Live

Guerra in Iran, le news del 4 agosto. Trump: “Colloqui in corso, ultima occasione per Teheran di siglare un buon accordo”. Mercantile colpito nello stretto di Hormuz

Guerra in Iran, le news del 4 agosto. Trump: “Colloqui in corso, ultima occasione per Teheran di siglare un buon accordo”. Mercantile colpito nello stretto di Hormuz
Prezzo del petrolio in rialzo sui mercati asiatici. Il presidente dell'Iran Pezeshkian smentisce notizie sulle sue dimissioni vicine
1 minuti di lettura

Il presidente statunitense Donald Trump ha dichiarato ancora una volta che sono in corso colloqui con l'Iran, avvertendo che si tratta di un'"ultima occasione" per Teheran di siglare un buon accordo per porre fine al conflitto in corso da cinque mesi; tuttavia, l'Iran ha smentito l'esistenza di negoziati in atto o in programma. Nello Stretto di Hormuz una nave mercantile è stata colpita da un "proiettile non identificato", al largo delle coste dell'Oman. Mentre in Iran, il presidente Masoud Pezeshkian ha smentito alcune notizie che davano le sue dimissioni vicine. "Siamo in pieno coordinamento con le forze armate. Non mi dimetterò e resterò fermo sulla mia posizione", ha detto in un'intervista che andrà in onda sulla tv di stato.

Centcom: “La rotta meridionale attraverso Hormuz resta libera e aperta”

La rotta meridionale attraverso lo Stretto di Hormuz rimane "libera e aperta" a tutte le navi commerciali che intendono attraversare una "via navigabile internazionale". Lo riferisce il Comando centrale militare Usa (Centcom), secondo cui "negli ultimi tre mesi, le forze statunitensi hanno assistito oltre 1.000 navi nell'attraversamento dello stretto, nonostante le ingiustificate aggressioni iraniane". Tali transiti, si legge ancora nel post su X, "proseguono tuttora".

Cnn, “Usati l'80% di intercettori Thaad e circa il 50% di Patriot contro l'Iran”

Il conflitto con l'Iran sta esercitando una pressione senza precedenti sulle scorte di missili statunitensi, raggiungendo livelli "pericolosamente bassi". Le operazioni militari, riporta la Cnn, hanno portato all'uso di parte considerevole degli intercettori per la difesa aerea più avanzati, spingendo Washington a rivalutare i rischi di una campagna prolungata. Le forze armate Usa hanno impiegato quasi l'80% degli intercettori Thaad e circa la metà di quelli Patriot rispetto alle scorte pre-conflitto. Nelle ostilità, l'esercito ha usato praticamente tutti i missili terra-terra a lungo raggio a guida di precisione a sua disposizione.

Il governo yemenita condanna gli Houthi per l'attacco al cargo indiano

Il ministero dei trasporti yemenita, parte del governo riconosciuto a livello internazionale e sostenuto dall'Arabia Saudita, ha condannato gli Houthi, allineati con l'Iran, per l'attacco condotto con un'imbarcazione carica di esplosivo contro un cargo battente bandiere indiana nel Mar Rosso, vicino allo Yemen. La Msv Faize Noore Oliya è stata affondata, ma i marinai sono stati tratti in salvo. Lo riporta Iran International.

Netanyahu: “Non ci ritireremo da Gaza fino a completo disarmo Hamas”

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato che le forze israeliane non si ritireranno dalle attuali posizioni nella Striscia di Gaza finché Hamas non sarà stato completamente disarmato. "Il presidente Trump e il suo team pensano di poter disarmare Hamas e smilitarizzare Gaza: stiamo valutando la situazione. Ci hanno inviato una bozza, non l'abbiamo approvata e abbiamo inviato le nostre osservazioni" ha commentato Netanyahu

Colloquio Trump-Al Thani su Iran

Lo sceicco Tamim bin Hamad Al Thani, emiro del Qatar, ha avuto una conversazione telefonica con il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, sugli ultimi sviluppi regionali, compresi gli sforzi per "allentare" le tensioni tra Stati Uniti e Iran e "colmare il divario" nelle loro posizioni. Lo si apprende da fonti dell'emirato. Durante la telefonata, Trump ha elogiato il ruolo del Qatar nel "sostenere gli sforzi diplomatici e facilitare il dialogo", mentre lo sceicco Tamim ha sottolineato la necessità di proseguire con il dialogo e che tutte le parti rispettino il memorandum d'intesa tra Stati Uniti e Iran concordato a metà giugno.

