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Guerra Ucraina - Russia, le news del 28 marzo. Scontro Kallas-Rubio al G7. Trump pronto al ritiro Usa dall’Europa

Colpito ospedale di maternità. Il segretario di Stato Usa: “Zelensky mente su garanzie di sicurezza, non dipendono dal ritiro dal Donbass”. Gli Usa: “Non escludiamo di dirottare le armi destinate a Kiev”
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Due persone sono rimaste uccise e altre undici ferite, fra cui un bambino, in un raid delle forze di Mosca contro un ospedale ostetrico di Odessa. "Ieri sera, i russi hanno lanciato un massiccio attacco su Odessa. Non c'era alcuno scopo militare, si è trattato di puro terrorismo contro la popolazione civile", ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky dal Qatar, dove ha firmato un accordo di cooperazione sulla Difesa. Non sono mancate tensioni ieri alla riunione dei ministri degli Esteri del G7. Lo riferisce Axios che dà conto di uno scambio molto teso tra l'Alto rappresentante della politica estera europea, Kaja Kallas, e il segretario di Stato Marco Rubio. Kallas ha criticato gli Stati Uniti per non aver aumentato la pressione su Mosca.

Scontro tra Zelensky e Rubio sul ritiro ucraino dal Donbass

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ribadito che gli Stati Uniti offriranno garanzie di sicurezza all'Ucraina solo se Kiev lascerà il Donbass alla Russia. Lo riporta Ukrainska Pravda, precisando però che solo ieri il segretario di Stato americano Marco Rubio aveva dichiarato che gli Stati Uniti non avevano mai posto il ritiro delle forze armate ucraine da tutto il Donbass come condizione per le garanzie di sicurezza e che il presidente Volodymyr Zelensky aveva mentito a riguardo.
"La maggior parte dell'iceberg non è visibile, ma credetemi, ne ho mostrato solo una piccola parte. Parlo in tutta franchezza... - ha insistito oggi Zelensky – Si possono avere opinioni diverse al riguardo, ma tutti i segnali emersi durante l'intero processo negoziale indicano, e questa non è solo una mia analisi, ma mi sembra assolutamente corretta, che potremo ricevere garanzie di sicurezza dagli Stati Uniti non prima del cessate il fuoco, non prima della fine della guerra, ma dopo il ritiro delle nostre truppe dal Donbass".

I russi attualmente non hanno conquistato tutto il Donbass e per il cessate il fuoco pretendono il ritiro degli ucraini dalle zone che ancora controllano.

Media: “Trump valuta il ritiro delle truppe Usa dalla Germania”

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump starebbe valutando il ritiro delle truppe americane dalla Germania, un'ipotesi che la sua amministrazione ha preso in considerazione sin dal suo insediamento. Lo dicono al Telegraph fonti vicine all'amministrazione repubblicana. Le fonti hanno affermato che "la frustrazione nei confronti degli europei è stata molto reale", aggiungendo che "qualsiasi Paese che non contribuisca con il 5% al Pil non dovrebbe avere voce in capitolo sulle future spese della Nato”. "Non si dovrebbe poter votare sulle spese future se non si contribuisce", ha dichiarato una delle fonti al Telegraph.

Nei mesi scorsi le forze oggetto del possibile ritiro erano state qualificate in 35mila unità. Una simile mossa inasprirebbe ulteriormente i rapporti tra Stati Uniti e Unione europea e lascerebbe scoperta l’Europa in caso di un attacco russo, che secondo diversi servizi segreti del Continente potrebbe avvenire nei prossimi anni.

Missili ucraini colpiscono stabilimento nella regione russa di Samara

Militari ucraini, utilizzando missili 'Flamingo', hanno colpito lo stabilimento Promsintez a Chapayevsk, nella regione di Samara, in Russia. Samara si trova 1.200 chilometri a est di Kharkiv, 1.500 chilometri a est di Kiev. Lo rende noto lo Stato maggiore ucraino. Secondo quanto riportato dal dipartimento, questa azienda è specializzata nella produzione di componenti esplosivi utilizzati per equipaggiare munizioni, bombe, missili. L'impianto produce oltre 30 mila tonnellate di esplosivi militari all'anno.

