poco fa ho sentito il presidente del governo regionale, Barzani, che mi ha espresso la massima solidarietà rispetto a questo grave episodio. Mi ha anche confermato l'impegno delle autorità curde per la sicurezza dei nostri militari e la massima collaborazione per l'accertamento delle responsabilità dell'attacco. In giornata parlerò anche con il ministro degli esteri iracheno", ha sottolineato Tajani.
Incendio nella lavanderia della portaerei Usa Ford: due feriti
Nei locali della lavanderia della USS Gerald R. Ford si è sviluppato un incendio nel quale sono rimasti lievemente feriti due marinai. Lo annuncia il Comando Centrale Usa precisando che le fiamme non sono legate ad attacchi dell'Iran. La portaerei è di stanza nel Mar Rosso, a supporto dell'operazione Epic Fury. Non si segnalano danni all'impianto di propulsione della nave e la portaerei rimane pienamente operativa, sottolinea il Centcom.
Trump: “L’Iran non dovrebbe partecipare ai Mondiali di calcio negli Usa”
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che l'Iran non dovrebbe partecipare ai prossimi Mondiali in Nord America, pochi giorni dopo aver dichiarato al capo della Fifa che sarebbero stati benvenuti nonostante la guerra in Medio Oriente. "La nazionale di calcio iraniana è benvenuta ai Mondiali, ma non credo sia appropriato che siano lì, per la loro vita e sicurezza", ha dichiarato Trump sulla sua piattaforma Truth Social.
Usa: “L’incendio a bordo della portaerei Ford non è legato ai combattimenti”
Incendio a bordo della Uss Gerald R. Ford, portaerei della Marina statunitense dispiegata nel Mar Rosso a sostegno dell'operazione in Medio Oriente. L'incidente - si legge in una nota della U.S Navy - ha avuto origine "nei principali locali lavanderia della nave. La causa dell'incendio non è legata ai combattimenti ed è stata contenuta. Non vi sono danni al sistema di propulsione della nave e la portaerei rimane pienamente operativa". "Due marinai sono attualmente in cura per ferite non gravi e sono in condizioni stabili", si legge.
Media: Mojtaba in terapia intensiva e ha perso una gamba
La nuova Guida suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, sarebbe in coma in ospedale. A rilanciare la voce è stato il britannico Daily Mail, dopo che la nuova Guida suprema dell'Iran ha diffuso oggi il suo primo messaggio alla nazione.
Secondo il tabloid, Mojtaba è in terapia intensiva all'ospedale universitario Sina, nel centro di Teheran, e ha perso una gamba nell'attacco in cui è rimasto ferito. Una sezione della clinica è stata sigillata per sorvegliare la Guida Suprema dell'Iran.
Mojtaba non è apparso in pubblico per l'appello rivolto oggi alla nazione e le sue parole sono state lette alla tv di Stato da una giornalista.
Idf archivia il caso degli abusi su un detenuto palestinese
Il procuratore generale militare israeliano, Itay Offir, ha ordinato l'archiviazione del rinvio a giudizio di cinque soldati riservisti accusati di abusi su un detenuto palestinese di Gaza presso la prigione di Sde Teiman.
Il legale ha citato, tra i motivi, "la complessità delle prove esistenti", "difficoltà procedurale nel trasferimento di materiale investigativo" che "lede il diritto degli imputati a un giusto processo" nonché il rilascio del detenuto e il suo rientro nella Striscia nell'ambito del cessate il fuoco nell'ottobre 2025. Nel mirino di Offir, anche "la condotta di alti funzionari dell'Avvocatura generale militare (Mag) e del sistema di polizia militare in questo caso, e le sue circostanze eccezionali e senza precedenti", un riferimento al suo predecessore, Yifat Tomer-Yerushalmi, che si è dimessa dall'incarico dopo che è venuto alla luce che aveva fatto trapelare ai media un video di sorveglianza che mostrava gli abusi dei soldati israeliani sul detenuto.
Il caso di Sde Teiman è iniziato nel febbraio 2025, quando cinque riservisti sono stati accusati di maltrattamenti aggravati e lesioni gravi a un detenuto. Secondo l'accusa, i cinque hanno picchiato il detenuto, lo hanno trascinato a terra, lo hanno calpestato e lo hanno colpito con un taser, rompendogli le costole e perforando un polmone. Inoltre, il prigioniero è stato vittima di abusi sessuali che gli hanno causato lesioni all'ano.
La base di Sde Teiman, nel deserto del Negev, durante la guerra di Gaza è stata usata come centro di detenzione temporanea e interrogatorio per i palestinesi catturati a Gaza, in particolare per i sospetti militanti.
Idf: “Avviso di evacuazione per un edificio nel centro di Beirut”
Il portavoce in lingua araba dell'Idf ha emesso un avviso di evacuazione per un edificio nel quartiere di al-Bashoura nel centro di Beirut.
Pasdaran a Mojtaba: “Terremo chiuso lo Stretto di Hormuz”
I pasdaran hanno subito aderito all'ordine della nuova guida suprema, l'ayatollah Mojtaba Khamenei, di mantenere chiuso lo Stretto di Hormuz. "In risposta alla Guida Suprema: terremo lo stretto di Hormuz chiuso e infliggeremo al nemico invasore il più duro dei colpi", ha scritto su X il comandante della Marina dei Guardiani della rivoluzione, Alì Reza Tangsiri, a commento di un post di Khamenei Jr.
Israele: “Colpita Gerusalemme vicino S. Sepolcro, Al-Aqsa, Muro del Pianto”
"Il regime iraniano sta lanciando missili su Gerusalemme, uno di questi ha colpito a poche centinaia di metri dalla Città Vecchia, dal Muro del Pianto, dalla Moschea di Al-Aqsa e dalla Chiesa del Santo Sepolcro". Lo scrive su X il ministero degli Esteri israeliano postando il video del luogo colpito dall'ordigno iraniano. "Proteggere le vite e la sicurezza dei fedeli viene prima di tutto. Ecco perché la preghiera in tutti i luoghi sacri è stata temporaneamente sospesa", aggiunge il messaggio.