Nave indiana colpita e affondata sulle coste dello Yemen

Una nave indiana è stata colpita da un proiettile ed è naufragata al largo delle coste dello Yemen, in quello che il ministro indiano della Navigazione, Sarbananda Sonowal, ha definito un "attacco non provocato". Tutti i 14 membri dell'equipaggio della MSV Faize Noore Oliya, tra cui 13 cittadini indiani, sono stati "tratti in salvo" dalla Guardia costiera yemenita, ha riferito il ministro. "Ho dato istruzioni al direttore generale dell'Amministrazione marittima (Dgma) di adottare immediatamente tutte le misure necessarie, in coordinamento con le autorità competenti, per garantire la sicurezza assoluta dei marittimi indiani nella regione e fornire tutta l'assistenza necessaria all'equipaggio tratto in salvo", ha scritto Sonowal in un post su X.

Centcom, 45 le navi deviate e 2 neutralizzate nel Golfo dall’inizio del blocco navale

Da quando è iniziato il blocco navale contro l'Iran, le forze americane hanno deviato nel Golfo 45 navi mercantili, ne hanno neutralizzate 2 e ne hanno abbordate altre due "per garantire il rispetto delle disposizioni". Lo ha riferito il Comando centrale (Centcom) su X.

Media, Teheran valuta permettere sminamento a europei

Teheran sta valutando di permette alle forze navali di paesi europei di partecipare allo sminamento dello stretto di Hormuz. Lo riporta l'agenzia Bloomberg citando fonti diplomatiche. Un'apertura in tal senso potrebbe essere parte di un'intesa sullo stretto e facilitare i negoziati con gli Stati Uniti, sottolinea l'agenzia.

Teheran: “Intesa con Oman vicina se Trump smette di interferire”

L'Iran ha ribadito che i negoziati per la regolamentazione del passaggio da Hormuz sono con l'Oman e non con gli Stati Uniti, nonostante il presidente americano Donald Trump sostenga il contrario. E confermato che un'intesa è vicina sempre che Washington smetta di interferire. "Questi negoziati si svolgono tra due Stati costieri e non hanno alcun legame con altri, inclusi gli Stati Uniti", ha dichiarato un'alta fonte iraniana a Press Tv. Tuttavia, "Trump, attraverso ripetute interferenze, cerca di far credere di influenzare questo processo e di costruirsi un risultato politico da presentare all'opinione pubblica interna americana, sostenendo di essere riuscito a influire su questo processo tramite minacce e ultimatum", ha proseguito la fonte. Al contrario, "l'influenza degli Stati Uniti è sempre stata negativa e ha rallentato il corso dei negoziati".

Idf, arrestato un militante della Jihad islamica in Cisgiordania

I soldati dell'Idf, guidati dallo Shin Bet, hanno avviato un'operazione nell'area di Nablus, in Cisgiordania, e nel corso dell'operazione, hanno arrestato un militante palestinese della Jihad Islamica Palestinese, "che operava per promuovere attività terroristiche". Lo riferisce Tsahal in un post su Telegram. Il palestinese faceva parte della 'Tana dei Leoni', un'organizzazione che in passato era stata smantellata dalle forze di sicurezza israeliane.

Media, nuove regole di ingaggio per Idf a Gaza: attaccare solo “minacce imminenti”

I media israeliani riportano che le forze dell'Idf operanti nella Striscia di Gaza hanno ricevuto una nuova direttiva, secondo cui gli attacchi possono essere effettuati solo contro "minacce imminenti". Inoltre, gli "omicidi mirati" possono essere eseguiti solo dopo l'approvazione del Capo di Stato Maggiore e dei vertici politici. L'aggiornamento delle regole di ingaggio per l'apertura del fuoco non è stato comunicato ufficialmente, e arriva dopo l'incontro di ieri tra l'inviato speciale per la Striscia di Gaza Nickolay Mladenov e il premier israeliano Benjamin Netanyahu, sull'avanzamento verso l'implementazione della seconda fase del piano Trump per la Striscia di Gaza.

