Nel suo discorso alla Nazione, il presidente Trump ha detto che l’Iran “è stato sconfitto. Finiremo velocemente il lavoro”, parlando ancora una volta di una scadenza di “due-tre settimane”. Ha poi affermato che gli Stati Uniti non hanno bisogno del petrolio: “Siamo lì per aiutare gli altri – ha detto attaccando nuovamente gli alleati –. I paesi che ricevono il petrolio da Hormuz vadano allo Stretto e se lo prendano”. Il giorno prima, invece, aveva minacciato di stare "seriamente valutando" la possibilità di ritirare gli Stati Uniti dalla Nato.
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Media Iran, 8 morti e 95 feriti nell'attacco al ponte di Karaj
Almeno 8 persone sono morte e altre 95 rimaste ferite nell'attacco in cui è stato colpito il ponte B1 a Karaj, in Iran: lo indica l'agenzia di stampa Tasnim, vicina ai Pasdaran, citando funzionari iraniani.
Hegseth chiede dimissioni Capo Stato maggiore Esercito
Il Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha chiesto al generale Randy George di dimettersi dalla carica di Capo di Stato maggiore dell'Esercito americano. Lo ha detto un funzionario americano. Il funzionario ha confermato una notizia dell'emittente statunitense CBS secondo cui a George era stato chiesto di andare in pensione immediatamente.
Pasdaran, attaccato centro dati Oracle a Dubai
Il comando navale delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha affermato di aver lanciato un attacco contro un centro dati appartenente all'azienda tecnologica statunitense Oracle a Dubai. Lo riferiscono i media statali iraniani, ripresi da Al Jazeera. In precedenza, i Pasdaran avevano dichiarato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrain.
Paesi Golfo all'Onu, sì a tutte le misure necessarie per riaprire Hormuz
I Paesi del Golfo sostengono la risoluzione Onu che autorizza "tutte le misure necessarie", un'espressione utilizzata dalle Nazioni Unite che include anche l'azione militare, per garantire la navigazione nello Stretto di Hormuz. Durante una riunione del Consiglio di Sicurezza, il segretario generale del Consiglio di Cooperazione del Golfo (GCC) Jassim Albudaiwi ha dichiarato che gli attacchi di ritorsione dell'Iran contro i suoi vicini avevano superato "tutte le linee rosse". Albudaiwi ha inoltre sottolineato che i sei paesi del GCC devono essere inclusi in qualsiasi discussione o accordo con l'Iran per garantire la sicurezza regionale. Il Bahrain, attuale presidente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu e membro del GCC, ha dichiarato di voler tenere venerdì una votazione su una risoluzione che invita i paesi a "usare tutti i mezzi necessari" per garantire il transito internazionale "nello Stretto di Hormuz, nel Golfo e nel Golfo dell'Oman". La risoluzione si scontra con l'opposizione di Russia e Cina, che hanno diritto di veto.
Pasdaran, attaccato centro dati Oracle a Dubai
Il comando navale delle Guardie della Rivoluzione Islamica dell'Iran ha affermato di aver lanciato un attacco contro un centro dati appartenente all'azienda tecnologica statunitense Oracle a Dubai. Lo riferiscono i media statali iraniani, ripresi da Al Jazeera. In precedenza, i Pasdaran avevano dichiarato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrain.
Kallas: “Hormuz bene pubblico globale, no a pedaggio per passaggio navi”
"Grazie alla ministra britannica Yvette Cooper per aver indetto una riunione di oltre 40 paesi sullo Stretto di Hormuz. Questa via navigabile è un bene pubblico globale. Non si può permettere all'Iran di chiedere un compenso ai paesi per consentire il passaggio delle navi". Lo scrive su X l'Alta rappresentante Ue per la politica estera Kaja Kallas. "Il diritto internazionale non riconosce i sistemi di 'pagamento per il passaggio'. Oggi abbiamo esaminato le misure diplomatiche, economiche e di sicurezza per ripristinare il passaggio sicuro, collaborando anche con il settore marittimo", spiega.
Kallas: “Non possiamo perdere Bab el Mandeb, potenziare Aspides”
Occorre potenziare la missione Aspides, operazione navale dell'Ue che opera nel Mar Rosso a difesa dei mercantili. Lo dichiara via social l'Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, Kaja Kallas, dopo aver partecipato a una videoconferenza con oltre 40 Paesi sulla crisi dello Stretto di Hormuz promossa dalla segretaria di Stato britannica Yvette Cooper. Aspides "ha già assistito 1.700 navi nel Mar Rosso e deve essere potenziata. Non possiamo permetterci di perdere un'altra rotta commerciale critica", scrive Kallas, riferendosi allo stretto di Bab el Mandeb, minacciato dai ribelli yemeniti Houthi, sostenuti dall'Iran, da cui passano le navi per raggiungere l'imboccatura del Canale di Suez, e da lì il Mediterraneo. L'Ue sostiene anche il lavoro delle Nazioni Unite sui corridoi umanitari nello Stretto per il trasporto di cibo e fertilizzanti, aggiunge la leader della diplomazia europea, sottolineando che l'Ue "dispone di strumenti per tracciare e facilitare il transito che potrebbero essere d'aiuto in tal senso".
Trump a 'Time', sono ansiosi di raggiungere accordo
In un'intervista telefonica di questa mattina, il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato a TIME che l'Iran è ansioso di raggiungere un accordo per porre fine ai combattimenti. "Perché non dovrebbero chiamare? Abbiamo appena fatto saltare in aria i loro tre ponti principali la scorsa notte", ha detto il Presidente. "Li stanno decimando. Dicono che Trump non stia negoziando con l'Iran. Voglio dire, è una negoziazione piuttosto semplice".
Media, attaccato centro dati di Oracle a Dubai
Secondo i media statali iraniani, il comando navale del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) iraniane ha affermato di aver lanciato un attacco contro un centro dati appartenente alla società tecnologica statunitense Oracle a Dubai. In precedenza, le Guardie Rivoluzionarie avevano affermato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein.
Araghchi a Trump: “Sicuro di volere farci tornare all'età della pietra?”