Immagini satellitari mostrano 3 buchi nel sito nucleare di Taleghan
Sono state pubblicate le prime immagini satellitari del sito di Taleghan, nel delicato complesso militare iraniano di Parchin a 30 chilometri da Teheran, colpito dall'Idf: nelle immagini si vedono tre grandi buchi nella struttura di cemento con cui era stato coperto l'impianto dopo la guerra dei 12 giorni a giungo. "I fori ricordano quelli documentati nel sito di Fordow dopo un altro attacco, e potrebbero indicare l'uso di bombe penetranti anti-bunker", scrive Yedioth Ahronot. L'esercito israeliano ha dichiarato che Teheran ha cercato di utilizzare la struttura per promuovere capacità legate allo sviluppo di armi nucleari. Precedenti immagini satellitari di ottobre 2025 avevano documentato lavori di fortificazione attorno al sito, inizialmente una struttura portante, poiun tetto metallico e a febbraio una copertura di cemento. Il complesso di Parchin è considerato uno dei più grandi e sensibili centri dell'industria militare iraniana, dove sono immagazzinate infrastrutture militari pesanti, tra cui produzione e stoccaggio di testate, motori e sistemi per missili e armamenti. Nel sito operano anche strutture per la riparazione e la manutenzione di sistemi dell'industria militare pesante.
Khamenei: “Ho appreso della mia nomina dalla tv”
La nuova Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, nel suo messaggio ha rivelato di aver appreso domenica sera la notizia della sua nomina da parte dell'Assemblea degli Esperti dalla tv di Stato "come tutti".
Khamenei: “Prendere posto di mio padre è un compito molto difficile”
La Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio da quando è stato nominato, ha definito "un compito molto difficile" prendere il posto di suo padre, Ali Khamenei, e dell'ayatollah Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica. La nuova Guida Suprema ha evidenziato in particolare la difficoltà di replicare la "montagna di fermezza" del padre.
Trump: “Fermare malvagio impero di Teheran è più importante del petrolio”
"Gli Stati Uniti sono di gran lunga il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando i prezzi del petrolio salgono, guadagniamo un sacco di soldi. Ma, di gran lunga più interessante e importante per me, come presidente, è impedire a un impero malvagio, l'Iran, di possedere armi nucleari e di distruggere il Medioriente e, in effetti, il mondo. Non permetterò mai che ciò accada!". Lo ha scritto il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sul suo social Truth.
Khamenei: “Vogliamo migliorare i rapporti con i nostri vicini”
"Dobbiamo avere buoni rapporti con i vicini, siamo pronti a migliorare i rapporti con i Paesi vicini". Lo ha detto la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso alla nazione avvertendo però che "se ci saranno attacchi saremo costretti ad attaccare coloro che cooperano" con il nemico.
Khamenei: “Seguiremo il percorso di Ali Khamenei, ai leader iraniani chiedo unità”
"Promettiamo alla defunta Guida suprema" Ali Khamenei "che seguiremo il percorso e faremo del nostro meglio per proseguire quanto fatto in passato e chiedo a tutti i diversi leader politici dell'Iran di fare del proprio meglio per mostrare unità". Lo ha detto Mojtaba Khamenei nel suo primo discorso come nuova Guida suprema dell'Iran in seguito alla morte del padre, Ali Khamenei.
Khamenei: “In ogni caso dal nemico otterremo risarcimento”
"La volontà del popolo è quella di continuare una difesa efficace e punitiva". Lo afferma Mojtaba Khamenei nel suo primo messaggio da Guida suprema dell'Iran.
Khamenei ringrazia i combattenti per la “difesa efficace”
"Il nostro sincero ringraziamento va ai nostri coraggiosi combattenti che, in un momento in cui la nostra nazione e la nostra amata patria sono state ingiustamente attaccate dai leader del fronte dell'arroganza, hanno bloccato il cammino del nemico con i loro potenti colpi e dissipato la sua illusione di poter dominare il nostro amato Paese o forse dividerlo". Lo afferma la Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, nella sua prima dichiarazione dopo la sua nomina. "Cari fratelli combattenti, la richiesta delle masse è la continuazione di una difesa efficace e degna di rimpianto", ha aggiunto Khamenei che non è apparso in video.
Khamenei: “Non rinunceremo a vendicare il sangue dei martiri”
L'Iran vuole giustizia per i morti in guerra. "Assicuro a tutti che non rinunceremo alla vendetta per il sangue dei martiri", ha assicurato la nuova guida suprema, Mojtaba Khamenei, nel primo discorso dopo l'elezione. "La vendetta che abbiamo in mente non riguarda solo il martirio del grande Leader della Rivoluzione (il padre Alì, ndr) piuttosto, ogni membro della nazione martirizzato dal nemico è un caso a sè stante per la causa della vendetta", ha spiegato. "Naturalmente, finora solo una parte limitata di questa vendetta ha assunto forma tangibile, ma fino a quando non sarà completamente compiuta, rimarrà al primo posto", ha assicurato, "e saremo particolarmente sensibili al sangue dei nostri figli". Dunque "le atrocità commesse dal nemico, che ha deliberatamente preso di mira la scuola Shajarat Tayyibah a Minab e alcuni casi simili, riceveranno un'attenzione particolare" in questo processo.
Khamenei: “Paesi del Golfo amici ma attacchi a basi Usa continueranno”
La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, ha affermtato che l'Iran crede nell'amicizia con Paesi vicini e che continuerà a colpire solo le basi degli Stati Uniti. Lo ha detto in discorso televisivo, il primo dalla sua nomina. Lo riporta Al Jazeera.
Khamenei: “Otterremo risarcimento dal nemico”
L'Iran intende avere a ogni costo un risarcimento per i danni subiti nella guerra in corso. A chiarirlo è stato Mojtaba Khameni, nuova guida suprema, nel suo primo discorso dopo l'elezione. "Un punto che devo sottolineare è che, in ogni caso, otterremo un risarcimento dal nemico. Se si rifiuteranno, sequestreremo i loro beni nella misura che riterremo opportuna e, se anche questo si rivelasse impossibile, distruggeremo una quantità equivalente delle loro proprietà", ha assicurato.
Khamenei: “Stretto di Hormuz chiuso per fare pressione sui nemici”
"La leva della chiusura dello Stretto di Hormuz deve continuare a essere utilizzata come strumento di pressione". Lo ha dichiarato la nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, nel suo primo messaggio da quando è stato nominato dall'Assemblea degli Esperti domenica scorsa. "Abbiamo studiato l'apertura di altri fronti dove il nemico ha poca esperienza ed è estremamente vulnerabile. Questi saranno attivati se la situazione di guerra persiste e in base agli interessi nazionali", ha aggiunto la Guida.
