Altra ondata di attacchi degli Stati Uniti nell’area dello stretto di Hormuz. Ma non solo: sono state segnalate esplosioni anche a Teheran. Le forze armate Usa, che hanno imposto un blocco navale, hanno inoltre colpito una petroliera che tentava di andare verso un porto iraniano. Nel pomeriggio missili statunitensi su Bandar Abbas e l’isola di Qeshm. Intanto l’Iran ha liberato un’americana, Dena Karari, arrestata nel dicembre 2024 con l’accusa di spionaggio. Soddisfatto Trump: “Apprezziamo il gesto”.
Media Iran: “Diverse esplosioni in varie città meridionali”
I media iraniani riportano diverse esplosioni in varie città dell'Iran meridionale a seguito di nuovi attacchi americani. L'agenzia ufficiale 'Irna' ha riferito che due esplosioni sono state udite nella città di Bushehr, nell'Iran meridionale. La semi-ufficiale Mehr riporta che ci sono state nuove esplosioni sull'isola di Qeshm, nell'Iran meridionale, in seguito ai raid aerei statunitensi. La Tv di stato ha parlato di attacchi "contro due ponti a Bandar Khamir, nella provincia di Hormozgan", nell'estremo sud del Paese
Media iraniani: “Raid Usa su diversi ponti nel Sud”
Teheran ha denunciato un nuovo attacco statunitense contro i ponti nel sud dell'Iran. Secondo la televisione di Stato iraniana e l'agenzia Tasnim, due ponti nella città di Bandar Khamir, nella provincia di Hormozgan, sono stati colpiti da bombardamenti americani. Tra gli obiettivi vi sarebbe il ponte sull'asse stradale di Kahurestan. Le autorità iraniane riferiscono che un automobilista è rimasto ucciso mentre stava attraversando uno dei due ponti al momento dell'attacco
Media: “Attacco missilistico Usa contro l'aeroporto di Iranshahr”
Gli Stati Uniti hanno lanciato diversi attacchi contro infrastrutture centrali iraniane: l'aeroporto di Iranshahr, la torre di telecomunicazioni a Bandar Abbas e un ponte nella regione di Bandar--e Khamir, in Iran. Lo riporta Al-Jazeera citando l'agenzia di stampa iraniana Tasnim e Fars. "Il nemico ha preso di mira una torre di telecomunicazioni su una collina nella città di Bandar Abbas, causando un'interruzione di corrente nella zona".
Tasnim ha anche affermato che sette persone sono rimaste ferite in un attacco statunitense contro un'area della città nel sud dell'Iran. L'agenzia Fars riporta inoltre un presunto attacco statunitense a un ponte nella regione di Bandar-e Khamir, un collegamento vitale tra Bandar Abbas e Lar
Cnn: “Solo tre navi in transito a Hormuz nelle ultime 24 ore”
Il traffico marittimo nello Stretto di Hormuz continua a diminuire e ha raggiunto nelle ultime 24 ore il livello più basso dall'inizio dell'escalation militare tra Stati Uniti e Iran. Secondo i dati della piattaforma di monitoraggio marittimo MarineTraffic, citati dalla Cnn, nelle ultime 24 ore soltanto tre navi hanno attraversato il passaggio strategico. Nel dettaglio, due imbarcazioni sono entrate nel Golfo Persico - una nave cargo e una petroliera - mentre una petroliera ha lasciato il Golfo attraversando lo stretto in direzione opposta. Prima dello scoppio del conflitto transitavano quotidianamente attraverso Hormuz in media circa 110 navi. Permangono inoltre problemi legati allo spoofing del segnale Gps, una forma di interferenza elettronica che altera la posizione trasmessa dalle navi, facendole apparire in punti diversi da quelli reali. Il fenomeno, che interessa la regione da mesi, può spostare le coordinate delle imbarcazioni anche di decine di miglia nautiche, rendendo più difficile il monitoraggio del traffico nello stretto
