Botta e risposta sui social tra Trump e Teheran: "Io non voglio un incontro, loro sì. Anzi, stanno implorando di raggiungere un accordo" scrive il presidente su Truth. E ribadisce: “Hormuz è un nostro territorio”. La risposta del viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi: “Mostra sintomi di schizofrenia”. Il Comando militare degli Stati Uniti annuncia che sono state rimosse con successo tutte le mine e che lo Stretto è aperto. Secondo il Guardian, il conflitto avrebbe prosciugato il budget della Marina Usa: sarebbe stata costretta a trasferire fondi destinati agli stipendi e ad altre voci di spesa per coprire i costi dei combattimenti.
Pasdaran: “Controllo decisivo su Hormuz, gli Usa mentono”
La Marina del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica ha dichiarato che l'Iran detiene un controllo "decisivo" sullo Stretto di Hormuz, respingendo le ripetute affermazioni degli Stati Uniti di segno opposto e accusando gli avversari di continuare a "mentire" a riguardo. "Il dominio dei combattenti dell'Islam su questo canale navigabile strategico è completamente decisivo", recita una dichiarazione rilanciata dall'emittente iraniana Irib, aggiungendo che la via d'acqua rimane "chiusa a tutte le navi che intendono transitare senza coordinamento con la Repubblica Islamica dell'Iran". Secondo il comunicato dei pasdaran, gli Stati Uniti mentono sulla questione al fine di influenzare il prezzo del petrolio e "coprire i loro fallimenti".
Pezeshkian: “Oman ha accettato un quadro di riferimento per la riapertura di Hormuz”
L'Oman ha accettato un quadro di riferimento per la riapertura dello Stretto di Hormuz. Lo ha dichiarato il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, secondo quanto riportato dalla televisione di stato Irib. Pezeshkian ha aggiunto che i rappresentanti omaniti sono tornati ai colloqui e hanno accettato che la rotta possa essere riaperta "sulla base della mappa concordata" con l'Iran.
Putin vedrà Pezeshkian il primo settembre
Il leader del Cremlino Vladimir Putin incontrerà il presidente iraniano Masoud Pezeshkian il primo settembre, a margine del vertice dell'Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco) a Bishkek, in Kirgizistan. Lo ha reso noto il consigliere presidenziale russo Yury Ushakov.
Khamenei: “Vietato danneggiare la coesione sociale, avvantaggia i nemici”
La Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Mojtaba Khamenei, ha dichiarato che tutto ciò che nuoce alla coesione sociale è proibito. Con un messaggio divulgato in occasione della Settimana dal governo, Khamenei ha esortando i funzionari a evitare una retorica che indebolisca il morale della popolazione o che crei divisioni. La Guida suprema ha inoltre invitato il governo di Teheran a mettere in risalto la forza e la resilienza dell'Iran, sostenendo che enfatizzare apertamente le debolezze può andare a vantaggio dei nemici del Paese, mentre le carenze dovrebbero essere affrontate attraverso politiche e azioni concrete.
Araghchi: “L’Iran non dimenticherà né perdonerà mai l’attacco alla scuola di Minab”
L'Iran non dimenticherà e non perdonerà mai l'attacco condotto dagli Stati Uniti contro una scuola elementare a Minab, il primo giorno della guerra lo scorso 28 febbraio. Lo ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi visitando un'esibizione dedicata alle vittime del raid. Citato dall'emittente Irib, Araghchi ha affermato che gli studenti della scuola di Minab sono diventati un "simbolo eroico" per l'Iran e che il popolo iraniano non "dimenticherà" né "perdonerà" mai l'attacco.
Casa Bianca: “Il blocco navale rimane in vigore e non ci sono contatti diplomatici”
Il blocco navale statunitense nei confronti dell'Iran rimane "pienamente" in vigore è al momento non è in corso, nè previsto, alcun contatto diplomatico tra Washington e Teheran. Lo ha ribadito ad Al Jazeera la viceportavoce del dipartimento di Stato americano, Anna Kelly.
Idf: “Tre terroristi uccisi a Jenin, tra cui esponente di alto livello di Hamas”
L'Idf rende noto che nell'operazione congiunta con lo Shin Bet tre terroristi sono stati uccisi nell'area di Jenin, tra cui Qais Bitawi, un esponente di alto livello della rete di Hamas in Cisgiordania. "La rete terroristica di Jenin è stata smantellata durante l'operazione 'Muro di Ferro'. Bitawi era coinvolto nel portare avanti una significativa attività terroristica, tra cui la direzione, il finanziamento e l'esecuzione di attacchi terroristici contro civili israeliani e forze di sicurezza. Inoltre, manteneva legami con Hamas nella Striscia di Gaza e con membri di Hamas all'estero", riferisce in una nota un portavoce militare, aggiungendo che nel veicolo preso di mira sono state trovate armi. "Qais Bitawi era parente del terrorista Noor Bitawi, comandante della rete di Jenin, che è stato eliminato dalle forze di sicurezza israeliane nel maggio 2025".