Khamenei: “Basi Usa nella regione vanno chiuse”
"Tutte le basi statunitensi nella regione dovrebbero essere immediatamente chiuse, altrimenti saranno attaccate". Lo afferma la Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, nella sua prima dichiarazione dopo la sua nomina.
Alla tv di Stato leggono il messaggio di Khamenei: “Sventato tentativo di dividere il Paese”
“Sventato tentativo di dividere il Paese”, è il messaggio della nuova Guida Suprema dell’Iran Mojtaba Khamenei letto dalla tv di Stato.
Due esplosioni a Erbil: difesa aerea intercetta droni
Due esplosioni sono state avvertite a Erbil, nella regione autonoma curda nel nord dell'IRa, mentre le difese aree hanno intercettato droni sulla città. Lo riportano al Jazeera, aggiungendo che fonti ufficiali hanno confermato che sono stati intercettati due droni. La notte scorsa la base italiana a Erbil è stata colpita da un attacco con droni.
Media: “Khamenei parlerà del martirio del padre, dei nemici e dei Paesi della regione”
Nel suo primo messaggio da Guida Suprema, Mojtaba Khamenei, parlerà "del leader martirizzato della rivoluzione", il padre Ali Khamenei, e "dei paesi della regione e del modo di affrontare i nemici". E' quanto si legge sull'account ufficiale di Telegram con cui si è annunciato "a breve" il primo messaggio della nuova Guida Suprema che verterà anche su "il ruolo e i doveri del popolo, le forze armate, gli organismi esecutivi, il fronte di resistenza".
Crosetto: “A Erbil è stato un attacco deliberato”
"Assolutamente sì, quella è una base della Nato ed è anche americana". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, al Tg1, in merito alla domanda se quello della scorsa notte alla base militare italiana di Erbil sia stato un attacco deliberato.
Tajani: “A colpire la base a Erbil probabilmente milizie filo-Iran”
I militari italiani a Erbil "stanno tutti bene fortunatamente. E' stato un attacco portato con un drone, non si sa se lanciato dagli iraniani, ma forse più probabilmente dalle milizie filo-iraniane che sono in Iraq". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani al Tg2.
Due petroliere prendono fuoco al largo dell’Iraq
Due petroliere hanno preso fuoco ieri sera al largo di Bassora, in Iraq, dopo essere state colpite da un presunto attacco iraniano. L'ambasciata indiana in Iraq ha dichiarato che una persona è morta, e l'osservatorio per la sicurezza marittima Ukmto ha riferito che 38 membri dell'equipaggio sono stati evacuati dalle navi. Le navi - la SeaSafe Vishnu, di proprietà statunitense e battente bandiera delle Isole Marshall, e la Zefyros, di proprietà greca e battente bandiera maltese - stavano trasferendo petrolio tra loro in quel momento. Ore dopo, un'altra nave sarebbe stata colpita nei pressi degli Emirati Arabi Uniti.
Intelligence Usa: “Leadership dell’Iran intatta, non rischia crollo immediato”
L'intelligence statunitense indica che la leadership iraniana è ancora in gran parte intatta e non rischia di crollare nell'immediato dopo quasi due settimane di incessanti bombardamenti da parte di Stati Uniti e Israele. Lo riporta un'esclusiva Reuters che cita, sul suo sito, tre fonti a conoscenza della questione.
Una "moltitudine" di rapporti di intelligence fornisce "un'analisi coerente secondo cui il regime non è in pericolo" di collasso e "mantiene il controllo del popolo iraniano", ha affermato una delle fonti che, come le altre due, ha chiesto l'anonimato.
A breve il primo discorso all’Iran della nuova Guida Suprema
La nuova Guida Suprema dell'Iran, Mojtaba Khamenei, a breve terrà un discorso al Paese, il primo dalla sua nomina. Lo ha riferito la tv di Stato di Teheran.
Un'altra portacontainer colpita vicino Hormuz
Un'altra nave portacontainer è stata colpita da frammenti di proiettile nei pressi dello Stretto di Hormuz. Lo riporta Sky News sottolineando che la compagnia di navigazione tedesca Hapag-Lloyd ha dichiarato che la sua nave Source Blessing è stata colpita nei pressi di una rotta di navigazione chiave, che costituisce un canale per un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio.
La nave non è stata colpita direttamente, ma da frammenti del vettore, prendendo fuoco. Tutti i membri dell'equipaggio stanno bene e l'incendio è stato spento, ha dichiarato la compagnia di navigazione. Si tratta almeno del secondo incidente del genere - ricorda il media britanicco - segnalato oggi.
Due esplosioni udite a Erbil: l'antiaerea intercetta dronì
Due esplosioni sono state udite sopra Erbil, nella regione semi-autonoma curda nel nord dell'Iraq, mentre le difese aeree intercettavano droni sopra la città. Lo scrive Al Jazeera riportando che i funzionari hanno affermato che i sistemi di difesa aerea hanno intercettato due droni sopra il capoluogo regionale. Erbil ospita la base italiana colpita stanotte e diverse strutture militari e diplomatiche statunitensi.
Idf: Ucciso un comandante Hezbollah che prestava servizio con i Pasdaran”
L'esercito israeliano afferma di aver ucciso un comandante di Hezbollah che prestava servizio nel Corpo delle Guardie rivoluzionarie Islamiche iraniane. Abu Dharr Mohammadi, comandante delle operazioni dell'unità missilistica dell'Irgc all'interno di Hezbollah, è stato ucciso martedì, hanno dichiarato le Forze di Difesa Israeliane. "Mohammadi era una figura chiave nel rafforzamento delle forze militari di Hezbollah per quanto riguarda i missili", hanno aggiunto le Idf in una nota.
Teheran: “Colpite basi Usa in Emirati e Iraq”
Le forze iraniane hanno annunciato di aver condotto la 40esima e la 41esima ondata di bombardamenti, dedicate "alle anime pure dei martiri" e in particolare al comandante dei Pasdaran Mohammad Pakpour, ucciso nel primo giorno di guerra. Lo riporta l'agenzia Fars.