"C'è una differenza evidente tra il presente e l'età della pietra: allora non si estraevano né petrolio né gas in Medioriente. Il presidente degli Stati Uniti e gli americani che lo hanno eletto sono sicuri di voler tornare indietro nel tempo?". Lo ha scritto su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi in risposta a Donald Trump, che ha minacciato di far tornare l'Iran 'all'età della pietra'.
Houthi rivendicano attacco a Israele
I ribelli Houthi, sostenuti dall'Iran, hanno rivendicato l'attacco missilistico balistico di questa sera contro Israele dallo Yemen. In una dichiarazione, gli Houthi affermano di aver preso di mira "obiettivi vitali del nemico israeliano" nell'area di Tel Aviv. Secondo le Forze di Difesa Israeliane (IDF), un missile lanciato dallo Yemen, che ha fatto scattare le sirene a Gerusalemme (non a Tel Aviv), è stato intercettato. Non sono stati segnalati feriti.
Portavoce esercito Teheran: “Stretto di Hormuz rimarrà chiuso a lungo per Usa e Israele”
“Stretto di Hormuz rimarrà chiuso a lungo per Usa e Israele”, ha annunciato un portavoce dell’esercito iraniano.
Lavrov sente Araghchi, discusso di Medioriente e Hormuz
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov e l'omologo dell'Iran, Abbas Araghchi, hanno avuto oggi un colloquio telefonico e "hanno discusso in dettaglio gli sviluppi relativi al nuovo conflitto in Medioriente". Lo ha riferito il ministero degli Esteri russo, precisando che la telefonata è avvenuta su iniziativa della parte iraniana.
Giro di consultazioni Crosetto con ambasciatori Paesi del Golfo
"Negli ultimi giorni intenso giro di consultazioni per il ministro della Difesa Guido Crosetto che ha incontrato gli ambasciatori di Arabia Saudita, Faisal bin Sattam bin Abdulaziz Al Saud, degli Emirati Arabi Uniti, Abdulla Ali Ateeq Obaid Alsubousi, del Kuwait, Nasser Sanhat Al-Qahtani, e del Qatar, Khalid bin Yousuf Al-Sada. Focus su situazione geopolitica, con particolare riferimento a crisi in atto in Medio Oriente. Nel corso degli incontri, i diplomatici hanno espresso unanime apprezzamento per il sostegno dell'Italia e auspicato una visita del ministro nei rispettivi Paesi quale ulteriore segnale di vicinanza e condivisione di fronte alla grave crisi in corso". Lo fa sapere il ministero della Difesa su X.
Iran minaccia di attaccare ponti in Medio Oriente
L'Iran sta minacciando di attaccare una serie di ponti in Medio Oriente in risposta all'attacco a un ponte sul suo territorio avvenuto oggi, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars e rilanciato dalla testata israeliana Haaretz.
Tra gli obiettivi figurerebbero il Ponte Allenby, che collega la Cisgiordania amministrata da Israele e la Giordania, il Ponte Adam sul fiume Giordano e il Ponte Re Fahd che collega il Bahrain e l'Arabia Saudita, ma l'elenco pubblicato comprende anche i nomi di altri ponti in Giordania e negli Emirati Arabi Uniti.
Farnesina: “Seguiamo caso della giornalista americana rapita in Iraq”
Il Ministero degli Esteri "segue con la massima attenzione, dal primo momento, il caso della giornalista americana Shelly Kittleson, rapita in Iraq". Così un comunicato ufficiale della Farnesina, ricordando che Kittleson collabora attivamente anche con diverse testate italiane. "Il ministro Antonio Tajani ha chiesto alla Farnesina, in raccordo con l'Ambasciata d'Italia a Baghdad, di essere impegnata sul caso e a verificare ogni elemento utile che possa portare alla sua liberazione. L'ambasciatore d'Italia a Bagdad è in contatto con le autorità irachene e l'Ufficio del portavoce è in contatto con un quotidiano con cui la giornalista collabora", aggiunge la nota.
Shoigu: “La situazione è minacciosa”
La situazione in Medio Oriente non è più solo pericolosa, ma minacciosa. Lo ha affermato il segretario del Consiglio di sicurezza russo, Sergei Shoigu, durante un incontro con il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdel Ata. "Ora la situazione non è solo pericolosa, ma minacciosa", ha sottolineato Shoigu.
Ushakov, stretto Hormuz aperto per la Russia
"Lo stretto di Hormuz è aperto per la Russia". Lo ha dichiarato il consigliere diplomatico del Cremlino, Yuri Ushakov.
Media, 2 morti nell’attacco al ponte Teheran-Karaj
E' di due morti il bilancio dei raid sul ponte autostradale che collega la capitale dell'Iran, Teheran, alla città occidentale di Karaj. Lo riferisce l'agenzia Fars, ripresa da Times of Israel. Gli attacchi sono stati condotti dall'esercito americano, mentre le Forze di Difesa Israeliane negano di aver colpito il ponte. Secondo Fars il ponte è stato colpito mentre "le squadre di soccorso stavano assistendo le vittime del primo attacco".
Londra, coalizione Hormuz chiede "riapertura immediata"
La ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, ha affermato che circa 40 Paesi, partecipanti a una riunione virtuale sulla crisi dello Stretto di Hormuz, hanno chiesto "l'immediata e incondizionata riapertura" della vitale via di navigazione. "L'Iran sta cercando di tenere in ostaggio l'economia globale nello Stretto di Hormuz. Non deve riuscirci. A tal fine, i partner hanno chiesto oggi l'immediata e incondizionata riapertura dello Stretto e il rispetto dei principi fondamentali della libertà di navigazione e del diritto del mare", ha affermato Cooper in una dichiarazione rilasciata al termine dei colloqui.
Londra: “Oltre 40 Paesi in coalizione per Hormuz, ogni sforzo per riaprirlo”
E' salito a "oltre 40" gli aderenti a quella sorta di coalizione di Paesi rappresentati al vertice ministeriale convocato oggi dal Regno Unito per discutere dei piani post-bellici di ripristino della navigazione commerciale nel vitale Stretto di Hormuz, bloccato in larga parte dall'Iran in risposta alla guerra di Usa e Israele. Lo ha detto ai media la ministra degli Esteri britannica, Yvette Cooper, dopo la riunione virtuale da lei presieduta. Cooper ha evocato "ogni possibile misura diplomatica ed economica coordinata" per ottenere la riapertura dello Stretto, attribuendo la responsabilità della situazione attuale solo a Teheran.