Media: “Mosca e Delhi discutono possibile ripresa della vendita di Gnl russo”

"Delhi e Mosca stanno intensificando la cooperazione energetica, e entrambe le parti stanno concordando" una eventuale "ripresa delle vendite dirette di gas naturale liquefatto (Gnl) da parte della Russia, per la prima volta dall'inizio della guerra in Ucraina": lo scrive Reuters sul proprio sito web citando "due persone a conoscenza della questione". "Se l'India decidesse di portare avanti l'accordo, che rischia di violare le sanzioni occidentali, i negoziati potrebbero concludersi in poche settimane", afferma ancora Reuters citando una delle fonti. La guerra in Medio Oriente sta ostacolando le forniture di idrocarburi e in queste settimane ha provocato un'impennata dei prezzi del greggio.

Zelensky: “Aperti a sostenere Paesi che vogliono lavorare con noi per la sicurezza”

Volodymir Zelensky è arrivato nel Qatar. "La sicurezza reale è costruita sulla partnership. Diamo valore a tutti e rimaniamo aperti a sostenere tutti coloro che sono pronti per lavorare insieme a questo obiettivo", ha aggiunto in un post su X dopo che, negli Emirati arabi uniti, ha sottoscritto un accordo di cooperazione nella sicurezza e nella difesa.

Zelensky arrivato in Qatar dopo visita negli Emirati Arabi

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky è arrivato in Qatar per una visita di lavoro dopo la tappa negli Emirati Arabi Uniti. Ne ha dato notizia Al Jazeera. Il leader è stato accolto all'aeroporto internazionale di Doha dal ministro per gli Affari Esteri Mohammed bin Abdulaziz Al-Khulaifi e dall'ambasciatore ucraino in Qatar.

Axios, duro confronto sulla Russia tra Kallas e Rubio al G7

Duro scambio di battute, ieri al vertice dei ministri del G7, tra l'Alto rappresentante Ue Kaja Kallas e il segretario di Stato Usa Marco Rubio. Lo riporta Axios. Kallas ha fatto notare che Rubio, nello stesso forum un anno prima, aveva affermato che se Mosca avesse ostacolato gli sforzi Usa per porre fine alla guerra, gli Usa avrebbero perso la pazienza e avrebbero preso ulteriori misure contro il Cremlino. "Dopo un anno la Russia non si è mossa. Quando finirà la sua pazienza?", ha chiesto Kallas. "Stiamo facendo del nostro meglio. Se pensate di poter fare di meglio,fate pure. Noi ci faremo da parte",la spazientita risposta di Rubio.

Zelensky: “L'Ucraina e gli Emirati Arabi coopereranno nella difesa”

L'Ucraina e gli Emirati Arabi Uniti hanno "concordato di cooperare nel campo della sicurezza e della difesa". Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky facendo sapere sui social di aver "incontrato il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, Mohamed bin Zayed". "Sono grato per l'incontro e per la disponibilità a collaborare. I nostri team definiranno gli ultimi dettagli", spiega Zelensky. "Il presidente ha ringraziato il nostro team per il lavoro svolto qui negli Emirati. Anche per l'Ucraina si tratta di una questione di principio: il terrorismo non deve prevalere in nessuna parte del mondo. La protezione deve essere sufficiente ovunque. Per questo siamo aperti a una collaborazione che, in un'ottica strategica, rafforzerà sicuramente i nostri cittadini e la protezione della vita nei nostri Paesi", scrive il presidente ucraino. "Abbiamo discusso della situazione della sicurezza negli Emirati, degli attacchi iraniani e del blocco dello Stretto di Hormuz, che ha un impatto diretto sul mercato petrolifero globale. Per tutti gli Stati normali, è fondamentale garantire la stabilità e proteggere le vite umane di fronte alle minacce odierne. L'Ucraina - prosegue - possiede una notevole esperienza in questo campo: le nostre città, purtroppo, sono state oggetto di attacchi quotidiani per quattro anni di guerra su vasta scala. Gli ucraini hanno sviluppato un sistema di protezione efficace che garantisce un'elevata percentuale di intercettazione di droni e missili nemici. Questo approccio sistematico e l'integrazione delle esperienze sono esattamente ciò che offriamo ai nostri partner".