Gli obbiettivi degli attacchi sono stati negli Emirati Arabi Uniti e in Iraq. In particolare, "il luogo di raduno delle forze americane sulla Sheikh Zayed Road (Emirati Arabi Uniti) e la posizione delle forze americane all'aeroporto Ahmed Al-Jaber (Kuwait)", presi di mira "con i missili ipersonici a guida di precisione Fateh". E ancora "l'alloggio dei marines americani nella base aerea di Al-Dhafra (Emirati) e nelle basi mobili statunitensi in Iraq, così come il luogo di raduno dei torturatori sionisti a Tel Aviv", centrati da "missili Khorramshahr" e "Qadr".
Ue: “Rimpatriati 303 cittadini dal Medio Oriente, più di 8mila in totale”
Due voli di rimpatrio, noleggiati dalla Commissione europea e interamente finanziati dall'Ue, sono atterrati a Varsavia, in Polonia, riportando in sicurezza 303 cittadini europei bloccati in Medio Oriente. Per la seconda volta, spiega l'esecutivo Ue in una nota, la Commissione ha mobilitato la propria capacità di trasporto nell'ambito di rescEU, a seguito di una richiesta delle autorità polacche. "Continueremo a proteggere i nostri cittadini ovunque si trovino, intervenendo quando le sfide sono troppo grandi per essere affrontate da un singolo Paese", ha dichiarato la commissaria Ue alle Emergenze Hadja Lahbib. Ad oggi, il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze dell'Ue ha sostenuto oltre 70 voli per oltre 8.000 rimpatriati in vari Stati membri, tra cui l'Italia. Partiti dall'Arabia Saudita e dall'Oman, gli ultimi due voli per Varsavia hanno trasportato 227 cittadini polacchi e 76 cittadini di altri paesi europei bloccati in Kuwait, Bahrein, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Nuovi voli sono previsti nei prossimi giorni per i 23 Paesi che hanno già richiesto assistenza (Belgio, Bulgaria, Cechia, Estonia, Irlanda, Francia, Italia, Cipro, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi, Austria, Polonia, Portogallo, Romania, Slovenia, Slovacchia, Finlandia, Svezia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro).
Iran: “Ue complice degli attacchi Usa-Israele”
Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano ha accusato l'Unione Europea di "complicità" negli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele contro la Repubblica islamica. In un post su X, Esmaeil Baghaei ha affermato che "l'indifferenza e l'acquiescenza dell'Unione Europea di fronte all'aggressione, alle brutalità e alle atrocità perpetrate da Stati Uniti e Israele equivalgono a nulla di meno che essere complici
Idf: “Stanotte più grande attacco di Hezbollah, 200 razzi”
L'esercito israeliano ha affermato che Hezbollah ha lanciato questa notte il suo più grande attacco dall'inizio della guerra, "simultaneamente" con l'Iran. "Hezbollah ha coordinato un attacco simultaneo con l'Iran, lanciando razzi e droni contro città e paesi in tutto Israele. Le cifre indicano circa 200 razzi e circa 20 droni", ha detto ai giornalisti il portavoce internazionale dell'esercito, il tenente colonnello Nadav Shoshani. Lo riporta L'Orient Le Jour. "Tutto questo è stato combinato con missili balistici lanciati dall'Iran contemporaneamente", ha aggiunto il portavoce, sottolineando che si trattava del "più grande sbarramento di missili di Hezbollah" dall'inizio della guerra, ma che erano stati osservati solo "due o tre attacchi diretti".
Droni attaccano l’aeroporto del Kuwait: danni solo materiali
Diversi droni hanno preso di mira l'aeroporto internazionale del Kuwait, situato alcuni chilometri a sud di Kuwait City. Lo ha riferito l'agenzia di stampa ufficiale Kuna, citando l'Autorità governativa del Kuwait responsabile dell'Aviazione civile, secondo la quale l'attacco ha provocato danni materiali, mentre non si registrano feriti.
Idf: “Da Hezbollah e Iran l’attacco più imponente dall’inizio della guerra, 200 razzi”
Hezbollah ha compiuto la notte scorsa il più imponente attacco su Israele, coordinato con l'Iran, dall'inizio della nuova guerra. Lo ha riferito l'Idf. "La scorsa notte, Hezbollah ha coordinato un attacco simultaneo con l'Iran, lanciato circa 200 razzi e 20 droni contro città e paesi in tutto Israele", ha detto ai giornalisti il portavoce dell'esercito Nadav Shoshani."Tutto questo è stato combinato con missili balistici lanciati dall'Iran nello stesso momento," ha aggiunto, per "il più grande bombardamento missilistico di Hezbollah" dall'inizio della guerra.
Meloni: “Seguo quanto accaduto a Erbil, solidarietà ai militari”
"Continuo a seguire con attenzione quanto accaduto alla nostra base di Erbil, sono in costante contatto con i ministri Tajani e Crosetto per monitorare la situazione. A nome del Governo e mio personale esprimo solidarietà e vicinanza ai nostri militari, rimasti illesi a seguito dell'attacco: l'Italia è orgogliosa del coraggio e della professionalità che mettono nel lavorare quotidianamente per la pace e la sicurezza nei molti teatri di crisi". Così, in un post su X, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Due nuove esplosioni a Erbil
Due nuove esplosioni sono state udite a Erbil, nel Kurdistan iracheno. Lo riferisce al Jazeera.
Unhcr: 3,2 milioni di sfollati interni in Iran
Tra 600 mila e un milione di famiglie iraniane sono state temporaneamente sfollate all'interno del Paese a causa del conflitto in corso, per un totale stimato fino a 3,2 milioni di persone. E' quanto emerge da valutazioni preliminari citate dall'Unhcr, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati.
La maggior parte degli sfollati starebbe lasciando Teheran e altre grandi aree urbane per dirigersi verso il nord del Paese e zone rurali considerate più sicure. Secondo le stime, il numero è destinato ad aumentare con il proseguire delle ostilità, segnalando un forte aggravamento dei bisogni umanitari. Tra le persone colpite vi sono anche famiglie di rifugiati ospitate in Iran, in particolare afghani, ritenute particolarmente vulnerabili a causa della loro situazione già precaria e delle limitate reti di supporto. Molte famiglie stanno lasciando le aree interessate dal conflitto a causa dell'insicurezza crescente e delle difficoltà di accesso ai servizi essenziali.