Attacco a datacenter Amazon nel Bahrein, pasdaran rivendicano
"Nella sua prima azione contro aziende tecnologiche coinvolte in spionaggio e terrorismo, l'Iran ha attaccato il centro di cloud computing di Amazon in Bahrein, distruggendolo". Lo afferma il Corpo delle Guardie rivoluzionarie iraniane, secondo quanto riporta l'agenzia Tasnim, aggiungendo che Amazon si starebbe ritirando dalla regione. Le Guardie Rivoluzionarie hanno anche annunciato che si tratta della prima azione di questo tipo. "Se gli attacchi dovessero continuare - avvertono i pasdaran -, puniremo in modo molto più severo le prossime aziende che abbiamo già annunciato".
Trump: “Iran faccia accordo prima che sia troppo tardi”
"Il ponte più grande dell'Iran crolla, per non essere mai più utilizzato. E molto altro seguirà! E' ora che l'Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi e che non rimanga più nulla di ciò che potrebbe ancora diventare un grande Paese!". Lo scrive su Truth il presidente americano, Donald Trump.
Unifil: “Colpita base italiana in Libano, lievi danni alle infrastrutture”
“Questo pomeriggio un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil. Non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture". Lo riferisce in una nota di Unifil. "Il ministro Guido Crosetto è in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il comandante del Covi e con il comandante del contingente italiano - conclude - per ricevere aggiornamenti costanti sulla situazione e sulle condizioni del personale".
Razzo colpisce base italiana Unifil in Libano: non ci sono feriti
Questo pomeriggio "un razzo, la cui origine è ancora in fase di accertamento, ha colpito la base di Shama, quartier generale del contingente italiano e del settore Ovest di Unifil". Lo rende noto il ministero della Difesa, spiegando che "non si registrano feriti tra i militari italiani. Si segnalano soltanto lievi danni alle infrastrutture".
Pasdaran colpiscono cloud Amazon in Bahrein
Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha affermato di aver preso di mira un centro di cloud computing di Amazon in Bahrein come rappresaglia per gli attacchi contro l'Iran. Lo riportano i media statali iraniani.
Iran e Oman elaborano protocollo per monitorare il transito a Hormuz
L'Iran e l'Oman stanno elaborando un protocollo per "monitorare il transito" nello Stretto di Hormuz. Lo riporta Cncb citando l'agenzia iraniana Irna. Il traffico "dovrebbe essere supervisionato e coordinato dai due Paesi", ha detto il vice ministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi. 'Questi nuovi requisiti non comporteranno restrizioni. Serviranno a garantire un passaggio sicuro oltre a fornire servizi migliori alla navi", ha aggiunto Gharibabadi, ribadendo che Teheran istituirà un pedaggio, come ricorda Bloomberg. Il parlamento di Teheran ha approvato nei giorni scorsi i piani per introdurre una tassa sul transito.
Entro 2 settimane 2 protocolli per passaggio Hormuz
L'Iran pubblicherà nelle prossime settimane due protocolli separati per il passaggio di navi commerciali e navi militari attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo rende noto l'emittente iraniana Irib. La bozza del piano - aggiunge - è attualmente al vaglio del parlamento e del governo iraniani.
Iran istituirà un pedaggio per le navi che passano a Hormuz
L'Iran istituirà un pedaggio per le navi che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz. Lo ha detto il vice ministro degli esteri iraniano Kazem Gharibabadi in un'intervista a Sputnik, secondo quanto riportato dell'agenzia Bloomberg.
Esplosioni a Gerusalemme
Esplosioni sono state avvertite a Gerusalemme dopo un allerta per missili provenienti dall'Iran. Lo rende noto l'Afp spiegando che si sono udite almeno quattro esplosioni, mentre le sirene risuonavano in città e l'esercito avvertiva i residenti di mettersi al riparo dopo aver "identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele". L'esercito israeliano ha aggiunto che i suoi "sistemi di difesa sono operativi per intercettare la minaccia".
Iran: “Ucciso un comandante delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie”
L'agenzia di stampa iraniana Fars ha reso noto che il comandante dell'unità speciale delle forze di terra delle Guardie rivoluzionarie, Mohammadali Fathalizadeh, è ;;stato ucciso durante gli attacchi di ieri. L'unità aveva partecipato alla guerra in Siria negli anni passati.
Pizzaballa: “Mondo lacerato, non si può ignorare tensione”
"C'è una tensione che non possiamo ignorare. Le porte del Santo Sepolcro sono chiuse. La guerra ha reso questo luogo un rifugio, un dentro separato da un fuori carico di tensione. Siamo qui come in un grembo di pace, mentre intorno il mondo si lacera, e vorremmo poter cambiare tutto questo". Il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa ha celebrato la messa - a porte chiuse - in Coena Domini al Santo Sepolcro. "Siamo nel luogo dove una pietra sigillò la morte. Eppure, ora siamo qui per celebrare la vita", ha detto il patriarca che poi si è soffermato sul clima che si respira in questo particolare momento in Medio Oriente, in Terra Santa, segnato da violenza e paura. "Non siamo una Chiesa forte, non siamo una Chiesa numerosa, non siamo una Chiesa che può permettersi di scegliere tempi facili, e lo vediamo continuamente. Spesso siamo una Chiesa stanca, provata, a volte tentata di difendersi più che di donarsi". Si tratta quindi di accettare la logica del servizio: "Oggi il Signore non ci chiede di essere potenti, ma di avere parte con Lui. Non ci chiede di risolvere tutto, ma di non rifiutare il suo modo di amare. Perché una Chiesa ha parte con Cristo non quando è al sicuro, ma quando accetta di condividere il suo abbassamento". "Avere parte con Lui, per noi che viviamo e testimoniamo il Vangelo in questa terra - ha ricordato il porporato - significa imparare il linguaggio del chinarsi". "Chinarsi sulle paure, sulle incomprensioni, sulle fatiche quotidiane di chi rischia di perdere la speranza. Chinarsi senza pretendere di avere soluzioni immediate, ma offrendo una presenza fedele". Forse non si possono "cambiare le grandi dinamiche della storia" ma si può "decidere se avere parte con Cristo nel suo modo di stare dentro la storia: non sopra, non contro, ma accanto".
