C’è l’intesa tra Stati Uniti e Iran, arriva l’annuncio ufficiale del presidente Donald Trump su Truth: “ L'accordo con la Repubblica Islamica dell'Iran è ormai concluso. Congratulazioni a tutti! Con la presente autorizzo pienamente l'apertura al transito libero dello Stretto di Hormuz e, contestualmente, autorizzo l'immediata rimozione del blocco navale degli Stati Uniti. Navi di tutto il mondo, accendete i motori. Che il petrolio scorra!”. La firma venerdì 19 giugno in Svizzera, annuncia il premier pakistano.
Il traffico tra Golfo Persico e Hormuz sarà regolato da Teheran e Oman
L'agenzia di stampa iraniana Fars News riferisce che a breve verrà rilasciata una dichiarazione ufficiale del Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale in merito all'accordo di cessate il fuoco con gli Stati Uniti.
Aggiunge inoltre che è stato deciso che il traffico marittimo attraverso il Golfo Persico e lo Stretto di Hormuz sarà regolato dall'Iran in coordinamento con l'Oman.
Iran: “L'accordo con gli Usa mette fine immediatamente alla guerra, incluso il Libano”
Il viceministro degli Esteri iraniano ha dichiarato che a partire da stasera viene annunciata la fine immediata e definitiva della guerra e delle operazioni militari su più fronti, incluso il Libano. Il viceministro ha aggiunto che i negoziati per un accordo definitivo tra Teheran e Washington si svolgeranno nell'arco di 60 giorni. Lo scrive Iran International.
Teheran conferma l’accordo con gli Usa
Kazem Gharibabadi, vice ministro degli Esteri iraniano, conferma l'accordo dell'Iran su un Memorandum d'Intesa con gli Stati Uniti. L'annuncio è stato dato anche dalla tv iraniana: "La Repubblica Islamica ha costretto il nemico americano-sionista a porre fine alla guerra su tutti i fronti", spiegando che l'accordo è stato raggiunto grazie alla "potenza, fermezza e resistenza" delle forze armate e del popolo iraniano. 
Secondo Fox News l'accordo è in attesa di firma elettronica: squadre qatariote stanno negoziando a Teheran per aiutare a concretizzarlo proprio ora in coordinamento con il team di Trump.
Trump: “Autorizzo piena riapertura di Hormuz”
“Autorizzo la piena riapertura dello Stretto di Hormuz”, ha detto il presidente Usa Donald Trump.
Trump: “Della polvere nucleare ci occuperemo in 1 o 2 mesi, quando pronti a intervenire”
"Ci occuperemo della questione della polvere nucleare più avanti, quando saremo pronti a intervenire. Direi nel corso del prossimo mese o due. Non c'è fretta". Lo ha detto Donald Trump al Wall Street Journal.
Premier Pakistan: “La firma dell’accordo venerdì in Svizzera”
“A seguito di intensi colloqui, siamo lieti di annunciare che l'Accordo di Pace tra gli Stati Uniti d'America e la Repubblica Islamica dell'Iran è stato RAGGIUNTO. Entrambe le parti hanno dichiarato la cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti, inclusi quelli in Libano. La cerimonia ufficiale di firma avrà luogo venerdì 19 giugno in Svizzera". Lo annuncia su X il premier pachistano Shehbaz Sharif.
Wsj, 'Trump dice che diffonderà una nota sull'accordo con l'Iran'
Donald Trump ha detto che ci sarà la diffusione imminente di una nota sull'accordo con l'Iran. Lo riferisce il Wall Street Journal.
Trump ha informato Netanyahu di probabile firma accordo
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto al primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu che un accordo con l'Iran potrebbe essere firmato questa sera. Lo riporta Channel 12.
Pezeshkian: “Non ci inchiniamo ma siamo responsabili”
"Non ci inchineremo davanti a nessuna potenza. Tuttavia, ci consideriamo responsabili e tenuti a rispondere davanti al popolo iraniano e alle sue legittime richieste. Naturalmente, per popolo intendiamo tutti gli iraniani, non una particolare corrente o uno specifico gruppo". Lo scrive su X il presidente iraniano, Masoud Pezeshkian.
Abu Mazen annuncia presidenziali palestinesi nel 2027
Il presidente dell'Autorità nazionale palestinese (Anp) Abu Mazen ha annunciato che le elezioni presidenziali palestinesi si terranno nel 2027. Lo scrive l'agenzia ufficiale Wafa da Ramallah. Nel decreto presidenziale non è stata indicata una data precisa per le elezioni, ma solo l'anno. Le consultazioni per il Consiglio nazionale palestinese, il parlamento dell'Olp, si terranno invece nel novembre di quest'anno.