L'Unhcr, presente da tempo in Iran con centri di accoglienza, linee telefoniche di assistenza e servizi di supporto, sta adattando la propria risposta all'aumento delle necessità, collaborando con le autorità nazionali e con i partner per valutare i nuovi bisogni e rafforzare la preparazione di fronte all'aumento degli spostamenti della popolazione. L'agenzia delle Nazioni Unite ha inoltre sottolineato l'urgenza di proteggere i civili, garantire l'accesso umanitario e mantenere aperte le frontiere per chi cerca sicurezza, in linea con gli obblighi internazionali.
Idf: “Colpito in Iran il sito nucleare di Talegan”
Le Forze di difesa israeliane hanno annunciato di avere preso di mira il sito di Talegan, "utilizzato per lo sviluppo di armi nucleari a Teheran". "Negli ultimi anni questo sito è stato utilizzato per sviluppare esplosivi e condurre test nell'ambito del progetto Amad" per lo sviluppo di armi nucleari, si legge in una nota. L'Idf aveva già colpito il sito nell'ottobre 2024 ma da allora "ha scoperto che il regime terroristico iraniano aveva tentato di ricostruirlo, quindi è stato nuovamente preso di mira".
Israele: “Avvisato il premier libanese Aoun, se non fermano Hezbollah prenderemo il loro territorio”
"Ho avvertito il presidente del Libano Joseph Aoun che se il loro governo non saprà come controllare il territorio e impedire a Hezbollah di aprire il fuoco su Israele, prenderemo il territorio e lo faremo noi stessi", ha affermato il ministro della Difesa Israel Katz durante una valutazione con i generali dell'Idf. "Hezbollah ha lanciato ieri pesanti bombardamenti contro lo Stato di Israele.
L'esercito ha risposto con forza", ha detto Katz aggiungendo che con il premier Benjamin Netanyahu "ha dato istruzioni all'Idf di prepararsi a un'espansione delle attività in Libano e di ripristinare la sicurezza nel nord".
Iran: “Se attaccano le nostre isole il Golfo si tingerà di sangue”
Il presidente del parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha avvertito che "il Golfo Persico si tingerà di rosso sangue degli invasori" se le isole iraniane verranno attaccate, in seguito alle notizie apparse sui media statunitensi che suggerivano questa possibilità.
"Abbandoneremo ogni moderazione e faremo in modo che il Golfo Persico si tinga di rosso sangue degli invasori", ha dichiarato il potente presidente del Majlis su X. Il politico ed ex membro dei Guardiani della Rivoluzione ha anche affermato che "il sangue dei soldati americani è responsabilità personale di Trump".
Le minacce di Ghalibaf giungono dopo che Axios ha riportato qualche giorno fa che Washington e Tel Aviv avevano discusso la possibilità di prendere il controllo dell'isola di Kharg con le forze speciali. Il90 percento delle esportazioni di petrolio dell'Iran passa attraverso questa piccola isola situata nel Golfo settentrionale. La sua presa paralizzerebbe le esportazioni di petrolio greggio iraniano, che, secondo gli analisti, continuano a fluire attraverso lo Stretto di Hormuz nonostante il traffico in questa via d'acqua strategica sia praticamente fermo.
Funzionario Usa: “Israele coinvolto nella scelta di colpire la scuola femminile in Iran”
Israele è stato coinvolto nel processo di selezione degli obiettivi che ha portato all'attacco, probabilmente condotto dagli Usa, contro la scuola femminile di Manib, in Iran, costato la vita a oltre 170 persone. Lo ha riferito un funzionario statunitense a condizione di anonimato alla Nbc, spiegando che la Defense Intelligence Agency ha raccolto le informazioni e ha ritenuto che gli obiettivi fossero validi. Gli Stati Uniti in genere coinvolgono diverse organizzazioni di intelligence nel processo di approvazione di un attacco. Il funzionario statunitense ha affermato che non è chiaro in quale fase del processo di selezione degli obiettivi si sia verificato l'errore che potrebbe aver causato il probabile attacco statunitense alla scuola femminile.
Pasdaran: “Colpita nave di proprietà Usa nel Golfo Persico”
"La nave statunitense Safe Sia, battente bandiera delle Isole Marshall, considerata una delle risorse dell'esercito americano, è stata colpita questa mattina presto nel Golfo Persico settentrionale dopo aver ignorato ripetuti avvertimenti e allarmi da parte della Marina dei Guardiani della Rivoluzione". Lo hanno indicato i Pasdaran in una nota citata dai media della Repubblica islamica.
Massiccia esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow
Una forte esplosione nell'impianto nucleare iraniano di Fordow viene riferita dalla tv pubblica israeliana Kan che cita un report saudita.
Hezbollah: “E’ una nuova fase, siamo pronti a una lunga guerra”
Una fonte politica di alto rango di Hezbollah ha affermato all'Ansa che il movimento armato filo-iraniano è entrato "in una nuova fase della guerra" col lancio nella notte di "150 missili" verso Israele. "Siamo pronti a ogni scenario e preparati a una lunga guerra", ha detto la fonte contattata telefonicamente ma che preferisce rimanere anonima perché non autorizzata a parlare con i media. "Per noi è una guerra esistenziale contro il nemico", ha ribadito la fonte.
Governo del Libano: “Nella notte 9 uccisi da Israele nel sud”
Almeno nove persone sono state uccise nella notte in una serie di raid israeliani nel Libano meridionale, mentre i bombardamenti hanno colpito anche la periferia sud e il centro di Beirut. Lo riferiscono fonti locali e il ministero della sanità libanese. Secondo le informazioni diffuse nelle ultime ore, aerei e droni israeliani hanno colpito diverse località del sud del paese. Un drone ha condotto un attacco a Kherbe, nella regione di Sarafand, a sud di Sidone.
Raid aerei hanno inoltre colpito Sultaniye nel distretto di Bint Jbeil, Homin Tahta nel distretto di Nabatiye, Adshit nel distretto di Marjayun, e Barish nel distretto di Tiro. In questi attacchi sono state uccise tre persone.
Un altro raid ha colpito la località di Teffahta, nel distretto di Sidone, dove sono stati uccisi un uomo e una donna, secondo le stesse fonti.
A Duayr, nel distretto di Nabatiye, un missile è stato lanciato contro il villaggio senza però esplodere.
Nella notte il ministero della sanità libanese ha inoltre confermato che quattro persone erano state uccise in un raid avvenuto ieri a Burj Shemali, vicino a Tiro: una madre e i suoi tre figli.