Guterres: “Siamo sull'orlo di una guerra più ampia”
Il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha lanciato l'allarme su un Medio Oriente "sull'orlo di una guerra più ampia", chiedendo la cessazione immediata delle operazioni militari tra Stati Uniti, Israele e Iran. "Siamo sull'orlo di una guerra più ampia che inghiottirebbe il Medio Oriente, con impatti drammatici in tutto il mondo", ha dichiarato Guterres alla stampa, all'indomani del discorso del presidente americano Donald Trump che ha difeso l'operazione militare contro Teheran. Il capo delle Nazioni Unite ha esortato a fermare sia i raid israelo-americani contro l'Iran sia gli attacchi lanciati da Teheran contro i Paesi della regione. "Molti aspetti del conflitto sono incerti, ma una cosa non lo è: se i tamburi di guerra continueranno a suonare, l'escalation peggiorerà tutto. La spirale di morte e distruzione deve cessare", ha avvertito.
Raid su un deposito di carburante: incendio vicino all’aeroporto di Mashad
Un incendio è scoppiato vicino all'aeroporto di Mashad, nel nord-est dell'Iran, dopo che in un raid è stato colpito un deposito di carburante situato nei pressi dello scalo. Lo riferiscono i media iraniani
Tajani propone un corridoio umanitario per i fertilizzanti
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, nel suo intervento alla riunione della coalizione per la riapertura dello stretto di Hormuz, assieme a colleghi come il ministro olandese e la vice-ministra degli Emirati, ha sostenuto la necessità di un percorso con l'Onu per creare al più presto di un "corridoio umanitario" innanzitutto per i fertilizzanti e per tutto quando servirà a evitare una nuova crisi alimentare innanzitutto nelle nazioni africane. Assicurare il trasporto di fertilizzanti e altri beni umanitari attraverso lo Stretto di Hormuz è vitale, spiega la Farnesina in una nota
Tajani: “Valutiamo la partecipazione alle iniziative multilaterali”
La disponibilità dell'Italia a valutare la partecipazione a iniziative multilaterali - con un chiaro mandato delle Nazioni Unite - per garantire il passaggio sicuro delle navi nello Stretto di Hormuz è stata espressa dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione sulla situazione in Iran e sulle conseguenze del blocco dello stretto. La video-conferenza è stata coordinata dal Regno Unito dopo la dichiarazione del 19 marzo sottoscritta da 35 Paesi, inclusa l'Italia. Nel suo intervento, riferisce la Farnesina in una nota, il ministro ha ribadito la posizione italiana a favore di un'immediata de-escalation e del ritorno al dialogo diplomatico, sottolineando il pieno coordinamento con i partner europei e internazionali e il sostegno a ogni soluzione negoziale capace di garantire stabilità nella regione
Tajani: “Pronti a sostenere iniziative per la sicurezza della navigazione a Hormuz”
Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha partecipato oggi in videocollegamento alla riunione sulla situazione in Iran e sulle conseguenze del blocco dello Stretto di Hormuz. La video-conferenza è stata coordinata dal Regno Unito dopo la dichiarazione del 19 marzo sottoscritta da 35 Paesi, inclusa l'Italia. Nel suo intervento - si legge in una nota della Farnesina - il ministro ha ribadito la posizione italiana a favore di un'immediata de-escalation e del ritorno al dialogo diplomatico, sottolineando il pieno coordinamento con i partner europei e internazionali e il sostegno a ogni soluzione negoziale capace di garantire stabilità nella regione. Tajani ha evidenziato che il blocco nello Stretto di Hormuz ha impatti diretti sulla sicurezza delle rotte marittime, sugli approvvigionamenti energetici globali e sulla sicurezza alimentare. Richiamando la dichiarazione del G7 del 27 marzo, ha confermato l'impegno dell'Italia a contribuire agli sforzi internazionali per tutelare la libertà di navigazione, nel rispetto del diritto internazionale, e per salvaguardare la stabilità dei mercati energetici
Putin sente Bin Salman: “Maggiore impegno per la pace”
Il presidente russo Vladimir Putin e il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman hanno avuto una conversazione telefonica durante la quale hanno chiesto "un maggiore impegno" per porre rapidamente fine al conflitto in Medio Oriente. Lo riferisce una nota del Cremlino. "Entrambe le parti hanno sottolineato la necessità di porre fine rapidamente alle ostilità e di intensificare gli sforzi politici e diplomatici per raggiungere una soluzione duratura del conflitto", ha dichiarato la presidenza russa. La conversazione si è svolta pochi giorni dopo la firma di un accordo di cooperazione in materia di difesa tra Ucraina e Arabia Saudita, incentrato in particolare sul contrasto ai droni iraniani
Critica il regime, arrestata nota avvocata in Iran Nasrin Sotoudeh
L'avvocata e attivista per i diritti umani iraniana Nasrin Sotoudeh è stata arrestata nella sua abitazione: lo ha rivelato sui social la figlia Mehraveh Khandan aggiungendo che le forze di sicurezza hanno sequestrato computer portatili e telefoni cellulari. Alla famiglia non è stata detto in quale carcere si trova. Sotoudeh, nel suo ultimo commento sulla guerra, ha affermato che "un governo che per mezzo secolo ha gridato slogan di morte contro questo o quel paese, ora ci ha messi a rischio di morte". La donna era già stata arrestata e rilasciata nel 2023 per le proteste contro l'obbligo di hijab
Austria rifiuta tutte le richieste Usa di sorvolo
L'Austria ha rifiutato tutte le richieste statunitensi di sorvolo del suo territorio. Lo riferisce il governo di Vienna
Iran, le due acciaierie più grandi del Paese ferme dopo raid israelo-americani
Le due più grandi acciaierie iraniane hanno annunciato di essere state costrette a interrompere le attività a seguito dei raid aerei israelo-americani. "Secondo le nostre prime stime, la riattivazione degli impianti richiederà almeno dai sei mesi a un anno", ha dichiarato Mehran Pakbin, vicedirettore della Khuzestan Steel Company, citato dal sito web Mizan Online. La Mobarakeh Steel Company, situata nella provincia di Isfahan, nell'Iran centrale, ha comunicato mercoledì sera che le sue "linee di produzione sono completamente ferme a causa dell'intensità degli attacchi"
Telefonata Starmer-Meloni: “Riaprire lo Stretto di Hormuz”