Teheran smentisce Trump: “Nessun cittadino Usa rilasciato o scambiato”
L'Iran ha smentito l'annuncio del presidente americano Donald Trump secondo cui sarebbe stata liberata una cittadina statunitense detenuta nel Paese dal 2024. L'agenzia Mizan, vicina alla magistratura iraniana, ha dichiarato che "nessun prigioniero americano è stato rilasciato o scambiato" dalle carceri iraniane, precisando che le verifiche effettuate non hanno individuato "alcun cittadino americano condannato o accusato di spionaggio per gli Stati Uniti" corrispondente alla descrizione fornita da Trump, né altri detenuti statunitensi liberati. Il presidente americano aveva affermato che la donna, identificata dal suo avvocato come Dena Karari, era stata "detenuta ingiustamente" e che si trovava "ora al sicuro fuori dall'Iran e in buone condizioni". "Gli Stati Uniti d'America apprezzano questo gesto di buona volontà da parte dell'Iran", aveva scritto Trump su Truth Social. Secondo l'avvocato della donna, Jared Genser, Karari sarebbe riuscita a lasciare il Paese dopo un periodo di restrizioni ai suoi spostamenti, legate a un'indagine delle autorità iraniane, mentre Teheran nega che vi sia stato un rilascio da una struttura detentiva
Media: “Udite due esplosioni nella città di Bushehr”
Secondo media iraniani, due esplosioni sono state udite nella città di Bushehr, nel sud dell'Iran. Il governatore della provincia di Bushehr, secondo quanto riporta Irna, ha dichiarato che "nel proseguimento dell'aggressione del nemico americano, pochi minuti fa sono state udite due esplosioni nella città di Bushehr"
Usa, lanciata nuova ondata di attacchi in Iran
Gli Stati Uniti hanno lanciato alle 20 ora italiana una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. "Le forze americane hanno iniziato una nuova ondata di attacchi contro l'Iran per la quinta serata consecutiva per ridurre ulteriormente le capacità militari iraniane", si legge nel post del Us Centocom su X.
Trump e Netanyahu annegati nel mare rosso della vendetta: il nuovo murale a Teheran
Un nuovo murale raffigurante il presidente degli Stati Uniti Donald Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu che annegano in un "mare della vendetta" rosso è stato svelato a Teheran, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa Tasnim. Il murale nel centro della città reca lo slogan "Affogherete nel mare della vendetta della nazione iraniana", sia in persiano che in inglese.
Casa Bianca : “L’Iran vuole l’accordo dopo le devastanti perdite”
La Casa Bianca ha dichiarato che gli "iraniani stanno continuando a negoziare con gli Stati Uniti e vogliono fare un accordo perchè stanno subendo devastanti perdite ad opera delle forze armate" americane. Lo ha detto la portavoce Karoline Leavitt.
Governo Dubai: “Non vera la notizia di esplosioni nel centro”
L'Ufficio Stampa del Governo di Dubai (Gdmo) smentisce su X la notizia di esplosioni nel centro di Dubai. Il Gdmo "esorta il pubblico e i media a fare affidamento esclusivamente su fonti ufficiali per informazioni accurate e ad evitare di diffondere voci o informazioni non verificate".
Media, esplosioni a Dubai e Abu Dhabi
Alcuni forti boati sono stati uditi nella zona di Business Bay, nel centro di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti. Lo scrive Reuters sul suo sito. Tasnim, l'agenzia iraniana, parla anche di esplosioni ad Abu Dhabi.