Ghalibaf: “Israele non separerà la nostra resistenza da quella libanese”
Il presidente del Parlamento iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, rivendica che "il regime israeliano non potrà isolare la resistenza libanese da quella iraniana".
"Non potranno mai riuscire a isolare e colpire, uno per uno, i pilastri della Resistenza. Il sacrificio e la lotta dei coraggiosi combattenti del Libano, insieme alla diplomazia forte e autorevole della Repubblica Islamica dell'Iran, garantiranno la sovranità e l'integrità territoriale dell'amato Libano e metteranno fine alle follie e alla politica di guerra del regime israeliano. Girate pure quanto volete, noi continueremo a girare con voi", scrive su X il capo negoziatore di Teheran.
Media Israele: “Trump offre all’Iran concessioni in cambio di rinuncia a rappresaglia”
I media israeliani riportano un retroscena nell'ambito dei negoziati in corso tra Stati Uniti e Iran, secondo cui Teheran si asterrà, almeno in questa fase, dal lanciare missili contro Israele come rappresaglia al raid dell'Idf contro la roccaforte di Hezbollah nel sud di Beirut oggi. La rinuncia, riportano Ynet e Channel 12, sarebbe un gesto di buona volontà dell'Iran nei confronti del presidente Usa Donald Trump a fronte di altre concessioni, non specificate, che verranno garantite ai Pasdaran in vista della sigla del memorandum di intesa con gli Usa.
Haaretz: “Coloni israeliani entrano in un villaggio in Cisgiordania e incendiano case e auto”
Fonti palestinesi hanno reso noto che coloni israeliani sono entrati nel villaggio di Deir Dibwan, a nord-est di Ramallah, nella Cisgiordania centrale, incendiando due edifici e cinque veicoli e provocando un vasto incendio nei terreni agricoli circostanti. Lo riporta Haaretz.
Israele sbalordito dalle parole di Trump, “uno schiaffo in faccia”
Funzionari israeliani si sono detti "sbalorditi" dalle critiche pubbliche del presidente statunitense Donald Trump al premier israeliano Benjamin Netanyahu e alla decisione di colpire obiettivi di Hezbollah a Beirut. Lo riferisce Channel 12 secondo cui i funzionari sono sempre più preoccupati che l'accordo Iran-Usa possa limitare drasticamente la libertà d'azione militare di Israele in Libano.
Un alto funzionario israeliano vicino a Netanyahu ha dichiarato all'emittente che i funzionari a Gerusalemme sono rimasti sbalorditi dalle affermazioni di Trump, che includevano l'accusa al premier di non avere giudizio. "La dichiarazione di Trump è uno schiaffo in faccia. Le restrizioni a Israele sono state portate a un altro livello: l'aspettativa che non colpiremo in nessun luogo del Libano è incompatibile con il comportamento di un alleato strategico".
Ben Gvir a Netanyahu: “Sii audace e non ti scoraggiare”
“Signor Primo Ministro, sii forte e coraggioso; non temere e non scoraggiarti". Lo scrive su X il ministro israeliano, Itamar Ben Gvir, rivolgendosi al premier Benjamin Netanyahu, che nelle scorse è stato pesantemente criticato dal presidente americano, Donald Trump, per aver attaccato questa mattina Beirut.
Trump: “Se l'Iran firma oggi, revoca immediata del blocco dei suoi porti”
Se l'Iran firmasse oggi il memorandum sulla fine della guerra, Donald Trump "ordinerebbe l'immediata revoca del blocco contro i porti iraniani, per poi passare a discussioni più dettagliate in relazione al programma nucleare iraniano". Lo ha detto il tycoon in una telefonata con Fox News.
Forze armate iraniane: “Abbiamo il dito sul grilletto”
"Il crimine di oggi del regime sionista a Dahieh, Beirut, ha una volta di più dimostrato che gli Stati Uniti sono deboli e privi di credibilità, poiché non sono nemmeno in grado di controllare questo regime illegittimo.
Una forte risposta è in arrivo". Lo scrive su X il capo della commissione per la sicurezza nazionale del parlamento iraniano, Ebrahim Azizi. Parole a cui fa eco il generale Ali Abdollahi, comandante
delle forze armate iraniane, ha dichiarato che le forze armate del Paese hanno "il dito sul grilletto" e sono pronte a colpire "il cuore del nemico", secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna.
Abdollahi ha affermato che l'Iran aspettava il "minimo errore" del nemico per "impartirgli una lezione indimenticabile".
