Notte di intensi attacchi: esplosioni si sono udite a Dubai nelle prime ore, mentre l'esercito degli Emirati Arabi Uniti si adoperava per intercettare i colpi provenienti dall'Iran, causando una breve chiusura dello spazio aereo del Paese, in concomitanza con nuovi attacchi israeliani nella guerra in Medio Oriente. L'agenzia di stampa statale Wam ha riferito che un attacco di droni ha nuovamente provocato un incendio in un deposito di carburante a Fujairah, un emirato degli Emirati Arabi Uniti ripetutamente preso di mira sulla costa orientale del paese, affacciata sul Golfo dell'Oman. Nessuno è rimasto ferito nell'esplosione. Le autorità iraniane smentiscono che Mojtaba Khameneni sia ricoverato a Mosca.
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Onu, Stretto di Hormuz operativo solo se cessa la guerra
L'Onu ritiene che l'unico modo per mettere in sicurezza lo Stretto di Hormuz sia far tacere le armi. Lo ha detto il portavoce, Farhan Haq, commentando la crisi in Medio Oriente. "Il punto fondamentale è che se i combattimenti cessano, lo Stretto di Hormuz sarà operativo", ha aggiunto. "Ciò che adesso è importante è che vengano adottate tutte le misure necessarie per garantire che lo Stretto funzioni, perchè una delle conseguenze della sua chiusura sarebbe un drastico aumento della fame nel mondo", ha ricordato.
Moschea di Al Azhar condanna attacchi iraniani a Paesi del Golfo
La moschea di Al-Azhar, uno dei centri più prestigiosi dell'Islam sunnita, condanna "i continui e ingiustificati attacchi iraniani contro gli Stati del Golfo e contro numerosi Paesi arabi e islamici".
Netanyahu a iraniani, uscite e festeggiate
Il Primo Ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, si è rivolto ai cittadini iraniani dalla base aerea di Kirya a Tel Aviv, in occasione del Capodanno persiano. Tra le altre cose, Netanyahu ha affermato: "Nelle ultime 24 ore abbiamo eliminato due leader terroristi, figure di spicco di questa tirannia. I nostri aerei stanno colpendo terroristi sul campo, sulle strade, nelle piazze. Questo per permettere al coraggioso popolo iraniano di celebrare la Festa del Fuoco. Quindi uscite e festeggiate, e buon Nowruz. Vi guardiamo dall'alto"
Teheran conferma la morte di Larijani
"Ali Larijani è stato martirizzato". Lo conferma il Consiglio di Sicurezza iraniano. La notizia è rilanciata da Al Jazeera
Wsj, Russia condivide immagini satellitari con l’Iran
La Russia sta condividendo immagini satellitari e tecnologia dei droni con l'Iran. Lo scrive il 'Wall Street Journal'. Secondo fonti a conoscenza dei fatti, la Russia ha intensificato la condivisione di informazioni di intelligence e la cooperazione militare con l'Iran, fornendo immagini satellitari e tecnologie avanzate per i droni al fine di agevolare gli attacchi di Teheran contro le forze statunitensi nella regione. La Russia sta cercando di mantenere il suo più stretto alleato mediorientale competitivo nella lotta contro la potenza militare di Stati Uniti e Israele e di prolungare una guerra che l'avvantaggia sia militarmente sia economicamente.
Tulsi Gabbard: “Lo decide Trump cos'è minaccia imminente”
"Donald Trump è stato eletto in modo schiacciante dal popolo americano per essere il nostro presidente e comandante in capo. In quanto nostro comandante in capo, è responsabile di determinare cosa sia e non sia una minaccia imminente, e se intraprendere o meno l'azione che ritiene necessaria per proteggere la sicurezza e l'incolumità delle nostre truppe, del popolo americano e del nostro paese". Lo scrive su X la direttrice della National Intelligence americana, Tulsi Gabbard, in risposta alle dimissioni del direttore del Centro antiterrorismo, Joe Kent. "L'Ufficio del direttore dell'Intelligence nazionale è responsabile di aiutare a coordinare e integrare tutte le informazioni di intelligence per fornire al presidente e comandante in capo le migliori informazioni disponibili per informare le sue decisioni. Dopo aver attentamente esaminato tutte le informazioni davanti a sé, il presidente Trump ha concluso che il regime terroristico islamista in Iran rappresentava una minaccia imminente e ha intrapreso un'azione basata su quella conclusione", aggiunge.