Gaza, Israele distrugge un deposito di farmaci accanto a un ospedale. Il cratere dopo le bombe

Teheran: “False le voci su Pezeshkian e Mojtaba”

L'ufficio di Mojtaba Khamenei ha smentito che il leader supremo abbia minacciato di accettare le dimissioni del presidente iraniano Massoud Pezeshkian. A far circolare la voce dello scontro tra l'ayatollah e il presidente era stato Seyed Mohammad-Baqer Kharrazi, segretario generale di Hezbollah Iran nonché cognato di un fratello di Khamenei, in un video sui social media.
Secondo Karrazi, Pezeshkian avrebbe per 28 volte comunicato l'intenzione di lasciare, anche formalmente con una lettera datata 30 maggio, ma si sarebbe fermato quando Mojtaba gli ha fatto sapere di essere pronto a controfirmarle. Netta la smentita. "La fonte ufficiale per la pubblicazione di messaggi, notizie e contenuti relativi all'ayatollah Seyed Mojtaba Hosseini Khamenei è il suo ufficio e l'Ufficio per la conservazione e la diffusione delle opere della Guida della Rivoluzione, e qualsiasi contenuto al di fuori di questo quadro è privo di documentazione, validità e veridicità", si legge in una nota riportata dai media iraniani

Doha: “In corso lo scambio di bozze per l’accordo”

Il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha affermato che Doha sta particolare sostenendo gli sforzi di mediazione dell'Oman e si augura che si possa raggiungere un accordo "nelle prossime ore o nei prossimi giorni". Al-Ansari ha confermato che non sono in corso colloqui diretti, ma che i mediatori si stanno confrontando, aggiungendo che "le bozze degli accordi vengono scambiate". Riguardo allo Stretto di Hormuz il Qatar ha affermato che la posizione di Doha è che lo Stretto debba essere riaperto e funzionare come ha sempre funzionato. In sostanza, deve esserci libertà di navigazione nello Stretto.

Media, Pezeshkian incontrò Mojtaba Khamenei per pochi attimi e al buio

Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, che a maggio aveva affermato di aver incontrato di persona la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei, avrebbe avuto solo un incontro di pochi minuti, al buio, senza poterlo riconoscere. È quanto sostiene un'esclusiva di Iran International: il presidente iraniano sarebbe stato condotto con un'auto coi finestrini oscurati in un luogo segreto a Teheran e gli sarebbero stati concessi solo "alcuni attimi nell'oscurità per parlare con una persona, che non riusciva a vedere, ma che gli era stato detto essere Mojtaba Khamenei" con la sicurezza che non ha permesso nemmeno una stretta di mano. Un incontro molto confuso - sottolinea il media di opposizione iraniano basato a Londra - a fronte del quale lo stesso Pezeshkian avrebbe chiesto se la voce del suo interlocutore fosse davvero quella della Guida suprema. Due mesi fa, Pezeshkian aveva detto di aver trascorso due ore e mezza con la nuova Guida Suprema "in un'atmosfera cordiale", fugando i tanti dubbi legati alla sorte di Mojtaba che non è mai apparso in pubblico, o in video, dalla sua successione al padre. Ricostruzione diversa, quindi, da quella di Iran International secondo cui l'ufficio di Khamenei avrebbe acconsentito al presunto incontro solo dopo le minacce di dimissioni di Pezeshkian.

Media, annuncio del accordo tra oggi e domani

L'emittente Al Arabiya ha riferito, citando una fonte di alto profilo, che "l'annuncio delle disposizioni per la completa riapertura dello Stretto di Hormuz sarà dato entro poche ore o domani". Secondo la Tv di proprietà saudita, "i contatti sono in pieno svolgimento e sono stati compiuti progressi riguardo allo Stretto di Hormuz". In precedenza, il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent aveva suggerito di un possibile accordo con l'Iran entro domani per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz.

Rubio: “Progressi nei colloqui con l'Iran per la riapertura di Hormuz”

"Sono stati compiuti progressi" nei colloqui con l'Iran per la riapertura dello stretto di Hormuz. Lo ha detto Marco Rubio parlando con i giornalisti al dipartimento di Stato. Il segretario ha, tuttavia, precisato che "non si è ancora giunti a una conclusione definitiva. Speriamo che ciò avvenga a brevissimo".