Trump è “furioso” con Netanyahu per il raid su Beirut, "non ha alcun giudizio"
In un'intervista ad Axios, il presidente americano Donald Trump ha attaccato duramente il premier israeliano Benjamin Netanyahu per la sua decisione di colpire Beirut: "Ha scombussolato tutto. Ha ritardato la firma di qualche ora. Doveva avvenire ora. Adesso è prevista tra qualche ora". "Perché Bibi ha dovuto fare un fot***o attacco? Ero furioso. Gliel'ho fatto sapere. Non ha un ca**o di giudizio", ha detto Trump, che in una corsa contro il tempo per salvare il memorandum punta sulla diplomazia riservata e su dichiarazioni pubbliche per arrivare alla firma.
Israele, riunione di governo in bunker per timore di un attacco dall'Iran
Alla luce dei timori che l'Iran possa lanciare missili contro Israele in risposta al raid dell'Idf a Beirut oggi, la riunione del gabinetto di sicurezza, prevista tra un'ora, si terrà in un bunker sotterraneo. Lo riportano i media israeliani.
Trump ad Axios: “L’accordo si firma oggi”
Il presidente americano, Donald Trump, ha affermato - in una telefonata con il giornalista di Axios, Barak Ravid - che "l'accordo con l'Iran si firma oggi, nonostante l'attacco israeliano a Beirut".
Pezeshkian fa appello all’unità dell’Iran: “Le decisioni spettano alla Guida Suprema e al Consiglio di Sicurezza”
"Le decisioni sulla guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran e sui colloqui di pace spettano in ultima analisi alla Guida Suprema e al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale (Snsc) iraniano". Lo ha affermato il presidente iraniano, auspicando "unità e coesione nazionale" che "oggi sono la priorità del Paese", Pezeshkian ha quindi sottolineato che tutti i gruppi politici dovrebbero sentirsi in dovere di seguire le decisioni della Guida Suprema Mojtaba Khamenei.
Le dichiarazioni del presidente iraniano arrivano dopo che alcune fazioni nel Paese hanno chiarito di essere insoddisfatte dell'accordo attualmente sul tavolo, rivelando le spaccature all'interno dell'establishment iraniano con i falchi che criticano aspramente i dettagli trapelati del potenziale accordo tra Stati Uniti e Iran e spingono per una linea più dura. Lo riporta la Cnn.
L’esercito israeliano: “Eliminato nel sud del Libano il capo della rete di Hezbollah in Siria”
L'Idf annuncia di avere ucciso venerdì "con un attacco mirato nel sud del Libano, Ali Musa Daqduq, un alto comandante dell'organizzazione Hezbollah ed ex comandante della 'Rete Terroristica del Golan' di Hezbollah".
Secondo il comunicato del portavoce dell'Idf, Daqduq ha ricoperto una serie di posizioni di rilievo all'interno di Hezbollah, tra cui comandante della Forza Radwan e dell'unità di sicurezza di Hassan Nasrallah e della 'Rete del Golan', la cellula responsabile del radicamento di Hezbollah in Siria nei pressi del confine israeliano.
Obama sull’accordo Usa-Iran: “Irrealistico aspettarsi un miglioramento significativo rispetto a JCPOA”
“È irrealistico aspettarsi cheun eventuale accordo tra il presidente statunitense Donald Trump e Teheran rappresenti un "miglioramento significativo" rispetto al patto sul nucleare di 11 anni fa. A dichiararlo è stato l'ex presidente americano Barack Obama, secondo alcuni estratti di un'intervista al talk show "This Week" della ABC News, riferendosi al Piano d'azione congiunto globale (noto come JCPOA), firmato da Teheran e dal gruppo 5+1 (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia, Regno Unito e Germania) nel 2015 e dal quale gli Stati Uniti, sotto l'amministrazione Trump, si sono ritirati unilateralmente nel maggio 2018. L'ex presidente ha anche suggerito che sarebbe meglio negoziare un accordo che non soddisfi tutti i requisiti di Washington, al fine di evitare una guerra aperta.
"È improbabile che un qualsiasi accordo raggiunto possa essere significativamente diverso o rappresentare un miglioramento significativo rispetto all'accordo che avevamo inizialmente", ha detto Obama, sottolineando che il suo accordo "aveva funzionato per un lungo periodo prima che... gli Stati Uniti se ne ritirassero".
Trump: “Non devono più esserci attacchi di Israele e di Hezbollah”
"Non devono più verificarsi attacchi da parte di Israele in alcun punto del Libano, ma, allo stesso modo, non devono esserci ulteriori attacchi contro Israele da parte di altre parti in causa, Hezbollah compreso", scrive Donald Trump in un post su Truth.