Sanzioni Usa colpiscono una banca egiziana e una società di Hong Kong
Il governo statunitense bloccherà l'accesso al sistema finanziario Usa alla filiale emiratina della banca statale egiziana Misr. La banca è accusata di aver partecipato a transazioni finanziarie con
l'Iran, ha dichiarato un funzionario statunitense. Le sanzioni hanno colpito anche un individuo ritenuto collegato all'iraniana Bank Melli e una società con sede a Hong Kong.
Idf, lanciato un attacco di precisione contro terroristi a Jenin, in Cisgiordania
L'esercito israeliano comunica che poco fa è stato lanciato un attacco di precisione contro “diversi terroristi” nell'area di Jenin, in Cisgiordania. Il portavoce dell'Idf indica che a breve saranno resi noti i dettagli.
Mladenov: “Il piano del Board of Peace è l’unica alternativa alla guerra”
Il piano del 'Board of Peace' per Gaza è l'unica alternativa a una ripresa delle ostilità che sarebbe "devastante". Lo ha dichiarato ad Al Jazeera Nikolay Mladenov, l'alto rappresentante dell'organismo voluto dal presidente americano Donald Trump.
Mladenov ha avvertito che, se non verrà applicato il piano, il fragile cessate il fuoco tra Hamas e Israele si interromperà.
Non ci sono "alternative migliori" al piano del Board, ha aggiunto il diplomatico, secondo il quale ci sono finora impegni per 7 miliardi di dollari per la ricostruzione di Gaza. (
Wafa, un morto e diversi feriti nell'attacco di un drone a Gaza City
Un uomo è morto e diversi altri sono rimasti feriti dal missile lanciato da un drone dell'Idf nel quartiere di Sabra a Gaza City. Lo riferisce l'agenzia di stampa di Ramallah, Wafa.
Teheran esorta gli alleati a non rispettare le sanzioni Usa
Il ministero degli Esteri iraniano ha esortato i Paesi alleati a non attuare le sanzioni statunitensi contro Teheran, affermando che la partecipazione a tali misure equivarrebbe a una complicità nell'imposizione di quella che ha definito la "volontà illegittima" di un Paese sugli altri.
Il ministero ha avvertito che la nuova politica statunitense richiede un intervento da parte della comunità internazionale, compresi gli organismi delle Nazioni Unite, per difendere lo Stato di diritto; Teheran ha poi aggiunto che è determinata a utilizzare tutte le sue capacità per difendersi da quello che ha descritto come un "attacco militare ed economico combinato tra Stati Uniti e Israele".
La dichiarazione fa seguito al lancio, da parte di Washington questa settimana, di una nuova campagna di sanzioni contro l'Iran e le entità che intrattengono rapporti commerciali con esso.
Teheran: “Trump mostra sintomi di schizofrenia su Hormuz”
Il viceministro degli Esteri iraniano per gli Affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha attaccato il presidente americano Donald Trump, paragonando le sue affermazioni sullo Stretto di Hormuz ai sintomi della schizofrenia. "La schizofrenia è un disturbo psicotico complesso e acuto, caratterizzato da alterazioni del pensiero e da una percezione distorta della realtà", ha scritto Gharibabadi su X, allegando al post l'immagine condivisa da Trump nella quale lo Stretto viene presentato come "nuovo territorio" degli Stati Uniti. "I sintomi più comuni sono allucinazioni e deliri", ha aggiunto il viceministro, secondo cui gli psicologi raccomandano che questi pazienti "siano monitorati e curati 24 ore su 24".
Mosca: “Contrari a sistema di pedaggi in Stretto Hormuz”
La Russia non vuole un sistema di pedaggio per le navi che attraversano lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato il ministro degli Esteri Serghei Lavrov. "Non c'erano pedaggi fino a quando Stati Uniti e Israele non hanno lanciato questa scommessa (contro l'Iran). Tra l'altro, noi stessi non vogliamo un sistema di pedaggi, ma è una questione che sarà oggetto di ulteriori negoziati", ha dichiarato Lavrov in un'intervista alla testata Rbc. "Gli americani ora chiedono all'Iran di aprire lo Stretto di Hormuz. E la Repubblica islamica afferma che le sanzioni devono essere allentate o revocate in cambio. E lo faranno", ha aggiunto.