Hamas: “Preoccupati per le dichiarazioni del Board of Peace”

Hamas chiede chiarimenti al Board of Peace ed esprime "preoccupazione" per le dichiarazioni in merito al disarmo del gruppo e al ritiro di Israele da Gaza. Un funzionario di Hamas citato dall'Afp ha affermato oggi che il gruppo, così come altre fazioni palestinesi "sono preoccupati per la dichiarazione rilasciata" dall'Alto Rappresentante per Gaza del Board of Peace, Nickolay Mladenov "dopo il suo incontro con Netanyahu".

A Gaza funerali di massa per 112 palestinesi recuperati tra macerie

Le persone commemorate oggi provenivano da un complesso residenziale appartenente ai clan Hassayna e Abu Sharia, e molte erano imparentate tra loro. L'Associated Press ha identificato almeno 60 famiglie in tutta Gaza che hanno perso 25 o più membri della famiglia durante i primi tre mesi di guerra. I resti delle vittime, avvolti nelle bandiere palestinesi, sono stati disposti in file sul terreno. Molti erano contrassegnati da foto e petali di fiori erano sparsi tutt'intorno. Centinaia di persone hanno circondato i corpi per le preghiere funebri, alcune in piedi sulle macerie. Dopo le preghiere, la gente ha trasportato i corpi su barelle lungo una stradina fiancheggiata da edifici distrutti e li ha sepolti in un cimitero vicino.

Bessent: “Possibile accordo per riaprire Hormuz tra oggi e domani”

Gli Stati Uniti potrebbero raggiungere un accordo con l'Iran entro domani per consentire la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato a Cnbc il segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, aggiungendo di attendersi un allentamento dei prezzi dell'energia. "Stiamo parlando con gli iraniani, e penso che potremmo avere oggi o domani un accordo per riaprire Hormuz", ha detto Bessent, parlando di "parecchie navi che stanno uscendo da Hormuz anche in questo momento". Il segretario si è detto convinto che i prezzi dell'energia "si stabilizzeranno", aprendo i mercati a "un forte movimento di sollievo".

Qatar: “Israele ostacola implementazione degli accordi su Gaza”

Il Qatar accusa Israele di ostacolare l'attuazione del piano in 20 punti del presidente americano Donald Trump per Gaza e chiede alla comunità internazionale di esercitare pressioni affinché rispetti gli impegni assunti nell'ambito dell'accordo di cessate il fuoco. "Israele ha degli obblighi da rispettare in base all'accordo di cessate il fuoco", ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, aggiungendo che "i mediatori continuano i loro sforzi per accelerare l'attuazione della seconda fase dell'accordo. Le questioni relative alla sicurezza sono molto importanti". "Mentre Hamas ha rispettato i suoi obblighi, la comunità internazionale deve fare pressione su Israele affinché rispetti i propri obblighi", ha aggiunto Ansari. Il portavoce ha quindi affermato che "è chiaro alla comunità internazionale chi sta ostacolando l'attuazione dell'accordo" e che "la piena responsabilità ricade sulla parte israeliana". L'aumento degli attacchi israeliani nella Striscia di Gaza negli ultimi giorni, ha concluso, "non è altro che un tentativo di far deragliare l'attuazione del piano e bloccare le soluzioni pacifiche".

Reuters: “Gi Usa hanno esaurito in Iran quasi tutti i loro missili”