Il premier britannico Kir Starmer ha parlato con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. I leader hanno discusso della situazione in Medio Oriente, rende noto un portavoce di Downing Street, e hanno convenuto sull’urgente necessità di un allentamento delle tensioni. Hanno sottolineato l’importanza di riaprire lo Stretto di Hormuz per ripristinare la libertà di navigazione, rilevando il notevole impatto che l’attuale interruzione sta avendo sul trasporto marittimo globale, il che sta facendo aumentare i costi in tutto il mondo. Questo tema sarà al centro delle discussioni durante la riunione ospitata dal Regno Unito nel corso della giornata, presieduta dal ministro degli Esteri e alla quale parteciperà il ministro degli Esteri italiano insieme a rappresentanti di oltre 35 nazioni. I primi ministri hanno inoltre concordato di continuare a collaborare strettamente a sostegno della sicurezza collettiva dell’Europa e di rimanere in stretto contatto
Teheran: “Presi di mira impianti siderurgici legati agli Usa nel Golfo”
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno affermato di aver preso di mira impianti siderurgici e di alluminio legati agli Stati Uniti nei Paesi del Golfo. Lo riporta Sky News. Questi attacchi sono un "avvertimento - hanno detto - se le industrie iraniane venissero colpite di nuovo, la prossima risposta di Teheran sarebbe più dura". Ieri i pasdaran hanno dichiarato che avrebbero iniziato gli attacchi contro le aziende statunitensi in Medio Oriente
Media: “Forti esplosioni nel centro di Teheran”
Forti esplosioni sono state registrate nel centro di Teheran. Lo segnalano i giornalisti dell'Afp affermando che l'onda d'urto delle esplosioni è stata avvertita in tutta la capitale iraniana dove gli edifici hanno tremato. L'Afp riferisce che non è chiaro quale fosse l'obiettivo. Media locali, tra cui il quotidiano Shargh, riferiscono di esplosioni nelle zone orientali e occidentali di Teheran
Onu: “Indagine su morte tre caschi blu richiede tempo”
Le Nazioni Unite sperano di poter fornire presto un aggiornamento sulle indagini sulla morte di tre caschi blu indonesiani dell'Unifil, deceduti tra domenica e lunedì scorsi nel sud del Libano, nonostante la "difficile situazione sul campo" e i ritardi nell'accesso ai "luoghi degli incidenti". Lo ha affermato il portavoce del Palazzo di Vetro, Stephane Dujarric, ripreso da Al Jazeera. "Queste indagini richiedono tempo, poichè gli esperti tecnici esaminano le prove fisiche sui luoghi degli incidenti, mentre altri si occupano del contesto e collaborano con le parti coinvolte per raccogliere e verificare le informazioni", ha sottolineato. Una fonte della sicurezza Onu nei giorni scorsi aveva imputato la morte di un casco blu domenica scorsa al fuoco israeliano. L'Idf ha invece negato di essere responsabile dell'uccisione di altri due militari dell'Unifil il giorno seguente, per l'esplosione di un ordigno che ha colpito il veicolo sul quale si trovavano
Putin: “Pronti a tutto perché si torni a normalità”
La Russia è "pronta a tutto" perché si torni alla "normalità" in Iran. Lo ha dichiarato il presidente russo, Vladimir Putin, durante un incontro con il ministro degli Esteri egiziano, Badr Abdelatty. "Tutti noi stiamo sperando che il conflitto finisca il prima possibile, come sapete", ha detto Putin, "il presidente Trump ne ha parlato ieri. Ancora una volta, siamo pronti a fare qualsiasi cosa per portare la situazione a un normale, come si dice, stato normativo"
La Spagna di Sanchez non partecipa al vertice sullo Stretto di Hormuz
La Spagna di Pedro Sanchez non partecipa al vertice in videconferenza convocato per oggi dal premier britannico Keir Starmer che si concentrerà sulla situazione dello Stretto di Hormuz. Il Paese iberico non risulta infatti nella lista dei 35 Stati che prendono parte al summit. "La posizione della Spagna, di non voler fare nulla che contribuisca alla guerra in corso, rimane invariata", commentano fonti del ministeri degli Esteri iberico, interpellate da LaPresse. Madrid, sottolineano le fonti, "sostiene la de-escalation, il dialogo e il rispetto del diritto internazionale". Il leader laburista Starmer ieri, nell'annunciare l'incontro che sarà presieduto dalla ministra degli Esteri Yvette Cooper, ha fatto riferimento ai Paesi che il mese scorso hanno firmato una dichiarazione in cui si impegnano a collaborare per ripristinare la sicurezza marittima lungo lo Stretto, fondamentale per il trasporto del petrolio. Tra questi Paesi non c'è la Spagna
Macron a Trump: “Non può dire tutto e il contrario di tutto"
Stoccata del presidente francese Emmanuel Macron al presidente Usa Donald Trump, ai ferri corti sul conflitto in Medior Oriente e per le ultime uscite ironiche sulla coppia Macron. In visita di stato a Seul, Macron ha affermato che "dobbiamo essere seri, e quando si vuole essere seri non si dice ogni giorno il contrario di quello che si è detto il giorno prima". Le parole del titolare dell'Eliseo in conferenza stampa riguardano la comunicazione di Donald Trump in merito al conflitto in Medio Oriente e alla Nato
Macron: “Operazione militare a Hormuz è irrealistica”
Un'operazione militare come quella che gli Stati Uniti vorrebbero attuare per "liberare" con la forza lo Stretto di Hormuz sarebbe "irrealistica". Lo ha dichiarato il presidente Emmanuel Macron. "Non è mai stata un'opzione che abbiamo preso in considerazione e crediamo che sia irrealistica", ha affermato Macron durante una visita di Stato a Seul. Per giunta, ha sottolineato il presidente francese, un'operazione del genere "richiederebbe un'eternità" e comporterebbe "una serie di rischi"
Cremlino: “Putin impegnato in soluzione diplomatica”
La Russia è pronta a contribuire alla risoluzione del conflitto in Medio Oriente e il presidente Vladimir Putin è impegnato nella ricerca di una soluzione politico-diplomatica della crisi iraniana. Lo ha dichiarato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, sottolineando che la presidenza russa ha preso visione delle dichiarazioni del presidente Donald Trump sull'Iran e sulla Nato. "Infatti, stamattina, proprio come il resto del mondo, abbiamo avuto l'opportunità di prendere visione delle dichiarazioni del presidente Trump. Per quanto riguarda la guerra con l'Iran, sapete che il presidente Putin è fermamente impegnato a risolvere qualsiasi divergenza esclusivamente con mezzi politico-diplomatici", ha affermato Peskov. In una serie di telefonate internazionali con i capi di Stato dei Paesi del Golfo Persico e arabi, ha sottolineato Peskov, Putin ha commentato le dichiarazioni di Trump sulla situazione in Iran e il suo atteggiamento nei confronti della Nato. Il portavoce del Cremlino ha aggiunto che Putin sta portando avanti questi contatti.