(AGI)Bra
Egitto: “Nessuno ci ha chiesto assistenza militare”
Nessuna richiesta di assistenza militare è stata rivolta all'Egitto, e i suoi rapporti con i Paesi del Golfo sono "forti e solidi": lo ha detto il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty durante un iftar (il pasto che rompe il digiuno di Ramadan) offerto dal ministero degli Esteri, presenti alcuni operatori dei media. Il ministro degli Esteri, appena rientrato da un viaggio nel Golfo, ha spiegato che il presidente Sisi aveva condannato chiaramente gli attacchi perpetrati contro gli Stati del Golfo durante la sua conversazione telefonica con il presidente iraniano. Durante il suo viaggio, il ministro ha ribadito il sostegno dell'Egitto agli Stati arabi. "Stiamo attraversando un periodo difficile e ribadiamo che la sicurezza degli Stati del Golfo è parte integrante della sicurezza egiziana. Le crisi lo hanno dimostrato ed è un principio fondamentale della politica estera egiziana", ha concluso Abdelatty, rispondendo alle domande dell'avvocato internazionale e personaggio televisivo Khaled Abu Bakr.
L'alleato di Trump: “Mai sentito così arrabbiato come con la Nato per l'Iran”
"Non ho mai sentito Trump così arrabbiato in tutta la mia vita, e condivido la sua rabbia vista la posta in gioco". Lo ha detto il senatore repubblicano Lindsey Graham riferendo di aver parlato con il presidente sulla Nato. "L'arroganza dei nostri alleati nel suggerire che un Iran con l'arma nucleare non preoccupa e che l'azione militare per fermare l'ayatollah è un nostro problema e non loro è offensiva", ha aggiunto Graham, uno stretto alleato di Trump e un sostenitore dell'operazione contro Teheran.
Media, la guerra in Iran finora costata agli Usa 12 miliardi
La guerra in Iran è costata agli Stati Uniti almeno 12 miliardi di dollari finora. A fare i conti è un funzionario dell'amministrazione Trump. La cifra è probabile che sottostimi il costo reale visto che non include né il dispiegamento di forze che ha preceduto l'attacco, ma neanche le spese di lungo termine per sostituire le armi usate. Il Center for Strategic and International Studies - riporta il Time - aveva inizialmente stimato che le prime 100 ore dell'oèperazione fossero costate 891,4 milioni di dollari al giorno. Un ritmo sostenuto che potrebbe spingere a breve l'amministrazione a richiedere nuovi fondi.
Nbc, presentate a Trump opzioni per terminare conflitto
Gli ufficiali militari americani hanno incluso nei loro piani di guerra forniti quotidianamente al presidente Donald Trump delle opzioni per consentirgli di porre fine al conflitto in Iran, qualora decidesse di farlo. Lo riporta Nbc News citando sei persone a conoscenza dei piani. Mentre il conflitto si allarga in Medio Oriente e il regime iraniano mantiene la sua stretta sul cruciale Stretto di Hormuz, i termini e la tempistica dichiarati per la fine della guerra restano incerti. Collaboratori e alleati hanno cercato di spingere Trump in direzioni diverse: coloro che sono favorevoli a una strategia di uscita sono preoccupati per l'instabilità economica globale sin dall'inizio della guerra, hanno affermato due delle fonti, mentre altri collaboratori si sono concentrati sull'opportunità di erodere l'influenza del regime nella regione. Secondo una delle persone intervistate, la durata della guerra "potrebbe cambiare ogni giorno". Secondo le sei persone, che non hanno fornito dettagli su come siano strutturati questi piani, le vie di fuga sono integrate nella pianificazione bellica quotidiana, insieme a opzioni di escalation qualora la Casa Bianca decidesse di aumentare la pressione sull'Iran.
Media iraniani: “Morto il comandante delle forze paramilitari iraniane basij”
Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari iraniane Basij, è stato ucciso in attacchi sferrati da Stati Uniti e Israele, hanno riferito martedì i media statali iraniani.
Teheran: “Stretto di Hormuz non tornerà a stato pre-guerra”
"La situazione dello Stretto di Hormuz non tornerà al suo status pre-bellico". Lo scrive su X il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf.
Media, la Uss Tripoli è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente
La USS Tripoli con a bordo circa 2.200 marines è salpata da Singapore diretta in Medio Oriente. Lo riferisce la Cnn citando fonti informate.
Media, in attacco che ha ucciso Larijani morti anche il vice e il figlio
Nell'attacco che ha ucciso Ali Larijani, è morto anche il figlio nonché Ali Banti, vice del capo del Consiglio di sicurezza nazionale iraniano. Lo ha riferito Iran International, un canale in lingua persiana che trasmette da Londra e associato agli oppositori del regime.
Netanyahu pubblica un video con l’ambasciatore Usa: “Sono vivo”
In un nuovo video con l'ambasciatore statunitense Mike Huckabee, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu continua a ironizzare sulle teorie complottiste sulla sua morte. Il presidente americano Donald Trump "voleva che venissi a controllare che stessi bene", dice Huckabee ridendo mentre i due attraversano l'ufficio di Netanyahu. "Sì, Mike, sono vivo", risponde il premier israeliano. Trump voleva accertarsene, continua Huckabee, "perché voi due andate troppo d'accordo". "Ci stringiamo la mano usando cinque dita per mano", dichiara Netanyahu, riferendosi alle false affermazioni diffuse sui social secondo cui i recenti video sarebbero stati generati dall'intelligenza artificiale perché mostravano il premier con troppe dita.