Ghalibaf: “Gli Usa cercano di colpire l'Iran e promuovere i propri interessi”
Il principale negoziatore iraniano, il presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, ha affermato che l'Iran "non ha altra scelta che fare affidamento sulla propria forza e diventare più forte", aggiungendo che gli Stati Uniti "cercano di colpire l'Iran e promuovere i propri interessi ogni volta che ne hanno l'opportunità". Lo riporta Al Jazeera. "Questo non si limita alla guerra, ai negoziati o solo all'attuale presidente degli Stati Uniti", ha dichiarato in un comunicato diffuso sui social media. "La nostra visione della guerra o dei negoziati deve basarsi sugli interessi e sulla sicurezza nazionale, essere realistica e lungimirante; di conseguenza, non abbiamo altra scelta che fare affidamento sulla nostra forza e diventare più forti".
Media, missili Usa colpiscono vicino a Bandar Abbas
Missili statunitensi hanno colpito alcune località vicino a Bandar Abbas. Lo scrive l'agenzia iraniana Fars. Un comunicato della provincia di
Hormozgan aggiunge che non si sono registrate vittime né danni a infrastrutture residenziali e commerciali a seguito degli attacchi americani.
Araghchi: “Gli Usa commettono crimini di guerra”
Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha accusato gli Stati Uniti di aver commesso crimini di guerra, affermando che gli attacchi a "infrastrutture vitali" e le minacce di attaccare ponti e centrali elettriche dimostrano "l'intento criminale del potere statunitense di commettere crimini efferati". Lo riporta Al-Jaazera. Il ministro degli Esteri iraniano ha affermato su Telegram che gli attacchi statunitensi sono "indubbiamente una flagrante violazione della Carta delle Nazioni Unite e dei principi fondamentali del diritto internazionale". Ha aggiunto che tali atti costituiscono "gravi crimini internazionali" ai sensi dei principi fondamentali del diritto penale internazionale, comprese le quattro Convenzioni di Ginevra del 1949, e che "tutti i governi hanno l'obbligo di perseguire e punire coloro che commettono tali crimini".
Iran ai Paesi del Golfo, non concedete basi all’Usa
Teheran è tornata a chiedere alle monarchie del Golfo di non concedere più agli Stati Uniti l'utilizzo delle basi per attacchi in Iran. E' "responsabilità di tutti i Paesi, in particolare dei vicini meridionali del Golfo Persico, impedire che gli Stati Uniti utilizzino le loro strutture e capacità per preparare ed eseguire aggressioni contro l'Iran", si legge in una nota del ministero degli Esteri. L'Iran "ribadisce di non avere alcuna ostilità verso nessuno dei Paesi vicini e della regione", si assicura. Ma "colpire le basi e le strutture militari utilizzate per l'aggressione contro l'Iran costituisce un diritto legale e intrinseco all'autodifesa, in conformità al diritto internazionale e all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite", avverte Teheran.
Teheran: “Gli Usa hanno tradito la diplomazia, ne pagheranno le conseguenze”
Gli Stati Uniti hanno tradito ancora una volta la diplomazia non rispettando gli impegni presi e di questo pagheranno le conseguenze. E' il nuovo monito lanciato dall'Iran, in un lungo comunicato del ministero degli Esteri riportato dai media locali. "Negli ultimi giorni il regime criminale degli Stati Uniti, insieme all'annuncio di un blocco navale contro il popolo iraniano, che costituisce un'esplicita ammissione della violazione di un'ulteriore parte degli impegni assunti dagli Stati Uniti in base all'Accordo di Islamabad, ha intensificato gli attacchi all'Iran e ha commesso numerosi crimini di guerra, prendendo di mira installazioni e strutture civili", si legge. "La ripetuta minaccia di attaccare ponti, dighe e centrali nucleari, insieme agli attacchi contro alcune infrastrutture vitali, costituisce una chiara prova dell'intento criminale dell'amministrazione statunitense", spiega l'Iran. "Il governo guerrafondaio e inadempiente degli Stati Uniti ha nuovamente tradito la diplomazia e, mancando di rispetto ancora una volta al meccanismo di mediazione, ha violato e reso inefficaci tutte le componenti dell'accordo di cessazione della guerra" del 17 giugno, sostiene la nota, e "la piena responsabilità di tutte le conseguenze e ripercussioni della violazione degli impegni ricade sul governo statunitense". Ora Teheran "utilizzerà tutte le proprie capacità per difendere la sovranità nazionale e l'integrità territoriale dell'Iran" e "non mostrerà alcuna indulgenza".