"Se i nostri servizi dovessero essere in qualche modo richiesti, siamo certamente pronti a contribuire il più possibile a un rapido passaggio dalla situazione di ostilità a un percorso pacifico. Questa è la base della nostra posizione", ha assicurato Peskov. In un commento sulla Nato richiesto dalla stampa, Peskov ha invece risposto che "questa alleanza è ostile nei nostri confronti, ci considera nemici e sta adottando di conseguenza misure ostili. Questo è ciò che pensiamo di questa alleanza"
Iran, impiccato giovane manifestante. Teheran: “Una spia di Usa-Israele, in azione durante le proteste”
Le autorità iraniane hanno giustiziato un uomo condannato per aver agito per conto di Israele e degli Stati Uniti durante l'ondata di proteste antigovernative di inizio anno. "Amir-Hossein Hatami è stato impiccato all'alba di oggi", si legge sul sito della magistratura Mizan Online, che aggiunge che l'uomo ha agito "contro la sicurezza nazionale per conto del regime sionista e degli Stati Uniti". Tra le azioni contestate c'è un tentativo di irrompere in "un centro militare e distruggerlo per impossessarsi delle armi custodite in loco" durante le recenti proteste, culminate a gennaio. L'agenzia di stampa iraniana Fars ha riferito, inoltre, che l'imputato ha "dato fuoco a un sito militare a Teheran". La stessa fonte ha affermato che, dopo essere stato arrestato dalle Guardie Rivoluzionarie, ha confessato le accuse a suo carico
Pizzaballa celebra nel Santo Sepolcro: “Fuori la guerra, c’è una tensione che non possiamo ignorare”
"Siamo nel luogo dove una pietra sigillò la morte. Eppure, ora siamo qui per celebrare la vita". Nella Basilica del Santo Sepolcro, a porte chiuse, il card. Pierbattista Pizzaballa, patriarca di Gerusalemme, ha presieduto la messa in Coena Domini a porte chiuse. Domenica è stato bloccato col Custode di Terra Santa mentre si recava al Santo Sepolcro per celebrare la messa delle Palme. "C'è una tensione che non possiamo ignorare: - ha osservato- fuori, le porte del Santo Sepolcro sono chiuse. La guerra ha reso questo luogo un rifugio, un dentro separato da un fuori carico di tensione". "Forse non possiamo cambiare le grandi dinamiche della storia, - ha detto Pizzaballa -ma possiamo decidere se avere parte con Cristo nel suo modo di stare dentro la storia: non sopra, non contro, ma accanto". Per la Chiesa locale, spesso "stanca e provata, a volte tentata di difendersi più che di donarsi", si tratta di accettare la logica del servizio: "Non ci è chiesto di essere potenti, ma di avere parte con Lui. Non ci chiede di risolvere tutto, ma di non rifiutare il suo modo di amare. Perché una Chiesa ha parte con Cristo non quando è al sicuro, ma quando accetta di condividere il suo abbassamento. Avere parte con Lui, per noi che viviamo e testimoniamo il Vangelo in questa terra, significa imparare il linguaggio del chinarsi".