Von der Leyen sente premier Iraq: “Grazie per moderazione”
"Ho appena avuto una telefonata con il premier iracheno Mohammed Shia Al Sudani in merito all'attuale situazione della sicurezza. Ho ringraziato il primo ministro per aver incoraggiato la moderazione in questo momento difficile e per aver tenuto il Paese fuori dalla guerra". Lo ha scritto sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Ho inoltre espresso le mie condoglianze per le vite perse a seguito degli attacchi non provocati e inaccettabili contro il territorio iracheno. - scrive ancora la leader Ue - L'Ue è un partner affidabile che continuerà a sostenere la Repubblica dell'Iraq, la sua stabilità e sovranità, nonché la de-escalation in tutta la regione".
Emirati potrebbero unirsi a iniziativa su Hormuz
Un consigliere diplomatico del presidente degli Emirati Arabi Uniti, Anwar Gargash, ha dichiarato che il suo Paese potrebbe unirsi a un'iniziativa internazionale guidata dagli Stati Uniti per garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz. Intervenendo a un evento online organizzato dal think tank americano Council on Foreign Relations (CFR), Gargash ha affermato che al momento gli Emirati Arabi Uniti non hanno colloqui attivi con l'Iran. Le sue dichiarazioni giungono in un contesto di crescente preoccupazione per la sicurezza della navigazione nello stretto di Hormuz.
Leader Hezbollah rivendica la scelta di riprendere attacchi su Israele dopo “15 mesi di diplomazia”
Il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, ha rivendicato la scelta di riprendere la lotta contro Israele "dopo quindici mesi in cui abbiamo lasciato spazio alla diplomazia con pazienza e perseveranza". Un riferimento al periodo dal novembre 2024 all'inizio di marzo 2025 in cui è stato in vigore il cessate il fuoco. Nei giorni scorsi, Qassem aveva spiegato che Hezbollah era sceso nuovamente in campo in risposta alle violazioni compiute da Israele durante il cessate il fuoco, con il bombardamento di obiettivi nel sud del Paese. "La parola finale sarà decisa sul campo", ha assicurato il leader di Hezbollah in un messaggio scritto, promettendo "la vittoria".
Iraq: nuovo attacco all'ambasciata Usa a Bagdad
Diverse forti esplosioni sono state udite stasera a Bagdad. Un funzionario della sicurezza ha segnalato un attacco con droni e razzi contro l'ambasciata statunitense.
Zelensky: “Oltre 200 esperti ucraini a sostegno della guerra all'Iran”
Sono oltre 200 i militari ucraini, reduci dall'esperienza della guerra anti-droni con la Russia, inviati negli ultimi giorni in Medio Oriente a sostegno delle operazioni in corso contro la reazione dell'Iran agli attacchi di Usa e Israele. Lo ha rivendicato da Londra il presidente Volodymyr Zelensky, a margine della firma dell'accordo bilaterale di difesa con il premier Keir Starmer - e alla presenza del segretario generale della Nato, Mark Rutte - incentrato sulla produzione di droni e di sistema di difesa dai cosiddetti droni low cost.
Trump: “Non siamo ancora pronti ad andar via dall’Iran, ma lo faremo presto”
“Se ce ne andassimo ora (dall’Iran, ndr), ci vorrebbero 10 anni per ricostruire. Ma non siamo ancora pronti ad andarcene, anche se lo faremo nel prossimo futuro. Ce ne andremo praticamente a brevissimo termine, ma al momento sono stati decimati sotto ogni punto di vista. E ripeto, abbiamo ricevuto un grande sostegno dai paesi del Medio Oriente, un grande sostegno, ma non abbiamo ricevuto praticamente alcun sostegno dalla Nato". Lo ha dichiarato il presidente americano, Donald Trump, parlando con i giornalisti alla Casa Bianca.
Trump: “Felice delle dimissioni di Kent dall’antiterrorismo”
"Sono felice che si fuori, sosteneva che l'Iran non era una minaccia". Lo ha detto Donald Trump commentando le dimissioni di Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano. "Era un bravo ragazzo ma molto debole sulla sicurezza".
"Ci sono molte false affermazioni" nella lettera di Kent, ha poi affermato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt. "Lasciatemi parlare di una in particolare, ovvero che l'Iran non rappresentava una minaccia imminente per la nostra nazione. Questa è una falsità che i democratici e alcuni media liberal ripetono", ha spiegato sottolineando che "come il presidente ha chiaramente detto, c'erano prove forti che l'Iran avrebbe attaccato gli Stati Uniti".