Israele, nelle ultime 24 ore 179 feriti tra civili e soldati
Il ministero della Salute israeliano comunica in una nota che nelle ultime 24 ore, 179 feriti sono stati sportati in ospedale dopo gli attacchi dall'Iran. Il numero include sia civili che soldati. Tra i pazienti, quattro sono in condizioni moderate e 157 in buone condizioni. Diciotto persone sono state curate per ansia. Dall'inizio della guerra con l'Iran, il 28 febbraio, 2.745 persone sono state portate in ospedale, 85 delle quali sono attualmente ricoverate, di cui 11 persone sono in gravi condizioni, 10 in condizioni moderate e 64 in buone condizioni.
Iraq, l’uomo morto sulla petroliera attaccata è un marinaio indiano
Era un cittadino indiano, come i suoi quindici colleghi tratti in salvo, il marinaio ucciso nell'attacco a una petroliera nei pressi della città irachena di Bassora. Lo riferisce su X l'ambasciata indiana a Baghdad. Il resto dell'equipaggio della Safesea Vishnu, battente bandiera delle Isole Marshall, è stato trasportato in un luogo sicuro.
Colpite milizie irachene filo-iraniane: almeno 20 morti
E' di almeno venti morti il bilancio di un attacco contro tre basi delle Forze di Mobilitazione Popolare, milizie inquadrate nell'esercito di Baghdad ma in parte allineate con l'Iran, avvenuto nei dintorni di Al-Qaim, nella provincia irachena di Anbar, vicino al confine siriano. Lo riferisce Al Jazeera. Non è ancora chiara l'origine dell'attacco, nè è noto se siano stati usati missili o droni. Le Forze di Mobilitazione Popolare nei giorni scorsi hanno preso di mira le base statunitensi in Iraq.
Iran attacca mercantili nello Stretto di Hormuz: “Petrolio a 200 dollari”
dalla nostra inviata Anna Lombardi
DUBAI – Colpite e affondate: la battaglia navale dello Stretto di Hormuz è cominciata. Ieri gli Stati Uniti hanno annunciato di aver «neutralizzato» 16 posamine iraniane (ma per Trump sono 31) «per impedirgli di depositare esplosivi» nei pressi di quel collo di bottiglia che è lo stretto di Hormuz, attualmente controllato dai pasdaran. Mentre gli ayatollah hanno invece colpito tre mercantili perché — pare — intenzionati a forzare il blocco. E pazienza se a proposito dei posamine, prima Donald Trump e poi Emmanuel Macron ieri hanno detto di «non poter confermare» che avessero depositato esplosivi sul fondale.
Una delle petroliere attaccate nella notte è greca
Una delle due petroliere attaccate nella notte dall'Iran nelle acque irachene del Golfo Persico è di proprietà greca, anche se navigava sotto bandiera maltese. Lo riferisce il quotidiano Ekathimerini.La nave, la Zefyros, con a bordo un equipaggio di 22 cittadini georgiani, stava effettuando un trasferimento di carico da nave a nave nelle acque territoriali irachene quando è avvenuto l'attacco, nella tarda serata di mercoledì. Tutti i membri dell'equipaggio sono stati soccorsi e trasferiti su una nave irachena dopo che la petroliera è stata avvolta dalle fiamme. Secondo il ministero greco degli Affari marittimi, citato dal quotidiano, non si registrano feriti tra i membri dell'equipaggio, anche se a bordo della nave è divampato un incendio. Il rogo è stato successivamente contenuto e spento con l'aiuto di unità dei vigili del fuoco iracheni e delle autorità portuali locali, ha riferito l'agenzia di stampa greca Amna. Secondo le autorità irachene, la Zefyros, con una stazza di circa 50 mila tonnellate, è una delle due petroliere colpite durante la notte. L'altra è la Safesea Vishnu, una petroliera da 74 mila tonnellate battente bandiera delle Isole Marshall.
Teheran annuncia attacco hacker a ferrovie israeliane
Hacker iraniani hanno attaccato e messo fuori uso la rete ferroviaria israeliana. Lo sostiene l'agenzia Fars. "Le ferrovie israeliane hanno subito un attacco informatico", si legge nel dispaccio, "di conseguenza, il sistema ferroviario del nemico è stato messo fuori uso. Nessuna stazione è sicura fino a nuovo ordine". Da Israele non c'è al momento alcuna conferma.
Droni contro l'aeroporto del Kuwait, solo danni materiali
L'Aeroporto del Kuwait ha subito un attacco di diverse droni, che ha causato solo danni materiali. Lo rende noto l'Aviazione civile kuwaitiana.
Media, viceministro intelligence ucciso in attacchi a Teheran
Akbar Ghaffari, viceministro dell'intelligence dell'Iran, è stato ucciso durante gli attacchi congiunti Usa-Israele su Teheran. Lo riporta l'agenzia di stampa iraniana Ilna. Ghaffari in precedenza aveva ricoperto la carica di vicegovernatore per la sicurezza politica della provincia dell'Azerbaigian orientale. Il suo funerale si sarebbe già tenuto nella città di Tabriz-
Media, una terza nave attaccata nella notte vicino allo stretto di Hormuz
Una terza nave nave civile è stata attaccata nella notte, secondo l'Uk Maritime Trade Operation (Ukmto), che continua a consigliare di transitare con prudenza nell'area del Golfo. Lo scrive la Bbc. Oltre alle due petroliere attaccate al largo della costa irachena, una nave è stata attaccata al largo delle coste degli Emirati Arabi Uniti. Alle 06.19 ora locale (le 3:19 in Italia), l'Ukmto ha ricevuto una segnalazione di una portacontainer "colpita da un proiettile sconosciuto che ha causato un piccolo incendio a bordo", a circa 35 miglia nautiche dalla costa degli Emirati, vicino allo Stretto di Hormuz. Incolume l'equipaggio.
Udite esplosioni in centro Dubai, sirene a Gerusalemme
Sono state udite esplosioni nel centro di Dubai. Vengono segnalate anche sirene a Gerusalemme per una possibile nuova ondata di missili.
Contro base italiana colpita a Erbil un drone e non un missile, distrutto un mezzo
Contro la base militare italiana colpita ieri a Erbil sarebbe finito un drone e non un missile. Lo si apprende da fonti informate, secondo cui il drone, uno Shahed, forse non era diretto all'interno della base ma avrebbe perso quota finendo contro un mezzo militare. Il contingente italiano è rimasto incolume e resta attualmente nel bunker.