L’esercito israeliano limita assembramenti in tutto il Paese in vista di possibili lanci missilistici dall’Iran
L'Idf ha comunicato che, a seguito di una valutazione situazionale, è stato deciso di aggiornare le linee guida difensive del Comando per il Fronte Interno, limitando gli assembramenti a 5000 persone in tutto il Paese. Le direttive hanno effetto immediato, dalle 18:00 locali fino a domani alle 20:00. I cambiamenti avvengono in vista di possibili lanci missilistici dall'Iran.
Ambasciatore Usa all’Onu: “Trump determinato a chiudere oggi l’accordo”
Donald Trump e il suo vicepresidente JD Vance "sono assolutamente determinati a concludere l'accordo oggi stesso" con l'Iran. Lo dice l'ambasciatore statunitense presso le Nazioni Unite, Mike Waltz, a ABC News. "Gli iraniani sono negoziatori incredibilmente difficili, e per di più hanno molta difficoltà a ricevere indicazioni dalla loro Guida Suprema", ma "sono fiducioso, e lo è anche il team", ha aggiunto Waltz. "Lascerò che siano loro ad annunciare i dettagli finali. Non voglio anticipare le decisioni del presidente o del vicepresidente, ma sono assolutamente determinati a concludere l'accordo oggi stesso".
Trump: “L’attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi”
"L'attacco di questa mattina a Beirut non avrebbe dovuto verificarsi, soprattutto in un giorno così significativo, mentre siamo ormai a un passo da un accordo di pace con l'Iran. Israele ha il diritto di difendersi dalle minacce, ma l'attacco a cui ha reagito è stato di entità trascurabile e privo di reale rilevanza - senza causare feriti o vittime - e non dovrebbe compromettere questo processo fondamentale". Lo scrive Donald Trump sul suo social Truth. "E' necessario che tutte le parti facciano un passo indietro", "questo potrebbe essere l'inizio di una pace lunga e meravigliosa: non roviniamola", ha aggiunto.
Beirut, il palazzo sventrato dall'attacco di Israele nella zona sud della città
Media di Teheran: “Accordo con Usa non ancora finalizzato”
L'accordo tra Stati Uniti e Iran non è ancora stato finalizzato. Lo riportano i media iraniani. Citando una fonte "vicina" al team negoziale iraniano, l'agenzia di stampa Fars riferisce che l'accordo in via di definizione tra Stati Uniti e Iran non è ancora stato finalizzato e che "nessun accordo sarà sicuramente firmato" oggi.
L’esercito israeliano: “Ci prepariamo per possibili attacchi contro Israele nelle prossime ore”
L'Idf afferma di essere pronta a fronteggiare un eventuale attacco missilistico iraniano contro Israele nelle prossime ore, in seguito all'attacco sferrato in precedenza contro Hezbollah a Beirut. Lo riportano i media israeliani.
Secondo quanto riferito dai militari, il capo di stato maggiore delle Forze di Difesa Israeliane, il tenente generale Eyal Zamir, sta conducendo una valutazione "con tutti i comandanti competenti" in seguito all'attacco, e la valutazione attuale è che l'Iran lancerà missili contro Israele.
Media: “Raid Israele su Gaza, 4 morti e diversi feriti”
Le forze israeliane hanno ucciso quattro palestinesi e ne hanno feriti altri in un attacco vicino all'ospedale Yemen Al-Saeed nel campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza. Lo scrive l'agenzia di stampa palestinese Wafa.
Fox News, attacco Israele a Beirut tentativo di sabotare accordo Iran-Usa
Una fonte diplomatica coinvolta nei negoziati tra Stati Uniti e Iran ha affermato a Fox News che l'attacco israeliano nel sobborgo meridionale di Dahiyeh, a Beirut, rappresenta un tentativo di "sabotare l'accordo del presidente Trump e trascinare gli Stati Uniti di nuovo in guerra". Di segno opposto la posizione di un alto funzionario israeliano, che ha respinto le accuse sostenendo che gli attacchi siano una risposta a colpi di Hezbollah contro civili israeliani negli ultimi giorni.