Hormuz, Trump contro i Paesi Nato: “Non ci serve il loro aiuto”
"Grazie ai successi militari che abbiamo ottenuto, non abbiamo più bisogno, né desideriamo, l'assistenza dei Paesi della Nato - non ne abbiamo mai avuto bisogno!". Lo ha dichiarato in un post su Truth, la sua piattaforma social, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, a proposito della richiesta di aiuto per garantire la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. "Parlando in qualità di presidente degli Stati Uniti d'America, di gran lunga il Paese più potente al mondo, non abbiamo bisogno dell'aiuto di nessuno", ha scandito Trump, sottolineando che Washington è stata informata dalla "maggior parte dei nostri 'alleati' della Nato che non vuole essere coinvolta nella nostra operazione militare contro il regime terroristico dell'Iran in Medio Oriente, nonostante il fatto che quasi tutti i Paesi siano fortemente d'accordo con ciò che stiamo facendo e che all'Iran non si debba in alcun modo permettere di possedere un'arma nucleare". "Non sono tuttavia sorpreso dalla loro reazione, perché ho sempre considerato la Nato, nella quale spendiamo centinaia di miliardi di dollari all'anno per proteggere questi stessi Paesi, una strada a senso unico: noi li proteggiamo, ma loro non fanno nulla per noi, soprattutto in caso di bisogno". Nel suo post il presidente Usa ha criticato anche Giappone, Australia e Corea del Sud per non aver accolto la sua richiesta di sostegno militare.
Trump ha poi sottolineato che gli unici Paesi che gli hanno espresso supporto per la coalizione che garantisca la sicurezza dello Stretto sono i paesi della regione: Qatar, Bahrein, Arabia Saudita e Emirati arabi uniti. Oltre ad Israele.
Libano, il governo: 912 vittime dall’inizio della nuova guerra
Il ministero della Salute libanese ha dichiarato che gli attacchi israeliani nel Paese hanno ucciso 912 persone e ferite altre 2.221 dall'inizio della guerra tra Israele e Hezbollah, il 2 marzo. Tra le vittime ci sono 67 donne, 111 bambini e 38 operatori sanitari.
Macron: “Per ora nessuna missione navale a Hormuz, solo quando la situazione sarà più calma”
La Francia parteciperà a scorte militari nello Stretto di Hormuz quando la situazione "sarà più calma", ha detto il presidente francese Emmanuel Macron. Nell'"attuale contesto" – ha poi chiarito – la Francia non è pronta ad operazioni di apertura dello stretto
Usa, si dimette per protesta contro la guerra il capo dell’antiterrorismo
Joe Kent, il capo del centro per l'antiterrorismo americano, si dimette. "Non posso in buona coscienza sostenere la guerra in Iran. L'Iran non rappresentava una minaccia imminente per il nostro Paese ed è chiaro che questa guerra è stata iniziata per la pressione di Israele e della sua potente lobby americana", afferma Kent nella lettera inviata a Trump e in una nota pubblicata sul suo account su X. Kent è un fedelissimo della direttrice dell’Intelligence nazionale (DNI) Tulsi Gabbard, ha legami con l’estrema destra americana ed è un esponente di quella fazione del movimento Maga – capeggiata dal giornalista Tucker Carlson – che è entrata in rotta di collisione con la Casa Bianca a causa della guerra all’Iran.
Netanyahu: “Senza Larijani, un’opportunità perché gli iraniani prendano in mano il proprio destino”
Martedì, in un video diffuso dal suo ufficio, il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che, uccidendo Ali Larijani, Israele stava dando agli iraniani "l'opportunità di prendere in mano il proprio destino". "Questa mattina abbiamo eliminato Ali Larijani, il capo di una banda di criminali che di fatto governano l'Iran", ha dichiarato. "Stiamo scuotendo questo regime nella speranza di dare al popolo iraniano la possibilità di liberarsene", ha aggiunto, e "se persevereremo, daremo loro l'opportunità di prendere in mano il proprio destino".
Iran, fonti opposizione: uccisi negli ultimi raid 300 membri della milizia basij
Nei raid israeliani della scorsa notte sarebbero stati uccisi 300 membri della milizia Basij. Lo sostiene Iran international, sito vicino all'opposizione, dopo che Israele ha rivendicato la morte del capo dei miliziani, Gholamreza Soleimani, del suo vice e di altre figure di leadership. Secondo lo stesso media, nei raid sarebbero stati colpiti diversi centri di comando e della logistica, tra cui un sito con centinaia di veicoli.