Houthi minacciano attacchi contro il petrolio saudita
Il leader degli Houthi dello Yemen, Abdel-Malik al-Houthi, ha minacciato di colpire le strutture petrolifere e le infrastrutture vitali dell'Arabia Saudita se Riad partecipasse a una "aggressione" contro lo Yemen. "Tutte le strutture petrolifere e le infrastrutture vitali saudite diventeranno bersagli dei nostri missili se Riad" parteciperà all'aggressione in Yemen, ha dichiarato il leader Houthi. Lunedì il gruppo yemenita ha lanciato missili contro l'Arabia Saudita dopo avere accusato Riad di avere colpito l'aeroporto internazionale di Sanaa.
Media, proiettili Usa contro l’isola di Qeshm
Proiettili statunitensi avrebbero colpito aree nelle vicinanze dell'isola iraniana di Qeshm, nel sud del Paese. Lo riferisce l'agenzia di stampa iraniana Mehr.
Media, Teheran ha chiesto a Houthi di prepararsi a chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb
L'Iran ha chiesto agli Houthi dello Yemen di tenersi pronti a chiudere lo Stretto di Bab el-Mandeb, rotta petrolifera del Mar Rosso, qualora gli Usa dovessero colpire infrastrutture energetiche iraniane. Lo riporta l'agenzia Reuters in esclusiva sul suo sito, citando due fonti iraniane di alto livello e una fonte regionale, secondo cui l'idea è stata discussa all'interno della leadership della Repubblica islamica e poi il messaggio è stato recentemente trasmesso agli Houthi. Non sono stati forniti dettagli su come sia stata trasmessa la richiesta, né se questa sia giunta dopo la minaccia del presidente Usa Donald Trump di attaccare le infrastrutture energetiche iraniane, minaccia formulata martedì.
Houthi: “Usa e Israele fonte del male e dell’instabilità globale”
"Gli Stati Uniti e Israele sono la fonte del male e dell'instabilità nel mondo". Lo ha affermato il leader degli Houthi, Abdel-Malik al-Houthi, accusando l'Arabia Saudita di collaborare con Washington, Tel Aviv e Londra per minare qualsiasi posizione unitaria della comunità musulmana. Il capo dei ribelli yemeniti filo-iraniani ha ribadito la condanna dell'aggressione di Riad contro lo Yemen, che non ha alcuna giustificazione legale ed è condotta nel quadro di un allineamento e di una lealtà verso Stati Uniti e Israele.
Kallas: “Missioni navali Ue Aspides e Atalanta cruciali per la sicurezza”
"Le operazioni militari navali dell'Ue Aspides e Atalanta sono indispensabili per garantire la sicurezza marittima nel Mar Rosso e nell'Oceano Indiano". Lo scrive su X l'Alta rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, dopo aver visitato le unità delle marine italiana e spagnola impegnate nelle missioni. "È stato impressionante vedere da vicino la professionalità e l'impegno degli equipaggi. Il loro lavoro contribuisce a mantenere aperte alcune delle rotte marittime più importanti al mondo", sottolinea. Aspides, operativa nel Mar Rosso, nell'Oceano Indiano e nel Golfo, "ha già protetto oltre 670 navi mercantili dalla minaccia degli attacchi degli Houthi", mentre Atalanta, attiva nell'Oceano Indiano occidentale e nel Mar Rosso, "svolge un ruolo centrale nel contrasto alla pirateria e nella deterrenza del traffico di armi al largo delle coste somale", aggiunge.