Teheran, gravemente danneggiato lo storico Istituto Pasteur
Il portavoce del ministero della Salute iraniano, Hossein Kermanpour, ha dichiarato che l'Istituto Pasteur dell'Iran, un centro di ricerca medica fondato nel 1920, è stato gravemente danneggiato da un attacco. In un post su X, Kermanpour ha definito l'attacco al "pilastro centenario della salute globale" di Teheran un "attacco diretto alla sicurezza sanitaria internazionale". Il ministro pubblicato immagini dal luogo dell'attacco che mostrano l'edificio gravemente danneggiato, con parti della struttura ridotte in macerie
Idf: “Dal Libano 50 razzi da ieri sera, due feriti a Kiryat Shmona”
Un totale di 50 razzi sono stati sparati dal Libano verso il nord di Israele a partire da mercoledì sera, di cui 30 nella notte e altri 20 nell'ultima ondata di attacchi stamattina. Lo hanno riferito le forze armate israeliane. Secondo i soccorritori, stamane due persone sono rimaste leggermente ferite - un 85enne e un 34enne straniero che lo assisteva - e sei proprietà sono state danneggiate a Kiryat Shmona
Teheran: “Mojtaba è in perfetta salute, in tempo di guerra non si appare in pubblico”
Il ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che la Guida Suprema iraniana Mojtaba Khamenei è rimasta illesa in seguito agli attacchi aerei statunitensi e israeliani, aggiungendo che non apparire in pubblico è una prassi comune in tempo di guerra. Il figlio del defunto Ali Khamenei, ucciso in un attacco all'inizio della guerra, è "in perfetta salute", secondo quanto affermato dal portavoce Esmaeil Baghaei, ripreso da Iran International
Iran, oggi vertice dei 35 Paesi su Stretto di Hormuz
In programma oggi un vertice in videconferenza di 35 Paesi sulla situazione dello Stretto di Hormuz. Il premier britannico, Keir Starmer, ha chiarito ieri che la priorità del suo governo, in relazione alla guerra, è la riapertura dello Stretto di Hormuz, per alleviare il costo della vita. Starmer ha ripetutamente affermato che il Regno Unito si terrà fuori dal conflitto. Ha anche rivelato che la ministra degli Esteri Yvette Cooper ospiterà oggi un vertice virtuale per trovare una soluzione per la riapertura dello Stretto. La via navigabile, vitale per il trasporto globale di petrolio e gas, è stata di fatto chiusa dall'Iran in seguito agli attacchi israelo-americani di inizio anno, con il permesso di transito consentito solo alle navi iraniane e a poche altre imbarcazioni. Cooper si confronterà con circa 35 nazioni, tra cui Francia, Italia, Germania e gli Stati del Golfo, per elaborare un piano
Dopo il discorso di Trump, la Cina chiede lo stop "immediato" alle ostilità
La Cina torna a chiedere "la fine immediata delle ostilità", dopo che Donald Trump nella notte ha fatto sapere che continuerà a "colpire in modo estremamente duro" l'Iran per ancora "2-3 settimane". "I mezzi militari non possono risolvere fondamentalmente il problema e l'escalation del conflitto non è nell'interesse di nessuna delle due parti", ha detto la portavoce del ministero degli Esteri cinese Mao Ning in una conferenza stampa, esortando "le parti interessate a cessare immediatamente le operazioni militari"
Telefonata von der Leyen - Starmer: “Lavoreremo per Hormuz”
"Buona telefonata ieri con Keir Starmer. Abbiamo discusso della situazione in Medio Oriente e dello Stretto di Hormuz. Le azioni dell'Iran stanno mettendo a rischio la stabilità economica globale. Lavoreremo con i nostri partner per garantire che la libertà di navigazione possa riprendere il prima possibile". Lo scrive sui social la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. "Abbiamo anche discusso del prossimo Vertice UE-Regno Unito. Un momento chiave per dare seguito agli impegni dell'anno scorso e rafforzare ulteriormente la nostra partnership" ha concluso
Ambasciata Usa in Iraq: “Rischio attacchi dalle milizie a Baghdad in 24-48 ore”
L'ambasciata statunitense a Baghdad ha esortato i cittadini americani a lasciare l'Iraq, avvertendo che "milizie filo-iraniane" potrebbero compiere attacchi nel centro di Baghdad entro 24-48 ore. Lo si legge sul profilo X della rappresentanza Usa nella capitale irachena
Teheran risponde a Trump: “Aspettatevi azioni schiaccianti e distruttive”
L'esercito iraniano ha promesso attacchi "devastanti" contro Stati Uniti e Israele dopo le minacce di Trump. "Non sapete nulla delle vaste e strategiche capacità della Repubblica islamica e dovrete pagare il prezzo dell'aggressione che avete scatenato", ha affermato il portavoce del quartier generale del comando militare di Teheran, Ibrahim Zolfaghari. "Questa guerra continuerà fino alla vostra definitiva e permanente umiliazione, al vostro pentimento e alla vostra resa - ha assicurato -. Nel prosieguo dei colpi forti e inimmaginabili che avete ricevuto finora, aspettatevi azioni ancora più devastanti, ampie e distruttive da parte nostra".
Malaysia, dal 15 aprile lavoro da casa per enti pubblici
Dal 15 aprile ministeri, agenzie, enti pubblici e aziende statali in Malaysia adotteranno una politica di lavoro da casa per risparmiare energia mentre infuria la guerra in Medio Oriente. Lo ha annunciato il premier malese Anwar Ibrahim. "Il governo ha approvato la politica di lavoro da casa. L'obiettivo è ridurre il consumo di carburante e garantire una fornitura energetica stabile", ha dichiarato, durante una riunione speciale.
Hegseth ripete minaccia Trump: “Torneranno all’età della pietra”
Il segretario alla Difesa statunitense, Pete Hegseth, ha condiviso su X un post che recita semplicemente "Ritorno all'età della pietra", dopo che il presidente Usa, Donald Trump aveva usato le stesse parole durante il suo discorso per minacciare l'Iran.
Da mezzanotte quattro lanci di missili verso Israele, nessun ferito
Quattro lanci di missili dall'Iran verso Israele vengono segnalati dai media israeliani a partire dalla mezzanotte. Le sirene sono risunate nel nord del Paese ma non si segnalano feriti né vittime a seguito dell'ultimo attacco missilistico, scrive il Times of Israel. Secondo le Forze di Difesa Israeliane, uno dei missili era dotato di una testata a grappolo.
Hezbollah ha rivendicato attacchi con droni nel nord di Israele
Hezbollah ha rivendicato la responsabilità di attacchi missilistici e con droni nel nord di Israele. In dichiarazioni separate, il movimento filo-iraniano ha affermato di aver preso di mira soldati israeliani posizionati in due punti della zona di confine con missili e di aver attaccato un villaggio israeliano con droni. L'allarme è scattato in queste aree, ha indicato il Comando dell'Aeronautica israeliana.
Al discorso alla Casa Bianca anche Vance, Hegseth e Rubio
Al discorso di Donald Trump nella Cross Hall della Casa Bianca hanno presenziato JD Vance e diversi membri dell'amministrazione americana. Il vice presidente era seduto proprio di fronte al presidente, come riferito dai giornalisti del pool al seguito della Casa Bianca. Ad ascoltare Trump c'erano anche il segretario al Tesoro Scott Bessente, il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario alla Difesa Pete Hegseth, l'Attorney general, Pam Bondi, il segretario alla Sanità Robert Kennedy Jr e la direttrice dell'intelligence Tulsi Gabbard.