Parigi, portaerei Charles de Gaulle resta nell’area della penisola arabica fino a nuovo avviso
La portaerei francese Charles de Gaulle, posizionata al largo della penisola arabica da metà maggio, "rimarrà nell'area fino a nuovo avviso". A dichiararlo all'Afp è lo Stato Maggiore delle Forze Armate francesi. Secondo quanto riportato sabato dai media, la portaerei sarebbe partita nei prossimi giorni per Tolone per un periodo di riparazioni, il cui inizio è previsto per luglio. "La Charles de Gaulle rimarrà nell'area fino a nuovo avviso; al momento non è stata presa alcuna decisione in merito al suo rientro", ha affermato il portavoce dello Stato Maggiore delle Forze Armate, Guillaume Vernet. "Le scadenze tecniche vengono prese in considerazione, ma non sono gli unici fattori considerati nella pianificazione operativa", ha aggiunto, ribadendo che "la Francia rimane particolarmente impegnata a garantire la libertà di navigazione". La portaerei e la sua scorta sono arrivate nella regione del Golfo a metà maggio, dove sono state stanziate nel caso in cui venisse lanciata una missione "neutrale" per ripristinare la navigazione nello Stretto di Hormuz, come indicato all'epoca dal Ministro delegato per le Forze Armate, Alice Rufo.
Media, comandante di Hezbollah ucciso in raid di Israele e Beirut
Il comandante di Hezbollah Ali al-Hajj sarebbe tra le vittime del raid aereo israeliano contro il sobborgo di Dahiyeh, a sud di Beirut. Lo riporta l'emittente saudita Al Hadath. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz avevano motivato l'attacco come una risposta ai raid del gruppo filo-iraniano contro il nord di Israele.
Araghchi: “Iran uscito da guerra più potente di prima”
L'Iran è uscito dalla guerra più potente di prima, ha dimostrato la sua capacità di influenzare l'economia globale attraverso il controllo dello strategico stretto di Hormuz e di attaccare i Paesi del Golfo alleati degli Stati Uniti. Lo scrive su telegram il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. "Questo cambiamento di prospettiva non è dovuto semplicemente alle capacità di difesa del Paese; piuttosto, affonda le sue radici nella fermezza, nella solidarietà e nella resistenza della nazione iraniana, che sono state il principale sostegno del Paese nei giorni difficili", ha scritto Araghchi. Il ministro degli Esteri iraniano ha inoltre parlato dell'importanza dell'Iran per la sicurezza regionale in futuro: "L'esperienza della recente guerra ha dimostrato che la sicurezza regionale non può basarsi sull'eliminazione o sull'ignorare l'Iran". "I paesi della regione sono giunti gradualmente alla consapevolezza che la sicurezza sostenibile, lo sviluppo economico e la stabilità regionale sono possibili solo attraverso la cooperazione, la comprensione e la considerazione degli interessi comuni di tutti i paesi della regione, compresa la Repubblica islamica dell'Iran".
Netanyahu: “Auguri a Trump, guida gli Usa verso un futuro di pace attraverso la forza”
“Buon compleanno, Presidente, Buon compleanno Donald. Ti auguro continua forza e vigore mentre guidi l'America verso un futuro luminoso di pace attraverso la potenza, e mentre continuiamo a portare l'alleanza tra Stati Uniti e Israele a livelli sempre più alti". Lo scrive il premier israeliano Benjamin Netanyahu su X.
Ghalibaf: “Raid su Beirut prova incapacità Usa a mantenere impegni”
Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha messo in discussione l'accordo con gli Stati Uniti dopo l'attacco israeliano contro Dahiyeh, alla perfieria sud di Beirut. "L'aggressione sionista a Dahiyeh ha dimostrato ancora una volta che l'America o non ha la volontà o non ha la capacità di mantenere i propri impegni - ha scritto su X il presidente del Parlamento iraniano - Non si possono ottenere risultati dando il via libera al regime. Il gioco del poliziotto buono e del poliziotto cattivo è vecchio. Se non avete la volontà e la capacità di rispettare i vostri obblighi, non è possibile parlare di continuare lungo questo percorso".
Media, Israele ha informato gli Usa poco prima dell’attacco a Beirut
L'esercito israeliano ha informato il Comando centrale Usa (Centcom, poco prima dell'attacco sulla periferia sud di Beirut. Lo hanno riferito funzionari israeliani e statunitensi, come riportato dal corrispondente di Axios Barak Ravid.
Esercito Iran: “L'attacco a Beirut non resterà impunito”
Il vice comandante del comando militare congiunto iraniano Khatam al-Anbiya ha dichiarato che l'ultimo attacco di Israele contro Hezbollah a Beirut non resterà impunito. Mohammad Jafar Asadi ha descritto l'attacco a Dahyieh come una rinnovata provocazione israeliana. Lo riporta Iran International.