Teheran: “Risposta decisa a qualsiasi aggressione”
L'Iran risponderà con forza a qualsiasi aggressione. A ribadirlo è stato il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmail Baqaei, in un'intervista all'emittente yemenita Al-Masirah. "Le Forze Armate iraniane sono pienamente preparate a tutti gli scenari possibili e lo hanno dimostrato sul campo", ha assicurato. "L'Iran non resterà a guardare con le mani legate: le Forze Armate, l'apparato diplomatico e il popolo difenderanno con ogni mezzo la sicurezza del Paese. Qualsiasi aggressione contro la Repubblica Islamica dell'Iran riceverà una risposta decisa, diretta e senza esitazioni", ha avvertito. E per quanto riguarda il memorandum d'intesa con gli Stati Uniti, "la posizione di Teheran è stata chiara fin dall'inizio e l'Iran continua ad attenersi al principio di 'impegno in cambio di impegno", ha chiarito.
Iran a Houthi "stop Bab el-Mandeb se Usa attaccano"
L'Iran ha chiesto al movimento Houthi dello Yemen di chiudere la rotta petrolifera di Bab el-Mandeb, sul Mar Rosso, nel caso in cui gli Stati Uniti colpiscano le infrastrutture energetiche di Teheran. Lo ha riferito Reuters.
Secondo due alte fonti iraniane e una fonte regionale a conoscenza della questione, che hanno parlato a condizione di anonimato, l'idea è stata discussa all'interno della leadership della Repubblica Islamica ed è stato trasmesso un messaggio in tal senso agli Houthi. Non è la prima volta che Teheran minaccia di allargare la crisi allo stretto da cui passa il 12 per cento del traffico mondiale di petrolio e l'8% di quello del gas.
Kuwait: “In corso nuova ondata di attacchi da Teheran”
Il Kuwait sta affrontando una nuova ondata di attacchi provenienti dall'Iran in risposta ai raid Usa. Lo comunicano le forze armate del Paese, riferendo che stanno intercettando i nuovi attacchi. Negli ultimi giorni gli Stati Uniti hanno intensificato i propri raid contro l'Iran nel contesto dello scontro fra i due Paesi sullo Stretto di Hormuz; Teheran risponde attaccando i vicini Paesi del Golfo.
Sicurezza Iraq: “Nave colpita a Bassora trasportava veicoli Usa”
La nave colpita da un drone vicino al porto di Bassora non era una petroliera, ma un cargo che trasportava veicoli di fabbricazione americana partita dagli Emirati Arabi Uniti. A riferirlo è stata una fonte della sicurezza all'Afp.
Media, almeno 5 palestinesi uccisi in raid Idf a Gaza
Almeno cinque palestinesi sono stati uccisi da raid israeliani nella Striscia di Gaza. Lo hanno riferito fonti mediche palestinesi riprese dal Times of Israel, secondo le quali due persone sono morte vicino al quartiere di Tuffah, nel nord dell'enclave, mentre una terza persona è stata uccisa da un bombardamento nel sobborgo di Zeitoun, nella parte orientale di Gaza City. Un altro raid aereo contro un campo profughi nella parte occidentale di Gaza City ha ucciso una persona e ne ha ferite diverse altre, mentre un attacco a un veicolo a Khan Younis, nel sud, ha causato un'altra vittima, sempre secondo i medici. Testimoni oculari hanno anche riferito di un raid aereo che ha colpito un edificio residenziale a Deir al-Balah, nella Gaza centrale.
Teheran: “Evacuato ospedale con 211 bimbi in chemioterapia, è un crimine di guerra”
"L'ospedale Shahid Baqaei, un centro di cura oncologica pediatrica ad Ahvaz, è stato nella notte dopo un attacco statunitense a una struttura vicina. Questo barbaro attacco, che ricorda le atrocità commesse da Israele contro le strutture sanitarie, ha causato gravi sofferenze e angoscia ai bambini ricoverati e ha costretto all'evacuazione d'emergenza di 211 pazienti sottoposti a chemioterapia". Lo scrive su X il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei.