Petrolio, prezzo West Texas Intermediate +4% dopo parole Trump
Il prezzo del petrolio greggio West Texas Intermediate (WTI) è salito di più del 4% a oltre 104 dollari al barile, dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha pronunciato un discorso televisivo in cui ha promesso di attaccare l'Iran "duramente" entro le prossime due o tre settimane. Dopo un calo di oltre l'1% all'inizio della seduta, in seguito alle aspettative che Trump potesse annunciare la fine della guerra contro l'Iran, i contratti futures sul WTI sono schizzati alle stelle.
Trump: “Stiamo per finire il lavoro in due-tre settimane”
“I nostri obiettivi strategici" in Iran sono vicini all'essere "completati: E lo faremo, lo faremo rapidamente. In due-tre settiamne riporteremo l’Iran all’età della pietra". Lo ha detto il presidente americano Donald Trump. Ancora una volta ha ribadito che “il cambio di regime c’è stato” dato che “tutti i loro leader sono morti. Il nuovo gruppo è meno radicale e molto più ragionevole”. Ha però aggiunto che “non era il nostro obiettivo”.
Trump: “Abbiamo cancellato i loro siti nucleari”
“Abbiamo cancellato i loro siti nucleari. Avrebbero potuto colpire qualsiasi posto sulla terra. Avevano armi che nessuno pensava che avessero, ma lo abbiamo scoperto dopo che li abbiamo scovati. La corsa per il nucleare era senza precedenti”, ha detto Trump. “Stiamo smantellando la capacità del regime di cancellare l’America. Stiamo cancellando la loro base di difesa: la marina e la forza aerea sono sparite”. Ha poi ricordato i soldati americani morti in Iran: “I loro cari mi hanno pregato di finire questa missione, lo faremo velocemente”.
Trump: “Chi riceve petrolio da Hormuz vada allo Stretto e se lo prenda. A noi non serve”
Nel suo discorso alla Nazione, il presidente Usa ha affermato che il Paese non ha bisogno dell’Iran per il petrolio: “Siamo i primi produttori di petrolio e gas sulla terra. Senza pensare ai milioni di barili che riceviamo dal Venezuela. Non importiamo petrolio tramite lo Stretto di Hormuz, non ne abbiamo bisogno. I paesi che lo ricevono da Hormuz vadano allo Stretto e se lo prendano". Ha poi ribadito che una volta che la guerra finirà Hormuz "riaprirà naturalmente".
Trump: “Vittoria senza precedenti, il nostro nemico ha subito perdita clamorosa”
Trump nel suo discorso alla Nazione: “Nelle ultime quattro settimane le nostre forze armate hanno lanciato attacchi decisivi. Gran parte dei loro leader sono morti, la guardia rivoluzionaria è stata decimata. La capacità di lanciare droni ridotta in modo clamoroso. Mai nella storia della guerra un nemico ha subito perdite così gravi”. Poi ha aggiunto: “Abbiamo sconfitto e decimato l’Iran, militarmente ed economicamente”
Missile danneggia struttura idrica nel centro di Israele
Nessun ferito nell'attacco missilistico iraniano, ma una scheggia di un missile balistico con una testata a grappolo ha danneggiato una conduttura idrica a Bnei Brak.
Sirene nel centro e nel nord d'Israele
Le sirene sono suonate nel centro di Israele in seguito al lancio di missili dall'Iran. "Recentemente, l'esercito ha identificato missili lanciati dall'Iran verso il territorio dello Stato di Israele. I sistemi di difesa sono in azione per intercettare la minaccia", si legge in una breve dichiarazione diffusa tramite Telegram. In parallelo, le sirene sono state attivate anche nel nord dello Stato ebraico a causa di allerta droni dal Libano.
Wsj, prossima settimana incontro Trump-Rutte
Il Segretario generale della Nato, Mark Rutte, si recherà a Washington la prossima settimana e incontrerà il presidente Trump. Lo ha detto al 'Wall Street Journal' un funzionario della Casa Bianca e persone a conoscenza della situazione.
La visita di Rutte a Washington era stata pianificata da tempo, ha affermato la portavoce della NATO Allison Hart. Ma il Segretario generale arriverà a Washington mentre Trump e i suoi collaboratori stanno discutendo se gli Stati Uniti debbano rimanere nell'alleanza che dura da quasi 80 anni. Trump è infuriato con gli alleati per non essersi uniti agli Stati Uniti e a Israele nell'attaccare l'Iran e, più recentemente, per non aver riaperto con la forza lo Stretto di Hormuz.
Media: “Colpiti siti governativi sull’isola di Qeshm”
Siti governativi sono stati bombardati sull'isola di Qeshm, nello Stretto di Hormuz. Lo si apprende dai media iraniani e dalla tv Al Arabiya
007 Usa, l'Iran non disposto a trattative sostanziali sulla fine della guerra
L'Iran non è disposto ad avviare negoziati sostanziali per mettere fine alla guerra perché non crede agli Stati Uniti e non ritiene Donald Trump serio nelle trattative. Lo riporta il New York Times citando diverse agenzie di intelligence americane, secondo le quali Teheran si ritiene in una posizione di forza nel conflitto e non ritiene di dover accogliere le richieste americane.
Pezeshkian scrive agli americani: “Le conseguenze andranno oltre i nostri confini”
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian in una lettera aperta al popolo americano ha respinto le descrizioni dell'Iran come una minaccia alla sicurezza, definendo il suo Paese "un'antica civiltà con una solida tradizione difensiva". Lo scrivono i media internazionali. Pezeshkian ha però avvertito inoltre che gli attacchi contro il popolo iraniano "hanno conseguenze che si estendono ben oltre i confini dell'Iran", in una minaccia apparentemente velata. "Nella sua storia moderna, l'Iran non ha mai scelto la via dell'aggressione, dell'espansione, del colonialismo o del dominio... L'Iran non ha mai iniziato una guerra. Eppure ha respinto con risolutezza e coraggio coloro che lo hanno attaccato". "Presentare l'Iran come una minaccia non è coerente né con la realtà storica né con i fatti osservabili oggi. Tale percezione è il prodotto dei capricci politici ed economici dei potenti: la necessità di crearsi un nemico per giustificare le pressioni, mantenere il predominio militare, sostenere l'industria degli armamenti e controllare i mercati strategici", prosegue il presidente iraniano