Mosca: “Adotteremo misure contro Seul se fornirà armi all’Ucraina”

La Russia sarà costretta ad adottare misure di ritorsione contro la Corea del Sud se Seul inizierà a fornire armi all'Ucraina, ha affermato il vice ministro degli Esteri russo, Andrei Rudenko, in una intervista alla Tass. "Abbiamo trasmesso alla Corea del Sud attraverso diversi canali la posizione della Russia sull'inammissibilità della partecipazione di Seul al rifornimento diretto o indiretto di armi letali al regime di Kiev, anche nel quadro dell'iniziativa Purl (Prioritized Requirements List, il programma per l'acquisto da parte degli alleati di armi dagli stock Usa per rifornire l'Ucraina, ndr)", ha spiegato. "In caso contrario, le relazioni bilaterali fra la Corea del Sud subiranno conseguenze negative e saremo costretti a usare misure di ritorsione", ha aggiunto auspicando che questo non avvenga. Con la guerra in Ucraina, la Russia ha rafforzato la sua alleanza militare con la Corea del Nord, che ha fornito a Mosca proiettili e personale militare, inviato a combattere al fianco dei soldati russi nel Kursk).

Zelensky: “Attacco su Odessa senza senso militare, terrore contro vita civile”

"Nella notte di oggi, i russi hanno colpito massicciamente Odessa. Non c'era alcun senso militare, si trattava semplicemente di terrore contro la vita civile ordinaria". Lo afferma il presidente ucraino Volodymyr Zelensky su Telegram. "C'erano più di 60 droni in questo attacco alla città. Purtroppo, ci sono stati molti danni. Tra gli obiettivi colpiti c'era un maternità, edifici residenziali ordinari, imprese, infrastrutture portuali e critiche", spiega. "I nostri servizi continuano a lavorare e ad aiutare nei luoghi dove è necessario. Purtroppo, al momento, è noto che una persona è morta. Le mie condoglianze ai parenti e agli amici. Più di dieci persone sono state ferite, e tra queste c'è un bambino. Ci sono stati anche attacchi nella regione di Poltava e Dnipro questa notte", afferma Zelensky. "Ogni attacco di questo tipo dimostra che la Russia non vuole porre fine alla guerra. Pertanto, qualsiasi indebolimento della pressione su di essa è pericoloso. E un lavoro coordinato per proteggere le persone e la vita ci aiuterà, aiuterà la difesa del nostro Paese e la diplomazia. Ringrazio tutti i partner che lavorano con noi e sostengono il nostro popolo. Lavoriamo con tutti - conclude - per dare più forza al nostro Paese e più possibilità di difendere la vita in Ucraina ogni giorno e ogni notte - le nostre città e i nostri villaggi, la nostra infrastruttura. La difesa congiunta e le azioni coordinate possono funzionare al meglio".

Raid russo su Odessa, colpito ospedale di maternità

Le forze russe hanno lanciato nella notte un attacco con droni contro la città di Odessa, ferendo almeno 10 persone, tra cui un bambino, e colpendo infrastrutture civili. Il governatore dell'oblast, Serhiy Lysak, ha dichiarato che un drone ha colpito il tetto di un ospedale di maternità, nonché di tre "istituti scolastici", nel distretto di Prymorskyi della città. Anche un condominio è stato colpito. Dei dieci feriti, almeno due versano in gravi condizioni, ha dichiarato Lysak. Non si sono registrate vittime presso il reparto di maternità, poiché il personale e i pazienti sono stati evacuati in un rifugio sotterraneo.

Droni ucraini colpiscono raffineria russa

Droni ucraini hanno colpito nella notte una raffineria di petrolio nella città di Yaroslavl, nella Russia centrale. Lo riporta il canale di notizie Telegram Exilenova Plus, secondo cui è stata colpita la raffineria Slavneft-Yanos, una delle cinque più grandi della Russia, in grado di produrre oltre 15 milioni di tonnellate all'anno. La città di Yaroslavl si trova a circa 700 chilometri dal confine tra Ucraina e Russia e a circa 230 chilometri a nord-est di Mosca.

Un morto e 11 feriti in un attacco russo su Odessa

Un morto e 11 feriti: è il bilancio degli attacchi russi che nella notte hanno colpito Odessa, nel sud dell'Ucraina. I raid hanno preso di mira anche un quartiere residenziale e un reparto di maternità, ha reso noto l'amministrazione provinciale spiegando che tra i feriti c'è un bambino.