"Si tratta di un vile crimine di guerra contro gli esseri umani più innocenti: bambini che lottano coraggiosamente per la propria vita. Coloro che predicano incessantemente i diritti umani, ma che deliberatamente chiudono un occhio sugli attacchi contro ospedali e centri sanitari, hanno perso ogni credibilità morale".
Iran: “35 morti e oltre 300 feriti negli attacchi Usa degli ultimi giorni”
Oltre 300 persone sono rimaste ferite e 35 sono morte negli attacchi statunitensi contro l'Iran degli ultimi giorni. Lo ha dichiarato il ministero della Salute iraniano secondo quanto riportato dalla Cnn. Tra le vittime ci sono due donne e un adolescente, secondo quanto affermato dal portavoce del ministero Hossein Kermanpour.
Netanyahu non andrà più negli Usa la prossima settimana
Il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu non si recherà negli Stati Uniti la prossima settimana, poiché i funerali per il senatore Lindsey Graham sono stati rinviati alla fine del mese. Lo ha annunciato l'ufficio del Primo Ministro.
Esercito: “Estenderemo attacchi a nuove aree se raid Usa continueranno”
Il portavoce dell'esercito iraniano, Mohammad Akraminia, ha avvertito che gli attacchi "si estenderanno a nuove aree" se gli Stati Uniti continueranno con i loro raid. Lo riporta Al Jazeera. "Se l'aggressione statunitense continuerà, la guerra si estenderà a nuovi fronti", ha affermato in un messaggio su Telegram. "Una parte significativa delle capacità delle forze armate non è ancora stata dimostrata. Qualora dovessero continuare le azioni ostili contro il Paese, la risposta dell'Iran sarà commisurata alle circostanze e supererà le aspettative del nemico, aprendo nuovi scenari di confronto", aggiunge.
Pakistan: “Continuiamo a esortare Usa-Iran a riprendere i colloqui”
"Mentre l'attuazione del memorandum d'intesa sta incontrando delle difficoltà, il Pakistan continuerà a incoraggiare tutte le parti a porre fine alle violenze e a riprendere i colloqui a livello tecnico in conformità con il memorandum": lo ha dichiarato un portavoce del ministero degli Esteri pachistano riferendosi al conflitto tra Stati Uniti e Iran, stando a un video pubblicato sull'account X del dicastero. "Poiché le ostilità continuano da una settimana - afferma il portavoce - il Pakistan ribadisce il suo appello a tutte le parti affinché esercitino la massima moderazione e si astengano da qualsiasi azione che possa ulteriormente aggravare questa instabilità".
Idf, ucciso in attacco a Gaza comandante dei cecchini di Hamas
Un comandante dei cecchini di Hamas è stato ucciso in un attacco israeliano nella Striscia di Gaza centrale nella giornata di ieri. Lo riportano le Forze di sicurezza israeliane citate dal Times of Israel. L'attacco ha ucciso Omar Ahmed Abu Qasem, che secondo l'esercito ha partecipato ad attacchi contro le truppe nella Striscia durante tutta la guerra. Stando a quanto riferito dall'esercito israeliano, di recente Abu Qasem ha agito per ripristinare le capacità operative di Hamas e potenziare gli attacchi, "in violazione dell'accordo di cessate il fuoco".
Katz sente Hegseth: “Manterremo truppe in zone di sicurezza a Gaza, Libano e Siria”
Israele intende mantenere le proprie forze nelle "zone di sicurezza" in Gaza, Libano e Siria per proteggere i confini e le comunità vicine dalle minacce dei gruppi jihadisti. Lo ha detto il ministro della Difesa Israel Katz nel corso di un colloquio notturno con il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth, riferisce il Jerusalem Post.
