✕

La Russia espelle due addetti italiani: “Plateale ritorsione”

Ascolta l'audio

L’attaché militare e un suo collaboratore via da Mosca. Una misura simmetrica a quella decisa da Roma dopo il caso spionaggio
2 minuti di lettura

È arrivata ieri la risposta della Russia. Poche ore dopo la convocazione dell’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, sono stati infatti espulsi l’addetto militare Vittorio Parrella e un suo collaboratore. E la stessa portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato alla Tass che «si tratta di una misura di ritorsione».

Tutto era cominciato il 9 luglio, in questo che è solo l’ultimo dei sempre più frequenti scontri diplomatici tra i due Paesi. Allora Roma aveva espulso due addetti militari russi, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, dopo che la polizia aveva arrestato due ex agenti dell’intelligence italiana accusati di aver fornito a Mosca segreti sugli aiuti militari a Kiev. Secondo la procura di R…

È arrivata ieri la risposta della Russia. Poche ore dopo la convocazione dell’incaricato d’affari italiano a Mosca, Giovanni Scopa, sono stati infatti espulsi l’addetto militare Vittorio Parrella e un suo collaboratore. E la stessa portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha confermato alla Tass che «si tratta di una misura di ritorsione».

Tutto era cominciato il 9 luglio, in questo che è solo l’ultimo dei sempre più frequenti scontri diplomatici tra i due Paesi. Allora Roma aveva espulso due addetti militari russi, Ivan Petrovich Gorbachev e Mikhail Vasilyevich Astakhov, dopo che la polizia aveva arrestato due ex agenti dell’intelligence italiana accusati di aver fornito a Mosca segreti sugli aiuti militari a Kiev. Secondo la procura di Roma, Gorbachev e Astakhov, raccoglievano informazioni riservate sulla sicurezza nazionale reclutando ex dei servizi segreti e militari. In particolare i due italiani, Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, ex Aisi, avrebbero rivelato loro dettagli sul sistema di difesa aerea Samp/T, la cui consegna all’Ucraina è prevista per quest’anno, e sui missili Aster già inviati a Kiev. Dopo l’esplosione del caso, il ministro degli Esteri Antonio Tajani aveva convocato anche l’ambasciatore russo Aleksei Paramonov.

Tra i due espulsi c’è dunque il capitano di vascello Vittorio Parrella, che nel 2022 subentrò all’attaché per la difesa Roberto Vannacci, prima di diventare uno dei suoi principali testimoni d’accusa nell’inchiesta per peculato e truffa, conclusasi con il proscioglimento del generale. Anche Vannacci era stato espulso da Mosca insieme a una ventina di membri diplomatici italiani come ritorsione alla cacciata di 30 diplomatici per l’invasione dell’Ucraina.

La risposta di Mosca è di tipo simmetrico, ma va a colpire due diplomatici italiani che non sono toccati da accuse gravissime come quelle che coinvolgono invece i due russi. «La Federazione russa ha espulso, senza motivo, l’addetto militare italiano a Mosca con un suo collaboratore. Si tratta di un atto di plateale ritorsione per l’espulsione dall’Italia di due addetti militari russi, loro sì colti in flagranza mentre svolgevano attività di spionaggio ai danni della nostra sicurezza nazionale», ha commentato sui social Tajani. «Tajani sta mentendo in merito alla presunta infondatezza. Non capisco, “senza alcun fondamento” o “un atto di vendetta”? Entrambe le affermazioni sono false», ha replicato in serata Zakharova.

Da fonti di governo trapela che la mossa di Mosca era attesa e viene comunque ritenuta tale da non aver bisogno di ulteriori contromisure da parte di Roma. Tra l’Italia e la Russia – protagonista negli ultimi anni di un altro caso clamoroso di spionaggio, quello che ha coinvolto il capitano di fregata Walter Biot, condannato a 20 anni in Cassazione – la tensione è aumentata considerevolmente, soprattutto a causa delle accuse e degli insulti da parte di esponenti delle istituzioni e dei media vicini al Cremlino contro la premier Giorgia Meloni e il presidente Sergio Mattarella.

Leggi i commenti