Depositi di carburante in fiamme in Bahrein
Un attacco iraniano ha causato un incendio nei serbatoi di carburante in una struttura nel governatorato di Muharraq, in Bahrein. "La palese aggressione iraniana ha preso di mira serbatoi di carburante in una struttura nel governatorato di Muharraq", ha scritto il ministero dell'Interno del Bahrein in un post pubblicato su X. Il ministero ha invitato i residenti di tre zone di Muharraq a "restare nelle proprie case, chiudere finestre e aperture di ventilazione come precauzione contro i possibili effetti del fumo dell'incendio".
Comandante Erbil: “Siamo ancora nei bunker, danni ma nessun ferito”
"La base di Camp Singara era in condizioni di preallarme per la situazione di crisi in atto e, verso le 8.30 locali, è stato attivato l'allarme della coalizione per una minaccia aerea. E tutti quanti, seguendo procedure già rodate tra tutto il personale, ci siamo recati in sicurezza nei bunker assegnati. E poco prima dell'una, c'è stata una minaccia aerea: è ancora è in fase di accertamento la tipologia della minaccia, sia un drone o un missile, e ha colpito la base italiana e ha provocato alcuni danni a infrastrutture e materiali della base. Il personale sta bene, era protetto all'interno dei bunker, stanno tutti bene". Lo dice in collegamento con Sky Tg24 il comandante dell'italian national contingent di Erbil, nel kurdistan iraqeno, colonnello Stefano Pizzotti.
Wall Street Journal: “Prospettiva chiusura prolungata Stretto di Hormuz”
L'intensificarsi degli attacchi iraniani e la decisione del governo statunitense di sospendere le scorte militari per le petroliere che attraversano lo Stretto di Hormuz stanno sollevando la prospettiva di una chiusura prolungata che soffocherebbe le esportazioni attraverso la più importante rotta di trasporto energetico del mondo. Lo riporta il Wall Street Journal.
La Cina blocca esportazioni carburanti raffinati a marzo
La Cina ha ordinato alle raffinerie di interrompere immediatamente le esportazioni di carburanti raffinati a marzo per salvaguardare le forniture interne in un contesto di rischi di carenze legate al conflitto in Medio Oriente. Lo riferisce Reuters. La direttiva è stata emessa dalla National Development and Reform Commission cinese, il principale organismo di pianificazione economica del paese, e si applica alle esportazioni di benzina, diesel e carburante per aviazione, secondo quanto riportato da quattro fonti a conoscenza della questione. Secondo quanto riferito dai trader, le principali compagnie petrolifere cinesi avevano pianificato di aumentare le esportazioni di carburante nei mesi di febbraio e marzo per trarre profitto dai margini più elevati durante il periodo di calma stagionale della domanda interna durante le festività del Capodanno lunare. In precedenza, gli operatori avevano previsto che le esportazioni di carburante a marzo sarebbero state comprese tra 2,2 e 2,3 milioni di tonnellate per benzina, diesel e carburante per aerei, esclusi i volumi destinati al rifornimento degli aerei, con un aumento di 300.000-400.000 tonnellate rispetto alle stime di febbraio.
Thailandia convoca ambasciatore Teheran dopo attacco a nave
Il ministero degli Esteri della Thailandia ha convocato l'ambasciatore iraniano nel Paese per discutere "i fatti" dell'attacco di ieri alla nave Mayuree Naree battente bandiera thailandese nello Stretto di Hormuz. Lo riporta la Thai News Agency. Tre membri dell'equipaggio risultano dispersi e si ritiene che siano rimasti intrappolati nella sala macchine della nave.
L'Australia abbasserà gli standard dei carburanti per alleviare tensione sui prezzi
Il governo australiano ha annunciato un temporaneo abbassamento degli standard qualitativi del carburante del Paese, una mossa volta a immettere nel sistema 100 milioni di litri in più al mese sul mercato nel contesto delle crescenti tensioni sul mercato dell'energia per il conflitto in Medio Oriente. Lo riporta il Guardian. Il ministro federale dell'energia, Chris Bowen, ha dichiarato al parlamento che, per contribuire a esercitare una pressione al ribasso sui prezzi, il governo avrebbe consentito una modifica di 60 giorni per permettere livelli di zolfo più elevati nel carburante. "Sebbene il consumo di carburante australiano non sia cambiato, questo contribuirà ad alleviare la pressione sulle catene di distribuzione, interrotte dall'elevata domanda - ha detto -. Il governo è stato inequivocabile: questa fornitura aggiuntiva deve aiutare le persone che ne hanno bisogno, inclusi agricoltori, pescatori e comunità regionali". Bowen ha anche attivato un meccanismo di coordinamento nazionale per collaborare con i produttori e i rivenditori di carburante.
Raid al porto di Bassora, Iraq sospende le operazioni in tutti i terminal petroliferi
Un attacco al porto iracheno di Bassora ha causato almeno un morto e costretto le autorità a sospendere le operazioni in tutti i terminal petroliferi del Paese. Farhan al-Fartousi, direttore generale della Compagnia Generale dei Porti dell'Iraq, ha dato l'annuncio in una nota diffusa dall'agenzia di stampa statale irachena. Al-Fartousi ha affermato che l'attacco ha preso di mira una nave in un'area di trasferimento da nave a nave nel porto di Bassora, sul Golfo Persico. Non è ancora chiaro se la nave sia stata colpita da un drone volante o marittimo o da un missile. I soccorritori hanno recuperato un corpo senza vita e hanno tratto in salvo altre 38 persone. I porti commerciali in Iraq restano aperti, mentre i terminal petroliferi sono stati chiusi.
Nyt, la prima settimana guerra è costata agli Usa 11,3 miliardi di dollari
La prima settimana della guerra contro l'Iran è costata agli Stati Uniti più di 11,3 miliardi di dollari. È quanto emerso da un briefing del Pentagono ai parlamentari americani, secondo quanto riferito dal New York Times, che sottolinea il ritmo con cui il conflitto sta consumando armi e risorse. Il quotidiano, citando fonti anonime a conoscenza della riunione a porte chiuse di martedì, riferisce che ai membri del Congresso è stato detto che la cifra non include molti dei costi legati al rafforzamento militare precedente agli attacchi, lasciando intendere che il totale per la prima settimana potrebbe aumentare in modo significativo. Funzionari della Difesa avevano già informato il Congresso che circa 5,6 miliardi di dollari in munizioni sono stati utilizzati solo nei primi due giorni di combattimenti, secondo i media statunitensi, con un ritmo di consumo molto più elevato rispetto alle precedenti stime rese pubbliche.