Iran: “Trattativa con la Fifa per giocare in Messico le partite dei mondiali di calcio”. Sì anche da presidente Sheinbaum
La Federazione calcistica iraniana sta "negoziando" con la Fifa per disputare le partite del primo turno dei Mondiali del 2026 in Messico anziché negli Stati Uniti, secondo quanto affermato lunedì dall'ambasciata iraniana in Messico, sebbene la Fifa non abbia confermato la notizia. "Dato che (il presidente degli Stati Uniti Donald) Trump ha chiaramente dichiarato di non poter garantire la sicurezza della nazionale iraniana, certamente non andremo negli Stati Uniti", ha affermato il presidente della federazione iraniana, Mehdi Taj, in dichiarazioni riportate dall'account Twitter dell'ambasciata. "Siamo in trattative con la Fifa affinché le partite dell'Iran ai Mondiali si tengano in Messico", ha aggiunto. Contattata dall'Afp, la Fifa ha dichiarato di essere "in contatto regolare con tutte le federazioni partecipanti, inclusa la Repubblica islamica dell'Iran, per discutere la pianificazione" dei Mondiali, ma non ha confermato i negoziati sul trasferimento di sede.
Sul tema è intervenuta anche la presidente del Messico Claudia Sheinbaum, che si è detta disponibile a ospitare la nazionale iraniana, se la Fifa dovesse spostare gli incontri per motivi di sicurezza. "Il Messico ha relazioni con tutti i Paesi del mondo. Vedremo cosa stabilirà la Fifa, e a partire da lì informeremo", ha detto durante la sua conferenza stampa quotidiana, rispondendo a una domanda sulla possibilità di accogliere le gare dell'Iran. Alla richiesta di confermare la disponibilità, ha risposto: "Sì".
Raid israeliani su Beirut, missili iraniani su Tel Aviv e Doha
Gli sviluppi della guerra: in mattinata sono suonate nuovamente le sirene a Tel Aviv, Gerusalemme e in altre città della regione centrale di Israele e della Cisgiordania per l’arrivo di alcuni missili iraniani.
Contemporaneamente almeno tre raid aerei israeliani sono stati condotti sulla periferia sud di Beirut. Le fonti libanesi affermano che è stato colpito il quartiere di Jamus e la strada che conduce all'ospedale Bahman, vicino alla sede del Consiglio superiore sciita, massima istituzione religiosa degli sciiti libanesi.
Esplosioni sono state sentite anche a Doha, in Qatar, dove fonti governative sostengono di aver intercettato un missile iraniano.
L’ambasciatore iraniano a Mosca: “Khamenei non è qui”
L’ambasciatore iraniano nella capitale russa Kazem Jalali ha smentito le voci secondo le quali Mojtaba Khamenei sia a Mosca per essere curato: “La notizia del trasferimento della Guida suprema della Rivoluzione in Russia per cure è una nuova guerra psicologica. I leader iraniani non hanno bisogno di fuggire e nascondersi nei rifugi". Era stata la testata kuwaitiana Al-Jarida, ieri, a riferire che Khamenei sarebbe stato segretamente trasportato a Mosca su un aereo militare russo per sottoporsi a un intervento chirurgico, dopo essere rimasto ferito nell'attacco del 28 febbraio.
Tv israeliana: “Larijani ucciso mentre era in un rifugio”
Ali Larijani è stato ucciso mentre si nascondeva in un rifugio insieme al figlio. Lo riferisce la tv israeliana Channel 12, secondo cui il raid israeliano contro il capo del Consiglio supremo di sicurezza iraniano era stato inizialmente pianificato per la notte tra domenica e lunedì, ma è stato rimandato all'ultimo minuto. Ieri pomeriggio è arrivata l'informazione che Larijani si sarebbe recato nella notte in uno dei suoi appartamenti che usava come rifugio. Da qui l'ordine di attaccare.
Onu: “I raid israeliani nelle aree residenziali in Libano destano preoccupazione per il diritto internazionale”
I raid aerei israeliani contro edifici residenziali in Libano destano preoccupazione ai sensi del diritto internazionale, ha dichiarato martedì un portavoce dell'ufficio delle Nazioni Unite per i diritti umani. "I raid aerei israeliani hanno distrutto interi edifici residenziali in aree urbane densamente popolate, uccidendo spesso più membri della stessa famiglia, comprese donne e bambini", ha detto ai giornalisti a Ginevra il portavoce Thameen Al-Kheetan. "Tali attacchi destano preoccupazione ai sensi del diritto internazionale umanitario", ha aggiunto.
Un funzionario iraniano: no di Mojtaba Khamenei alle proposte di de-escalation americane
La Guida Suprema dell'Iran, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha respinto le proposte di riduzione delle tensioni o di cessate il fuoco con gli Stati Uniti presentate a Teheran da due paesi intermediari. Lo ha dichiarato martedì un alto funzionario iraniano. La posizione di Khamenei, che auspica una vendetta contro gli Stati Uniti e Israele, è stata "molto dura e seria" durante la sua prima sessione di politica estera, ha affermato il funzionario, senza specificare se la Guida Suprema fosse presente di persona.