Iran: “Abbiamo nuove armi, le sveleremo sul campo di battaglia”
L'industria bellica iraniana ha preparato "nuove armi, equipaggiamenti, tecnologie e tattiche per preservare l'elemento sorpresa, che verranno svelate sul campo di battaglia". Lo ha detto, secondo la testata iraniana Press Tv, il portavoce del ministero della Difesa di Teheran Reza Talaei-Nik. "L'industria della difesa iraniana è andata oltre la semplice copia e l'ingegneria inversa - ha aggiunto - sviluppando ora autonomamente alcune tecnologie per droni e missili balistici. Il nemico e alcuni Paesi stranieri avevano affermato, prima della guerra del Ramadan, di star copiando i progetti iraniani di droni e armi".
Araghchi: “Ritorno alla diplomazia? Si può, ma Usa capiscano che pressione non funziona”
"Ho avuto discussioni costruttive con il primo ministro del Qatar. Rimettere la diplomazia sui binari giusti non è impossibile. Dipende dalla comprensione da parte degli Stati Uniti di un semplice fatto: la pressione non funziona". Così su X il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. "Gli Stati Uniti dovrebbero costruire fiducia, parlare con rispetto, riconoscere i nostri diritti e mantenere gli impegni presi" aggiunge.
Bessent: “Il blocco schiaccerà l'economia iraniana”
"Il blocco e l'operazione di emarginazione economica schiacceranno la già fragile economia iraniana. Gli Stati Uniti hanno spostato 130 milioni di barili di petrolio all'esterno negli ultimi 14 giorni. L'Iran: 0". Lo scrive su X il segretario al Tesoro Usa Scott Bessent.
Incursione Idf a sud Nablus, palestinesi intossicati da lacrimogeni
Diversi palestinesi hanno sofferto per l'inalazione di gas lacrimogeni, durante un'incursione delle forze armate israeliane nel villaggio di Al-Lubban Al-Sharqiya, a sud di Nablus. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, secondo la quale i militari dell'Idf hanno fatto irruzione nel villaggio e hanno lanciato bombe assordanti e gas lacrimogeni in diversi quartieri, provocando anche incendi vicino alle case.
Trump insiste: “Lo Stretto di Hormuz è un nuovo territorio Usa”
Donald Trump insiste con la sua designazione di Stretto di Hormuz come di "un nuovo territorio americano". In un collage di bandiere postato su Truth, il tycoon menziona alcuni territori Usa, tra cui Guam, le Us Virgin Islands, Portorico e American Samoa, insieme al "nuovo" ingresso, rappresentato da un'immagine stilizzata dello Stretto di Hormuz.
L’appello di Netanyahu ai partiti di estrema destra: “Alle elezioni insieme o rischiamo la sconfitta”
La recente formazione di nuovi piccoli partiti di destra agita il premier israeliano Benjamin Netanyahu che teme la frammentazione del blocco, con gravi conseguenze sull'esito delle elezioni. Da qui, l'appello accorato lanciato con un video ai partiti di estrema destra Otzma Yehudit e Sionismo Religioso, affinchè si uniscano per scongiurare un'emorragia di voti. Il leader del Likud è arrivato a evocare lo “spettro” delle elezioni del 1992 quando "la destra, come oggi, aveva più voti della sinistra, ma poichè c'erano tre partiti, non superammo la soglia elettorale, perdemmo contro la sinistra e ci fu il disastro di Oslo". "Potrebbe succedere anche questa volta", ha avvertito nel video Netanyahu, sottolineando al contrario che "ogni volta che siamo andati alle elezioni insieme, abbiamo vinto".
Centcom: rimosse con successo le mine navali iraniane da Hormuz
Le forze armate Usa hanno "rimosso con successo le mine navali presenti nelle rotte di navigazione internazionali dello Stretto" di Hormuz, "posizionate mesi fa dal Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica iraniano. Le rotte di transito riconosciute a livello internazionale nello Stretto sono ora libere da mine iraniane, grazie allo straordinario lavoro dei militari statunitensi". La notizia è stata confermata in via ufficiale dall'ammiraglio Brad Cooper, a capo del Comando militare centrale Usa (Centcom), in un video postato su X.