Tre marinai della nave attaccata dall’Iran nello stretto di Hormuz intrappolati in sala macchine
Si ritiene che i tre membri dell'equipaggio della nave portarinfuse 'Mayuree Naree' battente bandiera thailandese, attaccata dai Pasdaran iraniani mentre era in transito nello Stretto di Hormuz, siano rimasti intrappolati. Lo dichiarato l'armatore della nave. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver colpito la nave perché aveva ignorato gli "avvisi". Altri 20 membri dell'equipaggio sono stati tratti in salvo, come ha fatto sapere la Marina thailandese.
La nave è stata attaccata mentre transitava nello Stretto di Hormuz dopo essere partita da un porto degli Emirati Arabi Uniti.
Colpita una nave portacontainer al largo degli Emirati
Una nave portacontainer è stata colpita da un "proiettile sconosciuto" al largo delle coste degli Emirati.
Quattro persone arrestate in Bahrein con l’accusa di spionaggio
Sono accusati di "attività di spionaggio con il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Iraniane". Lo ha reso noto il Ministero della Giustizia di Manama. Gli arrestati hanno un'età compresa tra i 22 e i 36 anni, mentre una quinta persona, di 25 anni, "è latitante all'estero. Le indagini hanno rivelato che il primo arrestato, agendo su istruzioni dell'organizzazione e con l'aiuto di altri, ha utilizzato attrezzature fotografiche ad alta risoluzione per fotografare e registrare le coordinate di luoghi vitali e importanti in Bahrein.
Usa, ministro Energia: “Saranno sbloccati 172mln barili riserve strategiche”
"Il presidente Trump ha autorizzato il Dipartimento dell'Energia a liberare 172 milioni di barili dalla riserva strategica di petrolio a partire dalla prossima settimana". Così su X Chris Wright, ministro dell'Energia statunitense.
Libano, almeno undici morti in attacco israeliano a Beirut
È di almeno undici persone morte il bilancio dell'attacco israeliano nel centro di Beirut. Lo riporta l'AFP, citando il ministero della Salute libanese.
Idf: “Colpiti dieci obiettivi legati ad Hezbollah, anche intelligence”
L'esercito israeliano ha dichiarato di aver colpito dieci obiettivi legati a Hezbollah nel sud di Beirut, tra cui un quartier generale dell'intelligence e centri di comando, come riporta Afp, dopo che il gruppo armato filo-iraniano libanese e l'Iran hanno annunciato attacchi congiunti contro Israele. "Nelle ultime ore, l'esercito israeliano ha lanciato un'ampia ondata di attacchi contro infrastrutture terroristiche appartenenti all'organizzazione terroristica Hezbollah in tutto il Libano", ha affermato l'esercito, aggiungendo di aver colpito "decine di lanciatori".
Iran, media: “aeroporto Erbil e militari Usa nel mirino”
Colonne di fumo continuano ad alzarsi dalla zona dell'aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno, colpito da un "pesante" attacco missilistico iraniano. Lo confermano i commenti e le immagini postate sui social da varie testate locali parlando di "attacchi mirati contro la presenza militare degli Stati Uniti nella regione". "Le forze di Teheran - si legge - hanno colpito le infrastrutture strategiche dell'aeroporto, causando incendi che le squadre di emergenza stanno faticando a contenere". Anche l'emittente Al Jazeera ha diffuso in serata vari video che mostrano la difesa aerea in azione e il bagliore delle esplosioni sulla pista dell'aeroporto.
Trump insiste: “Lo stretto di Hormuz è in ottima forma e l’Iran è vicino alla sconfitta”
Donald Trump continua a ripetere che lo stretto di Hormuz è al sicuro. " in ottima forma, abbiamo distrutto tutte le navi", ha detto il presidente americano, parlando con i giornalisti a Washington di ritorno dal Kentucky. “Potrei distruggere tutte le infrastrutture, le linee elettriche dell'Iran, ma non voglio". Il tycoon ha poi aggiunto: “L'Iran è vicino alla sconfitta".
Iran: “due droni hanno colpito Dubai”
Due droni iraniani hanno colpito poco fa Dubai. Il primo si è schiantato su un palazzo al Creek Harbour, mentre il secondo è esploso in uno spazio aperto nella zona di Al Jaddaf. Non ci sono notizie di vittime.
Tajani: “Inaccettabile. Verificheremo i fatti”
"Non è chiaro se l'attacco compiuto con un missile fosse diretto contro i militari italiani o altri contingenti". Lo ha detto il ministro degli esteri Antonio Tajani in collegamento diretto con Realpolitik, su Rete 4. "La base italiana - ha chiarito - si trova in comprensorio con più basi militari, nella zona dell'aeroporto". "Il contingente è stato ridotto drasticamente", ha aggiunto confermando che tutto il personale sta bene "ed è tuttora nel bunker della base". Infine ha aggiunto che i procederà immediatamente alla verifica dei fatti: “Un attacco è inaccettabile”.
Attacco israeliano su larga scala contro Teheran
L'aeronautica militare israeliana ha lanciato una nuova ondata di attacchi aerei su vasta scala a Teheran: lo annuncia l'Idf, come scrive il Times of Israel. L'esercito afferma che gli attacchi hanno come obiettivo siti del regime iraniano.
Crosetto: “missile colpisce base italiana a Erbil”
“Un missile ha colpito la nostra base di Erbil, non so ancora con che esito. Non ci sono vittime nel personale italiano”. Il ministro della Difesa Guido Crosetto conferma di aver parlato "personalmente" con il colonnello Stefano Pizzotti, comandante della base. "Stanno tutti bene", assicura Crosetto. Anche il capo di stato maggiore della Difesa, generale Luciano Portolano, si è messo in contatto con la base. "Ferma condanna per l'attacco che ha subito la base italiana di Erbil. Ho appena parlato con l'Ambasciatore d'Italia in Iraq. Per fortuna i nostri militari stanno tutti bene e sono al sicuro nel bunker”, scrive su X il ministro degli esteri Tajani.