L’Iran pubblica un messaggio attribuito a Larijani: “Io colpito? E’ propaganda”
“I nemici dicono di avermi colpito con attacchi terroristici, ma questa propaganda non ci lascerà indebolire, perché non gli è rimasto altro che le loro dicerie, li abbiamo colpiti, ora stanno pagando il sangue di Gaza”. E’ il testo di un messaggio attribuito ad Ali Larijani, apparentemente scritto a mano, diffuso dalla tv di stato iraniana.
Il messaggio prosegue con l’omaggio ai marinai iraniani uccisi da un attacco americano: "Il martirio del valoroso personale navale dell'Esercito della Repubblica Islamica a Dena fa parte dei sacrifici di questa orgogliosa nazione, che si sono manifestati in questa era di lotta contro gli oppressori internazionali", si legge. "Il loro ricordo rimarrà per sempre nel cuore della nazione iraniana, e questi martiri rafforzeranno le fondamenta dell'esercito della Repubblica Islamica negli anni a venire".
L’esercito israeliano conferma l’uccisione di Larijani
Il sito d’informazione israeliano Ynet ha avuto la conferma dal ministro della Difesa Israel Katz che il potente segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano Ali Larijani è stato ucciso nell'attacco notturno dell'Idf a Teheran. Larijani era considerato l'uomo più influente del regime iraniano, nonché il leader di fatto della Repubblica islamica.
Tv di Stato iraniana: “A breve pubblicheremo un messaggio di Larijani”
Sarà diffuso a breve un messaggio di Alì Larijani, segretario del consiglio di Sicurezza nazionale iraniano preso di mira da un attacco israeliano la notte scorsa. Lo ha riferito l'agenzia Tasnim
Idf: “Uccisi il comandante basij Gholamreza Soleimani e il suo vice”
L'esercito israeliano ha annunciato di avere ucciso il comandante della forza paramilitare basij, Gholamreza Soleimani. "La sua eliminazione si aggiunge alle decine di alti comandanti delle forze armate del regime terroristico iraniano uccisi durante l'operazione e infligge un altro duro colpo alle strutture di comando e controllo della sicurezza del regime", si legge in una nota. Soleimani è stato colpito mentre si trovava, insieme ad alti ufficiali, in un quartier generale provvisorio allestito in tende dopo la distruzione del loro quartier generale, spiega il sito di Ynet. Anche il vice comandante dei Basij, Seyyed Karishi, è stato eliminato in un raid aero a Shiraz, spiegano le Idf
Media: “Tra gli obiettivi del raid notturno dell’Idf anche il comandante Basij”
Tra gli obiettivi del bombardamento notturno di Israele su Teheran c'era anche il comandante della forza paramilitare Basij, Gholamreza Soleimani. Lo riferiscono i media israeliani. L'Idf ha preso di mira anche il segretario del consiglio di sicurezza, Alì Larijani
Ukmto: “Colpita una petroliera negli Emirati. Lievi danni”
Una petroliera all'ancora vicino a Fujairah, negli Emirati Arabi Uniti, è stata colpita da un proiettile. Lo riferisce l'agenzia di sicurezza marittima britannica Ukmto. Secondo l'agenzia, la nave ha riportato solo "lievi danni strutturali riportati" e non c'è "nessun ferito tra l'equipaggio" così come non si registra "nessun impatto ambientale”
Idf: “Raid contro Larijani, non è che chiaro se sia morto o ferito”
Raid israeliano nella notte contro Ali Larijani, il capo del Consiglio di sicurezza iraniano. Lo hanno riferito le Forze di difesa israeliane, secondo cui al momento non è chiaro se Larijani sia rimasto ucciso o ferito
Media: “L’Idf ha preso di mira il capo della sicurezza dell’Iran Ali Larijani. Forse è morto”
Media: “L’Idf ha preso di mira il capo della sicurezza dell’Iran Ali Larijani. Forse è morto”
L’Idf chiede l’evacuazione delle aree a Sud del fiume Zahrani
Le forze armate israeliane hanno diramato un avviso di evacuazione per i libanesi residenti nell'area a Sud del fiume Zahrani in vista di un'imminente operazione contro Hezbollah. "I raid sono in corso poichè le Forze di Difesa Israeliane (IDF) stanno operando con grande forza nella zona. Pertanto, per la vostra sicurezza, ribadiamo il nostro appello a evacuare immediatamente le vostre case e a dirigervi direttamente a nord del fiume Zahrani", si legge nel comunicato delle Idf, "chiunque si trovi vicino a membri, strutture o armi di Hezbollah mette a rischio la propria vita"
Forti esplosioni a Teheran
Forti esplosioni sono state udite a Teheran. Lo riferiscono giornalisti dell'Afp
Oro torna sopra i 5.000 dollari l'oncia, su massimi di un mese
L'oro risale a circa 5.020 dollari l'oncia e resta vicino al suo livello minimo da quasi un mese, mentre gli operatori continuano a valutare l'impatto del conflitto in Medio Oriente sulle prospettive di inflazione e politica monetaria.