Media, almeno 3 morti e 15 feriti per attacco Israele a Beirut
E' di almeno tre morti e 15 feriti il bilancio al momento dell'attacco missilistico di Israele contro il sud di Beirut. Secondo quanto riporta l'agenzia di stampa nazionale libanese Nna, che sta seguendo sul posto gli sviluppi, l'attacco avrebbe colpito un appartamento a Ghobeiri, una delle municipalità che compongono Dahiyeh, l'area della capitale libanese considerata una roccaforte di Hezbollah. Si registrano inoltre danni significativi agli edifici e ai negozi circostanti.
Iran: “Fazioni conservatrici contrarie ad accordo con Usa”
Alcune fazioni conservatrici del governo iraniano e dell'esercito si oppongono all'accordo di pace in fase di negoziazione con gli Stati Uniti. Lo riporta il New York Times citando l'agenzia semi-ufficiale Fars, affiliata al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche, che ha riferito che decine di persone hanno protestato contro l'accordo fuori dalla sede del ministero degli Esteri a Mashhad, la seconda città più grande dell'Iran, scandendo slogan contro il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. Anche due membri conservatori del Parlamento hanno criticato il potenziale accordo e le personalità che lo sostengono. Uno di loro, Amirhossein Sabeti, ha chiesto sui social media l'impeachment di Araghchi. Un secondo, Mahmoud Nabivian, ha dichiarato in un'intervista televisiva che la firma dell'accordo porterebbe "l'Iran a diventare una colonia americana".
Netanyahu e Katz, Israele non tollererà attacchi sul suo territorio
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno confermato un attacco nei sobborghi meridionali di Beirut, dichiarando che Israele "non tollererà il fuoco diretto contro il suo territorio". In una nota congiunta, Netanyahu e Katz hanno affermato che l'esercito israeliano "ha appena colpito obiettivi terroristici di Hezbollah" nella zona di Dahiyeh, in risposta a presunti attacchi del gruppo libanese contro lo Stato ebraico, "Israele non tollererà il fuoco diretto contro il suo territorio".
Media: “Un morto e 4 feriti nel raid idf su Beirut”
E' di un morto e quattro feriti il bilancio dell'attacco israeliano a Dahiyeh, periferia sud di Beirut roccaforte di Hezbollah. Lo riporta l'agenzia statale libanese. Il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz hanno spiegato che il raid è una risposta agli ultimi attacchi di Hezbollah contro il nord del Paese, mentre in precedenza l'Iran aveva minacciato ritorsioni nell'eventualità di offensive israeliane nelle capitale libanese.
Tajani: “Accordo sull'Iran? Inshallah, non so se Teheran è prontà”
"Speriamo nell'accordo, inshallah...Non c'è un'ora prevista. Gli iraniani stanno ritardando. Trump lo vuole oggi perché è il suo compleanno: auguri. Ma non so se gli iraniani siano pronti o non vogliano fare il passo oggi". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenendo al Forum in Masseria. "Siamo a un passo dall'accordo, che certamente porterebbe beneficio all'economia mondiale. Già le borse hanno ben reagito all'annuncio. Questo è un accordo di massima, ma gli iraniani hanno preso l'impegno a non costruire l'arma nucleare. Hormuz con l'accordo "sarà riaperto gradualmente, coi tempi necessari, ci sono le mine. Due dragamine italiani sono già associate ad Aspides a Gibuti, e pronte a partire quando ci sarà una missione internazionale per contribuire allo sminamento di Hormuz. Credo che alla fine se si arriverà a un accordo complessivo saranno d'accordo anche gli iraniani, le navi arriveranno anche nei loro porti". "Di chi è ora Hormuz? E' molto complicato - ha detto ancora Tajani - I dazi sarebbero inaccettabili perché allora in qualunque stretto uno Stato potrebbe mettere i dazi. Dovrebbe essere fuori da ogni accordo, un pedaggio per Hormuz. La situazione non è ancora molto chiara. Speriamo che gli iraniani firmino, forse oggi, ma siamo abituati ai passi avanti e indietro di questi giorni".