Secondo tre fonti a conoscenza dei dati, l'esercito statunitense ha esaurito gran parte delle sue scorte di missili a lungo raggio ad alta precisione durante i cinque mesi di guerra con l'Iran, sollevando preoccupazioni sulla prontezza operativa delle forze armate per futuri conflitti. I missili in questione sono principalmente i sistemi missilistici terra-terra dell'esercito, noti come Army Tactical Missile Systems (Atacms) e Precision Strike Missiles (PrSM). Gli Stati Uniti hanno utilizzato "praticamente tutte" queste armi, secondo due delle fonti. Lo scrive la Reuters sul suo sito. Il livello di esaurimento delle scorte di Atacms e Precision Strike Missiles non era stato precedentemente reso noto. Le munizioni a lungo raggio rappresentano una parte importante dell'arsenale militare, consentendo attacchi precisi da una distanza di sicurezza. I missili Atacms forniti dagli Stati Uniti hanno svolto un ruolo chiave nella guerra in Ucraina, consentendo alle forze ucraine di attaccare obiettivi in Russia. Il PrSM è una generazione più recente e avanzata che sostituirà gli Atacms, i quali hanno una gittata inferiore. Gli analisti affermano che tali armi - che costano oltre un milione di dollari ciascuna - sarebbero importanti anche in un eventuale conflitto con la Cina. Le fonti si sono rifiutate di specificare quante munizioni di ciascun tipo fossero ancora disponibili negli Stati Uniti. Una quarta persona a conoscenza della questione ha affermato che, sebbene il Comando Centrale (Central Command), che sovrintende alle forze statunitensi in Medio Oriente, abbia quasi esaurito le scorte di missili terrestri di cui disponeva prima dell'inizio della guerra, è stato in grado di rifornirsi con materiali provenienti da altre aree del mondo. Rispondendo a una richiesta di commento, il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato: "Le forze armate americane sono le più potenti al mondo e dispongono di tutto il necessario per agire nel momento e nel luogo scelti dal presidente. Abbiamo condotto con successo numerose operazioni in tutti i comandi operativi, garantendo al contempo che le forze armate statunitensi possiedano un vasto arsenale di capacità per proteggere il nostro popolo e i nostri interessi".

Qatar, sforzi in corso ma no colloqui diretti Iran-Usa

Son in corso sforzi per una soluzione diplomatica tra Stati Uniti e Iran ma non sono previsti colloqui diretti tra le parti. Lo ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, Majed Al Ansari, confermando che "gli sforzi sono ancora in corso con tutte le parti". I negoziati sono incentrati su "una soluzione a breve termine che ci aiuti a rilanciare i colloqui e a tornare agli sforzi di mediazione nella loro totalità", ha precisato.

Houthi: “Colpito con drone aeroporto saudita di Najran”

I ribelli Houthi dello Yemen hanno affermato di aver colpito con un drone un "obiettivo nemico saudita sensibile presso l'aeroporto di Najran", nel sud dell'Arabia Saudita, sostenendo che l'attacco ha centrato "il bersaglio con precisione". Lo riporta Al Jazeera. Il comunicato aggiunge: "Questo attacco giunge in risposta alla violazione dello spazio aereo yemenita da parte del nemico saudita, che ha utilizzato droni sui governatorati di Saada e Hajjah".

A Gaza funerali di massa per 112 palestinesi recuperati tra macerie

Gli abitanti di Gaza terranno oggi un funerale di massa per 112 palestinesi i cui corpi sono stati recuperati dopo quasi tre anni da sotto le macerie di Gaza City. Facevano parte delle oltre 300 persone uccise il 22 novembre 2023, quando aerei da guerra israeliani rasero al suolo un isolato residenziale nel quartiere di Sabra. I soccorritori hanno recuperato i corpi nel fine settimana dopo aver scavato tra le macerie per 136 ore, secondo la Protezione Civile. Tra i corpi ci sono quelli di 40 bambini, 30 donne e sette persone con disabilità. Altre 157 persone risultano ancora disperse sotto le macerie.

Araghchi: “Le relazioni Iran-Iraq sono ai massimi livelli”

"Le relazioni tra Iran e Iraq sono attualmente al massimo livello", ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, durante una visita di pellegrinaggio alla città santa irachena di Najaf, ieri sera. "Durante la recente visita del primo ministro iracheno Ali al-Zaidi in Iran, le due parti hanno avuto colloqui proficui su questioni bilaterali e regionali", ha aggiunto, citato dall'agenzia Irna, sottolineando: "La cooperazione reciproca tra Iran e Iraq si è intensificata in diversi ambiti, tra cui le questioni politiche, in cui i due Paesi condividono posizioni comuni, nonché le questioni economiche e di sicurezza".