Bessent spingerà sull'isolamento economico dell'Iran al G20 Finanze
Il segretario al Tesoro americano Scott Bessent intensificherà gli sforzi per isolare economicamente l'Iran in occasione del G20 Finanze della prossima settimana ad Asheville, in North Carolina, in un appuntamento segnato da guerre e tensioni commerciali. I ministri delle finanze e i governatori delle banche centrali delle 20 principali economie mondiali si riuniranno lunedì e martedì prossimi per dar vita ai colloqui che sono i primi di diversi incontri ministeriali del 2026, in preparazione del terreno al vertice dei leader del G20 che il presidente Donald Trump ospiterà a dicembre in Florida. Ad Asheville, i funzionari Usa sottolineeranno ai Paesi del G20 l'importanza di rispettare le sanzioni contro l'Iran, ha riferito un funzionario del Tesoro americano, indicando che Bessent rivolgerà appelli diretti ai suoi omologhi durante gli incontri bilaterali.
Media, ok Trump ad ambasciatore Usa per incontrare Hezbollah
L'ambasciatore Usa in Libano Michel Issa ha ricevuto il via libera dall'amministrazione americana di Donald Trump per incontrare un esponente di Hezbollah. Lo ha riferito una fonte diplomatica all'emittente libanese Mtv.
Washington ha mediato un accordo tra Israele e Libano per mettere fine alla guerra e raggiungere un più ampio accordo di pace, ma l'opposizione del gruppo sciita filo-iraniano ne ha reso difficile l'attuazione.
Guardian: la guerra all'Iran ha prosciugato il budget della Marina Usa
La guerra di Donald Trump all'Iran ha trascinato le forze armate americane in una grave crisi finanziaria, oltre che in una carenza di munizioni: la Marina, scrive il Guardian, è stata costretta a trasferire fondi destinati agli stipendi e ad altre voci di spesa per coprire i costi dei combattimenti. È il quadro che emerge dall'esame di documenti e da interviste con funzionari della Marina, appaltatori ed esperti di difesa. L'operazione congiunta Usa-Israele, che ha prosciugato le scorte di munizioni americane e provocato rappresaglie iraniane capaci di devastare basi strategiche Usa in tutto il Medio Oriente, sta mettendo sotto pressione i bilanci dell'intero apparato militare. Un memorandum del Pentagono sui finanziamenti alla Marina, visionato dal Guardian, avverte della presenza di "deficit nei fondi per gli stipendi", causati dal fatto che il dipartimento ha attinto a tali risorse per finanziare le operazioni di combattimento. Il bilancio della Marina per il 2026, pari a quasi 300 miliardi di dollari, comprende diverse voci di spesa stanziate dal Congresso per esigenze specifiche: personale, costruzione navale, acquisizione di sistemi d'arma e "operazioni e manutenzione" (ovvero la gestione quotidiana della flotta e delle basi). La legge impone limiti precisi alle modalità con cui questi fondi possono essere riallocati tra le diverse categorie.
Trump: “Non voglio incontro con Teheran, implorano un accordo”
Trump torna ad attaccare Teheran sui social. "Io non voglio un incontro, loro sì. Anzi, stanno implorando di raggiungere un accordo", ha scritto su Truth, facendo riferimento a un reportage di Fox News che definisce "particolarmente inaccurato sulla fallimentare Repubblica Islamica dell'Iran".
Haredi contro cantiere della metro a Gerusalemme, un arresto per incendio
La polizia ha effettuato almeno un arresto per incendio doloso dopo che estremisti ultraortodossi hanno preso nuovamente di mira un cantiere della metropolitana leggera a Gerusalemme. Le fiamme sono state appiccate a una parte del cantiere lungo via Bar-Ilan, adiacente al quartiere ultraortodosso di Mea Shèarim, durante un raduno di manifestanti che hanno lanciato oggetti, dando fuoco ai cassonetti e cercando di bloccare il traffico nella zona. Da anni, la costruzione della linea di trasporto pubblico è oggetto di proteste da parte degli estremisti haredi, che non vogliono che il treno attraversi il loro quartiere. Hanno causato danni per centinaia di milioni di dollari e ritardato il progetto di diversi anni.
Portaerei Usa Roosevelt andrà in Medio Oriente
La Uss Theodore Roosevelt è pronta a partire per il Medio Oriente. La portaerei statunitense darà il cambio a un'altra unità, la Uss George Washington, giunta di recente nella regione. Lo riferisce lo Us Naval Institute (Usni), precisando che il gruppo d'attacco dovrebbe salpare da San Diego nelle prossime settimane per una missione di oltre sette mesi.