Negoziatore Iran: “Testo accordo non ancora finalizzato, irrisolti temi chiave”
Mehdi Mohammadi, membro della delegazione negoziale con gli Stati Uniti, ha dichiarato all'agenzia Fars che "il testo dell'accordo con gli Stati Uniti non è stato ancora finalizzato e permangono questioni chiave relative alle 14 parti del testo dell'accordo". "L'accordo prevede la fine della guerra contro l'Iran e il Libano da parte degli Stati Uniti e di Israele. Se ci sarà un nuovo attacco, chiuderemo lo Stretto di Hormuz, attaccheremo Israele e non entreremo nel secondo round di colloqui", ha detto aggiungendo: "Secondo il testo, gli Stati Uniti devono avviare il processo di fine del blocco navale subito dopo la firma dell'accordo e lo completeranno in 30 giorni. L'Iran prenderà accordi nello Stretto di Hormuz, che includeranno la sua sicurezza e la riscossione di tariffe insieme all'Oman. Inoltre, le navi che non appartengono a paesi ostili, non minacciano la sicurezza e sono commerciali potranno attraversare la via navigabile lungo la rotta stabilita dall'Iran, ad eccezione di qualsiasi nave proveniente da Israele".
Netanyahu: “L'Idf ha colpito obiettivi di Hezbollah nel sud di Beirut”
Le forze israeliane hanno colpito "obiettivi terroristici di Hezbollah" nella periferia meridionale di Beirut: lo hanno reso noto in un comunicato congiunto, citato dal Times of Israel, il premier di Israele Benjamin Netanyahu e il suo ministro della Difesa Israel Katz. Secondo la nota, i raid sono una "risposta" ad "attacchi di Hezbollah contro il territorio israeliano". In un proprio comunicato, l'Idf ha parlato di attacchi "mirati" su infrastrutture che sarebbero controllate da Hezbollah.
Tajani: “Mai andati in ginocchio da Trump, sempre a testa alta”
"Noi contiamo molto di più sul palcoscenico internazionale, non siamo mai andati, noi, in ginocchio a farci chiamare 'Giuseppi' da Trump. Noi siamo andati sempre a testa alta, abbiamo sempre difeso la dignità e l'interesse nazionale". Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, intervistato da Bruno Vespa nel corso del Forum in masseria.
Missili Idf su Beirut, colpita Dahieh
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno colpito Dahiyeh, quartiere meridionale di Beirut considerato una roccaforte di Hezbollah nella capitale libanese. Lo hanno riferito il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il ministro della Difesa Israel Katz in una dichiarazione congiunta, affermando che le Idf hanno colpito obiettivi di Hezbollah in risposta al fuoco lanciato dal gruppo libanese contro il territorio israeliano.
Media: “Nell’accordo ok di Teheran a non produrre né acquistare armi nucleari”
L'Iran avrebbe accettato, nell'ambito della bozza di memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, di non produrre né acquisire armi nucleari. Lo riferisce Reuters, citata da Sky News, sulla base delle dichiarazioni di un funzionario iraniano. Secondo la stessa fonte, le modalità di gestione dell'uranio arricchito già in possesso di Teheran saranno definite nei prossimi 60 giorni, dopo un accordo iniziale, con l'ipotesi che la diluizione del materiale avvenga direttamente sul territorio iraniano. La bozza prevederebbe inoltre una sospensione temporanea delle sanzioni statunitensi sulle esportazioni di petrolio iraniano, il possibile sblocco di circa 25 miliardi di dollari di asset congelati e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
Media, cinque morti in raid israeliani nel distretto di Sidone
Almeno cinque persone, tra cui tre donne, sono rimaste uccise in attacchi attribuiti alle forze israeliane avvenuti nel lasso di tempo compreso tra ieri sera e stamattina a Msayleh e a Kaouthariyet el-Sayyad, località del distretto di Sidone, in Libano: lo riporta il giornale L'Orient-Le Jour. La stessa fonte parla di raid e raffiche di artiglieria incessanti anche nell'area di Nabatieh: in questo caso il bilancio è di almeno tre feriti.
Terzo drone di Hezbollah contro zona militare nord di Israele
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno riferito che un altro presunto drone di Hezbollah ha colpito una zona militare nel nord di Israele, nei pressi del confine con il Libano. Si tratta del terzo episodio analogo registrato in poche ore. Secondo l'esercito, citato dal Times of Israel, non si sono registrati feriti e l'incidente è attualmente oggetto di indagine. In diverse comunità dell'Alta Galilea erano intanto scattati gli allarmi a seguito dell'avvistamento di "obiettivi aerei sospetti".
Idf, allarme nel nord di Israele per sospetto attacco di droni
Attivate le sirene d'allarme nelle comunità di confine del nord di Israele per un sospetto attacco di droni dal Libano. Lo ha riferito l'Idf, come riportato da Haaretz. Le sirene sono risuonate nelle comunità di confine settentrionali di Zarit, Shomera, Even Menachem e Shtula, hanno comunicato le forze di difesa israeliane.