Al via colloqui a Roma tra Libano e Israele

Riflettori accesi sui colloqui tra Libano e Israele a Roma, sotto la mediazione degli Stati Uniti. La nuova tornata negoziale che prende il via oggi fa seguito a quella ospitata nella Capitale il 14 e 15 luglio e proseguirà fino a giovedì. Sul tavolo l'attuazione del quadro trilaterale concordato dai due Paesi il mese scorso. E' un passaggio delicato perché, mentre guerra Iran-Usa è ancora in fase delicata, bisogna consolidare la trattativa, fra Israele e Libano "proteggendola" dai contraccolpi della guerra in Iran. E su questo dossier l'Italia continua a ricavare un suo ruolo. Ieri, alla vigilia della sessione negoziale, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha avuto colloqui telefonici con i capi delegazione di Libano e Israele, Yechiel Leiter e Simon Karam. Nel corso delle telefonate di ieri, il ministro ha espresso apprezzamento per i primi risultati registrati nelle 'zone pilota' dopo i colloqui di luglio e ha incoraggiato le parti a proseguire con spirito costruttivo, individuando soluzioni condivise che consentano di dare piena attuazione all'Accordo quadro. Ha inoltre accolto con favore il ridispiegamento delle Forze Armate Libanesi nelle aree di Froun-Srifa e Zawtar Occidentale, definendolo un segnale concreto dei passi avanti compiuti. In base all'accordo, il 21 luglio l'esercito libanese ha iniziato il proprio dispiegamento nella località meridionale di Zawtar al-Gharbiya, la prima "zona pilota", autorizzando gli abitanti a farvi ritorno. Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha dichiarato lunedì che sono in corso sforzi per ottenere "ritiri successivi delle forze israeliane dal territorio libanese, fino a un ritiro completo", nel corso di una riunione del Consiglio dei ministri, come riferito dal ministro dell'Informazione Paul Morcos.

Hezbollah, colloqui con Israele "vergognosi e umilianti"

Il leader di Hezbollah, Naim Qassem, ha affermato che i negoziati diretti tra Libano e Israele, la cui nuova sessione si sta aprendo a Roma, porteranno "solo vergogna, umiliazione e continui compromessi" al popolo libanese. In un discorso televisivo trasmesso durante una cerimonia del suo partito, Qassem ha dichiarato che il presidente libanese Joseph Aoun "non ha agito da arbitro o da fattore di unione, ma si è mostrato parziale e divisivo, il che è incompatibile con il suo ruolo e con la forza del Libano".

Media, vicini ad accordo con Oman per controllo dello Stretto di Hormuz

Iran e Oman sarebbero vicini a un accordo sullo Stretto di Hormuz che riaprirebbe la via navigabile. Lo riporta il New York Times che cita funzionari a conoscenza della questione. L'accordo prevederebbe che le navi dirette nel Golfo Persico attraversino lo stretto percorrendo una rotta vicina alla costa iraniana e controllata dalla Repubblica Islamica. Sarebbero tenute a pagare delle "tariffe di servizio", i cui introiti verrebbero divisi equamente tra Iran e Oman. Le navi in partenza dalla zona utilizzerebbero invece una rotta vicino alla costa dell'Oman.

Teheran: “Noi più potenti di sei mesi fa”

L'Iran e i suoi gruppi armati alleati sono più potenti di quanto non lo fossero sei mesi fa. Lo ha affermato Ebrahim Rezaei, membro della commissione parlamentare dell'Iran per la sicurezza nazionale e la politica estera. "Il potere e l'autorità della Repubblica islamica e del fronte di resistenza sono aumentati rispetto a sei mesi fa e, nonostante le minacce e la spavalderia, i nemici non possono lanciare un attacco su vasta scala contro l'Iran", ha detto Rezaei, come riporta Iran International. Ha poi avvertito che qualsiasi nuovo "errore di valutazione" da parte degli avversari dell'Iran provocherebbe una risposta più dura.

Pezeshkian: “Resto al mio posto, tutte false le voci di mie dimissioni”

"Io non rassegnerò le dimissioni e resterò al mio posto per realizzare le mie promesse e servire questa nazione". Lo ha detto in una videointervista, la cui anteprima è stata pubblicata dall'agenzia iraniana Isna, il presidente iraniano Masoud Pezeshkian. "Ho stretto un patto con il popolo e rimarrò fedele a questo patto fino all'ultimo momento - dice ancora - Le voci diffuse negli ultimi giorni riguardo a mie dimissioni o a un mio passo indietro sono del tutto false, fabbricate da chi punta a colpire l'unità nazionale. I problemi del Paese sono molti, ma risolverli richiede coesione e fermezza" ha concluso.