Raid con i droni in Russia, muore un bambino. Feriti i genitori

Un bambino è morto in un attacco con i droni nella regione russa di Yaroslavl e i suoi genitori sono stati ricoverati in ospedale in gravi condizioni. Lo ha annunciato - riporta la Tass - Mikhail Evrayev, governatore della regione. Anche un residente di un altro edificio nelle vicinanze è rimasto ferito.

La Russia sta inviando all’Iran droni aggiornati utilizzati nella guerra in Ucraina

Funzionari statunitensi ed europei hanno dichiarato all’Associated Press che la Russia sta inviando una spedizione di droni all’Iran, inclusi versioni aggiornate della tecnologia dei droni che Teheran aveva originariamente fornito a Mosca dopo l’invasione dell’Ucraina. Un funzionario europeo ha affermato che le due parti hanno avuto discussioni attive per tutto il mese di marzo riguardo al trasferimento dei droni dalla Russia all’Iran. Non è chiaro se la consegna sia una spedizione unica o la prima di una serie. I funzionari aggiungono di non sapere quanti droni vengano inviati. Il Cremlino ha smentito le notizie. Secondo i funzionari, i droni aggiornati potrebbero essere dotati di tecnologie anti-disturbo più avanzate, telecamere o utilizzare Internet satellitare.

Berlino: Mosca aiuta Teheran a identificare potenziali obiettivi per attacchi

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha accusato la Russia di aiutare l'Iran a identificare potenziali obiettivi di attacco, affermando che il presidente Putin spera di usare la guerra in Iran come diversivo per distogliere l'attenzione dal suo attacco all'Ucraina. Parlando con i giornalisti a un vertice del G7 in Francia, Wadephul ha anche affermato di aver parlato con il segretario di stato americano Rubio per illustrare la posizione della Germania, che si dichiara disponibile a svolgere un ruolo nello stretto di Hormuz una volta terminate le ostilità. "Putin spera cinicamente che l'escalation in Medio Oriente distolga la nostra attenzione dai suoi crimini in Ucraina", ha dichiarato Wadephul. "Questo calcolo non deve avere successo. Vediamo molto chiaramente quanto i due conflitti siano strettamente interconnessi. La Russia sta evidentemente supportando l'Iran fornendo informazioni su potenziali obiettivi".

G7, Tajani: “Governo italiano autorevole e stabile. Lavoreremo per rafforzare il nostro sostegno a Kiev”

"Anche questa volta l'Italia ha svolto un ruolo da protagonista, senza alcuna subalternità. Con questo governo, autorevole e politicamente stabile, siamo al centro di ogni iniziativa di dialogo e per la pace. Interlocutori credibili per tutti i nostri partner". Sono le parole che il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, affida a X al termine della riunione con i suoi omologhi del G7 in Francia. "L'Italia vuole porre fine alla crisi in Medio Oriente, una guerra che oltre a destabilizzare l'intera regione ha serie ripercussioni sulla nostra economia. Abbiamo ribadito l'impegno per una de-escalation e per il ripristino della libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz. Per questo siamo in prima linea nella missione Aspides nel Mar Rosso e in Atalanta nell'Oceano Indiano. Contribuiremo con ogni sforzo a garantire un passaggio sicuro attraverso lo Stretto per proteggere le nostre rotte commerciali", ha ribadito il capo della Farnesina. "Sul fronte europeo lavoreremo insieme per la ricostruzione dell'Ucraina, per riparare la centrale di Chernobyl e per rafforzare il nostro sostegno a Kiev in tutti i settori. In ultimo abbiamo rilanciato l'azione del G7 su minerali critici, sicurezza marittima, contrasto ai traffici di droga e per rendere più efficiente la macchina degli aiuti umanitari", conclude.

Putin: “Le relazioni con l’Ue in crisi ma non per colpa nostra”

"È chiaro che le relazioni della Russia con i paesi europei sono in crisi, non per colpa nostra, e i riferimenti agli eventi in Ucraina sono infondati, perché la crisi ucraina stessa è stata colpa sia della precedente amministrazione americana sia di alcuni importanti paesi europei". Lo ha affermato il presidente russo, Vladimir Putin durante un briefing con i membri permanenti del Consiglio di sicurezza. Lo riporta Interfax. "Vorrei sottolineare ancora una volta che non abbiamo mai abbandonato lo sviluppo e il ripristino di queste relazioni", ha aggiunto.