Media, colloqui tra Pakistan e Egitto su progressi accordo Usa-Teheran
Il ministro degli Esteri pakistano Mohammad Ishaq Dar e il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty hanno discusso, nel corso di una telefonata, dei progressi verso un'intesa tra Stati Uniti e Iran. Lo ha reso noto il ministero degli Esteri del Pakistan, come riportato dal media dell'opposizione iraniana Iran International.
Smotrich: “Netanyahu deve radere al suolo edifici a sud di Beirut”
Il ministro delle Finanze israeliano Bezalel Smotrich ha chiesto una risposta immediata e più dura contro Hezbollah dopo i lanci di razzi verso il nord di Israele, invitando il governo a colpire nuovamente la periferia sud di Beirut. In un messaggio pubblicato su X, Smotrich ha definito gli attacchi "un test" per la cosiddetta "equazione Dahiyeh" annunciata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, riferendosi alla strategia di risposta militare severa contro le infrastrutture legate a Hezbollah in Libano. "Invito il primo ministro ad attuarla con determinazione e fermezza e radere al suolo edifici a Dahiyeh già oggi", ha scritto il ministro, aggiungendo che Israele sta vivendo "giorni critici per definire l'assetto della regione per molti anni". Smotrich ha inoltre ribadito la necessità di garantire sicurezza ai residenti del nord del Paese: "Abbiamo promesso sicurezza agli abitanti del nord e dobbiamo mantenerla".
Teheran ancora valuta decisione finale su accordo
La decisione finale dell'Iran sull'accordo quadro con gli Stati Uniti è ancora in fase di valutazione. Lo ha riferito l'agenzia di stampa Fars, citando una fonte. Nella capitale iraniana sono arrivati i negoziatori del Qatar per spingere alla chiusura dell'intesa tra Iran e Stati Uniti e mettere fine alla guerra.
Idf: “Avviso di evacuazione per 29 località nel sud del Libano”
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno emesso un avviso di evacuazione per 29 villaggi e cittadine nel sud del Libano, in vista di imminenti attacchi contro Hezbollah. Secondo quanto comunicato dall'esercito, ai residenti di 16 località è stato ordinato di spostarsi almeno a un chilometro di distanza, mentre quelli di altre 13 sono stati invitati a dirigersi a nord del fiume Zahrani.
Cnn: “Negoziatori del Qatar a Teheran per finalizzare l’accordo”
Una delegazione del Qatar è a Teheran per finalizzare l’accordo. Lo riferisce la Cnn.
Media: “L’Idf occupa circa un quinto del territorio del Libano”
Le truppe israeliane occupano attualmente circa "un quinto del territorio del Libano", e "per la prima volta dall'occupazione del sud del Paese terminata nel 2000" si sino spinte oltre il fiume Litani, avanzando verso il fiume Zahrani": è quanto riporta Al Jazeera, che ha pubblicato una grafica in cui vengono mostrate le aree in cui è presente l'Idf.
Media: “Sirene nel nord di Israele, possibile attacco con droni dal Libano”
Sirene d'allarme si sono attivate in diverse località israeliane vicine alla frontiera con il Libano, per la possibilità di un "attacco con droni" proveniente dal Paese confinante: lo riporta il Times of Israel.
Nel frattempo, l'agenzia libanese Nna riporta invece che Hezbollah ha rivendicato attacchi con razzi e droni contro posizioni dell'esercito israeliano a Majdal Zoun e Houla, entrambe località in territorio libanese.
Idf: “Due droni esplosi in Israele, no vittime”
Due droni sono esplosi in territorio israeliano, vicino al confine con il Libano. Lo hanno riferito le forze armate israeliane dopo che sono risuonate le sirene d'allarme nella Galilea occidentale. "Non ci sono vittime e l'incidente è oggetto di indagine". I droni sono esplosi in una zona militare.
Media: “Sirene suonano in Giordania”
"Le sirene hanno suonato in Giordania", ha riferito la televisione di stato del regno nelle prime ore di domenica, senza fornire dettagli.
Proteste a Teheran contro accordo con Usa
Proteste in Iran contro l'accordo che sembra avvicinarsi con gli Stati Uniti. Iran International riferisce che durante una manifestazione a Teheran i radicali hanno intonato slogan contro i capi negoziatori Mohammad Bagher Ghalibaf e Abbas Araghchi e li ha esortati a dimettersi, accusandoli di aver offerto troppe concessioni agli Stati Uniti nei negoziati. I dimostranti avrebbero accusato in particolare la squadra negoziale iraniana di agire senza l'approvazione dell Guida suprema, Mojtaba Khamenei, indicando il suo silenzio sui colloqui come segnale che non li abbia appoggiati.