Schegge da missile intercettato su Abu Dhabi, un morto
Un cittadino pakistano è morto a Abu Dhabi a causa di schegge provenienti da un missile intercettato. Lo ha riferito l'ufficio stampa del governo. Il fatto è avvenuto nella zona di Bani Yas "in seguito all'intercettazione di un missile balistico da parte della difesa aerea", ha precisato l'ufficio stampa di Abu Dhabi.
Macron convoca nuovo consiglio di difesa
Il presidente francese Macron ha convocato per oggi un nuovo Consiglio di difesa sul Medio Oriente. Lo annuncia l'Eliseo, come riporta Le Parisien. La nuova riunione tra ministri e funzionari responsabili delle questioni di sicurezza si svolge mentre Donald Trump esercita pressioni sulla Francia affinché risponda positivamente alla sua richiesta di assistenza per la sicurezza dello Stretto di Hormuz.
Iran a Fifa: “Spostare nostre partite in Messico”
La Federazione calcistica iraniana sta "negoziando" con la Fifa per spostare le partite del primo turno dei Mondiali di calcio dagli Stati Uniti al Messico, a causa del conflitto in Medio Oriente. Lo ha dichiarato l'ambasciata iraniana in Messico. "Poiché il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato esplicitamente di non poter garantire la sicurezza della nazionale iraniana, certamente non andremo in America", ha detto il presidente della Federazione calcistica iraniana, Mehdi Taj, in un comunicato pubblicato sull'account X dell'ambasciata. "Stiamo attualmente negoziando con la FIFA affinchè le partite dell'Iran ai Mondiali si svolgano in Messico", ha aggiunto.
Esplosioni a Doha e Dubai
Diverse esplosioni hanno scosso Dubai, negli Emirati Arabi Uniti e Doha, nel Qatar. Lo riportano i giornalisti dell'AFP presenti sul posto. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha riferito di aver intercettato un attacco missilistico, mentre a Dubai le esplosioni sono seguite a un allarme diramato tramite cellulare che invitava i residenti a "cercare immediatamente riparo" a causa di "potenziali minacce missilistiche".
Le agenzie di viaggio di Hong Kong sospendono tutte le rotte verso il Medio Oriente
Le agenzie di viaggio di Hong Kong hanno sospeso tutti i viaggi organizzati verso il Medio Oriente per questo mese, compresi quelli che prevedono scali aerei nella regione, adducendo motivi di sicurezza a causa del conflitto in corso. Lo riporta il South China Morning Post spiegando che l'annuncio è stato diffuso ieri sera, dopo che nuovi attacchi con droni iraniani hanno colpito l'aeroporto internazionale di Dubai e altre infrastrutture negli Emirati Arabi Uniti, in rappresaglia agli attacchi statunitensi e israeliani iniziati alla fine di febbraio.
Aerei israeliani bombardano tre quartieri di Beirut
Tre quartieri di Beirut sono stati bombardati, secondo quanto riportano i media libanesi, poco dopo che Israele ha annunciato attacchi contro Hezbollah, nella capitale libanese, e su Teheran.
Aerei israeliani hanno bombardato i quartieri di Kafaat e Haret Hreik, nella periferia meridionale della capitale, e un raid ha colpito un appartamento ai piani superiori di un edificio residenziale a Doha Aramoun, nella stessa zona.
"Una serie di raid e bombardamenti di artiglieria hanno preso di mira le città meridionali all'alba", ha riportato l'Agenzia Nazionale di Stampa libanese.
Raid contro gruppo filo-iraniano a Baghdad, almeno quattro morti
Un attacco missilistico, questa notte, contro un'abitazione nella capitale irachena Baghdad ha ucciso quattro persone, che secondo le prime ricostruzioni sarebbero "consiglieri iraniani" al servizio di gruppi sostenuti da Teheran, ha riferito un funzionario della sicurezza all'AFP.
Altre due fonti appartenenti a fazioni appoggiate dall'Iran hanno confermato che un raid ha colpito una casa che ospitava consiglieri iraniani nel quartiere di al-Jadiriyah, uccidendo almeno due persone.
Idf: “Ondata di attacchi a Teheran e a Beirut”
L'Idf ha annunciato in questi minuti di aver lanciato un'ampia ondata di attacchi contro obiettivi terroristici a Teheran e simultaneamente a Beirut contro infrastrutture di Hezbollah.
Allarme missili dall'Iran a Tel Aviv e nel centro di Israele
Gli allarmi per l'arrivo di missili dall'Iran stanno suonando a Tel Aviv e nel centro di Israele. Lo constata l'ANSA sul posto
Media: “Esplosioni udite in zona nord di Teheran”
Diverse forti esplosioni sono state udite nella zona nord di Teheran, vicino al complesso del Palazzo Saadabad.