Pasdaran: “Colpita base militare Usa in Giordania”
Le Guardie rivoluzionarie iraniane hanno rivendicato attacchi con missilistici contro una base Usa in Giordania. In un messaggio indirizzato al popolo giordano, le Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che le loro forze "colpito e distrutto la rampa di stoccaggio per aerei da combattimento americani e il nuovo centro di comando e controllo americano in Asia occidentale, situato in una grande base ad Al-Azraq, in Giordania, con missili balistici Khyber-Shakan". Secondo quanto riferito, gli attacchi erano una rappresaglia per gli attacchi statunitensi che hanno costretto all'evacuazione di 121 bambini malati di cancro ad Ahvaz, nonché per gli attacchi statunitensi di marzo che hanno ucciso 168 bambini in una scuola a Minab. I Pasdaran hanno poi esortato la popolazione giordana a non permettere che la propria terra venga utilizzata "per questi crimini contro i bambini". La dichiarazione delle Guardie Rivoluzionarie è giunta dopo che l'esercito giordano aveva annunciato di aver intercettato otto missili iraniani questa mattina. Lo riporta Al Jazeera.
Attacchi Teheran su Bahrein, Giordania e Kuwait in risposta a nuovi raid Usa
L'Iran ha preso di mira il Bahrein e il Kuwait in risposta ai nuovi attacchi sferrati dagli Stati Uniti nella notte contro la Repubblica Islamica. Non ci sono al momento notizie sui danni e sulle eventuali vittime dovuti alle operazioni militari, avvenuti nelle prime ore di oggi. Attacchi da parte di Teheran anche verso la Giordania, il cui esercito ha dichiarato di aver abbattuto otto missili lanciati dall'Iran contro il regno.
Iraq: droni abbattuti nella regione del Kurdistan
Il primo ministro iracheno Ali al-Zaidi ha condannato un "attacco con droni" che ha violato lo spazio aereo di Erbil, nella regione settentrionale del Kurdistan. Lo ha reso noto suo ufficio, dopo che diversi droni sono stati abbattuti. "Abbiamo incaricato le agenzie di sicurezza competenti in coordinamento con le forze di sicurezza regionali, di adottare tutte le misure necessarie per prevenire il ripetersi di tali attacchi e per contrastare chiunque tenti di nuocere alla sicurezza della nostra nobile società irachena, ovunque si trovi", ha affermato, senza tuttavia identificare la provenienza dei droni.
Teheran: nostri droni contro installazioni Usa in Giordania
L'esercito iraniano ha dichiarato di aver preso di mira installazioni militari statunitensi in Giordania con droni, secondo quanto riportato dai media statali, dopo che gli Stati Uniti hanno condotto una nuova ondata di attacchi contro l'Iran. "L'esercito della Repubblica islamica dell'Iran ha annunciato che in risposta all'aggressione nemica, ha preso di mira i sistemi di comunicazione e i depositi di carburante delle forze armate statunitensi in Giordania utilizzando droni kamikaze", ha affermato la televisione di stato Irib.
Esercito Usa: colpito centri di comando iraniani
"Le forze statunitensi hanno colpito centri di comando iraniani, siti di difesa aerea, sistemi missilistici e di droni, nonché strutture di sorveglianza costiera, al fine di ridurre ulteriormente la capacità dell'Iran di minacciare i marittimi innocenti che prestano servizio a bordo di navi commerciali in transito nello Stretto di Hormuz". Lo scrive su X il Comando centrale delle forze armate statunitensi, aggiungendo di aver utilizzato munizioni di precisione per colpire obiettivi in diverse località, tra cui Bandar Abbas. Gli attacchi si sono conclusi alle 21 (ora degli Stati Uniti).
Teheran, attivo il sistema di difesa aerea
L'agenzia di stampa Tasnim ha affermato che le esplosioni erano collegate a Parchin e Pakdasht e che sono state udite anche a ovest e a est della capitale. Nel frattempo, l'agenzia Fars ha riferito che il rumore era dovuto all'attivazione del sistema di difesa aerea contro alcuni proiettili a Pakdasht.