Media: l’India negozia con la Russia per la fornitura di gas

L'india starebbe negoziando con la Russia per riprendere gli acquisti diretti di gas naturale liquefatto da Mosca per la prima volta dall'inizio della guerra in Ucraina. Lo riferisce Reuters, citando due persone a conoscenza della questione. Se Nuova Delhi decidesse di portare avanti l'accordo, che rischia di violare le sanzioni occidentali, i negoziati potrebbero concludersi in poche settimane, ha affermato una delle fonti. L'accordo verbale per negoziare un'intesa sul Gnl sarebbe stato raggiunto durante un incontro tenutosi il 19 marzo a Delhi tra il viceministro dell'Energia russo Pavel Sorokin e il ministro indiano del Petrolio e del Gas Hardeep Singh Puri, secondo quanto riferito da alcune fonti. I due funzionari avrebbero inoltre concordato di incrementare ulteriormente le vendite di petrolio greggio all'India, che potrebbero raddoppiare rispetto ai livelli di gennaio, arrivando ad almeno il 40% delle importazioni totali del Paese in circa un mese, secondo quanto riferito da tre persone a conoscenza delle discussioni.

Zelensky firma accordo di cooperazione sulla Difesa con l’Arabia Saudita

"Abbiamo raggiunto un importante accordo tra il ministero della Difesa dell'Ucraina e il ministero della Difesa del Regno dell'Arabia Saudita in materia di cooperazione nel settore della difesa. Il documento è stato firmato prima del nostro incontro con il principe ereditario saudita, Mohammed bin Salman Al Saud". Lo ha annunciato su X il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.

(afp)

Rubio: “Non escludiamo possibilità dirottare le armi destinate all'Ucraina”

"Potrebbe succedere". Gli Stati Uniti non escludono la possibilità di dirottare carichi di armi destinati all'Ucraina per soddisfare le proprie esigenze nella guerra contro l'Iran, come ha dichiarato il segretario di Stato americano Marco Rubio, minimizzando l'impatto della Russia nel conflitto mediorientale. "Non è stato ancora dirottato nulla, ma potrebbe succedere", ha detto il segretario di Stato americano ai giornalisti dopo il vertice dei ministri degli Esteri del G7. "Se abbiamo bisogno di qualcosa per l'America e si tratta di un prodotto americano, lo terremo prima di tutto per l'America", ha aggiunto.

Rubio: “Garanzie sicurezza a Kiev solo con ritiro da Donbass? Non è vero”

"Gli Stati Uniti hanno detto a Zelensky che le garanzie di sicurezza dipendono dal ritiro dal Donbass? È una bugia. Mi dispiace che lo dica, perché sa che non è vero e non è ciò che gli è stato detto. Gli è stato detto l'ovvio, le garanzie di sicurezza entreranno in vigore solo dopo la fine della guerra, altrimenti ci si inserisce nella guerra". Lo ha detto il segretario di Stato americano Marco Rubio ai giornalisti dopo il vertice dei ministri degli Esteri del G7 vicino a Parigi. "Quello che gli è stato detto chiaramente, e avrebbe dovuto capirlo, è che le garanzie di sicurezza arrivano solo dopo la fine della guerra", ha spiegato. "Ma questo non è legato al fatto che debba cedere territorio. Non so perché dica queste cose, semplicemente non sono vere".

"Qual è la posizione degli Stati Uniti sul Donbass? Abbiamo detto all'Ucraina cosa pretende la Russia. Non la stiamo sostenendo, lo abbiamo spiegato loro. È una loro scelta. Non spetta a noi decidere per loro. Non abbiamo mai detto che devono accettare o rifiutare", ha proseguito. "Il ruolo che abbiamo svolto è cercare di capire cosa vogliono entrambe le parti e vedere se possiamo trovare un terreno comune. La decisione finale spetta all'Ucraina. Se non vogliono prendere certe decisioni o fare certe concessioni, allora la guerra continua. Lo stesso vale per la Russia: se non vogliono fare certe concessioni all'Ucraina, allora la guerra continua", ha aggiunto.

(afp)

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