Lo riferisce Al Jazeera. In precedenza, alcune fonti avevano segnalato attacchi aerei contro Kharaj, Shahriar e zone limitrofe a Shiraz.
Giappone e Usa rafforzano dialogo sulla sicurezza energetica
Il Giappone e gli Stati Uniti concordano nel mantenere un canale di comunicazione "stretto e costante" per fronteggiare la crisi nello Stretto di Hormuz, dove il blocco deciso dall'Iran minaccia la sicurezza energetica globale. Lo hanno stabilito il ministro degli Esteri giapponese Toshimitsu Motegi e il segretario di Stato Usa Marco Rubio nel corso di una comunicazione telefonica, primo contatto diretto tra i due diplomatici dall'avvio delle operazioni militari statunitensi e israeliane contro Teheran lo scorso mese. Il colloquio, è avvenuto in vista del summit bilaterale previsto giovedì a Washington tra la premier giapponese Sanae Takaichi e il presidente Donald Trump.
Emirati Arabi Uniti chiudono spazio aereo per nuovo attacco da Teheran
L'Autorità generale per l'aviazione civile degli Emirati Arabi Uniti ha annunciato la chiusura temporanea e totale dello spazio aereo del Paese. La decisione, spiegano i media locali ripresi da Al Jazeera, è "una misura precauzionale eccezionale" volta a garantire la sicurezza dei voli e degli equipaggi, nonché a salvaguardare il territorio degli Emirati Arabi Uniti. Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che sta reagendo a una nuova ondata di attacchi missilistici e con droni da parte dell'Iran.
Baghdad condanna attacchi in Iraq: “Minacce a sicurezza e stabilità”
L'Iraq ha condannato gli "attacchi terroristici" che hanno preso di mira un hotel di Baghdad, l'ambasciata statunitense e un importante giacimento petrolifero nel sud del Paese, definendoli minacce alla "sicurezza e stabilità" dell'Iraq. Il primo ministro Mohammed Shia al-Sudani, secondo una dichiarazione del suo portavoce ripresa da Al Jazeera, ha ordinato alle forze di sicurezza di "rintracciare e arrestare gli autori di questi atti e di consegnarli immediatamente alla giustizia, affinché ricevano la punizione che meritano". "Questi atti criminali hanno gravi ripercussioni per il nostro Paese e minano gli sforzi del governo per la ricostruzione e la prosperità", ha aggiunto.
Drone esplode vicino all’ambasciata Usa a Baghdad
Un drone è esploso vicino all’ambasciata Usa a Baghdad
Arabia Saudita, intercettati e neutralizzati 21 droni
Il ministero della Difesa dell'Arabia Saudita ha annunciato che le sue forze militari hanno intercettato e neutralizzato 21 droni nella provincia orientale nelle ultime tre ore. Lo riporta Al Jazeera.
Sirene d'allarme nel nord di Israele per un nuovo lancio missilistico da Teheran, nessun ferito
L'Iran ha lanciato un attacco missilistico balistico facendo scattare le sirene nel nord d'Israele. L'Idf ha rilevato l'attacco e ha azionato i sistemi d'intercettazione. Secondo quanto riferito dal Times of Israel, a seguito dell'attacco non sono stati segnalati feriti, e l'Idf ha autorizzato i residenti a lasciare i rifugi.
Capo Idf: “Eliminati oltre 400 terroristi di Hezbollah”
Il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, Eyal Zamir, ha affermato che le "onde d'urto" dei raid israeliani in Iran si stanno facendo sentire su Hezbollah. "L'Iran è il teatro principale. Indebolire il regime e le sue capacità indebolirà l'intero asse radicale e, al suo interno, l'organizzazione terroristica Hezbollah", ha affermato Zamir, citato da Times of Israel. "La campagna contro Hezbollah rappresenta un altro fronte centrale. Qualsiasi danno alle capacità di riarmo dell'Iran e delle Guardie Rivoluzionarie si ripercuote anche sulle capacità di armamento e finanziamento di Hezbollah", ha spiegato. Zamir ha dichiarato che da quando Hezbollah ha iniziato ad attaccare Israele nel contesto della guerra con l'Iran, "oltre 400 terroristi" dell'organizzazione sono stati uccisi, tra cui alti ufficiali.
Iran: “Se Usa attaccano Kharg, impianti in cenere in tutto M.O.”
Gli impianti petroliferi e del gas in Medio Oriente saranno ridotti a "montagne di cenere" se gli Stati Uniti colpiranno gli impianti sull'isola di Kharg. Lo ha dichiarato il portavoce dello Stato Maggiore iraniano Abolfazl Shekarchi. Secondo Axios, Washington sta valutando la possibilità di impadronirsi dell'isola per "mettere fuori combattimento Teheran economicamente". Su di essa si trova il più grande terminal petrolifero della Repubblica islamica, che gestisce il 90% delle sue esportazioni.