Esplosioni a Teheran, attivato il sistema di difesa aerea
Pochi minuti fa a Teheran si sono uditi rumori di esplosioni e il sistema di difesa aerea è stato attivato. Sembra che le esplosioni abbiano avuto luogo a Pakdasht.
L'americana liberata dall'Iran è Dena Karari, era accusata di spionaggio
La donna con la doppia cittadinanza americana e iraniana di cui Donald Trump ha annunciato la liberazione su Truth si chiama Dena Karari. È stata arrestata in Iran nel dicembre 2024 dopo una visita alla sua famiglia con l'accusa di spionaggio e collaborazione con uno Stato ostile. Secondo quanto riferito dall'avvocato Jared Genser, era stata interrogata più volte ma non è mai stata incarcerata. La donna ha lasciato l'Iran ed è in viaggio verso gli Stati Uniti
Droni iraniani in Kuwait, le sirene suonano in Bahrein
Il Kuwait ha dichiarato giovedì di aver intercettato droni iraniani, mentre in Bahrein risuonavano le sirene antiaeree, dopo un'altra notte di attacchi americani sul territorio iraniano. In una dichiarazione rilasciata su X l'esercito kuwaitiano ha affermato di essere impegnato in "attacchi ostili con droni a seguito della nefasta aggressione iraniana". Il ministero dell'Interno del Bahrain ha esortato cittadini e residenti a "mantenere la calma e a recarsi nel luogo sicuro più vicino".
Usa approvano vendita di armi all'Arabia Saudita per 1,96 miliardi di dollari
Il dipartimento di Stato americano ha annunciato di aver approvato la vendita di armi all'Arabia Saudita per 1,96 miliardi di dollari. Lo riportano i media americani. Si tratta di sistemi a guida di precisione (Advanced Precision Kill Weapon Systems) e relative attrezzature. Il contraente principale sarà Bae Systems, ha spiegato il dipartimento di Stato in una nota.
Usa: ok a vendita strumenti militari a Kuwait per 484 mln
Il dipartimento di Stato americano ha approvato una possibile vendita al Kuwait, del valore di 484 milioni di dollari, di servizi di supporto per gli aerei C-17 e di equipaggiamenti correlati. Boeing viene indicata come principale appaltatore.
Trump: “L'Iran ha rilasciato un'americana detenuta dal 2024”
"L'Iran ha permesso a una cittadina americana, detenuta ingiustamente nel dicembre 2024 sotto la presidenza Biden, di lasciare il Paese". Lo annuncia Donald Trump su Truth. "Ora si trova al sicuro fuori dall'Iran e in buone condizioni. Gli Stati Uniti apprezzano questo gesto di buona volontà da parte dell'Iran", ha aggiunto il presidente.
Media Teheran: missili Usa hanno colpito area di Sirik
Media statali iraniani hanno riferito che missili statunitensi hanno colpito un'area vicino a Sirik, nel sud dell'Iran. Non si conoscono al momento le conseguenze.
Usa: “Colpita una petroliera che tentava di forzare il blocco navale sull'Iran”
Le forze armate statunitensi hanno colpito una petroliera che tentava di dirigersi verso un porto iraniano. Lo ha annunciato il Centcom Usa in un post su X. "Le forze statunitensi hanno imposto un blocco navale contro l'Iran, mettendo fuori uso una petroliera vuota che tentava di dirigersi verso un porto iraniano nel Golfo. Le forze hanno osservato la M/T Belma, battente bandiera di Curaçao, transitare in acque internazionali in direzione dell'isola di Kharg. La nave ha ignorato diversi avvertimenti, tentando di violare il blocco statunitense. Un aereo statunitense ha disabilitato la nave dopo aver lanciato missili Hellfire contro il suo fumaiolo. La nave non è più in transito verso l'Iran", ha riferito.