Pezeshkian: “Non intendiamo allagare la guerra, né prolungarla”

"Il conflitto, sia esso in un quartiere, in una città, in un paese o tra paesi, è una malattia che si è diffusa. Difenderemo i nostri confini, ma non intendiamo estendere la guerra né prolungarla". Lo ha detto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, come riporta Iran International. "In queste circostanze dobbiamo lavorare per costruire una società sana, in modo che il nemico non sia tentato di entrarvi, lacerare il nostro tessuto sociale e distruggerlo", ha aggiunto.

Attacco di coloni israeliani a sud di Nablus

Coloni israeliani hanno fatto irruzione nella notte nei villaggi di Talfit e Jalud, a sud di Nablus, in Cisgiordania, incendiando diverse case e veicoli. Lo riportano i media palestinesi.

Prezzo del petrolio in rialzo sui mercati asiatici

Il prezzo del petrolio viaggia in rialzo sui mercati asiatici, ma mantiene la maggior parte delle perdite registrate ieri, mentre gli investitori monitorano i negoziati tra Stati Uniti e Iran, alla ricerca di segnali che indichino un possibile accordo sulla riapertura completa dello Stretto di Hormuz. I future sul Wti guadagnano l'1,11% a 81,22 dollari al barile, quelli sul Brent l'1,53% a 85,04 dollari.

Analisti militari: “Esplosione ad Al-Doha non attacco ma esercitazione”

L'esplosione nella base militare di Al-Doha in Kuwait non è dovuta all'attacco con droni dell'Iran.
L'esercito kuwaitiano sta conducendo un'esercitazione a fuoco vivo. L'IRGC non ha attaccato l'esercito statunitense, Lo riferiscono analisti militari.

Bin Salman ed Erdogan discutono di attacchi Houthi

Il principe ereditario saudita Mohammad bin Salman (MBS) ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Erdogan, durante il quale hanno discusso degli ultimi sviluppi nella regione, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa saudita SPA citata da Al Jazeera. Erdogan ha ribadito la condanna della Turchia per gli attacchi degli Houthi contro le navi nel Mar Rosso, ha riferito la SPA.
Il presidente turco "ha inoltre accolto con favore la creazione dell'alleanza multinazionale di difesa marittima a guida saudita e le ha augurato successo nel raggiungimento dei suoi obiettivi", ha aggiunto l'agenzia. L'Arabia Saudita ha presentato i piani per la coalizione per la protezione della navigazione nel Mar Rosso dopo che gli Houthi hanno rivendicato attacchi contro quattro petroliere saudite e contro impianti petroliferi sauditi, tra cui quelli di Jizan e Yanbu.

Media: “Colpita base Usa in Kuwait”

Secondo media arabi citati dall'agenzia Tasnim sono state udite esplosioni nel nord del Kuwait. Potrebbe essere stata colpita una base Usa, che non è stata ancora specificata.

Nave mercantile colpita da un proiettile non identificato nello stretto di Hormuz

Una nave mercantile sarebbe stata colpita da un "proiettile non identificato" nello stretto di Hormuz.
Lo rende noto l'agenzia marittima britannica Ukmto, senza menzionare eventuali feriti o danni. L'episodio sarebbe avvenuto a circa 20 miglia nautiche (37 chilometri) a nord-est della città omanita di Al Khasab.

Sondaggio, per 62% israeliani la vittoria promessa da Netanyahu a Gaza non arriverà

Secondo un sondaggio condotto da Channel 12, Il 62% degli israeliani intervistati non crede che Israele raggiungerà mai la "vittoria totale" promessa dal premier Benyamin Netanyahu a Gaza, rispetto al 25% che invece ci crede. Lo riporta The Times of Israel. La rilevazione condotta in vista delle elezioni israeliane del 27 ottobre, mostra una situazione di stallo persistente: gli attuali partiti sionisti di opposizione otterrebbero 56 seggi, il blocco del primo ministro Netanyahu 50, il partito centrista provvisoriamente denominato Casa Sionista 4, e i partiti a maggioranza araba Ràam e Hadash-Tàal 5 ciascuno.

Teheran: “Dopo scuse per raid nel Mar Caspio annullato attacco a Ucraina”

L'Iran era pronto ad attaccare "tre punti in Ucraina" ma dopo che le autorità di Kiev hanno definito "un errore" l'attacco contro una nave di Teheran nel Mar Caspio, l'operazione è stata annullata. Lo ha detto Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, alla radiotelevisione di Stato iraniana.

I commenti dei lettori